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Caserta: Anti-coronavirus, importanti riscontri della cura-Ascierto con sei guarigioni

E’ ancora presto, per ritenere che sia stata imboccata in via risolutiva la strada giusta, per debellare gli effetti del devastante Covid-19, malattia di complessa e rapida aggressività. E’ certo, tuttavia, che la cura-Ascierto apre interessanti e importanti orizzonti di speranze. E sulla scia dei positivi riscontri di qualche giorno fa, arriva in queste ore la conferma di guarigione per sei persone, contagiate dal Covid-19, ricoverate nell’Ospedale “Sant’Anna e San Sebastiano” e sottoposte al trattamento sulla base del farmaco Tocilizumab, che normalmente viene utilizzato per la terapia dell’artrite reumatoide.

Cotugno ospedaleN.R. - 28\03\20 - La storia di quella che ormai comunemente è chiamata la cura-Ascierto è semplice e lineare; ed è espressione dell’attiva sinergia posta in campo a Napoli dalle strutture del “Cotugno” e del “Pascale”, i due presidi ospedalieri di medicina di alta Ospedale Pascalespecializzazione nel contrasto alle malattie infettive e alle malattie tumorali. Una sinergia che ruota sull’intuizione di trattare gli effetti del Covid-19, troppo spesso letali, con   l’utilizzo del Tocilizumab, la cui somministrazione è di particolare efficacia verso le complicanze della polmonite generate da Coronavirus. Un’intuizione rivelatasi di calibrata e di quell’affidabile competenza che dà frutti e alimenta fiducia verso Cura Asciertoquanti si dedicano con dedizione e cura alla  scienza e alla medicina, rifuggendo da clamori e deplorevoli polemiche senza costrutto.  La cura-Ascierto con tutti gli apporti di operosa professionalità che ne fanno la base, è anche e soprattutto questo. Un modello di impegno e di responsabile discrezione.

  1585411560Sono già guariti sei pazienti - dice il dottor Paolo Maggi, direttore dell’Unità operativa Malattie infettive dell’ospedale della città capoluogo di Terra di Lavoro - di cui cinque sono stati già dimessi e uno è in divezzamento dall’ossigenoterapia. Per un altro paziente - concludenel reparto di Rianimazione si è ottenuto uno dei pochi trattamenti erogato in Italia con il farmaco Remedesivir, con il tampone del paziente negativizzato ed è stato estubato”.