Baiano: Ciriaco De Mita e il pensiero che costruisce la politica del bene comune

La Città dell’Alta Irpinia e l’Azienda speciale dei boschi per lo sviluppo dell’economia del legno: gli obiettivi della progettualità intercomunale, per arginare la consunzione sociale delle aree interne appenniniche segnate dallo spopolamento e dalla denatalità che annullano il futuro delle comunità. Fotoservizio Francesco Barlotti.

DE MITAGianni Amodeo - 07 \ 07 \ 19 - La concisa ed esauriente rivisitazione della biografia politica, che non solo lo rende un protagonista della storia italiana, piaccia o non piaccia, ma ne fa risaltare anche il profilo di parlamentare della Repubblica per undici legislature in rappresentanza del collegio Avellino - Salerno - Benevento e di eletto al Parlamento di Strasburgo Giusy De Laurentis Copiaper tre legislature, sviluppata  da Giusy De Laurentiis, per evidenziare la caratura dell’ uomo ch’è stato presidente del Consiglio dei ministri e, più volte, ministro, oltre che presidente e segretario nazionale della Democrazia Cristiana. Gli indirizzi di saluto rivoltigli dal sindaco Enrico Montanaro e dal prof. Vincenzo Serpico, solerte e perspicace dirigente del MontanaroGiovanni XXIII”. La sottolineatura di Carlo Melissa nel marcare l’esemplarità dell’impegno civico e culturale, in virtù del quale, dopo aver toccato l’apice della rappresentanza politica ai vertici dell’esercizio del potere esecutivo nazionale, si dedica con spirito di servizio alla piccola comunità della natia Nusco, di cui è stato eletto sindaco al secondo mandato consecutivo- all’età di novantuno anni, compiuti a febbraio scorso, sono stati i tasselli d’introduzione alla conversazione dell’on. le Ciriaco De Mita con Serpicochi  scrivequeste noterelle nell’Auditorium del plesso di Scuola media dell’Istituto comprensivo “Giovanni XXIII”, nell’ambito del “Viaggio nella Costituzione”, l’interessante progetto di carattere divulgativo promosso  dal Circolo socio-culturale LIncontro, per il quale, dal giugno del 2018, si sono finora alternati sindaci e amministratori locali, magistrati, parlamentari, teologi, sindacalisti, docenti universitari e dirigenti scolastici, avvocati ed esperti di Diritto

MelissaUna conversazione articolata e variegata nei motivi di riflessione, con cui De Mita focalizzava, in particolare, la rilevanza primaria ed assoluta del rapporto che intercorre tra la politica e il pensiero; un rapporto inscindibile, con cui si alimenta la visione del futuro, per dare risposte adeguate alle istanze della promozione e dell’evoluzione civile della società. La politica che si nutre di idee, studio e conoscenza è in grado di “leggerei molteplici recessi e le fuggevoli sfumature della complessità sociale, orientando le scelte del miglior governo possibile della società, specie nelle dinamiche della contemporaneità. Ed è la contemporaneità segnata dalle modalità, con cui la globalizzazione e l’innovazione tecnologica trasformano e sovvertono rapidamente l’esistente conferendogli aspetti e profili mutevoli, per la cui comprensione è basilare il metodo del dialogo aperto e del libero confronto. In assenza dell’osservanza di questi fondamentali canoni, la politica - De Mita 1 img 20190708 wa0013spiegava- diventa “altro” da sé, per tradursi in scelte di convenienze e di opportunità, funzionali ad acquisire l’esercizio del potere per il potere, senza dare prospettive d’evoluzione alla società. E’ il processo che determina l’immobilismo e l’asfittico regresso della società, sfibrandola.

Dallo scenario disegnato della politica qual è, o dovrebbe essere, De Mita faceva scaturire la comparazione con il presente, in cui il discorso pubblico è ridotto ai minimi termini e la politica è latitante, con la manifesta crisi di “rappresentanza della società” rispetto alle problematiche da cui è attraversata. Severe e dure le contestazioni verso le forze di governo nazionale, rappresentate da Lega e Movimento 5 Stelle, interpreti e portatrici della “politica del nulla”. Sulla stessa lunghezza d’onda, le censure verso il Partito Democratico, inadeguato a fronte della realtà sociale e senza voce di convinzione e credibilità; una sostanziale afonia fatta di “parole senza pensiero”. Evidenziata la forte matrice di democrazia laica e liberale che fa da piattaforma della Costituzione, l’ex-premier marcava il ruolo esercitato dai partiti di massa, come la Democrazia cristiana e il Partito comunista, nella costruzione dell’Italia repubblicana con le loro distinte culture ed anime politiche.

                    La Costituzione, viatico di modernizzazione e democrazia

                     Lattualità del popolarismo e la centralità dei Comuni   

De Mita 3 img 20190708 wa0014Era il dato d’analisi storica, che gli forniva la chiave della rappresentazione della modernizzazione dell’Italia affermatasi progressivamente come società al passo con i tempi e  con le dinamiche dell’economia industriale nell’ Unione europea che, attualmente, costituisce un importante soggetto di cooperazione e integrazione dei Paesi delVecchio continente”, presidio fondamentale per la tutela degli equilibri geo-politici internazionali e la pace nel mondo; un passaggio con cui De Mita richiamava il Popolarismo prefigurato da don Luigi Sturzo con l’Appello ai liberi e forti diffuso nel gennaio del 1919 per la fondazione del Partito popolare ispirato dalla visione interclassista  del cattolicesimo democratico, che fosse promotore e fautore dell’elevazione civile delle classi meno abbienti nell’Italia del tempo. Un progetto restato in fieri e conculcato da eterogenei fattori, innescati dalla borghesia, dai grandi proprietari terrieri, dall’emergente nazionalismo e dalle posizioni conservatrici del clero, con don Sturzo costretto all’esilio nel 1924 - in coincidenza con l’avvento del fascismo, prima a Londra e poi a New York.

De Mita 2 img 20190708 wa0015La cultura del Popolarismo- sottolineava, richiamando la tesi espressa nel saggio “La storia dItalia non è finita” che ha pubblicato nel 2012 nella collana “Gli impegnati” per la casa editrice Guida- conserva intrinseco vigore e spiccata attualità politica. E’ la cultura, il cui centro di gravità risiede nel tessuto delle comunità cittadine, i cui valori di relazioni sociali vanno ricomposti, riscoperti e promossi per la democrazia reale e partecipata. E nel progetto di don Luigi Sturzo -non a caso- si dava rilievo alla centralità dei Comuni, in funzione del sostanziale decentramento amministrativo dallo Stato - spesso lontano ed “estraneo”- quale forma di autogoverno responsabile sui territori.

Un percorso ch’è parte significativa della Costituzione nel segno delle Autonomie locali contemplate dal Titolo quinto, in cui ai Comuni si affiancano le Province, le Regioni e le Città metropolitane, aprendo i tracciati delle Unioni e delle Fusioni intercomunali, in pratica dell’associazionismo dei piccoli e medi comuni per realizzare le migliori forme città dellAlta Irpinia 640x400possibili di governance dei territori, coniugando qualità, efficienza ed economicità. Sono i tracciati che il sindaco Ciriaco De Mita sta percorrendo  con l’interessante progettualità per la realizzazione della Città dellAlta Irpinia, condivisa dalle amministrazioni di 25 Comuni e la realizzazione dell’ Azienda speciale dei boschi nel quadro delleconomia del legno, puntando, al contempo, sulla valorizzazione del patrimonio naturalistico e paesaggistico, oltre che delle infrastrutture di stazione sciistica,  del Laceno, e sulla compiuta promozione della filiera della castanicoltura sull’asse Montella-Serino. Una progettualità, con idee chiare, per arginare il fenomeno di consunzione sociale dei territori per lo spopolamento in atto e la denatalità che sottraggono il futuro alle comunità; progettualità la cui attuazione è generata dall’intervento pubblico e dall’intervento privato. 

Benevento: Nasce un Tavolo per lo sviluppo delle aree interne

La proposta dal Forum degli amministratori campani, indetto dai cinque vescovi delle aree interne della Campania e dall’Abate di Montevergine. Le dichiarazioni di Francesco Todisco, consigliere delegato del Governatore della Campania, De Luca.

platea forum 1 1024x768P.L. - 26.06.2019 – Si è concluso il primo Forum degli amministratori campani, indetto dai cinque vescovi delle aree interne della Campania e dall’Abate di Montevergine. E’ stata una tre giorni costruttiva fatta di approfondimenti e di proposte per restituire speranza a settori dimenticati del territorio regionale, sempre più a vocazione costiera e sempre meno aperti al grande serbatoio naturale, storico ed enogastronomico di cui è ricca la parte interna della regione.

L’obiettivo a lungo termine è quello di fare del Forum una conferenza permanente, i cui effetti siano portati all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica.

platea forum 1024x768Secondo l’Arcivescovo di Benevento Accrocca si tratta diun tentativo improcrastinabile, un impegno irrinunciabile che deve avere i connotati di un vero e proprio manifesto politico da proporre alle istituzioni e dal quale partire per tentare un’ultima sortita prima della resa finale contro spopolamento, sottosviluppo e arretramento culturale”.

Nella mattinata del 26 giugno sono stati quattro i temi fondamentali illustrati durante i lavori: ambiente, paesaggio e cura del creato; welfare, servizi e accoglienza; il futuro nella storia, tradizioni, arte e beni culturali; i flussi delle persone e i capitali.

todisco e accrocca 696x522Sul tema ambientale si è focalizzato Federico Massimo Ceschin, coordinatore parchi culturali ecclesiali della CEI: “Questo territorio ha diverse criticità in tema ambientale, ma anche eccellenze straordinarie. Occorre fare rete, ma spesso aspettiamo troppo chi ci porterà l’infrastruttura e la logistica come soluzione di tutti i nostri problemi”.

“Crediamo che l’isolamento è ciò che ci condanna inesorabilmente e spezza ogni garanzia di futuro mentre in realtà i dati ci dicono cose diverse – ha insistito Ceschin - C’è stato un incremento del 2,1% del turismo nelle aree interne che ha prodotto un aumento del 6,5% del PIL pro capite. Il 70% dei turisti nel 2018 ha preferito le aree marginali e periferiche; segnali che ci fanno capire la Federico Massimo Ceschindomanda di spiritualità, di futuro viaggia su binari che non sono quelli passati del produttivismo ma dell’accoglienza autentica, della relazione, dei paesaggi incontaminati, delle tradizioni. Tutto ciò richiede lo sviluppo di un’infrastruttura sociale e cioè la capacità effettiva di generare una filiera produttiva tra chi coltiva la terra, la attraversa, chi fa la guida, l’archeologo, il parroco. Insieme, allargando la comunità territoriale potremmo crescere e tutelare il bene comune, frenando anche chi cerca di distruggerlo con discariche, eolico selvaggio e trivellazioni petrolifere”.

francesco todisco tavolo aree interneQuesta tre giorni ha registrato un fatto nuovo e politicamente rilevante mettendo insieme gli amministratori delle aree interne” ha esordito Francesco Todisco, consigliere delegato della Regione Campania per le Aree Interne, ribadendo l’importanza dell’incontro e annunciando la costituzione di un Tavolo permanente per lo sviluppo delle aree interne: “Abbiamo guardato all’appello delle Diocesi con interesse. E’ mancato negli anni il livello di interlocuzione che consentisse un trasferimento di consapevolezza all’interno delle comunità. Abbiamo un pensiero da costruire, guardare le esigenze specifiche in un’ottica di crescita collettiva che non sia separata dallo sviluppo della Campania. Dialogo, conoscenza e monitoraggio degli strumenti che vengono e verranno messi a disposizione dall’Europa attraverso i fondi 2021-2027. Mettiamoci a lavoro uniti per la crescita delle aree interne”.

mario melchionna 840x440Sul tema dei servizi e dell’accoglienza è intervenuto Mario Melchionna, segretario provinciale CISL Irpinia Sannio: “Sono veramente contento di questa iniziativa dei vescovi perché hanno avuto la capacità di fare ciò che la politica non è riuscita a fare e cioè mettere insieme associazioni, istituzione, enti locali, organizzazioni sindacali e le diocesi per creare una vera sinergia sul territorio, condividendo idee e obiettivi. Mi auguro e spero che le buone intenzioni vengano raccolte, a partire dalla Regione”.

Melchionna chiude con una stoccata al management dell’A.O. San Pio: “Sulla sanità, bisogna smetterla di fare i piani ospedalieri con la calcolatrice a tavolino. Bisogna tener conto delle caratteristiche del territorio. La difficoltà principale riguarda lo sblocco del turnover, senza questo non ci saranno più medici con il rischio che i nostri boffaospedali vengano svuotati. Non si può continuare a scherzare e la politica deve smetterla con il clientelismo che danneggia i cittadini”.

A chiudere il convegno Costantino  Boffa, consigliere del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che ha ribadito con forza l’opportunità di agganciare il treno dello sviluppo attraverso la realizzazione della ferrovia di alta velocità/capacità Napoli-Bari.

 

 

Le dichiarazioni di Francesco Todisco,

consigliere delegato della Regione Campania per le Aree Interne

Todisco segretario e1509453440319 1440x564 c e1516103584719«Ho scelto l’importante assemblea degli amministratori convocata dai Vescovi delle province di Avellino e Benevento per annunciare la nascita del “Tavolo per le Aree interne”. Uno strumento necessario per dare coerenza ai progetti che interessano le province di Avellino, di Benevento e i territori interni delle province di Salerno e Caserta» ha esordito Francesco Todisco.

«Due sono gli obiettivi principali: il primo, l’analisi dei risultati a valle di tutti gli strumenti che hanno interessato questi territori, in modo da comprenderne i benefici, da un lato, e le criticità, dall’altro. Il secondo, proprio partendo da questa analisi, l’elaborazione, assieme agli attori istituzionali e sociali, della strategia complessiva per incidere nell’attuale programmazione e nella costruzione di una traccia condivisa per quella “2021/2027”. Solo attraverso questo lavoro – sottolinea Todisco - può determinarsi una consapevolezza delle comunità su questi temi che per troppo tempo sono rimasti “riservati” agli addetti ai lavori e può nascere un pensiero per le aree interne. Un pensiero che sappia cogliere i bisogni specifici delle zone interne, ma che non sia “separato” da un pensiero complessivo di sviluppo della Campania. Che si offra anzi come modello replicabile per gli altri pezzi della nostra regione. A breve, verranno convocati i principali attori istituzionali delle aree interne per la prima riunione del tavolo per un primo confronto operativo con gli uffici e le competenze tecniche della Regione Campania».

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IL TURISMO IN IRPINIA: LA PRO LOCO MONS MILITUM LANCIA PERCORSI TRA STORIA, GUSTO E TRADIZIONE

Con il progetto “visitiAMO MonsMilitum”, la Pro loco ha realizzato un modello alternativo di offerta turistica e culturale, mediante la creazione di un articolato “pacchetto turistico”, messo in atto da accompagnatori che offrono al visitatore varie opzioni durante tutto l’anno.

Turismo in Irpinia 40252549 1907032172720378 4503056593180426240 oN.R. - giugno 2019 - ll turismo, asset strategico e fondamentale per l’Irpinia insieme allo sviluppo delle eccellenze enogastronomiche, a Montemiletto ha raggiunto il suo apice negli ultimi anni, generando una rinascita sociale e culturale della comunità. Il merito è indubbiamente della Pro Loco Mons Militum, che, in seguito al protocollo d’intesa con il Comune di Montemiletto per la gestione del turismo, si è prefissata come obiettivi la valorizzazione e la promozione del territorio come destinazione turistica, occupandosi interamente della gestione dei turisti/visitatori durante gli eventi e le manifestazioni organizzate sul territorio.

Le guide di Montemiletto arton39718 85b97Con il progetto “visitiAMO MonsMilitum”, la Pro loco ha realizzato un modello alternativo di offerta turistica e culturale, mediante la creazione di un articolato “pacchetto turistico”, messo in atto da accompagnatori che offrono al visitatore varie opzioni durante tutto l’anno, che spaziano dalle visite guidate del Castello della Leonessa e del borgo con annesse chiese, alle visite guidate delle frazioni, dei casali e delle aziende agricole locali convenzionate con la Pro loco.

La struttura della visita guidata è semplice, intuitiva ed efficace: si entra nel centro storico dalla “Porta della Terra”, si visita il Castello della Leonessa mentre le guide narrano la storia del borgo ed il turista può godere del fascino di una vista spettacolare dall’alto delle diverse angolazioni della fortezza; usciti dal castello si attraversa il centro storico con le annesse chiese e con gli antichi vicoli coperti (dal francese, “rue”). E’ altresì possibile Logo Pro Loco Montemiletto arton60812 70f31personalizzare la visita guidata, impostandola in base alle esigenze e richieste del turista. Ovviamente la visita è a costo zero: “Ciò che ci ripaga è poter diffondere l’amore per il nostro territorio e lasciarlo nel cuore di chi viene a trovarci”, dichiara il Presidente della Pro Loco, Florindo Garofalo.

Rievocazione storica dellAssalto al Castello di Montemiletto AV 6hqm17tbxg15uo2e3ca43pi1v21qd8gpi7rid4ty75gLa Pro loco si occupa, altresì, della predisposizione del soggiorno dei turisti nelle strutture ricettive presenti sul territorio, nonché di un vasto programma di svago ed intrattenimento (escursioni lungo il fiume Calore, percorsi enogastronomici, itinerari culturali, ecc.). A disposizione del turista, inoltre, è previsto un articolato calendario di incontri socio-culturali presso il Castello della Leonessa, quali presentazioni e reading letterari, concerti musicali e convegni.

Tutto questo produce risultati considerevoli: oltre 10.000 visitatori all’annoLa Pro loco, infatti, ha registrato negli ultimi anni un aumento considerevole dell’afflusso turistico. Questo è motivo di grande orgoglio ed incentivo ad impegnarsi con maggiore entusiasmo ogni anno che passa al fine di garantire miglior supporto al turista/visitatore.

Per info: Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – Pagina Facebook: Pro loco Mons Militum

 

Avella / Bene comune negato: Il Parco del Partenio e lo scempio senza fine

La Rete sociale si mobilita e condanna l’inerzia degli amministratori locali.

Foto traversata Alta via del Partenio 20Partenio 6 2 1024x498Gianni Amodeo -16\06\19 - Dici Area protetta e ti vien fatto di disegnare e rappresentare nel tuo immaginario un sito di particolare nteresse e valore naturalistico da tutelare, anche e soprattutto per la specifica funzione, avvalorata dalle norme della legislazione regionale in materia, che esercita a garanzia della tenuta degli equilibri geologici di riferimento.

Dici Parco e identifichi, sempre nel tuo personale immaginario, quel “valore aggiunto”, in cui si combinano e interagiscono in armonia le pregiate alberature tipiche e caratterizzanti dei territori, configurando i boschi e la vegetazione da cui sono ravvivati, fornendo il miglior habitat possibile a tutte le specie viventi per le quali i boschi sono accoglienti dimore e rassicuranti rifugi. E’ l’armonia, in cui si riconosce l’operosa mano dell’uomo che se ne prende cura, conferendo al Parco quell’impronta del bello naturale che lo rende attrattivo e da vivere, rispettandolo.

Partenio 2 16 498x1024E’, questa, la corrente e normale declinazione che dà significato e senso al ruolo del mix Area protetta-Parco regionale. Una declinazione di normalità, che, però, non appartiene da tempo - forse, fin dall’atto istitutivo riferibile dagli anni ’70 - al Parco del Partenio, che gode di una straordinaria franchigia, per la quale costituisce sempre più un’entità “altra” e a stante, che di certo non aderisce ai canoni di un comune Parco normalmente gestito e amministrato, senza rientrare per nulla nella sfera della legalità.

Partenio 1 39E’ la franchigia, tanto per dire, per la quale la pratica dei tagli abusivi, in boschi di proprietà pubblica e comunale, sul versante caudino come su quello dellAlto Clanio, è tanto permanente e diffusa, specie nei mesi autunnali e invernali da sembrare “normale”. E’ una prassi che sfugge ad ogni regola e controllo, generando gravi e spesso irreversibili danni al patrimonio arboreo. Un fenomeno di elevata pericolosità eco-ambientale, che sottrae, per giunta, importanti risorse economiche per le casse dei Comuni interessati. E non si contano le segnalazioni e gli esposti delle associazioni e dei gruppi ambientalisti, per segnalare il fenomeno alle Istituzioni, senza ricevere le risposte auspicate di prevenzione e contrasto, per neutralizzarne gli effetti. Eclatante, sotto questo aspetto, la grave situazione rappresentata lo scorso novembre al Palasport di Cervinara, nell’ambito delle iniziative del Festival dellambiente. Uno scenario di criticità e negatività marcate, in cui le manomissioni e devastazioni degli incendi “recitano” la loro parte…funzionale alla formazione di rigogliosi pascoli.

Partenio 3 11 498x1024Il racconto del Parco negato del Partenio si”legge” ora nelle foto delle Rete sociale attiva, l’importante e attiva associazione dei consumatori, presieduta dall’avvocato Almerigo Pantalone. E’ il racconto che focalizza il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti-speciali, boschivi e ingombranti, nei boschi del Partenio. Un fenomeno tutt’altro che nuovo. La novità è data, però, dalla presa di posizione della Rete sociale attiva che si mobilita, annunciando anche azioni e procedure giudiziarie e chiamando direttamente in causa gli amministratori dell’Ente Parco e lo stesso presidente del Parco, Franco Iovino; è l’appello a rivitalizzare il ruolo del Parco, “liberandolo” dai fenomeni che ne compromettono e condizionano la ragione di essere. In realtà, il Parco tiene in serbo importanti risorse e potenzialità, ma vanno rese concrete e praticabili con una “governance” strutturata ed organica, per il cui esercizio è fondamentale la condivisione responsabile e fattiva delle amministrazioni comunali, i cui territori afferiscono al Parco.

Partenio 10Finora, però e purtroppo, il Parco è stato “considerato” e … utilizzato come un accessorio banalmente inutile nel perimetro della più usuali e ricorrenti pratiche della routine amministrativa. Un vuoto di prospettiva, mentre il Parco non solo può favorire l’attuazione di autentiche politiche ambientali, coniugate con adeguate scelte di pianificazione urbanistica, ma anche una fattiva opportunità di sviluppo del territorio, facendo leva sul turismo green e sostenibile. Un percorso su cui è utile operare, nella responsabile consapevolezza, per la quale il turismo è risorsa solo si programma e attua con scelte congrue e servizi efficienti per qualità e forza di attrazione. Una ragione in più per prestare attenzione all’iniziativa di Rete sociale attiva.

Partenio FB IMG 1555179779661 1Sarà interessante registrare le risposte degli interlocutori chiamati in causa e soprattutto degli amministratori locali, che, in realtà, esercitano i veri poteri decisori sui territori. Il sasso è stato lanciato.

A SCAMPITELLA INAUGURAZIONE DELLA NUOVA CASA COMUNALE

Apertura anche  della mostra archeologica “Testimonianze dal passato”

IMG 20190531 WA0000L.P. – 07.06.2019 - Sabato 8 giugno 2019, alle ore 17.00, sarà inaugurata la nuova casa municipale di Scampitella nella centrale piazza Giosuè Carducci: un moderno ed efficiente edificio, ben strutturato e tecnologicamente all’avanguardia, realizzato per offrire ai cittadini uffici comunali più funzionali e accoglienti.

Al taglio del nastro seguirà un incontro, nella sala consiliare, cui parteciperanno Antonio Consalvo, Sindaco di Scampitella, Domenico Biancardi, Presidente della Provincia di Avellino, Maria Tirone, Prefetto di Avellino, mons. Sergio Melillo, Vescovo di Ariano Irpino-Lacedonia.

Scampitella.Statuetta raffigurante Ercole in assaltoIVa.C. copiaContestualmente ci sarà l’apertura, all’interno della sede comunale, della mostra permanente “Testimonianze dal passato: archeologia a Scampitella”, realizzata in collaborazione con la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Salerno e Avellino.

In esposizione una serie di preziosi oggetti di ornamento personale dell’ultima età del Ferro provenienti dalla località Piano di Contra e recuperati grazie all’impegno decennale sul controllo del territorio del Gruppo Archeologico “Scampitella”.

Ne parleranno Francesca Casule, Soprintendente SABAP di Salerno e Avellino, Giampiero Galasso, archeologo, Serena Metozzi, restauratore Artes Restauri e servizi per l’arte. Sarà presente anche Pietro Luciano, direttore del Gruppo Archeologico Avellano "Amedeo Maiuri", in rappresentanza dei Gruppi Archeologici d'Italia

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