Nola: Le dimissioni del sindaco Gaetano Minieri, decisione forte

Gaetano Minieri img 20190626 082458Aut-aut per la maggioranza eletta a giugno scorso a fronte delle criticità innescate dal Covid-19, che si aggiungono all’oneroso peso del dissesto finanziario dell’Ente di piazza Duomo. Il nuovo commissariamento prefettizio a garanzia dell’ordinaria amministrazione comunale sarebbe un ulteriore fattore di immobilismo per la città, ma è necessario conformare l’azione del governo locale alla trasparenza pubblica e alla responsabilità etica senza cedimenti ai deteriori particolarismi e alle velleità personalistiche. Le “lezione” dei recenti cicli consiliari fa testo. 

Gianni Amodeo – 16.05.2020 -  Il dilemma è di massima chiarezza. Ed averlo posto nei giorni scorsi con linearità e franchezza di linguaggio, è merito del sindaco Gaetano Minieri, dimissionario dall’esercizio delle elezioni nolafunzioni conferitegli meno di un anno fa, con mandato pieno e larghezza di consenso nel ballottaggio che lo contrappose alla candidata-sindaco della coalizione civica con prevalente orientamento di centro-destra, l’architetto Cinzia Trinchese. E’ il dilemma, che pone a nudo e di fronte alle proprie responsabilità politiche verso la comunità cittadina in modo diretto e senza vie di fuga la coalizione maggioritaria, costituita da formazioni civiche e componenti con matrice predominante di centro-sinistra; dilemma per il quale se il collante, con cui la coalizione ha affrontato la competizione elettorale di giugno scorso, non è più in stato di normale tenuta, diventa obbligatorio e doveroso lasciare il campo libero e rimettersi di nuovo alla volontà elettorale della cittadinanza, previo l’ennesimo commissariamento prefettizio dell’Ente di piazza Duomo. E se, invece, il collante di coesione è ancora in grado di garantire la tenuta di equilibri e rapporti senza impropri personalismi e indebite velleità particolaristiche, diventa etica e doverosa responsabilità, porsi al servizio della piazza duomo nola 1città, assicurandole trasparenza di gestione nel dare attuazione al programma proposto nella decorsa primavera alla cittadinanza, alla luce degli obiettivi e dei percorsi delineati ed espressivi della visione di Nola nel presente e nel futuro; programma avallato dal voto, quale patto autentico contratto con la cittadinanza e da osservare, onorando la credibilità sociale e l’affidabilità civica. 

E’  in buona sostanza una vera e forte operazione-finestra,quella che la maggioranza è chiamata a fare con se stessa e verso la città, tanto più dovuta e marcata, se si commisura con le generali e diffuse problematiche emergenziali innescate dall’epidemia del Covid-19 sul versante sanitario e su quello sociale ed economico; problematiche gravate, per giunta, dalla stato di dissesto Museo cartapesta comune nolafinanziario in cui versa l’ Ente di piazza Duomo, il dirimente atto deliberato nello scorso agosto dall’appena insediata neo-compagine amministrativa, per arginare e superare le strutturali criticità economiche e finanziarie delle “casse” comunali, con un piano di risanamento organico e strutturato. Un provvedimento, quello della formalizzazione del dissesto traumatico, ma anche funzionale a riordinare ex novo l’assetto gestionale della fiscalità cittadina, specie sul piano del contrasto all’evasione dal pagamento dei tributi comunali e delle tariffe dei servizi; riordino, che diventa ora più impegnativo e complesso dovendosi coniugare con le impreviste e dure criticità indotte dal Covid-19.

Tribunale di Nola news56991Allo stato attuale, mentre corrono i canonici 20 giorni entro i quali il sindaco Minieri può revocare le dimissioni o confermarle annullando la consiliatura, la posta della partita politica ed amministrativa è tutta all’interno della maggioranza, non c’è alcun dubbio. E che il sindaco Minieri nell’annunciare le dimissioni abbia focalizzato la solitudine in cui è venuto a trovarsi, specie nelle dure giornate della Fase-1 dell’emergenza sanitaria, non è un dettaglio di scarso rilievo. Ma sussistono sempre modi e forme, per rimediare ad assenze e ritardi di omissione, a patto che si voglia realmente, va ribadito, essere al servizio della città e delle sue potenzialità inespresse.

Sotto questo profilo, le esperienze dei cicli amministrativi recenti, quando la coesione consiliare a Palazzo di Città ha funzionato nella normalità e nel congruo confronto tra maggioranza e Parco Archeologico via V. La Roccaminoranza, si sono realizzati importanti cambi di passo ed intraprese opere di pubblica rilevanza, in parte compiute e in parte, purtroppo, restate sospese per sopraggiunti e inconcludenti particolarismi e deteriori litigiosità. Come dire, la concordia nella pubblica chiarezza dei ruoli è operosa e costruttiva, la discordia è nefasta e improduttiva. 

Il riferimento è mirato, citando alla rinfusa, all’edilizia scolastica, con il completamento della struttura destinata al Liceo “Albertini”, al varo dei Contratti quartiere in ambito-Gescal per il potenziamento e il miglioramento dell’edilizia popolare e convenzionale, al vasto e interessante programma, supportato dalla Regione-Campania, per allestire il Museo della Cartapesta unesco fuochi 640x400con  le annesse Botteghe e Scuola di formazione artigiana, al Parco archeologico di via Vincenzo La Rocca, al Parco didattico del Villaggio preistorico di via Feudo, all’attivazione del Museo storico-archeologico dell’area nolana con l’annessa e prestigiosa pinacoteca, magnifico attrattore culturale, senza tralasciare il sostegno assicurato all’istituzione del Tribunale di piazza Giordano Bruno, con carico di spese, in anticipazione, per la manutenzione ordinaria assunto dall’Ente di piazza Duomo, e il riconoscimento del sigillo Unesco alla Festa dei Gigli, dando alla città una dimensione internazionale. Sono percorsi di proficua gestione della cosa pubblica, di cui nel giro degli ultimi anni si sono fatti portatori e interpreti da “Primi cittadini”, Franco Ambrosio, Peppino Serpico, minierigaetanosindaconolaBiancardi images3Q110OJKNapolitanoSerpico 25395 1327096112AmbrosioFelice Napolitano e Geremia Biancardi, finché hanno potuto operare senza traversie e senza “pietre d’inciampo” interne o per giochi politico-elettoralistici estranei agli interessi reali della città. E quando sulla strada delle loro amministrazioni sono spuntati gli ostacoli, le loro esperienze, per quanto positive in complesso, sono finite a ramengo, cedendo il passo al commissariamento prefettizio. E l’ultimo in ordine di tempo, è compreso tra il maggio del ’18 e il giugno del ’19.    

Regionali, Comunali e Referendum confermativo: L’Anci chiede l’election-day in autunno e il protocollo di regole da osservare con uniformità nazionale a garanzia della segretezza del voto e della sicurezza

Il pressing di Campania, Puglia, Marche, Liguria e Veneto per il voto a luglio. La Toscana non avanza rivendicazioni e si conforma alle disposizioni del governo. Le proposte delle liste bloccate con stop alle preferenze per l’Assemblea regionale del Centro direzionale di Napoli finite sul binario … morto.

elezioni regionali voto 2Gianni Amodeo - 07\05\20 - E’ stato approvato il 20 aprile dal Consiglio dei ministri il decreto che indica l’arco temporale, incluso tra il 15 settembre e il 15 dicembre, entro il quale vanno indette le elezioni per il rinnovo delle presidenze e dei Consigli delle Regioni in scadenza di mandato nel mese di maggio in corso e, contestualmente, ne ha sancito la conseguente proroga al 31 agosto. E sono sei le Regioni interessate alla tornata elettorale, Campania, Puglia, Marche, Toscana, Liguria e Veneto, oltre la Valle d’Aosta, regione autonoma con Statuto speciale. E lo stesso arco temporale è stato indicato per le elezioni elezioni comunali 2 1280x720dei sindaci e dei civici consessi di 1000 Comuni, tra cui 14 capoluoghi di provincia, come Reggio Calabria, Arezzo, Bolzano, Treviso. Un rinvio reso necessario dall’emergenza corona-virus, ma che già nell’immediatezza dell’emanazione del decreto è stato considerato troppo prolungato dai presidenti di Campania, Puglia, Marche, Liguria e Veneto, per i quali, invece, l’appuntamento elettorale può essere fissato il 12 o il 25 luglio, mentre la Regione-Toscana non ha avanzato alcuna rivendicazione, conformandosi alle decisioni del Consiglio dei ministri.

ANCIE’ una rivendicazione, quella di luglio, rilanciata in questi giorni con forza in ambienti politici e partitici e dagli stessi presidenti delle Regioni interessate, che, però, non è affatto condivisa dall’Associazione nazionale dei Comuni italiani, presieduta dall’onorevole Enzo Bianco. Per l’Anci, che costituisce il massimo organismo di rappresentanza degli Enti locali, in via preliminare, non ha alcun senso di logica ed opportunità sia istituzionale che politico concepire l’indizione delle elezioni separate, tra Regionali e Comunali che vanno, invece, accorpate nell’arco autunnale, così com’è prefigurato dalle indicazioni del decreto del Consiglio dei ministri del 20 aprile. E l’accorpamento va riferito, sottolinea l’Anci, anche al voto per il referendum costituzionale per la conferma del cosiddetto taglio dei parlamentari, in virtù del quale la Camera dei deputati SchedaReferendumTagioParlamentari20 1da 630 eletti scende a quota 400 parlamentari, mentre la Camera dei senatori passa da 315 eletti a 200 parlamentari. Un voto, quello del referendum confermativo, che doveva svolgersi già a marzo, ma slittato sine die per l’emergenza pandemica.

L’Anci evidenzia le ragioni di economicità che sono alla base dell’election–day, considerando in modo particolare le condizioni di criticità esistenti negli Enti locali alle prese con l’emergenza covid-19, entrata nella cosiddetta fase-2 della convivenza con il virus; fase, che ormai si coniuga sempre più con l’emergenza economica e sociale, specie per le piccole e medie imprese, mentre la fase-3 della normalità neanche si prospetta nelle linee generali d’indirizzo. In specifico, l’Anci, puntando sull’election-day, chiede al governo la definizione al più presto possibile di un protocollo che fissi regole e modalità chiare, per assicurare l’uniformità a livello nazionale dello svolgimento delle attività preelettorali e delle consultazioni elettorali;  protocollo  da osservare rigorosamente in modo da garantire i Bianco Enzorequisiti necessari  costituiti dalla segretezza del voto e dalla sicurezza di tutti coloro che operano a vario titolo di responsabilità e competenza per il normale andamento delle consultazioni. E’una domanda di garanzia e trasparenza, messa in risalto dall’on.le Bianco nell’audizione resa proprio sul decreto per le elezioni nella sede della Commissione della Camera dei deputati per gli Affari costituzionali; domanda tanto più marcata e pertinente, se si considera che in autunno,  così  come allo stato attuale, è più che probabile il perdurare dell’emergenza covid-19, con tutte le prescrizioni restrittive da osservare in materia di confinamento e distanziamento sociale per la prevenzione e il contrasto alla contagiosità del virus.

                                   Liste bloccate in Campania senza preferenze

                            Proposte indecenti e irricevibili per imicronotabili”    

Regione CampaniaPer completezza dei dati, va rilevato che per le elezioni degli organi istituzionali sono in vigore venti legislazioni, corrispondenti ai quadri normativi delle 15 Regioni ordinarie e delle 5 Regioni autonome a statuto speciale, che formano l’assetto dello Stato repubblicano, incardinato nella Carta costituzionale.

In specifico in Campania, nel prospettare le ragioni del voto a luglio per la composizione del Consiglio del Centro direzionale di Napoli, sono state proposte due ipotesi, quella del listone per coalizioni partitiche con posti bloccati per l’assegnazione dei seggi e senza differenziazioni tra i collegi provinciali, e quella di semplici liste bloccate per partiti in collegi provinciali; denominatore comune dell’una e dell’altra proposta, l’abolizione del voto di preferenza. Una scelta, mirata ad evitare campagne elettorali dispendiose e sontuose, conferendo, nel contempo, prevalenza determinante alle consiglio regione campania 1designazioni delle segreterie dei partiti e dei candidati-presidenti, ma contestata in particolare dai consiglieri regionali uscenti, sollevando anche eccezioni di costituzionalità. 

 In realtàsostiene il sociologo Mauro Calise lo stop alle preferenze è strutturato per porre ai margini e depotenziare i ruoli di quelli che chiama “micronotabili” dei territori con il noto potere di condizionamento negli orientamenti elettorali, promuovendo Calise Mauro 113109243 1165ee17 a62d 46f9 b47e aca8257cfb8ee allestendo liste di collegamento per questa o quella coalizione, da un verso all’altro dello scacchiere politico, senza tante sottigliezze, come per una partita di roulette, pur di accaparrare seggi. Ma, al tirare delle somme, lo stop preventivato non poteva avere vita … lunga ed è finito su un binario … morto, con il dibattito relativo strozzato e liquidato in un baleno. Recepirlo e avvalorarlo senza remore e riserve avrebbe messo in liquidazione le chances dei “micronotabili” in servizio permanente per tutte le stagioni politiche. E di lungo corso e potere, tout court. Meglio lasciare andare, in attesa degli eventi.  

Il revenge porn dei fratelli Nikolaj e Pavel Durov ancora sotto inchiesta

Le considerazioni e le proposte dell’avv. Vincenza Luciano, consigliera di Parità “effettiva” della Provincia di Avellino, in merito al tema, nell’intervista di Francesco Alfonso Barlotti.

025886 revenge pornL’abominio del revenge porn prosegue incostantemente su Telegram, chat di messagistica criptata russa, dove si verifica l’ormai nota e frequente diffusione di materiali pornografici e pedopornografici. Il social dei fratelli Nikolaj e Pavel Durov, già noto per queste vicende, è ritornato nuovamente sotto la luce dei riflettori agli inizi di aprile, a causa di una seconda inchiesta di Wired Italia, analizzando come siano nati migliaia e migliaia di gruppi con lo scopo di diffondere contenuti multimediali erotici di donne e di minorenni. Oltre ad essere colpita l’intera penisola dal dramma del “revenge porn”, anche l’Irpinia e il Baianese-Alto Clanio non sono immuni da questo fenomeno, come già precedentemente analizzato (clicca qui per leggere i precedenti articoli).

Vincenza LucianoL’avvocato Vincenza Luciano, consigliera di Parità “effettiva” della Provincia di Avellino, ha esaminato al nostro taccuino il dramma del revenge porn, fornendo le indicazioni per denunziare e gestire eventuali episodi di condivisione di materiali multimediali “intimi”.  

 

D - Dopo l'inchiesta di Wired Italia del 4 aprile, è emersa fuori la punta dell'iceberg con la condivisione di contenuti intimi di donne e a volte, anche di minorenni. Come commenta questo indecente e meschino comportamento da parte di questi utenti?

R - “Lo ha già commentato lei in modo impeccabile. La realtà del revenge porn è l’emblema dello squallore umano.“

D - Oltre alla condivisione di questi contenuti personali, vengono anche diffusi i dati sensibili e si verificano aggressioni tramite social, messaggi e al telefono. Al di là di ledere l'immagine della vittima, viene distrutta anche quella psicologica. Come ci si deve comportare in questi casi? È possibile riuscire a ritornare alla <<normalità>>?

R - “La prima cosa da fare è trovare la forza di denunciare. A tale proposito ricordo che esiste la piattaforma <<Chi odia paga>>. Si tratta di uno strumento di supporto e orientamento per coloro che sono vittime di odio on line. In caso di revenge porn, la piattaforma a) consente di compilare un questionario gratuito per avere un primo orientamento legale e alcuni consigli; b) permette alla vittima di acquisire in autonomia la prova digitale delle immagini o dei video; c) consente, ove possibile, la rimozione dei contenuti illeciti condivisi. Un aiuto reale che può servire anche psicologicamente a superare vicende che, dal punto di vista umano, segnano inesorabilmente.”

D - Molto spesso i protagonisti di queste vere e proprie vendette sono ex, che hanno deciso di vendicarsi infangando in ogni modo l'immagine su Telegram e sui social della propria partner. Secondo Lei, questi vergognosi esseri sono legittimati nell' <<essere>> irrintracciabili delle autorità? 

R - “Non è vero che sono in assoluto non identificabili. È necessario, tuttavia, denunciare prima possibile i fatti. Il tempismo è fondamentale per fronteggiare tutti i reati informatici. Meglio bloccare una fotografia o un video che circola in chat che “rincorrerlo” quando diventa virale”. Ricordiamo che per far avviare il procedimento penale basta allegare alla querela anche un solo screenshot o, semplicemente, raccontare il timore che il video stia circolando. Poi, in un eventuale processo conterà certamente la modalità di acquisizione della prova informatica, gli eventuali testimoni e ogni altro elemento utile alla ricostruzione dei fatti.”

D - Martedì è stato chiuso uno dei gruppi Telegram più grandi, dove si verifica la condivisione dei materiali, ma nel pomeriggio è stato subito ripopolato. In un certo qual modo, si potrà mai fermare il revenge porn?

R - “In questo periodo le prospettive non sono delle migliori anche perché le persone trascorrono più tempo sui social, a causa della pandemia. Sono cresciute, infatti, le denunce per la diffusione illecita d’immagini sessualmente esplicite e casi di revenge porn. Per il resto, pensare che possa esistere una società senza crimine è difficile da ipotizzare.”

D - L'Irpinia e il Mandamento non sono stati immuni da questo fenomeno. Solamente con un approfondimento si contano due vittime di questo scempio, ci deve essere una sorta di educazione a partire dagli adolescenti per poterlo arginare almeno in piccolo?

R - “L’Irpinia non è assolutamente un’isola felice da questo punto di vista. Anche da noi Telegram è diventato il Far West dell’abuso su ex partner e minori. Una fogna orribile. Foto di donne scambiate come figurine. Stupri virtuali di gruppo e pedopornografia. Il problema di base non è, tuttavia, l'esistenza di Telegram o il fatto che una persona si faccia delle foto intime, come tanti vogliono far credere. Il problema fondamentale è di tipo culturale, con la mancanza di una vera educazione che liberi da pregiudizi, stereotipi, doppi standard e riconosca concetti come libertà sessuale e consenso. Una educazione basata sul concetto del rispetto della diversità di genere sconosciuta ai più. Da questo punto di vista, come consigliera di parità della Provincia di Avellino ho proposto un progetto sull’educazione di genere a cui hanno aderito 10 comuni e che, covid -19 permettendo, prenderà il via dal nuovo anno scolastico. È un piccolo passo, aspettando che diventi legge il progetto che vuole introdurre questa materia come obbligatoria all’interno della scuola italiana. Speriamo che ciò accada il più presto possibile.”

Parma Capitale Italiana della Cultura 2020: Un anno di eventi in città per chi crede nella cultura, nella democrazia e nella sostenibilità

La grande opportunità di promozione anche per la vasta area turistica di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, le tre città parte di Destinazione Turistica Emilia e candidate al percorso di Capitale, a causa delle disposizioni previste dal DPCM Covid19, in vigore dal 9 marzo, al momento, è stata bloccata ed il programma degli eventi è stato sospeso. E intanto è al capolinea anche la candidatura per il 2021, bando che ha visto la partecipazione di ben sei Comuni della Campania.

bede9e3124c50657fe8e343fff437e1c parma capitale2020Pietro Luciano – 02.05.2020 - "Costruiremo spazi e tempi di incontro e di dialogo, riconoscendo la ricchezza multiculturale della nostra storia trasformando con essa il nostro sguardo sull’oggi. Avremo il compito di suscitare cultura nei quartieri, di creare pensiero e benessere insieme a tutte le istituzioni e le associazioni della città, arrivando, con ogni sforzo, a coinvolgere ogni singolo cittadino. Lo faremo senza dimenticare che stiamo parlando all’Italia, che dobbiamo guardare sempre fuori dai nostri confini, perché Italia significa Europa e, di nuovo, il grande Tempo che ci ha portati fino a questo traguardo". Così Federico Pizzarotti, Sindaco di Parma, e Michele Guerra, Assessore Cultura del Comune di Parma.

parma capitale culturaE il programma generale di Parma 2020 ha, infatti, come nucleo fondante il Dossier di candidatura, dal quale si sarebbero dovute, poi, sviluppare una serie di azioni da parte di tutta la città e il territorio, sotto il comune denominatore "La cultura batte il tempo".

Il Programma generale della Capitale della Cultura è composto da

Il Dossier di candidatura e gli eventi speciali | Il progetto pilota e le officine contemporanee rappresentano il paradigma di Parma 2020 e, fondendo patrimonio, culture e creatività internazionali, si sviluppano tra mostre, installazioni, produzioni, laboratori, aperture straordinarie, convegni, musica e open call, tra antichi luoghi e distretti contemporanei. Danno forma all’idea e al progetto culturale di Parma, e battono il tempo del fare cultura e del fare futuro.

imagesKZJWPZROL’energia del territorio | Dalla Bassa all’Appennino, la “nazione Parma”, come la chiamava Attilio Bertolucci, sta sviluppando oltre 150 attività, che vedono la mobilitazione ed il coinvolgimento dei Comuni, della Provincia, delle Diocesi, delle imprese e delle associazioni, del loro valore culturale, paesistico ed eno-gastronomico.

Il programma dell’Università di Parma | Un vasto programma dedicato alla diffusione della conoscenza ed alla condivisione dei saperi, declinato nei due temi strategici “Cultura e innovazione” e “Cultura e democrazia”, che mette a disposizione della società nuovi percorsi scientifici e culturali, nuovi luoghi e modalità comunicative, finalizzati ad una effettiva partecipazione della comunità ai risultati della ricerca, nei quali si fondono i tempi della memoria e dell'invenzione. 

Parma culturasEmilia 2020 | Parma 2020 è una grande opportunità di promozione anche per l’area vasta turistica di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, le tre città parte di Destinazione Turistica Emilia e candidate al percorso di Capitale. Il programma Emilia 2020 nasce per mettere a sistema le opportunità culturali di queste realtà, potenziandone la visibilità e gli strumenti. 

In sintesi Parma Capitale italiana della Cultura ha messo in campo un palinsesto composto da 500, tra eventi e manifestazioni di alto profilo, con l’attivo coinvolgimento delle associazioni, onorando e facendo conoscere al meglio e compiutamente il ricco patrimonio umano e artistico che vanta la città, tra le più evolute nel panorama nazionale ed europeo per la qualità di vita e le opportunità di crescita civile. E’ una città che già investe nove milioni di euro, in media annua, per gli avvenimenti d’interesse sociale e culturale, di cui oltre cinque milioni costituiscono l’intervento economico di partecipazione degli attori privati. E con Parma l’obiettivo è aperto su Piacenza e Reggio Emilia, in grado di fare sistema territoriale, dalla cultura all’enogastronomia.

1578914026643 rainews 20200113121302191Purtroppo, dopo l’inaugurazione, che si è tenuta dall’11 al 13 gennaio, in varie località, incominciando da Parma, dove è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha assistito alla “prima” della Turandot di Giacomo Puccini, a causa delle disposizioni previste dal DPCM Covid-19, in vigore dal 9 marzo, gli eventi previsti per Parma 2020 sono al momento sospesi. E sul sito è stato postato #IoRestoaCasa #ParmaNonSiFerma

Ora, che è iniziata la cosiddetta 2a fase, bisognerà incominciare a riprogrammare le attività per dare un senso alla legge Art bonus del 2014, messa a punto e proposta dal Ministro per i beni, le attività culturali e il turismo, Dario Franceschini.

CAPITALE ITLIANA CULTURA 2021Tra l’altro il 30 aprile era stata fissata come data per la prima scrematura dei partecipanti al Bando 2021e la resa ufficiale dell’elenco dei primi dieci Comuni finalisti. Alla scadenza dei termini sono state 44 le città italiane che hanno risposto al bando, tra cui L’Aquila e Genova; per la Campania, ben sei località in competizione, che si citano in ordine alfabetico: Capaccio-Paestum, Castellammare di Stabia, Giffoni-Valle Piana, Padula, Procida e Teggiano.

Il successivo esame delle proposte progettuali, poi, previsto per il 10 giugno, permetterà alla commissione di comunicare al Ministero dei beni e le attività culturali la candidatura della selezionata, da insignire del titolo di Capitale italiana della cultura 2021, con provvedimento ufficiale del Consiglio dei MinistriConsiderevole la dotazione economica riconosciuta alla città prescelta. E’ pari ad un milione di euro, quale investimento di supporto all’attuazione del programma degli eventi presentato. 

Baiano / Anti covid-19: A proposito di esercenti commerciali e registro dei clienti avventori

L’invitodell’amministrazione comunale e le osservazioni dell’avvocato Giuseppe Macario per un sereno  discorso pubblico di civica chiarezza e sociale utilità.

Legge imagesI0V6XL1T10\04\20 - "Scusate anzitutto se mi intrometto nella conversazione in corso - scrive il ben stimato e valente professionista - ma trattandosi di Diritto, la cosa mi stuzzica. Ma veramente nel nostro Diritto costituzionale il diritto alla salute è un diritto talmente prioritario da sopravanzare qualsiasi altro diritto costituzionalmente riconosciuto?

Questa cosa la sto sentendo spesso, eppure non ricordo nei miei lontani studi di Diritto Costituzionale che sia stata affermata una cosa del genere. Tralasciamo un attimo il coronavirus e vediamo come la Corte Costituzionale si è comportata in materia. Il primo esempio che mi viene a mente è il caso delle trasfusioni di sangue per i Testimoni di Geova. Al riguardo non mi sembra che sia mai stato affermato che il diritto alla salute sopravanzasse il diritto della persona alla propria identità e credo religioso

Che dire poi del tema dell'aborto? Non mi risulta che la Corte Costituzionale abbia mai sposato tesi "salutistiche" a scapito del diritto all'auto - determinazione della Donna. A tutto ciò aggiungerei un problema di fonti del Diritto. Può un ordinanza di un Sindaco limitare i miei diritti costituzionali?

Non stiamo parlando di una legge primaria dello Stato né di un atto ad essa equiparata. Parliamo dell'ordinanza di un Sindaco. E tutto ciò apre una serie di problematiche di assoluta rilevanza atteso che si attenta al diritto alla privacy del cittadino. Anzitutto: ai cittadini sarà richiesto sottoscrivere una autorizzazione all'uso dei dati personali? Se sì, in caso il cittadino si rifiutasse, gli verrà negato l'accesso all'esercizio commerciale? Se , in base a quale norma, dato che teoricamente gli esercizi commerciali aperti sono solo quelli di prima necessità. Vogliamo negare al cittadino beni di prima necessità? Se la risposta è negativa, perché fare tutto sto casino. A che serve? Non avrebbe alcuna utilità.

Andiamo avanti. A chi il cittadino autorizzerebbe la raccolta dei suoi dati personali? Il commerciante che quindi diverrebbe il dominus di tali dati e conseguentemente dovrebbe specificare come, dove e con quali tutele conserverebbe tali dati. Solo che qui succederebbe il patatrac: in caso di necessità, il commerciante, ai sensi della normativa sulla privacy, non sarebbe autorizzato a consegnare tali dati all' Autorità... Allora l'autorizzazione viene data direttamente al Comune? Quindi il Comune dovrebbe rendere disponibile e operativo proprio personale in tutti i negozi aperti per la raccolta dei dati e in ogni caso dovrebbe specificare come, quando e in quali condizioni tali dati verranno conservati.... Insomma, un casino che non finisce mai. 

Credo che la questione sia stata enormemente sottovaluta da parte dell'amministrazione, cui, in ogni caso, va il mio personale plauso per come e per quanto sta facendo in questa situazione di difficoltà" - Avv. Giuseppe Macario

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