SERIE A: SCUDETTO, LE TRE PRETENDENTI ALLA SFIDA DECISIVA

INTER ESULTANZAUno scudetto per...tre. L’Inter vince 4-2 il derby contro il Milan e si prende il primato in Serie A grazie ad una rimonta che ha dell’incredibile. Primo tempo dominato dai rossoneri che, dopo un palo di Calhanoglu, vanno all'intervallo avanti di due gol con Rebic e Ibrahimovic. Nella ripresa l'Inter firma l'impresa: Brozovic e Vecino pareggiano i conti nel giro di due minuti (51' e 53'), poi De Vrij incorna la rete del sorpasso al 70'. Nel finale anche Lukaku mette la firma di testa. ultima giornata di campionato ha accorciato ulteriormente le distanze in vetta: se l'Inter ha annullato il distacco dalla Juventus, la Lazio ne ha approfittato per portarsi a solo un punto dal primo posto. La battaglia per lo scudetto passerà attraverso due maxi-snodi da qui a inizio marzo: prima Lazio-Inter di domenica prossima, poi Juventus-Inter del primo marzo: diamo un'occhiata ai calendari delle tre contendenti. La sconfitta di Verona rischia di lasciare pesanti strascichi in casa bianconera ma almeno le prossime partite di campionato possono dare una mano a Sarri a rientrare subito in carreggiata. Prima il Brescia in casa, poi la Spal in trasferta dove si incroceranno obiettivi scudetto e retrocessione. In mezzo anche la Coppa Italia e soprattutto la Champions League. Ma il compito primario di Sarri è ritrovare gambe e gioco: così la Juve tornerà ad essere la vera favorita alla vittoria finale. L'Inter è chiamata ad una specie di tour de force, avendo più partite da giocare nello stesso periodo a causa del doppio impegno di Europa League. La vera occasione per Conte è quella di avere il destino nelle proprie mani, pur non potendo contare sull'apporto di San Siro: da un lato gli scontri diretti contro Lazio e Juventus, dall'altro la consapevolezza di doverli affrontare all'Olimpico e allo Stadium. Ma se si vuole trasformare il sogno scudetto in realtà, il fattore campo non può diventare un ostacolo. La Lazio dei record attende con fiducia l'Inter che, quantomeno, può diventare la partita per agguantare quel secondo posto sfumato pareggiando il recupero col Verona. Inzaghi, a differenza dei colleghi, può contare su una rosa meno ricca ma anche su un calendario più soft, non essendo più in corsa per Coppa Italia ed Europa League: meno partite, meno stress? Sta ai biancocelesti dimostrarlo.

I CALENDARI A CONFRONTO

JUVENTUS 54 punti: Milan-Juventus (Coppa Italia) 13 febbraio, Juventus-Brescia (Serie A) 16 febbraio, Spal-Juventus (Serie A) 22 febbraio, Lione-Juventus (Champions League) 26 febbraio, Juventus-Inter (Serie A) 1 marzo

INTER 54 punti: Inter-Napoli (Coppa Italia) 12 febbraio, Lazio-Inter (Serie A) 16 febbraio, Ludogorets-Inter (Europa League) 20 febbraio, Inter-Sampdoria (Serie A) 23 febbraio, Inter-Ludogorets (Europa League) 27 febbraio, Juventus-Inter (Serie A) 1 marzo

LAZIO 53 punti: Lazio-Inter (Serie A) 16 febbraio, Genoa-Lazio (Serie A) 23 febbraio, Lazio-Bologna (Serie A) 29 febbraio

IL NAPOLI AFFONDA CONTRO IL LECCE, POLEMICHE SULL'ARBITRO

NAPOLI LECCEIl Napoli torna ad essere brutto e cattivo. Gli uomini di Gattuso affondano in casa contro un Lecce molto organizzato, spietato nell'arte della ripartenza. Lapadula protagonista assoluto con una doppietta (tra un gol e l'altro pari momentaneo di Milik), terzo gol di Mancosu, disperato assalto finale con la rete-gioiello di Callejon inutile al fine del risultato che va a imbottire la classifica del Lecce, tre punti fondamentali per la salvezza. Eppure per lunghi tratti di partita si vedono pennellate di vero Napoli, momenti di intensità antica e meritevole di applausi. L'inizio della squadra azzurra è prepotente ma lucido. Sempre davanti, sempre oltre la metà campo, costringendo gli avversari a schiacciarsi verso la propria porta senza possibilità di respiro. Ulteriori segnali di una cura Gattuso che sembra finalmente funzionare, anche grazie agli innesti di gennaio. Demme. Lobotka e Politano partono titolari e si capisce subito il perché. La squadra produce molto nella prima mezz'ora, due colpi di testa (Milik e Zielinski) escono di poco, Zielinski sbaglia un ultimo passaggio a Milik che poteva diventare letale. Mario Rui da lontano rischia quasi di ingannare Vigorito. Il Lecce la interpreta come ha interpretato tutte le partite contro squadre potenzialmente più forti. Senza scomporsi se è costretto a stare tutto dietro la linea della palla, sempre pronto a stringere i denti per soffrire nella rincorsa degli avversari, provando a ripartire quando è possibile. Un atteggiamento che ha sempre pagato e che allo scadere della prima mezz'ora si conferma quella più adatta a questo tipo di squadra. Una sortita apparentemente innocua, una penetrazione da sinistra e una respinta corta di Ospina proprio sui piedi di Lapadula che l'appoggia con estrema facilità in porta. Per dire che il vantaggio è meritato bisognerebbe mettersi nei panni di Liverani e forse non sarebbe sufficiente. Ma è una situazione che i pugliesi possono capitalizzare al massimo, da questo punto in poi la partita cambia fisionomia. Il Napoli non può permettersi lo stesso impeto nelle folate offensive, il Lecce intravede ulteriori percorsi per le sue ripartenze. Il pericolo in questi casi è quello di scatenare iniziative individuali poco produttive. Insigne colpisce un palo con una torsione complicata, la manovra diventa più prevedibile e dall'altra parte quando Saponara può dettare i tempi la difesa napoletana mostra qualche segnale di ansia pericolosa. Lo 0-1 con cui si va al riposo dà un'idea di iniquità che lascia grande amarezza nella truppa di Gattuso. Nel recente passato a Gattuso è stato imputato di non essere un fine stratega, di incartarsi soprattutto sui cambi. L'intervallo di Napoli-Lecce sembra dimostrare il contrario. La squadra azzurra si ripresenta in campo con una fisionomia diversa. Fuori Lobotka calato alla distanza e dentro Mertens autorizzato a muoversi secondo ispirazione. E bastano tre minuti per arrivare alla combinazione perfetta che sembra raddrizzare la partita con il tocco finale di Milik dopo tre giocate di altissima qualità tra Demme, Insigne e appunto Mertens. L'altra etichetta di Gattuso è quella di "allenatore attento alla fase difensiva" e invece proprio da quella arrivano i suoi patimenti. Se Koulibaly ha qualche attenuante vista la lunga assenza, Maksimovic non gli dà certo una mano a non sbagliare. Il gol che porta il Lecce in vantaggio per 2-1 viene da un cross dalla trequarti, quelli che di solito vengono considerati innocui. Lapadula salta in testa a Di Lorenzo e fa scendere nuovamente il gelo sul San Paolo. Gelo che scende definitivamente quando Mancosu da un chilometro su punizione va a mettere il pallone proprio sotto l'incrocio dei pali. A poco serve la prodezza finale di Callejon che torna al gol dopo parecchio tempo. Delitto perfetto quello del Lecce, capace di difendersi bene contro i punti di forza del Napoli e di sfruttare la deprimente fragilità difensiva degli azzurri. Ed è su questo che Gattuso deve mettersi seriamente a lavorare.

NAPOLI: RITIRO LAMPO, DOMANI CON LA LAZIO LA PARTITA DECISIVA

NAPOLI FIORENTINARitiro lampo. Contrordine in casa Napoli: è già finito il ritiro deciso dalla squadra subito dopo la sconfitta di sabao contro la Fiorentina e i sonori fischi del pubblico del San Paolo. Il ritiro doveva durare fino alla gara dei quarti di finale di Coppa Italia di domani sera contro la Lazio, e invece la squadra ha lasciato Castelvolturno dopo l'allenamento di ieri pomeriggio ed è tornata nel Centro Sportivo questa mattina. Ad annunciare il ritiro era stato lo stesso Gattuso nell’infuocato post partita: "La squadra ha preso questa decisione, non possiamo sottovalutare nulla- ha detto l’allenatore azzurro-bisogna guardarci in faccia, stare insieme, sfogarsi e cercare soluzioni. Non basta quello che stiamo facendo". Ora il dietrofront del giorno dopo, quando il Napoli ha svolto allenamento in palestra. Terapie e lavoro personalizzato per Maksimovic, Mertens, Ghoulam e Koulibaly. La sconfitta interna contro la Fiorentina ha prolungato la serie nera degli azzurri in campionato.. Il calcio non è fatto di soli numeri ma quando le statistiche sono così esplicative, iniziano ad avere un peso decisivo. Soprattutto se riguardano quello che un tempo era un fortino: il Napoli non vince al San Paolo da 91 giorni, era il 19 ottobre 2019 (2-0 al Verona) poi due pareggi e quattro sconfitte consecutive, compresa quella di sabato. I 24 punti in Serie A (l'anno scorso alla prima giornata di ritorono erano 47) riportano indietro di dodici anni la squadra di De Laurentiis, era il 2007/08 (stagione da neopromossa) che gli azzurri non mettevano insieme così pochi punti dopo venti giornate di campionato. I corsi e ricorsi storici richiamano alla mente dati più inquietanti, visto che il Napoli ha perso almeno cinque delle prime 10 gare casalinghe in un singolo campionato di Serie A per la terza volta nella sua storia, dopo il 1959/60 e il 1997/98 (e in quell’occasione retrocesse). Neanche Gattuso è riuscito a dare la svolta, il tecnico ex Milan ha messo insieme quattro sconfitte e una sola vittoria (contro il Sassuolo) oltre alla parentesi felice di Coppa Italia ma contro una formazione di Serie B come il Perugia. L'ultimo allenatore ad aver perso quattro delle prime cinque gare alla guida del Napoli in Serie A era stato Zdenek Zeman, un tecnico non rimasto particolarmente nel cuore dalle parti di Castel Volturno.

INTER: NUOVO RINFORZO PER CONTE, ARRIVA MOSES

MOSES CHELSEAVictor Moses è virtualmente un giocatore dell'Inter. Dopo le parole del tecnico del Chelsea, Frank Lampard, che ha confermato il prossimo rientro alla base del centrocampista nigeriano dopo il prestito al Fenerbahce e la nuova uscita in prestito ("So che sta rientrando, ma non resterà con noi. I colloqui sono in corso per un nuovo prestito"), l'esterno chiesto con forza da Antonio Conte è arrivato ieri a Milano e oggi si sottoporrà alle visite mediche all'Humanitas prima di firmare il contratto che lo legherà ai nerazzurri. Saltato l'affare Spinazzola, l'Inter ha dunque trovato in fretta un sostituto, individuato appunto in Moses, giocatore allenato da Conte durante l'esperienza londinese e indicato dallo stesso tecnico al club. Negli ultimi mesi di prestito in Turchia l'ormai ex Chelsea e Fenerbahce non ha reso per quanto ci si aspettava a causa di un paio di infortuni e ha collezionato solo sette presenze, realizzando però un gol. Ora è pronto per cominciare una nuova avventura sotto l'ala protettiva del tecnico che lo ha fatto rendere al meglio.

NAPOLI: GATTUSO CARICA IL NAPOLI "CONTRO I VIOLA VOGLIO LA RISCOSSA'. PRESO RRHAMANI DAL VERONA

gattuso napoli allenamentoGattuso carica la squadra e il San Paolo alla riscossa. “Da quando sono qui non abbiamo fatto grandi numeri in casa. Domani giochiamo contro una squadra viva, che tiene bene il campo e corre tantissimo. Sappiamo che per noi è molto importante, ci giochiamo tanto. Non pensiamo a Lazio e Juve ma solo a portare tre punti a casa. La nostra Champions è battere la Fiorentina". Il tecnico del Napoli presenta così la sfida del San Paolo contro la Fiorentina. "In questo momento non è un problema solo degli attaccanti ma di tutta la squadra - ha proseguito - Mi mancano giocatori importanti, che facciano respirare gli altri, il problema è soprattutto in difesa". "Mi piace come sta lavorando la squadra. Demme e Lobotka? Hanno qualità di palleggio, ci possono dare una grandissima mano e aumentano la pressione anche sugli altri. Nessuno ha il posto assicurato. Non è un caso che Demme sia stato il capitando del Lipsia per diversi anni. È un giocatore di qualità che ha i tempi di gioco giusti. Lobotka può giocare sia in posizione di vertice basso che da mezzala. Se recupero qualcuno per martedì? Non lo so, oggi torna Maksimovic, l'altro giorno è tornato Mertens. Koulibaly dipende da cosa ci dirà lui, per ora nessuno dei tre è a disposizione"." "Serve un Napoli più cattivo? Dobbiamo credere in quello che facciamo, la cattiveria nello sport è importante ma a volte può anche metterti in difficoltà - ha proseguito Gattuso in conferenza stampa - La cattiveria agonistica è non mollare mai, aiutare sempre i compagni e non lasciare nulla al caso. Insigne? E' il capitano e deve assumersi le responsabilità. Sta facendo bene, ma deve trovare continuità. Ma non solo lui. Tutti stanno dando il massimo e qualcosa di meglio si sta vedendo. Come sta Ghoulam? L'altro giorno ha provato con noi, non sta ancora bene, non ha continuità nel lavoro, soffre ancora e non è al 100%. Hysaj è invece un giocatore che si è fatto trovare pronto, sta facendo bene ed è agevolato dal fatto che per sette anni ha sempre giocato con la difesa a 4", Sul ritorno di Fabian Ruiz nel ruolo di mezzala: "Fabian è un grandissimo giocatore, può sicuramente fare meglio ma esprime sempre grande qualità. Se vogliamo vedere un giocatore dinamico non sono le sue caratteristiche, ma a me piace anche in posizione di regista". Capitolo portiere: "Meret non è al 100% ma è il futuro, ora Ospina è un pizzico avanti nel saper palleggiare". Sul versante mercato, intanto, dopo Demme e Lobotka, il Napoli piazza il terzo colpo di mercato. Un colpo in direzione estate: chiuso, infatti, l'accordo per Amir Rrahmani, difensore proveniente dal Verona che si aggregherà alla squadra a partire da luglio. De Laurentiis, però, ha intanto bruciato la concorrenza, e il kosovaro è arrivato a Roma. Poco dopo le 9, il centrale si è presentato a Villa Stuart per le visite mediche.  Rrahmani, che come detto resterà in Veneto fino alla fine della stagione, sbarca in Campania per 14 milioni di euro. Per il giocatore, invece, pronto un contratto di cinque anni da 1,5 milioni più bonus (fino a 1,8) a stagione. Concorrenza dell'Inter battuta, il kosovaro è il nuovo rinforzo di Gattuso. 

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