SERIA A. BRESCIA E TORINO CI RIPENSANO, I 20 CLUB COMPATTI CHIEDONO DI TORNARE IN CAMPO

gravina FIGCLa Lega Serie A si compatta per portare a termine la stagione con una delibera approvata anche dai club come Torino e Brescia contrari alla ripresa. "L'assemblea ha confermato, con voto unanime di tutte le venti Società collegate in video conferenza, l'intenzione di portare a termine la stagione sportiva 2019-2020, qualora il Governo ne consenta lo svolgimento, nel pieno rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza", si legge in una nota. Ripresa calcio: Governo chiederà protocollo bis alla Figc Calcio Ripresa calcio: Governo chiederà protocollo bis alla Figc "La ripresa dell'attività sportiva, nella cosiddetta Fase 2 - prosegue il comunicato della Lega -, come già evidenziato in passato, avverrà in ossequio alle indicazioni di Fifa e Uefa, alle determinazioni della Figc, nonche' in conformita' ai protocolli medici a tutela dei calciatori e di tutti gli addetti ai lavori". Ora l’ultima parola spetta al Governo.

SERIE A: GLI STADI DEL CENTRO-SUD POTREBBERO OSPITARE LA RIPRESA

SAN PAOLOLa ripartenza del campionato di Serie A potrebbe avvenire negli impianti sportivi del centro-sud. e potrebbe essere il San Paolo ad opitare, rigorosaente a porte chiuse, il ritorno di Coppa Italia Napoli-Inter. È un'idea che sta prendendo corpo e di cui si sta discutendo, come ha confermato Walter Ricciardi dell'OMS, consigliere del ministro della SalRoberto Speranza: "C'è un discorso geografico: l'Italia non e' tutta uguale a livello di contagi - ha detto a Radio Punto Nuovo - Al centro-sud non c'e' stata quell'esplosione terribile del Nord. Differenziare le aree per livello di rischio è giusto, stiamo proponendo di giocare al centro-sud, non ha senso vietare attivita' dove ci sono zero casi come la Basilicata". La proposta trova una sponda nell'Associazione Italiana Calciatori: "D'accordo a giocare al Centro-Sud? È quello che diciamo da qualche settimana - ha detto il vicepresidente Calcagno - Però ci affidiamo totalmente a chi si occupa di queste cose e come sistema sportivo dobbiamo capire se le indicazioni che ci danno sono applicabili al nostro mondo". Ricciardi ha fatto il punto della situazione: "Dobbiamo valutare lo scenario in due settimane. Le cose stanno andando molto meglio in molte regioni italiane, ma non in tutte. In Lombardia c'è ancora uno scenario preoccupante, non si può dare un'indicazione generica per tutti. Ad inizio Maggio potremo dare dei suggerimenti guardando la situazione. Questo virus continuerà a circolare fino a quando non si troverà un vaccino e così come colpisce i cittadini, anche i calciatori e lo staff: bisogna tutelare tutti". Le valutazioni, anche sul protocollo di ripresa sono dunque ancora in corso: "Ci sono squadre e squadre: non tutti possono permettersi i test e gli alloggi per tutti. È un impegno economico pesante. C'è sicuramente un minimo che viene richiesto a tutti: garantire la sicurezza. Come verrà modulato, poi, sarà una scelta "politica" da parte della Federazione. Il comitato tecnico-scientifico del Governo sta valutando quali sono le attività piu' pericolose: la piu' pericolosa di tutte è il dentista, l'odontoiatra. Non c'è dubbio che l'allenamento o il gioco di squadra che prevede contatto fisico tra atleti va considerato piuttosto pericoloso". L'AIC, dal canto suo, non può che affidarsi all'opinione degli esperti: "Non si tratta di non volersi prendere responsabilità, ma noi non abbiamo competenze, ci sarà sempre qualcuno sopra di noi che ci dirà come e se poterlo fare - ha evidenziato Calcagno - Ci sarà sicuramente una prima fase di ritiro precampionato per fare gli esami, ma parliamo di bozze di protocolli, autorizzazioni...e rischiamo di fare i conti senza l'oste. Noi sicuramente ci faremo trovare pronti, ma bisogna comunque rispettare le norme".

NAPOLI: TRA INSIGNE E RAIOLA E' GIA' FINITA, RINNOVO PIU' VICINO

insigne esultaTra Lorenzo Insigne e Mino Raiola l’idillio è già finito. L’agente di origini campane ha ufficializzato la disdetta del mandato di procura al giocatore di Frattamaggiore sancendo ufficialmente il divorzio tra i due. Non un fulmine a ciel sereno per l'attaccante del Napoli visto che da tempo il rapporto tra i due non era più quello di metà 2019 quando era cominciata la collaborazione. Per il capitano azzurro una doppia svolta visto che dalla possibile cessione ora si pensa al rinnovo del contratto in scadenza 2022. Le fonti napoletane convergono: la rottura si è consumata dopo la mancata cessione estiva a causa del difficile rapporto con Ancelotti e le frizioni pesanti con i tifosi (senza contare l'ammutinamento post Salisburgo che aveva alzato la tensione anche con la società) ma soprattutto per come Raiola avrebbe gestito la causa intentata dal giocatore contro gli ex procuratori, ai quali Insigne dovrà alcune vecchie pendenze. Ora il classe 1991 potrebbe prendersi qualche mese di pausa per gestire in proprio la sua carriera anche se sono forti le voci che lo vogliono già vicino a Vittorio Pisacane magari coadiuvato da Federico Pastorello. La strada tracciata porta al "rinnovo a vita" del capitano. La fiducia e la serenità ritrovate con Gattuso hanno spazzato le nubi su Castel Volturno: la seconda vita di Insigne a Napoli può partire.

MORTO FRANCO LAURO: VOLTO STORICO DI RAISPORT

LAURO FRANCOLutto nel giornalismo sportivo italiano: è morto Franco Lauro, volto noto di RaiSport. Avrebbe compiuto 59 anni il prossimo ottobre. Il giornalista è stato trovato privo di vita ieri nella sua abitazione, vittima di un malore. Appassionato di calcio e basket, esperto di calciomercato, Lauro è stato protagonista di numerose telecronache e negli ultimi anni era alla conduzione e all'approfondimento del notiziario sportivo Rai. Il giornalista, a quanto si apprende, sarebbe deceduto nella sua abitazione a causa di un infarto. Lauro era nato a Roma il 25 ottobre 1961 e prima di entrare in Rai aveva lavorato per qualche anno in alcuni giornali locali e radio private romane. Si era specializzato nel calcio mercato. In tv aveva esordito nel 1981 in un'emittente locale. Per due anni era stato anche lo speaker ufficiale del Palazzo dello Sport. Nel 1982-83 era stato impegnato nelle telecronache del campionato di calcio, per la trasmissione Roma e Lazio dal 1º minuto in onda su TeleRegione. Era entrato in Rai all'inizio del 1984: in 28 anni ha commentato 8 Olimpiadi estive ed una invernale (Torino 2006), 6 edizioni dei Mondiali di calcio, e altrettante degli Europei, 12 Europei di basket, 3 Mondiali di basket, i Goodwill Games del 1990 a Seattle, varie edizioni dei Giochi del Mediterraneo e Universiadi. Tra il 1988 ed il 1991, Lauro aveva condotto l'edizione di mezza sera del Tg2 in coincidenza con vari scioperi generali dei giornalisti. Nel corso della carriera ha ricevuto diversi premi, tra i quali il Premio Beppe Viola e il Premio Paolo Valenti. Nel 1995 commenta la storica impresa della Nazionale femminile di pallacanestro allenata da Riccardo Sales medaglia d'argento agli Europei di Brno. Nel 1999 aveva commentato insieme a Dado Lombardi le gesta della Nazionale di pallacanestro dell'Italia di Bogdan Tanjević che conquista in Francia il campionato d'Europa. Nel 1996, in occasione dell'attentato terroristico alle Olimpiadi di Atlanta, rimase in studio quasi ininterrottamente per 32 ore per curare tutti i collegamenti con le reti e i Tg. Nel 2003 aveva condotto con Giampiero Galeazzi ‘La Domenica Sportiva’ edizione del cinquantenario, nel 2004 «Domenica Sprint» e dal 2005 gli è affidato «90º minuto Serie B». Nel febbraio 2006 aveva condotto dallo studio i collegamenti con i siti di gara di Torino 2006, mentre nel giugno 2008 è stato il conduttore delle trasmissioni pre e post partita di Euro 2008. Dal 2008 al 2014 ha poi condotto «90º minuto» per la Serie A, nel giugno e luglio 2010 è stato il conduttore di «Dribbling Mondiali» su Rai Due. Nello stesso periodo del 2012, come nel 2008, conduceva le trasmissioni Rai pre e post partita degli Europei e conduce Stadio Europa. Nel 2016-2017 aveva condotto il pre e post partita della Coppa Italia con Mario Sconcerti.

SPORT: SPADAFORA PENSA A UN PIANO PER RIPARTIRE A MAGGIO

SPADAFORAUn piano straordinario per far ripartire lo sport a maggio, sempre che l'Italia si sia messa alle spalle l'emergenza coronavirus. È quello a cui sta lavorando il ministero dello Sport, come annunciato dal ministro Spadafora in una diretta Facebook: "Per poter ripartire da maggio, bisogna che in quella data tutte le realtà sportive possano arrivare con le risorse necessarie", ha evidenziato, annunciando che il primo passo è stato la creazione di un fondo da 50 milioni di euro destinato ai collaboratori delle strutture sportive di base, partendo da quelli con un reddito inferiore ai 10 mila euro annui. I dettagli della road map saranno discussi nei prossimi giorni, coinvolgendo i vertici dello sport nazionale. Spadafora ha infatti annunciato che venerdì incontrerà in videoconferenza i presidenti delle 5 principali federazioni sportive e che dal Coni riceverà "i suggerimenti di tutto il mondo sportivo, per capire quale sia stato l'impatto dell'emergenza sanitaria e cosa possiamo fare noi come Governo per aiutare questo mondo". Il ministro ha specificato che l'obiettivo di tali consultazioni è "avere tutti i dati che servono per lavorare a un piano che guardi subito alle esigenze del mondo sportivo, dalle grandi realtà alle piccole associazioni sul territorio". Spadafora si è anche soffermato sulla questione allenamenti, che continuano a rimanere fermi come qualsiasi altra attività soprtiva non agonistica: "Anche nel mondo dello sport bisogna continuare a osservare delle regole assolutamente rigide. Ora di fronte a noi abbiamo dieci giorni complicati e importanti, in cui possiamo fare la differenza per poi cominciare a vedere, dopo Pasqua, segnali ancora più netti e forti di cambiamento. Ecco perché nei prossimi dieci giorni saranno vietate tutte le competizioni sportive di ogni ordine e grado, ma dobbiamo chiedere un ulteriore sacrificio anche ai nostri atleti e quindi abbiamo vietato ogni tipo di allenamento in ogni tipo di struttura. Serve innanzitutto per tutelare loro stessi e tutti quanti noi. Non sono decisioni che prendiamo a cuore leggero, ma la responsabilità è forte".

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