Torna SettembrArte, l’iniziativa di promozione culturale del territorio diocesano

Ideata dall’Associazione culturale Meridies e promossa in collaborazione con l’Ufficio per i Beni culturali della Diocesi di Nola, anche quest’anno presenta un ricco programma di incontri che ha avuto il 15 settembre e si concluderà il 5 ottobre.

SettembrAerte 2019 Programma CopiaP. L. – 25.09.2019 - Torna SettembrArte, l’iniziativa di promozione culturale promossa dall’Ufficio per i Beni culturali della Diocesi di Nola e dall’Associazione culturale Meridies, ideatrice dell’iniziativa, la cui ventennale collaborazione continua a generare coinvolgenti iniziative di promozione del patrimonio storico-artistico del territorio diocesano.

L’evento, giunto alla IX edizione, ruota intorno alle Giornate Europee del Patrimonio, per le quali l’Associazione nolana e l’Ufficio diocesano hanno scelto di proporre un ciclo di visite in tre straordinari S. Maria del Pozzo La Chiesa del Conventoconventi francescani, dei quali è possibile visitare anche le biblioteche per ammirarne le singolari collezioni.

Santa Maria del Pozzo a Somma Vesuviana, Santa Maria a Parete a Liveri e Sant’Angelo in Palco a Nola sono i tre complessi dei quali è possibile scoprire la bellezza e l’importanza avuta nei secoli per il territorio circostante.

Meraviglia ha suscitato ai visitatori il complesso di Somma Vesuviana, visitato il 15 settembre, la cui storia tra arte e fede è stata narrata attraverso un viaggio di circa sei secoli che dalla cripta medievale raggiunge l’attuale piano di calpestio.

S. Angelo in PalcoIl convento nolano, solitamente chiuso al pubblico, è stato aperto invece in via eccezionale il 21 e 22 settembre, grazie alla disponibilità dei Frati Minori Conventuali di Napoli che hanno consentito di entrare nella chiesetta impreziosita dal ciborio seicentesco, attraversare il suggestivo chiostro e giungere nel refettorio con gli affreschi rinascimentali.

Da non perdere anche la visita al complesso di Liveri, il 29 settembre, luogo di forte spiritualità e meta di continui pellegrinaggi: la lunga scala che conduce al santuario, ancora S. Maria a Pareteoggi percorsa, in occasione dell’annuale festa, con una sentita processione, dalle donne devote alla Madonna, porterà i visitatori all’incontro con la suggestiva immagine rivenuta più di cinquecento anni fa dalla giovane Autilia Scala.

La partecipazione è gratuita ma necessita la prenotazione per le visite. Sono previsti anche momenti per i più piccoli, a cura della Libreria indipendente per bambini Bibi&Cocò.

Antonia Solpietro«Come ogni evento di promozione del patrimonio diocesano, - ha sottolineato la responsabile dell’Ufficio per il Beni culturali della Diocesi, Antonia Solpietro - anche questo nasce dal continuo lavoro di ricerca e studio che l’ufficio e i volontari di Meridies conducono con passione e competenza. Un impegno che porta anche ad interessanti scoperte, una delle quali sarà protagonista proprio di SettembrArte».

De Castris 3Il 23 settembre infatti, presso il Salone dei Medaglioni del Palazzo Vescovile di Nola, il Prof. Pierluigi Leone De Castris (Università degli Studi Suor Orsola Benincasa) ha presentato un’inedita opera del 1449: presente nella collezione del Museo Provinciale Campano di Capua, l’opera risulta provenire dal Convento di Sant’Angelo in Palco. Si tratta di una tavola di eccezionale valore artistico e dall’elaborato programma iconografico, nata alla corte di Alfonso d’Aragona. Per i più curiosi e appassionati, presso il Salone dei Medaglioni, già il 19 settembre, è stato possibile ammirare in anteprima l’opera, attraverso una visita sensoriale bendata.

Interessanti anche i momenti musicali, curati dalla Fondazione Amelia e Concetta Grassi e dal Coro della Diocesi di Nola diretto dal Maestro don Domenico De Risi, e quelli dedicati all’arte contemporanea. Quest’ultima sarà al centro della mostra La collezione di arte contemporanea di Luigi Vecchione. Esperienze e ricerche da Gemito a Pistoletto, che sarà inaugurata il 5 ottobre, presso la chiesa dei Santi Apostoli.

Di seguito il programma dettagliato.

Domenica 15 Settembre

Complesso conventuale di Santa Maria del Pozzo (Via Santa Maria del Pozzo, 114 – Somma Vesuviana)

Ore 19.00 visita guidata

Ore 19.00 visita guidata

A seguire Istantanee dalla festa: mostra fotografica e performance paganese a cura dell’associazione culturale “Ambress … am.. press”

Giovedì 19 Settembre

Salone dei Medaglioni del palazzo vescovile (via San Felice, 29 – Nola)

Ore 19.00 “Voci dal passato”. Visita sensoriale bendata

(prenotazione obbligatoria chiamando al 3292258263 dalle 17.00 alle 19.30)

Sabato 21 e Domenica 22 Settembre

Giornate Europee del Patrimonio

Apertura straordinaria del complesso conventuale di Sant’Angelo in Palco (Via Seminario, 109 – Nola)

Sabato 21 – Visite guidate ore 17.30 – 19.00 – 20.30

(per le visite guidate è obbligatoria la prenotazione chiamando al 3292258263 dalle 17.00 alle 19.30)

Domenica 22 – Apertura ore 10.30/12.30

Visite guidate ore 17.30 – 19.00 – 20.00

A seguire concerto di musica da camera a cura della Fondazione Amelia e Concetta Grassi

(per le visite guidate è obbligatoria la prenotazione chiamando al 3292258263 dalle 17.00 alle 19.30)

Per i più piccoli: Raccontami una storia. Laboratorio di lettura a cura della libreria Bibì &Cocò (prenotazione al 3923817724)

Lunedì 23 Settembre

Salone dei Medaglioni del palazzo vescovile (via San Felice, 29 – Nola)

Domenica 29 Settembre

Santuario di Santa Maria a Parete (Via Santa Maria a Parete, 1 - Liveri)

Ore 19.30 visita guidata

A seguire: concerto di musica sacra a cura del coro della Diocesi di Nola diretto dal Maestro don Domenico De Risi

Per i più piccoli: Raccontami una storia. Laboratorio di lettura a cura della libreria Bibì &Cocò (prenotazione al 3923817724)

Sabato 5 ottobre

Salone dei Medaglioni del palazzo vescovile (via San Felice, 29 – Nola)

Ore 18.30 Presentazione della mostra

“La collezione di arte contemporanea di Luigi Vecchione. Esperienze e ricerche da Gemito a Pistoletto”

A seguire inaugurazione della mostra nella Chiesa dei Santi Apostoli

Le Giornate Europee del Patrimonio a Mercogliano incontrano Il Normanno

Sabato 21 settembre, sala Auditorium della Biblioteca Statale di Montevergine, all’Abbazia di Loreto di Mercogliano.

Biblioteca di MontevergineN.R. – 23.09.2019 - Occasione d’eccezione per la presentazione del romanzo storico di Eleonora Davide: Il Normanno, che narra le vicende del signore di Monteforte Irpino, Guglielmo il Carbone, nel 1111, che giunge nel sancta sanctorum della cultura irpina: la Biblioteca Statale di Montevergine a Mercogliano, il luogo dove sono custoditi secoli di storia in libri, tomi, cinquecentine, incunaboli, codici, platee e che è testimone della grande attenzione che i Padri Benedettini riservarono alla trasmissione del sapere attraverso il Medioevo e le guerre fino a giorni nostri.

È proprio il Medioevo il vero protagonista del romanzo ambientato nel castello di Monteforte, con le sue atmosfere, gli intrighi, le guerre e gli amori che ne hanno fatto un periodo fiabesco. Ma nel libro dell’autrice, irpina di adozione, c’è anche la vita di tutti i giorni, sia dei signori che dei popolani, la vita del Locandina Il Normanno a Monteverginecastello e della sua corte ma anche di coloro che vi erano a servizio e le scoperte, le innovazioni di un periodo storico marchiato ingiustamente con l’epiteto di “secoli bui” e sdoganato grazie all’opera di studiosi che ne riscoprirono la ricchezza.

Tutto questo, insieme all’epopea normanna in Italia Meridionale, è stata raccontato nella Sala Auditorium della Biblioteca Statale di Montevergine, all’Abbazia del Loreto di Mercogliano, sabato 21 settembre, alle 11.00, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, che hanno visto esporre in mostra, sia sabato 21 che domenica 22, dalle 9.00 alle 13.00, I codici miniati di Montevergine.

Hanno partecipato alla presentazione, dopo i saluti del direttore della Biblioteca Padre Andrea Davide Cardin e del sindaco di Monteforte Irpino Costantino Giordano: lo storico Armando Montefusco; il manager del patrimonio culturale Diego della Bella; la studiosa di storia locale Giovanna della Bella e la giornalista Maria Paola Battista.

A concludere è stata la stessa autrice Eleonora Davide e a moderare Rosalba Capone, funzionaria della Biblioteca. 

Baiano: Scomparso Angelantonio Candela, decano dei Maestri boscaioli

Un’ Enciclopedia di cultura arborea parlante. Un utile viatico, con cui aveva maturato importanti esperienze di lavoratore migrante. Era tra i più fervidi e impegnati animatori della Festa del Maio. E’ stato tra gli anni ‘60 e ’70 anche attentoedoperosoamministratorecomunale.

candelaGianni Amodeo - 20.08.19 - Era il decano dei Maestri boscaioli  - ‘e mannesi nel linguaggio corrente nostrano- l’antico mestiere diffuso sul territorio e che si praticava facendo leva sul vigore delle braccia e sull’uso dell’accetta; mestiere duro - e di “fatica” che sarà resa meno aspra e sofferta con la meccanizzazione che arriverà solo negli anni ’50 -  da cui scaturiva l’intera filiera sia delle attività di artigianato specializzato che della commercializzazione proprie dell’economia del legno, ponendo in valore il cospicuo patrimonio boschivo esistente nell’arco dei Monti Avella e dintorni. Una filiera produttiva, che, allo stato attuale, è relativamente ridimensionata, di cui Angelantonio Candela   ben conosceva aspetti, risorse e potenzialità, ma anche problemi.

Il mestiere di Maestro boscaiolo era stato appreso per via familiare da Angelantonio Candela e svolto sin dalla fanciullezza, battendo in lungo e in largo i boschi del territorio che conosceva a menadito, così come conosceva per filo e segno le caratteristiche dei castagneti, dei querceti, delle faggete, per non dire degli ontani bianchi e neri dalle maestose e belle chiome verdeggianti, tutti segni autentici e inconfondibili nel raccontare il paesaggio e la sua conformazione. Un’ Enciclopedia di cultura arborea parlante, era la sua. Un Il platano secolare di fontanavecchiautile viatico, con cui aveva maturato importanti esperienze di lavoratore migrante per lunghi anni, in terra francese, segnatamente in Corsica, ma soprattutto in Germania; esperienze - condivise con tanti altri Maestri boscaioli - che gli avevano lasciato l’impronta del rigore nel rispetto dell’ambiente e del patrimonio naturalistico. 

Un’ impronta di convinzione, di cui cinque anni fa, fornì eloquente e diretta testimonianza, quando l’Associazione Maio di Santo Stefano, di cui era attivo componente, in collaborazione con il Circolo “LIncontro”, promosse l’iniziativa per il riconoscimento di Patriarca verde  da conferire, nel quadro della normativa nazionale e della Regione-Campania, al secolare Platano che nel territorio comunale fa da sentinella al caratteristico sito di Fontana Vecchia; un’ iniziativa andata a buon fine, acquisendo l’auspicato riconoscimento due anni orsono con l’iscrizione nello specifico Albo di tutela. E per la circostanza interessante risultò la conoscenza che Mast’Angelantonio fece fare a tanti di noi con visione diretta dei Tre castagni nell’omonimo sito in territorio di Sirignano, illustrandone l’eccellente stato di salute vegetativa di monumenti naturali con età plurisecolare, in grado di ben fruttificare. Tre castagni, svettanti e da ammirare nell’imponenza del loro tronco e dei tanti rami dischiusi, sopravvissuti sul ciglio di strada in quota ad oltre 700 metri allineati in un filare che doveva essere formato da almeno una ventina di alberi-simbolo del territorio.    

Majo di BaianoMast’Angelantonio da baianese verace era tra i più fervidi e impegnati animatori della Festa del Maio, il culto arboreo che si celebra il 25 dicembre e che simboleggia le tradizioni del territorio, di cui la silvicoltura, con gli usi e costumi che le sono propri, ha costituito un elemento strutturale di basilare rilievo sociale. E sul far dell’alba della giornata fatidica, era proprio Mast’Angelantonio tra i primi a giungere sul Monte Arciano che con i suoi castagneti fa da cornice e sfondo allo start della manifestazione, per partecipare alle procedure dell’abbattimento del Maio, la cui Festa vive i momenti-clou della partecipazione popolare nel centro storico cittadino. Era la “sua” Festa fra i “suoi” boschi d’Arciano, di cui sempre ricordava gli splendori e il fascino naturalistico dei tempi andati.

Angelantonio Candela è stato tra gli anni ‘60 e ’70 anche attento ed operoso amministratore comunale. Una funzione svolta con il garbo e la cura che riservava al proprio mestiere di Maestro boscaiolo. Sapeva ascoltare e sapeva farsi ascoltare. Uomo di relazioni chiare e di lavoro.

Lascia una significativa traccia di sé in quanti hanno avuto modo di conoscerloIL MERIDIANO partecipa al lutto della famiglia e della Comunità Baianese.

SPERONE: RICORDANDO SUOR ANNA

Una testimonianza di vita che ha lasciato il segno in tutto il Baianese.  

suor anna 2 500x250N.R. - 06\09\19 - Si sono svolti, nel pomeriggio del 4 settembre, nella Chiesa di Sant’Elia che s’affaccia sull’omonimo piazzale, i funerali di Suor M. Anna Francesca Simeone, dell’Ordine delle Suore fondato da San Vincenzo Pallotti. Docente nelle Scuole cattoliche e laureata in Giurisprudenza, era attivamente impegnata nell’azione di apostolato tra i giovani e le famiglie ad Ostia e nella difficile periferia di Roma.

L’otto gennaio del 2015 fu impegnata nel libero confronto, svoltosi nei locali del Circolo socio-culturale “L’Incontro”, inaugurando l’agenda dell’anno dedicata ai percorsi della conoscenza; tema, Esperienze religiose e l’attiva solidarietà. Animarono il confronto, Franco Manganelli, Anastasia Colucci, Franco Scotto e Suor Anna che sviluppò puntuali riflessioni su temi di forte attualità.

Si pubblica per intero il testo di cronaca dedicato all’evento- apparso su queste colonne il 10\01\ 15-, nella Rubrica Cronache di Ieri, per rendere testimonianza di duratura memoria e doveroso omaggio a Suor Anna e alla giovanile spigliatezza di quarantenne con cui vi partecipò, nel segno di una sicura e suadente padronanza culturale.

Giungano ai familiari, il padre Giovanni, i fratelli Elia e Antonio, le cognate Natalia e Margherita, i sentimenti di cordoglio della redazione deIL MERIDIANO e degli amici ed estimatori del Circolo “L’Incontro”. 

Baiano: Stefano Litto varca la soglia degli ottanta anni...

Le tappe di una vita.

IMG 0161 5 326x245Gianni Amodeo - 15\08\19 - Foto di gruppo per StefanoFanuccio Litto che ha varcato d’infilata la soglia degli ottanta anni con la spigliata agilità e scanzonata disinvoltura di sempre. Un sobrio omaggio resogli dagli amici nel Circolo “LIncontro”, con il tocco di convivialità dato da un semplice e cordiale buffet. Ma anche una rapida occasione per ri-vivere quelli che, per Fanuccio, sono stati i ….momenti belli e irripetibili di giocatore d’ala ambidestra dal dribbling rapido e stretto, con il sinistro piede “buono” e, all’occorrenza per ragioni tattiche, con ripiegamenti sulla linea di terzino d’ala in funzione propulsiva e di sostegno per la manovra d’attacco da rendere la più  incalzante e veloce possibile; momenti vissuti tra gli anni ’50’70 , tra le file del Baiano, del “Giovanni Carotenuto” di Mugnano del Cardinale e dell’ Avella.

Esperienze di vita giovanile e sport maturate in una piccola comunità, ma ben ricca e variegata nella vivacità delle relazioni sociali e politiche, come lo erano le altre realtà del territorio, segnatamente Avella, Mugnano del Cardinale e Quadrelle che primeggiavano per le attività produttive nell’agro-alimentare e nel comparto conserviero. Un contesto dinamico e animato, in cui, tanto per dire, erano attive e frequentate ben cinque sale cinematografiche - tra cui spiccava il “Colosseo”, progettato e costruito tra il ’ 46 e il ’48 -  per una popolazione  di poco superiore ai venti mila abitanti. Anni vissuti da Fanuccio con l’imprinting ineludibile   della trafila - il calcio era praticato solo quale complemento dello studio o del lavoro, ma anche dell’uno e l’altro in accoppiata- percorsa nelle formazioni giovanili che il Baiano schierava nei tornei di buona caratura tecnica e ad alta tensione agonistica, organizzati sul territorio dal Comitato zonale della Federcalcio di Nola.

Era la trafila che apriva - per i migliori e più dotati, che, il più delle volte, compravano a proprie spese il corredo da gioco e le “scarpette” al mercato dell’”usato”, che si svolgeva il lunedì a Poggioreale, mentre la “Società” si premurava di garantire a tutti i giocatori delle “rose” di formazione qualche modico rimborso di spese e premio economico speciale, insieme con la dotazione della maglia identificativa del sodalizio, color granata, per tradizione, con il fregio simbolico ad altezza del cuore ed espressivo dell’agile Cerbiatto, ma altri colori sociali usati erano l’ azzurro testimonial del gemellaggio di fine anni  ’40  con il  Ciuccio partenopeo, ed il giallo-canarino -  le … porte d’accesso al Baiano-B, la formazione che  faceva da sparring partner del Baiano-A  al “Bellofatto” nella partita del giovedì,  dedicato alla preparazione tecnico-tattica per la gara domenicale di campionato in calendario, così come il martedì era dedicato alla stretta preparazione di tenuta fisica e muscolare. Era, nella sua essenzialità, la trafila che costituiva, per dir così, la gerarchia dei valori e dei meriti che rende lo sport - quando è concepito, praticato e vissuto come tale- palestra formativa di vita.  

Stefano Fanuccio Litto IMG 0163 1In quegli anni così lontani e tanto ravvicinati nel ricordo, Fanuccio, ha avuto modo di far parte delle “giovanili”  del Baiano  di Ruggero Zanolla,  allenatore di grande classe, che vantava un back ground di attaccante di notevoli qualità realizzatrici, con lunga militanza in formazioni  di serie B e C. Era nato nel 1907  a Monfalcone, ma la sua carriera sportiva fu frenata dagli eventi bellici, per concludersi  alla  guida del Savoia, con cui giocò nell’ottobre del 1951 l’ultima partita ufficiale di campionato. Aveva 44 anni. E restano memorabili le “castagne” che Ruggero Zanolla faceva “esplodere” con i tiri al fulmicotone di collo-piede che facevano stampare la sfera sulle traverse o sui pali delle porte del rettangolo di gioco del “Bellofatto”, con vibrazioni per due o tre frequenze.

Era il Baiano che furoreggiò nel campionato di promozione regionale - l’equivalente in caratura tecnica dell’attuale serie C, per quel che possono valere tali comparazioni- nella favolosa annata agonistica del 1953 \ 1954, in competizione con “squadroni” dello stampo della Paganese, Savoia, Palmese, Turris, Cirio, Nocerina, Portici, Giugliano, Ercolanese e via proseguendo. Una formazione smart \ sprint, spumeggiante, in cui Zanolla fece esordire - appena sedicenne- Ivo Vetrano, che poi sarebbe approdato all’ Atripalda del presidente Tozzi, per spiccare il volo verso il Saronno, il Modena e il Varese.  In porta, schierava Peppino Montanino, sulla linea dei terzini d’ala erano disposti Pasqualino Acierno e Franco De Lucia, centro-mediano, era Andrea Picciocchi - Picciocchi III- la mediana era un mix integrato alla perfezione con Attilio Colucci, che andava in elevazione con eleganza da buon colpitore di testa con forte senso di posizione, e  Amedeo De Luca, coriaceo e tenace  nella marcatura e nell’impostazione di gioco; il quadrilatero di centro-campo, si completava con Saverio Lo Sapio, trascinatore infaticabile, un vero sette-polmoni, e Fanuccio De Rosa, dribbling a serpentina e regista manovriero. All’ala destra sprintava Peppino Picciocchi- Picciocchi II- impeccabile nei cross, mentre la corsia di sinistra era “signoreggiata” da Ivo Vetrano, dribbling ubriacanti e tiri saettanti destinazione-gol. A guidare l’attacco Aldo Trapani, uno dei tanti militari del Centro addestramento reclute di Avellino che hanno fatto parte della grande “famiglia” del “Cerbiatto”, lasciando buon ricordo di sé per attaccamento e stile. Un autentico fromboliere, che duettava alla meglio con Ivo Vetrano. Un Baiano compatto, quello plasmato da Zanolla, in cui si stagliavano i “lunghi” di oltre 1,80 metri come Trapani, De Lucia, Vetrano, Picciocchi III e Picciocchi II.

Fanuccio, trascorsa l’esperienza sportiva, con l’imprinting appena accennato, è stato un buon lavoratore e operoso dipendente dell’Enel per decenni. Da pensionato, non solo continua ad eccellere nel gioco del bigliardo amatoriale, ma continua a vivere con immutata intensità la passione per l’Inter, quella della tradizione più di Helenio Herrera che di Mourinho e spera che in versione- Conte sia un’Inter degna del sua passato di gloria. Ma i fans del Napoli, della Juve e del Milan che frequentanoL’Incontro” non gli fanno  nessuna apertura di credito. Di certo e con affetto gli hanno reso omaggio di buon compleanno con l’augurio di onorare tanti altri compleanni. Augurio, a cui si associa la redazione.