Marigliano / Premio Marilianum: I vincitori della XIV Edizione

Sabato 26 Maggio 2018, alle ore 17.00, nell’aula consiliare del Comune di Marigliano si è svolta  la cerimonia di Premiazione del  Premio Nazionale Artistico-Letterario “Marilianum-Città di Marigliano”.

logo marilianumLu.pi – 10.06.2018 - La manifestazione, che vede coinvolto un team di Associazioni guidato dall’Associazione Marilianum, si è conclusa sabato 26 giugno presso l’Aula Consiliare del Comune,  dedicata alla memoria del Prof. Antonio Pentella, a partire dalle ore 17:00. Madrina del Premio la prof.ssa Lina De Cicco, donna di alta cultura e poetessa, già vincitrice in una precedente edizione. Presenti in sala i rappresentanti del Comune: l’Assessore alla Cultura Dr. Giuseppe Napolitano e la Consigliera Avv. Antonella Uras, la manifestazione è stata condotta con grande maestria dalla ormai storica presentatrice Maria Estella Cartoni,

Prima di dare inizio alla manifestazione il Presidente, il poeta Vincenzo Cerasuolo, ha dato il benvenuto e ringraziato i poeti, gli scrittori e le autorità. Poi, ha preso il via l’evento, magistralmente allietato dal cantante Franco Esposito, mariglianese, figlio d’arte, con alle spalle già quattro dischi incisi, che con la sua voce “soft ha riportato” i presenti indietro nel tempo, e dalla flautista Immacolata Ferrigno, diplomata al Conservatorio di San Pietro a Maiella e laureata al Conservatorio di Napoli, che ha accompagnato la declamazione delle opere vincitrici con due pezzi del repertorio classico. 

Il premio si articola in diverse sezioni: Sezione A - Poesie in lingua a tema libero con lunghezza max 36 versi; Sezione B - Poesie in vernacolo a tema libero con lunghezza max 36 versi; Sezione C - Racconto a tema libera con lunghezza max 5 cartelle; Sezione D - Pittura a tema libero con lunghezza max cm 100 × 130; Sezione E - Cortometraggio ( E1 professionisti, E2 amatori riservata alle scuole medie secondarie di 2° grado) a tema libero con durata max 15 minuti.

La Giuria, composta da Anna Bruno, Nazario Bruno, Maria Adelaide Gubitosi, Anna Mucerino, Claudio Perillo, Mauro Romano, Nunzia Sbriglia, Maria Luisa Sodano, Franco Trifuoggi, dopo attenta valutazione delle opere, giunte in forma assolutamente anonima, hanno così decretato:

Sezione A - Poesie in lingua: 1° Premio a “L’insegnante” di Massimo De Mellis (S. Anastasia-NA) punti 29,5; 2° Premio a “Mater dolorosa” di Maddalena Venuso (Marigliano-NA) punti27,5; 3° Premio a  “Fremiti di stelle” di Enrico De Martino (Napoli) punti 27++

Menzione d’Onore a:  “S’alzano in volo i sogni” di Vittoria Caso (Casavatore-NA) 27+;  “Tuberi e sangue” di Flavio Tamiro (Calco-LE) punti 25,5

Segnalazione di Merito a:  “Mamma” di Anna Busiello” (Volla-NA) punti 25; “Jacaranda” di Malambrì Giovanni (Messina punti 25-; “L’artista di strada” di Pasquale Martone di Napoli; “Cerco” di Antonio Pascucci di Casalnuovo di Napoli (NA)

Sezione B - Poesie in vernacolo : 1° Premio a “’E llettere d’ammore” di Vincenzo Moccia (Marigliano-NA) punti 32,5;  2° Premio a “Chiammeme” di Antonio Covino (Napoli) punti 31; 3° Premio a A malerba di Gaetano Catalani (Ardore Marina-RC) 30,5+

 Menzione d’Onore a: “Quanno s’arrevota ’o mare” di Silvana Famiani (Poggiomarino-NA) punti 30,5; “Era vita bella” di Angelo Canino (Acri-CS) 29-

 Segnalzione di Merito a“’A vecchiarella” di Maria Clotilde Cundari  (Napoli) punti 28,5;  “’O ciuccio” di Gino Abbro (San Nicola La Strada-CE) punti 28,5; “’A storia mia” di Francesco Gemito (Casoria-NA) punti 28,5-

 Sezione C -  Narrativa: 1° Premio a “Con cento teste e mille occhi” di Gabriele Andreani (Pesaro-PU) punti 33,5-; 2° Premio a “Patatern” di Patrizio Fiore (Napoli) punti 29-; 3° Premio a “E’ tradizione” di Raffaele Galiero (Casalnuovo di Napoli-NA) punti 28,5

 Menzione d’Onore a “Due conti” di Isabella Castelluccio (Benevento) punti 27

 Premio Speciale a “Il profumo delle zagare in fiore” di Anna Maria Deodato (Palmi-RC)

 Premio Speciale al racconto “La forza della vita” di Renato Di Pane (Messina)

 Premio alla Carriera a Fausto Marseglia

XIV PREMIO “MARILIANUM” Sezione E : Scuole Secondarie di 2° Grado

1° Premio a “La Grande Guerra-I Ragazzi del ’99 di Fiore Tobia (I.I.S.“G. Ferraris” di Marigliano)

2° Premio a Senza titolo di Giulia Cominelli (Lic. Scientifico “Fantoni” (Clusone-BG)

3° Premio a “La Grande Guerra-I Ragazzi del ’99” di Ilaria AuriemmaI.I.S.”G.Ferraris(Marigliano)

Alla fine della manifestazione buffet offerto dalla PasticceriaDi Benedetto” e dalle EnotecheIl torchio” e “Il torchio2

Il Mistero delle Voci Bulgare featuring Lisa Gerrard torna dopo 20 anni con il nuovo album “BooCheeMish

In uscita il 25 maggio 2018 per 4AD Records e distribuito da Audioglobe

Link al video: https://www.youtube.com/watch?v=UlONQcQNatE&t=87s

Voci bulgare

Il Mistero delle Voci Bulgare torna dopo 20 anni con un nuovo album, uscito il 25 maggio, dal titolo “BooCheeMish”. Il disco vede la partecipazione straordinaria di Lisa Gerrard, cantante di origini australiane nota al grande pubblico per aver co-fondato i Dead Can Dance, per le innumerevoli collaborazioni e la partecipazione a diverse colonne sonore in collaborazione con Hans Zimmer (Il Gladiatore, Insider) ed Ennio Morricone (Fateless).

“BooCheeMish” alterna brani originali, scritti da Petar Dundakov, con riarrangiamenti di canti popolari del folklore bulgaro, sfruttando gli archi, le percussioni e la drum machine. Le canzoni sono eseguite con la particolare tecnica vocale che contraddistingue la cifra stilistica del coro, ovvero sfruttare voci parallele a intervalli di seconda, di quarta e di quinta.

Ad amplificare le sfumature del disco, la voce unica di Lisa Gerrard. When I went to see the choir as a kid, I thought: That’s it, that’s the top. You can’t go any further than that, dichiara la cantante australiana, che più volte ha riconosciuto l’influenza che Il Mistero della Voci Bulgare ha avuto nel suo particolare modo di cantare, suggellandola con una preziosa collaborazione.

Il primo disco “Le Mystere des Voix Bulgares” del 1975 seguì a una serie di registrazioni di cori femminili che il musicologo francese Marcel Cellier portò dalla Bulgaria. Il coro ha ricevuto apprezzamenti, tra gli altri, da Paul Simon, Sandy Denny, Frank Zappa, Crosby, Stills & Nash e The Grateful Dead.

Nel 1988 fu pubblicata una riedizione dell’album da 4AD label, rinnovando il successo di pubblico e vincendo il Grammy per Best Traditional Folk Recording.

World Music misteriosa e magica con un suono straordinariamente moderno e originale, descritta anche come “the marriage of the avant-garde and the Middle Ages”, questo è Il Mistero delle Voci Bulgare.

A dirigere il coro da 25 anni è Dora Hristova, diplomata al National Music Academy “Prof. Pancho Vladigerov”, e da anni impegnata nel perfezionamento della musica corale contemporanea, descrive il coro come a natural, piercing sound for the outdoors to carry across the fields or from hilltop to hilltop. The sound is created in the larynx and resonates in the chest. It requires great pressure of the breath to create the sound and you must be very strong to sing in this fashion.

L’ensemble, nei suoi coloratissimi abiti tradizionali, si è esibito in oltre 1250 concerti in tutto il mondo, e ha collaborato con artisti come Kate Bush, Elizabeth Fraser dei Cocteau Twins, U2 e il rapper Drake. In Italia si ricorda la storica collaborazione con Elio e le Storie Tese nella canzone Pippero contenuta nell’album “İtalyan, Rum Casusu Çıktı” del 1992.

 

Tracklist

01 Mome Malenko

02 Pora Sotunda, ft. Lisa Gerrard

03 Rano Ranila

04 Mani Yanni, ft. Lisa Gerrard

05 Yove

06 Sluntse

07 Unison, ft. Lisa Gerrard

08 Zableyalo Agne

09 Tropanista

10 Ganka

11 Shandai Ya, ft. Lisa Gerrard

12 Stanka

 

WEB - themysteryofthebulgarianvoices.com

www.facebook.com/lemysteredesvoixbulgares

Distrubizione Italia: Audioglobe

Pre-order:en.spkr.media/the-mystery-of-the-bulgarian-voices-feat-lisa-gerrard/the-mystery-of-the-bulgarian-voices-feat-lisa-gerrard-boocheemish.html

Itunes https://itunes.apple.com/bg/album/boocheemish/1363122730

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Termina “Taurasi Vendemmia”: sabato 26 il gran finale con “Lo pastiero” di Sant’Angelo all’Esca

Si  chiude il cartellone di eventi con la valorizzazione di un’altra eccellenza della Media Valle del Calore.

logo taurasi vendemmia 2C.S. - 25.05.2018 - Taurasi Vendemmia”, promosso dai Comuni di Taurasi (capofila) e di Sant’Angelo all’Esca e finanziato dalla Regione Campania, nell’ambito del POC 2014-2020 (linea strategica 2.4 “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura”), si chiude sabato 26 maggio con una tradizione di Sant’Angelo all’Esca che ha conquistato visitatori e appassionati: il pastiero, piatto tipico della cucina locale, cotto in un enorme ruoto di rame, con la brace di un gigantesco falò, allestito di buon mattino. E’un rustico fatto con duemila uova, quaranta chili di pasta, cinquanta chili di formaggio, che va in cottura già dal mattino nella piazza centrale del paese.

Lo pastieroIl programma della giornata prevede, infatti, già dalle ore 7.00, l’avvio della preparazione de “lo pastiero” con l’allestimento e l’accensione del falò. Alle ore 12.00 l’allestimento del ruoto di rame per il pastiero e, alle ore 20.00, l’atteso taglio e distribuzione del pastiero con degustazioni e il concerto di Voci del Sud.

Protagonista dell’iniziativa,dunque, è la tradizione de “lo pastiero”, che rimanda al periodo post terremoto, in un tempo di tristezza in cui non era facile trovare una motivazione per guardare con fiducia al futuro. Fu allora, nel 1983, che alcuni giovani del paese diedero vita a questa manifestazione, per riportare la popolazione in piazza e creare, di nuovo, condivisione.

La tradizione, ormai consolidata e attesa, è giunta alla 35esima edizione; rievoca una sana civiltà contadina che, intorno al fuoco, condivide il desco e un bicchiere di corposo di aglianico, il tutto allietato da musica popolare. Si tratta, in definitiva, di un evento molto apprezzato e molto noto, che richiama visitatori da tutta la Campania.

Attilio Iannuzzo 669MjYfL 400x400«Il pastiero - dichiara il sindaco di Sant’Angelo all’Esca, Attilio Iannuzzo - rappresenta un pezzo del patrimonio identitario della nostra comunità. È una tradizione tutto sommato recente ma perché legata alla tragedia del terremoto dell’80, e ha subito trovato uno spazio d’elezione nella nostra memoria collettiva. Oggi può diventare anche altro, può essere strumento di promozione territoriale. Questa è una edizione straordinaria, una versione primaverile, perché il pastiero, in realtà ha una data fissa, il 29 dicembre e si ripropone ora, nell’ ambito del progetto “Taurasi Vendemmia”, che ci dà la possibilità di far riaffiorare e rivivere le nostre tradizioni».

NOLA: IL RACCONTO DELL’ACQUA PRINCIPIO DI VITA E L’ITINERARIO DI SAN PAOLINO

Progetto elaborato e tradotto in plastica efficacia narrativa in virtù dell’appassionato impegno  della comunità studentesca dell’Istituto tecnico-commerciale e per geometri “Masullo-Theti. L’operazione culturale resa possibile dalla preziosa sinergia con la consulenza fornita dal personale della Biblioteca diocesana, diretta da don Giovanni Santaniello, e promossa dal sostegno delle famiglie Ruggiero, Sodano e ianoFotoservizio di Mira Bifulco

Acqua 1 Gianni Amodeo - 05\06\18 -  Un’ideazione immaginata e concepita con intensa e profonda originalità di prospettiva, per dare anima e vigore spirituale ad un progetto articolato  sia nelle valenze socio-culturali e storico-religiose, sia nelle proiezioni di significato etico e civile sullo schermo dell’attualità del nostro tempo super-tecnologico e della digitalizzazione informatica, seguendo le tracce del cammino di  Paolino di Bourdeaux, venerato Patrono di Nola insieme con San Felice vescovo e martire. Un progetto, elaborato e tradotto in plastica efficacia narrativa,in virtù dell’appassionato impegno  della comunità studentesca dell’Istituto tecnico-commerciale e per geometri “Masullo-Theti” e che ha già vissuto la sua prima fase, con la straordinaria e indimenticata performance teatrale e musical-canora, proposta nell’ Auditorium del Seminario vescovile, a gennaio scorso, per riscoprire il rapporto di San Paolino  con la città, il territorio e la tradizione della Festa dei Gigli. Una riscoperta, fatta con il rigore della ricerca documentale, attingendo alla copiosa e variegata bibliografia, al cui centro sono gli albori della cristianità nelle terre del Sud  e l’ autore dei Carmi, e trascritta nei testi dalla professoressa Fortuna Dubbioso, docente di Scienze giuridiche, in collaborazione con la professoressa Susy Barone, docente di Materie letterarie, che coniugano il lavoro didattico e formativo con l’attiva presenza nel sociale e la dedizione alle “Humanae  litterae”.

Acqua 2E’ l’operazione culturale - resa possibile dalla preziosa sinergia con la consulenza fornita dal personale della Biblioteca diocesana, diretta da don Giovanni Santaniello, e promossa dal sostegno delle famiglie Ruggiero, Sodano e Siano, Maestri di Festa per l’allestimento del Giglio del Panettiere edizione 2018,  che ha vissuto  la fase conclusiva con l’ Itinerario di San Paolino, attraverso il racconto dell’acqua delle sei Fontane storiche del perimetro del centro antico della città, alimentate in larga parte  dall’acquedotto del Serino  e dislocate nelle vicinanze di luoghi sacri e di devozione religiosa. Sono le Fontane, che, nel quadro dell’operazione, sono state restituite alla città nella piena funzionalità dei sistemi idrici dopo anni di deplorevole abbandono, recuperandone la memoria, e il ruolo, di quell’utilità sociale e di aggregazione civile che hanno esercitato fino agli anni del secondo dopo-guerra mondiale, quando i servizi idrici domestici erano appannaggio di pochi ceti abbienti, e grazie al piano di ampliamento e potenziamento della rete pubblica degli acquedotti, con le imponenti opere della Cassa del Mezzogiorno realizzate soprattutto nelle regioni del Sud  tra gli anni  ’50 e ’60 del secolo scorso.

Leo Nolanus piantina di Nola disegnata nel 1514L’Itinerario  prende avvio dalla Fontana di Santa Maria La Nova, in prossimità del Museo storico-archeologico dell’area nolana, e tocca le Fontane della Chiesa di San Raffaele, dell’ex-Salvatore, a piazzetta Calabrese, di piazza Marco Clodio Marcello, della Chiesa del Carmine e del monumentale complesso di Santa Chiara. Un Itinerario che celebra l’ acqua, quale linfa essenziale e primordiale di vita di tutte le specie dell’universo animale e vegetale  e quale principio sacrale di religiosità purificatrice identificato con il rito battesimale della trascendenza della visione cristiana dell’esistenza. Ed è l’ acqua  che anima ed ispira significativi Carmi della  produzione poetica di San Paolino, le cui Lettere costituiscono, a loro volta, lo specchio dei turbinosi tempi che fanno da matrice  delle origini della cristianità in Occidente.

                        I QUADRI TEMATICI E L’ESEMPLARITA’ DI SAN PAOLINO

                         LA PERFORMANCE NARRANTE DEI GIOVANI-CICERONI

Acqua 1 bis Introdotto dalla prof.essa Anna Maria Silvestro, dirigente del “Masullo-Theti” e presentato con rapidi ed incisivi squarci di analisi nella Chiesa-Agorà dei Santi Apostoli dalla prof.essa Fortuna Dubbioso,e con la partecipazione dei vescovi Francesco Marino e Beniamino Depalma, del Rettore del Seminario, don Gennaro Romano e di don Giovanni Santaniello; una presentazione puntuale ed efficace, a cui seguiva il percorso dell’Itinerario con i ampi quadri tematici, corrispondenti alle tappe delle sei Fontane ed illustrati dai giovani-Ciceroni dell’Istituto di via Mario De Sena. Sono i quadri di cristallina scrittura  che permettono di rivisitare e conoscere di Paolino di Bourdeaux  non solo l’ Anima e l’ Uomo, ma anche la dimensione del Cittadino, nel segno di quei valori e costumi di vita che incarnò nelle opere e nel pensiero. Valori e costumi che si rapportano al primato del bene comune, alla carità, alla fede, all’amicizia, all’umiltà e al servizio verso i poveri. Una performance interpretativa davvero di alto profilo espressivo, con cui i giovani-Ciceroni – attesi tra qualche settimana dagli impegnativi Esami di Maturità - hanno ricomposto non solo l’intera vicenda storica ed esistenziale del Santo della povertà evangelica, ma hanno anche incontrato aspetti peculiari dell’identità culturale della città e del territorio, recependone il senso. E il coinvolgimento del folto e attento pubblico che ha vissuto la loro performance, è la conferma del consenso per un’eccellente e qualificato momento di vita culturale, che impreziosisce il Giugno nolano in corso con il suo ricco “cartellone” di manifestazioni ed iniziative d’arte e  varia umanità. 

Acqua 1 Copia 2E’ un progetto di sicura rilevanza culturale e sociale- spiega la prof.essa Susy Barone - quello su cui abbiamo profuso passione ed entusiasmo, facendo, come si suole dire, squadra nel pieno coinvolgimento partecipativo della comunità scolastica e dei docenti. Inserito nell’ambito delle finalità dell’alternanza Scuola-Lavoro, il progetto è stato vissuto e attuato in funzione della conoscenza storica del territorio e delle figure che meglio lo rappresentano, com’è la testimonianza di vita di San Paolino, ma anche per attualizzarne i valori praticati e additarne l’esemplarità civica. Tutto ciò che l’ Itinerario rappresenta e costituisce come modulo sociale e culturale è patrimonio del “Masullo-Theti” ed è a disposizione della città”.

Ed ecco la schiera dei giovani-Ciceroni, meritevoli di menzione speciale. Lorenzo Valente, Francesco Lombardi, Filippo Vecchione, Pietro Palma,Leandro Occhipinti, Pietro Ferrara, Bruno Fusco, Miriam Fasulo, Anna Cozzolino, Pasquale Maione, Gioacchino Lombardi, Sabatino Perna, Carmen Balbi, Maria Buonocore, Alex Rigoli, Ilaria Cavezza, Nello Nappi e Giovanni Ursillo. E’ la schiera, di cui è parte integrante Cristina Russo, limpida espressione del bel canto, con l’interpretazione dell’ Inno a San Paolino per l’ouverture dell’ Itinerario e dell’ Ave Maria per il sigillo finale. Un’impronta di gran classe, quale migliore non poteva esserci per dare compiutezza alla bella e impegnativa manifestazione.   

NAPOLI / UNIVERSITA’ “FEDERICO II”SI E’ DISCUSSO DI “GIORNALISMO E SAPERI STORICI”

Presso l'Università di Napoli Federico II di Napoli, il 10 maggio 2018, si è tenuto un convegno che ha analizzato la figura dello storico e del giornalista: “Giornalismo e saperi storici.

aldo moroGiu. D’Ava. - 15.05.2018 - Ancora un interessante appuntamento del calendario del corso di formazione, organizzato dall’Ordine dei Giornalisti. Ai lavori, moderati da Alessandro Sansoni, consigliere Nazionale dell'Ordine, sono intervenuti: Roberto Delle Donne, docente di Storia Medioevale; Paolo Macry, docente di Storia Contemporanea; Gigi Di Fiore, giornalista, e Alessandro Cecchi Paone, giornalista Mediaset.

Nel corso dell'incontro è stata analizzata la figura dello storico e del giornalista che, sebbene possono sembrare antitetici, si integrano e sono complementari l'uno all'altro. Infatti, spesso ci sono storici che sono anche giornalisti e ci sono storici che si aprono con forme di comunicazione più accessibili. Il docente di storia medioevale, il prof. Roberto Delle Donne, ha ricordato che, sebbene mancano gli strumenti audiovisivi, si possono sempre ricostruire i vari eventi che hanno caratterizzato la transizione al mondo moderno.

Dai relatori non sono mancate critiche a riviste storiche importanti e a programmi televisivi che trattano gli stessi argomenti. Alessandro Cecchi Paone, nel suo intervento, ha sottolineato l'importanza di conoscere le lingue straniere, in particolare l'inglese, per chi insegna italiano ed ha evidenziato il ruolo dei social, che ormai occupano un posto preminente nella comunicazione moderna.

Tra gli intervenuti il giornalista Albino Albano ha evidenziato che “le due figure si intersecano benissimo in quanto il giornalista deve conoscere ed approfondire la verità come lo storico”; ha, altresì, ribadito “l'importanza della conoscenza delle lingue e della storia in generale, compresa quella medioevale, ricca di eventi storici come quello della venuta dei Longobardi in Italia che, accettando la cultura latina e integrandosi con i residenti. hanno dato un futuro all'Italia”.