La Stazione & Rock Events hanno presentato venerdì 29 Aprile ERIN K presso La Stazione associazione di Boscoreale

Tornano gli eventi primaverili alle Falde del Vesuvio cion la tappa del tour mondiale della giovane artista statunitense presso l’Ex Stazione FFSS, Via Giovanni della Rocca, 252 -  Boscoreale (Na)

Erin K. presso la Stazione BoscorealeNicola Garofano – 02.05.2016 - La Stazione e Rock Events hanno presentato a Boscoreale, venerdì 29 aprile, un imperdibile live della folk singer londinese Erin K, che ha rapito da subito il pubblico con la sua voce e la sua fedele chitarra.

La scena anti-folk londinese impiega poco tempo ad accorgersi di lei e della sua band con le sue canzoni autobiografiche, eccentriche, oneste e sincere, toccando temi come "amici con benefici", animali ibridi, relazioni perse, cibo, ma anche tematiche decisamente più ‘politically incorrect’ (bambole del sesso) e, colpiscono l’attenzione dei molti appassionati che si ritrovano ad affollare, con grande frequenza, i piccoli locali dove i nostri si esibiscono regolarmente.

01 erin kSi è esibita alle Olimpiadi di Londra 2012 e Paraolimpiadi, e ha suonato in un’apparizione personale al Festival di Edimburgo.

Il suo singolo di debutto, "Coins" strega Huw Stephens che lo propone come suggerimento settimanale nel programma ‘BBC Introducing’; ancora la BBC e poi la stampa specializzata: Kerrang e la colonna musicale del Guardian, accendono i riflettori sulla giovane ragazza che intanto si trasferisce a vivere negli States, nel Williamsburg, a Brooklyn, per dedicarsi anima e corpo alla sua musica.
I confronti sono stati fatti per Kate Nash, Regina Spektor, Susanne Vega, e Lily Allen.

Divertente, senza mai scivolare nella commedia, triste, ma mai malinconica, Erin K gioca, con disarmante naturalezza, con armonie e testi che coinvolgono, brani che canterete per settimane, prestazioni sul palco difficili da dimenticare. Insomma gli elementi per ritrovarsi al cospetto di un personaggio che farà parlare molto di se nell’imminente futuro ci sono tutti.
Il suo carisma non sfugge a Rocketta Booking di Paolo Mei, ed ecco che la reginetta dell’anti-folk approda per la prima volta in Italia nell’autunno 2013 con uno strabiliante tour di ben 31 concerti in 31 giorni. Il tour si rivela un successo di pubblico inaspettato. Da qui, la decisione di un nuovo ciclo di concerti, ancora una volta in tutta Italia, da Sud a Nord e ritorno, di ben 40 tappe, tra aprile e maggio 2014.
ERIN KDopo un periodo di pausa, per dedicarsi alla scrittura di nuove canzoni, Erin entra in studio, tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016, per registrare il suo primo e vero album ufficiale. E lo fa proprio in Italia, a Livorno, affidandosi alla produzione artistica di Appino (Zen Circus). All’album prendono parte, oltre ad Appino stesso, altri affermati musicisti della zona. L’album vedrà la luce non prima dell’autunno prossimo. Ma la voglia di tornare ad esibirsi in Italia è troppo forte. Ed ecco che un altro lunghissimo tour si presenta alle porte, con circa 30 concerti in 5 settimane, sempre con Rocketta Booking.

 Lineup: Erin K Voce - chitarra acustica – ukulele; Brian Radock  Voce e percussioni; Danielle Voce - Glockenspiell - Timpano

“Abbracci” di 24 poeti nella nuova antologia poetica della D&P Editori

Curato dalla giornalista e poeta Antonietta  Gnerre il primo numero della collana  “ La piccola cometa”

COPERTINA ANTOLOGIA ABBRACCILu.pi. – 30.04.2016 - 24 poeti e una curatrice Antonietta Gnerre  hanno dato vita alla bellissima antologia poetica: Abbracci  D&P editori 2016,  dedicata a Alessia BellofattoLa pubblicazione costituisce anche il primo numero di una collanaLa piccola cometa” , dedicata al mondo della poesia che sta nascendo nel panorama editoriale italiano.

Nell’introduzione la Gnerre tra l’altro scrive:” ….. Questa antologia custodisce la musica incommensurabile del legame natura - uomo - gioia. Un lavoro che mette a fuoco l’ardore di tante voci che s’incontrano per abbracciarsi. Perché negli abbracci sono comprese tante cose, soprattutto creazione e amore: quell’amore che si pone di fronte al tempo della vita, elevandolo in pensieri di pace e di solidarietà. Grazie ai genitori di Alessia per aver reso possibile tutto questo. Un grazie di cuore a tutti gli autori presenti in questa antologia e in particolar modo a Claudio Damiani e Davide Rondoni i cui testi hanno fatto da ponte”.

happeningarteepoesia 563x800Gli autori, tutti affermati, presenti nell’antologia sono: Antonietta Gnerre, Claudio Damiani, Bruno Gallucci, Lucianna Argentino, Marco Bellini, Domenico Cipriano,Valentina Colonna,Mauro Corona, Cinzia Demi,Rossella Frollà, Claudio Iandolo, Giovanna Iorio, Franca Mancinelli, Monica Martinelli, Cinzia Marulli, Valentina Neri, Rita Pacilio, Melania Panico, Marisa Papa Ruggiero,Maurizio Soldini, Giuseppe Vetromile, Cosimo Caputo,Monia Gaita, Davide Rondoni.

Il libro è stato presentato insieme ad altre tre significative raccolte: “Madre terra” di Monia Gaita,” La misura dello zero” di Bruno Galluccio, “Una luce sorveglia l’infinito” antologia curata da Antonietta Gnerre e Rita Pacilio, alla Festa dei libri e dei fumetti di Avella, sabato 23 aprile alle 19.00 al Convento Francescano, nell’happening di Poesia & Arte che ha visto assieme ai poeti  la partecipazione dell’artista Fernando Masi che ha realizzato, durante l’incontro,  un’opera di grandi dimensioni dedicata alla “Magia della natura”, un evento per  ricordare Alessia, musa ispiratrice, artista del sorriso e della solidarietà.

Proiettato a Mirabella Eclano “Irpinia mon amour”per la regia di Federico Di Cicilia

E’ seguito un dibattito con il regista originario di Villamaina

riprese film Lucio Garofalo – 23.04.2016 - Ieri sera, presso la multisala di Mirabella Eclano ho seguito con curiosità la proiezione del film "Irpinia, mon amour", per la regia di Federico Di Cicilia, alla sua terza opera filmica, credo. Al termine del film si è svolto un dibattito con il regista: erano anni che non intervenivo in un cineforum e questo rappresenta già un elemento positivo.

L'autore, originario di Villamaina, ha girato una sorta di focus sull'Irpinia. La pellicola ha l'indubbio merito di indurre gli spettatori a riflettere, a prendere consapevolezza della realtà che li circonda. Di questi tempi non è affatto poco. Senza esagerare, il film riesce a scuotere le menti intorpidite, le coscienze assopite, lasciando perplessi, generando un miscuglio di sensazioni, stati d'animo e pensieri controversi. L'effetto emotivo è intenso.

È un film di denuncia politico-esistenziale? Non solo. È una sorta di docufilm, di dossier o inchiesta cinematografica su un territorio devastato, ma che si può estendere anche ad altre periferie o altri Sud del mondo. La rappresentazione è a tratti ironica, grottesca e surreale, a tratti cruda e persino "paranoica", ma in ogni caso è efficace.

La colonna sonora dei Jambassa ed altri musicisti irpini si impone ad infondere un'atmosfera paranoica e delirante. Come, d'altronde, è l'Irpinia post-sismica. Puntuale è l'accostamento tra il sisma del 1980 e la guerra in Afghanistan, con scenari spettrali e desolanti, le violenze provocate su entrambi i fronti. Le vicende dei vari protagonisti, narrate secondo una struttura ad episodi, si intrecciano in una trama il cui denominatore comune è la noia o paranoia esistenziale. Per vincere la quale si inventano qualsiasi espediente: dalla militanza politica al rapimento di X, al suicidio in diretta streaming e via discorrendo. Con un sottofondo amaro di riferimenti espliciti (non casuali, bensì intenzionali) alla realtà, al macabro primato dei suicidi detenuto dall'Irpinia sul versante nazionale.

Locandina Film I personaggi che si muovono in un contesto sociale desertificato, circondato da paesaggi naturalistici spettacolari (da apprezzare le immagini fotografiche di alcuni luoghi irpini), sono interpretati da attori non professionisti, provenienti dalla strada e dalla vita reale, recitando sé stessi, secondo la tradizione del cinema neorealista italiano. Ma non è un film neorealista in senso classico. È un coacervo di contaminazioni, di influenze varie e molteplici, di citazioni e richiami cinematografici. Ed ai cinefili provvisti di una minima cultura storico-cinematografica non sfuggono tali riferimenti. È facile coglierli sin dall'inizio, già nel titolo, ispirato ad Hiroshima mon amour. Citando poi l'Armata Brancaleone nella scena esilarante (parodiata e paranoica) di Don Chisciotte e Sancho Panza contro le pale eoliche. Ed i Soliti Ignoti di Mario Monicelli. Fino ad Ovosodo di Paolo Virzì, con immagini di repertorio delle mobilitazioni del 2003 contro la guerra in Iraq. Forse sono ravvisabili pure richiami stilistici ad Ecce Bombo di Nanni Moretti. E via discorrendo.

Un prodotto indipendente come questo film, senza fini commerciali, non può avere la pretesa di racchiudere troppi contenuti estetici o sociali, ed ancor meno di suggerire ipotesi di soluzione dei problemi sollevati. Proposte che spetterebbero alle autorità competenti, ovvero alla sfera politico-amministrativa, ma non vengono elaborate, né applicate da chi dovrebbe. A riprova della grave latitanza degli enti pubblici locali, dell'indifferenza e dell'apatia, dell'impotenza delle istituzioni e delle amministrazioni di fronte ai drammi della precarietà e della disoccupazione giovanile, della nuova emigrazione, del triste record dei suicidi detenuto dalla nostra provincia, del crescente spopolamento e dell'invecchiamento delle popolazioni locali, dello spaesamento, ossia dello svuotamento di senso e di valore esistenziale che si avverte in comunità che un tempo potevano vantare un tessuto di reciproca solidarietà interpersonale ed una società a misura d'uomo.

Ma il dramma più profondo, allarmante, è precisamente la perdita di peso incisivo della politica, l'assenza delle istituzioni pubbliche, rinchiuse in un teatrino sempre più autoreferenziale, la loro distanza siderale dai bisogni concreti del territorio e delle popolazioni che lo abitano. Probabilmente, corro un po' troppo e rischio di valicare le intenzioni del regista stesso.

Avellino / Centro Dorso: Il presidente Cassese fa il bilancio delle attività svolte e progetta il futuro

Nonostante la carenza di risorse avanti con entusiasmo. Servizio  di Giuseppe Giordano da ilCiriaco del  19 Aprile 2016

Centro DorsoLTempo di bilanci per il centro di ricerca Guido Dorso e il presidenteSabino Cassese ha presentato le iniziative svolte e in corso organizzate dall'istituzione culturale con sede al palazzo di Victor Hugo. Un palinsesto diviso tra l'attenzione rivolta alle nuove generazioni, con una rassegna pensata su misura degli studenti che si avviano verso un percorso lavorativo, e uno sguardo rivolto passato, oggetto di analisi nei vari studi in procinto di essere pubblicati.  "Studi che rivelano – sottolinea Cassese – comeil rapporto di dare-avere in termini di classe dirigente tra l'Italia e l'Irpinia sia a favore di quest'ultima.Abbiamo dato un grande contributo alla Nazione. Mentresperiamocontinuache le nostre raccolte di informazioni statistiche riguardanti società, cultura e demografia territorialiservano come base per una riflessione da parte della classe politica".

Un anno di iniziative è stato passato in rassegna questo pomeriggio al Circolo della Stampa, durante un incontro presieduto dal presidente Cassese e che ha vistotra i relatori Luigi Fiorentino, vice presidente del Centro e coordinatore del "Rapporto sull'Irpinia – Idee per il futuro dell'Irpinia". Lo studio, che è in fase di bozza di redazione definitiva, è unaraccolta di dati statistici utili a delineare le prospettive di sviluppo a breve e medio termine del territorio provinciale avellinese. "Una ricerca che si è avvalsa di banche dati e testimonianze dirette di protagonisti della società civile e delle istituzionispiega Fiorentinoe cheinsegna come l'Irpinia ce la possa fare solo se innova basandosi su quelli che sono i suoi punti di forza, cioè ambiente e industria di eccellenza".

Rivolta completamente ai giovani la rassegna"Parliamo del vostro futuro", un ciclo annuale di lezioni dedicate airagazzi delle scuole superiori, con la possibilità di venire a contatto con studiosi e specialisti del settore verso il quale sentono di avere un'inclinazione. Banchieri, informatici, biologi, giudici e altri professionisti affermati hanno relazionato davanti a una platea di cinquanta alunni riuniti presso i locali della Chiesa – Oratorio della SS. Annunziata, in piazza del Popolo, messi a disposizione dalla Camera di Commercio nel centro storico di Avellino.

L'ultima edizione di "Parliamo del vostro futuro" si è tenuta dal dicembre 2014 al dicembre 2015 in città e si è ripetuta in Alta Irpinia dal 19 marzo 2015 presso l'Abbazia del Goleto di Sant'Angelo dei Lombardi. Al termine della rassegna i componenti della "classe" hanno ricevuto un libro in omaggio sul tema che avevano indicato come favorito.

In linea con uno dei principali campi di indagine del centro Dorso,"Per una storia delle classi dirigenti meridionali: il caso irpino (1861-2016)"raccoglierà100 profilidi altrettantepersonalità componenti la classe dirigente territoriale. Il lavoro è già in uno stadio di completamento avanzato ed è dedicato alla ricostruzione della vita e dell'esperienza degli uomini che hanno orientato la storia locale e non solo. Un progetto, questo, che verrà esteso ad altre realtà, come Lucania e Puglia, in vista di un successivo studio comparativo. Infine dal dicembre del 2014 il Centro si avvale di un sito webdove è possibile reperire le informazioni in merito alle iniziative e alle ricerche in fase di attuazione.

Un anno ricco di iniziative nonostante i rubinetti siano a secco e il Centro Dorso viva grazie al contributo volontario di molti tra coloro che partecipano alle attività svolte: "I fondi del 2015 – precisa Casseseli abbiamo ricevuti 15 giorni fa e sono stati utilizzati per coprire le spese essenziali. I mezzi sono dunque limitati, ma la cosa non ha mai limitato il nostro ottimismo, grazie al quale in un anno abbiamo prodotto risultati notevoli.Se avessimo ulteriori fondi – continua –rivolgeremmo maggiore attenzione ai ragazzi del liceo e ai giovani studiosi".

Arriva a stretto giro la risposta della regione Campania: "E' vero che abbiamo ridotto e a volte azzerato il contributo a prestigiose istituzioni del territorio, tra cui anche la fondazione Dorso, in un'ottica di spending reviewprecisaRaffaele Balsa, rappresentante del governo De Luca – in Campania c'è un fiorire di fondazioni, tutte valide, che spesso dipendono dal solo sostegno economico della Regione. Negli ultimi tempi abbiamo recuperato un finanziamento di 40mila euro nell'ambito dei PAC (Patti Azione Coesione), e tra gli obiettivi c'è anche il Centro Dorso, inserito in una lista di 31 eccellenze da sottoporre a un'opera di riorganizzazione e al potenziamento di un'agenzia di coordinamento".

IVO VETRANO SE N’E’ ANDATO …… HA ONORATO LO SPORT E IL CALCIO LOCALE SULLA SCENA NAZIONALE

Baiano funerali 800x450Gianni Amodeo – Baiano - 18.04.2016 - Una falcata ampia e rapida, da agile ed asciutto longilineo con il metro e ottantadue centimetri di altezza che si ritrovava, per la corsa veloce da… gazzella libera e spericolata e il dribbling stretto che gli permettevano con ubriacanti serpentine di piantare in asso- lungo l’out di sinistra- gli avversari, che tentavano di arginarne l’impeto agonistico, se giocava d’ala; ed era infallibile nei cross in corsa e da fondo campo convergenti verso il compagno meglio “piazzato”, per battere in rete.

Una combinazione di risorse e di…inventiva da autentico talento, che era diventata raffinata tecnica di regia, una volta giunto a calcare i campi dei campionati nazionali di serie B e A, se era schierato da classica mezz’ala sinistra; tecnica e geometria, con cui fiondava gli attaccanti verso il gol, con lanci … per l’impatto nello shoot perentorio. Calciava di collo-piede, con precisione millimetrica  nel “sette” …. “ sparando ”  tiri saettanti e potenti, quando non calibrava il tiro a “palombella”, che lasciava di stucco il portiere avversario. Ed era abile nei colpi di testa, “incornando” alla meglio sotto rete la sfera di cuoio…. Era un “tutto mancino” così come lo è stato- nelle generazioni successive- Mariolino Corso, tra i giocatori-simbolo dell’Inter di Helenio Herrera.

A.C. BaianIvo Vetrano, da ragazzo, aveva avuto come…palestra da campo l’androne del palazzo famigliare di piazza Napoletano, dove era in grado di destreggiarsi fino a superare cinquecento tocchi di palla su collo- piede in sequenza, senza mai perderne il controllo e lasciarla cadere. E la stessa sequenza era in grado di proporla, palleggiando di testa. Uno spettacolo da giocoliere fantasioso; ed era lo spettacolo dei …fondamentali del calcio, che Ivo curava da sé con la passione e l’entusiasmo di chi è poco più che decenne. E poi c’era la…palestra da campo all’aperto per partite senza limiti… d’orario nei rettangolari “piazzali” orlati dai lecci d’inizio Novecento - ‘e pipparelle… sussurranti-  sempre di piazza Napoletano e di piazza Mercato; era la palestra di…creativa e ludica anarchia, che faceva da viatico, per giocare al  “Bellofatto” di via Olmo, cominciando la classica trafila seguita da tutti i calciatori in…erba nelle formazioni di Lega giovanile del Baiano, impegnate nei “combattuti”…  campionati indetti dal Comitato zonale della Federcalcio di Nola, presieduta all’epoca da quel galantuomo ch’è stato il cav. Ermanno Buonomo.

E la “scuola di sport e calcio” all’aperto frequentata da Ivo è stata la stessa che hanno frequentato tanti altri talentuosi e speciali giocatori che hanno fatto la storia - …. che  prosegue-  del “Cerbiatto”. Sono decine e decine di talentuosi e speciali giocatori, le cui figure restano indelebili sullo schermo del ricordo di quanti ne hanno conosciute le prodezze, indossando la maglia del Baiano- ora di fiammante colore granata, ora di sereno azzurro e per qualche annata anche di colore canarino- e tra loro, spiccano i “medaglioni” di Stefano Sibilla e Gigino Bellofatto- ottimi lavoratori e padri di famiglia- sicuramente degni di palcoscenici nazionali come quelli calcati da Ivo…e prematuramente scomparsi; Gigino, una decina di anni fa, e Stefano lo scorso anno.

baiano 3La storia sportiva di Ivo inizia nel Baiano, con il campionato di prima divisione del ’ 53 assimilabile, per difficoltà, caratura agonistica e quadratura tecnica, alla serie D o serie C d’oggi. Era sedicenne. E gli “azzurri” - virtualmente gemellati con il Napoli fin dagli anni del secondo dopoguerra- erano allenati da Ruggero Zanolla, “maestro” di calcio e di stile di vita. Era un Baiano di buon gioco e tanta…grinta, che schierava al centro dell’attacco Trapani, un autentico ariete, a cui Ivo “serviva” assist in serie. Era il Baiano che allineava Andrea Picciocchi, Amedeo De Luca, Antonio Canonico e Gigino Zito….

Con le credenziali dell’eccellente campionato del ’53 per il giovanissimo Ivo si fecero pressanti le richieste di vari sodalizi che andavano per la maggiore in Campania. L’ambiziosa Atripalda prevalse. E così Ivo approdò nella formazione cara all’avvocato Carlo Tozzi, che dal 1952 al 1965 è stato sindaco della città del Sabato, e a Nicola Adamo, che sarà parlamentare nel collegio Avellino-Salerno-Benevento. Ed Ivo, insieme con Gigino Nappi, grande mediano di spinta e cursore instancabile, in è stato una delle figure più rilevanti della storia della formazione irpina, che ha conosciuto per anni i fasti della quarta serie interregionale, con un altro baianese di grandi qualità umane e tecniche qual era Franceschino Montuori, morto oltre dieci anni fa.

Poi per Ivo si aprirono le porte del calcio professionistico, dalla serie C alla serie A, con tappe a Saronno, Modena e Varese. Un decennio di belle ed intense esperienze, con il top raggiunto nella formazione allenata da Ettore Puricelli nei campionati del ‘63\ 64 e del 64\65. Era la formazione di cui era patron Giovanni Borghi, il “cumenda” di Comerio, tra i maggiori protagonisti del boom economico nazionale, in virtù della creazione della filiera produttiva degli elettrodomestici, “griffati” Ignis, portatori di modernità nelle case degli italiani…

 Borghi - non solo grande uomo di lavoro e industria, ma anche di sport, per gli eccezionali successi realizzati dai suoi team su scala nazionale e europea con il basket, il ciclismo e il pugilato- era il…primotifoso” del Varese che vinse il campionato di serie B e ben figurò in serie A. Ed aveva una spiccata predilezione per Ivo, ragazzo del Sud…che gradino dopo gradino con tenacia aveva conquistato il proprio spazio nel calcio che conta. Un po’ come i tanti emigrati che proprio tra gli anni ’50 e ’60 dal Sud “depresso” erano saliti con le loro poche cose in valigia di cartone al Nord o in Germania federale, per trovare lavoro.

ivo vetrano 300x222Da Varese il ritorno nella “suaBaiano, era stato un passaggio affettivo obbligato. E al Baiano, da cui aveva preso l’abbrivo per il calcio di serie A, nel campionato di “promozione” regionale di metà anni ’70, dedicò particolare impegno e cura, con una serie di strepitosi successi. Era il Baiano, in cui fungeva da allenatore e da regista a centro-campo impeccabile. E gli facevano ruota, tra gli altri, Stefano Miele, Nicola Litto, Pierluigi Zero…. Era un Baiano con i fiocchi. Forse, l’ultima edizione di un calcio che vive di altre motivazioni e orizzonti, in cui lo spirito… amatoriale s’è dissolto o quasi, mentre quello professionistico è sempre agganciato al primato…della finanza e piegato alle “ragioni” della televisione, che rende lo sport solo occasione di intrattenimento e guadagni esosi, mentre gli stadi restano deserti, senza festa di partecipazione popolare.

Alla moglie Maria Elena Postiglione, ai figli Viviana e Vittorio, al fratelli Stefano e Pasquale, alle sorelle Agnese e Marina giungano i sentimenti di cordoglio della Redazione de IL MERIDIANO.