Da Piazza d’Armi passa il futuro di Nola

Convegno sulla piazza “ più grande e meno sviluppata della città"organizzato dall'Associazione “Piazza d'Armi.

Piazza dArmiN. R.  - 12.03.2016 - Passato, presente e futuro. Angosce e pretese, speranze e timori, passa tutto per Piazza d’Armi, la piazza più importante della città di Nola.

Nel pomeriggio, alle 16.30, nell'Aula magna dell'Università Parthenope in piazza Giordano Bruno, si tiene il primo incontro promosso dall'Associazione “Piazza d'Armi”, gruppo di volontariato e di attivismo sociale, nato a Nola alla fine dello scorso anno.  Al centro del dibattito i mille problemi della piazza, che vanno dal recupero della caserma Principe Amedeo, alla gestione dell'area di parcheggio, all'attenzione sulle caratteristiche storiche ed archeologiche dell'area.

 Nola Piazza dArmi 800x374Questo nostro primo evento  ha sottolineato il presidente del movimento, Alberto Ruggiero ha lo scopo preciso di informare in modo corretto ed approfondito l'opinione pubblica su un tema: quello della gestione e del futuro di Piazza d'Armi, che in realtà non è stato mai realmente affrontato e risolto da alcuna amministrazione. Questo a dispetto delle potenzialità enormi che continua ad avere quello spazio così grande”.   

Intervengono, dopo i saluti di benvenuto del dott. Alberto Ruggiero, Presidente Movimento Piazza d’Armi: l’ Arch. Giuseppe Mollo, PhD Storia dell’Architettura e della città (DIARC – Università degli Studi di Napoli “Federico II”) su “Piazza D’Armi. Note di storia urbana dalla seconda metà del Cinquecento al primo Novecento”; il Prof. Mario Coletta, Docente di Urbanistica (Università degli Studi di Napoli “Federico II” - Direttore Scientifico della Rivista Internazionale di Cultura Urbanistica TRIA) su “La Caserma e il contesto urbano. Riflessioni”; il Dott. Mario Cesarano, Funzionario della Soprintendenza Archeologica della Campania, su “Nola – Piazza D’Armi: storie da un futuro possibile”; l’Arch. Giacomo Stefanile, già Dirigente Ufficio Urbanistica del Comune di Nola, su “Il senso del luogo urbano”; l’Arch. Salvatore Napolitano, Dirigente Ufficio Urbanistica e Lavori Pubblici del Comune di Casoria, su “Progettazione Urbana Partecipata – L’Esperienza Urbact III”; l’ Avv. Geremia Biancardi, Sindaco di Nola, su “Prospettive percorribili su Piazza d’Armi”; il Gen. Carmine De Pascale, Generale di corpo d’Armata – III Commissione del Consiglio Regionale della Campania (Attività Produttive, Programmazione, Industria, Commercio, Turismo); il  Prof. Ing. Gaetano Manfredi, Magnifico Rettore Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Presidente CRUI.

A moderare il dibattito, seguito da un buffet, il giornalista Antonio Russo

"La Città del Male" di Claudio Aita (Nardini Editore) vince il Premio Holmes Awards 2016 - Premio Miglior Libro

Il prestigioso riconoscimento consegnato a Napoli, Hotel Terminus, il 13 febbraio 2016.

la citta del maleMotivazione Premio Holmes Awards 2016, Premio Miglior Libro:Un quadro crudo e reale, forse troppo reale, quello che l’autore dà del mondo e della vita filtrati attraverso gli occhi del protagonista, Geremia, un uomo a cui la vita sta stretta al punto da desiderare di lasciarla, ma non troppo da farlo davvero.
Le storie, in parallelo, rendono la lettura incalzante e piacevole, con i due protagonisti che appaiono simili seppur diametralmente diversi.
Una storia di passato e presente, senza fine, un circolo di morte e terrore che lascia senza fiato il lettore che si ritrova immerso in una folle corsa alla ricerca smodata della risoluzione di un enigma complesso e avvincente.
Due mondi, passato e presente, che si fondono in un tutt’uno, diventando la stessa storia, un prolungamento l’uno dell’altro, un prologo ad un epilogo, quello scritto e vissuto attraverso i gesti e gli occhi di Geremia, un eroe per caso.
L’autore riesce magistralmente a rendere entrambe le epoche, così lontane, in maniera ineccepibile, mutando descrizioni, modi di narrare, punto di vista, tale che il lettore si ritrova davvero a passare da un’epoca all’altra, completamente.
La storia è un incalzare continuo, con incroci di destini che si intrecciano sempre di più fino a far venire voglia di scoprire assolutamente cosa c’è a monte di tutti.
Una storia originale, ben narrata, venuta fuori da una penna dai tratti crudi e marcati, che mai lascia delusi
”.
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Info: Nardini Editore
Ufficio Stampa - Via delle Vecchie Carceri, snc - 50122 Firenze
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CICCIANO: FOCUS SULL’ORIZZONTE POETICO DI SABATO DE LUCA

Nell’Aula Magna del Liceo “Enrico Medi” presentato “Viaggio nel deserto”.Foto © Giovanni Papa – 2016.

sabatino de luca 1Gianni Amodeo -  03.03.2016 - Platea con uditorio attento e interessato, quella dell’Aula Magna del Liceo statale “Enrico Medi”, per la presentazione della silloge poetica di Sabato De Luca, contrassegnata dal simbolico titolo di “Viaggio nel deserto“, pubblicata da Edizioni Sinestesie; una presentazione “speciale”, per l’autore, che è appena approdato al … pensionamento, dopo quaranta anni di docenza, di cui trenta vissuti tra i giovani della struttura di via Madre Teresa di Calcutta, nelle cui mura amiche si è ritrovato con la calda e affettuosa accoglienza di colleghi, alunni ed ex-alunni sul filo delle sue fresche “Nugae”, intese alla maniera di Catullo, Petrarca e Marziale come inezie e frivolezze secondo l’etimologia espressiva della parola, in realtà mai banali, bensì dense di significati passionali e ben cariche d’intensità emotiva, con tanti spicchi di umane e sofferte verità di vita.

sabatino de luca 4Articolata in cinque sezioni – Frammenti lirici; Epochè; Il lamento del vento; Anacreontiche; Il viaggiola silloge si presenta come uno scrigno di gemme che sembrano richiamarsi tra loro, ciascuna con la propria fascinosa immagine come per comporre un mosaico vivido e di forte capacità evocativa per quanto sedimentate e distillate sono le sequenze del verseggiare, asciutto e scarno. Sono le sequenze, per le quali “verba lacrimae rerum sunt”, attestando il valore precipuo ed unico dell’autenticità della poesia, nella cui essenzialità pulsa il vivere, tra gioie e dolori, incanto e disincanto, speranza e disperazione.

sabatino de luca 5Viaggio nel desertoha evidenziato Sabato De Lucaè un titolo metaforico, per dare una spiegazione di senso della vita, ch’è assimilabile ad un viaggio, che tutti compiamo; un viaggio, che soprattutto nei momenti di difficoltà, di disagio morale o esistenziale ciascuno fa da solo con le proprie esperienze, come quando si attraversa il deserto. Ecco: la vita è un viaggio con itinerari imprevisti e mete imprevedibili, che si compie in solitudine”. “E sullo sfondo di questa visioneha aggiunto – “ho inserito i legami di appartenenza che ho con la terra natia (Roccarainola, ndr) ch’è a un tiro di schioppo con Cicciano, dove vivo e risiedo con la mia famiglia. E la composizione ‘Santa Lucia in collina’ può considerarsi la sintesi emblematica dei forti legami che conservo e nutro per Roccarainola”.

Il rapporto di De Luca con la terra natia in “Viaggio nel deserto“ non è, tuttavia, un elemento ispiratore a se stante, ravvivandosi e integrandosi con la memoria degli affetti familiari e amicali più cari e sentiti. E’ il verseggiare dedicato alle figure del padre e della madre come a quella del fratello Giovanni e al compagno di gioventù, Armando, ricordandone “la serafica malinconia”, oltre che le lunghe serate di calda estate trascorse in compagnia di Mimmo … “in interminabili colloqui … sotto i lecci della piazza …”. Ed il riferimento è all’ampia e bella piazza San Giovanni, l’ospitale … salotto di Roccarainola.

sabatino de luca 2L’intreccio tra la visione esistenziale e l’universo degli affetti “casa, famiglia ed amicizia” trova, a sua volta, una splendida chiave di garbata e raffinata scrittura nelle composizioni anacreontiche, con cui Sabato De Luca, laureato in Lettere classiche con tesi in Filologia greco-romana, rende omaggio ad uno dei più interessanti autori della Letteratura greca, Anacreonte appunto. E’ il tocco elegante e gioioso con cui l’autore racconta la femminilità e i suoi … capziosi labirinti.

E’ poesia della comunicazione, quella che si legge in ‘Viaggio nel deserto’ – ha sottolineato nelle sue riflessioni di presentazione, il professore Carlangelo Mauro, docente di Materie letterarie al ‘Medi’, critico letterario e poeta – in cui l’immediatezza vibra di forza emotiva e sentimentale. Vi traspare la lezione stilistica e di registro linguistico, ch’è peculiare di autori di grande spessore, quali sono Giuseppe Ungaretti e Eugenio Montale. Non c’è alcuna concessione al manierismo e all’enfasi, perché Sabato De Luca privilegia i valori autentici della vita. E si avverteha sottolineatonelle tonalità e nei ritmi di ‘Viaggio nel deserto’ il rimpianto di quella ch’è stata fino ad alcuni decenni fa, la fisionomia del nostro sabatino de luca 3territorio, quello della Campania Felix trasformata in Campania … Infelix, sotto tutti i profili. E’ il rimpianto per la semplicità di un mondo umano e relazionale, che non c’è più ”.

L’incontro con la poesia di Sabato De Luca – ha spiegato il dirigente scolastico del ‘Medi’, il professore Pasquale Amato ha rappresentato un bel momento della vita della nostra comunità scolastica. Momento di analisi e riflessioni sul testo, ch’è la prima opera di poesia pubblicata da Sabatino De Luca, ma anche di apertura verso la società, considerata la partecipazione di tanti cittadini ed amministratori locali”.

Marigliano: Un successo il convegno sulle forme di comunicazione e sulle nuove dipendenze organizzato da Oltremarigliano

Marigliano convegnoN.R. - Marigliano – 08.03.2016 - Si è svolto venerdì 4 marzo, nella Sala Consiliare del Comune di Marigliano, il  convegno organizzato dall’Associazione Oltremarigliano e patrocinato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II e dalla Diocesi di Nola dal titolo: ‹‹Le forme di comunicazione e le nuove dipendenze … cerchiamo un nuovo “Portolano” per la libertà››. Erano presenti all’evento il sindaco di Marigliano Antonio Carpino, l’assessore alla Cultura Marialuisa Sodano e il presidente della Commissione Cultura Nello La Gala.

Il Portolano, così come ha abilmente spiegato il presidente dell’Associazione Rosa Anna Quindici, era una mappa marittima che permetteva ai marinai di navigare orientandosi nel mare aperto e sconosciuto.
Dopo il salutoiniziale del coordinatore, Francesco Prudente, sono intervenute  la psicologa Annalisa Colucci, l’esperto di comunicazione informatica postale Francesco Giobbe e il giornalista de “il Mattino” Francesco Romanetti.

Sin dalle prime battute è stato messo in evidenza il fatto che nella realtà virtuale manchi una mappa marittima come il Portolano per orientarsi nel web.Tale mancanza può generare un disorientamento pericoloso soprattutto per i ragazzi, che nei social network vivono “una specie di seconda identità”. La tematica delle nuove dipendenze nella comunicazione, infatti, tocca da vicino proprio le fasce giovanili che troppo spesso, attraverso artifici, lusinghe e minacce (posti in essere mediante internet) si trasformano in vittime del web.
Dopo i vari interventi dei relatori, si è dato il via al dibattito con i numerosi ragazzi presenti in sala, che ha evidenziato come le nuove generazioni convivano con questo “disorientamento” senza avvertirlo come tale. Un convegno davvero ben riuscito, non solo per l’affluenza (non c’era un posto a sedere) ma perché, pur non essendo risolutivo, ha fatto emergere la reale pericolosità di una rottura di quella “catena dialogica” composta da genitori-scuola-ragazzi.

La prima rappresentazione della morte di Giordano Bruno

brunoAntonio Fusco – 14-02.2016 - Qualche anno addietro, in una trasmissione televisiva informarono che Michele Di Sivo e Orietta Verdi, due professionisti dell’Archivio di Stato di Roma, nel corso della loro attività specialistica di restauro rinvennero nel margine sinistro di una pagina di un manoscritto dell’anno 1600, un bozzetto ad inchiostro rappresentante Giordano Bruno tra le fiamme. La notizia fu ripresa da Nuccio Ordine il 17 aprile del 2011 sulla pagina 39 del Corriere della Sera. Riproponiamo la segnalazione per quelli che, per caso, non ne abbiano avuto contezza.

Si tratta di un bozzetto fatto dal notaio Giuseppe De Angelis, incaricato di seguire personalmente il 17 febbraio del 1600 il trasferimento del Filosofo dalla prigione di Tor di Nona fino a Campo de’ Fiori, e di assistere anche alla tragica pena.Non si comprende il motivo per cui, oltre alla stesura del verbale ufficiale dell’avvenuta esecuzione, abbia sentito il bisogno di fare per di più una rappresentazione grafica come una cronaca iconica.Il filosofo appare vestito con una lunga tunica, intatta e senza evidenti bruciature, che, a nostro avviso, lo fa assomigliare più ad un’anima che ad una persona. Nel viso gonfio si stagliano macchie informi a rappresentare occhi, naso e bocca. Non pare che vi sia raffigurato il palo, al quale si legavano all’indietro le mani dei condannati, visto che le braccia sono libere in avanti, né si riesce a capire bene, se in alcuni tratti del disegno siano riportate una traccia di barba e la mordacchia, l’atroce strumento che chiudeva la bocca ai condannati. Tutta la figura è avvolta da fiamme maligne che ci sembrano più infernali che quelle del rogo.

La raffigurazione ci orienta ad ipotizzare che il notaio Giuseppe, nelle funzioni di autorità preposta, doveva essere pienamente d’accordo con i giudici che avevano dichiarato eretico il Bruno e potrebbe averne rappresentato non tanto la morte sul rogo, quanto piuttosto la condanna all’inferno.