AVELLA: CELEBRATO IL PRIMO MATRIMONIO CIVILE TRA CITTADINI STRANIERI

Un avvenimento storico che va sicuramente registrato.

matrimonio ucraino 1024x574N. R. – 15.04.2018 - Lo scorso 20 marzo 2018, alle ore 16.30, si è celebrato, nella Sala Alvarez de Toledo del Palazzo Baronale di Avella, il primo matrimonio tra due cittadini stranieri residenti nella cittadina della Bassa Irpinia.

matrimonio ucraino 3 1024x768Gli sposi Pyatkivskyy Volodymyr e Fialkovska Liudmyla, con l’abito tipico della tradizione ucraina, alla presenza del sindaco, avv. Domenico Biancardi, e dell’ufficiale dello Stato Civile, Carmine Pedalino, hanno contratto matrimonio civile, pronunciando  il classico sì.

Presenti alla cerimonia i coniugi avellani Vincenzo Pecchia e consorte sig.ra Lina Fusco

Napoli / Federico II: Convegno su “Il caso Moro. Tra verità e silenzi nella deontologia professionale”

Nel Corso di Formazione dell’Ordine dei Giornalisti della Campania trattato uno degli episodi più misteriosi e insoluti della storia della nostra Repubblica.

259px Aldo Moro brG. D’Ava. – 10.05.2018 - Mercoledì 9 maggio 2018, presso la Sala convegni del Palazzo degli Uffici della Federico II, in via Giulio Cesare Cortese, a Napoli, con inizio alle ore 9.30, si è tenuto il convegno sul temaIl caso Moro. Tra verità e silenzi nella deontologia professionale”.

Ad aprire i lavori è stato il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, che nei ha saluti ha ringraziato l’Università che, di recente, ha ospitato  diversi corsi di formazione.

A seguire i giornalisti professionisti Stefania Limiti e Marcello Altamura hanno relazionato sul rapimento e sull’uccisione di Aldo Moro, spaziando sulle varie tematiche che hanno caratterizzato questo periodo della storia della repubblica, quali la rivendicazione sociale, la rivolta studentesca, la lotta armata, le tensioni internazionali e la guerra fredda.

In  seno all’evento, inoltre, sono stati trattati capillarmente gli aspetti relativi alla strage di via Fani, di quel 16 marzo 1978, che, nonostante le scrupolose indagini di quarant’anni orsono, gli interrogatori e i relativi verbali dei carabinieri, la strage resta misteriosa e insoluta, e troppe sono ancora le crepe e le discordanze.

Società e Territorio: Una comunità scolastica sulle piste del brigantaggio post-unitario

La classe III A del plesso di Via dei Funari dell’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII” ha effettuato delle ricerche ed ha poi redatto, con il coordinamento delle prof.sse Anna D’Avanzo e Antonella Bianco, “A caccia di briganti del nostro territorio”. Servizio di Gianni Amodeo. Foto di Pio Stefanelli.

La III A con il sindaco CopiaAvella – 30.04.2018 -  Giada Capitone, Vyacheslav Chepurgo, Alessia Antonietta Cioffi, Carmen De Concilio,Federica Ferone, Marianna Gaglione, Federica Gaglione, Alessandra Napolitano, Sara Venuso, Alessandra Vittoria, Pio Nunzio Alaia, Gianluigi Acierno, Antonio Candela e Alfonso Pecchia: formano la spigliata comunità scolastica della terza classe, sezione A dell’Istituto comprensivo scolastico “Giovanni XXIII” del plesso di via dei Funari, alla quale si deve la composizione e la redazione del testo di documentazione storica sul fenomeno del brigantaggio post-unitario nel territorio dell’ Unione intercomunale del Baianese e dell’Alto Clanio; fenomeno Sperone Il tavolo con il D.S. Serpico Copialimitato e circoscritto, più di riflesso ed episodico che di carattere marcato quale, invece, si manifestò negli altri scenari della Campania, pur sussistendo relativi agganci con l’area nolana, in cui la banda dei fratelli La Gala esercitò in modo capillare e strutturato la sua prevalente presenza predatoria, con i profili di velleitario ribellismo e di generiche istanze rispetto al nuovo ordine sociale e politico in via di formazione, per quanto complessa e contraddittoria sotto vari aspetti; ribellismo, a cui concorrevano sia il clero spossessato in larga misura dei benefici della feudalità ecclesiastica, segnatamente sulla scia della legislazione di Murat  nell’innovativo Decennio francese d’inizio ‘800, sia il rivendicazionismo borbonico.

Il testo, intitolato “A caccia di briganti del nostro territorio” è stato presentato, lo scorso 17 febbraio, per la prima volta, e drammatizzato con incisiva efficacia nelle parti essenziali, dalle ragazze e dai ragazzi che l’hanno scritto nell’ambito delle iniziative indette ed organizzate dall’Associazione Maio di Sant’Elia Profeta, con il patrocinio morale della civica amministrazione e in collaborazione con l’Istituto comprensivo scolastico “Giovanni XXIII” per la celebrazione del tradizionale culto arboreo del Maio.

Li chiamarono brigantiElaborata sulle tracce delle ricerche condotte nella Biblioteca dell’Archivio di Stato di Avellino, attingendo a saggi di autori di storia locale, come Pasquale Perna,  Enrico De Falco e Pasquale Colucci, con particolare consultazione delle articolate opere di Gigi Di Fiore che rappresentano il fenomeno del brigantaggio del Sud in tutte le sue sfaccettature con compiutezza di contenuti e eccellente qualità di scrittura, la documentazione è distinta da significativi innesti di commento calibrati con linguaggio semplice e asciutto. E’ una modalità di racconto in presa diretta ed essenziale, che permette di rivisitare squarci di vita e realtà locale, focalizzando episodi sanguinosi e vicende torbide  di quei lontani e convulsi anni, in cui miseria, arretratezza e analfabetismo erano piaghe incancrenite e a lungo sarebbero restate ancora tali. E saranno piaghe, per le quali il socialismo  riformista e democratico, in particolare, e la visione del  cristianesimo sociale cominceranno a fornire elementi e impulsi di lotta politica, per superarne la gravità e la durezza a cavallo dell’800 e del ‘900.

 

DONNE DI BRIGANTI E BRIGANTESSE. LA DICERIA SULLA MADRE SUPERIORA   

brigantesse micheldecaE’  un percorso, quello che compiono  autrici e autori del testo,  che fa risaltare il ruolo delle donne dei briganti e delle brigantesse. Le prime erano le madri, le fidanzate, le amanti che seguivano i briganti nelle loro scorribande, provvedendo alle  cure e vettovagliamento nelle aree montane, dove i briganti vivevano alla macchia; le seconde erano vere e proprie guerrigliere, in grado di utilizzare alla perfezione le armi da sparo. E spesso le donne dei briganti si trasformavano in brigantesse audaci. E’ il quadro, in cui si ritrovano Livia Capriglione fu Felice e Orsola D’Avanzo di Aniello, residenti a Sperone, e Giovanna Carraturo fu Nicola,residente ad Avella, tratte in arresto il 17 agosto del 1861… “come avente parte con la comitiva di malfattori ,che infesta questi luoghi, portando ordini, sigari, vitto, facendo da spia e conservando oggetti dei medesimi”…..secondo il linguaggio del Giudicato del Mandamento di Baiano, redatto dal Supplente giudiziario di Sperone e dal Capitano della Guardia nazionale.

imagesGQGNTXAQLa stessa Orsola D’Avanzo insieme con Maria Michela Cuomo si ritrova il 28 ottobre del 1871  sotto l’accusa formulata dal Procuratore giudiziario della Gran Corte criminale di Avellino. Le due donne sono ritenute responsabili e, come tali perseguibili con le dure disposizioni del Codice penale  “… di volontaria somministrazione di vettovaglie ed altro a banda armata che percorreva la campagna ad oggetto di esercitare la guerra civile tra gli abitanti dello stato e portare la devastazione la strage e il saccheggio in più comuni dello stato …”. E se la prima era sorella di Pasquale, brigante alla macchia, la seconda era …”innamorato di Pasquariello il priore ….”. Il gergo linguistico è piatto, risente di informe genericità senza citare circostanze specifiche, con la consueta e palese piaggeria verso il nuovo potere, e, come tutti i gerghi ripetitivi di luoghi comuni, fa a pugni con la lingua del “dolce ”.

Brigantaggio foto 326x245Altre pagine del testo sono dedicate ai briganti e alle loro bande operanti sul territorio, con riflettori aperti sulle figure di TurriTurri e Nicola Picciocchi.  Di rilievo l’episodio che racconta le vicende del Monastero di Santa Filomena, a Mugnano del Cardinale, alla luce delle risultanze della ricognizione ispettiva condotta nel Monastero stesso, che faceva riferimento all’Ordine delle Suore della Carità, dal Capitano e dagli ufficiali del 61.mo reggimento della 10.ma compagnia …” in  unione del sacerdote Carmine De Stefano…”. Il referto dell’esito della ricognizione, firmato dal Luogotenente Domenico Stingone, fa risaltare non solo il benevolo e accondiscendente atteggiamento delle Suore verso i briganti, ma anche la frequenza delle visite fatte al monastero da filo-borbonici, quali erano considerati  Nicola Sirignano  e il cardinale-vescovo D’Avanzo, protagonista del Concilio Vaticano I, nato e residente ad michelinadecesareAvella. E, per di più, nel referto si gettano ombre sulla condotta della Madre superiora del monastero per  essere ….” in intime relazioni con il Cipriano La Gala (n.d.r. capo dell’omonima banda), talché il monaco fra Carmelo di Monteforte, compagno di esso Cipriano ha più volte pernottato nel monastero stesso”. E’- quest’ultimo passaggio-inserito nel referto e rappresenta la dichiarazione resa da Paris Picciocchi, del cui ruolo- se delatore o altro-  poco è dato di sapere.

I mestieri del MaioIl testo, che si propone con una bella grafica di copertina a colori è opera del prof. Giuseppe De Maio, è stato pubblicato a spese delle docenti del plesso della Scuola Media di via dei Funari, così come già fecero con la pubblicazione del testo “I mestieri del Maio”, premiato con encomio speciale nella prima edizione del “Galante Colucci” per il conferimento dei prestigiosi Mai d’Argento  nella Festa della Primavera dello scorso anno.

E “A caccia di briganti nel nostro territorio“  è stato anche il filo tematico del rapporto inter-scuola, in agenda il 12 marzo scorso nell’Auditorium del “Giovanni XXIII” di via Luigi Napolitano, a Baiano; un confronto di studio e conoscenza, di cui sono state protagoniste le comunità studentesche dell’Istituto statale d’Istruzione superiore del “NobileAmundsen” di Avella e la comunità scolastica del plesso di via dei Funari, che ha realizzato la documentazione storica, con la coordinazione di Anna D’Avanzo, docente di Materie letterarie.

prof.ssa DAvanzo img 20170219 wa0104L’idea di un lavoro di ricerca storica – spiega la giovane prof.ssa D’Avanzo sul fenomeno del brigantaggio post-unitario, presente nei nostri Paesi, è nata dall’attivazione di un laboratorio curriculare a carattere storico-scientifico durante le ore del tempo prolungato, che è stato attuato nella struttura di via dei Funari e di cui sono la tutor insieme alla collega prof.ssa Antonella Bianco. La storia localeaggiunge - offre la possibilità di costruire ed elaborare non solo innumerevoli percorsi didattici, ma anche l’indagine di conoscenza del nostro territorio, portando alla certezza della propria identità culturale e consentendo di aprirsi alle diverse culture e a riconoscere la diversità come risorsa. E all’interno della documentazione storiografica realizzataconclude - spicca la sezione di ricerca sulla morfologia e sulle peculiarità delle aree montane,  con cavità e grotte, spesso utilizzate come rifugi dai briganti. E’ la sezione geo-morfologica dedicata alla seconda edizione del Concorso di idee per i “Mai d’Argento”  del 21 marzo scorso”.

Lauro / Archivio del Castello Lancellotti: Inventariati i documenti

Presentato il lavoro di inventariazione e catalogazione informatica dei documenti contenuti nella sezione “Feudo di Lauro”.

castello lancellottiPietro Luciano – 04.05.2018 - Dopo un lavoro certosino durato più di undici anni, dal 2005 al 2016,finalmente si è riusciti, con l'impegno costante e preziosissimo del dr. Fiorentino Alaia e della prof.ssa Maria Siniscalchi, unitamente a diversi altri soci della Pro Lauro ed appassionati, a completare il lavoro di inventariazione e catalogazione informatica dei documenti contenuti nella sezione “Feudo di Lauro” dell’Archivio del Castello Lancellotti di Lauro, che è collocato nella torre che si erge tra il primo e il secondo cortile del castello.

Credo sia superfluo significare quale prezioso contenuto possa vantare l'archivio, ha sottolineato l’avv.to Pasquale Colucci, con documenti originali che vanno da prima dell'acquisto del feudo da parte dei Lancellotti, avvenuto nel 1633, fino alla ricostruzione del castello, completata all'inizio del secolo scorso”.

locandina LauroIl lavoro di catalogazione effettuato, sia su supporto cartaceo che digitale, consentirà agli studiosi del territorio, ma anche a quelli più lontani, considerata l'impronta della famiglia e la vastità degli interessi e del patrimonio ad essa facente capo, di compulsare i documenti conservati con maggiore facilità, rapidità ed efficaciaDue i canali per esplorare il fondo: il sito internet del castello e quello della Pro Lauro, associazione promotrice dell’iniziativa, presente sul territorio dal 1985 e da allora impegnata per la valorizzazione dei luoghi della cultura del Vallo.

Il lavoro svolto è stato presentato con una pubblica manifestazione al castello, sabato 21 aprile, con inizio  alle ore 17.30, che ha visto gli interventi dell’avv.to Pasquale Colucci, della prof.ssa Maria Siniscalchi, del dr. Fiorentino Alaia e del prof. Francesco Barra.

P. ColucciL’archivio rispecchia la storia del Feudo di Lauro dal 1530, data del documento più antico, e rappresenta non soltanto un prezioso giacimento di notizie per le vicende dei feudatari, ma anche una risorsa per la conoscenza degli episodi storico-artistici di tutto il territorio.

Il fondo riguarda, in particolar modo, il patrimonio archivistico della famiglia Lancellotti, ma i documenti coprono un arco cronologico che va dal XVI al XX secolo e comprendono anche fonti anteriori all’arrivo dei Lancellotti a Lauro. I principi, infatti, acquistarono il feudo nel 1632 dai Pignatelli e lo tennero fino al 1806, anno dell'abolizione della feudalità. Il castello è rimasto di proprietà della famiglia e i principi hanno voluto raccogliervi tutto l’archivio prima conservato anche in altre dimore.

L’archivio non raccoglie solo i documenti di Lauro, ma anche quelli dei possedimenti della famiglia Lancellotti a Roma e Velletri, anche se su queste sezioni, al momento, non è stato fatto un intervento di riordinamento. Per quanto riguarda le carte del Feudo di Lauro, invece, si è proceduto ad assegnare alle fonti nuove categorie di classificazione: le carte di famiglia, quelle amministrative, gli atti legali, la corrispondenza e il rapporto con gli agenti che curavano gli affari per conto dei Lancellotti, i documenti vari non ascrivibili alle categorie precedenti.

La categoria “amministrazione” comprende anche la documentazione relativa alla ricostruzione del castello, che fu danneggiato dall’incendio divampato nel 1799, nel corso degli eventi della Repubblica Napoletana, e in seguito fu ricostruito per volontà del principe Filippo Massimo Lancellotti intorno al 1870.

“Un patrimonio, chiosa l’avv.to  Pasquale Colucci, presidente della Pro Lauro, che cerchiamo di valorizzare con un’attività costante e mirata attraverso visite guidate, pubblicazioni ed eventi. La presentazione dell’inventario informatizzato dell’archivio del Castello Lancellotti è una grande soddisfazione per la Pro Lauro, ma il nostro impegno non si ferma qui. Dopo la pubblicazione del Manoscritto del Cappellano, di fondamentale importanza per la conservazione della memoria del territorio, sta per essere dato alle stampe il nostro nuovo lavoro editoriale che proporrà la rilettura del Borro di Casimiro Bonavita. Si tratta di un manoscritto redatto nel 1837, che, benché incompiuto, rappresenta una testimonianza fondamentale per delineare la storia del territorio di Lauro poco dopo i fatti della Repubblica napoletana del 1799 e l’incendio del castello ad opera delle truppe giacobine”.

Never Ending Man: Hayao Miyazaki di Kaku Arukawa

L'arte del grande maestro del cinema d'animazione giapponese al Cinema Astra in via Mezzocannone 109 a Napoli. Introduce il  professore Giorgio Amitrano docente di Lingua e Letteratura giapponese dell'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale".

astradoc 13 aprileC.S. – 13.04.2018 - Venerdì 13 aprile per “Astradoc Viaggio nel cinema del reale” al cinema Astra (Via Mezzocannone 109 a Napoli), alle ore 21.00, appuntamento con “Never Ending Man: Hayao Miyazaki” di Kaku Arukawa, in cui si racconta l'arte del grande maestro del cinema d'animazione giapponese Hayao Miyazaki, con un documentario sulla vita nel privato, dall'annuncio del proprio definitivo ritiro dalle scene al suo sorprendente rientro con il progetto di un cortometraggio, per la prima volta realizzato al computer anziché a mano. La macchina da presa di Kaku Arakawa segue Hayao Miyazaki nel privato della sua abitazione o nello studio Ghibli, che torna a essere popolato e pieno di vita come un tempo. 

A presentarlo il professore Giorgio Amitrano, docente di Lingua e Letteratura giapponese dell'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale".

Il film si apre con l'annuncio del ritiro di Hayao Miyazaki, regista ed animatore giapponese nonché fondatore dello Studio Ghibli, il quale viene ripreso vuoto e spoglio. Miyazaki è fermamente convinto della sua decisione, dal momento che non si sente più in grado di potersi concentrare sulla creazione di nuove opere, data la sua età avanzata (aspetto su cui preme molto per tutta la durata del documentario); rifiuta, inoltre, la presenza di una videocamera, non comprendendone il senso dal momento che ormai non ha più nulla da mostrare: da quel momento disegnerà solo come passatempo.

never ending man miyazakiCon il passare dei mesi, però, Miyazaki si rende conto di non riuscire a stare fermo, e decide quindi di provare a terminare un'opera, un cortometraggio, a cui aveva pensato prima del suo ritiro, intitolata Boro the Caterpillar (Kemushi no Boro).

Inizia così, per il regista, un periodo di sperimentazione, di accettazione, in cui si approccia a un metodo di animazione più moderno, sempre rifiutato da lui stesso, ma che ora vede come un qualcosa di interessante, ossia quello dell'animazione digitale tramite CGI.

Il documentario mostra lo sviluppo di questo nuovo progetto, ma al tempo stesso evidenzia i pensieri che attanagliano la mente di Miyazaki, pensieri forti e radicati, come l'attesa della morte, l'impotenza della vecchiaia, la severità nei confronti dei suoi collaboratori, ma anche l'attenzione ad ogni minimo dettaglio, la tenerezza dei suoi mondi, la passione e l'amore per il suo lavoro, la sua fragilità e la forza di volontà che prevale su ogni cosa


Programmsa di Aprile e Maggio:

● 13 APRILE ore 21.00 > NEVER ENDING MAN: HAYAO MIYAZAKI di Kaku Arakawa
● 20 APRILE ore 21.00 >
The Harvest di Andrea Paco Mariani 
● 27 APRILE ore 21.00 > 
Visages, Villages di Agnès Varda e JR Artist
● 4 MAGGIO ore 21.00 > 
Radio Kobani di Reber Dosky
● 11 MAGGIO ore 21.00 > 
My Generation Film di David Beatty
● 18 MAGGIO
- ore 19.30 > 
Non può essere sempre estate di Sabrina Iannucci e Margherita Panizon
- ore 21.00 > VITA DI MARZOUK di 
Ernesto Pagano

Il botteghino è aperto da mezzora prima dell’inizio delle proiezioni.

INGRESSO 3,00 € a proiezione | Ingresso doppia proiezione 5,00 € | SOCI ARCI 2,50 € a proiezione


Coordinate rassegna:

Curatore: Antonio Borrelli

Dove: Cinema Astra, via Mezzocannone, 109 Napoli

INFO: 081.5967493 | FB: Astradoc – Viaggio nel Cinema del Reale | www.arcimovie.it| Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Info stampa: Dott.ssa Roberta D’Agostino 3384546447 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.