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CRONACHE CULTURALI DA ANGRI: 3 CONFERENZE DEDICATE ALLA DONNA NEL MONDO ROMANO

Per la presentazione dell’agenda 2017, curata dalla casa editrice Gaia, interventi di Antonio De Simone, Rosaria Ciardiello e di Umberto Pappalardo

omnia diarium 500Lu.pi. 03.02.2017 - Nell’ambito delle iniziative, tenutesi alla fine del mese di gennaio di quest’anno, presso il Salone degli Affreschi del Castello Doria ad Angri, per la presentazione dell’agenda 2017, ‘’Diarium’’, curata dalla casa editrice Gaia, si sono svolte tre conferenze dedicate alla donna nel mondo romano.

Le tre serate hanno visto gli interventi di Antonio De Simone, Umberto Pappalardo e di Rosaria Ciardiello.
antonio de simone
Il prof. Antonio De Simone ha relazionato sulle ‘’Nereidi di Somma Vesuviana’’, presenti nell’imponente  edificio romano di età imperiale, noto anche come “Villa di Augusto” o "villa dionisiaca", che continua a stupire studiosi ed appassionati di archeologia.

pappalardo 500Il secondo e terzo intervento ha visto prima il prof. Umberto Pappalardo, poi la prof.ssa Rosaria Ciardiello, entrambi archeologi del Suor Orsola Benincasa di Napoli, raccontare, rispettivamente, il quotidiano ciardiello2 500femminile pompeiano e le donne imprenditrici nella Pompei antica prima dell'eruzione del 79 d.C.

Il prof. Pappalardo, infatti, ha relazionato su “La donna a Pompei. Il quotidiano femminile pompeiano”, mentre la Ciardiello ha parlato de “Le donne imprenditrici Eumachia e Giulia Felice”.

 

LA DISUMANITA’ DI AUSCHWITZ E GLI ORRORI DI GUERRA, IL TRENO DELLA VITA

Un racconto di Romeo Lieto per non dimenticare

SFSM Interno staz.Napolicoll.Bevere 1Corri Mimì, corri, il padre incitava il figlio di sei anni, a correre per non perdere la corsa del primo treno per Napoli, dove in giornata avrebbero fatto visita ad un parente e proseguire per Roma, con altro treno delle ferrovie dello Stato.

Inizio maggio del 1944, mancano pochi minuti alle cinque del mattino, padre e figlio con la valigia di cartone, legata con solido spago, portata in spalla dal padre, corrono verso la stazione della Circumvesuviana. Sul primo treno i soliti viaggiatori, operai, qualche impiegato che deve spostarsi su altro mezzo per l’ufficio, dei commercianti e dei piccoli negozianti che vanno in città per approvvigionarsi di merce. Si arriva a Napoli quando la città inizia a svegliarsi con i primi frastuoni, con lo stridio delle serrande ed il cigolare dei vecchi portoni.

Per Cassino la linea è interrotta, è possibile raggiungere Roma solo sulla linea di Formia. Si parte di sera e si arriva a Roma il giorno seguente, sono in attesa i compagni di giochi di Mimì, Mario, Miriam e Samuel ed insieme raggiungono la casa del Diplomatico militare, custodita dal padre di Mimì.

Mimì, con i suoi tre amici, giocano avanti alla casa colonica, dove vivono anche una vecchia cuoca e la nipote Gina, già governante del figlio del Diplomatico, poliglotta, e parla inglese, tedesco e russo, sempre impegnata per commissioni per Roma ed a volte portava i ragazzi, al Giardino zoologico, a Villa Borghese, al Vaticano ed altri posti.

 2Un giorno, mentre il gruppo usciva dal colonnato di San Pietro, Gina viene avvicinata da un uomo su una moto sidecar, seguì un breve colloquio e si avvertì, nella donna, un certo nervosismo. Dopo poco arrivò una macchina e tutti vi salirono. La macchina correva tanto che nelle curve i ragazzi venivano sballottati a destra ed a sinistra, ridevano e non immaginavano il motivo di tanta fretta. Raggiunta la Villa fecero scendere solo Mimì, mentre Mario, Miriam e Samuel, rimasero in macchina e proseguirono il viaggio verso la casa di Mario. I tre in macchina ridevano e salutarono Mimì con le mani aperte e le labbra poggiate al vetro della vettura. Da quel giorno i ragazzi non vennero più a giocare con Mimì e Gina, mancava da casa da giorni. Una mattina, Mimì attraversò l’orto e raggiunse la recinzione che divideva le proprietà. Attraverso la rete chiamò ad alta voce Mario, ma nessuna risposta vi fu dalla casa e non solo, le imposte erano chiuse, non vi era più il cane che abbaiava ed i cigni erano scomparsi dalla vasca, la villa appariva abbandonata. Mimì malinconico tornò a casa e si rivolse alla vecchia cuoca che alla domanda borbottò: Non sono fatti tuoi.

Dopo due settimane Gina rientrò e comunicò che aveva lasciato le famiglie sul confine con l’Austria, per varcare il confine di Stato e raggiungere la loro casa in Polonia. Nelle estati successive del 1945, 46 e 47, Mimì era sempre tornato a Roma ma non aveva più ritrovato Mario, Miriam e Samuel, dei quali conservata l’immagine dei tre appiccicati al vetro della macchina.

LA RICERCA INUTILE

LA DEPORTAZIONE PIU’ CHE PROBABILE

LA RAPPRESAGLIA NAZISTA DOPO L’ATTENTATO DI VIA RASELLA

giornata memoria cop 1Nel settembre del 1947 per problemi legali con i partigiani locali, che occuparono la proprietà del Diplomatico, assumendo, che erano beni profitti di guerra e quindi requisibili. Il padre di Mimì’ rientra in paese. Negli anni sessanta, Mimì torna a Roma alla ricerca dei suoi amici. Sul posto, non esiste più la grande villa con il giardino, la villa della famiglia di Mario, la casa dei fratelli Miriam e Samuele. Solo a lato di un viale Mimì scorge isolato, porzione di vecchio muro alla cui sommità, una linea orizzontale scura indicava il livello dell’acqua, era porzione del muro della concimaia. Prima di morire, il padre di Mimì faceva sempre il nome di Mario, desiderava tanto avere sue notizie e conoscere il destino delle famiglie. La madre di Mario era laureata in fisica ed il fratello, padre di Miriam e Samuele, laureato in chimica ed insegnavano in un Liceo di Roma.

Dopo il noto attentato di Via Rasella del marzo del 44, forse furono sospettati, ingiustamente, e costretti a fuggire da Roma, per loro scelta, nella direzione sbagliata, andando al nord invece che al sud, dove avrebbero avuto protezione. All’epoca, era difficile capire in quale direzione andare, la stessa Chiesa non sempre era in grado di fornire informazioni giuste. Dei ferrovieri di Udine, che guidavano i treni su ordine del comando tedesco, davano notizie dei ragazzi e delle famiglie; arrestate ad Udine, ma che erano riuscite a fuggire in occasione di un’insurrezione in Slovacchia dal treno diretto ad Auschwitz. Notizie fornite ad un Monsignore, tale Padre Matteo, Generale dell’Ordine Agostiniano. Nel duemilauno, Mimì con dei ragazzi polacchi, va in Polonia, in pellegrinaggio alla Madonna di Jasna Gòra, a cui era devoto Papa Giovanni Paolo II, nella città di Czestochowa ed a visitare il Museo di Auschwitz. E’ ospite della famiglia Polacca, in una casetta in piena campagna, nel paese di Szerzyny a 200 Km da Cracovia, a 250 da Auschwitz ed a 350 da Czestochowa.

PELLEGRINAGGI DI FEDE E AMORE

Santuario di Jasma Gora 1La visita al Santuario di Jasna Gòra con i germani Dudek Mario, Agnese ed Angelica, impegna l’intera giornata di mercoledì. In Chiesa la messa venne annunciata da un sonoro frastuono di trombe seguito dall’alzata del pannetto che copre l’immagine della Vergine con il Bambino in un quadro dorato su un sontuoso altare.

Il giorno seguente, si va in visita ad Auschwitz che è in lingua tedesca, mentre i Polacchi chiamano la località Oswiecim, che indica una vasta area. Si arriva al Museo e si passa sotto l’arco in ferro con la scritta “Arbeit macht Frei” (il lavoro rende liberi). Il gruppo entra in alcuni edifici dove vi sono stanze di grosse dimensioni con allocati alle pareti una serie di letti a castello a tre piani con telaio in legno e telo semirigido che lasciano trasparire il preesistente vecchio sudiciume. In delle camerate, alle pareti sono esposte centinaia di foto di persone deportate la cui immagine indica un precario stato di salute, alcune sembrano degli scheletri. Vi sono camere in cui sono ammucchiati tanti abiti alla rinfusa di uomini, donne e bambini, appartenuti a persone di cui non se ne conosce la fine.

maxresdefault 1024x576I letti, le foto, gli abiti suscitano in Mimì tanti pensieri su persone che sembrano come conosciute; si prosegue nella visita e si entra in una camerata in cui è ammassato un enorme mucchio di scarpe alto quasi due metri, dove accosto ad una parete Mimì scorge un sandalo appartenuto ad una bambina con le fettuccine di copertura colorate in giallo e verde. E’ a questa vista che torna alla mente di Mimì l’immagine dei tre ragazzi accosti al vetro della macchina. Quei sandaletti sono uguali a quelli calzati dalla bambina Miriam, regalategli dalla zia, tante scarpe di bambini e di donne che sembravano appartenute a persone conosciute nella sua infanzia. La sua mente fu sconvolta alla vista di tanti indumenti che immaginava indossati da persone conosciute, davanti ai suoi occhi compariva sempre l’immagine dei suoi amichetti che gli facevano le boccacce appiccicati al vetro della macchina. Mimì non ha più la voglia e la forza di guardare, di continuare la visita di quei luoghi, gli tremano le gambe e chiede ai compagni di viaggio di sospendere la visita ed andare via. Per uscire dal campo passano nei pressi delle bocche del forno crematorio, e qui, Mimì ricorda quanto gli aveva raccontato un vecchio militare addetto alla introduzione delle salme, su un carrello in ferro.

Sulla strada del ritorno si fa una breve sosta a Cracovia per la visita alla famosa Università e poi il rientro. La notte Mimì non dorme, avanti agli occhi compaiano di continuo i luoghi visitati con il loro silenzio, i sandali di bambina ed i tanti indumenti di uomini e donne che un giorno vi avevano vissuto.

treno21 300x223Dopo quanto visto ad Auschwitz, a scombussolare ancora la mente e l’animo di Mimì, vi contribuì un fortuito incontro avvenuto a seguito della foratura di uno pneumatico dell’auto, nel viaggio di ritorno nel territorio dello Stato Slovacco con un Prete che parla un poco di italiano che va a chiamare il titolare dell’officina meccanica a circa dieci Km. Durante la riparazione della gomma, Mimì si intrattenne con il Prete che racconta di essere di religione ortodossa e di desiderare tanto di visitare Roma, in quanto, a suo dire, il padre, aveva vissuto parte dell’infanzia a Roma ed ora era andato a vivere con una figlia sposata in Ucraina, che era polacco anche se nato in Italia, che aveva perso i genitori in una stazione ferroviaria in Slovacchia a seguito di un’insurrezione di migliaia di persone.

Il racconto del Prete scosse la mente di Mimì che chiese al Prete come si chiamava e questo rispose: Leonardi e desiderava visitare il Vaticano e Pompei per averne sentito parlare dal padre e visto alcune foto in una rivista. Mimì incuriosito ed affascinato è intenzionato a saperne di più, sempre alla ricerca di tracce di Mario e famiglia, chiede al Prete un suo recapito e lui gli risponde che al momento non disponeva di una sua dimora fissa in quanto appoggiato occasionalmente al altro Prete, ma che era interessato a contattarlo sul numero fornitogli da Mimi. Cosa mai avvenuta.

Oggi, Mimì attende ancora, sperando che, Mario con i cugini Miriam, Samuel con i rispettivi genitori, a seguito della nota sommossa avvenuta in una stazione ferroviaria in Slovacchia, nel 1944, sono salvi ed in vita da qualche parte. Dopo aver visitato Auschwitz, entrato in quei luoghi così tetri, visto quelle immagini e foto alle pareti, i sandali di bambini, indumenti, il silenzio di quei luoghi di sterminio, mai dimenticherà. Ancora stenta a credere a quello che si è potuto verificare in quei tempi ed in quei luoghi, quelle poche parole ed i piccoli spiragli raccontati dal prete ortodosso, lasciano sperare che Mario è vivo e che possa essere il padre del prete, al quale il destino ha evitato di subire quelle atrocità. Se così fosse, quanto sarebbe bello rivedersi e conoscere la storia intercorsa da quel momento del distacco all’oggi, attraverso epoche tanto diverse.

LUSTRI Cultura in Dies / Sezione EPICA/SCIENZE a cura di Luigi Spina: ULISSE MENTITORE - Eolo e i Lestrigoni

Ulisse Mentitore CopiaIl viaggio di Odisseo tra menzogne e stelle. Scritto da  Lustri. Cultura in dies , Pubblicato in Epica/Scienze. Domenica 22 gennaio 2017 - Sede Accademia di Teatro "Città di Solofra", Complesso monumentale di Santa Chiara.
Stefano Amendola Filologo classico - Università degli Studi di Salerno; Claudia Mignone Astrofisico - ESA Olanda. Installazione a cura di OMFAS srl

Viaggio di Ulisse01.02.2017 - Il viaggio di Odisseo dalla caduta di Troia fino al suo ritorno ad Itaca si presta ad un affascinante parallelo con la storia dell’origine e dell’evoluzione dell’universo, dal Big Bang alla formazione delle galassie, delle stelle e dei pianeti. Claudia Mignone, astrofisica e divulgatrice scientifica di origini salernitane ma che attualmente vive in Olanda dove lavora per l’ Agenzia Spaziale Europea, presenta con grande semplicità una  storia iniziata 14 miliardi di anni fa, una storia che parla di quark, protoni, atomi, di elio, idrogeno, di forza gravitazionale, calcoli e teorie strettamente scientifici ma, in maniera inaspettata, offre commistioni e spunti per il racconto del poema epico per eccellenza. Colonna sonora di questa narrazione è l’improvvisazione per sassofono di Renato Ferreira, musicista e compositore brasiliano.

Fig. 2Quindi nell’isola Eolia giungemmo; e lì aveva dimora Eolo … diede a me un otre di bue novenne … e vi rinchiuse all’interno le strade dei venti sonori; già, poiché il figlio di Crono lo rese signore dei venti … quindi per me solo il soffio di Zefiro fece spirare, sì che portasse le navi e noiEolo e i Lestrigoniè il titolo del terzo appuntamento di Ulisse mentitore, la sezione di Epica e Scienze di Lustri curata dal professore Luigi Spina, che affida il commento critico al filologo classico Stefano Amendola, le istallazioni a cura di Omfas.

Fig. 3I venti sono come pensieri lievi e impercettibili  ma ingovernabili, possono trascinarci in situazioni che non controlliamo o per sentieri che non vorremmo percorrere. E’ indispensabile che i pensieri vengano domati. La nostra coscienza deve rimanere sveglia: se c’è bisogno del dolce Zefiro sia lui a soffiare, ma gli altri venti devono rimanere chiusi nell’otre, legata alla nave d’un lucido laccio fatto d’argento. Odisseo per giorni evita di dormire, resta sveglio, ma arrivando in prossimità della mèta si lascia sopraffare dalla stanchezza e si addormenta. I compagni, in preda ai sentimenti umani più bassi, invidiosi, Fig. 4liberano i venti, i pensieri. Si scatena la tempesta, il vento gonfia le vele della zattera. E’ il disastro. Invano Odisseo chiederà nuovamente aiuto ad Eolo. Il dio ha scoperto la sua menzogna : Odisseo ha nascosto di essere inviso a Poseidone. Prosegue così il suo viaggio, giungendo nella terra dei Lestrigoni, giganti antropofagi che su ordine del loro re Antifate, distruggono la flotta di Odisseo e la carneficina è terribile: muoiono trucidati, arpionati come pesci, quasi tutti gli uomini del re di Itaca. Mentre è in atto la strage, Odisseo, il distruttore di città, il più astuto tra gli uomini, il valente e coraggioso eroe della guerra di Troia, trae dal fianco la spada per rompere gli ormeggi della sua nave e darsi alla fuga, terrorizzato. Nessuno dice che Odisseo avrebbe dovuto affrontare i Lestrigoni, nessuno lo accusa di vigliaccheria, nessuno gli rinfaccia quell’episodio deplorevole in cui si è sottratto al combattimento.

E' la caduta totale di un mito: Odisseo non è un eroe ma un vile, astuto e fraudolento.

Alessandra Durighiello

ROCCARAINOLA: FURTO NELLA CHIESA PARROCCHIALE

Don Vincenzo Ragone, parroco dellaChiesadi San Giovanni Battista si rivolge a “Chi l'ha visto” con un video-appello

Roccarainola Chiesa San Giovanni CopiaN.R. - 17.01.2017 - Furto nella chiesa di San Giovanni Battista a Roccarainola. Nella notte i ladri hanno fatto irruzione nel luogo di culto portando via due bambinelli del '700, una Madonnina, tre calici, un incensiere e due navette. Affranta e dispiaciuta la comunità di Roccarainola, quando,nella mattinata, la notizia ha fatto il giro del paese.

A scoprire il furto un collaboratore del parroco, che, intorno alle ore 8.20, ha aperto la chiesa come tutte le mattine e si è accorto di un buco sulla parete, all’altezza delle spalle della statua del patrono San Giovanni Battista; ha immediatamente contattato il parroco don Vincenzo Ragone, che è subito accorso sul posto, in compagnia dei carabinieri della locale stazione.

I ladri sono entrati nel parco di via Nazario Sauro, hanno scavalcato un muro introducendosi in un giardino attiguo di proprietà privata, dove si trova una finestra della Cappella dei beati morti; hanno forzato le sbarre di ferro e rotto la rete metallica; sono entrati nella Cappella ed hanno praticato un foro nella parete, attraverso il quale si sono introdotti nella Chiesa parrocchiale.

Roccarainola BambinelloIMG 20170116 WA0012Il danno del furto è consistente sia per il valore affettivo dei beni trafugati: il bambinello del '700, che tradizionalmente viene esposto in chiesa durante il periodo natalizio, e la Madonnina nel trittico di San Gioacchino e Sant'Anna, sia economicamente. I ladri hanno pure forzato la porta della sacrestia ed hanno causato anche diversi altri danni, tra cui la distruzione di una cassetta delle lampade votive.

don vincenzo ragone 347x347Il parroco di Roccarainola, don Vincenzo Ragone, ha lanciato un disperato appello a chi ha posto in essere il raid sacrilego. «Perdono chi ha compiuto un gesto così malsano, ma chiedo ai ladri di avere un minimo di coscienza. Riportate in chiesa il bambinello. Ve lo chiediamo soprattutto per il grande valore affettivo che lo lega alla comunità».

Toscana per la biodiversità: “Il rinascimento dei grani antichi - il caso di Montespertoli”

Firenze, Auditorium al Duomo – Sala Borselli (Via de’ Cerretani 54r) - 7 febbraio 2017, ore 15.30 – 19.00. Incontro sull’esperienza dei Grani antichi di Montespertoli, una nuova filiera che crea lavoro aggregazione sociale nel rispetto dell’ambiente e la salvaguardia della biodiversità.

Intervengono specialisti economici, agronomi, politici e agricoltori per descrivere la nascita del progetto e il suo sviluppo.

 

locandina biodiversitàRoberta Perna – 05.02.2017 - à, grazie all'esperienza dell'associazione Grani Antichi di Montespertoli, attiva dal 2010. Attraverso questo incontro si rimarcherà l'importanza delle riscoperta di questa tipologia di grani, che abbracciano l'ambiente e la salute e che sono un preziosissimo fiore all'occhiello dell'agricultura italiana.

 

PROGRAMMA

15.30 - Introduzione: Paolo Del Bianco, Presidente Fondazione Romualdo Del Bianco - Life Beyond Tourism

Saluti istituzionali: Giulio Mangani, Sindaco Comune di Montespertoli

Comune di Firenze, Regione Toscana, Rotary, SAFI

Presentazione dell’Associazione nel contesto socio economico di Montespertoli.

Guido Gualandi, Presidente Associazione Grani Antichi di Montespertoli

La rivoluzione dei Grani Antichi: la diffusione in Italia di un nuovo modello agricolo e nutrizionale, per la biodiversità e la sovranità alimentare.

Gabriele Bindi, giornalista ambientale

Grani antichi e salute: quali evidenze cliniche?

Francesco Sofi, Scienze dell'Alimentazione, Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi ,Università degli Studi di Firenze , Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

***pausa con assaggi biscotti, pasta, pane***

17.15 - Qualità dei prodotti, valore delle persone.
Brunella Trucchi, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Lisetta Ghiselli, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari, Università degli Studi di Firenze e Francesca Castioni, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Agronoma Filiera Grani Antichi di Montespertoli

Azione Collettiva e pane di grani antichi a Montespertoli: una filiera territorialmente integrata.
Gianluca Stefani, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Ginevra Lombardi , gvlombardi@unifi.it, Università di Firenze, Dipartimento di Scienze per l'Economia e l'Impresa

Il Pane di Montespertoli: una filiera frutto di innovazione sociale Presentazione dei risultati preliminari di un'analisi socioeconomica del progetto DIVERSIFOOD.

Simona D'Amico, Dipartimento di scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali, Università di Pisa, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

ASSOCIAZIONE GRANI ANTICHI DI MONTESPERTOLI (www.graniantichitoscani.com)

grani antichi toscana 1L'Associazione è attiva dal 2010, ma è stata fondata ufficialmente nel settembre del 2014 da un mugnaio, un fornaio ed alcuni agricoltori e produttori di grani antichi.

Attualmente comprende, oltre ai soci sostenitori, 20 soci produttori, un mulino e due forni.

La superficie impegnata nella produzione è di circa 450 ettari, dei quali un terzo, quindi 150 ettari, ogni anno viene seminato a grani antichi.

Alla coltivazione dei grani teneri (Andriolo, Autonomia, Frassineto, Gentil Rosso, Mentana, Sieve, Verna) vengono dedicati 100 ettari , mentre su 50 ettari sono coltivati i duri (Cappelli e Timilia).

Il raggio d'azione si estende al territorio di Montespertoli ed ai comuni limitrofi.

La creazione di una filiera locale virtuosa, che avvicina, coinvolge e lega tra di loro gli agricoltori, i trasformatori ed i consumatori è lo strumento economico che permette di realizzare questo progetto.

In questo processo, che è di riscoperta ed invenzione, è stata coinvolta anche l'Università di Firenze.

E' stato creato un disciplinare contenente regole chiare di produzione e trasformazione.

grani antichi toscana 2Le aziende socie-produttrici, sono o controllate e certificate da Agricoltura Biologica (Reg. CE 834/2007 e 889/08 ), o garantite da un sistema di controllo e conoscenza, chiamato Garanzia Partecipata (www.garanziapartecipata.it), messo in atto tra i produttori, i consumatori ed i tecnici che collaborano al progetto.

Un agronomo è stato messo a disposizione delle aziende agricole per affrontare assieme gli aspetti inerenti le corrette pratiche di coltivazione, le rotazioni, la formazione, la divulgazione ed i contatti con gli Istituti di ricerca.

L'Associazione dei Grani Antichi ha rimesso a coltura tanti campi che altrimenti sarebbero stati abbandonati perchè lavorarli non sarebbe stato economicamente conveniente.

Alcuni agricoltori sono nuovamente interessati a proseguire nel loro lavoro, finora poco riconosciuto, e sono maggiormente consapevoli dell'importanza di produrre cibo sano.

Il prezzo stabilito permette di remunerare ogni tassello della filiera, riconoscendo dignità ad ogni tipo di lavoro, sia manuale che intellettuale. Si cerca di fare andare a braccetto la sostenibilità economica con la sostenibilità ecologica. Sono state coinvolte le scuole e vengono creati momenti/eventi per fare conoscere il valore di tutto il processo. Uno dei meriti dell'Associazione è di aver riavvicinato la ricerca ai campi e di coltivare questa continua collaborazione.

grani antichi toscana 3Va comunque ribadito che le varietà antiche non sono un oggetto da museo, ma sono una nostra grande ricchezza, a partire dalle quali andranno create nuove selezioni con nuovi presupposti ed in grado di creare nuove prospettive.

Da altre realtà toscane e fuori Regione vengono richiesti contatti con l'Associazione Grani Antichi di Montespertoli perchè al momento è tra le poche realtà che agiscono coordinate dal campo al prodotto finale, riuscendo a remunerare in modo autonomo un prodotto di grande qualità.

L'ideale sarebbe riuscire a creare tante filiere nelle diverse zone, accorciando gli spostamenti per la molitura e le trasformazioni. In questo modo si risparmiano i costi di trasporto, che incidono non poco nella creazione del prezzo.

Una produzione locale permette ai consumatori di conoscere i propri produttori, di sostenerli e rende consapevoli di quanto sia importante saper produrre ed alimentarsi bene.

In questo spirito una realtà locale dell'Amiata, in particolare il fornaio Giorgio Rossi de “Il Buon Pane“ di Abbadia San Salvatore, ha riunito in un pomeriggio di convegno le Associazioni che in zona si occupano delle tradizioni locali.

Sono intervenute l’Associazione di produttori locali “La Pera Picciola, il Museo della Mezzadria di Buonconvento e il Parco Museo Minerario di Abbadia San Salvatore, che successivamente ha ospitato nei suoi locali una degustazione proprio a base di prodotti ricavati dalle farine antiche.

Sono stati invitati, oltre alla rappresentanza dell'Associazione di Montespertoli, alcuni produttori che già coltivano queste antiche varietà non lontano dall'Amiata, e soprattutto il Prof. Benedettelli dell'Università di Firenze che, con grande competenza e disponibilità, accompagna questo progetto.

Gli interventi di alcuni produttori, che hanno esperienza di grani antichi, stimolano a proseguire lungo questo percorso.

 

ALCUNE CARATTERISTICHE NUTRIZIONALI DEI GRANI ANTICHI

grano antico 260x146Oggi, soprattutto grazie al lavoro portato avanti da ricercatori dell'Università di Firenze e Bologna (prof. Benedettelli e prof. Dinelli), questi grani antichi stanno dimostrando proprietà nutrizionali che i grani più moderni non hanno.

Il Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente (DISPAA) di Firenze in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica di Firenze ha condotto alcuni studi in vivo, confrontando gli effetti del consumo di farine/semole ottenute da grani antichi e moderni.

Questi studi hanno evidenziato come nei grani di antiche varietà sia presente un elevato contenuto di composti antiossidanti, a capacità antiinfiammatoria.

Il consumo di alimenti ottenuti da tali farine ha un ruolo protettivo per l’organismo, diminuendo il contenuto di colesterolo nel sangue e i parametri infiammatori. Le infiammazioni croniche, infatti, sono state evidenziate come la causa di numerose malattie nell’uomo, per cui una dieta che apporti antiossidanti naturali è indicata per abbassare il rischio di contrarre malattie.

Inoltre il glutine delle varietà antiche ha una composizione qualitativamente migliore rispetto alle moderne. Questa caratteristica riduce la sensibilizzazione dell’organismo (intolleranza) al glutine, diminuendo l’insorgenza di problemi legati alla Gluten Sensitivity (G.S).

L’eccessivo consumo di prodotti contenenti un glutine di cattiva qualità, a lungo andare, produce una sensibilizzazione dell’organismo a questa proteina, che si può manifestare con gonfiori addominali, dermatiti atopiche ed anche dolori alle ossa e alle articolazioni.