BORGO DI MONTORO: NOTTE AL CASTELLO

Organizzazione Pro Loco San Pantaleone. Dal 13 al 14 luglio: convegno storico, spettacoli di artisti di strada, musica popolare, esposizione di prodotti tipici e stand gastronomici.

logo proloco MontoroN.R. - 13.07.2018 - Dopo un po’ di discussioni, alla fine la Pro loco ha, per così dire, distinto il sacro dal profano. Dicono, infatti,  gli organizzatori sul loro sito:“Non potendo immaginare che ‘Notte al Castello’ non si facesse al Castello, abbiamo pensato di dare alla manifestazione una connotazione un po' diversa, puntando, ancor di più, i riflettori sul Castello Longobardo e proprio da qui l’idea di aprire la manifestazione con un convegno, per sottolineare e dare forza e rilievo ad un così importante sito storico”.

dal post Pro Loco Circolo S. Pantaleone in workE ancora:“Per quanto concerne la data si è inteso semplicemente dare continuità a quanto già svolto negli anni precedenti. Sono 4 anni che ‘Notte al Castello’ si svolge gli stessi giorni, (nel fine settimana che precede la novena), date scelte proprio per non invadere l'ambito di San Pantaleone, senza minimamente volersi sovrapporre ad altre manifestazioni”.

Alla fine la manifestazione c’è ed anche il programma, che segue in dettaglio:

A3 manifesto 2018 2 01 113 Luglio: Ore 19.30 Convegno storico su  “Il castello Longobardo e il Santuario di San Pantaleone”.
A seguire: Spettacoli di artisti di strada:trampolieri, giocoliere, sputa fuoco, danza con il fuoco; Musica popolare con la presenza dei gruppi Banzano in folk e Monaghan - Band; Esposizione di prodotti tipici locali, stand enogastronomici.

14 Luglio: Ore 20.30 Spettacoli di artisti di strada:lotta con aste di bambù, danza medievale, danza con fuoco, giocoliere, sputa fuoco; Musica popolare con la presenza del gruppo A Voce d'o Popolo; Esposizione di prodotti tipici locali, stand enogastronomici. tipici locali, stand enogastronomici e tante altre sorpresetipici locali, stand enogastronomici e tante altre sorpresetipici locali, stand enogastronomici e tante altre sorprese

manifesto pro loco castello longobardo borgo montoro 2IL CONVEGNO – Incontro a tema su “Il castello Longobardo e il Santuario di San Pantaleone”, presso il Complesso Monumentale del Corpo di Cristo in frazione Borgo di Montoro, ore 19.30.

Indirizzi di saluto: Mario Bianchino,sindaco di Montoro; Gennaro Ricciardelli, assessore di Montoro; Sara  D’Amore, consigliere comunale di Montoro; don Francesco Sessa, parroco della Comunità di Borgo.

Relatori: Teresa Colamarco, paleografo-diplomatico storica; Concetta Filodemo, archeologa; Maria Antonietta Iannelli, già ispettore acheologo ABAP SA-AV. 

Modera: Antonietta Trifone, Pro Loco.

NOTIZIE SUL CASTELLO  A CURA DEL DOTT. LUCIANO DE FELICE

Castello di Montoro 1Il castello è situato a 320 mt. s.l.m. sulla collina che sovrasta il casale Borgo di Montoro. È perfettamente visibile da chi percorre la superstrada SA-AV in direzione Avellino. In linea d’aria - per antichi motivi strategici - il castello di Montoro è in asse, sia visivo che altimetrico, con il castello di Mercato San Severino. Quest’ultimo è posto sulla collina del Palco e si sviluppa per 10 ettari che vanno dai 365 mt. del “Palatium” ai 250 mt. sul livello del mare della “torre aragonese” di forma rotonda. 

Mentre la fortificazione di Mercato San Severino è leggibile nel perimetro murario e può essere raggiunta attraverso sentieri sterrati e pedonali abbastanza curati, il castello di Montoro pur usufruendo di una carrozzabile che termina presso il vicino Santuario di San Pantaleone non è altrettanto godibile (e visitabile) nel suo recinto fortificato.

 Il frequentato Santuario e l’attiguo castello sono raggiungibili anche dal villaggio di Borgo tramite un agevole sentiero pedonale a gradoni adattato a suggestiva Via Crucis.

La  lettura storica del sistema fortezze della zona peggiora considerando un solitario bastione (l’unico rimasto) del castello di Solofra che, a sua volta, a guardia del passo del Montepergola era in contatto tramite segnali  con i castelli di Montoro e Ferrari (quest’ultimo ben tenuto e di facile accesso).

Lo spurio torrione di Solofra appare squallido dalla superstrada come ultima sentinella di un castello sgretolatosi negli ultimi tempi in quanto finanche incastrato in una cava attualmente in disuso. Il castello di San Severino era in comunicazione con quello di Nocera in una lunga linea difensiva su cui è ricalcato il tracciato ferroviario Tirreno – Adriatico via  Cancello, attraverso l’Irpinia e la Lucania.

Il castello di Montoro è servito dalla stessa ferrovia in quanto una lunga galleria ne attraversa la collina su cui è posto. Il sito, rispettando lo sfondo delle selve, potrebbe essere attrattivo con l’opportuna integrazione tra le diverse viabilità. Comunque il sistema difensivo di circa 200 castelli che costellano il territorio da Molfetta a Caserta, secondo l’imperatore Federico II di Svevia avrebbe dovuto difendere il suo reame di Napoli e Sicilia dalle invasioni, ma così non fu.

Pertanto al viaggiatore che discenda la superstrada SA-AV da Fisciano verso Montoro, o che comunque - per diletto, turismo o studio - segua la linea dei castelli federiciani, basterà un distratto sguardo per valutare lo stato di conservazione dei manieri che vanno dal rudere al ripristino secondo criteri non oggettivi (ovviamente dal punto di vista storico e paesaggistico).

Sant’Angelo dei Lombardi: La Tredicina di Sant'Antonio

Tra nostalgia, ricordi e tradizioni popolari.  A cura di Tony Lucido.

 

5Giugno 2018 - Si tiene tutte le mattine, dal 31 maggio al 12 giugno, la tredicina in onore e devozione di Sant'Antonio da Padova, alle 6,30 c'è il S. Rosario, poi le Litanie ed alle 7 punto, la S. Messa, tutto termina con una sola strofa del canto"..O dei miracoli..." 

A Sant’Angelo dei Lombardi è molto forte e sentito il culto e la devozione per Sant’Antonio da Padova, anche la chiesa,  con l’antico convento, pur essendo esso dedicata a San Marco, comunemente viene chiamata di Sant’Antonio. Da sempre, pur trasformata  nella definizione c’è stata l’Associazione, chiamata, Società di Sant’Antonio di Padova. Ogni anno, ormai da secoli, nell’avvicinarsi del 13 giugno,  la ricorrenza di Sant’Antonio, come una sorta di preparazione,  la comunità parrocchiale, nel tempo, con a capo i suoi parroci e sacerdoti, i fedeli e devoti, celebrano la “tredicina”. 13 giorni precedenti  la festa del Santo di Padova, con preghiere e S. Messa. Anche quest’anno, come da sempre, si tiene la tredicina di Sant’Antonio. C'è sempre gente che va a piedi, alcuni salgono da "li Morrongielli", alcuni fanno la strada della Fontana Piccola, passano sotto “il muro delle monache”, diversi  vanno per via Criscuoli, tanti vengono con la macchina, diversi fedeli giungono  anche da Rocca San Felice. E' bella l'aria assonnata dei partecipanti, i ragazzi che sostano all'ingresso della chiesa. Alcuni santangiolesi ritornano al paese, da lontano, proprio per l'occasione, in passato Peppino De Vitto, purtroppo  scomparso,  veniva apposta da Candela ogni mattina, altri ritornano a Sant’Angelo  da Trieste,  da Milano, Roma, Svizzera, Aprilia. Addirittura quest'anno è  venuta in anticipo dagli Stati Uniti, una bella signora, Gaetanina Morrongiello, che, tutte le mattine, con cuore pieno di emozioni corre alla chiesetta  della sua infanzia e gioventù, per riannodare, con gli occhi lucidi bagnati dall' emozione dei ricordi, la sua storia.  Altri ancora, vengono da paesi vicini dove nel tempo si sono trasferiti.

tredicinaPoi, passano per la mente i volti di quanti non ci sono più. Quest'anno  tra i tanti che non ci sono più, mancherà la simpatia e l'umanità  di Nicola Fasano. Poi, ci sono i profumi dei fiori, le ginestre colorate e profumate,  i raggi di sole che penetrano nella chiesa di San Marco (questa  è la 2a chiesa più grande di Sant'Angelo), attraverso il finestrone, ed illuminano l’altare ed il tabernacolo.

Quest'anno noto un leggero  ma costante, calo di persone e di giovani; forse perché alcuni uffici sono stati chiusi o trasferiti, così, molta gente viaggia,  o non c'è più, oppure si è trasferita altrove.

E' molto bello leggere, ascoltare  i ricordi, di diverse persone, sulla loro partecipazione e sulle emozioni provate in passato, che fanno da colonna sonora, quasi da film, ed accompagnano, con la mente, e con nostalgia, in queste prime giornate di giugno, quanti vivono lontano dal paese; significa che in tanti ancora,   è radicato un forte senso di appartenenza. Pur vivendo lontano ci si sente parte di una storia, di un modo di fare o di essere, che, in tanti, singolarmente o collettivamente, abbiamo condiviso. Infatti, partecipando, di persona o rivivendo con la memoria, si rafforza anche in loro la propria identità, l'appartenenza, cosi  difficilmente ci si smarrisce!

Da tanti anni, troppi, l'appuntamento pomeridiano della tredicina non c'è più, anche se spesso alcune persone erano le stesse che partecipavano il mattino, comunque era molto bello parteciparvi, c'era un mix generazionale, con interessi diversi, tutti però accumunati da un devozionismo, religiosità popolare, tra storia e tradizioni del passato comuni e dalla gioia di stare insieme!

Riaffiorano i ricordi di belle passeggiate, di un prete amato da tutti, don Bruno Mariani, che accompagnava, a piedi, tanti giovani, ragazzini ed adulti. La camminata era l'occasione per far parlare, per capire, per sostenere, nella crescita e nella speranza, di un domani migliore.

Al mattino andavano alla tredicina le mamme, che al ritorno avevano un passo veloce; le nonne che più lentamente, accompagnavano l'incedere dei passi, con la recita del Rosario e con qualche pettegolezzo, oggi gossip; gli studenti prossimi agli esami ripetevano qualche lettura e … affidavano il loro futuro scolastico al Santo dei Miracoli, per esami e scrutini finali. Mentre,  il pomeriggio, essendoci più tempo a disposizione, c'era tanta gente, giovani in modo particolare.

Tanti i giochi che si improvvisavano lungo la strada o sul piazzale antistante la chiesa: la cavallina, spezzacatene, quanti passi mi dai Madama Doré, oppure la settimana, è arrivato l'ambasciatore, ecc. ecc. Questi pomeriggi, alla tredicina, spesso accompagnavano la crescita di bimbi, che diventavano ragazzi, e di ragazzi, che si avviavano ad essere adulti; nascevano le prime simpatie, le prime emozioni, i primi innamoramenti, si rafforzavano le amicizie.

Alcuni ragazzi andavano a dissetarsi alla fontana de “Ischi”, altri alla fontana della “La Sala”; alcuni coglievano qualche fiore lungo la strada, altri qualche frutto: ciliege, gelsi bianchi, “faucci” (piccole fave), se la stagione anticipava, verso la fine c’erano anche “i ceci”.

In tanti, con gioia e semplicità, anche con la partecipazione alla "Benedizione Eucaristica", al Tantum Ergo...si avvicinavano alla fede!

Il ritorno "in paese", al centro, era spettacolare, una sorta di corteo variopinto, con gente di ogni età, giovani, nonne e ragazzi;  si cantavano le canzoni dello Zecchino d'oro, di San Remo, del Cantagiro e del disco per l’estate, oppure canzoni da scout:  come … Jon  Braun, la macchina del capo,… si provava qualche passo di marcia, cantando e camminando, con interessi diversi e suggestioni individuali e collettive,  si lanciavano appelli ed inviti  alle tante ragazze ospiti dall’Istituto per orfanelle delle  Suore Vincenziane.

Questo, tra nostalgia, ricordi e tradizioni popolari, era un modo di essere negli anni 60/70, fatto di semplicità, di essenzialità e di speranza, tra religiosità popolare ed impegno per un mondo migliore!

La Tammorra dei Briganti 2018: Storia, Suoni e Sapori del Sud

A Giugliano dal 15 al 17 giugno è andata in onda la VI Edizione dell’evento con un corposo e invitante programma.

locandina Tammorra dei brigantiN.R. – 19.06.2018 - “Il giorno dopo. Come un uragano buono sui giardini di piazza Gramsci corre ancora nell’aria il suono della tammorra del Sud. È un giorno nuovo. Il popolo che non ha un nome, ma un’anima ben riconoscibile, ha qualcosa di bello nei ricordi. Tre giorni di festa, di musica e di identità Giugliano 1hanno lasciato il segno nei cuori dei tanti che ci sono stati. A Giugliano un evento così non si vedeva da anni. E Giugliano è stato il centro del mondo, di quel mondo che ospitava la capitale più... illuminata e ricca dell’ancien regime. La terra di Napoli, dei briganti, il popolo del Sud, nei confini della Magna Grecia si riconoscono in un unica identità di lingua e musica, di cibo e storia”, così su facebook gli organizzatori.

Giugliano 4Questo, in sintesi,  il bilancio di una manifestazione che, alla sua VI edizione, è più vivace che mai. E verrebbe da dire verace, come la lingua che parlano tutti qui.

Giugliano 3Il Festival della musica meridionale di quest’anno ha visto, Venerdì 15 giugno, dalle ore 20:00 alle 24:00, l’ esibiscono dei Suddaria, de I Guarracini, di Luna Janara; Sabato 16 giugno, dalle ore 20:00 alle 24:00, quella del Popolo Vascio, de I Vico, di Zi Riccardo e le Donne della Tammorra; Domenica 7 giugno, dalle 20:00 alle 24:00, si è continuato con Damadaka e Marzouk, ‘A Muntagna ‘e Somma, Tammurriata Giuglianese.

Giugliano 2Nei tre giorni si è tenuta anche la Fiera dei Briganti con Mercatini identitari, Artigianato locale, Eccellenze Meridionali e Prodotti tipici meridionali.

Giugliano 5Altro evento è stata la Sagra dei Sapori del Sud con i seguenti piatti da gustare:  Pizza a portafoglio e Pizza Fritta; Salsicce di Maialino Nero Casertano; Cuoppo misto napoletano; Cuoppo di baccalà; Pasta e fagioli tradizionale; Fritture e Dolci Siciliani; Sfogliatella e dintorni; Prodotti tipici pugliesi; Caciocavallo impiccato irpino; Selezione di vini del Sud; Birra artigianale alla spina.

Giugliano i carriE ancora per Sabato e domenica è stata organizzata la Sfilata dei cavalli e delle carrette con suonatori della tammurriata, con  Raduno alle ore 18.00  presso la Villa Comunale e Arrivo alle ore 20.00  in Piazza Gramsci; la Mostra fotografica “Le Donne con il Fucile” a cura di Domenico Scafoglio e l’associazione “I Sedili di Napoli”; un Corso di lingua napoletana; la Consegna egli attestati del Corso ‘O Nnapulitano a cura dell’Associazione “I Lazzari”

convegno Brigantaggio sogno di libertànSi sono tenuti anche i previsti convegni, con inizio alle ore 18.00: VenerdìPer un nuovo sud, tra memoria e futuro” con Pino Aprile, Gennaro De Crescenzo, Gigi Di Fiore, Fiore Marro, Francesco Parisi, Domenico Ciccarelli, Antonio Poziello; SabatoBrigantaggio: sogno di libertà” con Edoardo Vitale, Patrizia Alongi, Domenico Scafoglio, Gaetano Marabello, Mario Grimaldi; DomenicaTammorra e popolo, radici mediterranee” con Margaret Ianuario, Gino Giammarino, Marzouk Mejri, Giuseppe Serroni, Carlo Capezzuto, Gerardo Sinatore

Giugliano 9E ancora Momenti teatrali con Angelantonio Aversana, Fabio Pezzurro e Marcello Parisi; Spazio libri con la Presentazione del “Grande Libro delle Due Sicilie” e la Presentazione dei Libri di Pino Aprile, a cura di Edicola Claudio; Animazione a tema per bambini; Laboratorio degli antichi mestieri e Fattoria didattica a cura di Fontanella Magic Arabian.

Giugliano 11E’ stato, come si dice, un successo sotto tutti i punti di vista e gli organizzatori hanno ringraziato tutti:“Grazie. Grazie a tutti voi. Ai tecnici, ai ragazzi dei tavoli, ai ristoratori e agli espositori, ai musicisti, ai relatori dei convegni e al comune. Grazie veramente a tutti quelli che c’erano e che hanno portato un contributo unico e speciale, sentito e vissuto in prima persona. L’appuntamento è all’anno prossimo sempre uniti e fedeli alla comune causa della libertà. Un grazie da chi da anni ci crede e lotta per affermare il valore del Sud e dei suoi abitanti”.

Per info e ulteriori informazioni: Associazione Liberal cell. 3886507232

Napoli / Stazione Marittima: Seminario formativo sul tema della immigrazione

Tre i temi: gli aspetti relativi agli accordi con i Paesi di origine ed i Paesi terzi che fanno da transito per gli immigrati, il ruolo dell'Europa e la necessità di accordi per combattere la criminalità organizzata a livello mondiale

Stazione marittimaGiu. D’Ava. - 23.06.2018 – “Lo scenario globale di geopolitica” è stato questo il tema di un seminario formativo che si è tenuto presso la Stazione Marittina a Napoli, articolato in diversi aspetti da quello dell'immigrazione.

Al convegno sono intervenuti; Maurizio De Cesare, Gam editori, Ottavio Lucarelli, presidente dell'Ordine dei giornalisti della Campania, Umberto Masucci del Comitato Atlantico, Ida Caracciolo, docente di diritto internazionale; l'ambasciatore Giovambattista Verderame; il Presidente Circolo studi diplomatici, Alessandro Passaro; il  responsabile dell’Ufficio martittimo ed economia mediterranea, Franco Roberti; lex procuratore Antimafia e terrorismo, Guiddo Grimaldi, e Roberto Spirito, che ha concluso gli interventi, denunciando i ritardi dell''Italia nelle infrastrutture portuali.

Tre i temi strettamente connessi l'immigrazione, affrontato per quanto riguarda gli aspetti relativi agli accordi con i paesi di origine ed i paesi terzi che fanno da transito per gli immigrati; il ruolo dell'Europa, che manca di coesione ma che negli ultimi tempi sul tema della difesa europea, dopo aver fallito agli albori dell'allora Comunità europea, l'ha ritrovata grazie alla scelta di disimpegno del governo di Washington; la necessità di accordi per combattere la criminalità organizzata a livello mondiale non solo, ma anche il terrorismo derivante dallo stato islamico, su cui l'Italia ha fatto scuola con strumenti di cooperazione per il contrasto alla criminalità organizzata.

Per quanto riguarda l'Europa, che  è priva di una visione di insieme, non si può non essere d'accordo con l'ambasciatore Verderame perché è proprio questo il punto dolente di un Continente diviso da sempre in ogni suo aspetto e che già a partire dal Novecento, dopo la Prima Guerra Mondiale, iniziò il suo declino nei confronti degli Stati Uniti e che ha bisogno di trovare le sue ragioni di essere.

Bene ha fatto la prof.ssa Ida Caracciolo a sottolineare la necessità di accordi con paesi di origine e di transito come la Turchia. Ma c'è un dato incontrovertibile: la Turchia quella dal volto moderno di Ataturrk Mistafa Kemal ha subito un'involuzione. Non c'è democrazia, né libertà di stampa. E ci è voluto l'intervento delle autorità tedesche e della Ue per liberare Deniz Yucel, il giornalista del quotidiano tedesco "Die Welt" inviato in Turchia. Non sempre facile un accordo, quindi, anche su altri aspetti.

Più semplice l'accordo con la Tunisia, che, sebbene di religione islamica, mantiene il carattere di stato laico e non a caso anche in piccoli comuni come Sirignano nel Baianese è venuto in visita il console tunisino a Napoli per iniziative di gemellaggio.

Altro aspetto discusso quello dei trasporti e della logistica . C’è la necessità che un Paese come l'Italia debba riacquistare un ruolo, diventa fondamentale in un contesto dove da un lato c'è la concorrenza dei porti del Nord Europa, dall’altro la Cina va acquistando un ruolo preponderante. Ma nè l'Italia, né l'Europa ha bisogno di guerre commerciali con la Cina o con altre economie emergenti. Si ha bisogno, però, di migliorare le infrastrutture dei trasporti intermodali, riducendo l'inquinamento e gli incidenti a causa dei mezzi pesanti. Va compiuto uno sforzo, dunque, ammodernando la rete del trasporto marittimo ed intermodale per recuperare competitività anche nei confronti del canale di Suez. La Cina può essere, invece, un partner importante nelle via della seta.

La scelta, in definitiva, non è quella del protezionismo, ma di una politica volta a creare strutture competitive. E la posizione geografica dell'Italia nel Mediterraneo glielo consente, recuperando così un ruolo attivo all'interno dell'Unione Europea. 

Marigliano / Premio Marilianum: I vincitori della XIV Edizione

Sabato 26 Maggio 2018, alle ore 17.00, nell’aula consiliare del Comune di Marigliano si è svolta  la cerimonia di Premiazione del  Premio Nazionale Artistico-Letterario “Marilianum-Città di Marigliano”.

logo marilianumLu.pi – 10.06.2018 - La manifestazione, che vede coinvolto un team di Associazioni guidato dall’Associazione Marilianum, si è conclusa sabato 26 giugno presso l’Aula Consiliare del Comune,  dedicata alla memoria del Prof. Antonio Pentella, a partire dalle ore 17:00. Madrina del Premio la prof.ssa Lina De Cicco, donna di alta cultura e poetessa, già vincitrice in una precedente edizione. Presenti in sala i rappresentanti del Comune: l’Assessore alla Cultura Dr. Giuseppe Napolitano e la Consigliera Avv. Antonella Uras, la manifestazione è stata condotta con grande maestria dalla ormai storica presentatrice Maria Estella Cartoni,

Prima di dare inizio alla manifestazione il Presidente, il poeta Vincenzo Cerasuolo, ha dato il benvenuto e ringraziato i poeti, gli scrittori e le autorità. Poi, ha preso il via l’evento, magistralmente allietato dal cantante Franco Esposito, mariglianese, figlio d’arte, con alle spalle già quattro dischi incisi, che con la sua voce “soft ha riportato” i presenti indietro nel tempo, e dalla flautista Immacolata Ferrigno, diplomata al Conservatorio di San Pietro a Maiella e laureata al Conservatorio di Napoli, che ha accompagnato la declamazione delle opere vincitrici con due pezzi del repertorio classico. 

Il premio si articola in diverse sezioni: Sezione A - Poesie in lingua a tema libero con lunghezza max 36 versi; Sezione B - Poesie in vernacolo a tema libero con lunghezza max 36 versi; Sezione C - Racconto a tema libera con lunghezza max 5 cartelle; Sezione D - Pittura a tema libero con lunghezza max cm 100 × 130; Sezione E - Cortometraggio ( E1 professionisti, E2 amatori riservata alle scuole medie secondarie di 2° grado) a tema libero con durata max 15 minuti.

La Giuria, composta da Anna Bruno, Nazario Bruno, Maria Adelaide Gubitosi, Anna Mucerino, Claudio Perillo, Mauro Romano, Nunzia Sbriglia, Maria Luisa Sodano, Franco Trifuoggi, dopo attenta valutazione delle opere, giunte in forma assolutamente anonima, hanno così decretato:

Sezione A - Poesie in lingua: 1° Premio a “L’insegnante” di Massimo De Mellis (S. Anastasia-NA) punti 29,5; 2° Premio a “Mater dolorosa” di Maddalena Venuso (Marigliano-NA) punti27,5; 3° Premio a  “Fremiti di stelle” di Enrico De Martino (Napoli) punti 27++

Menzione d’Onore a:  “S’alzano in volo i sogni” di Vittoria Caso (Casavatore-NA) 27+;  “Tuberi e sangue” di Flavio Tamiro (Calco-LE) punti 25,5

Segnalazione di Merito a:  “Mamma” di Anna Busiello” (Volla-NA) punti 25; “Jacaranda” di Malambrì Giovanni (Messina punti 25-; “L’artista di strada” di Pasquale Martone di Napoli; “Cerco” di Antonio Pascucci di Casalnuovo di Napoli (NA)

Sezione B - Poesie in vernacolo : 1° Premio a “’E llettere d’ammore” di Vincenzo Moccia (Marigliano-NA) punti 32,5;  2° Premio a “Chiammeme” di Antonio Covino (Napoli) punti 31; 3° Premio a A malerba di Gaetano Catalani (Ardore Marina-RC) 30,5+

 Menzione d’Onore a: “Quanno s’arrevota ’o mare” di Silvana Famiani (Poggiomarino-NA) punti 30,5; “Era vita bella” di Angelo Canino (Acri-CS) 29-

 Segnalzione di Merito a“’A vecchiarella” di Maria Clotilde Cundari  (Napoli) punti 28,5;  “’O ciuccio” di Gino Abbro (San Nicola La Strada-CE) punti 28,5; “’A storia mia” di Francesco Gemito (Casoria-NA) punti 28,5-

 Sezione C -  Narrativa: 1° Premio a “Con cento teste e mille occhi” di Gabriele Andreani (Pesaro-PU) punti 33,5-; 2° Premio a “Patatern” di Patrizio Fiore (Napoli) punti 29-; 3° Premio a “E’ tradizione” di Raffaele Galiero (Casalnuovo di Napoli-NA) punti 28,5

 Menzione d’Onore a “Due conti” di Isabella Castelluccio (Benevento) punti 27

 Premio Speciale a “Il profumo delle zagare in fiore” di Anna Maria Deodato (Palmi-RC)

 Premio Speciale al racconto “La forza della vita” di Renato Di Pane (Messina)

 Premio alla Carriera a Fausto Marseglia

XIV PREMIO “MARILIANUM” Sezione E : Scuole Secondarie di 2° Grado

1° Premio a “La Grande Guerra-I Ragazzi del ’99 di Fiore Tobia (I.I.S.“G. Ferraris” di Marigliano)

2° Premio a Senza titolo di Giulia Cominelli (Lic. Scientifico “Fantoni” (Clusone-BG)

3° Premio a “La Grande Guerra-I Ragazzi del ’99” di Ilaria AuriemmaI.I.S.”G.Ferraris(Marigliano)

Alla fine della manifestazione buffet offerto dalla PasticceriaDi Benedetto” e dalle EnotecheIl torchio” e “Il torchio2