Cimitile: Presentato il volume “Il Mediterraneo fra tarda antichità e medioevo: integrazione di culture, interscambi, pellegrinaggi”

Gli Atti del convegno internazionale di studi svoltosi nel 2017 rientrano nella Collana Giornate sulla tarda antichità e il medioevo.

 

logo Fondazione Premio CimitileN.R. - 02.12.2018 - Venerdì 30 novembre, alle ore 18.00, presso la Basilica di S. Tommaso del Complesso basilicale di Cimitile, sito in Via Madonnelle 5, la Fondazione Premio Cimitile ha presentato il volume: “Il Mediterraneo fra tarda antichità e medioevo: integrazione di culture, interscambi e pellegrinaggi”, curato da Carlo Ebanista e Marcello Rotili ed edito da Guida Editori - Napoli 2018.

Il volume, che rientra nella Collana Giornate sulla tarda antichità e il medioevo, giunta al nono numero, raccoglie gli Atti del convegno internazionale di studi svoltosi nel 2017 nella suggestiva cornice del santuario martiriale di S. Felice e presso l’Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’.

cimitile basilica San Tommaso internoI convegni sulla tarda antichità e il medioevo sono il frutto della proficua collaborazione tra la Fondazione Premio Cimitile, il Comune di Cimitile, la Città Metropolitana di Napoli, la Regione Campania, il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell’Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’, il Dipartimento di Scienze Umanistiche, Sociali e della Formazione dell’Università del Molise, il Centro Studi longobardi e il Centro di Ricerca Interdipartimentale dal tardo antico al moderno (CIRTAM).

Agli incontri, che rientrano in una serie di manifestazioni scientifiche avviate nel 2008 nell’ambito dell’annuale appuntamento del Premio Cimitile, hanno preso parte studiosi di varie discipline provenienti da Università, Soprintendenze e Istituzioni italiane e straniere.

copertina Atti Le tematiche sviluppate nel corso del convegno approfondiscono gli studi su rotte commerciali, contesti funerari e luoghi di culto, trasformazioni insediative e culturali dei paesi del Mediterraneo occidentale, scenario, tra l’altro, nella tarda antichità e nel medioevo del fenomeno del pellegrinaggio verso la Terra Santa, i cui riflessi si colgono in numerose fonti letterarie e artistiche.

Il progetto, nell’ambito del quale si tiene questa iniziativa editoriale, intende promuovere lo sviluppo sociale e culturale dell’Area nolana, partendo dalle ricchezze del Comune di Cimitile rappresentate dal grande patrimonio archeologico e religioso delle basiliche paleocristiane.

Alla presentazione del volume, coordinati dal giornalista Paolo Sergio, sono intervenuti: Giovanna Angelillo, Assessore alla Cultura e Istruzione del Comune di Cimitile; Felice Napolitano, Presidente della Fondazione Premio Cimitile; Tonia Solpietro, Direttore ufficio Beni Culturali della Diocesi di Nola; Mario Cesarano, Archeologo – Soprintendenza ABAP per l’Area Metropolitana di Napoli; Marcello Rotili, Ordinario di Archeologia Cristiana e Medievale dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”; Carlo Ebanista, Ordinario di Archeologia Cristiana e Medievale nell’Università del Molise.

Da Nola a Pernosano sulle tracce del primo vescovo della diocesi di Nola

Con la festività di San Felice Vescovo e Martire, patrono della città e della diocesi, tornano le attività culturali dell’Associazione Meridies, con aperture e visite guidate alla scoperta di luoghi di arte e di fede.

 

Da Nola a Pernosano img 20181111 085000N.R. – 11.11.2018 - Primo appuntamento domenica 11 novembre con la visita alla cattedrale di Nola e alla cripta di San Felice. Una visita che racconterà il luogo delle origini del cristianesimo a Nola e del miracolo della Manna.

Mercoledì 14 e giovedì 15 novembre visita del Museo Diocesano di Nola, uno scrigno di tele, tavole e preziosi argenti provenienti dalla cattedrale e dalle chiese della diocesi. Nell’occasione, inoltre, è possibile ammirare per la prima volta alcuni preziosi sigilli conservati presso l’archivio diocesano di Nola.

Ultimo appuntamento, domenica 18 novembre, a Pago del Vallo di Lauro con protagonista la chiesa di Santa Maria Assunta in Pernosano, incantevole sito altomedievale, e i suoi straordinari affreschi.

Di seguito il programma completo delle attività:

Domenica 11 novembre 2018
Ore 17.00 – Visita guidata alla Cattedrale e alla cripta di San Felice (Piazza Duomo, Nola)

Mercoledì 14 novembre 2018
Ore 18.30/22.00 – Apertura del Museo Diocesano di Nola (ingresso da Vico Duomo, Nola) ed Eccezionalmente in mostra “Il sigillo della regina”

Ore 20.30 – Visita Guidata

Giovedì 15 novembre 2018
Ore 18.30/22.00 – Apertura del Museo Diocesano di Nola (ingresso da Vico Duomo, Nola) ed Eccezionalmente in mostra “Il sigillo della regina”.

Ore 20.30 – Visita Guidata

Domenica 18 novembre 2018
Ore 17.00 – Visita guidata al complesso di Santa Maria Assunta in Pernosano (Viale Libertà, Pago del Vallo di Lauro)

Tutti gli eventi sono gratuiti.
Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Baiano: All’”Incontro” la cura dei tumori nel dialogo tra Teresa Milite e Carmine Ferrara

Le strategie dell’immunoterapia, il primato della prevenzione, la forza della ricerca. La Musica nell’incanto della classica marimba e del glock con il Quartet di Claudio Palmieri. Servizio di Gianni Amodeo. Foto di Enrico Stago

lincontro baiano215\10\18 - Medicina nella declinazione della convincente e cristallina divulgazione, coniugata con la Musica delle coinvolgenti ed emozionanti  suggestioni che regalano le percussioni, ora soft come  soffici piume,  ora di intensa sonorità, sulle vibranti tastiere della classica e gioiosa marimba africana e dell’incalzante glock, con la ritmata scansione dei vellutati tocchi a palma di mano aperta sui tamburi.

Un mix di composite valenze fuse al meglio dell’espressività comunicativa che sa parlare alla mente e ai sentimenti, stimolando e ravvivando quello spirito di conoscenza ch’è luce di vita e impulso alla civile convivenza, oltre che amore per l’arte e l’armonia che le dà alimento e linfa. Un mix di spiccata efficacia significativa e coinvolgente  per la rilevanza degli argomenti trattati per il benessere individuale e per il benessere comunitario. Ed  il merito precipuo , per esserne stati interpreti e testimoni, spetta alla giovane Teresa Milite  e al meno … giovane ma sempre versatile  Carmine Ferrara, medici specialisti in Oncologia, l’una all’inizio della carriera professionale, l’altro che vanta un lungo cursus di umane esperienze professionali Dialogo 2maturate nel Dipartimento diretto dal professore Cesare Gridelli, al “San Giuseppe Moscati”, ad Avellino. Una conversazione aperta ed esaustiva, quella che hanno animato e sviluppato, impreziosita dalla trama degli intermezzi musicali dal brillante ed estroso Quartet, formato da Claudio Palmieri, che lo coordina e dirige con maestria, Egidio Conte, Michele Gambardella e Salvatore Sorriento, giovani e giovanissimi talenti,  diplomati nei Conservatori musicali di Avellino e Napoli, e di certo un’interessante espressione  della cultura musicale nostrana, che si vale dell’apporto della formazione di base che lievita bene negli Istituti comprensivi del territorio, catalizzando l’interesse delle nuove generazioni. Un Quartet  in bella crescita che vanta già un’importante e applaudita serie di pubbliche ed originali performance concertistiche  all’insegna della musica a percussione. 

Sono stati questi i tracciati, sui quali ha preso forma e contenuto l’approccio di conoscenza  con gli aspetti basilari de  “L’immunoterapia e le nuove frontiere di contrasto e  per meglio curare le patologie tumorali”, filo conduttore del Focus, svoltosi nei locali del Circolo socio-culturale LIncontro  e coordinato dall’avvocatessa Giusy De Laurentiis. Un approccio rischiarato dalla luce degli studi e delle importanti scoperte dello statunitense James P. Allison e del giapponese Tasuku Honjo, insigniti il primo ottobre dall’Accademia svedese del Premio Nobel dell’anno per la Medicina .

                    Un grammo di prevenzione con diagnosi precoce aiuta più dei cicli di cura

Dialogo 3"I tasselli posti da Allison e Honjo nella ricerca sull’ immunoterapia e sulla sua efficacia applicativa costituiscono un fattore di svolta nel contrasto e nella cura migliore possibile del cancro - spiegava la dottoressa Teresa Milite - anche se è ancora lungo il cammino che la medicina è chiamata a percorrere, per debellare il male del secolo scorso e dell’attuale per le diversificate patologie multifattoriali da cui è connotato, ma di certo aiutano a ben sperare". E su questa premessa, con il supporto di schede in powerpoint  rivisitava le modalità terapeutiche praticate per lungo tempo per il contrasto al cancro, dalla distruttiva e radicale invasività chirurgica all’aggressività radioterapica, per approdare alla pervasiva chemioterapia con i progressivi e graduali miglioramenti d’interventi mirati, grazie alla produzione di farmaci coerenti con gli sviluppi della ricerca scientifica; modalità- quest’ultima- ormai in fase di superamento."E’ un percorso, quello che si viene delineando significativo e importante - chiariva - soprattutto se si considera che l’indice di mortalità relativizzato alla popolazione di tutti i Paesi e standardizzato alla variazione dell’età cala di anno in anno per  tutti i più aggressivi e virulenti tumori, nonostante la loro diffusione su scala mondiale e ai correlati crescenti indici di incremento demografico".

Dialogo 4In particolare, articolati e ben esplicativi erano i passaggi che Milite dedicava alle scoperte di Allison e Honjo, i cui studi hanno condotto a identificare i meccanismi, con i quali le cellule del sistema immunitario sono in grado di attaccare e depotenziare, fino a debellarle, quelle tumorali, dando impulso e spazio a terapie innovative, ancorate agli studi metodici e alla ricerca permanente e diffusa. E  le risposte applicative di contrasto e cura verso l’aggressivo e invadente melanoma in stato avanzato rappresentano la rilevante testimonianza degli apporti che possono venire dall’immunoterapia.

Un dato,  quello rilanciato e compiutamente valorizzato da James e Honjo, su cui si soffermava il dottor Ferrara ripercorrendo le sperimentazioni  compiute all’inizio del ‘900,  proprio sul versante dell’ immunoterapia da William Coley, scienziato e medico statunitense, marcandone l’attualità e l’incidenza Dialogo 1curativa che può esercitare su vasto raggio. Punto di forte riflessione nell’intervento di Ferrara, era costituito dalla portata degli esiti e degli orizzonti che la ricerca scientifica genera sempre più spesso con positivi riscontri, a cui, però, non corrisponde in tempi parimenti congrui e rapidi la produzione dei relativi farmaci per la corrispondente pratica terapeutica,  convalidata in fase di ricerca e sperimentazione. "Un gap che si può rimuovere e superare - evidenziava Ferrara - con politiche mirate e attente al potenziamento e al miglioramento della rete della sanità pubblica e della comun salute, dando risalto ai presidi territoriali, secondo le istanze della società democratica, aperta ed evoluta". E su questa traccia Ferrara apriva un interessante squarcio sui valori della qualità della vita sociale strettamente con la qualità dell’ambiente, la cui responsabilità investe sia le Istituzioni  per la generalità degli interessi comuni rappresentati e da tutelare sia i cittadini. Due campi interattivi, in cui si colloca il contesto di utile e proficuo contrasto alle patologie tumorali.         

E per  il dettaglio conclusivo del Focus, ecco i brani sciorinati nel repertorio eseguito alla perfezione  dal Quartet  di Claudio Palmieri: Odissea veneziana. La vita è bella. Libertango.Competine doutre. Rain dance.Dispute. Asturias. River flows in you.Viva la vida.  

PROGETTO DEL RIVESTIMENTO DEI GIGLI: LA TRADIZIONE RIPARTE DALLA CURIA

La tradizione del disegno e del progetto del rivestimento dei gigli sono state onorate dalla famiglia Tudisco, attraverso la donazione di due bozzetti progettuali del proprio archivio al Vescovo di Nola S.E. Monsignor Francesco Marino.

progetto giglio fb img 1540650723817Maurizio Barbato (www.mauriziobarbato.it) – 27.10.2018 - La cerimonia di consegna delle opere si è svolta presso la Sala dei Medaglioni della Curia Vescovile. L’iniziativa, promossa dalla dott.ssa Tonia Solpietro e da don Arcangelo Iovino, è volta ad arricchire l’allestimento del Museo Diocesano anche con una sezione dedicata alla festa dei Gigli.

La progettazione costituisce una fase centrale ed importante del cerimoniale, testimoniata dall’esistenza di questi bozzetti d’archivio che documentano la passione con la quale artisti, architetti e scultori realizzano le opere che veicoleranno i gigli ed i rispettivi maestri di festa nella storia.

La raccolta dei bozzetti progettuali dell’archivio della Bottega Tudisco è stata oggetto di studio nelle recenti pubblicazioni: “IL PROGETTO DEL RIVESTIMENTO” e “IL CALENDARIO DIDATTICO SULLA FESTA DEI GIGLI”, nati con il fine di rivitalizzare l’interesse verso questi spaccati che, talvolta, vengono trascurati e messi in secondo piano.

A giugno un’ulteriore occasione per apprezzare tali opere si è realizzata nella suggestiva cornice di Santa Maria La Nova, presso il Museo Storico Archeologico, dove l’associazione MU.S.A. ha promosso la mostra sulla cartapesta denominata “ricartapestiamo”.

La tradizione, sempre più di frequente, lascia spazio a nuove tendenze che poco si coniugano con i momenti di arte e di cultura che la Festa dei Gigli è capace di generare. A questo proposito va segnalata l’assoluta assenza di iniziativa circa la costituzione di un archivio delle diverse componenti artistiche che spaziano dai bozzetti progettuali, ai pezzi storici di cartapesta, ai calchi storici.

Così stiamo perdendo testimonianze importanti. Pensiamo al destino che attende ai depositi di calchi e cartapesta che giacciono nella Caserma Principe Amedeo, oggi sotto il controllo del Demanio.

E’ un settore, quello delle botteghe d’arte e della cartapesta, che da tempo vive una crisi dovuta a diverse circostanze sulle quali occorre intervenire, se veramente consideriamo quest’arte un bene comune.

L’iniziativa della donazione dei bozzetti costituisce un ulteriore riconoscimento del valore delle botteghe come luoghi di cultura e anche di lavoro. Aprire una vetrina alla tradizione presso un sito culturale di rilievo quale il Museo Diocesano non può che valorizzare le componenti artistiche del cerimoniale. Occorre, tuttavia, che la comunità accolga sotto la propria egida questa tradizione con un lavoro di sinergia, in modo da preservarla e assicurarla al futuro.

Baiano / Distretto Sanitario: Due milioni e 200 mila euro per la nuova sede

O.K. per l’attuazione del protocollo d’intesa sottoscritto dall’amministrazione e dall’Asl Avellino.

Distretto Sanitario 2Gianni Amodeo - 03\10\18 - Sarà l’Agenzia delle Entrate a definire, secondo i parametri di legge, il valore di mercato per la congruità del corrispettivo economico che l’ Asl Avellino verserà per l’acquisizione dell’area  che rientra nel Piano di edilizia economica popolare per la realizzazione della nuova sede del Distretto sanitario, attualmente operante in via Nicola Litto; area di circa 1300 metri quadrati di proprietà comunale che l’amministrazione dell’Ente di corso Garibaldi ha reso disponibile, aderendo alla richiesta formale dell’Asl , in funzione dello specifico protocollo d’intesa sottoscritto dai “vertici”  dei due Enti.  Un’iniziativa, con un impegno di spesa pari a due milioni e duecento mila euro, assunta nell’ambito della programmazione dell’edilizia sanitaria della Regione-Campania. E per i dettagli di cronaca va rilevato che analoghi protocolli d’intesa, funzionali a potenziare e migliorare la rete dei presidi di assistenza sanitaria sono stati siglati a settembre scorso con altre amministrazioni comunali, tra cui quelle di Ariano Irpino e Atripalda.

Distretto Sanitario 2014 09 16 2430La valutazione dell’Agenzia delle Entrate chiuderà  l’iter sviluppato dagli Uffici tecnici dell’ Asl e dell’Ente di corso Garibaldi con i correlati riscontri di fattibilità per l’acquisizione dell’area e la realizzazione della nuova struttura, che sorgerà nello stesso  contesto, in cui opera attualmente il Distretto sanitario di via Nicola Litto , in uno stabile di proprietà privata, attivato il 16 settembre del 2014, dopo la dismissione degli angusti e inadeguati ambienti e locali utilizzati per venti anni nel palazzo municipale. Una scelta, quella di quattro anni fa, penalizzante per la vita sociale e gli esercizi commerciali del centro storico, ma logisticamente valida e utile per i diretti accessi sia con la strada statale della 7-bis che con l’A-16, tenendo presente che il bacino d’utenza distrettuale è costituito dai 13 Comuni dell’ Unione dell’Alto Clanio e del Vallo di Lauro, con una popolazione di circa 50 mila abitanti.

sanita 735x400Il cambio di passo tradottosi nella qualità per l’accoglienza degli utenti, fu attuato dall’allora Asl Avellino-1, diretta dall’ingegnere Sergio Florio,  alla luce del pubblico bando per l’acquisizione in fitto di un immobile idoneo e di recente costruzione. Tre furono le risposte  d’adesione al bando e la scelta -sulla base dei parametri richiesti e delle prescrizioni da osservare, con gli interventi di adeguamento da eseguire secondo i canoni edilizi di un normale presidio sanitario- cadde sull’attuale struttura di via Nicola Litto, con piano rialzato e primo piano che si sviluppa su un’area di oltre 800 metri quadrati, a cui va aggiunta l’area riservata al parcheggio-auto; struttura che risponde bene all’articolata gamma di prestazioni e servizi che eroga il Distretto, con un canone di fitto che vale circa 100 mila euro all’anno. E, di passaggio, va ricordato che il canone di fitto versato dall’Asl all’amministrazione dell’Ente di corso Garibaldi, quando il Distretto era “ospitato” nel palazzo municipale era pari a 1500 euro, a far data dagli iniziali anni 2000.

993552 0150422 ambulanza 118Un impegno di spesa, quello del fitto dell’attuale sede, certamente notevole per l’ Asl,  che, però, con l’operazione prevista dal protocollo d’intesa sottoscritto con l’amministrazione comunale compie un sicuro investimento di lunga prospettiva e pubblica utilità sociale, per potenziare il proprio patrimonio. Il punto di riserva e di prima impressione, tuttavia, potrebbe rapportarsi alle dimensioni della superficie da utilizzare per costruire la nuova sede distrettuale, con la dotazione di parcheggio e l’adeguata viabilità; dimensioni che appaiono ridotte rispetto al ruolo e alle funzioni che sono riservate ai Distretti nel quadro del potenziamento della rete assistenziale sui territori e di prossimità alle comunità cittadine.  Ma, quello accennato, è soltanto un semplice elemento di riserva, che nulla toglie alla validità dell’operazione; elemento di riserva che sul piano urbanistico e tecnico-logistico sarà stato certamente focalizzato e vagliato.