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Salvatore Alaia nominato Portavoce dei "Diritti dei bambini" nel Mondo

La nomina per lo spessore umano e la sensibilità dimostrata, promovendo iniziative e attività che hanno avuto come obiettivo la tutela dei bambini nel rispetto di quei principi sanciti dalla  Carta delle Nazioni Unite. 

salvatore alaia 3Luglio 2018 - E' una di quelle nomine che, sicuramente, lascerà  un segno indelebile nel cuore dell'ex Sindaco di Sperone, il Dott. Salvatore Alaia, da sempre impegnato nella tutela e salvaguardia dei diritti dei cittadini, spesso bistrattati dalle istituzioni e dalle autorità competenti impegnate in ben altre vicende.

Una nomina questa che cade a ciel sereno tra le tante difficoltà che attanagliano la vita del nostro Paese. Alaia è stato nominato portavoce  nel mondo dei " Diritti dei Bambini", per lo spessore umano e la sensibilità dimostrata nel corso del tempo, promovendo iniziative e attività che hanno avuto come obiettivo  comune la tutela dei bambini nel rispetto di quei principi sanciti dalla  Carta delle Nazioni Unite  e dalle varie organizzazioni mondiali.

L'ex primo cittadino, particolarmente emozionato per la nomina, ha dichiarato:”Continuerò a portare avanti le mie battaglie, nella consapevolezza che, al di là di qualsiasi forma di solidarietà, è fondamentale dedicarsi agli altri, se veramente si ha a cuore le sorti e il futuro, sempre più incerto, di tanti bambini che rappresentano l'anello debole dell'intero sistema internazionale”.

Museo Archeologico di Calatia: Per l’Anno del Cibo Italiano", convegno “Campania pinguis: Storie di cibo tra archeologia e modernità”

L’ appuntamento di sicuro interesse per gli appassionati e cultori dello star bene a tavola, ma anche una giornata formativa per agli alunni dell'Istituto Alberghiero di Striano.

N.R. - 13,06.2018 - Si è tenuto, sabato 9 giugno, alle ore 17.00, il convegno “Campania pinguis: Storie di cibo tra archeologia e modernità”, organizzato dal Museo Archeologico di Calatia di Maddaloni in provincia di Caserta.

locandina Storie di cibo

L'iniziativa è uno dei numerosi appuntamenti programmati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo e dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che hanno dichiarato il 2018 Anno nazionale del cibo italiano.
Ha aperto i lavori Antonio Salerno, Direttore del Museo archeologico di Calatia; a seguire gli interventi dei funzionari del Polo Museale della Campania per descrivere come, nei secoli, sia cambiato l'approccio dei nostri antenati con il cibo.
Un convegno di sicuro interesse per gli appassionati e cultori dello star bene a tavola, ma in primis una giornata formativa per agli alunni dell'Istituto Alberghiero di Striano, in provincia di Napoli, che hanno partecipato all'iniziativa.

All'appuntamento presenti anche il presidente dell'Associazione degli Allevatori-Casari della provincia di Salerno ed il responsabile della comunicazione Tenuta Le lune del Vesuvio.

A seguire una degustazione di prodotti tipici campani, vini dell’Azienda Tenuta Le Lune del Vesuvio, formaggi dell’Associazione Allevatori Casari Salerno e prodotti da forno e dolciari dell’Azienda agricola Iannotta Antonio di Sant'Agata de' Goti. La degustazione è stata gestita dagli allievi dell’Istituto Alberghiero I.S. Striano – Poggiomarino

CICCIANO / TRA STORIA E SUPPOSIZIONI: LA MADONNA DEGLI ANGELI E LA PESTE A CICCIANO – Prima parte

La leggenda del perché i Ciccianesi celebrano la loro Pasqua nella successiva Domenica in Albis.

 

Entro i relitti dellambiguoEm.An.settembre 2019 - Venerdì e sabato, sei e sette settembre, si è svolta, a Cicciano, la XXVI Sagra del Casatiello e dei dolci fatti in casa, per rinnovare un antica tradizione.

Dal testo, " Entro i relitti dell'ambiguo", che scaturisce da un lavoro di una serie di ricerche, fatte da un gruppo di studenti della IA C del Liceo Scientifico, nell'anno scolastico 1982 - 1983, “E. Medi” di Cicciano, a cura del prof. Franco Salerno, nel capitolo "Il Monte: l'ascensione verso il livello superiore", a firma dell'allora studente Enrico Fedele, apprendiamo il perché i Ciccianesi celebrano la loro Pasqua nella successiva Domenica in Albis. 

Commenda nel 1646 8cf6fb1d84Ecco la leggenda "Feudatario sarebbe stato un tal Gerolamo Branciforti. durante la pessima e odiosa signoria di costui, nel 1656, una violenta peste decimò il paese atterrito, seminando ovunque lutti e dolori. I Ciccianesi fecero ardenti voti alla Madonna degli Angeli - scoperta verso il 1450 presso il Monte Fellino - e il flagello cessò miracolosamente e quasi istantaneamente nella Domenica in Albis di quell'anno. In quella stessa domenica, tutto il popolo giubilante si recò alla chiesa solitaria per ringraziare la Madonna salvatrice e manipolò taralli e casatelli per festeggiare, dopo tanta tristezza, anche gastronomicamente il recuperato benessere. Da allora i Ciccianesi memori, derogando dalle consuetudini del rito cristiano, celebrano la loro Pasqua nella successiva Domenica in Albis.

Madonna di CiccianoNell'anno 1661 nella chiesetta della Madonna degli Angeli, che è tenuta come una taumaturga, fu collocata una lapide con epigrafe latina, la quale riguarda la protezione della Vergine e delle sollecite cure del convertito commendatore Gerolamo Branciforti". 

In definitiva, tralasciando l'aspetto ierofanico che sarebbe lungo da spiegare, si riporta, tradotta l'epigrafe latina su menzionata e tradotta, che, però, mette in risalto un altro dato importante e di discussione:

Templum hoc sacellum olim paene dirutum

Deiparae angelorum reginae

Quod Ejus opem aegri sensere quam plurimi

Anno domini M. D.  CLVI

Grassante populari lue grati animi monumentum

Fr D. Hyeronymus Branciforti Commendatorius

Qua proprio aere qua priorum stipe

    Erexit       dicavit

Additisque Santorum Aeliae ac Stephani aris

                Exornavit

Anno urae salutis M. D.  CLXI

                   TRADUZIONE

         "QUESTO TEMPIO QUASI DIRUTO

          DEDICATO ALLA MADRE DI DIO

                    REGINA DEGLI ANGELI

CHE QUI FA SENTIRE LA SUA POTENZA

             A MOLTISSIMI INFERMI

IL FEUDATARIO GIROLAMO BRANCIFORTI

         LO ERESSE A PROPRIE SPESE 

      NEL 1556

QUANDO IL POPOLO FU LIBERATO DAL COLERA

In effetti, i Ciccianesi vennero liberati dalla peste o dal colera? Comunque, come ultima annotazione, c'è da sottolineare che la ragione per cui i Camposanesi gareggiano coi Ciccianesi nell'onorare sia nell'ottava di Pasqua, che nel corso dell'anno questa Celeste Regina, è perché il colono del fondo era di un contadino di Camposano.  

CURIOSITA' GIORNALISTICHE: GIOVANNI ANSALDO, DIRETTORE DE "IL MATTINO"

Nota di Accipiter, tratta da un libretto di Raffaele Mezza, stampato, per le Edizioni " Copyright" - Napoli", nel 1984, nella quale traspare il forte rapporto amicale e giornalistico tra i due.

giovanni ansaldo il giornalista di napoli di Raffaele Mezza03.10.2019 – Il compianto prof. Raffaele Mezza, per le Edizioni " Copyright" - Napoli", 1984, diede alla stampa, un libretto, con copertina celeste, col titolo "IL MIO DIRETTORE GIOVANNI ANSALDO", per ricordarlo, a quindici anni dalla sua morte, avvenuta il 1° settembre 1969, all'età di 74 anni.

Il teologo, tra altro autore di molti scritti, parla del modo in cui fece il suo ingresso nel mondo giornalistico e l'incontro e l'amicizia che lo legherà a colui che quando "apriva il rubinetto", il getto delle idee e delle immagini era davvero inarrestabile.

Egli affermava "All'epoca io ero pubblicista da appena due anni (ma dopo molti, però, di...attesa, secondo la strana legge ancora in vigore, per cui non potresti scrivere se non sei un giornalista, ma non sarai mai giornalista se non avrai esibito la tua produzione di articoli!”. 

Giovanni AnsaldoIl su menzionato, avvalendosi degli studi teologici, scrisse un articolo sul Concilio Vaticano II e "...infilai l'articolo in una busta <fuori sacco>... e lo imbucai alla Posta Centrale di Napoli che erano quasi le quattordici...- sì, proprio all'indomani - avrei <ammirato> con un tuffo al cuore il mio corsivo, in terza pagina!".

Il rapporto tra lui e il direttore del quotidiano divenne sempre più forte, improntato sulla corrispondenza ed un giorno e, precisamente, il 2 agosto 1963, riceveva questa lettera "Caro Mezza esiste, nel calendario romano, un Sant'Umile? Io ho l'impressione di aver incontrato, nei libri un <Padre Umile> ma ora m'imbatto in un signore che si chiama Umile di nome proprio. Che ne sa lei? Suo Giovanni Ansaldo".

SantUmile da BisignanoLa risposta non tardò ad arrivare e la grande soddisfazione pure, quando nel capomoscone (un'altra tradizione giornalistica purtroppo tramontata, che vide a Napoli redattori prestigiosi quale Matilde Serao), si viene a sapere non solo che quella persona era il dottor Umile Granieri, suo compagno di deportazione, ma che per conoscerne l'origine del nome Ansaldo si era rivolto al professore: "Mi rivolgo perciò al collega Raffaele Mezza, che in questa materia ne mastica ben, più di me...", evidenziando un senso umiltà e di rispetto per gli altri, considerando, dichiara, l'ottavianese, "Immaginiamo poi quanto debba aspettare invano uno che scriva ad un giornalista <di fama>. (La nostra è, dopo quella dei clinici, forse la categoria che vanta il maggior numero di <palloni gonfiati>)". Il Capomoscone, "Umile" ancora oggi rimane uno degli insuperati (e insuperabili) di Ansaldo, il quale aveva una grafia indecifrabile

Giovanni Ansaldo 1Nel giorno di San Giovanni, il Mezza, in latino, lingua che Ansaldo stimava tanto da scriverne anche in un volumetto intitolato appunto "Latinorum", gli invia i dovuti auguri e i ringraziamenti non si fecero attendere, usando questa prassi "formulato in una vera epigrafe latina che è apparsa a me e a Nazzaro ben tornita”.”Lì per lì fui tentato dal diavolo della vanità e pensai di caverne un titolo di capomoscone; poi recedetti dal pensiero perché la pubblicazione avrebbe dato luogo al lettore volgare di credere che Lei avesse voluto lusingarmi". Lusinghieramente rispose, il 28 gennaio 1965, quando il Mezza gli chiese di scrivere la prefazione per il suo libro "La ringrazio. Sono peraltro perplesso dell'opportunità che io faccia la presentazione. Lei è un <professionista> ed io non sono altro che un dilettante. A mio avviso una prefazione mia rileverebbe troppo questo mio carattere". Indubbiamente c'è da riconoscere nell'Ansaldo la capacità di riconoscere i limiti della sua cultura, mentre quanti soloni, che non hanno mai preso in mano un catechismo di prima comunione, si permettono di fare i cacasenni in materia ecclesiastica.

0x7681418908040797Virna Lisi 6Intanto una simpatica polemica scoppia tra i due, quando l'Ansaldo preferisce al suo articolo una foto dell'attrice Virna Lisi, seduta in atteggiamento disinvolto, tale da mostrare ampiamente le belle gambe, per cui, al rimprovero, così rispose "Caro Mezza, purtroppo il confronto che Lei avanza nella sua cartolina non regge. Non è che io dia più importanza alle gambe di Virna Lisi che non ai suoi pezzi, più semplicemente io devo tener conto delle esigenze del pubblico, s'intende compatibilmente salvando un certo decoro al giornale che, su questo, è meno peggio di tanti altri" e nel poscritto aggiunse "Mi interesserebbe essere rassicurato su un punto, quando il sacerdote accede all'altare per dire la Messa, recita le parole <Introibo ad altare Dei>. Ora è il chierico che serve messa che risponde <Ad altare Dei qui laetificat juventutem meam?> Come vede, la mia ignoranza è tale che Lei dovrebbe davvero rinunziare al Suo progetto di fare prefazionare da me il Suo prossimo volume".

Dopo questa polemica divennero ancora più amici, poiché per Ansaldo fu una lezione di umiltà, per il Mezza di giornalismo e poi lo fece telefonare dal suo segretario di redazione volendo sapere perché si dice "Domenica in Albis".

GIOVANNI ANSALDO PER CLAUDIO FAVA CopiaSi confrontarono su tanti altri temi che ora sarebbe lungo da enumerare, per cui non rimane che chiudere col mettere in risalto il necrologico sgrammaticato che apparve su "Il Mattino" del 1° settembre 1982 che recitava "1969 1° settembre 1982 Giovanni Ansaldo nn ricordo"; e sotto una pubblicità funebre in riquadro così improntata "Organizzazione internazionale TROMBETTA Tariffe comunali Telef. 229115 - 287511".

A scriverlo, ironia della sorte, era lo stesso linotipista che quando lui era vivente gli componeva "ignoranza grassa" per "crassa?"; e questa volta, invece di battere la U, batté la N, dando tutto un altro significato.

Infine da sottolineare che nell'appendice del Dizionario Enciclopedico UTET (1979), nella sezione "Aggiornamento Biografico", alla voce Giovanni Ansaldo è annotato: (industriale): Napoli, confondendolo con l'ascendente genovese; l'anonimo redattore ha così, come dice il Mezza, spogliato la sua figura della componente essenziale: la professione giornalistica.

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CICCIANO: TRA STORIA E SUPPOSIZIONI - INTRODUZIONE

Il mensile "Cuori a Maria" - Servitus Mariana, fonte di grande interesse per la storiografia locale. Prima puntata.

Madonna degli Angeli di Cicciano 402x381Nicola Montanile – settembre 2019 - Non tutti i ciccianesi sanno, e ci si rivolge, soprattutto, alle nuove generazioni, che le scuole con progetti, mirano a sensibilizzarne le proprie radici, che, un tempo, circolava un mensile di ventiquattro pagine dal titolo "Cuori a Maria" - Servitus Mariana".

Gli autori, incorniciando dall'antepagina, affermano "Dichiariamo di sottometterci in tutto alle prescrizioni di Urbano VIII e alle disposizioni della S. Romana Chiesa, richiedendo per quanto riferiamo nel presente bollettino sola fede umana".  In copertina, in alto a destra, vi è l'immagine della Madonna degli Angeli, in un piccolo riquadro e sotto, gigli, in una corona, con le lettere MS.

Cicciano Madonna degli Angeli 1 MG 4735 CopiaDatato 4 Aprile 1954 - spedizione in abbonamento postale - gruppo III, Napoli - Scuola Arte Grafiche Artigiana - Telef. 43910, si mette, altresì, in risalto, il suddetto libricino "che va in tutta l'Italia Meridionale e insulare questa volta ha raddoppiato le pagine in onore della Vergine degli Angeli nella speranza di ottenere la materna benedizione di Lei". Inoltre, il menzionato, si avvale anche delle pubblicità, tra cui, quella, in ultima pagina di "Russo Pasta Farina Biscotti - Cicciano Napoli".

Tratta di vari argomenti ad iniziare da "Cicciano???" dichiarando: "Cicciano! Brutto nome, vero? ma quando nacque questo paese non era così: Castel Tiziano si chiamava. Ti piace adesso? Ah, noi quando ci mettiamo a storpiare le cose, quasi sempre ci riusciamo. Ma tu non sai che Cicciano, quando era Castel Tiziano alcuni secoli fa, aveva una grande importanza: sito a tre chilometri a Nord di Nola, era un fortilizio piantato sù nel bel mezzo di un quadrivio vitale: Roma Cassino Pompei Puglie Beneventano; passaggio obbligato tra i monti e la palude, posto adattissimo per un controllo di primo ordine; perciò vi eressero un forte circondato da un enorme fossato, che nei momenti di emergenza veniva riempito d'acqua dei monti Avellani. Ora tutto è scomparso; la fortezza ha ceduto il posto a bei palazzi e il fossato è stato sostituito da un'ampia via circolare cittadina, (qualcosa però s'è ritenuto: Via del Fosso). Così l'operosa e industre Cittadinanza s'è distesa prospera ed ora si attende il giorno che la torneranno a chiamare col bel nome del suo battesimo: Castel Tiziano".

Cicciano Chiesa Madonna degli Angeli internoComunque, altri argomenti interessanti riguardano "La Madonna degli Angeli - Cicciano (NAPOLI)"; "IL SANTUARIO"; "IPOTESI"; "IL COLERA"; "LA MADONNA IN ALTO"; "L'INCORONATA"; "DONI DI MADRE"; nonché una preghiera "Alla Vergine degli Angeli", Versi di P. Girolamo Russo dei Servi di Maria -  Musica M° Carmine de Luca.

Sul prossimo numero, la leggenda/fede proprio di P. Girolamo Russo e la storia di come avvenne il ritrovamento dell'immagine della Madonna degli Angeli, ad opera di un contadino ed altre storielle, oltre ad altre ipotesi circa il nome del paese.