Mar08142018

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AVELLA: DUE MANIFESTAZIONI PER PROMUOVERE IL TERRITORIO

La sfilata delle Fiat barchetta in mattinata e Castello Incantato in serata hanno caratterizzato la giornata di domenica 25 giugno.

castelloMichele Amato – luglio 2018 - Domenica 25 giugno è stata caratterizzata da due manifestazioni di promozione dei monumenti avellani: la sfilata delle Fiat barchetta in mattinata ed in serata la manifestazione del Castello Incantato.

barchetta 2La Sfilata delle Fiat barchetta nella cittadina archeologica, a cura del  Siat (Servizi di informazione ed accoglienza turistica), nelle persone di Nelly Russo e Francesca Grassi, ha visto la partecipazione di appassionati di quest’auto che è ormai entrata nella storia. Dopo la registrazione di circa cinquanta partecipanti, sono partite le visite guidate agli storici monumenti: anfiteatro romano, mausolei funerari  e castello medievale. E’ stata questa untitledun'occasione per far conoscere i siti archeologici della cittadina  agli amanti di auto storiche, provenienti sia dal napoletano che dall'Irpinia, che hanno partecipato all’evento.

36578843 2067807410098550 1328025792256409600 nIn serata, poi, c’è stata la manifestazione Castello Incantato, giunta alla terza edizione, che ha visto una notevole presenza di pubblico, che, dopo il clima torrido che sta caratterizzando questo inizio del mese di luglio, ha volentieri fatto una passeggiata serale per prendere il fresco e godersi lo spettacolo del castello, che nelle ore notturne è particolarmente suggestivo.

Benevento Longobarda 1La manifestazione è stata caratterizzata dalla presenza di gruppi musicali: gli Emanian Pan Folk, Hector Luere, Zeno Sputafuoco e di rievocatori storici:l’Associazione Benevento Longobarda Gens Longobardorum 1e Gens Longobardorum di Salerno. Le visite al monumento sono state curate dal Gruppo Archeologico Avellano “Amedeo Maiuri”, diretto da Pietro Luciano, che ha ricevuto complimenti per l'impegno e la professionalità profusi.

La manifestazione è stata organizzata dalla Pro Loco Abella, dall’Associazione MELA, dal Gruppo Archeologico Avellano e da Bassa Irpinia News, con il patrocinio della Fondazione “Avella Città d’Arte

Guardia Sanframondi (Bn): Da sabato 4 al 10 agosto la XXV edizione di Vinalia

Vinalia taglia un traguardo ragguardevole: un quarto di secolo..

Guardia SanframandiSandro Tacinelli – 04.08.2018 - L’atteso appuntamento enogastronomico, promosso dal Circolo Viticoltori e organizzato dal Comitato Vinalia e in programma a Guardia Sanframondi (Bn) dal 4 al 10 agosto, anche in questa XXV edizione si caratterizza per una proposta innovativa, articolata e fitta di iniziative che puntano i fari anche sulla cultura del rispetto dell’ambiente (meno plastica con l’utilizzo di Mater B) e sul “Bere bene con moderazione”.
Archiviato il Rating sulla Falanghina 2017, tenutosi a La Guardiense, con l’incoraggiante risultato di 88/100, la rassegna in questa tornata 2018 ha per tema: “Resilienza attiva”, una scelta che esalta la qualità che possiedono gli uomini e i territori di reagire in maniera positiva agli sgarbi della vita, qualità che li rende di fatto invincibili.
vinaliaPer 25 anni a Vinaliaracconta Titina Pigna, responsabile del Comitato Vinaliaal Circolo Viticoltori Associati di Guardia Sanframondi, abbiamo sempre tenuto acceso i riflettori sui luoghi, perché la terra, i terroir, come dicono i cugini francesi, sono un bene comune e si configurano come un prodotto collettivo intergenerazionale. Appartengono alle comunità rurali che li popolano e che devono rendersi, consapevolmente, garanti del permanere di quelle condizioni distintive che hanno generato le loro originalità; ma appartengono anche ai nuovi arrivati che cercano, nelle loro strategie di vita resiliente, con determinazione, di “appaesarsi”, approfondendo i tratti identitari della “nuova patria”, divenendone, così, qualificati operatori di tutela e valorizzazione. I territori, per noi di Vinalia, appartengono a chi li ama e li rispetta a chi cura con competenza la loro manutenzione, sono spazi inclusivi, non asfittici sono, appunto, luoghi resilienti”.
Queste sono le visioni che fanno di Vinalia un evento di primaria importanza nel panorama delle rassegne enogastronomiche non solo campane.
vinalia 3In merito al fitto cartellone di Vinalia 2018, il Direttore Artistico, il Prof. Giuseppe Leone, afferma: “Ho scelto di dare una doppia direzione a questa edizione di Vinarte, un duplice ‘filare’, come si suole dire tra i vigneti. Una parte sarà affidata alla pittura ed alla scultura, l’altra alla fotografia, in continuo dialogo. Da lontano giungono il maestro Salvatore Vitagliano con una personale nella sala dell’antico Monte dei Pegni ed un rimando nella chiesa Ave Maria Gratia Plena, ed ancora i fotografi napoletani Andrea Bove e Francesco Ciotola insieme con i bolognesi Anna Rosati e Francesco Cardone. A suggellare il patto con il territorio è invece la Sezione Genius Loci, capace di comprendere fotografi come Federica Assini, Pasquale Di Cosmo, Francesco Garofano, Mariagrazia Pigna e Germana Stella, ma anche lo scultore Mariano Goglia. Sempre in tale solco alcuni interventi paralleli assumono una funzione di vivai in Vinarte, come ad esempio: Carmine Maffei ed il suo progetto Pietre Vive che anima il borgo con un linguaggio originale e fuori dagli schemi”.
Imperdibile il percorso del gusto, allestito nel centro storico cittadino, e magico nel presentare i vini di blasonate e nuove aziende del territorio, a cui si aggiungono, i sapori irrinunciabili dei salumi sostenibili e dei formaggi a latte crudo, che sanno raccontare il Mezzogiorno interno come nessuno. E ancora: i cibi di strada, veri e propri “giacimenti gastronomici” del delizioso e misterioso Sannio beneventano, le immaginifiche torte contorte, la storica Cucina Vinalia di Piazza Mercato, fino al lounge bar “Calici con vista”, gestito da Officine Sannite, nel giardino del Castello Medievale.

Guardia Sanframondi piazza mercato vinaliaSpazio anche al percorso di educazione al vino con le degustazioni delle etichette sannite, in programma presso la Camera del Lavoro di Corso Umberto e realizzate con il contributo del Consorzio di Tutela Vini Sannio Dop; le degustazioni professionali guidate, previste presso i Bar Mary & Rosy (di fronte al Municipio) e Terrae Maior (di fronte all’ Ave Gratia Plena) – (per prenotazioni 348 8134129); lo showcooking proposto nel piazzale d’armi del Castello Medievale, che raduna chef prestigiosi per indimenticabili serate sotto le stelle. Quest’anno, per sette sere, i piatti saranno elaborati da: Nino Cannavale, Emilio Pompeo e Elisa Di Blasio, Daniele Luongo, Dionisio Mignone, Dino Martino, Alessandro Della Rocca, Annamaria Colanera e Biagio Federico. Per prenotazioni 347 8910774).
Ben cinque gli appuntamenti riservati ai bambini. Vinalia Kids, infatti, quest’anno si ispirerà alle avventure di Alice nel paese delle meraviglie, in un percorso sensoriale di indubbio interesse e valore.
Vinalia è anche una live fest con ben due esibizioni musicali per sera: Piazza Mercato e Piazza Fabio Golino, con in pedana quattordici band.
viniCompletano il cartellone di Vinalia 2018: la presentazione del libroL’anima del vino tra cultura d’impresa e identità territoriale. Il caso La Guardiense” di Antonella Garofano; il convegno in collaborazione con l’Istituto Agrario ad indirizzo Viticoltura ed Enologia “Galilei-Vetrone” di Guardia S., su “La grandine in viticoltura, la stima del danno e le azioni di salvaguardia”; l’esibizione del “Duo algoritmo” (Pierluigi Colangelo & Emanuele Colacci); il convegno in collaborazione con Coldiretti-Benevento dal tema “Territori intelligenti, resilienti e inclusivi: il ruolo della ricerca e del web al servizio dell’agricoltura, della pianificazione del territorio e del turismo sostenibile”; il recitativoA 50 anni dal ’68: un bilancio critico tra storia e letteraturaa cura di Giuseppe Colangelo, per chiudere, il 10 agosto, conCalici di stelle” e “La notte bianca della falanghina”.
Lungo il percorso del gusto le aziende sono raccontate anche in carattere braille, perché Vinalia conserva sempre la sua un’anima inclusiva.
Un ringraziamento speciale degli organizzatori va alla Camera di Commercio di Benevento da sempre vicina alla manifestazione.

Per maggiori informazioni si può visitare il sito internet www.vinalia.it, il profilo facebook Vinalia, oppure telefonare al 345 0457090.

Sandro Tacinelli – giornalista associato Arga Campania

 ufficio stampa: Vinalia 2018

 mob.: 339 2073143

BORGO DI MONTORO: NOTTE AL CASTELLO

Organizzazione Pro Loco San Pantaleone. Dal 13 al 14 luglio: convegno storico, spettacoli di artisti di strada, musica popolare, esposizione di prodotti tipici e stand gastronomici.

logo proloco MontoroN.R. - 13.07.2018 - Dopo un po’ di discussioni, alla fine la Pro loco ha, per così dire, distinto il sacro dal profano. Dicono, infatti,  gli organizzatori sul loro sito:“Non potendo immaginare che ‘Notte al Castello’ non si facesse al Castello, abbiamo pensato di dare alla manifestazione una connotazione un po' diversa, puntando, ancor di più, i riflettori sul Castello Longobardo e proprio da qui l’idea di aprire la manifestazione con un convegno, per sottolineare e dare forza e rilievo ad un così importante sito storico”.

dal post Pro Loco Circolo S. Pantaleone in workE ancora:“Per quanto concerne la data si è inteso semplicemente dare continuità a quanto già svolto negli anni precedenti. Sono 4 anni che ‘Notte al Castello’ si svolge gli stessi giorni, (nel fine settimana che precede la novena), date scelte proprio per non invadere l'ambito di San Pantaleone, senza minimamente volersi sovrapporre ad altre manifestazioni”.

Alla fine la manifestazione c’è ed anche il programma, che segue in dettaglio:

A3 manifesto 2018 2 01 113 Luglio: Ore 19.30 Convegno storico su  “Il castello Longobardo e il Santuario di San Pantaleone”.
A seguire: Spettacoli di artisti di strada:trampolieri, giocoliere, sputa fuoco, danza con il fuoco; Musica popolare con la presenza dei gruppi Banzano in folk e Monaghan - Band; Esposizione di prodotti tipici locali, stand enogastronomici.

14 Luglio: Ore 20.30 Spettacoli di artisti di strada:lotta con aste di bambù, danza medievale, danza con fuoco, giocoliere, sputa fuoco; Musica popolare con la presenza del gruppo A Voce d'o Popolo; Esposizione di prodotti tipici locali, stand enogastronomici. tipici locali, stand enogastronomici e tante altre sorpresetipici locali, stand enogastronomici e tante altre sorpresetipici locali, stand enogastronomici e tante altre sorprese

manifesto pro loco castello longobardo borgo montoro 2IL CONVEGNO – Incontro a tema su “Il castello Longobardo e il Santuario di San Pantaleone”, presso il Complesso Monumentale del Corpo di Cristo in frazione Borgo di Montoro, ore 19.30.

Indirizzi di saluto: Mario Bianchino,sindaco di Montoro; Gennaro Ricciardelli, assessore di Montoro; Sara  D’Amore, consigliere comunale di Montoro; don Francesco Sessa, parroco della Comunità di Borgo.

Relatori: Teresa Colamarco, paleografo-diplomatico storica; Concetta Filodemo, archeologa; Maria Antonietta Iannelli, già ispettore acheologo ABAP SA-AV. 

Modera: Antonietta Trifone, Pro Loco.

NOTIZIE SUL CASTELLO  A CURA DEL DOTT. LUCIANO DE FELICE

Castello di Montoro 1Il castello è situato a 320 mt. s.l.m. sulla collina che sovrasta il casale Borgo di Montoro. È perfettamente visibile da chi percorre la superstrada SA-AV in direzione Avellino. In linea d’aria - per antichi motivi strategici - il castello di Montoro è in asse, sia visivo che altimetrico, con il castello di Mercato San Severino. Quest’ultimo è posto sulla collina del Palco e si sviluppa per 10 ettari che vanno dai 365 mt. del “Palatium” ai 250 mt. sul livello del mare della “torre aragonese” di forma rotonda. 

Mentre la fortificazione di Mercato San Severino è leggibile nel perimetro murario e può essere raggiunta attraverso sentieri sterrati e pedonali abbastanza curati, il castello di Montoro pur usufruendo di una carrozzabile che termina presso il vicino Santuario di San Pantaleone non è altrettanto godibile (e visitabile) nel suo recinto fortificato.

 Il frequentato Santuario e l’attiguo castello sono raggiungibili anche dal villaggio di Borgo tramite un agevole sentiero pedonale a gradoni adattato a suggestiva Via Crucis.

La  lettura storica del sistema fortezze della zona peggiora considerando un solitario bastione (l’unico rimasto) del castello di Solofra che, a sua volta, a guardia del passo del Montepergola era in contatto tramite segnali  con i castelli di Montoro e Ferrari (quest’ultimo ben tenuto e di facile accesso).

Lo spurio torrione di Solofra appare squallido dalla superstrada come ultima sentinella di un castello sgretolatosi negli ultimi tempi in quanto finanche incastrato in una cava attualmente in disuso. Il castello di San Severino era in comunicazione con quello di Nocera in una lunga linea difensiva su cui è ricalcato il tracciato ferroviario Tirreno – Adriatico via  Cancello, attraverso l’Irpinia e la Lucania.

Il castello di Montoro è servito dalla stessa ferrovia in quanto una lunga galleria ne attraversa la collina su cui è posto. Il sito, rispettando lo sfondo delle selve, potrebbe essere attrattivo con l’opportuna integrazione tra le diverse viabilità. Comunque il sistema difensivo di circa 200 castelli che costellano il territorio da Molfetta a Caserta, secondo l’imperatore Federico II di Svevia avrebbe dovuto difendere il suo reame di Napoli e Sicilia dalle invasioni, ma così non fu.

Pertanto al viaggiatore che discenda la superstrada SA-AV da Fisciano verso Montoro, o che comunque - per diletto, turismo o studio - segua la linea dei castelli federiciani, basterà un distratto sguardo per valutare lo stato di conservazione dei manieri che vanno dal rudere al ripristino secondo criteri non oggettivi (ovviamente dal punto di vista storico e paesaggistico).

Baiano / Festeggiamenti in onore di Santo Stefano: Grande successo per il “Concerto del Sagrato” con l’Orchestra e il Coro del “Giovanni XXIII”

Servizio di Geo. Foto di Francesco Barlotti e Antonio Guerriero.

Concerto 1Idea innovativa e di eccellente valore nell’arricchire e integrare il copione dei festeggiamenti che annualmente, in agosto, si rinnovano in onore di Santo Stefano, Patrono della comunità cittadina e che si protrarranno fino a domenica con lo spettacolo di Musica folk del rinomato gruppo di Enzo Avitabile e i Bottari, con il sigillo finale della notturna fantasmagoria che sarà disegnata – sul cielo della verdeggiante collina di Gesù e Maria e dell’Eremo della Madonna del Soccorso - dai fuochi pirotecnici della tradizione secolare. Un’idea semplice e forte, nello stesso tempo, tradotta nell’Anteprima delle celebrazioni con lo strepitoso successo del “Concerto del Sagrato ” nella splendida performance dell’ Orchestra e Coro dei ragazzi e delle ragazze dell’Istituto comprensivo “Giovanni XXIII”, con la scenografia costituita dall’icona statuaria in cartapesta del Santo Levita rivestita dalla classica tunica di rosso cremisi ricoperta da fregi dorati, posta sul dorato piedistallo ligneo in benedicente esposizione sul portale d’ingresso della Chiesa parrocchiale, sulla cui facciata si rincorrevano e intrecciavano le frenetiche e veloci evoluzioni delle multicolori luci che componevano e scomponevano variegate figure geometriche, create dall’estro dei giovani del Servizio Graziato impegnati nella gestione degli apparati audio-video e delle luci appunto.
Concerto 3Una scenografia ancorata al candido e bel Sagrato, magnifica location per la compagine degli interpreti del “Concerto”, che sfoggiavano …. impettiti i loro abiti di circostanza, in camicia bianca a mezza manica, con fiocco a farfalla rosso e calzoni color blu scuro, mentre era più libera e disinvolta la “mise” delle interpreti. Trenta giovanissimi ed autentici talenti degli ottanta che compongono l’organico orchestrale e corale dei corsi di studio e formazione musicale del “Giovanni XXIII”, operante nei plessi di Baiano e Sperone, che con la direzione del professore Octavian Cristea Nechita sono stati protagonisti del simbolico “Viaggio” sugli itinerari delle sonorità e delle più belle canzoni che formano lo specchio delle sensibilità e delle anime dei popoli e delle culture del mondo; un “Viaggio”, per focalizzare ed esaltare l’universalità del linguaggio della Musica che accomuna e affratella, avendo come stazione di partenza …. e terminale la Napoli di ieri e di oggi con la sua cultura cosmopolita, di cui “ ‘O Sole mio” è la briosa e scintillante testimonianza canora.
Concerto 5Era il “ Viaggio” ideale dall’Asia all’America, dall’Africa all’Europa, scandito in leggerezza e in armonia dai ritmi sonori di flauti, piano, violini, flauti, batteria, percussioni, tamburi dell’ Orchestra e ravvivato dai bei timbri vocali del Coro, con applausi a scena aperta del folto e gran pubblico di via Leonardo da Vinci – ‘ 0 stradone ‘e Santo Stefano – coinvolto con trascinante entusiasmo dalla qualità espressiva dell’esibizione ben strutturata nei temi e nei significati, frutto dell’intenso ed accurato lavoro di preparazione fatto tra giugno e luglio nell’ Auditorium del plesso di via Luigi Napolitano, “sacrificando” … spicchi di vacanze, per onorare al meglio l’evento.
FB IMG 2 agosto 1 Il “Viaggio” lungo le vie del mondo si completava con l’omaggio alla Musica classica e al Bel canto con l’esibizione di Octavian Cristea Nechita, Giovanni Mazza e Roberto Reppucci – docenti di Didattica strumentale nel “Giovanni XXIII” che vantano un considerevole background con la partecipazione a importanti rassegne nazionali e internazionali - e la partecipazione straordinaria di Valeria Cristea Nechita, Laura Cristea Nechita e Osvaldo Ardita. Un omaggio reso all’insegna delle esecuzioni al pianoforte, con il flauto, la viola, il violino e la fisarmonica, interpretando autori dell’ 800 e del ‘900. Un florilegio ben selezionato, rivisitando il fior fiore dei brani di opere di Beethoven, Bach, Verdi, Wagner, Puccini. Un epilogo ad effetto speciale per la prima edizione FB IMG 4 agosto 2 del “Concerto del Sagrato”, gradevole spettacolo durato oltre due ore … volate via come un istante. E la prolungata cascata di applausi era largamente meritata da tutti i protagonisti della manifestazione. E il sigillo era impresso dal canto a piena voce di “ ‘Oi Stefanì”, l’inno del Maio simbolo del culto arboreo, in cui si dispiega il folclore del territorio.
E’ stato davvero uno spettacolo di alto profilo e qualità - dice il professore Vincenzo Serpico, che dirige con acume e sollecitudine l’Istituto comprensivo “Giovanni XXIII” - che ha reso un FB IMG 4 agosto 1contributo di cultura e di dedizione ai festeggiamenti, con cui si onora Santo Stefano, Protomartire della cristianità. La Scuola, aperta al territorio e alla comunità cittadina in cui vive e opera, è anche quella espressa dal “Concerto del Sagrato” in un contesto suggestivo qual è quello della Chiesa parrocchiale e del Sagrato stesso. Una manifestazione di grande afflato sociale, di cui sono stati artefici non solo i docenti, con i ragazzi e le ragazze e le loro famiglie, ma anche e soprattutto un pubblico considerevole”.

Sant’Angelo dei Lombardi: La Tredicina di Sant'Antonio

Tra nostalgia, ricordi e tradizioni popolari.  A cura di Tony Lucido.

 

5Giugno 2018 - Si tiene tutte le mattine, dal 31 maggio al 12 giugno, la tredicina in onore e devozione di Sant'Antonio da Padova, alle 6,30 c'è il S. Rosario, poi le Litanie ed alle 7 punto, la S. Messa, tutto termina con una sola strofa del canto"..O dei miracoli..." 

A Sant’Angelo dei Lombardi è molto forte e sentito il culto e la devozione per Sant’Antonio da Padova, anche la chiesa,  con l’antico convento, pur essendo esso dedicata a San Marco, comunemente viene chiamata di Sant’Antonio. Da sempre, pur trasformata  nella definizione c’è stata l’Associazione, chiamata, Società di Sant’Antonio di Padova. Ogni anno, ormai da secoli, nell’avvicinarsi del 13 giugno,  la ricorrenza di Sant’Antonio, come una sorta di preparazione,  la comunità parrocchiale, nel tempo, con a capo i suoi parroci e sacerdoti, i fedeli e devoti, celebrano la “tredicina”. 13 giorni precedenti  la festa del Santo di Padova, con preghiere e S. Messa. Anche quest’anno, come da sempre, si tiene la tredicina di Sant’Antonio. C'è sempre gente che va a piedi, alcuni salgono da "li Morrongielli", alcuni fanno la strada della Fontana Piccola, passano sotto “il muro delle monache”, diversi  vanno per via Criscuoli, tanti vengono con la macchina, diversi fedeli giungono  anche da Rocca San Felice. E' bella l'aria assonnata dei partecipanti, i ragazzi che sostano all'ingresso della chiesa. Alcuni santangiolesi ritornano al paese, da lontano, proprio per l'occasione, in passato Peppino De Vitto, purtroppo  scomparso,  veniva apposta da Candela ogni mattina, altri ritornano a Sant’Angelo  da Trieste,  da Milano, Roma, Svizzera, Aprilia. Addirittura quest'anno è  venuta in anticipo dagli Stati Uniti, una bella signora, Gaetanina Morrongiello, che, tutte le mattine, con cuore pieno di emozioni corre alla chiesetta  della sua infanzia e gioventù, per riannodare, con gli occhi lucidi bagnati dall' emozione dei ricordi, la sua storia.  Altri ancora, vengono da paesi vicini dove nel tempo si sono trasferiti.

tredicinaPoi, passano per la mente i volti di quanti non ci sono più. Quest'anno  tra i tanti che non ci sono più, mancherà la simpatia e l'umanità  di Nicola Fasano. Poi, ci sono i profumi dei fiori, le ginestre colorate e profumate,  i raggi di sole che penetrano nella chiesa di San Marco (questa  è la 2a chiesa più grande di Sant'Angelo), attraverso il finestrone, ed illuminano l’altare ed il tabernacolo.

Quest'anno noto un leggero  ma costante, calo di persone e di giovani; forse perché alcuni uffici sono stati chiusi o trasferiti, così, molta gente viaggia,  o non c'è più, oppure si è trasferita altrove.

E' molto bello leggere, ascoltare  i ricordi, di diverse persone, sulla loro partecipazione e sulle emozioni provate in passato, che fanno da colonna sonora, quasi da film, ed accompagnano, con la mente, e con nostalgia, in queste prime giornate di giugno, quanti vivono lontano dal paese; significa che in tanti ancora,   è radicato un forte senso di appartenenza. Pur vivendo lontano ci si sente parte di una storia, di un modo di fare o di essere, che, in tanti, singolarmente o collettivamente, abbiamo condiviso. Infatti, partecipando, di persona o rivivendo con la memoria, si rafforza anche in loro la propria identità, l'appartenenza, cosi  difficilmente ci si smarrisce!

Da tanti anni, troppi, l'appuntamento pomeridiano della tredicina non c'è più, anche se spesso alcune persone erano le stesse che partecipavano il mattino, comunque era molto bello parteciparvi, c'era un mix generazionale, con interessi diversi, tutti però accumunati da un devozionismo, religiosità popolare, tra storia e tradizioni del passato comuni e dalla gioia di stare insieme!

Riaffiorano i ricordi di belle passeggiate, di un prete amato da tutti, don Bruno Mariani, che accompagnava, a piedi, tanti giovani, ragazzini ed adulti. La camminata era l'occasione per far parlare, per capire, per sostenere, nella crescita e nella speranza, di un domani migliore.

Al mattino andavano alla tredicina le mamme, che al ritorno avevano un passo veloce; le nonne che più lentamente, accompagnavano l'incedere dei passi, con la recita del Rosario e con qualche pettegolezzo, oggi gossip; gli studenti prossimi agli esami ripetevano qualche lettura e … affidavano il loro futuro scolastico al Santo dei Miracoli, per esami e scrutini finali. Mentre,  il pomeriggio, essendoci più tempo a disposizione, c'era tanta gente, giovani in modo particolare.

Tanti i giochi che si improvvisavano lungo la strada o sul piazzale antistante la chiesa: la cavallina, spezzacatene, quanti passi mi dai Madama Doré, oppure la settimana, è arrivato l'ambasciatore, ecc. ecc. Questi pomeriggi, alla tredicina, spesso accompagnavano la crescita di bimbi, che diventavano ragazzi, e di ragazzi, che si avviavano ad essere adulti; nascevano le prime simpatie, le prime emozioni, i primi innamoramenti, si rafforzavano le amicizie.

Alcuni ragazzi andavano a dissetarsi alla fontana de “Ischi”, altri alla fontana della “La Sala”; alcuni coglievano qualche fiore lungo la strada, altri qualche frutto: ciliege, gelsi bianchi, “faucci” (piccole fave), se la stagione anticipava, verso la fine c’erano anche “i ceci”.

In tanti, con gioia e semplicità, anche con la partecipazione alla "Benedizione Eucaristica", al Tantum Ergo...si avvicinavano alla fede!

Il ritorno "in paese", al centro, era spettacolare, una sorta di corteo variopinto, con gente di ogni età, giovani, nonne e ragazzi;  si cantavano le canzoni dello Zecchino d'oro, di San Remo, del Cantagiro e del disco per l’estate, oppure canzoni da scout:  come … Jon  Braun, la macchina del capo,… si provava qualche passo di marcia, cantando e camminando, con interessi diversi e suggestioni individuali e collettive,  si lanciavano appelli ed inviti  alle tante ragazze ospiti dall’Istituto per orfanelle delle  Suore Vincenziane.

Questo, tra nostalgia, ricordi e tradizioni popolari, era un modo di essere negli anni 60/70, fatto di semplicità, di essenzialità e di speranza, tra religiosità popolare ed impegno per un mondo migliore!