Campania / Programma di Sviluppo Rurale: Disponibili 140 milioni di Euro per i giovani

Due le misure d’incentivazione del bando regionale. Il maggior numero di richieste appartiene ai giovani della provincia di Salerno, con 944 domande. Seguono le province di Benevento, Avellino, Caserta e Napoli, rispettivamente con 761, 560, 312 e 139 domande.

Campania imagesN.R. – 18.07.2018 - E’ interessante il prospetto che rappresenta il bilancio di chiusura del bando del Programma di sviluppo rurale della Regione Campania 2014\2020, correlato con il Progetto integrato giovani, nelle cui finalità rientra il rispetto dello sviluppo e dell’economia sostenibile. E’ un prospetto che fa risaltare un segnale di svolta significativo, tenendo presente che  risultano oltre 2700 le domande, presentate dai giovani under 40 per essere ammessi alla concessione dei finanziamenti per la promozione delle attività d’impresa agricole.

Le domande sono riferite a due misure d’incentivazione; una, con dotazione economica di 90 milioni di euro, concerne il primo insediamento in agricoltura di giovani imprenditori, in funzione del mantenimento della popolazione giovanile nei territori rurali esposti ai rischi della desertificazione sociale e produttiva;  l’ altra, con dotazione economica di 50 milioni di euro, corrisponde al sostegno per il ricambio generazionale nelle aziende agricole, favorendo nel loro contesto l’inserimento di professionalità nuove, con approcci imprenditoriali innovativi nelle aree con migliori performance economiche e sociali.

Per l’ una e l’altra misura, con incentivi davvero vantaggiosi, si configura il riconoscimento del premio in ragione della compiuta realizzazione degli obiettivi previsti dal Piano d’azienda, definito nei progetti illustrati nelle domande prodotte.

Il maggior numero di richieste appartiene ai giovani della provincia di Salerno, con 944 domande e altrettanti progetti; seguono le province di Benevento, Avellino, Caserta e Napoli, rispettivamente con 761, 560, 312 e 139 domande.

Di particolare rilievo il dato relativo alla provincia di Benevento, al cui indice demografico ch’è il più basso della Campania, corrisponde il secondo posto nella graduatoria delle istanze prodotte. Ma, al di là della realtà del Sannio, è il generale trend che consegna il bilancio di chiusura del bando, ad autorizzare auspici positivi per il recupero e il rilancio dell’agricoltura attraverso imprese guidate da giovani, la cui formazione tecnico-culturale può essere decisiva a stimolare e migliorare un intero sistema territoriale, aprendo importanti prospettive per le filiere produttive intersettoriali.

L’agricoltura cambiata e rinnovata da imprese giovanili, in grado di “leggere”  bene le richieste del mercato, sapendo coniugare al meglio possibile, nelle pratiche colturali, la sostenibilità ambientale e la biodiversità, è una scelta  che non ha alternative. Il considerevole numero delle domande prodotte costituisce il cambiamento di paradigma rispetto al passato; paradigma, che separava il lavoro agricolo dalla prassi d’impresa con tutto ciò che comporta sul piano formativo e delle conoscenze sia di carattere agronomico che più strettamente di profilo tecnologico.

Chiuso il bando, le domande saranno sottoposte all’esame dei competenti organi di valutazione. I progetti più aderenti alle disposizioni e alle finalità del bando,  in ordine alle misure incentivanti appena citate, saranno ammessi ai finanziamenti del Programma di sviluppo rurale, la cui dotazione economica e finanziaria destinata alla Campania vale un miliardo e 800 milioni. Una larga disponibilità di risorse che l’ Europa comunitaria pone in campo per investimenti di considerevole consistenza, per potenziare e far crescere il settore primario; una cospicua disponibilità, quale difficilmente, una volta concluso il settennio iniziato nel 2014, potranno essere confermati nella stessa consistenza dopo il 2020. Un treno in transito, su cui salire con convinzione e responsabile razionalità.

Per combattere gli incendi boschivi la Regione stanzia per il 2018 28 milioni 520mila euro

Grande attenzione è stata data alla prevenzione con risorse per 10 milioni di euro per sostenere 87 interventi in oltre 50 Comuni.

vincenzo de luca governatore campania 230x155N.R. – 20.06.2018 - Partendo da ciò che è successo nel 2017, il governatore Vincenzo De Luca, durante la presentazione del piano antincendio boschivo della Regione Campania, lo ha così etichettatoIl 2017 è stato una tragedia”, l’Ente Regionale ha previsto, per il 2018, investimenti per quasi 30 milioni di euro.

Incendi boschiviGrande attenzione è stata data anche alla prevenzione Sono state approntate, infatti, risorse per 10 milioni di euro per sostenere 87 interventi in oltre 50 Comuni delle cinque Province della Campania. Si tratta di aree individuate sulla base dei dati statistici relativi agli anni precedenti: aree maggiormente percorse dal fuoco. Per la Provincia di Avellino: San Martino Valle Caudina, Rotondi, Moschiano, Monteverde. Per la Provincia di Benevento: San Bartolomeo, Cautano, Tocco Caudio, Vitulano. Per la Provincia di Caserta: Caserta, Castel Morrone, San felice a cancello, San Tammaro, San Marcellino, Falciano del Massico, Sessa Aurunca, Teano, Capua, Presenzano, Vairano Patenora, Tora e Piccilli. Per la Provincia di Salerno: Angri, Siano, Sarno, Pontecagnano, Castel San Giorgio, Olevano sul Tusciano, Altavilla Silentina, Capaccio. Per la Città Metropolitana di Napoli, ex Provincia di Napoli: Castellammare di Stabia, Gragnano, Vico Equense, Barano D’Ischia, Napoli, Boscoreale, Ercolano, Ottaviano, Pollena Trocchia, Pompei, Somma vesuviana, Terzigno, Torre del greco , Tre Case, San Sebastiano al Vesuvio.

Di seguito i contenuti del piano, il cui modello operativo per il contrasto al fenomeno è stato condiviso con i Parchi Nazionali, i Parchi Regionali, le Comunità Montane, le Prefetture, I VVFF.

RISORSE STANZIATE
Il quadro delle risorse per complessivi 28 milioni 520mila euro prevede:

  • Interventi contrasto incendi (9,5 milioni €)
  • Interventi di prevenzione  (10 milioni €)
  • Aereomobili  (3 milioni € per 3 anni)
  • Volontariato  (500.000 €)
  • CC forestali  (600.000 €)
  • Fondi per enti delegati (Comunità Montane, Province, Città Metropolitana Napoli)  (4,5 milioni €)


NUMERO DEL PERSONALE IMPIEGATO

Il numero del personale impiegato è così suddiviso:

  • 350 Unità Regione Campania (dislocato presso le unità territoriali denominate Basi Territoriali, diffuse sul territorio, presso le Sale Operative Provinciali Integrate (S.O.P.I.), presso la Sala Operativa Regionale Unificata (S.O.R.U.), presso gli uffici tecnico/amministrativi di Regione Campania – personale proveniente da Regione Campania e SMA campania
  • 500 Volontari Protezione Civile
  • 3600 VVFF impegnati
  • 500 CC Forestali

MEZZI DISPONIBILI

Questo l’elenco dei mezzi disponibili:

  • 6 aereomobili monomotore
  • 1 aereomobile bimotore
  • 50 circa i mezzi in dotazione delle associazioni di volontariato con strumentazione AIB
  • 5 mezzi speciali della Protezione Civile Regionale, di cui 3 mezzi polisoccorso con 500 lt
  • 2 autopompe da 2500 lt
  • 16 mezzi di strutture regionali.

ATTIVITA’ DI EMERGENZA PERIODO DI MASSIMA ALLERTA

Periodo di massima allerta 15 giugno – 30 settembre
Persone coinvolte nella attività: Sindaco, DOS Direttore delle Operazioni di Spegnimento, Sala Operativa Regionale di Protezione Civile, sala Operativa Provinciale, VVFF, Comunità Montane, CC Forestali.

SISTEMA DI ALLERTA
Numero Sala operativa regionale 800.232525 (qualunque comunicazione da parte delle istituzioni/cittadini)

Numeri utili:

  • 1515 dell’Arma dei Carabinieri
  • 115 dei Vigili del fuoco
  • Altre forze dell’ordine (113 o 112)
  • Amministrazioni provinciali
  • Comunità montane
  • App per il cittadino di sma campania – importante ricordare che c’è l’applicazione dedicata sia per gli incendi che per terra dei fuochi

CHI FA COSA
Lo schema per il modello operativo prevede che:

il Sindaco valuta e richiede il concorso delle istituzioni operative; assume il coordinamento degli interventi

IL DOS regionale valuta le operazioni da attuare e comunica alla Sala Operativa Provinciale SOUPP.

La Sala Operativa Regionale e Provinciale informa il Prefetto, coordinando le attività di contrasto al fuoco con le squadre dei VVF e alle squadre di volontariato.

La Sala Operativa Regionale coordina tutte le attività tra tutti i soggetti coinvolti. (SMA- Centri Delegati di Comunità Montane- Volontariato etc.).

La Sala operativa regionale di protezione civile (SORU) è attiva 24 H /24.

Le Sale operative provinciali (SOPI) sono attive 12 H/24.

Il funzionamento in dettaglio: Le sale operative provinciali sono operative 12/24, se vi sono attività di presidio in atto subentra la Sala operativa Regionale, se vi sono attività operative continuano la loro funzione di coordinamento in ambito provinciale. La Sala operativa regionale  opera in h 24, sostituendo le Sale Provinciali nelle attività di presidio notturno e assicurando comunque la risposta del Sistema Regionale a qualsiasi chiamata nell’arco delle 24 ore, attivando, se è il caso, i reperibili provinciali.

SOGGETTI COINVOLTI E COORDINATI DA REGIONE CAMPANIA

  • Centri operativi territoriali Regione Campania – personale specializzato Regione Campania. Interviene sugli incendi boschivi sotto il coordinamento della Sala Operativa Regionale e provinciale con uomini e mezzi   regionali – funzioni di spegnimento, pattugliamento avvistamento
  • SMA Campania – personale impiegato per attività di prevenzione messa in sicurezza, spegnimento.
  • Centri operativi Enti delegati (Enti parco, Comunità Montane) – I COED sono attivati dagli Enti Delegati nel periodo di massima pericolosità e dovranno garantire la presenza di almeno una squadra di pronto intervento per la lotta attiva al fuoco. Vengono coordinati dalle sale operative regionali e provinciali
  • Volontariato. Le Associazioni, che hanno dichiarato la disponibilità di operare con “modulo antincendio”, stipuleranno una convenzione con la Direzione Generale Governo del Territorio, Lavori Pubblici e Protezione Civile, in forza della quale garantiranno l’intervento “ad horas”, a supporto delle squadre AIB nelle operazioni di spegnimento e di soccorso alle popolazioni. La convezione per il pagamento dei rimborsi copre risorse fino a 500 mila euro. Esse saranno impegnate prioritariamente per le attività di contrasto agli incendi d’interfaccia ed a supporto dei sindaci, nelle attività di salvaguardia e soccorso alla popolazione, in attuazione dei piani d’emergenza comunali. Sono coordinate dalla sala Operativa di Regione Campania.

CONVENZIONI IN ESSERE

  • VVFF – La convenzione viene stipulata a titolo oneroso per finanziare il potenziamento del dispositivo di coordinamento e soccorso del Corpo Nazionale VV.F., mediante l’approntamento di squadre VV.F., nonché di presidi del personale VV.F. presso la SORU nel periodo a maggior rischio di incendi boschivi secondo il Piano Tecnico Organizzativo straordinario 2018, concordato tra Direzione Regionale VV.F. Campania e Direzione Generale per il Governo del Territorio, i Lavori Pubblici e la Protezione Civile della Regione Campania.
    Importo Convenzione 920 mila euro
  • CC Forestali: Attività di previsione, prevenzione, e riduzione rischi connessi.
    Importo convenzione 600.000 euro. 
  • Convenzioni con Associazioni di volontariato. La regione rimborsa Gli oneri sostenuti per l’uso delle attrezzature e degli automezzi di trasporto, riportati nell’elenco automezzi, che comprendono ogni spesa diretta o indiretta per carburante, lubrificante, liquidi vari, usure ecc, calcolato in misura forfettaria, anche con riferimento ai Km.
    Importo convenzione 500.000 euro.

ATTIVITÀ DI PREVENZIONE PER L’ANNO 2018
A valere su fondi POC per un complessivo di 10 Milioni di euro, nel periodo di “non massima pericolosità” e per tutto l’anno 2018, in linea con gli indirizzi strategici e di programmazione, la Regione Campania, per l’anno 2018, ha pianificato una serie di interventi di prevenzione al contrasto del fenomeno degli incendi boschivi, che hanno come obiettivo il ripristino di aree boschive percorse dal fuoco e la mitigazione del rischio di incendio nelle aree ad alta esposizione.

Per quanto riguarda gli interventi di ripristino delle aree percorse dal fuoco vengono eseguiti privilegiando le tecniche che valutano prioritariamente criteri ecologici e di selvicoltura naturalistica nella ricostituzione della vegetazione; mentre per quanto concerne le attività di prevenzione e mitigazione dei rischi naturali, eseguite nelle aree forestali a maggior rischio, si tratta di interventi di diradamento del bosco ed interventi fitosanitari, di sentieri utili per l’attività AIB, della manutenzione dei viali tagliafuoco esistenti, della  creazione ex – novo di  viali o fasce tagliafuoco.

Sono stati calendarizzati interventi per tutto l’anno: ben 87 per oltre 50 Comuni, e il calendario sarà consultabile sul sito di Regione Campania. I comuni oggetto di intervento sono stati individuati sulla base dei dati statistici relativi agli anni precedenti (aree maggiormente percorse dal fuoco) e della condivisione dei dati con i CC Forestali.

Dopo il 30 Settembre verranno prese in considerazione eventuali nuove aree che potrebbero essere state oggetto di incendio.

I Comuni sono così suddivisi per province:

  • Avellino: San Martino Valle Caudina, Rotondi, Moschiano, Monteverde.
  • Benevento: San Bartolomeo, Cautano, Tocco Caudio, Vitulano.
  • Salerno: Angri, Siano, Sarno, Pontecagnano, Castel San Giorgio, Olevano sul Tusciano, Altavilla Silentina, Capaccio.
  • Caserta: Caserta, Castel Morrone, San felice a cancello, San Tammaro, San Marcellino, Falciano del Massico, Sessa Aurunca, Teano, Capua, Presenzano, Vairano Patenora, Tora e Piccilli.
  • Napoli: Castellammare di Stabia, Gragnano, Vico Equense, Barano D’Ischia, Napoli, Boscoreale, Ercolano, Ottaviano, Pollena Trocchia, Pompei, Somma vesuviana, Terzigno, Torre del greco , Tre Case, San Sebastiano al Vesuvio.

Report di Legambiente: La Circumvesuviana maglia nera nei trasporti nella lista delle 10 linee ferroviarie peggiori d’Italia

Tra guasti tecnici, soppressioni di corse, ritardi imprecisati, sovraffollamento e insicurezza si conferma tra le tratte ferroviarie peggiori d’ItaliaLegambiente lancia la campagna Pendolaria, con una prima analisi della situazione del trasporto ferroviario pendolare in Italia.

cartina1ridN. R. - 20.01.2018 - La fotografia di Legambiente del trasporto pubblico campano da anni rimane stabile: treni vecchi, affollati, lenti, insicuri e spesso in ritardo. I pendolari campani danni ogni mattina affrontano una vera e propria Via Crucis per andare nei luoghi di lavoro o di studio. E le ragioni sono nei numeri del dossier di Legambiente: iCampania attualmente sono 367 i treni in servizio con convogli di età media pari a 18,8 anni; il 63 % dei treni circolanti ha più di 15 annicon punte estreme come nei casi della Circumvesuviana (con 83 treni in circolazione costruiti negli anni ’70 ed altri 35 nei primi anni ’90), della Cumana Circumflegrea (con un’età media dei 30 treni addirittura superiore a 33 anni) o della linea Alifana con treni vecchi di 35 anni. 

logosocialNella nostra regione - commenta Legambiente tra il 2010 e il 2017 il taglio ai servizi ferroviari è stato pari al 15% a fronte di un record di aumento del costo dei biglietti pari al 48%. E al danno anche la beffa: è alta la possibilità per non dire la certezza che con l’anno nuovo subiranno, nel caso della Anm, un ulteriore aumento del ticket di viaggio.

Una denunciadichiara Antonio Gallozzi, direttore Legambiente Campania per essere a fianco di chi ogni giorno prende il treno per andare a lavorare, a scuola o all’università con l’obiettivo di far capire quanto sia importante e urgente migliorare il trasporto pubblico su ferro nella nostra Regione. Da anni ci occupiamo dei Antonio Gallozzipendolari per una ragione molto concreta e di idea del Paese: su molte di queste linee malgrado l’affollamento dei convogli la situazione non vede miglioramenti, in altre continua a peggiorare e sempre più persone abbandonano i treni proprio perché li trovano sempre più affollati, vecchi e con continue cancellazioni. Nella nostra regione bisogna dare risposte chiare, concrete e fuori dal politichese: la Campania ogni anno perde viaggiatori mentre ha bisogno di aumentare sensibilmente il numero di passeggeri che viaggiano in metro e in treno, se vuole migliorare la qualità dell’aria e ridurre le emissioni di CO2 come previsto dall’Accordo di Parigi. Abbiamo bisogno conclude Gallozzi di Legambiente di scelte urgenti e non più rinviabili, perché non è ammissibile che in un Paese civile si accetti quanto avviene ogni giorno sulle linee gestite da Eav, dove il numero dei passeggeri è diminuito del 30%”.

Circumvesuviana mapsUna buona notizia è rappresentata dai nuovi treni che finalmente stanno entrando in circolazione sulla rete campana. Dopo 30 anni infatti è arrivato il primo dei 13 nuovi treni della Cumana con una capacità di 500 persone e 70 posti a sedere ed aria condizionata. Entro il 2018 dovrebbero essere consegnati gli altri 12 convogli. Partiranno, inoltre, le gare, tra gennaio e febbraio, con 370 milioni a disposizione per l’acquisto di 44 treni nuovi, soprattutto per la ex circumvesuviana; 14 mln per rimettere in marcia i treni metrostar; 60 milioni di euro per rifare le stazioni con bigliettazione elettronica, videosorveglianza e infrastrutture.

Anche sulla linea Napoli-Benevento nel corso del 2017 sono stati immessi in servizio 3 dei 7 nuovi treni previsti (anche in questo caso i restanti verranno inaugurati nel 2018).

circumvesuvianaLa Regione Campania ha confermato gli investimenti per la sicurezza ferroviaria per tutta la rete. Anche per la linea di Benevento è in corso la progettazione per l’adeguamento dei sistemi di segnalamento della linea ferroviaria che saranno realizzati ed attivati entro il 2018. Ciò consentirà, a regime, di ottenere un risparmio di tempo di 15-20 minuti sull’intera percorrenza.

Anche quest’anno è la Circumvesuviana a rappresentare la Campania nella poco onorevole classifica delle tratte peggiori. 

Il disastro del servizio nell’anno 2016 è stato confermato pubblicamente anche dall’EAV (Ente Autonomo Volturno) l’holding – con socio unico la Regione Campania – dove nel 2013 sono confluite Circumvesuviana, Cumana, Circumflegrea e Metrocampania NordEst. 

I numeri pubblicati danno un quadro sconfortante: aumento delle soppressioni (4.252 treni), aumento dei ritardi oltre i 15 minuti (26.533 nel 2016), oltre alla quasi assenza di treni a composizione tripla. Eppure c’erano maggiori risorse finanziarie disponibili rispetto all’anno 2015, basti pensare alle decine di milioni di euro di penali che la Regione ha deciso di non applicare restituendo le stesse all’azienda. Nel dettaglio le performance peggiori sono della linea Napoli-Nola-Baiano: 498 soppressi nel 2015, 1.090 nel 2016.

Ma non è andata meglio nel 2017, con problemi legati all’infrastruttura come lo scorso ottobre quando la linea aerea tra le stazioni di Piazza Garibaldi e Napoli-Porta Nolana non ha funzionato regolarmente ed ha costretto i treni a fermarsi prima del capolinea. Ormai la speranza è che la corsa non rientri tra le diverse centinaia cancellate ogni anno. Non mancano poi i guasti al materiale rotabile o i blocchi alla fatiscente rete di trasporto perché, tra incidenti o principi di incendi, scippi, aggressioni, intimidazioni, finestrini presi a sassate, controllori impotenti che rischiano di essere pestati a sangue per aver banalmente chiesto il biglietto o intimato di non fumare a bordo, il viaggio può trasformarsi in un inferno. 

Fino al 2003 la Circumvesuviana assicurava più di 500 corse al giorno, oggi i numeri sono dimezzati. Questo perché fino al 2010 i treni in circolazione erano 94 poi si è assistito ad una lenta ed inesorabile parabola discendente. Allo stato attuale, salvo guasti, viaggiano 56 treni, ma ne occorrerebbero almeno 70 per garantire un servizio dignitoso ai pendolari, costretti ancora a viaggiare ammassati. Basti dire che rispetto al 2012 i passeggeri ogni giorno sulla Circumvesuviana si sono ridotti del 22%. Il crollo del numero dei viaggiatori è lo specchio della crisi in cui versa un’azienda che gestisce una buona parte del trasporto pubblico su ferro in regione: secondo i dati della società nel 2010 erano 40 milioni gli utenti annuali della Circumvesuviana, crollati ora a 27 milioni; quelli della Sepsa (Cumana e Circumflegrea) sono passati da 20 milioni a 11; quelli di MetroCampania Nordest, da 67 milioni a circa 40.

Porti:La Campania investe 150 milioni di euro per i 49 porti della Regione

Circa 66 milioni di euro sono quelli che investirà la Regione, mentre ulteriori 80 milioni, sono previsti dall’ultima delibera del CIPE.

portiN. R. – Aprile 2018 - Nuove risorse per i porti della Campania. La Giunta Regionale della Campania, nel corso di una riunione tenutasi lo scorso 27 febbraio, che dispone gli interventi, ha deliberato un provvedimento relativo al finanziamento degli interventi destinati ai porti.

Il finanziamento per interventi da effettuarsi all'interno dei porti della Campania ammonta a 150 milioni di euro, dei quali circa 66 milioni di euro sono quelli che investirà la Regione, mentre ulteriori 80 milioni, previsti dall’ultima delibera del CIPE, costituiranno un ulteriore incremento.

Ulteriori risorse saranno individuate e successivamente destinate a coprire tutti i fabbisogni esposti dai 49 porti regionali, coprendo così le necessità di tutti i progetti che saranno individuati attraverso unbando, in cui sarà data priorità agli interventi cantierabili.

Il compito di disciplinare i rapporti con ciascun Comune è affidato alla Direzione Generale per la Mobilità della Regione Campania, che dovrà tenere i rapporti con i singoli comuni dove verranno effettuati gli interventi, sia di manutenzione che sicurezza e dragaggio.

Violenza donne: Alaia, legge innovativa in linea con i cambiamenti voluti dal presidente De Luca

alaia vincenzoN.R. - 24.11.2017- Con l’approvazione della legge sulla violenza di genere, la regione Campania si dota di uno strumento che in maniera concreta va incontro alle donne aggredite, offese e ingiuriate, facendosi carico di accoglierle, risollevarle e sostenerle da ogni punto di vista, economico, legale e psicologico. Il nostro intento, tuttavia, è soprattutto quello di agevolare le condizioni affinché le donne possano trovare il coraggio di denunciare i loro aggressori, senza dover temere conseguenze per sé stesse e per i propri familiari.” E’ quanto afferma il vice presidente della Commissione sanità del Consiglio regionale della Campania, Enzo Alaia, cofirmatario della proposta di legge che prevede una serie di interventi per favorire l’autonomia personale, sociale ed economica delle donne vittime di violenza. Il testo è stato discusso e approvato nella seduta odierna del Consiglio regionale.

I punti fondamentali del testo che abbiamo licenziato oggispiega Alaiavanno oltre la semplice manifestazione di solidarietà alle vittime e la loro accoglienza nei centri anti-violenza. La novità del testo unificato è che vuole garantire alle donne il recupero della propria autonomia, sia dal punto di vista sociale che economico. Un sostegno tangibile che può dare loro la forza di reagire alle angherie di chi le aggredisce.”

Una particolare attenzioneprosegue il Consigliere regionaleè dedicata alle donne con figli minori e diversamente abili e alle agevolazioni per il reinserimento nel mondo del lavoro. A questo si aggiunge un significativo potenziamento delle campagne culturali che puntano molto di più sulla prevenzione dei fenomeni di violenza. Il Consiglio regionale fa dunque un passo in avanti e un salto di qualità notevoli nella lotta alla violenza di genere. Un altro segno tangibile di quella rivoluzione voluta dal Presidente De Luca che ha trovato nel parlamentino regionale un interlocutore attento e pronto a recepire gli impulsi che vengono da Santa Lucia”, chiude Alaia.

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