Morto Don Giovanni Picariello, parroco della Parrocchia dell’Ascensione di Mugnano del Cardinale dal 1980

Il ricordo di don Giuseppe Autorino e degli amici della Pro loco “Rimettiamoci Insieme”.

Parrocchia dellAscensioneN.S. – 21.03.2020 - La morte di Monsignor Giovanni Picariello, avvenuta intorno alle ore otto di sabato 21 marzo 2020, ha sconvolto tutto il Baianese-Alto Clanio e gli ambienti religiosi della Diocesi di Nola.

Nato a Quadrelle 86 anni fa, è stato alla guida della Parrocchia dell’Ascensione di Mugnano del Cardinale dal 1980 e, prima ancora, era stato alla guida della Parrocchia di San Giovanni di Ottaviano e a quella di Terzigno. Per anni ha celebkrato messa anche nella Chiesa di San Michele e nella cappella della Madonna di Montevergine.

luttoHa esercitato la professione sacerdotale per circa sessant’anni e la sua attività pastorale era terminata qualche anno fa quando ha lasciato il testimone a Don Giuseppe Autorino. Tuttavia, quando le condizioni di salute glielo permettevano, Don Giovanni Picariello compariva in pubblico e concelebrava le cerimonie religioseFattivo è stato il suo contributo anche nel campo socio – culturale, promuovendo diverse iniziative e, grazie alle sue esperienze e studi ed alla passione, è stato autore di diversi volumi. Già da diverse settimane, le sue condizioni di salute, per le varie patologie di cui era affetto, erano peggiorate.

Il feretro di Don Giovanni riposerà nel cimitero di Quadrelle, dove sarà collocato nella cappella di famiglia. In ottemperanza alle vigenti disposizioni governative, non sarà possibile lo svolgimento dei funerali in forma pubblica, per cui è prevista una benedizione in forma privata a cui parteciperanno i familiari più cari.

Le comunità di Mugnano del Cardinale, Quadrelle in primo luogo, e quelle del Baianese-Alto Clanio, abbracciano simbolicamente un parroco che ha dato tanto per la crescita delle fede religiosa tra le comunità locali. Non appena ci sarà l’occasione le comunità e le organizzazioni religiose gli tributeranno un doveroso ricordo. Anche il Meridiano si accomuna alle condoglianze.

Così si è espressoDon Giuseppe Autorino alla notizia della morte di Don Giovanni:” Il Signore Risorto inondi di luce la anima, perché possa partecipare alla gloria celeste. La comunità interparrocchiale di Mugnano del Cardinale prega per la morte di don Giovanni Picariello, parroco emerito”.

Anche la proloco di Mugnano lo ha voluto ricordare con il messaggio che segue:”Una tristissima notizia ha attraversato i nostri cuori, in questo giorno di inizio primavera. È venuto a mancare Don Giovanni Picariello. Nativo di Quadrelle, era stato Parroco di Mugnano del Cardinale guidando la parrocchia dell’Ascensione dagli inizi degli anni ’80 con capacità, generosità e grande umanità. Tantissimi i ricordi che accompagnano la figura di Don Giovanni, uno su tutti il momento in cui andammo ad invitarlo a partecipare al gruppo di lavoro per formare la nuova Pro Loco, di cui è stato uno tra i soci fondatori: entusiasta e felicissimo come un bambino mise a disposizione il suo studio come prima sede della Pro Loco. Ci stringiamo al dolore di tutta la sua famiglia, a cui vanno le nostre sentite condoglianze. Una perdita enorme per la nostra comunità.  In questi giorni in cui non sarà possibile fare una visita per porgere un ultimo saluto, facciamo una preghiera per te carissimo ed amatissimo Don Giovanni. Che la terra ti sia lieve”.

"Cose” ai tempi del coronavirus

vicesindaco di Marzano di NolaIl vice-sindaco di Marzano di Nola, l’avvocato Massimo Muto, ha scritto una poesia intitolata “Virus”, per sdrammatizzare, ma soprattutto per far riflettere in un momento difficile come questo che si sta vivendo.

 

VIRUS

Quant’e’ triste stu virus
Ce costringe a ce sta chiuse
Nun ce fa neanche ‘ncuntra’
Stu virus overe fa!
È’ nu mostro silenzioso
Mette paur’ a tutt’ cose
Nun se riesce a contene’
È’ na cos’ ‘a stravede’!
‘A speranz’ ‘e tutte quante.
E’ a ddò fa murì all’istante
Ce sta n’arme assai putente
È e se sta a casa stu momento.
Figlje, mamme e nnammurate
Sta carogna’ â separati
Ma cantanne na canzone
Nuje riunimme l’emozione
Caro Virus
Mo te n’è a jì
St’umanita’ a fa giojì
Tutt’ a gente ‘e a fa’ abbraccia’
Facc’ ‘o piacere, vattenn’ ‘a ccà!
(Massimo Muto)

Monteforte Irpino: Giornata della Memoria con il seminario “Ricordare per educare”

Dopo la proiezione di un film sull’Olocausto, il SeminarioRicordare per educare”.

 

MonteforteN.R. - 03.02.2020 - Il Comune di Monteforte Irpino e l’Istituto Comprensivo “Salvatore Aurigemma” hanno organizzato il secondo appuntamento dedicato alla Giornata Internazionale per la Memoria delle vittime della Shoah. Dopo la proiezione di un film sull’Olocausto, a cui ha fatto seguito il dibattito intrattenuto dai giovanissimi studenti della Scuola Secondaria di Primo Grado, nella mattinata di sabato 2 febbraio, è stata la volta del Seminario intitolato “Ricordare per educare”.

All’evento erano presenti il Sindaco di Monteforte, Costantino Giordano, e l’Assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione Lia Vitale.

Dopo l’introduzione della dirigente scolastica, la dott.ssa Angela Rita Medugno, i proff. Ottavio di Grezia e Gaetana Aufiero hanno relazionato sulla Shoah. Per l’occasione, l’Istituto ha allestto una mostra fotografica a tema.

Monteforte Costantino Giordano«Rinnoviamo una sintonia forte e produttiva con l’Istituto Aurigemma, con i ragazzi della nostra Scuola, i loro validi insegnanti e la dinamica dirigente Medugno, con cui abbiamo, più volte, realizzato attività dal grande significato storico-culturale. – ha dichiarato il Sindaco di Monteforte Irpino, Costantino GiordanoNon possiamo che ringraziare tutti gli studenti, tutto il corpo insegnanti e coloro che contribuiranno alla buona riuscita dell’iniziativa. Un impegno comune per ricordare la più grave pagina della storia del mondo e trasmettere ai più piccoli un insegnamento universale: ricordare ciò che stato serve a educare, perché non accada mai più

Assessora di Monteforte«La Scuola è una palestra di vita perché, oltre ad apprendere nozioni, gli alunni imparano ad essere cittadini. Per questo è importante partecipare a giornate come quella di domaniha dichiarato Lia Vitale, assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione del Comune di Monteforte IrpinoImparare il valore della tolleranza, del rispetto, dell’altruismo, è una prerogativa per tutti i nostri studenti. L’olocausto è una macchia indelebile ed è giusto ricordarla, perché anche chi è nato tanti anni dopo sappia. Mi associo ai ringraziamenti fatti dal Sindaco, in particolare verso la Dirigente Scolastica Angela Rita Medugno, una donna dal grande spessore culturale che dimostra sempre spiccata sensibilità verso iniziative di natura storica, sociale e culturale

Visciano: Morto don Michele Lombardi

Il cordoglio di Don Giuseppe Parisi.

Don Michele09.03.2020 - È morto Don Michele Lombardi, parroco di lunga data, originario di Cimitile, che negli ultimi anni celebrava Messa presso alcune parrocchie di Avella, tra le quali quella della Frazione Purgatorio.

La Salma è arrivata domenica 8 marzo, alle 14.30, nella Parrocchia di San Felice in Pincis in Cimitile, dove, alle 16.00, Il Vescovo Nola mons. Francesco Marino ha celebrato la S. Messa.

Così il cordoglio del parroco avellano Don Giuseppe Parisi:

Caro Don Michele,

Servo fedele, gentile e buono. Uomo pratico, socievole, sempre disponibile e attento. Collaboratore premuroso del parroco.

Grazie per i sorrisi e la gioia che hai saputo trasmettere alla comunità avellana.
Pregheremo per te, anche tu prega per questa gente che hai amato e che tanto ti ha amato
.

Il Meridiano, insieme alla Comunità Avellana, esprime profondo cordoglio per la dipartita di Don Michele.

Avella: PubbIica manifestazione in memoria della Shoah al Teatro Comunale “Biancardi” il 27 gennaio, sul tema “Capire e sentire la banalità del male”

Il 27 di gennaio di ogni anno si celebra il Giorno della memoria. Ma cosa vuol dire “memoria”? E perché è importante ricordare? Si cercherà di chiarire il senso e la storia di una giornata commemorativa, istituita in Italia nel 2000 ed in tutto il mondo nel 2005, una giornata che non è tanto un omaggio alle vittime del nazismo, quanto un’occasione di riflessione su una storia che ci riguarda da molto vicino.

Locandina definitiva Shoa nGiu. D’Ava. - 19.01.2020 - Il 27 gennaio 1945 è il giorno in cui, alla fine della seconda guerra mondiale, i cancelli di Auschwitz vengono abbattuti dalla 60esima armata dell’esercito sovietico. Il complesso di campi di concentramento che conosciamo come Auschwitz non era molto distante da Cracovia, in Polonia, e si trovava nei pressi di quelli che erano all’epoca i confini tra la Germania e la Polonia.

Con l’avvicinarsi dell’Armata Rossa, già intorno alla metà di gennaio, le SS iniziarono ad evacuare il complesso: circa 60.000 prigionieri vennero fatti marciare prima dell’arrivo dei russi. Di questi prigionieri, si stima che tra 9000 e 15000 sarebbero morti durante il tragitto, in gran parte uccisi dalle SS perché non riuscivano a reggere i ritmi mostruosi della marcia. Altri prigionieri, circa 9000, erano stati lasciati nel complesso di campi di Auschwitz perché malati o esausti: le SS intendevano liquidarli, ma non ebbero il tempo necessario per farlo prima dell’arrivo dei sovietici. Le SS riuscirono invece ad eliminare qualcos’altro: quante più prove possibile dei crimini che avevano commesso, facendo esplodere diverse strutture, alcune delle quali contenevano i forni crematori industriali (dove venivano bruciati i cadaveri delle persone uccise ad Auschwitz), ed altre proprietà delle vittime dello sterminio.

Quando la 60esima armata dell’esercito sovietico arrivò al campo principale di Auschwitz, intorno alle 3 di pomeriggio, e dopo una battaglia in cui persero la vita più di 200 sovietici, si trovò davanti uno scenario desolante. Circa 9.000 prigionieri, i più deboli e ammalati, erano stati lasciati indietro. 600 di loro erano già morti. La stampa sovietica non accolse con troppo clamore la liberazione di Auschwitz e, tuttavia, la giornata del 27 gennaio è andata ad assumere col tempo un significato simbolico: quello della fine della persecuzione del popolo ebraico.

Il giorno della memoria in Italia, dato il significato simbolico della data, il 20 luglio del 2000 è stata approvata la legge n. 211, composta da due semplici articoli, che istituisce ogni 27 gennaio il “Giorno della Memoria”: una commemorazione pubblica non soltanto della shoah, ma anche delle leggi razziali approvate sotto il fascismo e, quindi, di tutti gli italiani, ebrei e non, che sono stati uccisi, deportati ed imprigionati, e di tutti coloro che si sono opposti alla ‘soluzione finale’ voluta dai nazisti, spesso rischiando la vita.

Questa legge prevede l’organizzazione di cerimonie, incontri ed eventi commemorativi e di riflessione, rivolti in particolare alle scuole e ai più giovani. Lo scopo è quello di non dimenticare mai questo momento drammatico del nostro passato di italiani ed europei, affinché, come dice la stessa legge “simili eventi non possano mai più accadere”. Dunque, non si tratta affatto soltanto di una ‘celebrazione’, ma del dover ribadire quanto sia importante ricordare ciò che è successo in passato.

La risoluzione ONU del 1° novembre 2005, ha proclamato ufficialmente, poi, in occasione dei 60 anni dalla liberazione dei campi di concentramento, il 27 gennaio quale Giornata Internazionale della Commemorazione in memoria delle vittime dell’Olocausto.

L’Italia, insieme a numerosi altri Paesi che avevano istituito giornate commemorative nazionali per il 27 gennaio, come la Germania (1996) o il Regno Unito dal (2001), aveva anticipato di 5 anni la risoluzione dell’ONU, dopo la quale, ogni anno il 27 gennaio, tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite hanno il dovere di inculcare nelle generazioni future la “memoria dell’Olocausto”. A questo scopo è stata istituita una task force internazionale per l’educazione, la ricerca ed il ricordo.

Questa risoluzione rifiuta inoltre in modo chiaro qualsiasi tentativo di negazione dell’Olocausto come evento storico, sia totale che parziale, chiedendo parallelamente che i luoghi, che un tempo ospitavano campi di concentramento, di lavoro e di sterminio, vengano conservati.

In questa giornata, inoltre, l’intolleranza, l’odio e l’aggressività verso persone e comunità motivate da differenze religiose ed etniche sono condannate senza riserva.

La manifestazione di Avella, organizzata dalla Consulta Comunale delle Associazioni insieme all’Istituto Comprensivo ”Mons. P. Guerriero”, con il patrocinio del Comune, avrà come tema, sviluppato con i contributi degli Alunni della Scuola Media, coordinati dalla prof.ssa Francesca Maria Maietta, “Capire e sentire la banalità del male”.

I lavori, introdotti da Ernesto Sasso per la Consulta Comunale delle Associazioni di Avella, vedranno l’intervento di Santina Cerbone per il Comune di Avella, e la partecipazione del prof. Nicola Montanile per la Biblioteca Comunale “Ignazio D’Anna”, del prof. Pietro Luciano per la Pro Loco Abella e del dott. Antonio Tulino per la Società Civile.

Si inizia alle ore 10.30 e la cittadinanza è libera di partecipare.