Cluster di Nola: Sul confine tra Ducato Bizantino e Principato Longobardo

Itinerario tematico proposto dall’UNIT in concorso  con il Laboratorio di Ricerche Medievali Émile Bertaux, il Gruppo Archeologico Avellano “Amedeo Maiuri”, il Circolo Culturale “Duns Scoto” di Roccarainola e Nuvla onlus.

avella palazzo baronale 2Pietro Luciano – 22.02.2018 - Partendo dal tavolo tecnico che si è tenuto presso la Basilica di Santa Maria Assunta a Pernosano - Pago di Vallo di Lauro, giovedì 16 marzo 2017, che ha visto la partecipazione degli Enti comunali invitati, dei Gruppi Archeologici d'Italia - Comitato  Regionale Campano, dei Rappresentanti dell'Associazione Longobardia, titolare del progetto europeo 'Longobard ways across Europe' e di Associazioni di settore per ufficializzare il Cluster dei castelli e dei luoghi di culto di età longobarda nelle terre nolane, l’UNIT (Ufficio Nolano di Informazione Turistica), a cui fanno capo, in riferimento al Progetto, il Laboratorio di sul confine 1 Copia 2Ricerche Medievali Émile Bertaux, il Gruppo Archeologico Avellano “Amedeo Maiuri”, il Circolo Culturale “Duns Scoto” di Roccarainola e Nuvla onlus, promuove l’itinerario tematico “Sul confine tra Ducato Bizantino e Principato Longobardo”, programmato in due giornate: sabato 17 marzo con la visita al Complesso delle Basiliche Paleocristiane di Cimitile ed al Complesso di Santa Maria in Pernosano-Pago del Vallo di Lauro e domenica 18 marzo con l’escursione guidata al Castello di Avella e al Castello di Roccarainola.

Cimitile BasilicheL’iniziativa della proposta dell’itinerario tematico, patrocinata dai Comuni di Avella, Cimitile, Pago del Vallo di Lauro e Roccarainola, sarà preceduta da un momento di approfondimento in programma venerdì 23 febbraio alle ore 18.00 Pernosano S. Maria Assuntapresso il Palazzo Baronale di Avella, Sala Alvarez de Toledo, che costituirà anche un momento di riflessione sullo stato attuale dell’iter progettuale di 'Longobard ways across Europe' e del claster di Nola nello specifico.

Parteciperanno ai lavori il prof Pietro Luciano, direttore del Gruppo Archeologico Avellano “Amedeo Maiuri”, che introdurrà facendo il punto della situazione del progetto 'Longobard ways across Europe'; seguiranno i saluti del sindaco di Avella  avv. Domenico Biancardi, del sindaco di Pago del Vallo di Lauro .avv, Antonio castello dMercogliano, del sindaco di Roccarainola avv. Raffaele De Simone, del commissario prefettizio del Comune di Cimitile dr. Ciro Silvestro. A seguire gli interventi dell’architetto Giuseppe Mollo, responsabile del Laboratorio di Ricerche Medievali Emile Bertaux , su “L’itinerario: Sul confine tra ducato bizantino e principato longobardo”; dell’ing. Domenico Capolongo, presidente del Circolo “B. G. Duns Scoto” di Roccarainola, su “Il Progetto Longobard ways across Europe:il Cluster di Nola”.

Roccarainola castelloLe conclusioni sono affidate alla dott.ssa Carmen Loiola, delegata alla  progettualità legata ai Beni Culturali del Comune di Avella, e all’avvocato Antonio Larizza, presidente della Fondazione “Avella Cità d’Arte”.

PROGRAMMA DELL’ITINERARIO TEMATICO
Venerdì 17 Marzo
Ore 10.00 -  Visita al Complesso delle Basiliche Paleocristiane, via Madonnelle, Cimitile-Na.
Ore 16.00 - Visita al Complesso di Santa Maria in Pernosano, via Libertà, Pago del Vallo di Lauro-AV.
Sabato 18 Marzo
Ore 10.00 - Visita al Castello di Avella, via dei Normanni, Avella-AV,
Ore 12.00 - Visita al Castello di Roccarainola, via Vicinale Materno, Roccarainola-Na.

Prenotazione obbligatoria al numero 081.010.35.35 o via e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Contributo organizzativo 10€ a persona, compreso biglietto di ingresso ove richiesto. Bambini e ragazzi con meno di 18 anni 2€.

SPERONE: FESTA DEL MAIO 2018

 Piazza Lauro teatro speciale con gli stand dei mestieri boschivi. Convegno sul tema: “L’economia delle attività boschive nella storia civile della comunità di Sperone e del territorio dell’ Unione del Baianese e dell’Alto Clanis”. Presentazione della monografia storica “A caccia di briganti nel nostro territorio”, realizzata dalla terza classe della sezione A della Scuola Media cittadina.

sperone majo Gianni Amodeo -  15.02.2018 - Chiude il ciclo biennale delle Feste dedicate al culto arboreo del Maio nel territorio dell’ Unione intercomunale del Baianese-Alto Clanis. E’ la chiusura, che consegna il testimone della continuità ciclica al biennio 2018\2019. E’ l’epilogo della tradizione che si rinnova, per il quale a Sperone è  attivo ormai  da mesi il cantiere della Festa del Maio, dedicata a Sant’Elia profeta, Patrono della comunità cittadina; un impegno organizzativo e logistico, in cui è Festa del Majo a Speronemobilitata l’omonima Associazione intitolata al Santo della mistica contemplazione, con il patrocinio morale della civica amministrazione, guidata dal sindaco Marco Santo Alaia ed in stretta collaborazione con i plessi scolastici locali dell’Istituto comprensivo “Giovanni XXIII”,  operante sull’asse BaianoSperone, della cui dirigenza è titolare il prof. Vincenzo Serpico, particolarmente sensibile allo sviluppo e alla crescita dei rapporti di cittadinanza attiva tra le comunità scolastiche e il territorio per i percorsi di identità e di conoscenza, in cui il locale si coniuga e interagisce con il globale senza muri e pareti divisorie di alcun genere.

Festa del Majo a Sperone 2Al centro del programma per l’evento-clou del 20 febbraio, in coincidenza con la Festa votiva in onore di Sant’Elia profeta,  è l’allestimento del  Teatro speciale all’aperto in piazza Lauro con oltre dieci stand scenografici, che presentano ed illustrano le modalità operative e pratiche, con cui si esercitavano i Mestieri e le relative produzioni manifatturiere che lungo il corso dei secoli hanno connotato l’economia di autoconsumo delle comunità locali, in stretta correlazione con il cospicuo patrimonio dei boschi da quelli vasti dei  Monti Avella a quelli delle Tore, da quelli d’Arciano a quelli di Campimma, del  Morricone e del Litto, il semi-arco sub appenninico di cui il culto sperone comune e piazza Lauro 678x381arboreo del Maio è la rilevante e forte testimonianza. E si tratta dell’economia, fondata sia sulla lavorazione dei materiali lignei che sulla loro  commercializzazione praticata da  floride aziende, che sono state operative fino a mezzo secolo fa sui mercati regionali ed extra regionali; per non dire delle strette correlazioni con la pastorizia, attività produttiva tipica dell’area avellana con tradizioni millenarie,  e con l’agricoltura in genere.

Sperone majo o catuozzo 2Un Teatro speciale, al cui centro campeggerà  un imponente “Catuozzo”, la classica carbonaia che fa da plastica simbologia dei tanti “catuozzi”, che si attivavano nelle selezionate aree dei boschi, per produrre e commercializzare il ligneo carbone naturale, utilizzato nei secoli per i piani di cottura: ‘e furnacelle  in muratura dei cibi. Il “Catuozzo” è opera degli ultimi provetti conoscitori del mestiere, con cui si costruivano tecnicamente le carbonaie, con calibrate e autentiche  geometrie di forma conica, per rendere armonica e costante la trasformazione a lenta combustione dei materiali lignei selezionati per il loro pregio qualitativo, per produrre ottimo carbone.

Sperone majo Montanile e i ragazzi della scuola sugli antichi mestieriIl Teatro speciale, allestito in piazza Luigi Lauro,  ha aperto i battenti mercoledì 14 febbraio, alle ore 9,00, con la partecipazione delle rappresentanze istituzionali e delle scuole cittadine. E resterà aperto il 141516 e 17 prossimi per la pubblica e gratuita fruizione di scuole, gruppi organizzati e associazioni del territorio dalle ore 9.00 alle ore 14.00, con visite guidate a cura del prof. Nicola Montanile, cultore di storia e delle tradizioni locali.

Il 17 febbraio alle ore 19.00 appuntamento nella Sala consiliare del palazzo comunale, con pubblico convegno  sul tema: “L’economia delle attività boschive nella storia civile della comunità di Sperone e del territorio dell’ Unione del Baianese e dell’Alto Clanis”. Interverranno, con la coordinazione della prof.ssa Anna D’Avanzo, il “primo cittadino”, l’avvocato Marco Santo Alaia;  il prof. Vincenzo Sperone majo stand antichi mestieri 1Serpico, dirigente scolastico dell’I.C. “Giovanni XXIII”; il rag. Antonio Bellavista, cultore della storia e delle tecniche del Mestiere del cestaio che è stato praticato a lungo in oltre 150 laboratori artigianali dislocati tra Sirignano, Mugnano del Cardinale, Baiano e Sperone; il prof. Nicola Montanile e chi scrive la presente nota.

Nel convegno sarà riservato uno spazio particolare alla presentazione della monografia storica “A caccia di briganti nel nostro territorio”, un’importante documentazione storiografica, realizzata con encomiabile cura e impegno dalla comunità scolastica della terza classe della sezione A della Scuola Media cittadina. Un’interessante ricerca che è stata sviluppata su atti dell’Archivio di Stato di Avellino relativi a processi per il contrasto e la repressione del fenomeno del brigantaggio post-unitario. Ed una sezione specifica della documentazione, riservata alle aree montane e ai rifugi del territorio, sarà presentata al Concorso di idee per la seconda edizione del PremioGalante Colucci”, per il conferimento dei “Mai d’Argento” nella giornata della Festa della Primavera.

AD ALDO MASULLO IL PREMIO ENRICO FORZATI

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Il Rettore della Federico II, Gaetano Manfredi, ha consegnato alla nipote del filosofo Marta l’attestato del significativo riconoscimento che rende onore alla coerente professione e pratica delle virtù civili e dell’impegno culturale, che elevano e fanno progredire la società sul piano dell’etica pubblica. Servizio di di Geo.

 

Masullo 1img 20170508 wa0007Ha ampliato il ventaglio delle sezioni, da cui finora è stato caratterizzato, il Premio Napoli, indetto e promosso dall’omonima Fondazione costituita come Ente morale nel 1961, privilegiando la produzione delle opere di Narrativa, Poesia e Saggistica, quali veicoli di promozione civile sul territorio della città metropolitana e più in generale nel Sud. Una presenza, quella della Fondazione premio Napoli, che vuole essere di stimolo e di animazione in un contesto, in cui la circolazione di idee e il dibattito culturale si sono venuti notevolmente affievolendo nell’arco degli ultimi decenni, così come si verifica nel complessivo ristagno meridionale.

Il nuovo spazio è destinato al Premio intitolato alla memoria di Enrico Forzati, uno degli ufficiali che fu vittima dell’eccidio per rappresaglia, di cui si resero efferati esecutori l’ 11 settembre del 1943, a Nola, i soldati delle truppe tedesche della divisione “Goering”, in fase di ripiegamento dopo l’armistizio dell’8 settembre. L’eccidio attuato nella Caserma di piazza d’Armi fu il primo, purtroppo, di una lunga serie di altre tragedie, di cui furono artefici le truppe della Wehrmacht in ritirata, risalendo, dopo che i contingenti militari anglo-americani avevano liberato Napoli e Roma dall’occupazione nazi-fascista, le strade di collegamento verso il Brennero. L’esemplarità della figura di Enrico Forzati, avvocato del Foro di Napoli ed ufficiale dell’Esercito italiano, è affidata alla Medaglia d’oro al valore militare, che gli fu conferita a memoria dello spirito di altruismo e di generosa abnegazione di sé, con cui si offrì al plotone di esecuzione tedesco, in sostituzione di un giovane commilitone. Ed egli stesso era appena trentottenne, quando s’immolò, rispondendo alla chiamata della decimazione, di cui, invece, era destinatario il più giovane commilitone.

Rivisitando la tragedia del ’43 e recuperandone il pieno significato di memoria che parla all’umanità dei nostri giorni, il Premio Forzati si propone come atto di omaggio e riconoscenza dovuta alle virtù civili e all’impegno culturale, la cui correlazione è l’asse portante della convivenza tra uomini e popoli e presidio di progressiva evoluzione delle menti e dello spirito. E ad esserne stato insignito, per unanime decisione della giuria, è Aldo Masullo, il filosofo che quella tragedia – era appena ventenne – visse da testimone diretto, abitando la sua famiglia in prossimità della Caserma di piazza d’Armi ch’era una struttura priva di qualsiasi valenza strategica, anche per la piega assunta in tre anni di guerra, mettendone in evidenza l’azzardo con cui fu concepita e condotta. E Masullo di virtù civili e impegno culturale è certamente un testimone attivo e di alto profilo nel dibattito culturale nazionale. Una presenza, la sua, focalizzata con incisività di riflessioni -nel corso della manifestazione per il conferimento dell’attestato premiale, svoltasi nel Teatro Mercadante – dal nipote, Francesco, docente universitario, che del filosofo ha sottolineato l’appassionata, libera ricerca della verità, che ne contraddistingue il pensiero e le opere. Riflessioni ribadite dal Rettore della Federico II, Gaetano Manfredi, anch’egli nolano, che di Masullo ha evidenziato il proficuo rapporto con la città bruniana e con le giovani generazioni. Ed era il rettore Manfredi a consegnare a Marta, nipote del filosofo, impossibilitato a partecipare all’evento, il riconoscimento del Premio Forzati.

Per la circostanza si ritiene opportuno ri-pubblicare parte del testo di cronaca sull’apposizione della targa d’onore nel palazzo dove visse Enrico Forzati con la famiglia, in piazza Santa Maria degli Angeli, a Napoli; targa fatta apporre il 4 maggio scorso dall’amministrazione comunale partenopea. La parte di cronaca si riferisce al tema del “Patriottismo dell’umanità” sviluppato da Aldo Masullo, per ricordare Forzati:

DAL PATRIOTTISMO DELL’UMANITA’ ALLA COMMUNITAS CIVILE

DALLA RIMOZIONE ALLA DOVEROSA DIGNITA’ DELLA MEMORIA

Masullo 2 img 20170508 wa0006Varie e articolate le chiavi di lettura con cui si connotava la commemorazione, per interpretare la storia di Enrico Forzati, alla cui memoria é dedicato l’Istituto comprensivo di Sant’Antonio Abate. Di spiccato interesse, erano i flash back di racconto e i temi di riflessione focalizzati da Aldo Masullo, ventenne e testimone oculare degli eventi di quegli anni, abitando la sua famiglia nelle vicinanze della Caserma di piazza d’Armi. Per il filosofo, la vicenda di Enrico Forzati costituisce una forte e pregnante testimonianza di quello che ha definito “Patriottismo dell’umanità”, inteso come tributo reso all’affermazione del primato dei valori della comunanza, con cui si rinsaldano e animano i popoli tutti, senza distinzioni etniche e razziali, politiche, religiose ed economiche; primato, i cui valori vanno esercitati e diffusi contro tutte le forme di oppressione e le iniquità dei regimi totalitari. Una prospettiva, per la quale il sacrificio di sé, fatto da Enrico Forzati non costituisce un istantaneo moto d’impulso emotivo e di reazione in sé alla violenza della rappresaglia che si veniva realizzando con cinica brutalità, bensì una scelta di volontà e mente, per affermare e ribadire il senso della vita e dell’umanità al di là degli odi e della cecità della guerra che innesca infinite tragedie di morte e distruzione. Una scelta di consapevolezza, superiore ad ogni comune immaginazione, che resta- ed è- densa di valore civico e morale, il cui significato travalica i tempi.

Sulle scie disegnate da Masullo si innestavano le riflessioni di Francesco Forzati, avvocato e docente universitario, nipote di Enrico, per sottolineare come cambiò il senso della vita della sua famiglia, a fronte del gesto del nonno. Un cambiamento drammatico, del tutto simile ed eguale a quello vissuto sulla propria pelle dai tanti milioni di famiglie sconvolte dagli effetti drammatici del secondo conflitto mondiale. E il riscatto da tutte le tragedie belliche e soprattutto del superamento delle loro cause scatenanti- evidenziava- ieri come oggi risiede nello spirito della communitas, della coesione sociale che si nutre delle virtù civili per il diritto alla vita e alla dignità del vivere umano; spirito – sottolineava- aleggiante proprio tra la piccola comunità riunita per ricordare Enrico Forzati, accomunando Napoli e Nola, per esprimere i valori della civiltà e della cultura del Sud. E, a far da prologo a Francesco Forzati, era stato il padre, l’avvocato Maurizio, per rappresentare l’importanza civile della decisione dell’amministrazione comunale partenopea nell’onorare la memoria paterna, dando lettura del testo letto da Giovanni Porzio a Castelcapuano, in occasione del conferimento ad Enrico Forzati della Medaglia d’oro al valore militare, attestandone l’esemplarità di vita.

Se il racconto di Masullo era reso fortemente intenso e vivido con i tasselli inconfondibili della personale “vita vissuta”, sullo schermo dei ricordi tramandati si polarizzavano, invece, gli spunti di riflessione di Gaetano Manfredi, Rettore dell’Ateneo federiciano, e di Geremia Biancardi, sindaco della città bruniana, cinquantenni in gran carriera per professionalità e meriti, e non solo che vivono nella stessa città, ma hanno anche frequentato lo stesso Liceo classico, lo storico “Giosué Carducci”. Uno schermo di ricordi soprattutto famigliari, in particolare per il Rettore Manfredi, legati a tutto il mondo rappresentato dal presidio militare di piazza d’Armi nella storia della città. E dell’eccidio del ’43, il “primo cittadino” marcava la rimozione, quasi una specie di “damnatio memoriae” patita in modo incomprensibile fino al 1996, quando la civica amministrazione, guidata dal sindaco Franco Ambrosio, espressione dell’allora Alleanza nazionale, ne recuperò in pieno il valore al patrimonio storico e ideale della città, istituendo la cerimonia evocativa che da 21 anni si celebra l’11 settembre; un recupero, a cui diede impulso la lettera pubblicata dal Corriere della Sera, scritta da Alfonso Liguoro, magistrato ed avvocato, figlio di uno degli ufficiali trucidato nell’eccidio nolano, trovando sostegno e ancoraggio nell’associazione “Amici del Marciapiede”, attiva in città e sul territorio con importanti iniziative di volontariato civico e culturale. Un recupero, a cui si è ora allineata Napoli, nel segno della storia di Enrico Forzati.

 

(per un approfondimento clicca qui ——> https://ilcazziblog.wordpress.com/2017/05/08/medaglia-doro-al-valore-militare-enrico-forzati-simbolo-delle-virtu-civili-e-del-ponte-ideale-che-accomuna-napoli-e-nola-identificando-il-coraggio-e-la-cultura-del-sud/ )

“Astradoc – Viaggio nel cinema del reale”: Altre due anteprime a Napoli

Rassegna organizzata da Arci Movie, Parallelo 41, Università Federico II e Coinor.  Curatore: Antonio Borrelli. Dove: Cinema Astra, via Mezzocannone, 109 Napoli. Quanto: Ingresso singolo 3 euro | Soci Arci 2.5 euro

camera4312C.S. - 26.01.2018 - Venerdì 26 gennaio, alle ore 19.30, continuano i doppi appuntamenti con AstraDoc -Viaggio nel cinema del reale, la rassegna organizzata al Cinema Astra da Arci Movie, Parallelo 41, Università Federico II e CoinorAnche questa settimana AstraDoc porta a Napoli due film in anteprima, uno sul passato e sulla memoria da tenere sempre viva, l'altro su un presente problematico che invita a riflettere sulla comunicazione e l'incontro tra le persone.

La serata prende il via, alle ore 19.30, con Pagine nascoste di Sabrina Varani (Italia 2017, 67'), presentato come evento speciale all'ultima edizione del Torino Film Festival. Il film è il secondo appuntamento napoletano de “Il mese del documentario”, una delle manifestazioni più rappresentative dedicate alla diffusione del Cinema del Reale a cura di Doc/it, con il pubblico di 7 città italiane, tra cui quello dell'Astra, che assegnerà il Premio al Miglior Documentario. Intervengono in sala la regista e lo storico Guido D’Agostino, Presidente dell’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, dell’Antifascismo e dell’Età contemporanea “Vera Lombardi”.

locandina Camera 431La sceneggiatrice e scrittrice Francesca Melandri (Eva dorme, Più alto del mare) sta effettuando le ricerche per la stesura del suo nuovo romanzo: Sangue giusto, ambientato tra Italia ed Etiopia durante il ventennio. Trama - Consapevole del fatto che il padre Franco ha militato nel partito fascista, per poi rivedere le sue convinzioni dopo la campagna di Russia, si imbatte in un suo articolo, di cui ignorava l'esistenza, in cui il genitore teorizza la superiorità della razza bianca su quella africana. La sua indagine si amplia quindi in un arco di cinque anni, spostandosi a cercare in Etiopia il segno violento che l'occupazione italiana e la guerra vi hanno lasciato - nella lingua, nelle famiglie miste, nel paesaggio, oltre che nei libri di storia - fino ai motivi per i quali il ricordo di quel periodo colonialista sia ancora visto con orgoglio da alcune realtà neofasciste nazionali e funga loro da appoggio teorico.

Note di regia - “Il film è nato sull’onda di un’intuizione, quella di raccontare cosa ci sia dietro la scrittura, di quale materia prima interiore siano fatte le parole che formano un racconto. Soprattutto, volevo provare a farlo non a posteriori, ma mentre il romanzo si sta formando. Ben presto mi sono confrontata con l’enormità del tema storico che Francesca era andata a toccare, quello di un periodo relativamente recente di cui io come italiana mi scoprivo del tutto all’oscuro. Confrontandomi con la mia ignoranza e capendo che non si trattava solo di una mia carenza ma di una rimozione collettiva, ho cercato un linguaggio personale per raccontare la Storia in soggettiva, dal punto di vista cioè di qualcuno che come me scopriva un passato scomodo …

pagine nascosteAlle ore 21.30,poi, proiezione di Camera 431 di Barbara Rossi Prudente (Italia 2017, 55’), che sarà presente in sala con l’attore e regista Renato Carpentieri, per mostrare l'ultimo suo lavoro a metà strada tra realtà e finzione, realizzato anche con le musiche originali del compianto Fausto Mesolella e di Emilio Di Donato.

Trama - Circa 50 sconosciuti si presentano ad un appuntamento al buio in una camera d’albergo, dove, divisi in coppie, condividono per alcune ore la propria vita e le loro storie con una persona di cui non hanno mai sentito parlare o incontrato prima. Dall’esperimento emergono voci, atmosfere e modalità personalissime di partecipare alle vite altrui.

pagine nascoste2Raccontando e raccontandosi, gli Sconosciuti dimostrano che non bisogna essere necessariamente amici, familiari o amanti per condividere la verità di un incontro. “Camera 431” celebra la quotidianità della vita della gente comune. Rinunciando ad una storia di finzione rigorosa e strutturata, il film documentario si rivela lo strumento più idoneo perché la voce dei personaggi emerga come unico protagonista.

Note di regia - “Quando ero giovane, spesso uscivo con un carissimo amico. Abbiamo trascorso molte ore a chiacchierare, molte altre a guardarci intorno. Chiamavo Stefano per due ragioni: la prima era che potevamo parlare di tutto e trovare ogni volta cose nuove da fare; la seconda era perché entrambi non avevamo l’esigenza di uscire necessariamente in gruppo. Mi sono sempre sentita scomoda tra molte persone, in balia del disagio di dover spendere una parola con ognuno. Spesso le frasi mi mancavano, gli argomenti mi sfuggivano o, se c’erano, non sempre ero dell’umore di volerli condividere a voce alta. Insomma, so di riuscire meglio in un rapporto “uno a uno”. Quello che permette di scendere più a fondo e che, un po’ alla volta, ti autorizza ad accedere “dentro”. Ed è il “dentro” delle vite altrui, l’intimità che so di non poter condividere veramente, che mi pone in un atteggiamento di desiderio. Con Stefano, le uscite della nostra birretta, finivano spesso all’inseguimento di uno sconosciuto, incontrato nel locale. Adocchiavo un uomo o una donna, che per qualche ragione mi sembrava interessante, e decidevo di seguirlo. Capire - dove andava, come proseguiva la serata, come si divertiva, se piangeva e con chi - diventava il mio batticuore. La sensazione di sfiorare l’intimità di uno sconosciuto mi dava i brividi. Ancora le riconosco oggi, quelle persone. Quando le incrocio per strada, mi sfiorano non sapendo che esisto. Io invece saluterei, vorrei chiedere come stanno, che fanno, come e quanto è cambiata la vita, e con la vita, quanto sono cambiate le loro serate. Forse è da questo che nasce CAMERA 431.”

Astradoc 2018Il programma di “Astradoc – Viaggio nel cinema del reale” continua con molti ospiti: Ziad Kalthoum, regista siriano il 2 febbraio, vincitore del prestigioso festival Visions du Réel di Nyon, con il suo film “Taste of Cement”; Steve Della Casa con il suo “Nessuno ci può giudicare”, realizzato con Chiara Ronchini, evento speciale al Torino Film Festival, insieme ad Antonio Tricomi che presenterà il libro scritto con Gianfranco Coci “Bob Dylan.

Cantautore da Nobel” il 23 febbraio, Concita De Gregorio e Esmeralda Calabria con il loro film “Lievito Madre”, evento speciale alla 74° Mostra del Cinema di Venezia, Antonietta De Lillo con l’accoppiata “Promessi Sposi” e “Il Signor Rotpeter”, anche quest’ultimo recente anteprima veneziana.

01astradocCome sempre, inoltre, ci sarà spazio anche per emergenti e giovani filmmaker, a partire da gli allievi del centro FILMaP di Arci Movie, Caterina Biasiucci (“Appunti sulla mia famiglia”) con Carlo Manzo e Francesco Romano (“Sub tuum praesidium”), con i loro documentari presentati a diversi importanti festival italiani in anteprima a Napoli il 2 marzo, ancora autori come Ilaria Urbani con “Luci sulla forntiera”, Andrea Canova con “Je so’ pazzo”, Antonello Scarpelli con “Tarda estate”, e poi grandi film internazionali come “Safari” di Ulrich Seidl,Restare vivi: un metodo” con Iggy Pop e Michel Houellebecq, “Nico, 1988” di Susanna Nicchiarelli, “Never Ending Man: Hayao Miyazaki”, “La poltrona del padre” di Antonio Tibaldi e Alex Lora.

La rassegna si chiuderà con 5 appuntamenti (20 e 27 Aprile, 4, 11 e 18 Maggio) da definire con film documentari provenienti da Festival Internazionali.

Il botteghino sarà aperto da mezzora prima dell’inizio delle proiezioni.

INGRESSO 3,00 € a proiezione | Ingresso doppia proiezione 5,00 € | SOCI ARCI 2,50 € a proiezione

INFO:  FB: Astradoc – Viaggio nel Cinema del Reale; 081.5967493

www.arcimovie.it; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 Info stampa - Dott.ssa Roberta D’Agostino 3384546447

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 PROGRAMMA COMPLETO

Ogni Venerdì al Cinema Astra

 26 gennaio   

ORE 19.30     PAGINE NASCOSTE di Sabrina Verani (Italia 2017 – 67’) – Mese del Documentario *

ORE 21.30     CAMERA 431 di Barbara Rossi Prudente (Italia 2017 – 55’) *

2 febbraio    

ORE 19.30     THIS IS CONGO di Daniel McCabe (Usa, Congo 2017 – 93’) - Mese del Documentario *

ORE 21.30     TASTE OF CEMENT di Ziad Kalthoum (Libano, Siria, Germania, Qatar e Emirati Arabi 2017 – 85’) *

9 febbraio    

ORE 19.30     NOWHERE TO HIDE di Zaradasht Ahmed (Iraq, Norvegia, Svezia 2017 – 86’) - Mese del Documentario

ORE 21.30     LIEVITO MADRE di Concita De Gregorio e Esmeralda Calabria (Italia 2017 – 60’) *

 16 febbraio  

ORE 21.00     RESTARE VIVI: UN METODO di Arno Hagers, Erik Lieshout, Reinier Van Brummelen (Olanda 2016 – 70’) – Il film sarà preceduto dalla proiezione de i corti di Filmap 'A MAZZAMMA di Ennio Eduardo Donato (Italia 2016 - 19') e LA BARCA di Luisa Bianca Izzo (Italia 2016 - 13')             

23 febbraio  

ORE 21.00     NESSUNO CI PUÒ GIUDICARE di Steve Della Casa e Chiara Ronchini (Italia 2016 – 83’) – Il film sarà preceduto dalla presentazione del libro “Bob Dylan. Cantautore da Nobel” di Antonio Tricomi e Gianfranco Coci *

2 marzo - SERATA FILMaP      

ORE 21.00     APPUNTI SULLA MIA FAMIGLIA di Caterina Biasiucci (Italia 2017 – 48’) *

ORE 22.00     SUB TUUM PRAESIDIUM di Carlo Manzo e Francesco Romano (Italia 2017 – 55’) *

9 marzo       

ORE 20.30     PROMESSI SPOSI di Antonietta De Lillo (Italia 1993 – 22’) *

                       IL SIGNOR ROTPETER di Antonietta De Lillo (Italia 2017 – 34’) *

ORE 22.00     NICO, 1988 di Susanna Nicchiarelli (Italia, Belgio 2017 – 93’)

16 marzo     

ORE 19.30     LA POLTRONA DEL PADRE di Antonio Tibaldi e Alex Lora (Italia, Usa 2015 – 73’)

ORE 21.30     TARDA ESTATE di Antonello Scarpelli (Italia 2017 – 70’) *

23 marzo     

ORE 21.00     ALLA RICERCA DI VAN GOGH di Yu Haibo e Kiki Tiangi Yu (Cina, Paesi Bassi 2016 – 80’)

28 marzo (Mercoledì)        

ORE 21.00     SAFARI di Ulrich Seidl (Austria 2016 – 91’)

6 aprile        

ORE 19.30     JE SO' PAZZO di Andrea Canova (Italia 2017 – 70’) *

ORE 21.30     LUCI SULLA FRONTIERA di Ilaria Urbani (Italia 2017 – 51’) *

13 aprile      

ORE 21.00     NEVER ENDING MAN: HAYAO MIYAZAKI di Kaku Arakawa (Giappone 2017 – 70’)

20 Aprile, 27 Aprile, 4 Maggio, 11 Maggio e 18 Maggio

Film da definire dai Festival Internazionali

*Alle proiezioni saranno presenti gli autori

Il “Best Demo Award” alla Stazione Zoologica Anton Dohrn

Bagnoli e la “MEDA GUI", l’interfaccia grafica online che fornirà i dati del meteo e delle acque nell’area partenopea, protagonisti del workshop “Metrology for the Sea”.

Foto profilo web Cosimo VestitoSimone Ottaiano. – novembre 2017 -  Durante il workshop “Metrology for the Sea”, svoltosi a Napoli presso l'università Parthenope a metà ottobre e organizzato dall’International Measurement Confederation (IMEKO) relativo alle “Misure Ambientali” (TC19), presieduto dal Prof. Giorgio Budillon e dal Prof. Pasquale Daponte, l’unità MEDA (sezione RIMAR) della Stazione Zoologica Anton Dohrn ha presentato il wave glider, un natante di rivoluzionaria capacità che rappresenta un’innovazione tecnologica in grado di eseguire e trasmettere misure oceanografiche senza l’ausilio di un pilota, grazie alla guida via satellite e all’alimentazione a batterie ricaricabili ad energia solare, e il progetto MEDA GUI, ottenendo, per quest’ultimo, il “Best Demo Award”. Durante l’IMEKO, che si è confermata una fondamentale possibilità per raccogliere addetti ai lavori e risorse capaci di sviluppare strumentazioni e metodi di misurazione nell’ambito marino e il loro “end-users”, l’attenzione è stata focalizzata sulle nuove tecnologie per il monitoraggio dell’ambiente marino, la sensoristica metrologica marina, i condizionatori di segnali, metodi di calibrazione, interfacce grafiche. Nell’ambito di questo evento, la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli ha presentato preziosi dati sulla citometria a flusso in mare, una tecnica analitica quantitativa e multiparametrica che consente la misurazione e la caratterizzazione di cellule sospese in un mezzo fluido, capace di misurare rapidamente simultaneamente e quantitativamente proprietà fisiche e/o biochimiche su ogni singola cellula e su un elevato numero di cellule, a cura della Dott.ssa Raffaella Casotti et al; e informazioni in merito al monitoraggio costiero di parametri chimico-fisici effettuati da piattaforme fisse (MEDA), installate nelle acque costiere del golfo di Napoli e nella baia di Bagnoli a cura del Dott. Fabio Conversano, della Dott.ssa Raffaella Casotti, e del Dott. Augusto Passarelli.

INTERFACCIA GRAFICA IDROLOGIA NAPOLIUn’attività costante quella dell’Ente dimostrata dal lavoro dell’unità MEDA (sezione RIMAR) insignita del Premio “Best Demo Award”, grazie al MEDA Graphic User Interface (GUI), l’interfaccia grafica di monitoraggio oceanografico, progettata e realizzata dall’ Ing. Cosimo Vestito.

Il MEDA GUI ha la capacità di visualizzare, in modalità user friendly, i dati meteo-marini e idrologici, su un profilo di 15 metri di profondità. Per facilitare la comprensione dei dati, da parte anche di un’utenza meno esperta, tali informazioni si presentano sotto forma di animazioni grafiche di semplice acquisizione e immediata lettura.

L’obiettivo finale sarà di permettere l’accesso e l’uso di tale informazioni tramite il portale della Stazione Zoologica Anton Dohrn per esibire le immagini delle MEDA di Napoli e Bagnoli in tempo reale ed avere così una lettura completa dei dati provenienti dalle nostre aree.

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