Intesa tra Biogem e l’Istituto “Mario Negri” per combattere il Covid -19

Il progetto, che mira a realizzare sistemi e procedure di analisi sierologiche più specifiche per il monitoraggio dell’immunità nella popolazione, coinvolge anche l’Ospedale “Frangipane” di Ariano.

Biogem 2N.R. – 22.04.2020 - Intesa tra l’Istituto di Ricerche Genetiche Biogem “Gaetano Salvatore” di Ariano Irpino e l’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Milano per un comune progetto di ricerca sul Covid 19.

Istituto NegriAnello di congiunzione tra lo storico Istituto milanese e l’Istituto irpino è il professor Giuseppe Remuzzi, direttore scientifico del “Mario Negri” e presidente del Comitato scientifico di “Biogem”.

Il progetto mira a realizzare, in collaborazione anche con l’Ospedale Frangipane di Ariano, sistemi e procedure di analisi sierologiche più specifiche, sensibili e affidabili rispetto a quelle già esistenti per il monitoraggio dell’immunità nella popolazione.

Area nolana: Carmine Sommese, uomo dabbene nella professione medica e nell’impegno civico

Un ricordo dell’uomo, del medico e del politico. Foto: Fonte Internet.

Sommese imagesGianni Amodeo - 18\04\20 - Di essere stato colpito dal contagio del covid-19, aveva dato egli stesso notizia, sulle pagine dei social il 19 marzo scorso, rivolgendosi, in particolare, ai pazienti, agli amici e conoscenti.Carissimi, solo nelle ultime ore scriveva - ho avuto la conferma di essere positivo al Covid-19. Sto bene, ma devo rimanere in isolamento per i prossimi giorni, mettendo in campo tutte le risorse, per proseguire il mio lavoro. Per ovvie ragioni chiunque abbia avuto contatti con me nelle scorse due settimane, dovrà contattare le Autorità sanitarie, allorquando dovessero manifestarsi sintomi comuni di coronavirus (febbre alta 37,5 gradi, difficoltà respiratorie, tosse). Nell’interesse di tutti vi invito ancora una volta a restare in casa, rispettando rigorosamente con senso di responsabilità tutte le misure adottate per la prevenzione e il contrasto della diffusione del coronavirus … Attinto da una malattia silente e diventato paziente, rafforzo il mio amore per la ospedale di nolaMedicina e la dedizione alla mia cittadina, perché la mia esperienza di contatti umani e di quanti si sono affidati a me mi hanno reso migliore, oggi più di ieri. Tornerò presto a contrastare questa emergenza sanitaria, insieme ne usciremo”.   

E’ un post che parla da solo - quasi un testamento spirituale- e che esprime la dimensione sociale e professionale di Carmine Sommese, nel coniugare l’amore per la Medicina che nei limiti delle possibilità e delle cognizioni scientifiche risana dalle sofferenze e dalle malattie. Un amore che sul piano dell’umana socialità l’hanno reso “migliore, oggi più di ieri”, sottolinea a chiare lettere; una condizione, avvalorata dalla varietà contatti con le persone, che ne hanno arricchito e ampliato Baiano villa marial’orizzonte del pensare e del sentire come per vicendevole empatia, affidandosi in tutti questi anni alle sue competenze diagnostiche e d’intervento terapeutico. E rimarca la fiducia ispirata dalla speranza di poter riprendere quanto prima il suo lavoro nelle corsie ospedaliere, prestando le cure necessarie ai pazienti, per contrastare il devastante morbo che implacabile falcidia vittime sotto tutte le latitudini. Un amore e una fiducia che si saldano con la generosità dell’impegno profuso per il bene comune e il progresso civico della “sua”  Saviano.  Ma gli ineluttabili e inesorabili colpi del corona virus hanno prevalso sulla bontà degli intenti...

Saviano Sindaco Giunta PresiUomo dabbene e solare, Carmine Sommese, primario al “Santa Maria della Pietà”, importante presidio ospedaliero dell’area nolano-vesuviana nell’ambito dell’Asl Napoli-3 Sud, e responsabile della Clinica “Villa Maria”, a Baiano, in Bassa Irpinia, aveva conseguito nel 1979 la laurea nell’Università Federico II con il massimo dei voti, per specializzarsi in Chirurgia generale e in Oncologia medica. Una proficua formazione culturale, ancorata agli studi classici nel Liceo statale “Giosuè Carducci”, a Nola, accompagnata negli anni dell’adolescenza e giovanili dalla partecipazione assidua alle iniziative del Circolo d’Azione cattolica cittadino.   

Comune di SavianoCon Carmine Sommese che se ne va via a sessanta sei anni- ed avrebbe potuto dare ancora molto di sé nella professione medica come nell’azione a servizio del territorio- scompare un’esemplare testimonianza di vita operosa e proba. Un vissuto, il suo, trasfuso nell’impegno politico fattivo e nella capacità dell’amministratore pubblico attento al bene comune, nel segno del moderatismo e dei valori della democrazia liberale e plurale, in cui si riconosceva e che rappresentava compiutamente con senso fattivo e costruttivo nel dialogo con tutti e verso tutti.

Ne danno una conferma sia l’azione di sostegno che il convinto supporto per il potenziamento delle funzioni e dei servizi del Piano sociale di zona  e, più ancora, per il ruolo di programmazione dell’ Camposano Sede Agenzia Area Nolana imagesA5ZD7P9PAgenzia di sviluppo dei   18 Comuni dell’area nolana, con oltre 100 mila abitanti; azione supporto, che hanno avuto in Carmine Sommese  un costante e risoluto riferimento di coesione politica ed amministrativa, a riprova della sua lunga visione   per la promozione e valorizzazione eco-ambientale ed economico-produttiva  dell’intera  area nolana  a fronte delle trasformazioni sociali e produttive nel tempo della globalizzazione. Una visione lunga per il presente e per il futuro del territorio e delle sue comunità, a cui Carmine Sommese guardava con l’occhio acuto e sensibile sia del medico impegnato nella quotidianità del lavoro professionale che dell’amministratore pubblico accorto ed avveduto, alla luce anche della sua esperienza maturata nell’assemblea regionale della Campania.  

Nola: La Settimana santa nel tempo del coronavirus

Si annunciano le liturgie e le ritualità del culto religioso di preparazione alla celebrazione della Pasqua della rinascita e della redenzione. Un percorso di fede che quest’anno è condizionato dall’emergenza sanitaria ed umanitaria imposta dal covid-19. Diffuse dal vescovo Francesco Marino le disposizioni che disciplinano nella Diocesi di Nola il calendario liturgico degli eventi senza la partecipazione e presenza fisica del popolo dei fedeli, ma accomunati nella spiritualità dei sentimenti e dei pensieri di solidarietà.

Mons. Marino imagesMM291CSNGianni Amodeo - 30\03\20 - E’ una Settimana santa particolare, quella che i fedeli e la cristianità  si apprestano a vivere; Settimana, che corre dalla domenica delle Palme del 5 aprile, per concludersi la domenica successiva del 12 aprile, evocativa della Pasqua della rinascita e della redenzione; Settimana, segnata nel mondo dall’emergenza sanitaria e sociale imposta dall’aggressività della pandemia del covid-19 e che accomuna nella sofferenza uomini e donne, popoli ed etnie senza alcuna distinzione.

Uno scenario di drammatica inquietudine, in cui il percorso della Settimana santa non seguirà le tradizioni che da sempre caratterizzano le ritualità di preparazione alla Pasqua, che, per la carica del messaggio evangelico e la forte valenza simbolica connotativa, costituisce una delle testimonianze più significative e rappresentative della liturgia cristiana; saranno ritualità, che, ripeteranno le restrizioni  già in atto per le celebrazioni eucaristiche e le onoranze funebri, nell’osservanza delle disposizioni di straordinaria urgenza  stabilite dai decreti e dalle nola duomoordinanze delle competenti autorità di governo nazionale e regionale, oltre che sanitarie. Ancorate nello spirito più autentico e diretto della liturgia, saranno ritualità vissute senza la presenza fisica e di partecipazione del popolo, secondo le secolari consuetudini osservate con fede e fervida devozione. In realtà, quella del popolo, sarà soltanto un’assenza fisica, ribaltata dall’ideale presenza del sentire comune, del pensare e del vivere la solidarietà per quanto sia possibile con atti concreti. Un’ ideale presenza che corrisponde al bisogno di spiritualità tanto intensamente avvertito proprio in questi giorni d’emergenza, quando la dimensione comunitaria delle Chiese è drasticamente ridimensionata dalle necessarie restrizioni che ne hanno imposto la chiusura. 

Diffuso il decreto con cui il vescovo Francesco Marino fissa le disposizioni da osservare per vivere gli eventi e i riti della Settimana santa che saranno officiati a porte chiuse e senza il concorso di popolo nella Cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo, a Nola, e in tutte Chiese parrocchiali della vasta Diocesi nolana, che si ramifica nei territori della città metropolitana di Napoli e delle province di Avellino e Salerno. Nella celebrazione basilica cattedrale di nola internodei riti sacri è consentita la presenza soltanto a pochi addetti al servizio liturgico, mentre per la Messa crismale del Giovedì santo è stabilito che sia officiata in Cattedrale solo con la partecipazione, a distanza di sicurezza, dei Vicari episcopali e dei decani. 

Tra le disposizioni del decreto, che si conforma agli orientamenti della Conferenza episcopale italiana, è stabilita la sospensione di ogni manifestazione pubblica di pietà, compresa la distribuzione di oggetti di devozione di ramoscelli d’olivo e d’acqua benedetta. Di rilievo, nel documento sulla Settimana santa nel periodo del coronavirus, è l’esortazione che il vescovo Marino formula in ordine alla Preghiera universale del Venerdì santo. Alle dieci intenzioni con cui i fedeli la recitano e professano, va aggiunta l’undicesima intenzione per coloro che vivono la condizione dello smarrimento, oltre che per i malati e i defunti. E va ricordato che la Preghiera universale coincide con la liturgia del Venerdì santo, che si officia nelle ore pomeridiane, evocando la Morte di Gesù. E’ l’evento memoriale della Passione del Nazareno e del Mistero della Croce.

videonolaIn questo quadro si colloca il ruolo della programmazione che già realizzano in questi duri tempi le telecamere di Videonola, facendo viaggiare nell’etere e giungere nelle case le immagini delle celebrazioni sacre, degli appuntamenti di catechesi e della missione episcopale; un servizio offerto dallo “staff” dell’Emittente di via San Francesco e che viene reso alle oltre cento comunità parrocchiali della Diocesi, ravvivandone legami e rapporti, con importanti riscontri in termini di ascolto. Una modalità di comunicazione del messaggio del Vangelo che non è l’unica e sola, quella si realizza nei tempi correnti nella Diocesi nolana, se solo si considerino le tante analoghe iniziative in atto sui territori. E’ la Chiesa che si cala nella contemporaneità ed utilizza gli strumenti della tecnologia elettronica ed informatica per meglio compiere la propria missione spirituale. Una traccia che fa registrare le esperienze di sacerdoti che affidano allo smartphone e agli sms i testi di brani del Vangelo e delle Scritture sacre del giorno, con sintetiche meditazioni e riflessioni. Un modo per tenere contatti vivi con i fedeli. 

In sintesi Mons. Marino ha disposto: 

  1. che, secondo quanto già disposto, le chiese, a giudizio dei parroci, restino aperte per qualche ora del giorno, solo per la preghiera personale e nel rispetto delle norme vigenti;
  2. che riguardo alla celebrazione dei sacramenti si seguano i suggerimenti della Cei del 17 marzo 2020;
  3. che i parroci e le comunità religiose mantengano possibilmente vivo il rapporto pastorale con i fedeli attraverso i diversi sistemi di comunicazione con i quali, secondo le opportunità, possono trasmettere da luoghi chiusi le catechesi, la celebrazione individuale della Liturgia delle Ore, e i tradizionali esercizi di pietà.   

Questi, invece, gli orari delle celebrazioni della Settimana Santa presiedute dal vescovo Marino, per le quali è prevista la diretta:

Domenica della Passione del Signore (Delle Palme), 5 aprile, Santa Messa ore 10

Messa Crismale, giovedì 9 aprile, ore 9

Messa in Coena Domini, giovedì 9 aprile, ore 19.15

Liturgia Venerdì Santo, 10 aprile, ore 18

Veglia Pasquale, sabato 11 aprile, ore 20

Domenica di Pasqua, 12 aprile, Santa Messa ore 10

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Il dramma del revenge porn continua e prosegue ancora, ma si abbatte anche sul Mandamento Baianese

Il nuovo fenomeno tragico e drammatico, che si consuma sui social network, è la diffusione e la condivisione su internet di materiali intimi e privati di eventuali partner, senza il consenso di quest’ultimi.

 

Le vittime delFrancesco Alfonso Barlotti – 09.04.2020 -  Solitamente questa “vendetta porno” si consuma con la condivisione di questi contenuti multimediali al termine di una relazione, non riuscendo ad accettare la conclusione di tale rapporto. I filmati e le fotografie vengono condivisi su chat di messaggistica istantanee e criptate, come Telegram, dove è facile non essere rintracciabili dalle autorità preposte e la non collaborazione del social russo.

Telegram risulta essere molto duro e ferreo sulla privacy degli utenti, non condivide quasi mai informazioni relative a quest’ultimi, anche dinanzi a mandati ed esposti della magistratura. La divulgazione, oltre ad avvenire con fotografie, si verifica con il corredo di dati sensibili, come nome, cognome, domicilio, contatti social e per non finire il numero di telefono. La povera vittima, ignara di tutto, viene anche descritta con commenti fasulli, inventati e al limite del descrivibile umano. 

Revenge porn 2Oltre a distruggere ed infangare la reputazione delle ignare vittime, si aggiunge anche la richiesta e l’invio di materiali pedopornografici, che vengono condivisi normalmente sulle chat dei diversi gruppi Telegram. Si passa dalla richiesta di materiali: “chi ha dodicenni?”, “cerco pedo”, e via dicendo…fino alla contrattazione della merce tra i diversi utenti, che animano le chat di Telegram, o alla visione dell’intero gruppo. Sulla piattaforma social dei fratelli Nikolaj e Pavel Durov, sussiste la condizione di anonimato e di nascondere la propria identità, ma non per gli utenti “meno esperti”, dove erano e sono messe in bella mostra foto, nome e cognome.

L’evento più sconcertante di questo modo parallelo e raggiungibile a suon di tocchi è che sono proprio gli stessi utenti più “anziani”, come padri di famiglia, a inoltrare le fotografie e video intime dei propri figli, intenti ad effettuare atti di masturbazione e/o addirittura di come venissero abusati dallo stesso genitore. Sul gruppo, ancora al di fuori di ogni contesto razionale, venivano chiesti consigli su come violentare le proprie figlie “senza farle piangere e/o arrecare danni traumalogici.”

Revenge pornQuesto appena descritto è solamente la punta dell’icerberg, perché già un anno e mezzo fa Wired Italia aveva approfondito la tematica. La rivista statunitense in versione italiana ha seguito l’evolversi della situazione per oltre un anno in diversi gruppi a tema “revenge porn”, facendo notare come la situazione sia inevitabilmente peggiorata, così come le difficoltà delle autorità nel fermare questo drammatico evento.

Telegram si impegna a chiudere e a rendere inaccessibile i suddetti “mercati neri” della pornografia e della pedopornografia, ma immediatamente ne nascono altri di riserva e di dimensioni limitate rispetto a quello principale eliminato. I nuovi gruppi saranno sempre il “mare” della trasmissione dei contenuti per target, utenti e temi, quindi, avverrà non più alla luce del sole come precedentemente, ma soprattutto in privato tra gli iscritti al social. 

 

codice rosso approvato in senato 633x360Il revenge porn in Italia è un reato. La legge è stata approvata il 16 luglio 2019 dal Senato italiano, ma ha sollevato alcune perplessità tra gli studiosi della materia e del settore. La legge 19 luglio 2019 ha previsto sanzioni per il fenomeno, stabilendo che chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro 5.000 a euro 15.000. La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video di cui al primo comma, li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro danno. La pena è aumentata se i fatti sono commessi dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa, ovvero se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici. La pena è aumentata da un terzo alla metà, se i fatti sono commessi in danno di persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o in danno di una donna in stato di gravidanza.

PicsArt 04 07 10.10.55Sulle chat dei diversi gruppi, il surreale dramma non si consuma solamente a livello nazionale, ma anche a livello provinciale ed in particolare, per il comune di Mugnano del Cardinale. Il seguente utente inoltra diversi messaggi, in cui chiede di creare un circolo vizioso di “ragazze di Avellino”, o ancora in un altro messaggio descrive la sua ex in modo surreale, soprattutto dopo aver consumato diversi rapporti con quest’ultima. Non soddisfatto e non contento di ciò, un altro utente, inoltra foto, dati sensibili di ragazze, come nel caso di questa vittima residente a Mugnano del Cardinale, colpevoli di aver condiviso un semplice selfie su Instagram e/o Facebook. Le seguenti ragazze non vengono altro che messe alla gogna pubblica e allo stupro virtuale, accentuando e invogliando a scrivere minacce e commenti inopportuni su Instagram, Facebook, WhatsApp ed addirittura telefonicamente.

Caserta: Anti-coronavirus, importanti riscontri della cura-Ascierto con sei guarigioni

E’ ancora presto, per ritenere che sia stata imboccata in via risolutiva la strada giusta, per debellare gli effetti del devastante Covid-19, malattia di complessa e rapida aggressività. E’ certo, tuttavia, che la cura-Ascierto apre interessanti e importanti orizzonti di speranze. E sulla scia dei positivi riscontri di qualche giorno fa, arriva in queste ore la conferma di guarigione per sei persone, contagiate dal Covid-19, ricoverate nell’Ospedale “Sant’Anna e San Sebastiano” e sottoposte al trattamento sulla base del farmaco Tocilizumab, che normalmente viene utilizzato per la terapia dell’artrite reumatoide.

Cotugno ospedaleN.R. - 28\03\20 - La storia di quella che ormai comunemente è chiamata la cura-Ascierto è semplice e lineare; ed è espressione dell’attiva sinergia posta in campo a Napoli dalle strutture del “Cotugno” e del “Pascale”, i due presidi ospedalieri di medicina di alta Ospedale Pascalespecializzazione nel contrasto alle malattie infettive e alle malattie tumorali. Una sinergia che ruota sull’intuizione di trattare gli effetti del Covid-19, troppo spesso letali, con   l’utilizzo del Tocilizumab, la cui somministrazione è di particolare efficacia verso le complicanze della polmonite generate da Coronavirus. Un’intuizione rivelatasi di calibrata e di quell’affidabile competenza che dà frutti e alimenta fiducia verso Cura Asciertoquanti si dedicano con dedizione e cura alla  scienza e alla medicina, rifuggendo da clamori e deplorevoli polemiche senza costrutto.  La cura-Ascierto con tutti gli apporti di operosa professionalità che ne fanno la base, è anche e soprattutto questo. Un modello di impegno e di responsabile discrezione.

  1585411560Sono già guariti sei pazienti - dice il dottor Paolo Maggi, direttore dell’Unità operativa Malattie infettive dell’ospedale della città capoluogo di Terra di Lavoro - di cui cinque sono stati già dimessi e uno è in divezzamento dall’ossigenoterapia. Per un altro paziente - concludenel reparto di Rianimazione si è ottenuto uno dei pochi trattamenti erogato in Italia con il farmaco Remedesivir, con il tampone del paziente negativizzato ed è stato estubato”.  

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