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Nola: La Settimana santa nel tempo del coronavirus

Si annunciano le liturgie e le ritualità del culto religioso di preparazione alla celebrazione della Pasqua della rinascita e della redenzione. Un percorso di fede che quest’anno è condizionato dall’emergenza sanitaria ed umanitaria imposta dal covid-19. Diffuse dal vescovo Francesco Marino le disposizioni che disciplinano nella Diocesi di Nola il calendario liturgico degli eventi senza la partecipazione e presenza fisica del popolo dei fedeli, ma accomunati nella spiritualità dei sentimenti e dei pensieri di solidarietà.

Mons. Marino imagesMM291CSNGianni Amodeo - 30\03\20 - E’ una Settimana santa particolare, quella che i fedeli e la cristianità  si apprestano a vivere; Settimana, che corre dalla domenica delle Palme del 5 aprile, per concludersi la domenica successiva del 12 aprile, evocativa della Pasqua della rinascita e della redenzione; Settimana, segnata nel mondo dall’emergenza sanitaria e sociale imposta dall’aggressività della pandemia del covid-19 e che accomuna nella sofferenza uomini e donne, popoli ed etnie senza alcuna distinzione.

Uno scenario di drammatica inquietudine, in cui il percorso della Settimana santa non seguirà le tradizioni che da sempre caratterizzano le ritualità di preparazione alla Pasqua, che, per la carica del messaggio evangelico e la forte valenza simbolica connotativa, costituisce una delle testimonianze più significative e rappresentative della liturgia cristiana; saranno ritualità, che, ripeteranno le restrizioni  già in atto per le celebrazioni eucaristiche e le onoranze funebri, nell’osservanza delle disposizioni di straordinaria urgenza  stabilite dai decreti e dalle nola duomoordinanze delle competenti autorità di governo nazionale e regionale, oltre che sanitarie. Ancorate nello spirito più autentico e diretto della liturgia, saranno ritualità vissute senza la presenza fisica e di partecipazione del popolo, secondo le secolari consuetudini osservate con fede e fervida devozione. In realtà, quella del popolo, sarà soltanto un’assenza fisica, ribaltata dall’ideale presenza del sentire comune, del pensare e del vivere la solidarietà per quanto sia possibile con atti concreti. Un’ ideale presenza che corrisponde al bisogno di spiritualità tanto intensamente avvertito proprio in questi giorni d’emergenza, quando la dimensione comunitaria delle Chiese è drasticamente ridimensionata dalle necessarie restrizioni che ne hanno imposto la chiusura. 

Diffuso il decreto con cui il vescovo Francesco Marino fissa le disposizioni da osservare per vivere gli eventi e i riti della Settimana santa che saranno officiati a porte chiuse e senza il concorso di popolo nella Cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo, a Nola, e in tutte Chiese parrocchiali della vasta Diocesi nolana, che si ramifica nei territori della città metropolitana di Napoli e delle province di Avellino e Salerno. Nella celebrazione basilica cattedrale di nola internodei riti sacri è consentita la presenza soltanto a pochi addetti al servizio liturgico, mentre per la Messa crismale del Giovedì santo è stabilito che sia officiata in Cattedrale solo con la partecipazione, a distanza di sicurezza, dei Vicari episcopali e dei decani. 

Tra le disposizioni del decreto, che si conforma agli orientamenti della Conferenza episcopale italiana, è stabilita la sospensione di ogni manifestazione pubblica di pietà, compresa la distribuzione di oggetti di devozione di ramoscelli d’olivo e d’acqua benedetta. Di rilievo, nel documento sulla Settimana santa nel periodo del coronavirus, è l’esortazione che il vescovo Marino formula in ordine alla Preghiera universale del Venerdì santo. Alle dieci intenzioni con cui i fedeli la recitano e professano, va aggiunta l’undicesima intenzione per coloro che vivono la condizione dello smarrimento, oltre che per i malati e i defunti. E va ricordato che la Preghiera universale coincide con la liturgia del Venerdì santo, che si officia nelle ore pomeridiane, evocando la Morte di Gesù. E’ l’evento memoriale della Passione del Nazareno e del Mistero della Croce.

videonolaIn questo quadro si colloca il ruolo della programmazione che già realizzano in questi duri tempi le telecamere di Videonola, facendo viaggiare nell’etere e giungere nelle case le immagini delle celebrazioni sacre, degli appuntamenti di catechesi e della missione episcopale; un servizio offerto dallo “staff” dell’Emittente di via San Francesco e che viene reso alle oltre cento comunità parrocchiali della Diocesi, ravvivandone legami e rapporti, con importanti riscontri in termini di ascolto. Una modalità di comunicazione del messaggio del Vangelo che non è l’unica e sola, quella si realizza nei tempi correnti nella Diocesi nolana, se solo si considerino le tante analoghe iniziative in atto sui territori. E’ la Chiesa che si cala nella contemporaneità ed utilizza gli strumenti della tecnologia elettronica ed informatica per meglio compiere la propria missione spirituale. Una traccia che fa registrare le esperienze di sacerdoti che affidano allo smartphone e agli sms i testi di brani del Vangelo e delle Scritture sacre del giorno, con sintetiche meditazioni e riflessioni. Un modo per tenere contatti vivi con i fedeli. 

In sintesi Mons. Marino ha disposto: 

  1. che, secondo quanto già disposto, le chiese, a giudizio dei parroci, restino aperte per qualche ora del giorno, solo per la preghiera personale e nel rispetto delle norme vigenti;
  2. che riguardo alla celebrazione dei sacramenti si seguano i suggerimenti della Cei del 17 marzo 2020;
  3. che i parroci e le comunità religiose mantengano possibilmente vivo il rapporto pastorale con i fedeli attraverso i diversi sistemi di comunicazione con i quali, secondo le opportunità, possono trasmettere da luoghi chiusi le catechesi, la celebrazione individuale della Liturgia delle Ore, e i tradizionali esercizi di pietà.   

Questi, invece, gli orari delle celebrazioni della Settimana Santa presiedute dal vescovo Marino, per le quali è prevista la diretta:

Domenica della Passione del Signore (Delle Palme), 5 aprile, Santa Messa ore 10

Messa Crismale, giovedì 9 aprile, ore 9

Messa in Coena Domini, giovedì 9 aprile, ore 19.15

Liturgia Venerdì Santo, 10 aprile, ore 18

Veglia Pasquale, sabato 11 aprile, ore 20

Domenica di Pasqua, 12 aprile, Santa Messa ore 10

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Caserta: Anti-coronavirus, importanti riscontri della cura-Ascierto con sei guarigioni

E’ ancora presto, per ritenere che sia stata imboccata in via risolutiva la strada giusta, per debellare gli effetti del devastante Covid-19, malattia di complessa e rapida aggressività. E’ certo, tuttavia, che la cura-Ascierto apre interessanti e importanti orizzonti di speranze. E sulla scia dei positivi riscontri di qualche giorno fa, arriva in queste ore la conferma di guarigione per sei persone, contagiate dal Covid-19, ricoverate nell’Ospedale “Sant’Anna e San Sebastiano” e sottoposte al trattamento sulla base del farmaco Tocilizumab, che normalmente viene utilizzato per la terapia dell’artrite reumatoide.

Cotugno ospedaleN.R. - 28\03\20 - La storia di quella che ormai comunemente è chiamata la cura-Ascierto è semplice e lineare; ed è espressione dell’attiva sinergia posta in campo a Napoli dalle strutture del “Cotugno” e del “Pascale”, i due presidi ospedalieri di medicina di alta Ospedale Pascalespecializzazione nel contrasto alle malattie infettive e alle malattie tumorali. Una sinergia che ruota sull’intuizione di trattare gli effetti del Covid-19, troppo spesso letali, con   l’utilizzo del Tocilizumab, la cui somministrazione è di particolare efficacia verso le complicanze della polmonite generate da Coronavirus. Un’intuizione rivelatasi di calibrata e di quell’affidabile competenza che dà frutti e alimenta fiducia verso Cura Asciertoquanti si dedicano con dedizione e cura alla  scienza e alla medicina, rifuggendo da clamori e deplorevoli polemiche senza costrutto.  La cura-Ascierto con tutti gli apporti di operosa professionalità che ne fanno la base, è anche e soprattutto questo. Un modello di impegno e di responsabile discrezione.

  1585411560Sono già guariti sei pazienti - dice il dottor Paolo Maggi, direttore dell’Unità operativa Malattie infettive dell’ospedale della città capoluogo di Terra di Lavoro - di cui cinque sono stati già dimessi e uno è in divezzamento dall’ossigenoterapia. Per un altro paziente - concludenel reparto di Rianimazione si è ottenuto uno dei pochi trattamenti erogato in Italia con il farmaco Remedesivir, con il tampone del paziente negativizzato ed è stato estubato”.  

L’ospedale di Nola diventa centro operativo per l’analisi dei tamponi da Coronavirus

Ad annunciarlo su Fb Massimiliano Manfredi che spiega come il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca abbia accolto la proposta dei sindaci del Nolano di istituire presso il nosocomio bruniano un laboratorio deputato a questo tipo di indagine per snellire, da un lato, la mole di lavoro del Cotugno di Napoli e, dall’altro, di accelerare gli esiti di alcuni tamponi effettuati a Nola.

ospedale di nolara.na. - 18.02.2010 - “Grazie al Presidente De Luca, al Dir. gen. Sosto e al Dir. Sanitario D’Onofrio della Asl 3 Sud per aver autorizzato un laboratorio per l’analisi dei tamponi dedicato a tutta l’utenza di competenza territoriale della nostra Asl (1 milione e 200 mila persone) presso l’ospedale di Nola accogliendo tra l’altro una richiesta dei Sindaci del nostro territoriosi legge nel post di ManfrediLa manfredi massimilianonuova struttura sarà attiva nel giro di sette giorni e consentirà così di non sovraccaricare ulteriormente il laboratorio del Cotugno già stremato, e una volta a regime consentirà di avere risposte più rapide per la scelta dei trattamenti per i pazienti sospetti di Covid19 presso i nostri nosocomi territoriali consentendo una più veloce gestione di questa difficile emergenza. Un ringraziamento sentito a tutte le lavoratrice e lavoratori dell’Asl 3 Sud per il difficile e duro lavoro che stanno affrontando in queste ore, un abbraccio particolare a tutte le operatrici e operatori del “Santa Maria della Pietà” di Nola e del “Cav. Raffaele Apicella” di Pollena che hanno in custodia la Salute delle nostre famiglie e che stanno vivendo questi giorni eccezionali e difficilissimi con dedizione e professionalità seppur tra mille difficoltà. Diamo tutti il nostro contributo rimanendo a casa seguendo pedissequamente le disposizioni sanitarie di Governo e Regione evitando comportamenti irresponsabili, sono sicuro che #AndràTuttoBene e a breve tutti Insieme #RimettiamociInCammino #DallaParteGiusta”.

Nola: Lettere aperte del vescovo Marino a sindaci, personale ospedaliero, lavoratori e imprenditori

L’emergenza sanitaria indotta da Covid-19 fa avvertire il suo peso per superiori esigenze di interesse generale e della comun salute, riducendo non solo e sempre di più gli ambiti delle relazioni sociali e interpersonali, ma anche e soprattutto incidendo con profondi e rilevanti condizionamenti sulla realtà economica e produttiva dei territori. Il vescovo Francesco Marino scrive a sindaci, medici, infermieri, lavoratori e imprenditori, per testimoniare l’attiva presenza di condivisione della Chiesa per gli ardui impegni e difficoltà che sono chiamati a fronteggiare. Una testimonianza di solidarietà per costruire la speranza e il futuro. 

Mons. Marino vescovo di NolaGianni Amodeo - 21\03\20 - La Chiesa quale riserva di speranza e punto di connessione di legami che non vanno persi o indeboliti, ma rafforzati e resi più autentici”. E ancora: “Ci avviamo ad una Pasqua senza popolo, che, però, non è un paradosso, sarà popolare più che in altre circostanze, perché siamo immersi fino in fondo nelle vicende della nostra gente”.

Sono, queste, le chiavi ispiratrici delle lettere aperte, scritte dal vescovo Francesco Marino, per rappresentare gli elementi di svolta e di apertura al futuro, con cui uscire dalla spirale dell’emergenza sanitaria generata dal Covid-19, il cui tragico carico di morte diventa sempre più gravoso e fonte di sofferenze e inquietanti incubi; lettere, che hanno per destinatari uomini e donne  schierati in prima viruscina 400x225linea nell’arduo ed oneroso impegno, per contrastare e ridurre al meglio possibile gli effetti dell’emergenza in atto, che rischiano di tradursi in pesanti  ricadute sociali ed economiche, senza spiragli di risalita. E’ un’azione, quella di uomini e donne di prima linea, ad ampio raggio e respiro, a cui con vivo e attento senso di partecipazione, guarda la Chiesaproponendosi quale riferimento d’incontro che promuove e favorisce la coesione spirituale e civile. Una riserva di speranza, da cui attingere e sempre disponibile verso l’attuazione del bene comune.

Gli interlocutori, a cui si rapporta il presule, in particolare, sono uomini e donne che esercitano funzioni e competenze mirate e specifiche nell’assetto istituzionale e organizzativo della vita delle comunità; funzioni e competenze distinte tra loro e, al contempo, di alta responsabilità etica e pubblica.

Amministratori e Sindaci DSC 5132Della prima lettera, per ordine numerico, destinatari sono i sindaci, nella specificità di ruolo, oltre in quella di rappresentanti delle amministrazioni comunali di cui sono guide. Se ne evidenzia, in tutt’uno con i familiari, lo spirito di servizio che sono chiamati a rendere alle comunità cittadine e messo a severa prova in questi giorni di emergenza, a fronte delle incombenze da sostenere e delle problematiche da superare. Un passaggio chiaro e netto è riservato al dopo-emergenza dal quale scaturirà un’idea di comunità nuova, in ordine ai rapporti umani e la loro riconfigurazione, i cui ancoraggi sono formati dai vincoli di solidarietà sociale, nel lavoro e nell’economia.

oss lavoroA medici, infermieripersonale amministrativoaddetti ai servizi delle strutture ospedaliere operanti sul territorio diocesano è destinata la seconda lettera, per evidenziarne l’impegno che vengono profondendo nei loro delicati compiti, con spiccato senso di professionalità e di piena dedizione, segnatamente in questi giorni emergenziali. Ed elemento di particolare rilievo, nel documento del vescovo Marino, è certamente quello in cui è marcata l’importanza della Sanità pubblica, che del sistema del welfare costituisce fulcro nevralgico e fondamentale, da potenziare e salvaguardare, al di là dei limiti gestionali e delle sfasature burocratiche che pure sussistono. Una centralità, quella della Sanità pubblica, la cui basilare funzione viene confermata proprio dalle risposte che è in grado di dare- e dà- per arginare l’aggressività del Covid-19

IMG 1174Lavoratori e imprenditori sono al centro della terza lettera. Sono posti in rassegna i settori attraversati da criticità e sofferenze per effetto dell’attuale congiuntura, su cui si riflette l’incertezza del domani. Turismo, trasporti, ristorazione, mondo della cooperazione, Terzo settore, filiera agricola, piccole e medie imprese sono i comparti maggiormente colpiti. Un’ulteriore frenata che si aggiunge a situazioni già problematiche per il territorio, di cui va presa coscienza e consapevolezza, perché non si generino condizioni di “carneficina sociale”. 

Mons. Marino Francesco Nola 79XQ4HXBSotto questo profilo  - scrive il vescovo Marino - proprio “la crisi fin da adesso deve far riprogettare il nostro cammino, per dare nuove regole con nuovi impegni, per valorizzare le esperienze positive, rigettando quelle negative, facendo diventare questo momento di prova, momento di discernimento e progettualità. L’emergenza sanitaria possa attivare gli anticorpi per una resilienza che permetta di sognare un nuovo tempo”. 

23 maggio 1992 Giovanni Paolo II a NolaE, volendo recuperare frammenti della memoria sociale del territorio, echeggia nelle riflessioni dettate da Marino l’esigenza della costruzione della speranza, che dà senso al futuro e prefigurata da  Giovanni Paolo II  nell’omelia che pronunciò nella celebrazione eucaristica officiata a piazza d’Armi  il 23 maggio del 1992, a Nola;  esigenza ribadita da Giovanni Paolo II nella stessa giornata nell’ incontro con gli imprenditori nel Centro ingrosso sviluppo del Distretto del terziario, per focalizzare la forza propulsiva ed emancipatrice del lavoro umano che genera armonia civile. Ed è proprio il valore del lavoro umano, a comporre l’architettura delle idealità della Laborem exercens, l’Enciclica, pubblicata nel 1981, in coincidenza con il 90.mo anniversario della Rerum novarum, l’Enciclica di Leone XIII costituiva dei capisaldi della dottrina sociale Dalla Rerum Novarum alla Laborem Exercienscristiana, e che rappresenta una delle parti più cospicue e significative del suo Pontificato e del suo pensiero.  Ed è il lavoro che dà dignità agli uomini, costituendo, per se stesso - sottolineò, Giovanni Paolo II - la chiave di volta per la soluzione della questione sociale, specie nel Sud.

Una questione che resta sempre aperta ed è esposta ad avvitarsi su se stessa, aggravandosi sempre di più. Ed è parte minima a fronte della vastità e della complessità dell’emergenza sanitaria in atto e mondializzata. Emergenza che già segna uno spartiacque, tra l’ieri e il domani imprevisto e imprevedibile …. 

Coronavirus: Migliorati due pazienti gravi in 24 ore

Arriva da Napoli la risposta- farmaco al Covid 19.

coronavirus vaccino 660x330da Retenews24.net - 9 marzo 2020- Da Napoli passi avanti nella ricerca contro Covid-19. Grazie a una collaborazione tra l’Azienda Ospedaliera dei Colli, l’Istituto dei tumori di Napoli e alcuni medici cinesi la risposta al Covid 19 potrebbe venire dalla somministrazione del Tocilizumab, un farmaco che viene solitamente utilizzato nella cura dell’artrite reumatoide, oltre ad essere un medicinale di elezione nel trattamento della sindrome da rilascio citochimica dopo trattamento con le cellule Car-T.

ospedale cotugno0 2Il farmaco è stato somministrato a due pazienti ricoverati al Cotugno, affetti da polmonite severa da Covid 19 nella giornata di sabato “e già a distanza di 24 ore dall’infusione sono stati evidenziati incoraggianti miglioramenti soprattutto in uno dei due pazienti, che al suo arrivo in ospedale presentava un quadro particolarmente critico”. Lo riferisce una nota dell’azienda dei Colli.

Questo farmaco è stato utilizzato in Cina su 21 pazienti ed ora è la prima volta che viene somministrato in Italia in casi di coronavirus.

Sulla scorta di questi primi elementi “si sta valutando la possibilità di trattare altri malati in condizioni critiche”. Un risultato che premia un grande lavoro di equipe e che ha visto uniti: L’Oncologia dell’Azienda dei Colli di Vincenzo Montesarchio, l’ Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative del Pascale di Paolo Ascierto insieme al virologo Franco Buonaguro, e alcuni medici cinesi, tra cui Wei Haiming Ming del First Affiliated Hospital of University of Science and Technology of China, nonché il team dei medici del Cotugno, composto tra gli altri da Rodolfo Punzi, direttore del dipartimento di Malattie infettive e urgenze infettivologiche, Roberto Parrella, direttore della Uoc Malattie infettive ad indirizzo respiratorio, Fiorentino Fragranza, direttore della Uoc Anestesia rianimazione e terapia intensiva, Vincenzo Sangiovanni, direttore della Uoc Infezioni sistemiche e dell’immunodepresso, Nicola Maturo, responsabile del Pronto Soccorso infettivologico sempre del Cotugno e Luigi Atripaldi, direttore del laboratorio di Microbiologie e virologia. 

ascie 1140x620Nell’esperienza cinesespiegano Paolo Ascierto e Vincenzo Montesarchio sono stati 21 i pazienti trattati che hanno mostrato un miglioramento importante già nelle prime 24-48 ore dal trattamento, che avviene in un’unica soluzione e che agisce senza interferire con il protocollo terapeutico a base di farmaci antivirali utilizzati. Qui in Italia hanno risposto subito i due pazienti napoletani. La speranza è che la sperimentazione possa risultare efficace anche sugli altri pazienti italiani”. 

Maurizio Mauro images2E0HR4HHattilio bianchiL’ottimismo è cauto per i direttori generali dell’Azienda dei Colli e del Pascale: “In un momento come questodicono Maurizio di Mauro e Attilio Bianchiè di fondamentale importanza unire le forze e le esperienze dei nostri migliori professionisti per potenziare al massimo il sistema sanitario regionale e per dotarci di tutti gli strumenti necessari per fornire ai pazienti affetti da Covid-19 tutte le cure necessarie. Ringraziamo tutto il personale delle strutture ospedaliere coinvolte che, con rapidità e grande preparazione, hanno attivato tutte le procedure necessarie per garantire ai pazienti ogni strada percorribile nel percorso terapeutico”.

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