Nola: Lettere aperte del vescovo Marino a sindaci, personale ospedaliero, lavoratori e imprenditori

L’emergenza sanitaria indotta da Covid-19 fa avvertire il suo peso per superiori esigenze di interesse generale e della comun salute, riducendo non solo e sempre di più gli ambiti delle relazioni sociali e interpersonali, ma anche e soprattutto incidendo con profondi e rilevanti condizionamenti sulla realtà economica e produttiva dei territori. Il vescovo Francesco Marino scrive a sindaci, medici, infermieri, lavoratori e imprenditori, per testimoniare l’attiva presenza di condivisione della Chiesa per gli ardui impegni e difficoltà che sono chiamati a fronteggiare. Una testimonianza di solidarietà per costruire la speranza e il futuro. 

Mons. Marino vescovo di NolaGianni Amodeo - 21\03\20 - La Chiesa quale riserva di speranza e punto di connessione di legami che non vanno persi o indeboliti, ma rafforzati e resi più autentici”. E ancora: “Ci avviamo ad una Pasqua senza popolo, che, però, non è un paradosso, sarà popolare più che in altre circostanze, perché siamo immersi fino in fondo nelle vicende della nostra gente”.

Sono, queste, le chiavi ispiratrici delle lettere aperte, scritte dal vescovo Francesco Marino, per rappresentare gli elementi di svolta e di apertura al futuro, con cui uscire dalla spirale dell’emergenza sanitaria generata dal Covid-19, il cui tragico carico di morte diventa sempre più gravoso e fonte di sofferenze e inquietanti incubi; lettere, che hanno per destinatari uomini e donne  schierati in prima viruscina 400x225linea nell’arduo ed oneroso impegno, per contrastare e ridurre al meglio possibile gli effetti dell’emergenza in atto, che rischiano di tradursi in pesanti  ricadute sociali ed economiche, senza spiragli di risalita. E’ un’azione, quella di uomini e donne di prima linea, ad ampio raggio e respiro, a cui con vivo e attento senso di partecipazione, guarda la Chiesaproponendosi quale riferimento d’incontro che promuove e favorisce la coesione spirituale e civile. Una riserva di speranza, da cui attingere e sempre disponibile verso l’attuazione del bene comune.

Gli interlocutori, a cui si rapporta il presule, in particolare, sono uomini e donne che esercitano funzioni e competenze mirate e specifiche nell’assetto istituzionale e organizzativo della vita delle comunità; funzioni e competenze distinte tra loro e, al contempo, di alta responsabilità etica e pubblica.

Amministratori e Sindaci DSC 5132Della prima lettera, per ordine numerico, destinatari sono i sindaci, nella specificità di ruolo, oltre in quella di rappresentanti delle amministrazioni comunali di cui sono guide. Se ne evidenzia, in tutt’uno con i familiari, lo spirito di servizio che sono chiamati a rendere alle comunità cittadine e messo a severa prova in questi giorni di emergenza, a fronte delle incombenze da sostenere e delle problematiche da superare. Un passaggio chiaro e netto è riservato al dopo-emergenza dal quale scaturirà un’idea di comunità nuova, in ordine ai rapporti umani e la loro riconfigurazione, i cui ancoraggi sono formati dai vincoli di solidarietà sociale, nel lavoro e nell’economia.

oss lavoroA medici, infermieripersonale amministrativoaddetti ai servizi delle strutture ospedaliere operanti sul territorio diocesano è destinata la seconda lettera, per evidenziarne l’impegno che vengono profondendo nei loro delicati compiti, con spiccato senso di professionalità e di piena dedizione, segnatamente in questi giorni emergenziali. Ed elemento di particolare rilievo, nel documento del vescovo Marino, è certamente quello in cui è marcata l’importanza della Sanità pubblica, che del sistema del welfare costituisce fulcro nevralgico e fondamentale, da potenziare e salvaguardare, al di là dei limiti gestionali e delle sfasature burocratiche che pure sussistono. Una centralità, quella della Sanità pubblica, la cui basilare funzione viene confermata proprio dalle risposte che è in grado di dare- e dà- per arginare l’aggressività del Covid-19

IMG 1174Lavoratori e imprenditori sono al centro della terza lettera. Sono posti in rassegna i settori attraversati da criticità e sofferenze per effetto dell’attuale congiuntura, su cui si riflette l’incertezza del domani. Turismo, trasporti, ristorazione, mondo della cooperazione, Terzo settore, filiera agricola, piccole e medie imprese sono i comparti maggiormente colpiti. Un’ulteriore frenata che si aggiunge a situazioni già problematiche per il territorio, di cui va presa coscienza e consapevolezza, perché non si generino condizioni di “carneficina sociale”. 

Mons. Marino Francesco Nola 79XQ4HXBSotto questo profilo  - scrive il vescovo Marino - proprio “la crisi fin da adesso deve far riprogettare il nostro cammino, per dare nuove regole con nuovi impegni, per valorizzare le esperienze positive, rigettando quelle negative, facendo diventare questo momento di prova, momento di discernimento e progettualità. L’emergenza sanitaria possa attivare gli anticorpi per una resilienza che permetta di sognare un nuovo tempo”. 

23 maggio 1992 Giovanni Paolo II a NolaE, volendo recuperare frammenti della memoria sociale del territorio, echeggia nelle riflessioni dettate da Marino l’esigenza della costruzione della speranza, che dà senso al futuro e prefigurata da  Giovanni Paolo II  nell’omelia che pronunciò nella celebrazione eucaristica officiata a piazza d’Armi  il 23 maggio del 1992, a Nola;  esigenza ribadita da Giovanni Paolo II nella stessa giornata nell’ incontro con gli imprenditori nel Centro ingrosso sviluppo del Distretto del terziario, per focalizzare la forza propulsiva ed emancipatrice del lavoro umano che genera armonia civile. Ed è proprio il valore del lavoro umano, a comporre l’architettura delle idealità della Laborem exercens, l’Enciclica, pubblicata nel 1981, in coincidenza con il 90.mo anniversario della Rerum novarum, l’Enciclica di Leone XIII costituiva dei capisaldi della dottrina sociale Dalla Rerum Novarum alla Laborem Exercienscristiana, e che rappresenta una delle parti più cospicue e significative del suo Pontificato e del suo pensiero.  Ed è il lavoro che dà dignità agli uomini, costituendo, per se stesso - sottolineò, Giovanni Paolo II - la chiave di volta per la soluzione della questione sociale, specie nel Sud.

Una questione che resta sempre aperta ed è esposta ad avvitarsi su se stessa, aggravandosi sempre di più. Ed è parte minima a fronte della vastità e della complessità dell’emergenza sanitaria in atto e mondializzata. Emergenza che già segna uno spartiacque, tra l’ieri e il domani imprevisto e imprevedibile …. 

L’ospedale di Nola diventa centro operativo per l’analisi dei tamponi da Coronavirus

Ad annunciarlo su Fb Massimiliano Manfredi che spiega come il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca abbia accolto la proposta dei sindaci del Nolano di istituire presso il nosocomio bruniano un laboratorio deputato a questo tipo di indagine per snellire, da un lato, la mole di lavoro del Cotugno di Napoli e, dall’altro, di accelerare gli esiti di alcuni tamponi effettuati a Nola.

ospedale di nolara.na. - 18.02.2010 - “Grazie al Presidente De Luca, al Dir. gen. Sosto e al Dir. Sanitario D’Onofrio della Asl 3 Sud per aver autorizzato un laboratorio per l’analisi dei tamponi dedicato a tutta l’utenza di competenza territoriale della nostra Asl (1 milione e 200 mila persone) presso l’ospedale di Nola accogliendo tra l’altro una richiesta dei Sindaci del nostro territoriosi legge nel post di ManfrediLa manfredi massimilianonuova struttura sarà attiva nel giro di sette giorni e consentirà così di non sovraccaricare ulteriormente il laboratorio del Cotugno già stremato, e una volta a regime consentirà di avere risposte più rapide per la scelta dei trattamenti per i pazienti sospetti di Covid19 presso i nostri nosocomi territoriali consentendo una più veloce gestione di questa difficile emergenza. Un ringraziamento sentito a tutte le lavoratrice e lavoratori dell’Asl 3 Sud per il difficile e duro lavoro che stanno affrontando in queste ore, un abbraccio particolare a tutte le operatrici e operatori del “Santa Maria della Pietà” di Nola e del “Cav. Raffaele Apicella” di Pollena che hanno in custodia la Salute delle nostre famiglie e che stanno vivendo questi giorni eccezionali e difficilissimi con dedizione e professionalità seppur tra mille difficoltà. Diamo tutti il nostro contributo rimanendo a casa seguendo pedissequamente le disposizioni sanitarie di Governo e Regione evitando comportamenti irresponsabili, sono sicuro che #AndràTuttoBene e a breve tutti Insieme #RimettiamociInCammino #DallaParteGiusta”.

RIFIUTI: BLITZ NEL NAPOLETANO, OTTO DENUNCIATI

TERRA FUOCHIÈ di cinque aziende sequestrate per violazioni alla normativa sui rifiuti, otto persone denunciate e quindici nuovi siti di sversamento di rifiuti individuati, il bilancio dell'operazione interforze effettuata in alcuni comuni del Napoletano e del Casertano ricadenti nella cosiddetta Terra dei Fuochi, su ordine dell'incaricato per il contrasto del fenomeno dei roghi di rifiuti nella regione Campania Gerlando Iorio. Nel corso dell'operazione è stato scoperto anche un lavoratore in nero che percepiva il reddito di cittadinanza. I blitz interforze nella Terra dei Fuochi vanno ormai avanti da oltre un anno, e hanno portato alla scoperta di numerose piccole e grandi discariche e al sequestro di decine di aziende - per lo più officine meccaniche e opifici - ubicate tra le province di Caserta e Napoli, spesso abusive e altamente inquinanti. Oggi i controlli hanno riguardato aziende situate nei comuni partenopei di Giugliano in Campania, Pozzuoli, Afragola, Massa di Somma, Qualiano, e in quelli casertani di Santa Maria Capua Vetere e Villa Literno. Oltre alle Polizie locali dei comuni interessati, alle forze dell'ordine e ai soldati del Raggruppamento Campania dell'Esercito Italiano, hanno partecipato gli agenti della Polizia Metropolitana di Napoli e i tecnici dell'Arpac. Nove le attività imprenditoriali e commerciali controllate, di cui 5 sequestrate per il reato di gestione e smaltimento illecito dei rifiuti e degli scarti delle lavorazioni, e 7 colpite da sanzioni per la mancata compilazione del registro di carico e scarico dei rifiuti. A Giugliano in Campania è stato controllato un deposito all'interno del quale venivano raccolti e trattati rifiuti ferrosi e rottami di autoveicoli, peraltro già posto sotto sequestro, dove continuava a svolgersi abusivamente un'attività di autofficina. «Ringrazio tutte le donne e gli uomini delle Forze dell'Ordine che oggi hanno preso parte all'operazione interforze che ha portato alla scoperta di 15 nuovi siti di sversamento illegale tra le province di Napoli e Caserta, sequestrato attività imprenditoriali non a norma e denunciato 8 persone, comminando sanzioni per migliaia di euro». È il plauso del ministro dell'Ambiente Sergio Costa alla squadra interforze coordinata dall'Incaricato per il contrasto del fenomeno dei roghi nella regione Campania, Gerlando Iorio, nella Terra dei Fuochi. «Attività abusive, sversamenti illegali, lavoro nero, rappresentano solo una parte degli illeciti emersi durante questi controlli - aggiunge il ministro -. Condotte criminali che mettono a rischio la salute dei cittadini e del territorio, oltre a costituire un grave ostacolo per tutti coloro che lavorano onestamente. Per queste ragioni – ha concluso Costa- non mi stancherò mai di chiedere a tutti i cittadini di segnalare e denunciare alle Autorità chi mette a rischio l'incolumità della collettività e soprattutto dei nostri figli».

ito dal ministero della Salute per l'emergenza Coronvirus.

Coronavirus: Migliorati due pazienti gravi in 24 ore

Arriva da Napoli la risposta- farmaco al Covid 19.

coronavirus vaccino 660x330da Retenews24.net - 9 marzo 2020- Da Napoli passi avanti nella ricerca contro Covid-19. Grazie a una collaborazione tra l’Azienda Ospedaliera dei Colli, l’Istituto dei tumori di Napoli e alcuni medici cinesi la risposta al Covid 19 potrebbe venire dalla somministrazione del Tocilizumab, un farmaco che viene solitamente utilizzato nella cura dell’artrite reumatoide, oltre ad essere un medicinale di elezione nel trattamento della sindrome da rilascio citochimica dopo trattamento con le cellule Car-T.

ospedale cotugno0 2Il farmaco è stato somministrato a due pazienti ricoverati al Cotugno, affetti da polmonite severa da Covid 19 nella giornata di sabato “e già a distanza di 24 ore dall’infusione sono stati evidenziati incoraggianti miglioramenti soprattutto in uno dei due pazienti, che al suo arrivo in ospedale presentava un quadro particolarmente critico”. Lo riferisce una nota dell’azienda dei Colli.

Questo farmaco è stato utilizzato in Cina su 21 pazienti ed ora è la prima volta che viene somministrato in Italia in casi di coronavirus.

Sulla scorta di questi primi elementi “si sta valutando la possibilità di trattare altri malati in condizioni critiche”. Un risultato che premia un grande lavoro di equipe e che ha visto uniti: L’Oncologia dell’Azienda dei Colli di Vincenzo Montesarchio, l’ Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative del Pascale di Paolo Ascierto insieme al virologo Franco Buonaguro, e alcuni medici cinesi, tra cui Wei Haiming Ming del First Affiliated Hospital of University of Science and Technology of China, nonché il team dei medici del Cotugno, composto tra gli altri da Rodolfo Punzi, direttore del dipartimento di Malattie infettive e urgenze infettivologiche, Roberto Parrella, direttore della Uoc Malattie infettive ad indirizzo respiratorio, Fiorentino Fragranza, direttore della Uoc Anestesia rianimazione e terapia intensiva, Vincenzo Sangiovanni, direttore della Uoc Infezioni sistemiche e dell’immunodepresso, Nicola Maturo, responsabile del Pronto Soccorso infettivologico sempre del Cotugno e Luigi Atripaldi, direttore del laboratorio di Microbiologie e virologia. 

ascie 1140x620Nell’esperienza cinesespiegano Paolo Ascierto e Vincenzo Montesarchio sono stati 21 i pazienti trattati che hanno mostrato un miglioramento importante già nelle prime 24-48 ore dal trattamento, che avviene in un’unica soluzione e che agisce senza interferire con il protocollo terapeutico a base di farmaci antivirali utilizzati. Qui in Italia hanno risposto subito i due pazienti napoletani. La speranza è che la sperimentazione possa risultare efficace anche sugli altri pazienti italiani”. 

Maurizio Mauro images2E0HR4HHattilio bianchiL’ottimismo è cauto per i direttori generali dell’Azienda dei Colli e del Pascale: “In un momento come questodicono Maurizio di Mauro e Attilio Bianchiè di fondamentale importanza unire le forze e le esperienze dei nostri migliori professionisti per potenziare al massimo il sistema sanitario regionale e per dotarci di tutti gli strumenti necessari per fornire ai pazienti affetti da Covid-19 tutte le cure necessarie. Ringraziamo tutto il personale delle strutture ospedaliere coinvolte che, con rapidità e grande preparazione, hanno attivato tutte le procedure necessarie per garantire ai pazienti ogni strada percorribile nel percorso terapeutico”.

Nola / Celebrazioni Bruniane 2020

Il 17 febbraio deposizione della corona d’alloro e proiezione del film di Menocchio a cura dell’Associazione Nolana Giordano Bruno.

Giornate Bruniane img 20200212 wa0009Lu.pi. – 16.02.2020 - Dopo l’incontro-discussione del 14 febbraio, presso il Complesso Conventuale dei Frati Cappuccini di Nola, su “La Cena delle Ceneri” da parte del prof. Antimo Cesaro imagesAntimo Cesaro dell’Università degli Studi della Campania, lunedì 17 febbraio le Celebrazioni Bruniane entrano nel vivo.

Le Giornate Bruniane, targate Assessorato ai Beni e alle Attività del Comune di Nola, diretto dall'avv. Annalisa Sebastiani, e Associazione NolanaGiordano Bruno”, presidente l'avv. Paolino Fusco, inizieranno alle 10.15 con il raduno dei partecipanti in Piazza Duomo, da dove muoverà il corteo, capeggiato dal sindaco di Nola, ing. Gaetano Minieri, che si porterà in Piazza Giordano Bruno, dove sarà deposta una corona di alloro ai piedi della statua del Filosofo.

locandina celbrazioni img 20200215 wa0045Nel pomeriggio, con inizio alle ore 19.00, presso il Cinema multisala Savoia, sarà proiettato il film ‘Menocchio’, regia di Alberto Fasulo, Grand Prix du Juri al Festival internazionale di Locarno. Saranno presenti gli attori Marcello Martini e Nilla Patrizio.

Desiderava che fusse uno mondo nuovo”. La straordinaria e sconosciuta storia di Domenico Scandella, detto Menocchio, mugnaio, che alla fine del Cinquecento affrontò il tribunale della Santa Inquisizione difendendo le proprie teorie eretiche sulla natura di Dio e sulla Chiesa di RomaCoevo del filosofo Giordano Bruno, Menocchio viene processato e condannato a morte sul finire del 1599, poche settimane prima del Nolano. L’anziano, cocciuto, mugnaio autodidatta di un piccolo e sperduto paesino tra i monti friulani, decide di ribellarsi e non dà ascolto alle suppliche di familiari e amici: invece di scappare o patteggiare, decide di sottoporsi al processo per eresia. Non è solo stanco di soprusi, abusi e ingiustizie, in quanto uomo è genuinamente convinto di essere uguale agli inquisitori, ai vescovi e perfino al Papa, tanto che nel suo intimo spera di poterli riconvertire a un ideale di povertà e amore. Ingresso libero.

Alle celebrazioni di questa giornata parteciperà l’Associazione del Libero Pensiero di Castelfranci – Av.

menocchio featLa recensione di Menocchio di Vissia Menza

Domenico Scandella, detto Menocchio, è un mugnaio. Vive con la famiglia a Montereale. La sua è una quotidianità fatta di lavoro e fatica anche se ha la fortuna di saper leggere e far di conto. È abituato a pensare e scrutare la natura che lo circonda. Questo suo osservare e riflettere gli permette di avere un’opinione chiara e precisa, talvolta distante dalle favole confezionate ad uso e consumo del popolo. È un uomo concreto e razionale, il che non significa non veda la bellezza del creato, e rinneghi il passaggio di una mano divina sulle cose, al contrario. Ma ha la colpa di avere uno spirito critico, di essere una persona umile e, soprattutto, di vivere nel secolo sbagliato.

Sebbene sia facile credere questa sia una storia di oggi, illusione peraltro condivisibile, in realtà siamo nel Friuli di fine Cinquecento. Un periodo delicato, in cui si sta affermando il potere centrale della Chiesa e gli inquisitori vanno a caccia di eretici, condannando chiunque metta in dubbio la posizione di Roma. Menocchio è una preda troppo facile e finisce agli arresti. Viene torturato nella vana ricerca di un colpevole, nella convinzione che un villano non abbia gli strumenti per sviluppare un pensiero tanto strutturato. Finisce a processo e la condanna per eresia è inevitabile. Ma un improvviso risvolto gli risparmia il rogo, per lo meno per ora.

menocchio 2Di primo acchitto potrebbe sembrare la trama di un bel legal drama in costume, nato dalla penna di un abile romanziere, invece l’abile lavoro è stato quello del gruppo che ha studiato le fonti e adattato al linguaggio cinematografico fatti realmente accaduti e documentati. Esatto, nessun errore, con un paio di clic su Google potete perdervi negli stralci di atti processuali, in saggi e commenti sul Menocchio, un signore nato a Montereale Valcellina nel 1532 e morto a Pordenone nel 1600 (poteva essere il 1601 ma poco cambia) per non aver rinnegato il suo pensare libero.  

Il quarto lungometraggio di Alberto Fasulo (vincitore al Festival di Roma 2013 con TIR) ci porta nella sua regione alla scoperta di una storia locale carica di valori che vanno ben oltre i confini territoriali. Sono valori che mai come oggi è bene spolverare, in questa società individualista, che sforna idoli effimeri e tramuta frasi preconfezionate in verità rivelate. La vicenda di Menocchio diventa un escamotage per parlare di ribellione (nei confronti dei poteri forti), di sincerità (verso le nostre idee, troppo spesso sacrificate per accondiscendere gli altri) e di coerenza (tra pensieri e azioni).

Menocchio è un film che ti assorbe e porta in un luogo sospeso nel tempo, in cui gli abiti d’epoca indossati dal cast si dimenticano in un soffio. Sono le parole scelte con cura, i volti solcati dalle rughe e gli sguardi illuminati dalle torce a catturare la nostra attenzione. Fasulo ci tiene sulla corda coi suoi magnifici primi piani, la fotografia curatissima e con dialoghi scevri da lezioni o ricatti morali. Non filosofeggia, tantomeno trasforma il protagonista in un eroe (o un demone). Con naturalezza ci narra di tempi bui e quando si riaccendono le luci ci lascia con l’amaro in bocca: il nostro mondo è altrettanto nero, ha il colore della pece. E questa non è finzione. (Foto del film Menocchio - Photo: courtesy of Locarno Festival).

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