Nola: Sabato 4 luglio s’inaugura il Museo dell’Arte Vetraria

Omaggio all’attività manifatturiera, eccellenza del Sud nel ‘900. Una storia che coinvolge l’imprenditoria locale e l’Istituto Masullo-Theti 

itcg masullo theti1Gianni Amodeo – 01.07.2020 - E’ un’attività manifatturiera, la lavorazione del vetro, che a lungo ha assicurato una considerevole e rilevante ricaduta occupazionale, incidendo in profondità sul tessuto economico della città e del territorio. Una magnifica e bella storia tutta da ri-scoprire e far conoscere, per valorizzarne la memoria quale esemplare ancoraggio per il presente e per il futuro, non solo per la lungimirante visione imprenditoriale da cui è stata generata e ravvivata nel tempo, ma anche e soprattutto per le straordinarie valenze di laboriosa creatività artistica  che incorpora e veicola nella qualità e nell’originalità delle produzioni realizzate e che per stile hanno fatto tendenza, specchio - è proprio il caso di scriverlo, restando in argomento - dell’abilità manipolatoria e della tecnica specialistica ch’esprimevano i Maestri artigiani dell’intero comparto.

La riscoperta, per conservare la memoria di un così cospicuo patrimonio storico-culturale, si affida al racconto che si potrà leggere nel corposo e articolato apparato di atti, documenti, illustrazioni fotografiche e Annamaria Silvestro img 1534 1soprattutto nel linguaggio delle varie tipologie di manufatti, utensili, oltre che di produzioni strettamente artistiche. Un racconto e, al contempo, anche un campionario di rarità che sarà in esposizione nel Museo scolastico dell’arte vetraria, allestito nell’ex Casa del custode dell’Istituto tecnico-commerciale e per geometri “Masullo-Theti”, in via Mario De Sena, e che sarà inaugurato sabato, quattro luglio, alle ore 19.00, dando concreta attuazione all’idea fortemente sostenuta dalla dirigente, la prof.ssa Annamaria Silvestro.

Sono due sale, interessate da un ingegnoso intervento di restyling coordinato dall’architetto Giuseppe Mollo alla Federico II 678x381Mollo, che permettono di rivisitare una significativa parte di vita produttiva della città, il cui start originario si ritrova nell’opificio per la lavorazione e produzione di oggetti e manufatti in vetro che Luigi Masullo, realizza a Monteforte Irpino, nell’area dell’omonimo valico lungo la direttrice della via Regia, nel 1850.

La scelta dell’imprenditore nolano è determinata dalla larga disponibilità di legna che assicurano i folti boschi della circostante e vasta area di valico, incorniciata dai Monti del Partenio, a poco più di 500 metri d’altezza sul livello del mare; è la legna, la cui combustione serve ad alimentare in flusso continuo i forni, funzionali alla lavorazione del vetro. Ed è, quella del valico, l’area in cui per secoli sono state attive le “neviere” per la produzione del “ghiaccio naturale”, con le complicate tecniche di conservazione della neve in fosse, e che veniva venduto nell’intera area napoletana e nella città partenopea. Un fiorente commercio soppiantato dall’avvento della produzione del “ghiaccio artificiale” con la sempre più sofisticata catena dell’ “industria del freddo” a lunga conservazione.

neviera 3Di certo, e fin dall’iniziale avvio, la crescente domanda, con la connessa remunerazione, assicura all’opificio produttività di buon livello, favorita anche e soprattutto dall’esperienza tecnica fornita dai Maestri artigiani della tradizione di Murano, che garantiscono l’ottima gestione dell’intero ciclo lavorativo. E quale sia stato il ruolo esercitato dall’opificio nel territorio di Monteforte Irpino, è fornita un’eloquente testimonianza nella documentata e preziosa monografia scritta e pubblicata nel 2013 dal compianto Carmine Santulli - poliedrico uomo di cultura, geometra di lungo corso professionale e ben stimato dottore in Scienze biologiche, ambientalista di  virtuosa caratura - ed intitolata “I Segni, i Luoghi,le Memorie del Montis Fortis”, un’organica e intelligente guida di primaria importanza per la conoscenza della storia civile ed economica dell’intera area. E non è affatto casuale che l’intero contesto copertina Storia del Territoriodel valico montefortese, abbia assunto nella corrente parlata nostrana quale toponimo identificativo “ ‘A Vetrera”, a riconoscimento della funzione sociale svolta dall’opificio di Luigi Masullo. Una realtà produttiva che nei decenni successivi viene trasferita ad Avellino, in strutture in cui è possibile attivare i forni della lavorazione del vetro con l’utilizzo del carbone fossile, fonte energetica sicura, potente e di agevole impiego, certamente meno ingombrante dei materiali lignei da ardere.

A seguire, l’opificio è interessato da un’ulteriore delocalizzazione, in quel  di Cimitile, nella località, Bracciolla, e sempre nel segno dell’innovazione energetica, che, nella fattispecie, deriva dall’utilizzo dei combustibili liquidi, quali sono le nafte derivate dal petrolio, che permettono di ridurre sensibilmente i costi di produzione nella gestione dei forni; ma quello cimitilese sarà soltanto  il sito di transizione per la definitiva localizzazione nel 1904 a Nola dell’opificio notevolmente cresciuto, che aveva  “creato” Luigi Masullo ed era affidato alle sapienti mani e capacità imprenditoriali dei figli, Carlo e Antonio Masullo. E con quella dell’opificio-Masullo, diventato importante complesso produttivo nella località “Polveriera” interagisce e si salda la vicenda dell’opificio-Cerasuolo, pure dedito alla lavorazione del vetro in città, con minore risonanza, ma di analoga importanza per la qualità delle produzioni. E, per inquadrare i valori lavorativi, economici e imprenditoriali, rappresentati dai due consimili sistemi di fabbrica, basterà considerare che nella prima parte del ‘900, la Campania diventa per fatturata e competitività il terzo polo produttivo nazionale nell’arte vetraria, dopo quello veneto e quello toscano. Un ‘eccellenza del Sud per un trend di crescita determinato Nola ex Caserma Battistiproprio dall’attività degli stabilimenti Masullo e Cerasuolo. E il complesso industriale della Vetreria-Masullo contava su una forza-lavoro costituita da 500, tra tecnici ed operai specializzati.

E’ la storia che negli anni ’50 s’intreccia con la “nascita” del primo Istituto statale ad indirizzo tecnico commerciale e per geometri, a servizio dell’area nolano-mariglianese, includendo Pomigliano d’Arco, dell’area basso-irpina, versante avellano e lauretano, e dell’area vesuviana “interna”. Una platea di potenziale utenza per Comuni, che in quegli anni contavano una popolazione complessiva di circa 300 mila abitanti. Una “nascita” che accompagnava la sostanziale trasformazione sociale del territorio, che dai profili di economia agricola, legata alla rendita derivata dalla grande e media proprietà terriera, e silvo–pastorale passa ai profili del crescente terziario, della piccola e media impresa, dei servizi e  impiego nelle pubbliche amministrazioni, mentre era in dirittura d’arrivo il boom economico degli anni ‘60 e il contrasto all’analfabetismo di massa aveva già vinto in rapida successione le sue pacifiche  “battaglie” d’emancipazione umana e riscatto sociale, specie nel Sud. Uno scenario, in cui la domanda di elevazione civile e culturale era ben avvertita e sul territorio se ne fecero interpreti attenti e solerti, imprenditori, come Antonio Masullo, in sintonia con i sindaci e gli amministratori comunali, segnatamente dell’area nolana e dell’area basso-irpina, che seppero dare nella circostanza una delle rare testimonianze di coesione per la buona governance del territorio, senza guardare a campanili ed orticelli di sterili e deteriori localismi. “Nasceva” così l’Istituto statale superiore a indirizzo tecnico, nel ’54 per ragionieri, e nel ’59 per geometri, ma senza … aule e spazi fisici nel palazzo comunale di piazza Duomo e a piazza d’Armi, in un’ala ri-sistemata dell’ex Caserma del48 diroccata in gran parte per le profonde ferite subite nel secondo conflitto mondiale. Successivamente sarà costruito l’edificio dedicato all’ Istituto, in via De Sena, e sarà intitolato proprio ad Antonio Masullo, attestandone la bella e lucida visione imprenditoriale e lo spirito di servizio per il territorio la cui promozione di civile sviluppo non può mai essere scissa dal ruolo della Scuola e dalle sue articolazioni d’istruzione e formazione delle giovani generazioni. Un messaggio di larga attualità nei tempi che ancora risentono della socialità sospesa per il lockdown innescato dal Covid-19. Tempi che i giovani hanno saputo vivere - e vivono - con senso di consapevole responsabilità.    

Gocce d’acqua: l’installazione artistica diventa un video, ospitato nel Battistero Paleocristiano di Nocera Superiore

Da un’idea di Giuseppe Ottaiano una nuova iniziativa dell’Associazione Culturale Terre di Campania, per far conoscere e valorizzare l’immenso patrimonio idrico della nostra regione.

Installazione artistica Gocce dacquaN.R. – 29.06.2020 - Dopo il lancio del Tour Virtuale, l’installazione artistica “Gocce d’acqua”, dedicata alla valorizzazione dell’inestimabile patrimonio di acque e sorgenti della regione Campania, torna nel mondo reale. In attesa di poter essere finalmente fruita dal pubblico, l’installazione collettiva è diventata protagonista di un video girato all’interno dello storico Battistero Paleocristiano di Nocera Superiore (SA).

180 gocce di legno, dipinte da 44 artisti e da oltre 100 allievi di 7 istituti artistici campani, hanno popolato l’interno di uno dei luoghi simbolo della cristianità in Campania, noto per la sua importanza storico-artistica e, per la sua antica funzione di Fonte Battesimale, naturalmente legato al tema dell’acqua.

Il video girato ha il duplice scopo, da un lato, di diffondere la conoscenza dell’installazione artistica la cui inaugurazione, a causa dell’emergenza sanitaria determinata dalla diffusione del COVID_19, è stato necessario rimandare, dall’altro di contribuire a promuovere beni culturali e luoghi campani dove l’acqua è protagonistaUn video che aspira, dunque, a diventare il primo di una lunga serie

L’acqua è una fonte d’ispirazione imprescindibile per l’arte perché è la primordiale origine della vita e della fertilità, oltre che di scenari tumultuosi, suggestivi ed evocativi. La goccia d’acqua è la tela su cui gli artisti si sono espressi. Per tutti loro la stessa forma, dalla quale si sono generati 180 diversi racconti. Differenti stili, colori e tecniche per narrare l’elemento Acqua, un elemento tanto semplice quanto intriso di infinita potenzialità.

Ne è nata un’installazione artistica pensata per contribuire alla salvaguardia “ecologico – ambientale” del territorio campano inteso come valore sociale e per evidenziare il ricchissimo patrimonio di acque e sorgenti purissime della nostra regione che da sempre sostengono il fabbisogno di milioni di utenti.

L’iniziativa ideata da Giuseppe Ottaiano, membro fondatore dell’Associazione Culturale Terre di Campania, è stata realizzata con il sostegno della Fondazione Carisal e della Gori S.p.A, in collaborazione con la Diocesi di Nocera Inferiore – Sarno, l’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Nocera Inferiore – Sarno e la Parrocchia di Santa Maria Maggiore in Nocera Superiore.

 Presto l’installazione artistica sarà esposta dal vivo.

Il video è visibile sul sito web www.campaniabellezzadelcreato.it e su Facebook https://www.facebook.com/watch/?v=1365077977035708

Fondazione Parco Letterario Giordano Bruno: inaugurato il nuovo corso

Presentate le linee programmatiche e i progetti in itinere della Fondazione, incentrati sul recupero critico della figura e delle opere di Giordano Bruno e sullo sviluppo del mondo digitale

giordano bruno foto fondazione nolaN.R. – 01.06.2020 - Sabato 30 maggio 2020 a partire dalle 10.00, si è svolta, in modalità telematica, l'inaugurazione del nuovo corso della Fondazione Parco Letterario Giordano Bruno, presieduta dal Prof. Sebastiano Maffettone, Direttore Ethos Luiss Business School. Durante la mattinata sono state presentate le linee programmatiche e i progetti in itinere della Fondazione, incentrati sul recupero critico della figura e delle opere di Giordano Bruno e sullo sviluppo del mondo digitale, con una attenzione speciale rivolta alle ricadute sociali, politiche ed etiche.

L'evento di inaugurazione vede la presenza - oltre che del Presidente della Fondazione - del Ministro dell'Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, del Sindaco di Nola Gaetano Minieri, del Magnifico Rettore dell'Università Federico II di Napoli Arturo De Vivo, (Regione Campania e Comune di Nola sono Membri fondatori della Fondazione, l'Università Federico II di Napoli in procinto di diventare membro aderente della Fondazione), del Direttore Generale Luiss Guido Carli Giovanni Lo Storto. Ha coordinato la tavola rotonda telematica Enzo d'Errico Direttore Corriere del Mezzogiorno.

La Lectio Magistralis, sulla figura e l'opera di Giordano Bruno, è stata tenuta dal Prof. Michele Ciliberto, che presiede il comitato scientifico della Fondazione.

Per gli aspetti legati al digitale con speciale riferimento a etica e politica, si intende partire dalle opere lulliane di Bruno che consentono di identificare in lui un predecessore dell'algoritmica contemporanea. In questo ambito,

La Fondazione confida nel primo periodo di attivare collaborazioni con la l'Università Federico II di Napoli, la LUISS di Roma e con l'Università di Salerno, per poi allargarle a livello nazionale e internazionale. In particolare, è stato focalizzato il modo in cui la progressiva trasformazione in dati e connessioni del mondo reale influenza il campo della comunicazione e la maniera con la quale vengono percepiti i valori morali e politici. Sono stati sentiti in proposito i professori Paolo Benanti, Antonio Oddati e Michele Mezza.

E' allo studio l'ipotesi di creare un Archivio Aldo Masullo, basandosi anche sulle origini nolane del Maestro, oltre che naturalmente sul vivo interesse che il suo lascito intellettuale suscita.

Fra i progetti previsti riguardanti più direttamente il personaggio Giordano Bruno, la Fondazione prevede l'organizzazione di un convegno nel 2021 sul filosofo e una mostra di Arte Contemporanea sulla figura di Bruno, curata dal prof. Gianluca Riccio. Da diversi anni infatti, l'opera del filosofo nolano è al centro dell'interesse dell'arte contemporanea, in particolare da parte di quegli artisti che portano avanti una riflessione tesa ad allargare i confini abituali della fruizione artistica e ad evidenziare la matrice concettuale e filosofica della ricerca visive contemporanea. Si associa a questo un progetto di digitalizzazione e arte contemporanea, su cui è stata sentita la prof.ssa Giuseppina de LucaE' allo studio un progetto di filosofia e biologia che prende spunto dall'opera di Bruno, sul quale è stata consultata la prof.ssa Marta Bertolaso.

Collaborano ai lavori del Comitato scientifico anche Eduardo Camurri, Maria Laudiero e Domenico Melidoro.

E’ possibile assistere all'evento in diretta sul canale Youtube dell'Università Federico II di Napoli, e in streaming sui canali social del Comune di Nola, e del Corriere del Mezzogiorno Media Partner dell'evento.

Per seguire l'evento il link canale YouTube Federico II:

https://youtu.be/3QDHb-yrTIo

Per Microsoft Teams :

https://teams.microsoft.com/l/channel/19%3a6cb80bd514054cefa41872f56d74175c%40thread.tacv2/Generale?groupId=f2483bcd-a22d-42e4-b817-052ec01b7704&tenantId=2fcfe26a-bb62-46b0-b1e3-28f9da0c45fd

Giornate Fai all’aperto: Anche in Campania aperture nelle cinque Province sabato 27 e domenica 28 giugno

È piacevole e istruttivo aggirarsi in mezzo a una vegetazione che non si conosce. Le solite piante, come qualsiasi oggetto che ci sia noto da tempo, non ci suscitano alcun pensiero, e a cosa vale guardare senza pensare? (Johann W. Goethe, Viaggio in Italia).

GFAP SLIDE VISUALN.S. - 26.06.2020 - Parchi e giardini storici monumentaliriserve naturali e orti botaniciboschi e campagnealberi millenari e piante bizzarresentieri immersi nella natura e passeggiate nel verde urbano, giardini pubblici da riscoprire e giardini privati segreti che si svelano al pubblico: sono solo alcuni dei luoghi che si potranno visitare in questa edizione speciale delle Giornate FAI in tutta Italia, che assume un’inedita veste “all’aperto”sabato 27 e domenica 28 giugno 2020 in oltre 200 luoghi in più di 150 località d'Italiasu prenotazione e nel rispetto delle norme di sicurezza, grazie all’infaticabile spinta organizzativa dei gruppi di volontari delle delegazioni FAI sparsi in tutto il Paese.

Un'iniziativa per risvegliare la curiosità e l'intelligenza dinnanzi a ciò che ci circonda, per interrogarci – come scrive Goethe – su ciò che abitualmente vediamo ma non conosciamo se non in superficie, e che vedrà protagonisti anche tutti i Beni del FAI – Fondo Ambiente Italiano, per l'occasione anch’essi concentrati su proposte “all’aperto” declinate sul patrimonio verde.

Infine, durante le Giornate FAI all'aperto verranno svelati per la prima volta al pubblico, a pochi mesi dall’accordo tra il FAI e la Fondazione Museo di Palazzo Moroni, gli imponenti Giardini di Palazzo Moroni a Bergamo, oltre quattro ettari di verde tra le mura della Città Alta: l’omaggio del FAI alla città che ha drammaticamente sofferto l’emergenza sanitaria e che necessita di ritrovare il benessere e la bellezza che solo la natura può offrire.

Questa nuova edizione delle Giornate FAI si carica di un significato speciale ed emblematico: il momento storico che stiamo vivendo ha imposto a tutta la collettività di riorganizzarsi e reinventarsi, e il FAI è pronto per tornare a offrire al pubblico una intensa esperienza di visita, nel rispetto della massima sicurezza per tutti, cogliendo l'occasione per mettere al centro della propria proposta il patrimonio all'aperto del nostro Paese.

Il FAI persegue dalla nascita l’obiettivo di riavvicinare gli italiani alla natura e al paesaggio, per riscoprire e coltivare una "cultura della natura”. La nostra missione si basa sul principio che “si protegge ciò che si ama e si ama ciò che si conosce”: comprendere la natura, dunque, si rivela il modo per educarci a “proteggerla”. Ecco perché il FAI dalla crisi generata dalla pandemia ha cercato di cogliere un’opportunità e per la prima volta, dopo 35 edizioni di Giornate FAI, presenta un programma di aperture interamente dedicato al rapporto tra Cultura e Natura, coinvolgendo i Beni e i territori in cui operano, nell’ambito della missione del FAI, le sue Delegazioni. Sarà sorprendente guardare l’Italia con occhi nuovi, e scoprire tutte le sue molteplici sfumature di “verde”.

Prendere parte alle Giornate FAI è anche un modo per partecipare alla missione di cura e tutela del patrimonio culturale italiano della Fondazione, che negli oltre due mesi e mezzo di chiusura ha interrotto tutte le attività, dalle visite nei Beni ai cantieri di restauro, agli eventi nazionali. Ora il FAI è ripartito, per questo, oltre al contributo minimo – 3 euro per chi è già iscritto al FAI, 5 euro per i non iscritti - richiesto all’atto della prenotazione online, tutti i visitatori potranno iscriversi al FAI con le quote agevolate (riduzione di 10 euro) presso tutti i luoghi aperti e i Beni della Fondazione.

Otto le aperture in Campaniatutte su prenotazione obbligatoria online su www.giornatefai.it. Per partecipare sarà richiesto un contributo per il FAI. Le prenotazioni devono pervenire entro e non oltre venerdì 26 giugno alle ore 15.00.

Baia di Ieranto

baia di ierantoCome di consueto sarà aperto il sentiero naturalistico dell’affascinante Baia di IerantoBene FAI in Campania con visite guidate speciali accompagnate da attività incentrate sul “patrimonio verde”. Il pubblico, infatti, potrà scoprire peculiarità e rarità, aneddoti e curiosità sulla natura curata e protetta nel Bene FAI attraverso piccole lezioni di botanica e visite accompagnate da esperti agronomi o giardinieri.

Molo San Vincenzo a Napoli

molo san vincenzo 1400x600Passeggiata sul mare anche a Napoli dove si potrà andare alla scoperta della storia del Molo San Vincenzo attraverso il racconto delle guide dell’Associazione Friends of Molo San Vincenzo. Il Viceré Conte di Olivares affidò nel 1596 a Domenico Fontana il progetto di ampliamento e sistemazione del porto, ma i lavori furono interrotti improvvisamente e si poté soltanto unire alla terraferma l'isolotto dove sorgeva la torre di San Vincenzo, costruita sotto Carlo d'Angiò come baluardo difensivo del Castel Nuovo. Successivamente venne unito con la terraferma dando inizio alla forma attuale. Delle vestigia storiche oggi rimane ben poco. Il molo è utilizzato per ormeggiare barche sequestrate ed è presente un antico bacino di carenaggio che all'epoca era un'eccellenza d’impianto idrico dove era possibile riparare le navi. Da anni si cerca una soluzione per rendere fruibile questa meravigliosa passeggiata.

Rione Terra a Pozzuoli

Rione Terra Pozzuoli dallalto 1Una passeggiata alla scoperta dell'anima che dà vita alla città di Pozzuoli, sospesa tra mare e vulcani.

Prima tappa: Darsena dei pescatori puteolani. Ai piedi del Rione Terra di Pozzuoli vi è la Darsena, riparo, ancora oggi, per piccole imbarcazioni e gozzi dei pescatori della città. Qui sorge la chiesetta dell'Assunta a mare, costruita nel 1621, e la bottega dell'ultimo maestro d'ascia dei Campi Flegrei.

Seconda tappa: Piazza 2 Marzo. Le scale di Portanova conducono al Rione Terra. Esse furono sempre utilizzate, dal 194 a.C. fino al 1970, anno nel quale la rocca dell'antica Puteoli fu evacuata in maniera forzata per il bradisismo.

Terza tappa: Piazza della Repubblica. È la piazza principale del centro storico di Pozzuoli, in essa un tempo si faceva il mercato.

Quarta tappa: Rione Terra di Pozzuoli. Il Rione Terra è il primo nucleo abitato della città di Pozzuoli. La rocca è costruita su uno sperone tufaceo alto 33 metri, circondato sui tre lati dal mare.

L’Esedra e il Parco di Villa Campolieto a Ercolano

villa campolietoC'è un miracolo architettonico e paesaggistico nel fertile territorio partenopeo che aspetta solo di essere scoperto: è l'itinerario delle ville di delizia del “Miglio d'Oro”. Quella che sembra essere solo una strada di 25 km, assume toni incantevoli di grazia e bellezza per merito delle “delizie di corte”. Stiamo parlando delle ben 122 ville settecentesche del vesuviano, che da San Giovanni a Teduccio giungono quasi ai confini di Torre Annunziata, nella provincia napoletana. Tra le irrinunciabili, eccezionale è Villa Campolieto che dopo 6 anni di restauro grazie alla Fondazione Ente per le Ville Vesuviane, è stata riportata al suo antico splendore. Si potranno ammirare le sceniche scale ellittiche con vedute da favola sulle isole e sul Golfo di Napoli, le suggestive stanze affrescate con scorci illusionistici, il roseto e il palmeto monumentale.

Le Basiliche di Cimitile 

Basiliche di Cimitile images88CBBTZGIl Complesso basilicale nacque grazie alla lungimiranza e alla cultura di Meropio Ponzio Anicio Paolino (San Paolino), che arricchì con una vera e propria fioritura di basiliche e costruzioni assistenziali il sito cimitilese. Tra la fine del secolo IV secolo ed il primo trentennio del V furono due in particolare le basiliche più grandi ed importanti: la Vetus, cioè quella dedicata a San Felice, e la Nova. Le due basiliche, unite tra loro all'altezza della sepoltura di Felice, costituirono il cuore della Città Santa, e furono riccamente decorate ad affresco con scene ispirate al Vecchio e Nuovo Testamento. Oltre alle aree delle basiliche Vetus e Nova, si innalzarono altre costruzioni, come la basilica dei Martiri, e una miriade di costruzioni assistenziali (celle per i pellegrini, ambienti con fontane, punti di ristoro e riposo), nonché il famoso Monasterium di Paolino.

A Benevento la passeggiata in bicicletta nella Contrada di Sant’Angelo a Piesco

Benevento passeggiata untitledSituata lungo il fiume Calore, a circa 7 Km da Benevento, Contrada Sant’Angelo a Piesco è attraversata dalla pista ciclo-pedonale “Paesaggi sanniti” realizzata dalla Provincia di Benevento. La zona ricade all'interno del Corridoio Ecologico Regionale e nell’Oasi “Zone Umide Beneventane” gestita dalla LIPU. La contrada mantiene una vocazione agricola ed è quasi totalmente immune da inquinamento acustico e luminoso. Lambita dal fiume Calore, le cui rive sono caratterizzate da una rigogliosa flora igrofila ed una consistente fauna acquatica, rappresenta un'area naturalistica dove è possibile imbattersi in specie di uccelli stanziali, quali, ad esempio, l'airone cenerino, la garzetta, la nitticora. Nella contrada, inoltre, si può godere del fascino di un paesaggio caratterizzato da alberi imponenti, anse fluviali, spiaggette deserte, e di uno splendido punto di vista, dal basso, verso il centro storico di Castelpoto, arroccato su una aspra collina.

Cupola maiolicata della Chiesa della SS. Annunziata a Salerno

Chiesa Annunziata SalernoLa decorazione della cupola della chiesa dell’Annunziata è stata realizzata con riggiole “ambrogette” e montate su legno con un sistema antichissimo, avvitate senza l’impiego di colle o cemento, un sistema straordinario e molto resistente. Le ambrogette sono state realizzate dal Maestro Giancappetti su disegno della scultrice e ceramista Enrica Rebeck, che ha scelto anche i colori, e con l'intervento dell’arch. Antonio Carluccio progettista del recupero artistico e strutturale della chiesa dell’Annunziata. In effetti un reale riscontro storico su eventuali preesistenze di decori ceramici sulla cupola non è stato trovato. Non sono, quindi, mai esistite ambrogette o altri reperti storici appartenenti alla cupola, ma proprio questa falsa memoria ha alla fine permesso di ancorare il progetto ad un immaginario collettivo più forte del vero, il mito ricreato e reso “reale”.

La Villa Comunale di Salerno

Salerno Villa ComunaleDal 1874 prende avvio la realizzazione dei giardini pubblici in prossimità del teatro Verdi, secondo un progetto dell’arch Casalbore. Nel corso degli anni si succedono lavori che rendono l'area della villa fruibile dal pubblico, fino a divenire l'are più alla moda della Salerno ottocentesca. I giardini si estendevano sino al palazzo Edilizia, poiché in quel periodo non era ancora stato edificato il palazzo della Prefettura, la cui costruzione ne limiterà l’estensione. Nel 1997 il progetto di recupero della Villa Comunale di Salerno ad opera dell'arch Enrico Auletta è stato affrontato con le metodologie del restauro conservativo, non perseguendo la mera ricerca del ripristino delle condizioni originarie. Si è così scelto di ampliare la fase analitica di acquisizione di dati di tipo storico, floristico, funzionale per delineare un quadro sintetico di informazioni sulle qualità ancora presenti o recuperabili secondo lo spirito più proprio, il genius loci e la storia.

Masseria Mozzi-Masseria delle sorgenti Ferrarelle nell’Alto Casertano

Sorgenti ferrarelle di riardo 1200x630L'Oasi Ferrarelle FAI è una delle realtà territoriali più interessanti dell'Alto Casertano. Un'area di paesaggio Italiano in cui Natura e Territorio si fondono con Industria e Cultura con un forte senso di Responsabilità Sociale di Impresa. All'interno dell'Oasi, la Masseria Mozzi, oggi sede dell'Azienda Agricola Masseria delle Sorgenti Ferrarelle e punto di ristoro dei visitatori, un tipico esempio di casa rurale dei primi dell'800, di recente sottoposta ad un attento restauro conservativo.

PRENOTAZIONE ONLINE OBBLIGATORIA

entro e non oltre Venerdì 26 giugno alle ore 15 sul sito

WWW.GIORNATEFAI.IT

- fino a esaurimento posti -

Per partecipare alle Giornate FAI all’aperto sarà richiesto un contributo per il FAI.

Tutti i fondi raccolti saranno destinati alle attività istituzionali della Fondazione.

La raccolta contributi avverrà prima dell’evento all’atto di prenotazione con la richiesta di un contributo per il FAI minimo (tramite carta di credito e paypal), per iscritti FAI a partire da 3€, per non iscritti a partire da 5€.

medici, infermieri e personale sanitario

Il FAI ringrazia tutto il personale sanitario per il coraggioso impegno profuso nel corso dell’emergenza Covid-19 regalando l’iscrizione ordinaria da effettuarsi durante gli eventi nazionali o presso i Beni della Fondazione

MODALITÀ DI VISITA IN SICUREZZA

Nel rispetto delle normative, il FAI ha adottato misure che permettano al pubblico di partecipare all’evento nella massima sicurezza. Le visite si svolgeranno solo su prenotazione in determinati turni, a gruppi ristretti. Una volta prenotato il turno di visita, i partecipanti riceveranno una mail con le indicazioni sulle modalità di accesso e le norme da rispettare: oltre all’obbligo di presa visione dell’informativa sulla sicurezza, si ricorda l’obbligo di indossare la mascherina durante la visita, di mantenere il distanziamento sociale di 1,5 metri, di disinfettare le mani con gli appositi gel situati all’ingresso del percorso e di attenersi in generale alle indicazioni date dal personale e dai volontari, seguendo le informative poste all’inizio del percorso. Si chiede di rinunciare alla visita qualora, nei 14 giorni antecedenti, la persona abbia avuto una temperatura corporea superiore ai 37,5°, e/o abbia presentato qualsiasi sintomo influenzale, e/o abbia avuto contatti con persone risultate positive al COVID -19. Il FAI, nell’ambito dei protocolli di sicurezza adottati per la prevenzione dal contagio da Covid – 19, si riserva inoltre la facoltà di rilevare all’ingresso la temperatura dei visitatori tramite appositi dispositivi.

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Le Giornate FAI all’aperto 2020 sono rese possibili grazie al fondamentale contributo di importanti aziende illuminate. Ferrarelle, acqua ufficiale del FAI e Partner degli eventi istituzionali, presente con il suo Parco Sorgenti di Riardo nella lista dei luoghi visitabili e impegnata insieme alla Fondazione in importanti attività di sensibilizzazione sul corretto riciclo del materiale plastico. FinecoBank, realtà leader nel trading online e nel Private Banking, è il prestigioso Main Sponsor dell’evento perché da sempre sostiene il valore del patrimonio. Rekeep, principale gruppo italiano attivo nel facility management e amica amico del FAI dal 2018, che sostiene l’evento in qualità di Sponsor. Grazie anche a Fondazione Leonardo – Civiltà delle Macchine, dell’azienda Leonardo, che valorizza il patrimonio archivistico-museale industriale, Golia Herbs che sostiene gli eventi verdi, Nespresso, nuovo importante sostenitore della Fondazione. Infine grazie a DHL Express Italy, che rinnova per il sesto anno consecutivo il suo sostegno al FAI in qualità di Logistic Partner.

L'iniziativa si svolge con il Patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, di tutte le Regioni e le Province Autonome italiane. Si ringrazia per la collaborazione la Commissione europea, da alcuni anni partner delle Giornate FAI attraverso l’Ufficio di Rappresentanza in Italia. Si ringraziano, inoltre, Regione LazioRegione Toscana e Provincia Autonoma di Trento per il contributo concesso.

Anche in questa edizione speciale di Giornate FAI il Servizio Pubblico Rai conferma il proprio impegno per i beni culturali e paesaggistici italiani. Il FAI in questi anni è riuscito a raggiungere tanti sfidanti obiettivi anche grazie alla costante collaborazione della Rai che non è solo un broadcaster, ma un partner narrativo fondamentale nel racconto del nostro patrimonio storico artistico, naturalistico e paesaggistico a tutti gli Italiani Le nostre storie, le storie del FAI diventano così anch'esse patrimonio di tutti.

Grazie di cuore alle 128 Delegazioni, ai 97 Gruppi FAI, ai 96 Gruppi FAI Giovani e ai 4 Gruppi FAI ponte tra culture, che anche in questi mesi difficili non hanno mai perso l'entusiasmo e la passione che da sempre li contraddistingue. Grazie a tutti i gruppi di volontari sul territorio che sono riusciti a organizzare le aperture di luoghi eccezionali, a quelli che collaborano con i Beni del FAI e a tutti coloro che a vario titolo stanno supportando questa iniziativa; un ringraziamento particolare per il generoso sostegno alla buona riuscita della manifestazione alla Protezione Civile e ai suoi volontari, e all’Arma dei Carabinieri per il loro contributo alla sicurezza dell'evento. Ringraziamo infine in modo speciale i proprietari degli oltre 160 luoghi aperti in aggiunta ai nostri Beni, e le 150 amministrazioni comunali che hanno accolto questa iniziativa, comprendendo l'importanza e il significato di ripartenza.

Avella / Antologia telematica, Volume I: La Festa del libro e dei fumetti vive nei variegati profili della Grande piazza-web

“Disco verde” per il primo format, in dirittura d’allestimento il secondo con video.

Festa del Libro on line untitledGianni Amodeo - 21\05\20 -  Sono  composite per contenuti e variegate per i pregi grafici e le eleganti  illustrazioni, le pagine dei social e del web che nella ricca e multiforme trama del virtuale fanno pulsare e vivere in speciale e insolita versione la  Festa dei libri e dei fumetti, indetta e promossa  dall’associazione “La Piccola cometa Alessia Bellofatto”, in collaborazione con l’associazione “Le ali della vita”, la Pro Loco Abella- Gruppo archeologico Amedeo Maiuri e la Mela, attiva associazione promotrice della cultura teatrale sul territorio. Una scelta di progetto con l’appello lanciato alcuni mesi fa, per dare continuità all’ormai tradizionale ed atteso appuntamento d’interesse sociale e culturale che in città coincide con l’arrivo della primavera e , al contempo, per la responsabile e doverosa osservanza delle disposizioni e modalità generali imposte dallo stato di emergenza Antologia 1 imgEditsanitaria per la prevenzione e il contrasto del Covid-19 che hanno reso inaccessibili al pubblico di occasioni di gran richiamo come l’evento sotto i riflettori il Salotto di piazza Convento con i suoi bei lecci, l’accogliente Teatro  comunaleDomenico Biancardi” e gli ambulacri dalle stupende volte ed archi  del Chiostro del magnifico complesso conventuale dei Frati Minori, come dire gli spazi- agorà  dell’antico centro urbano attraversato dal decumanus maximus dedicati all’originale kermesse nelle cinque edizioni andate  in scena con crescente partecipazione di pubblico fino a maggio scorso.

Una scelta imposta, quella per l’edizione-2020, che ha trasformato la Festa dei libri e dei fumetti in una vera e propria Piazza virtuale, adottando la formula di cambiamento … in corsa, rivelatasi di sicuro interesse e con alti Pag 1 100 parole Antonio Caggianoindici di frequentazione, come attestano le decine di migliaia di like  che si vengono registrando di giorno in giorno, consegnando lusinghieri e stimolanti riconoscimenti di consenso per le produzioni pubblicate, tanto da superare ogni più rosea e ben promettente aspettativa che  potessero immaginare gli stessi promotori dell’importante iniziativa che onora Avella e il territorio.

E’ una Piazza,  quella ancorata al sito www.alessiabellofatto.altervista.org, che non esibisce la presenza fisica di allineati banchi espositivi distinti per generi di libri e fumetti, aree riservate a convegni su tematiche d’attualità, Mostre d’arte varia, spettacoli canori e musicali,  degustazioni di tipicità dolciarie e culinarie del territorio, per svilupparsi e dilatarsi, invece, in una straordinaria virtuale 100 parole XD editoriale una primavera surrealeambientazione, tutta da leggere, osservare ed ammirare nei tasselli intessuti  da composizioni poetiche, racconti e saggi brevi, preghiere, da contenere in cento parole, che rappresentano un dettaglio puramente orientativo, per nulla contabile e restrittivo del pensare e sentire.  E senza dire dei collage fotografici, tra cui spicca quello intitolato Luce su Roma -messo a punto in bianco e nero da Rino Bianchi e Gabriel Bernard in schietto linguaggio neo realistico - che racconta l’Urbe con i suoi quartieri popolari prima del Covid-19, perennemente indaffarata con se stessa, ma ben calata nel millenario disincanto da trasognata cosmopolita, e del durante Covid-19 desolata e in clausura, quasi in fuga da sé stessa.  Un modo, per onorare al meglio il ricordo di Alessia Bellofatto, poliedrica artista e poetessa scomparsa dieci anni fa. Era appena diciassettenne ….     

Sotto tutti gli aspetti, è davvero un Grande laboratorio per scrittura curata e di qualità, presentandosi in sorprendente ed ammirevole emersione, con l’effetto speciale di aver reso la Festa dei libri e dei fumetti …. 100 parole Carlo Di Leggealtra da sé rispetto al canone tradizionale e finora praticato; un  Grande laboratorio originale e attrattivo, connotato spesso da freschezza di pensieri e sentimenti a tema libero, con chiave ispiratrice predominante fornita, tuttavia, dalla “lettura” con cui  le autrici e gli autori dei testi esposti nella Piazza virtuale interpretano e rappresentano le inquietanti sfaccettature  della pandemia del corona virus che viene interpellando l’umanità, sotto tutte le latitudini, facendole riscoprire limiti e fragilità, ma anche e soprattutto l’importanza dei valori della civile e amorevole convivenza, a fronte della quale gli egoismi, la ricchezza materiale e l’arroganza del potere sono la negazione del vivere. Il nulla.

E dalla Piazza virtuale del Grande laboratorio di scrittura animato da autori e autrici, di tutte le età con le più disparate esperienze di vita nel mondo del lavoro e delle professioni, nell’ambito della scuola, della 100 parole Giovanni De Feocomunicazione, oltre che del clero e delle suore arriva il simbolico primo format, l’Antologia telematica, mentre si vara il secondo format, in cui alla scrittura e ai collage fotografici, si accompagnano video, con montaggio curato da Felice D’Anna. Un’operazione culturale, a cui sovrintende con cura e passione unica, Saverio Bellofatto, eclettico per l’impegno che profonde nelle iniziative sociali e con bella vena per la grafica editoriale, di cui Froggy, il pregiato magazine de “La Piccola cometa” che cura direttamente così come il format antologico varato e quello in allestimento danno eloquente testimonianza. 

100 parole enzo regaE’ la Piazza virtuale, da cui è già scattata la maratona on line, in cui competono e concorrono i ragazzi e le ragazze di tutte le Scuole del territorio, della Bassa Irpinia e dell’Area nolana con poesie, disegni, racconti, video-clip sui temi della salvaguardia dell’ambiente e sull’importanza della biodiversità naturale e delle specie viventi. EE’ la maratona che annuncia e dà forma alla Festa Live, in agenda dall’ 1 al 4 ottobre nel Convento dei Frati Minori.  

Occhio, intanto, alla sequenza di alcuni saggi dell’operazione-Grande piazza virtuale, incluso il video di cui è protagonista Luca De Prisco, il giovane compositore originario di Gesualdo, 100 parole Gianni Maritatifisarmonicista di grande classe, protagonista di Festival nazionali e internazionali all’insegna della Musica classica e delle suggestioni della polifonia che affascina e rasserena.

E’ la Piazza virtuale, da cui è già partita la maratona on line che sta coinvolgendo gli studenti delle Scuole del territorio sui grandi temi della salvaguardia dell’ambiente, con poesie, racconti, video-clip e disegni che daranno forma e giostre di attrazioni alla Festa Live che è in programma dall’ 1 al 4 ottobre nel Convento dei Frati minori … confidando nella ritrovata normalità con il Corona virus debellato!

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