AMAZZONIA: IL POTERE DEL FUMO

L’interesse sul tema ha scatenato imponenti dibattiti. La comunità internazionale resta col fiato sospeso di fronte ai roghi che stanno devastando l’Amazzonia, la maggior parte legati all’espansione dell’agrobusiness, il Governo Balsonero ha garantito politicamente l’immunità ai deforestatori. In concomitanza, si verificano attacchi di terrorismo politico agli Enti governativi che si occupano di ambiente, di tutela dei diritti umani e dei lavoratori. L’intervento di papa Bergoglio sulla questione ambientale.Il rapporto dell'Agenzia Europea per l'Ambiente, dal titolo "Cambiamento climatico, impatti e vulnerabilità in Europa".

ambienete devastato 5 Inquinamento atmosferico1mcferrara – 10.09.2019 - Ambiente è una parola dal significato universalmente: conosciuto ormai non più soltanto come materia di studio universitaria, il discorso sull'ambiente si sta impossessando della politica, dello spettacolo, dell’ educazione. E’ un settore così importante come lo è la vita sulla biosfera terrestre e le soluzioni per preservare ogni ecosistema presente sul nostro pianeta.

ambiente devastato 3Viviamo in un mondo sempre meno vivibile, sempre più inquinato. In tutti i continenti le risorse energetiche non rinnovabili sono in esaurimento e da ogni laboratorio, da ogni conferenza, da ogni discorso razionale sui rischi che corre l'uomo moderno e sull'impoverimento delle risorse naturali appare chiaro che, se vogliamo salvare il nostro territorio, dobbiamo trovare nuovi metodi per gestire i nostri settori produttivi e soprattutto cercare di tenere sotto controllo i fattori inquinanti.

albero sviluppo sostenibile a scuolaSi parla tanto, e a ragione, della necessità di uno sviluppo sostenibile. Significa che il progresso deve tener conto delle esigenze del pianeta intero, e non solo della creatura che meglio ha saputo adattarsi, piegando la Terra alle sue esigenze: l'uomo.

MSFKFC7SL’interesse sul tema ha scatenato imponenti dibattiti; la comunità internazionale resta col fiato sospeso di fronte ai roghi che stanno devastando l’Amazzonia, la maggior parte legati all’espansione dell’agrobusiness e non solol’Istituto Pensar Agro - la banca da ruralista più potente del Brasile – e il cartello dei grandi produttori di soia, cotone e canna da zucchero hanno recentemente ottenuto l’eliminazione dei divieti per centinaia di pesticidi e dei pesanti dazi sull'importazione di auto di lusso e delle macchine agricole, in cambio di canali preferenziali per la carne brasiliana verso l'Europa. Scopo finale, distruggere aree protette per renderle coltivabili.

LapresseFo 65815008bolsonaro sanzioni 640 ori crop master 0x0 640x360Altrettanto, il Governo Balsonero, cambiando i vertici dei dipartimenti governativi, ha garantito politicamente l’immunità ai deforestatori; specialmente i latifondisti sanno che sono legittimati ad uccidere e incendiare soprattutto nell’entroterra amazzonica, ‘’il fine giustifica il mezzo’’; in primis, per migliorare l’esportazione a bassissimo costo di minerali, carne, prodotti agricoli e distruggere la foresta e fare spazio a nuove piantagioni di soia e allevamenti di bestiame.

Proteste da parte dei nativi brasiliani In concomitanza, si verificano attacchi di terrorismo politico agli Enti governativi che si occupano di ambiente, di tutela dei diritti umani e dei lavoratori. Ripetuti sono gli scontri e le epidemie. Gli indios brasiliani, attraverso la loro resistenza, stanno diventando baluardo per la difesa della democrazia.

papa Bergoglio II 14036966125In questo contesto, Papa Bergoglio ha riaffermato le questioni centrali dell'Enciclica e sembra suggerire che praticare relazioni internazionali sostenibili significhi uscire dalla logica del potere o dell'egemonia, e contemporaneamente rendere operativo il concetto di cura, poiché enfatizza le profonde implicazioni delle questioni ambientali sull'intero spettro di sicurezza, sviluppo, sfide economiche ed etiche della politica mondiale contemporanea.

Ieeamportante riferimento è il rapporto a cura dell'Agenzia Europea per l'Ambiente, dal titolo "Cambiamento climatico, impatti e vulnerabilità in Europa", che analizza il fenomeno del riscaldamento globale e dei suoi effetti a scala continentale. Nel complesso, l'Agenzia stima un costo economico dei cambiamenti climatici pari a 400 miliardi di euro nella sola Europa dagli anni '80 a oggi. Fenomeni e numeri destinati ad aumentare e per far fronte ai quali il rapporto medesimo conferma la doppia strategia, che prevede la riduzione di emissioni - come previsto dagli accordi stilati e ratificati alle Conferenze mondiali sul clima Cop21 a Parigi nel 2015 e Cop22 a Marrakech lo scorso anno – l’aumento delle capacità di adattamento e di resilienza delle società. Cose entrambe non facili, e soprattutto costose su scala globale. 

unfccc20copyAnche se l’attenzione politica internazionale verso l’Amazzonia e i problemi climatici sono incessanti, l’organizzazione che governa le politiche sul clima è davvero complessa e farraginosa. Al segretariato dell'ONU, ‘’United Nations Frameworck bbc 02Convention on Climate Change (UNFCCC)’’, fanno riferimento le Nazioni, le istituzioni che lavorano attorno al clima (Agenzie ONU, istituti finanziari internazionali), le ONG, le chiese, le associazioni e le aziende private. Ad essa, viene avocata l’attribuzione di garantire il rispetto dei parametri stabiliti a Parigi, che prevedono, la riduzione delle emissioni da parte di tutti i paesi firmatari di 2°grado entro il 2030. Ma nonostante l'impegno dei paesi firmatari, il risultato tarda a realizzarsi, da qui la necessità di estendere il periodo di applicazione al 2050. Intanto, gli Stati Uniti ribadiscono il “no” a Parigi e affermano di non aderire alle parti del comunicato sul clima; anche le multilateral development banks (banche multilaterali di sviluppo, come la Banca Mondiale) riflettono sul loro annuncio circa il ritiro e l’immediata cessazione dell’implementazione dell’Accordo di Parigi e degli impegni finanziari associati”. Così una nota al punto 2 degli 11 che compongono la dichiarazione finale del G7 Ambiente che si è chiuso a Bologna, quello sulla lotta ai mutamenti climatici.

IBalsonero e Trumpn sostanza Washington conferma le posizioni annunciate dal presidente Donald J. Trump: via dall’Accordo di Parigi e stop ai finanziamenti al green fund per il clima.

In contrapposizione ai proclami e le scelte politiche colonialiste, preferite da alcuni capi di Stato o Governi, si elevano, in tutto il mondo, dichiarazioni di politici, economisti, premi Nobel e società civile, come quelle di Antònio Guterres, Segretario Generale ONU che afferma: "… nel mezzo di una crisi climatica globale", il mondo "non può permettersi di fare più danni a una grande fonte di ossigeno e biodiversità". 

Marina Silva Maria Silva, attivista e politica brasiliana, ex ministro dell’Ambiente del Governo Lula, insignita nel 1996 del “Nobel Verde” - il Goldman Environmental Prize, dichiara; “Le politiche del governo stanno trasformando il Brasile nello sterminatore del futuro e non possiamo permetterci che ciò accada. Stiamo vivendo un momento di barbarie ambientale”, di cui pagheranno il prezzo le generazioni future’’. 

Fra le innumerevoli organizzazioni internazionali c’è ISCOS, istituto sindacale promosso dalla CISL, unico al mondo, che lotta in difesa dell’ambiente, dei diritti umani dei nativi, dei ISCOSlavoratori, dei movimenti sociali. Nonostante le notizie di cronaca che riportano l’assassinio di vari esponenti sindacali in loco (v. assassinio del Presidente del sindacato lavoratori rurali Carlos Cabral Pereira, ad oggi è il quarto leader del Sindacato assassinato dal 1985), la CISL, brasile leader sindacale ucciso Carlos Cabral Pereira 755x491non arretra davanti alle tante difficoltà. Anzi, mette in campo ulteriori sforzi, realizza un grande progetto, pensato per unificare i 9 comuni del territorio in un’unica referenza nazionale, per creare un nuovo modello di sviluppo sostenibile, affrontare i cambiamenti climatici, rafforzare l’attività dei sindacati rurali, garantire in futuro più partecipazione nel territorio.

Con l’apporto di cofinanziamenti provenienti dall’Europa, la CISL,ha potuto aiutare e sostenere oltre 200 mila persone. Ma non basta, a tutto questo si chiede un’ulteriore sforzo aggiuntivo, dal termine solidarietà si deve passare a quello di responsabilità; e questo passaggio lo dichiara in una nota il Segretario Confederale CISL, A. Colombini, in due articoli riportati: 

Amazzonia: Il sindacato mondiale deve mobilitarsi; caschi verdi Onu e Fondo green accordo Parigi: Roma, 24 ago. (askanews) - "L'Amazzonia brucia. I popoli indigeni rischiano la sopravvivenza. Il riscaldamento climatico si aggrava. È inequivocabile intervenire con urgenza. Il sindacato mondiale deve mobilitarsi" - secondo il quale, le diplomazie internazionali devono intervenire. 

Colombini 2017 07 20 at 11 24 53"Il Fondo verde dell'Accordo di Parigi - sottolinea - deve essere operativo nell'immediato in soccorso dell'Amazzonia e dei popoli indigeni. È inequivocabile che il moltiplicarsi degli incendi nell'Amazzonia sono la conseguenza dell'aggressione dell'agrobusiness per avere terreni da destinare agli allevamenti e alle produzioni agricole oltre che allo sfruttamento dell'oro e degli altri minerali". (Segue) 

"Ma le ripercussioni sono micidiali per le popolazioni indigene e per il riscaldamento climatico. Bisogna creare e mettere in campo i "caschi verdi" dell'ONU (in difesa dell'ambiente) che intervengano nell'immediato ed una grande mobilitazione mondiale dei popoli e delle istituzioni. Ma bisogna anche rendere disponibile ed operativo il FONDO GREEN dell'Accordo di Parigi che è stato previsto anche per compensare il Brasile e i grandi Paesi dell'Indocina e dell'Indonesia per la protezione delle grandi riserve di ossigeno delle foreste pluviali che contribuiscono fortemente al contenimento del riscaldamento climatico con l'assorbimento di grandi quantità di CO2 e l'emissione di grandi quantità di ossigeno. Bisogna mobilitarsi e agire con urgenza. Anche per questo conclude Colombini - c'è da augurarsi di avere prima possibile la nuova politica ecologicadisponibilità di un nuovo Governo, capace di raccogliere le nostre richieste e di mobilitarsi verso le istituzioni internazionali"

Concludendo serve un progetto riformatore, caratterizzato dal discorso pubblico della nuova "ecologia politica"; ma va sottolineata la necessità di riscoprire i fondamenti della convivenza e dello sviluppo; è necessario aprire le porte alla possibilità di un modello economico più responsabile e inclusivo - come ha ricordato Papa Bergoglio, di fronte all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, che stava discutendo ‘’l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile" -, assicurare a tutti una casa, un lavoro dignitoso e debitamente retribuito, un’alimentazione adeguata e acqua potabile

Lettera aperta alla Dott.ssa Elisa Spagnuolo, Presidente Associazione Irpina Pianeta Autismo Avellino

Alaia Salvatore arton2605 ea89e10 agosto 2019 – “Carissima Dottoressa  Elisa Spagnuolo, dopo tanto tempo ho deciso di scriverLe  per testimoniare, ancora una volta, la vicinanza alla vostra Associazione che, tra mille difficoltà, con grande coerenza, ha  sempre cercato di portare avanti una battaglia di grande civiltà che riguarda il Centro Autistico di Avellino, a difesa di tante persone che soffrono nella piena indifferenza di chi ha ruolo e responsabilità nella vicenda, ma che con cinismo e ipocrisia continua a  mortificare la dignità di tanta gente che merita rispetto e attenzione.

Sono il dott. Salvatore Alaia, ex Sindaco di Sperone, una persona come tante altre che nella vita, come VOI, ha sempre cercato di stare a fianco delle fasce più deboli, spesso bistrattate da una politica che ha dimostrato di avere ben altri interessi, inchiodando al loro destino queste ECCELLENZE che, pur con una patologia come l'autismo, sono delle persone SPECIALI  

Spagnuolo Elisa e1548351792559Non dimentico, e non voglio dimenticare, tutte le volte che ho avuto il piacere e l'onore di incontrarla e leggere nei suoi occhi e quelli di tante altre mamme quel velo di tristezza, di rabbia, di passione, di emozioni che è difficile descrivere e far capire ai politici di turno.  Ed è per questo, credo che oggi come non mai, sia giunto il momento di unire le nostre forze e quelle di tante altre associazioni per dare voce a chi non ha più voce ed evitare che si consumi sulla nostra pelle una qualsiasi scelta politica che possa pontificare interessi di potere, mortificando quella sofferenza spesso inascoltata e rappresentata dalle associazioni messe all'angolo, come se avessero la peste.

Basta con i giochi politici e di potere abbiate, Voi Signori politici e dirigenti di turno, abbiate il buon senso e l'umiltà di dare spazio alle associazioni che non hanno alcun interesse, se non quello di alleviare la sofferenza di chi vive sulle proprie spalle il vero "dramma" legato all'autismo, mentre Lor signori devono accontentare i potenti di turno pur di rimanere saldi alla propria poltrona (vedi la conferma della  Maria Morgante  all'A.S.L di Avellino)”  

 

Dott. Salvatore Alaia

(Ex Sindaco di Sperone)

Regionalismo differenziato e nuove prospettive fiscali

Un po’ di chiarezza sulle disposizioni del titolo V della Carta costituzionale.

regioni Italia7a1mcferrara - Agosto 2019 - Sono ormai quasi 20 anni che gli Italiani, senza nemmeno accorgersene, sono ostaggi delle disposizioni del titolo V della Carta costituzionale, immesse nel nostro sistema dal Governo D’Alema nell’anno 2001. Oggi sono in molti a prendere le distanze da quel “combinato disposto”, ma nessuno ha il coraggio di ammettere che il disordine istituzionale, amministrativo e giurisdizionale che quelle norme provocano fanno sì male al nostro Paese, ma sono tuttavia l’ideale situazione in cui prosperano gli amanti delle deroghe, delle situazioni particolari, delle nicchie protette, del “not in my backyard“.

Il titolo V è un coacervo disordinato di disposizioni che rinchiude lo Stato, le Regioni, le Province e i Comuni, senza che sia stabilito un principio e un ancoraggio sicuro di razionalità, che, ad esempio, nello Stato federale tedesco è garantito da quel principio di supremazia dello Stato, secondo cui – ferma restando l’esigenza stringente di rispettare gli equilibri politici con i Lander – tuttavia il Bundestag può legiferare su qualunque materia con diritto di supremazia su ogni altra fonte normativa. Da noi, invece, siamo ormai vicini alla tempesta perfetta, costituita dalla possibilità di costruire 20 staterelli regionali, ciascuno con il suo assetto giuridico amministrativo.

Esistono dal 1948 già ben cinque Regioni a Statuto speciale. A queste Regioni, cui l’articolo 116, comma 1, riconosce “forme e condizioni particolari d’autonomia”, il nuovo titolo V aggiunge graziosamente le altre 15 regioni ordinarie, le quali – con legge rinforzata e previo intese col Governo nazionale – possono aspirare anch’esse a “forme e condizioni particolari d’autonomia” (comma 3), anche su temi sensibili di interesse nazionale quali la scuola e la sanità. Bene, il dossier del servizio studi del Senato di questo febbraio 2019 ricorda a tutti noi, che ben 13 regioni hanno chiesto di usufruire di tali “condizioni speciali”, mancano solo l’Abruzzo e il Molise. Tuttavia questa rincorsa all’anarchia istituzionale rischia di favorire solo le tre regioni ricche – Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna– che sono allo stadio di forte avanzamento sul riconoscimento, con legge rinforzata del Parlamento, di una situazione di separatezza istituzionale e finanziaria. 

effetto regionalismountitledIn tema di autonomia è opportuno proporre alcune riflessioni: La prima riguarda il tema della nuova ripartizione delle funzioni tra Stato e regioni, che scaturirebbe una volta che siano accettate le proposte delle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna per ottenere, attraverso lo strumento dell’art. 116, comma 3 della Costituzione, nuove forme e condizioni particolari di autonomia. 

Un secondo aspetto, che suscita molte perplessità, riguarda la definizione di un possibile schema di finanziamento delle funzioni, una volta terminato il percorso previsto dall’art.116. Ciò significa che le nuove competenze assegnate possono essere finanziate mediante compartecipazioni sul gettito dei tributi erariali, ma l’ammontare complessivo dei tributi deve essere commisurato ai fabbisogni di spesa della fornitura fino a quel momento eseguita dallo Stato. In tal modo sarebbe preservata la “neutralità perequativa” del federalismo asimmetrico. 

L’ultima riflessione, alla luce di simulazioni operate, conferma che se venisse accettata la proposta di assegnare alle regioni che attueranno il federalismo differenziato risorse non corrispondenti al fabbisogno di spesa necessario per il loro finanziamento si verificherebbero due impatti: il primo sulla dimensione orizzontale della perequazione poiché si modificherebbe la ripartizione delle risorse pubbliche tra le regioni; il secondo impatto avrebbe effetti sulla dimensione verticale della 

perequazione per via della riduzione dell’entità delle risorse a disposizione dell’Ente Centrale per attuare la politica redistributiva e per finanziare le funzioni rimaste

Concludendo, per alcuni beni e funzioni, quali la tutela della sanità e l’istruzione, è necessario chiarimenti per quei livelli essenziali delle prestazioni concernenti diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. Per cui il federalismo asimmetrico non può esplicarsi nella determinazione autonoma della fornitura di livelli essenziali dei servizi, come richiesto dalle Regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. Spetta, allo Stato la scelta di determinare, insieme alle Regioni, i livelli essenziali di bisogni da soddisfare.

Altresì, le nuove competenze assegnate possono essere finanziate mediante compartecipazioni sul gettito dei tributi erariali, ma l’ammontare complessivo dei tributi deve essere commisurato ai fabbisogni di spesa della fornitura fino a quel momento eseguita dallo Stato. Tutto ciò, fa scaturire un’ulteriore riflessione: è oltremodo sbagliato l’approccio alla base della tesi della restituzione delle risorse sottratte alle regioni più ricche del Paese, in quanto la perequazione attuata attraverso i Residui Fiscali non è orizzontale, tra Regioni, ma verticale, per cui non esiste nessuna Regione donante, ma è lo Stato che raccoglie le imposte erariali, più elevate nelle Regioni del Centro-Nord per effetto dei divari di reddito, finanziando così programmi e politiche di spesa in tutto il territorio nazionale.

Le diverse forme di ricchezza

Riflessioni sulle varie tipologie

2018 12 16 174758magcarm – 15.06.2019 - Le ricchezze, come le povertà, sono molte. Alcune buone, altre cattive, poche cattivissime. Le grandi culture lo sapevano bene e così hanno sempre distinto tra felicità e ricchezza. La nostra, perché non è grande, lo ha dimenticato.

Ricchezza proviene da REX, e quindi rimanda al potere, al disporre, attraverso il denaro e i beni, anche della persone. Il possesso delle ricchezze è stato profondamente intrecciato con quello delle persone e continua ad esserlo e il confine oltre il quale la democrazia diventa plutocrazia, il governo dei ricchi, è sempre più fragile. Abbiamo costruito un capitalismo finanziario che ha generato moltissima "ricchezza sbagliata", che non ha migliorato la nostra vita né quella del pianeta. Dobbiamo, con urgenza, cominciare a distinguere le forme della ricchezza.

Non è buona la ricchezza che nasce dallo sfruttamento dei poveri e dei fragili attraverso il lavoro nero e schiavizzato come in certe aree del nostro SUD, Quella che proviene dal depredare, con il consenso dei dittatori corrotti, le materie prime dell'AFRICA. Gli Africani che sbarcano sulle nostre coste chiedono di condividere con noi il benessere che abbiamo costruito con le loro risorse. Non è ricchezza quella che proviene dallo sfruttamento di giovani ingannate con la promessa di un lavoro dignitoso in Italia e poi avviate alla prostituzione. Indecoroso è lo spettacolo di giovani prostitute schierate lungo le strade periferiche delle nostre città. 

Non è ricchezza quella che proviene dal traffico di armi dall'Europa verso i paesi in guerra, ma morte e distruzione. Nelle conferenze per il disarmo si discute della riduzione degli armamenti nucleari, ma non si pronuncia nessuna parola contro il commercio o il contrabbando di armi convenzionali che alimentano le guerre e le rivoluzioni che giustamente condanniamo solo a parole auspicando la pace. Non è ricchezza buona quella che nasce dal traffico di droghe. I mercanti di morte lucrano sul disagio esistenziale dei nostri giovani per i quali la droga appare un tentativo disperato di rimedio al disagio che appare impossibile poter sopportare. Non è buona la ricchezza che nasce dal mancato rispetto della natura come quella accumulata dalle ecomafie che gestiscono il traffico dei rifiuti nocivi e dalle multinazionali che, quando si ritirano dai paesi meno sviluppati, lasciano grandi danni umani e ambientali, come la disoccupazione e l’esaurimento di alcune   riserve naturali e l’inquinamento, costringendo così la popolazione all'esodo.

Dobbiamo avere la forza etica di dire che questa pseudo-ricchezza non è buona e dirlo senza "se" e senza a. Oggi il PIL le mette tutte insieme e non sappiamo se il suo aumento è dovuto alla crescita dell’azzardo e della vendita delle armi.

Se guardiamo alle radici profonde della ricchezza che è sempre legata al lavoro umano, vi troviamo il dono. La ricchezza buona dipende dai nostri talenti, ma il talento si riceve, ce lo dice la parabola di MATTEO: non è nostro merito.

Dietro la nostra ricchezza ci sono eventi provvidenziali che non sono né merito, né soltanto il frutto del nostro impegno: esser nati in un determinato paese, amati in famiglia, l'aver potuto studiare in buone scuole e, poi, quelle persone giuste nel nostro cammino, ecc. Quanti potenziali Mozart e MARIA Montessori non sono fioriti perché sono nati e cresciuti in paesi sbagliati, o perché non amati abbastanza?

Il pagamento delle tasse non è una faccenda di altruismo o di sacrificio, è semplicemente la conseguenza della natura provvidenziale della nostra ricchezza. È un atto di gratitudine, di riconoscimento che quanto ho ottenuto nella vita è in piccola parte merito individuale e in grandissima parte provvidenza e dono.

Ogni cittadino onesto deve saper leggere nella propria ricchezza anche il nome di tutti gli altri che l'hanno in qualche modo generata.

Muri che diventano prigioni

Una riflessione sull’accoglienza.

imagesF54L9UVPmag.carm. - Accogliere è un verbo, prima ancora un movimento che dovremmo imparare. Il movimento stesso della vita: ricevere e dare sono le sistole e le diastole che fanno pulsare, che portano nutrimento e ossigeno. Senza uno di questi movimenti la vita si ferma, si rattrappisce.

le opere di banksy a gaza orig mainAccogliere significa prendere presso di sé affettuosamente. Per estensione significa anche acconsentire. Quindi si ha a che fare con un sì. Un sì che cambia la nostra vita come quando accogliamo un bambino che ci mette in movimento, ci rinnova, mobilita risorse che non sapevamo di avere.

La società in cui non si accolgono più i bambini (tutt'al più si pensa di fabbricarli secondo i nostri desideri) è incapace di accogliere i migranti.

spot Banksy no futureMagari si organizzano soluzioni tecniche per gestire l'emergenza, ma non si pensa di mettersi in gioco, di sentire questa come un'occasione per rinnovare le nostre vite.

Pensiamo che accogliere sia un dare che ci impoverisce, invece è un ricevere che porta nuova linfa. Dare e ricevere sono intrecciati. Non c'è alternativa tra vita e morte tra apertura e chiusura l'accoglienza e il rifiuto.

Ciò che non respira, che non si allarga, che non lascia entrare aria da fuori si spegne per asfissia.

Se pensiamo di salvarci chiudendo porte e finestre, alzando i muri, costruiamo da soli la nostra prigione e, alla fine, la nostra tomba