Nola / Istituto “A. Leone – Nobile”: Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

ambrogio leone nola 347x326C.S. -11.11. 2015 - Senza ombra di dubbio l’iniziativa promossa dall’ I.S.I.S  “A. Leone- U. Nobile”, in occasione della “Giornata internazionale  contro la violenza sulle donne”, rappresenta un ulteriore tassello  in un mosaico che da tempo si sta costruendo con l’obiettivo  di veder  crescere  nei giovani la  volontà  di affrontare determinate tematiche senza se e senza ma. 

A darne notizia è il prof. Salvatore Alaia, ex Sindaco di Sperone, che, in sinergia con il Dirigente Scolastico, prof.ssa Maria Teresa Palmieri, si sta attivando per organizzare un evento  tra sociologi, psicologi, giuristi, professori e studenti con uno scopo ben preciso: accrescere la consapevolezza e il senso di responsabilità rispetto a determinate tematiche.

La convention si svolgerà nella giornata di mercoledì 25 Novembre alle ore 11,00, presso l’Istituto di Via dei Mille.

Anche i futuri cuochi del Baianese alla “Festa del cuoco” di Nola

IPSOA - Mugnano 600x338Benedetta Napolitano - 14.10.2015 - Piazza Duomo, a Nola, si è risvegliata ieri mattina con i colori e soprattutto con i profumi e i gusti dei piatti e delle performance artistico-gastronomiche di una quindicina di chef stellati e di intagliatori di zucca. Gli chef hanno preparato gustosi "finger food", basati sui prodotti tipici del territorio, che sono stati offerti gratuitamente ai cittadini e agli allievi delle scuole alberghiere coinvolte.
Tra queste era presente anche l'istituto paritario IPSEOA "F. de Sanctis" di Mugnano del Cardinale, attivo già da alcuni anni.
«Siamo onorati di essere stati invitati e di aver partecipato a questa bellissima iniziativadice Carla Cavaliere, la giovane direttrice dell'istituto mugnanese e ringrazio il Sindaco di Nola Geremia Biancardi e tutti gli organizzatori. Iniziative come queste sono in perfetta sintonia con la "mission" del nostro istituto, impegnato sin dalla sua nascita sia a fornire ai suoi studenti una formazione professionale internazionale sia alla conoscenza e alla valorizzazione dei prodotti e delle tradizioni locali. Infatti, nei nostri corsi vengono approfonditi anche argomenti come il salame di Mugnano del Cardinale, conosciuto come salame "tipo Napoli" e le nocciole della varietà Mortarella, detta anche Baianese, ritenuta la migliore in assoluto per l'industria di trasformazione».
I ragazzi delle scuole alberghiere hanno gradito in particolare lo show coking e i percorsi di degustazione.

 

INAUGURATA LA NUOVA SEDE DELL’IPSEOA “C. RUSSO” DI CICCIANO

Servizio e foto di Antonio Caccavale

Cicciano 1 600x427Cicciano – 06.10.2015 - Sono passati sedici anni. Sedici anni di attese, di problemi che hanno riguardato quella struttura fatta, all'epoca, solo di pilastri e di solai e che, originariamente, era destinata a diventare un edificio scolastico per le scuole primarie, come da iniziale progetto legato ai fondi della legge Falcucci. Ce n'è voluto di tempo per venire a capo di controversie tra il Comune di Cicciano e i proprietari dei terreni su cui quella struttura stava nascendo, tra il Comune e la ditta che aveva eseguito i lavori: alla fine, sedici anni dopo, (a conclusione di un percorso iniziato ai tempi in cui dirigente scolastico dell'IPSAR "C. RUSSO" di Cicciano era la prof.ssa Amelia La Rocca, quando sindaco di Cicciano era il dott. Rosario Castoria e assessore all'Istruzione della Provincia di Napoli era Raffaele Porta, nella Giunta presieduta dal prof. Amato Lamberti) quella struttura è diventata una bella e ospitale realtà che oggi, 6 ottobre 2015, è stata inaugurata in pompa magna alla presenza di autorità civili, religiose e militari.
foto7 300x224Ha fatto gli onori di casa la dirigente scolastica, prof.ssa Carmela Maria Napolitano ed hanno presenziato all'inaugurazione la dott.ssa Luisa Franzese, direttore dell'Ufficio scolastico regionale, il dott. Luigi De Magistris, sindaco di Napoli e presidente della città metropolitana di Napoli, il sindaco di Cicciano, Raffaele Arvonio, il consigliere regionale Pasquale Sommese, il vice presidente della Camera dei deputati Luigi Di Maio, il vicario del vescovo di Nola, don Lino D'Onofrio. Erano presenti alla cerimonia anche rappresentanti dell'Arma dei carabinieri, della Polizia e della Guardia di Finanza.
Il percorso lungo e travagliato dell'edificio, che ha visto finalmente la luce, iniziava proprio sedici anni fa, quando il sindaco Castoria e l'assessore Porta apposero la firma in calce ad un protocollo d'intesa con cui il Comune di Cicciano cedeva, in comodato d'uso, alla Provincia di Napoli quella struttura allo stato nascente perché la si trasformasse in Istituto alberghiero.
Cicciano 2 600x272Tanti anni, troppi anni sono passati. Non possono e non devono essere questi, i tempi, per costruire una nuova scuola, per consentire agli insegnanti ed agli studenti di poter fare lezione in aule decenti e in laboratori degni di questo nome.
Non riproponiamo, qui, la descrizione del nuovo edificio dall'alberghiero di Cicciano, di cui abbiamo avuto modo di parlare in un articolo apparso su questo stesso giornale alla fine del mese di agosto. Molti problemi sembrano aver trovato adeguata soluzione, ma non manca qualche criticità.
Il nuovo edificio sarà dotato di una consistente quantità di banchi e di sedie nuovi e non è escluso che la Città metropolitana provvederà a fornire anche nuovi armadi e scrivanie per gli uffici. Resta il problema della insufficienza delle aule, nonostante all'Istituto sia stato consentito di continuare a disporre delle aule del plesso Gescal. Anche l'attuale numero dei laboratori è insufficiente e qualcuno fa notare quanto sarebbero stati utili quelli che erano stati allestiti nel plesso di Camposano e che oggi non sono più nella disponibilità dell'Ipseoa "C. Russo".
A partire dalla prossima settimana la vecchia sede centrale sarà definitivamente lasciata e la campanella suonerà negli ampi corridoi della nuova struttura.

 

La Scuola pubblica sotto attacco

da Lucio Garofalo – 04.10.2015 - Vignetta: Fonte internet

elementare-scuola Il mondo della scuola pubblica è sotto attacco da almeno una quindicina di anni, se non più. Da quando, nel 1998 (in carica c'era un governo di "centro- sinistra" presieduto da Romano Prodi ed il ministro della Pubblica Istruzione era Luigi Berlinguer) fu istituita la famigerata "autonomia scolastica", in particolare l'autonomia tecnico-finanziaria ed amministrativa, che ha inferto tagli notevoli al budget economico delle scuole, in quanto ha permesso al governo centrale di intraprendere una politica di disinvestimenti a discapito delle scuole pubbliche, ormai definite "autonome", ossia abbandonate di fatto a sé stesse. Nel contempo, i soldi sono stati dirottati altrove, cioè nel settore privato.
L'ultima riforma virtuosa ed apprezzabile che io ricordi, risale all'introduzione dei "moduli didattico-organizzativi" nella scuola ex elementare (primaria). Fu varata nel 1990 e reca la firma dell'allora ministro dell'istruzione, l'attuale presidente della Repubblica. Si trattava di una riforma ispirata da una visione pedagogica seria e credibile, pluralista e democratica. Inoltre, anziché tagliare, prevedeva investimenti e creava anche nuovi posti di lavoro: il "modulo didattico" era una soluzione organizzativa formata da tre insegnanti dotati di pari dignità e titolarità (vale a dire che non esisteva una gerarchia tra un collega di serie A ed uno di serie minore) che ruotavano su due classi.
Questo era il nucleo organizzativo base, il più diffuso, ma io ho lavorato (bene) anche in moduli "anomali" composti da più di tre/quattro docenti su tre classi. Insomma, il modulo aboliva e superava la scuola del maestro unico ed introduceva nella scuola elementare una pluralità di figure didattiche,le quali offrivano esempi comportamentali e modelli socio-educativi vari e diversi. Il che abituava gli alunni ad una coesistenza con le differenze culturali. E non mi pare una novità da poco.
Per almeno diciassette anni quella riforma funzionò a meraviglia, ma nel 2008 venne la Gelmini ed eliminò i moduli, restaurando la figura del maestro unico o, meglio, una figura didattica prevalente, per ragioni di mera ragioneria aziendale e non pedagogiche.
Infine, la legge 107/2015, varata dal governo in carica, sta per infliggere la mazzata finale a quella che un tempo era la migliore scuola elementare del mondo, ovvero una delle migliori.

 

“Federico II” di Napoli: La più antica università laica e statale del mondo compie 791 anni

In occasione del compleanno della più antica Università di Napoli, il 5 giugno scorso, molti furono i servizi giornalistici celebrativi dell'evento. Ritenendo che ricordare una così importante istituzione è "cosa buona e giusta", riportiamo di seguito, comprensivo del programma delle manifestazioni organizzate per l'occasione, il servizio di Kasia Burney Gargiulo pubblicato in Fame di Sud – Campania del 28 maggio 2015 (La Redazione).

logo università napoli opt-300x300E' la principale istituzione accademica partenopea e una delle più importanti in Italia e in Europa, ma il suo primato forse meno conosciuto è quello di essere la prima università fondata attraverso un provvedimento statale: praticamente è la più antica università laica e statale del mondo, non istituita quindi da corporazioni o associazioni di intellettuali, o di studenti ma appunto in forza di un provvedimento sovrano. E' la "Federico II" di Napoli, istituita il 5 giugno 1224 dall'imperatore del Sacro Romano Impero e re di Sicilia Federico II di Svevia. Quest'anno compie dunque la bellezza di 791 anni, ragion per cui il rettore Gaetano Manfredi ha deciso di aprire alla città le porte tutte le sedi didattiche, museali e monumentali dell'Università. Per l'occasione è stato stilato un ricco programma di appuntamenti intitolato "Buon compleanno Federico II".
Federico II di Svevia, che ha legato il suo nome al Sud Italia fino al 1250, data della sua prematura morte in Puglia, oltre che un grande sovrano fu anche un abile poeta, letterato e scienziato. E proprio la volontà di agevolare i propri sudditi nella formazione culturale, evitando loro costosi e problematici viaggi all'estero, e soprattutto quella di garantire una formazione esclusiva del personale amministrativo e burocratico della curia regis, spinse il sovrano a creare questa istituzione, cosa che fece tramite una lettera circolare inviata da Siracusa. La scelta di Napoli come sede fu dettata da diversi fattori: innanzitutto ragioni di carattere culturale, quale la presenza di una lunga tradizione di studi di vario genere, ma anche di carattere geograficio ed economico, quali la posizione strategica della città all'interno del regno, la presenza di intensi traffici marittimi e non ultimo il clima mite.
università napoli 1 optI primi indirizzi didattici furono orientati soprattutto verso il diritto, per le citate esigenze statali, ma non mancarono altre discipline come le arti liberali, la medicina e la teologia, la quale, in particolare, fu insegnata presso varie strutture religiose fra cui il convento di San Domenico Maggiore, dove dal 1271 al 1274 insegnò Tommaso d'Aquino.
Rimasta indipendente dal potere papale durante il periodo angioino, con l'avvento del dominio aragonese nel 1443, l'Università subì purtroppo una prima chiusura. Un'intesa tra re Ferdinando il Cattolico e papa Paolo II ne consentì la riapertura nel 1465, seguita da una nuova serrata nel 1490.
Lo studium napoletano riaprì finalmente le sue porte nel 1507 presso il convento di San Domenico Maggiore, che ne fu la sede per tutto il Cinquecento.
Nel 1616 fu quindi realizzata la costruzione, su progetto dell'architetto Giulio Cesare Fontana e per volere di Don Pedro Fernando de Castro, conte di Lemos e viceré di Napoli, del Palazzo degli Studi (quello in cui oggi ha sede il Museo Archeologico Nazionale di Napoli). Nel 1735 l'Università di Napoli accolse la prima cattedra d'Astronomia in Italia e nel 1754 la prima cattedra di Economia del mondo. Nel 1777 vide trasferire la sua sede al Convento del Salvatore, edificio che già aveva ospitato il Collegio dei Gesuiti, poi venuto meno con l'espulsione dell'ordine religioso voluta da re Carlo III di Borbone. Durante il decennio francese, alle altre facoltà si aggiunse anche la prima cattedra italiana di Zoologia. Sul finire dell'800, condizioni di inadeguatezza del Convento del Salvatore spinsero a trasferire nuovamente l'Università che approdò nella nuova sede di Corso Umberto I, dove tuttora si trova.

Questo il programma diffuso per il prossimo 5 giugno:
Ore 9.00: apertura Open Day alla Federico II
Ore 14.00: intermezzo musicale della nuova Orchestra Scarlatti nel chiostro di san Marcellino e Festo
Dalle ore 15.00: premio per gli studenti meritevoli nell'aula Pessina seguita dalla cerimonia organizzata per Sorrentino nell'Aula Magna il quale sarà successivamente salutato sullo scalone della Minerva dal coro polifonico dell'Università
Dalle ore 20.00: festa-concerto in Piazza del Gesù con Beppe Servillo.

Fra gli eventi speciali di contorno, è previsto il 4 giugno un incontro degli universitari con il cantante Jovanotti sul tema della creatività, mentre il 5 giugno alle 16.30 il regista Paolo Sorrentino, reduce dai successi a Cannes del suo ultimo film "Youth", riceverà la laurea honoris causa in Filologia moderna nell'Aula Magna Storica, dove terrà una lezione sul sottile passaggio dallo scrivere al fare cinema, mentre alle 20 lo ritroveremo in Piazza del Gesù dove sarà protagonista di un incontro-intervista con studenti e docenti.
Nell'era di Internet non poteva mancare un'iniziativa sui social network ed ecco allora "Scatta gli auguri alla Federico II", con cui si invitano tutti a condividere un selfie ed un messaggio di auguri sulle pagine twitter, facebook e instagram dell'Ateneo contrassegnandolo con l'hashtag #buoncompleannofederico.