11 settembre 1943: Nola ricorda “La strage rimossa”

La tragica vicenda al centro del saggio monografico di Umberto Santino. Il filo della memoria per leggere il presente e i suoi profili di violenza.

eccidioNOLAGianni Amodeo - 21.10.2016 - Si consumò tre giorni dopo l’armistizio dell’8 settembre del 1943, con la guerra finita nel Sud … ma  che continuava  con la distruttività e le efferatezze di sempre nei contesti del Centro-Nord, intrecciandosi con la guerra civile della Resistenza e della Liberazione dal nazi-fascismo, conclusa il 25 aprile del ’45. Fu l’eccidio di Nola,compiuto dalle truppe tedesche della divisione Goering, che, sotto l’incalzare delle truppe anglo-americane - già sbarcate in Sicilia  il 10 luglio e in successione tra l’8 e il 9 settembre del ’43  ad Agropoli, Pontecagnano e nel Golfo di Salernocon l’operazione Avalanche –  risalivano verso l’Italia centrale per attestarsi sulle postazioni fortificate dalla Todt, la struttura della  logistica ingegneristica della Whermatch ,  per attestarsi sulla cosiddetta Linea Gustav.

Sottoposta  ad assedio - il 10 settembre - con pesanti auto-blindate e un carro armato, la  Caserma “Principe Amedeo, duca d’Aosta”, in piazza d’Armi, fu occupata da un reparto della Goering, che costrinse a deporre le armi i circa settecento, tra soldati, sotto-ufficiali ed ufficiali del 48.mo reggimento d’artiglieria dell’Esercito italiano che vi erano acquartierati. L’umiliante disarmo patito, li trasformò di fatto in prigionieri del reparto tedesco. L’umiliazione fu accentuata, quando fu ingiunto loro di pronunciare la dichiarazione di resa incondizionata, uno stato d’animo, rappresentato con plastica evidenza dalla lucida ed asciutta ricostruzione di Ugo Tebaldini, testimone oculare del dramma. L’intimazione della dichiarazione di resa fu respinta. Un moto di orgoglio e di dignità civile, quello dei soldati italiani,  che fu la causa scatenante della rappresaglia, alla luce del puntuale racconto dello stesso Tebaldini, affidato alla commossa  lettera pubblicata nel 1997 dal “Corriere della Sera”; e con freddezza massima, il comandante del reparto della Goering procedette alla conta della decimazione degli ufficiali del reggimento della “Taro” che dovevano essere passati per le armi.

copertina nola cronaca dalleccidio alberto liguoroSul fare del mezzogiorno, l’11settembre, la tremenda sentenza di morte, decisa dalla conta, fu eseguita:  undici ufficiali furono fucilati, con il successivo colpo di grazia alla nuca, inferto loro dal comandante dei soldati tedeschi con la pistola d’ordinanza. Il tutto avveniva di  fronte al prospetto principale della Caserma “Principe Amedeo di Savoia”, alla presenza dei soldati italiani  che erano stati fatti inginocchiare. E poi l’oltraggio vile: i corpi degli assassinati furono gettati nelle vicinanze della latrina della Caserma. Era il primo eccidio condotto sul suolo italiano  per mano tedesca in quelle lontane, convulse  e tristi giornate  che seguirono l’ 8settembre.

La tragica vicenda è  restata a lungo relegata nel generale oblio e quasi rimossa dalla memoria storica, anche e soprattutto nel contesto cittadino e del territorio, fino al 1997, anno della pubblicazione della lettera appena citata, firmata da Ugo Tebaldini. La lettera rivendicava, in tutto risalto e a giusta ragione, il dovere del ricordo dell’eccidio  e il valore del monito per la contemporaneità;quella contemporaneità che continua ad essere  percorsa da profonde inquietudini e laceranti ingiustizie che offuscano e attentano sempre più gravemente  la vita e la pace in tante parti del mondo, tra crisi politiche,crisi economiche e conflitti bellici, mentre l’industria delle armi 2.0 e … dintorni non conosce limiti e freni. Il documento di Tebaldini  fu recepito con encomiabile sensibilità civile dall’amministrazione comunale pro tempore, guidata dal sindaco Franco Ambrosio, e fatto proprio dall’Associazione di promozione sociale culturale “Amici del Marciapede”. E dal 1997 la tragedia consumatasi  nel “Quarantotto”, come nel comune dire popolare è identificata e riconosciuta la Caserma “Principe Amedeo di Savoia”,  fa parte a pieno titolo dell’agenda delle Memorie della città, con la cerimonia evocativa ufficiale, che ogni anno indice e organizza l’amministrazione comunale. E’ il filo del recupero del ricordo, nel quale si innestano anche  i saggi e il libro auto-biografico di AlfonsoLiguoro, figlio di una delle vittime dell’eccidio.

LA SICILIA, LA RESISTENZA E LA STRAGE DELLA CASERMA DEL “QUARANTOTTO”

copertina la strage rimossa0Ad ampliare il  senso della Memoria dell’eccidio di Nola, si propone la snella monografia di Umberto Santino, intitolata   “La strage rimossa. Nola,1 1settembre 1943. La Sicilia e la Resistenza”,  pubblicato dall’editore Di Girolamo di Trapani ed inserita nella nota collana dgpocket . L’autore, che ha fondato nel 1977  e dirige il Centro di studi intitolato al ricordo della  lezione e dell’azione civile di Peppino Impastato, primo Centro di documentazione sulla mafia e su tutte le altre strutture di criminalità organizzata operanti in Italia, rivisita la tragedia di 73 anni fa. E’ la rivisitazione che risponde ad una  semplice domanda: “Come mai la Strage di Nola non è entrata, come meriterebbe, nella Storia d’Italia? ”.

eccidio nola 26Il  percorso sviluppato da Santino focalizza le figure delle vittime dell’eccidio,  il loro mondo di affetti familiari, le loro formazioni culturali e professionali, ed è uno spaccato delle tante città italiane da cui provenivano, per ritrovarsi al servizio della Patria nella terra di Giordano Bruno.  Di corposa valenza è la ricostruzione fatta dall’autore del dramma,ancorandolo alle note e variegate testimonianze evocative di Pietro Manzi, Giovanni Fiumara, Camillo Nicoletti e Alberto Liguoro. Sono tasselli, che Santino inserisce nei profili della Resistenza che maturò in Sicilia, tracciando un ponte ideale di correlazione con l’eccidio di Nola.

La monografia, con l’intervento dell’autore, è stata presentata in città, il 19 ottobre, in due distinti momenti, con la promozione della civica amministrazione e delle associazioni “Amici del Marciapiede” e “Passepartout”.

eccidio nola 16Di particolare rilievo, la riflessione di cui è stata protagonista la comunità studentesca e sviluppata  nell’auditorium dell’Istituto tecnico commerciale e per geometri“Masullo–Theti”,sulla traccia degli interventi del sindaco Geremia Biancardi, dell’assessore Cinzia Trinchese, della preside Annamaria Silvestro e dell’autore.   

L’altro momento è stato vissuto nell’auditorium del  monumentale complesso dell’ex–convento di Santo Spirito. Un momento  di forte carica emotiva e di vivo interesse, grazie ai racconti di testimoni diretti di quello che accadde 73 anni fa a Nola, ma anche di esperienze di prigionia; racconti lucidi e penetranti sulla temperie del secondo conflitto mondiale e scanditi dalle parole di Gianfranco Manfredi, Salvatore Del Piano e Angelo Russo.

eccidio nola 7Incisiva e realistica, l’analisi prospettata da Gianfranco Manfredi, padre di Gaetano,Rettore della Federico II e del  parlamentare Massimiliano, nel sottolineare la dimensione eroica della vittime dell’eccidio e il ruolo del presidio militare della “Principe Amedeo, duca d’Aosta”; dimensione di eroica abnegazione, in particolare, che valse a risparmiare la città di ulteriori sofferenze.

“I colori dell’Amicizia, i colori di Yo”: Al via il concorso per le scuole che premia creatività e integrazione

YOUNGO e SAPIENTINO CLEMENTONI lanciano la sfida a tutti gli insegnanti: stimolare fantasia e socializzazione con un gioco.  Basterà iscriversi online per ricevere gratuitamente il materiale e partecipare  

bimbi youngoC.S. - 05.10.2016 - Un concorso che premia la fantasia e l'amicizia. Una sfida da giocarsi a colpi di colore e creatività. Un'esperienza che trasforma la didattica in un gioco educativo divertentissimo. L’idea è di YOUNGO e SAPIENTINO CLEMENTONI, che dal primo di ottobre lanceranno il concorso “I colori dell’Amicizia, i colori di Yo”, aperto a tutte le classi delle scuole per l’infanzia e delle scuole primarie presenti sull’intero territorio nazionale.

Partecipare è semplicissimo e gratuito: ogni maestra (solo lei può farlo perché il concorso è per le scuole!) potrà scaricare il modulo e il regolamento dal sito www.youngo.it e una volta effettuata l’iscrizione la classe riceverà il kit con tutti i materiali per iniziare a creare.

Qui entra in gioco la creatività: i bimbi più piccoli, con il “Traccio e coloro” di Sapientino, dovranno delineare e colorare delle schede aventi per oggetto il colore e il mondo di Yo, la coloratissima mascotte YOUNGO; i bambini delle elementari, con “Disegno e racconto”, si cimenteranno invece nel creare una storia legata al mondo di Yo attraverso il disegno e il colore.

sapientino clementoniL’obiettivo di questo progetto, ludico ed educativo assieme, è avvicinare i bambini al concetto di amicizia, quella senza pregiudizi legati all’etnia, alla lingua, alla religione, al genere, allo stato sociale. Il linguaggio del colore è universale e unisce tutti i bambini in un arcobaleno di diversità. Le attività proposte, inoltre, accompagnano i piccoli in un percorso di creatività e sviluppo delle potenzialità artistiche.

A metà aprile, al termine del concorso, ogni classe caricherà sul sito o invierà via mail il proprio bimbi youngo biselaborato e una giuria di esperti nel settore della comunicazione e dell’educazione decreterà i vincitori queste classi andranno in premio dei kit artistici, musicali e di psicomotricitàLa premiazione, a maggio, avverrà in Campania presso i Grandi Locali Leisure  YOUNGO Vulcano Buono (Località Boscofangone, 80035 Nola) e YOUNGO Maximall (Via Pacinotti snc - 84098 Pontecagnano Faiano), con una grande festa.

 I Grandi Locali LeisureYoungo sono in tutta Italia: scopri dove trovarli sul sito www.youngo.it

PRATO: CORSO DI FORMAZIONE DI ARCHEOLOGIA SPERIMENTALE SULLA PREISTORIA DELLA DURATA DI 2 GIORNI

Il 14 e 15 gennaio 2017 , Alfio Tomaselli (www.archeologiasperimentale.it) organizza un Corso per operatori di archeologia sperimentale sulla Preistoria (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

Alfio Tomaselli fuoco39 680x510 cC.S. – 20.09.2016 - Il corso è rivolto ad archeologi, studenti di Scienze Umanistiche e Naturali, insegnanti, operatori museali, guide archeologiche, naturalistiche, ambientali o turistiche, operatori culturali, praticanti survival o semplici appassionati.

Tale corso tratta la tecnologia dell'Uomo nella Preistoria. All'interno di esso verranno affrontati diversi procedimenti tecnologici dei nostri antenati.

 

Programma di massima

PRIMO GIORNO

Corso archeologia 2Riconoscere le materie prime adatte alla scheggiatura (la selce, il diaspro, l'ossidiana, le quarziti...); analizzare le varie tecniche di scheggiatura (diretta, indiretta, pressione e ritocco) e le regole che determinano la scheggiatura. Verranno spiegati alcuni strumenti in uso nel paleolitico come il chopper, l’amigdala, la lama, il raschiatoio, il grattatoio, ecc…  Successivamente i partecipanti proveranno a produrre una scheggia a percussione diretta dura da un nucleo di selce e, attraverso il ritocco a pressione, qualche strumento che servirà per realizzare la cruna dell’ago.

Corso archeologia 3Ai partecipanti verrà data la possibilità di realizzare una cordicella ritorcendo budella di animali.Vedremo quali sono gli usi e i vantaggi del fuoco, oltre alle tecniche di accensione del fuoco (con percussione e frizione), attraverso la dimostrazione e le prove pratiche.

La caccia: analizzeremo quali erano gli scenari di caccia durante l’ultima glaciazione e verrà spiegato e provato il propulsore.

SECONDO GIORNO

Si parlerà dell’arte paleolitica, dei colori minerali e verranno presentati l'ocra e altri ossidi e minerali; si spiegherà la loro preparazione per l’utilizzo, così come quella dei pennelli, tamponi e delle cannucce per la pittura a spruzzo.

Alfio Tomaselli 2La lavorazione del palco di cervidi e dell’osso. Verranno spiegati i vari  metodi di come producevano i supporti d’osso o di palco per realizzare vari strumenti come aghi, punteruoli, arpioni, ami da pesca. Seguirà la realizzazione di un ago d’osso con relativa cruna per mezzo della levigazione su pietra di arenaria e foratura con il becco che i partecipanti avranno realizzato il primo giorno attraverso il ritocco su una lamella di selce.

Spiegazione dei vari metodi di trapanatura per produrre fori su vari materiali: utilizzeremo il becco, punta immanicata, trapano ad archetto, trapano a volano. Si finirà con eventuali domande da parte dei partecipanti.

alfio fuoco 1I partecipanti, al termine del corso, avranno sperimentato personalmente le varie attività e quindi saranno pronti per svolgere laboratori a terzi sulla scheggiatura della selce, sull’accensione del fuoco con le pietre focaie, su come usare i colori, sulla realizzazione di aghi d’osso, sulla realizzazione di perforatori, grattati e raschiatoi  in selce, sulla produzione di cordicelle in budello e sul funzionamento dei vari trapani in uso nella Preistoria. Se vi interessa in modo particolare su uno dei sopra citati argomenti, potete comunicarmelo per un approfondimento, nei limiti di tempo disponibile. Durante lo stage, verranno illustrate le norme sulla sicurezza e le regole per poter presentare le varie tecnologie ad un pubblico di ragazzi o adulti in totale sicurezza. Inoltre potrò fornire materie prime come: pietre focaie, selce, steatite e carbonato di calcio per realizzare monili, ocra rossa o gialla. Gli oggetti prodotti durante lo stage rimarranno ai partecipanti.   

AVELLA / TEATRO “BIANCARDI”: OBIETTIVO SU “JUST START ( UP)-DALL’IDEA ALL’IMPRESA” , IL SAGGIO DI CULTURA ECONOMICA DI DOMENICO IERVOLINO

L’iniziativa si vale del patrocinio dell’Unione dei Comuni del Baianese e dell’Alto Clanio nel quadro delle attività per la promozione della conoscenza sociale

IERVOLINO COPERTINALIBRON.R. - 09\10\16 - L’appuntamento è programmato per mercoledi  26 ottobre, alle ore 10.30, al Teatro “Biancardi”, per la presentazione dei percorsi e delle chiavi di “lettura” di  “Just start (up)- Dall’idea all’impresa”, l’importante saggio di cultura economica, scritto da Danilo Iervolino; saggio calibrato sugli orizzonti della mondializzazione dei mercati e sulle prospettive che la tecnologia informatica apre alle imprese; saggio già presentato all’Arenile di Bagnoli a Napoli e a Roma, catalizzando l’interesse di esperti e analisti del mondo imprenditoriale. L’evento si vale dell’autorevole patrocinio dell’Unione dei Comuni del Baianese e dell’Alto Clanio, presieduta dall’avvocato Marco Santo Alaia, sindaco di Sperone.

Danilo Iervolino 422x400Danilo Iervolino è il più giovane Presidente di Università d’Europa e attualmente presiede l’Università Telematica Pegaso, svolgendo una funzione che gli ha permesso, e permette, di sviluppare un articolato ventaglio di esperienze ad ampio respiro, di cui il testo costituisce una qualificata testimonianza; un testo, che consegna dell’autore il profilo del mediatore tra il mondo intellegibile delle idee e quello sensibile della materia concreta che si realizza . Su questa traccia Iervolino sostiene che una start up di successo è genio e determinazione, “testa per aria e piedi per terra . E’ la visionarietà intesa come la capacità di leggere i bisogni del consumatore, conoscere e anticipare il mercato. Ma è soprattutto il metodo, che Iervolino pone in particolare risalto, perchè lo sviluppo di una nuova impresa, si fonda necessariamente su figure creative e attori sociali in grado di calarsi nella realtà e nelle sue dinamiche; figure intese quali….”AngeliVisionaricapitaliself made men, acceleratori e incubatori”, il cui ruolo permetterà di colmare il divario ancora forte tra domanda e offerta.

teatrobiancardi esterno2 642x400All’evento parteciperanno gli amministratori comunali dell’ Unione con i sindaci avvocato Marco Santo Alaia, avvocato Domenico Biancardi, Enrico Montanaro, il medico Nicola Bianco, Raffaele Colucci e il dottor Nicola Masi, le delegazioni delle associazioni socio- culturali del territorio, degli Istituti statali d’istruzione superiore dell’area dell’ Unione e dell’ Area nolano-vesuviana, con i rispettivi dirigenti scolastici, particolarmente attenti al significato dell’iniziativa per le realtà locali.

teatrobiancardi interno 735x400E’ un parterre di qualificato livello, la cui valenza, sarà  ampliata dagli apporti autorevoli di Oreste La Stella, presidente della Camera di Commercio di Avellino, Salvatore Guerriero, presidente nazionale della Pmi International, e Vincenzo Sirignano, presidente del Consorzio di sviluppo dell’ Asi di Avellino     

L’evento - ha dichiarato l’avvocato Alaia, presidente dell’Unione intercomunale del Baianese e dell’Alto Clanio - sarà un’occasione importante per un arricchimento sotto il profilo culturale, oltre a definire e a dare impulso, con i supporti delle interazioni di partenariato, allo sviluppo delle relazioni istituzionali tra Scuola, Enti locali e la realtà delle imprese produttive; sviluppo che corre e si afferma attraverso quel ponte ideale che è la formazione tecnica e professionale, strutturata in competenze di qualità”.

Se il buongiorno si vede dal mattino

Cronaca del … primo giorno di scuola degli insegnati, raccontata da Lucio Garofalo

fare disfare il genere02,09.2016 - Ieri mattina, durante il primo Collegio dei docenti del nuovo anno scolastico, tra i numerosi punti all'Ordine del Giorno si è discusso delle sedicenti "buone pratiche" (adotto il lessico abitualmente adoperato dal dirigente per indicare una serie di abitudini e di esperienze "virtuose" poste in essere in una scuola), degli adempimenti e delle più urgenti deliberazioni concernenti aspetti burocratico-organizzativi: la nomina dei membri di una serie di commissioni tecniche, gli incarichi incentivabili con il Fondo di Istituto, corrispondenti anche a voci sottoposte ai meccanismi per l'assegnazione del bonus finale, ossia alla valutazione premiale del DS; la definizione dei criteri utili per la designazione delle Funzioni Strumentali e delle loro aree di competenza: insomma, una sequenza di argomenti noiosi sollevati ad ogni inizio d'anno scolastico.

Trattandosi di punti che "seducono" più che altro i soggetti venali e mercenari (o gli elementi più "collaborativi", dal loro punto di vista), oltretutto per quattro spiccioli, il sottoscritto non si lascia entusiasmare da siffatte dispute bizantine e tediose.

Quando la seduta stava per volgere al termine, si è presentato un tema assai serio e concreto, che ha destato il mio interesse: è stata delineata una proposta relativa ad un progetto di formazione/prevenzione rispetto alle più comuni e diffuse dipendenze giovanili: il tabagismo, l'alcolismo e le tossicodipendenze.

Come si può facilmente intuire, trattasi di una problematica di enorme rilievo socio-educativo. Sulla quale è intervenuta una collega, che ha ventilato l'ipotesi di una cooperazione addirittura con (udite udite!) la comunità di San Patrignano, i cui sistemi sono a dir poco discutibili, in quanto hanno poco a che fare con la prevenzione, bensì con esperienze coercitive e repressive.

Ho alzato la mano per ottenere la parola e far presente alla platea il rischio di una simile ipotesi e spiegare che la questione è estremamente delicata, che occorre procedere con cautela e competenza, che un'attività di prevenzione socio-educativa in materia di dipendenze esige e presuppone un determinato livello di abilità, esperienze e conoscenze, ed infine che interventi inidonei o maldestri potrebbero rivelarsi finanche nocivi e controproducenti.

Ma il preside non mi ha concesso il modo ed il tempo per esplicitare, in una forma chiara ed esaustiva, il mio ragionamento. Non è la prima volta che accade. Già lo scorso anno, alcuni miei interventi venivano puntualmente e bruscamente interrotti. È fin troppo palese (mi pare) il timore per qualsiasi tipo di critica o "pensiero divergente", una sorta di insofferenza o allergia verso il contraddittorio dialettico e il pluralismo democratico delle opinioni. Per cui l'incipit del nuovo anno scolastico lascia prefigurare che avrò molto da combattere, da rivendicare e conquistare.

Ora, a proposito di "buone pratiche" nella scuola, credo che sarebbe una "buona pratica" far parlare chiunque, senza opporre interruzioni, né manifestare fastidio. Sarebbe una "buona pratica" ascoltare e tollerare, se non finanche valorizzare i punti di vista critici e divergenti. Sarebbe un'altra "buona pratica" coinvolgere la platea in modo democratico ed effettivamente collegiale, senza privilegiare soltanto chi si dimostri "collaborativo". Sarebbe una "buona pratica" non recepire passivamente ed acriticamente qualsiasi proposta calata dall'alto. Sarebbe, infine, una "buona pratica" abbandonare tutte quelle "buone pratiche" che non hanno alcun interesse, né ricadute, e non servono assolutamente a nulla nell'insegnamento in classe: non hanno alcun "valore", tranne per un'esigua minoranza.