PER “I MAI D’ARGENTO” ANTEPRIMA IN FISARMONICA CON I VIRTUOSISMI DI LUCA DE PRISCO CHE INCANTANO L’AUDITORIUM DELLA “PARINI” A BAIANO

Successo della Conferenza-concerto in Fisarmonica del Maestro Luca De Prisco, giovane talento musicale, che si è esibito nell’Auditorium della Scuola media “Giuseppe Parini”.  Alternando elementi di divulgazione sulle caratteristiche del classico e popolare strumento musicale con la splendida esecuzione di brani di opere classiche ha coinvolto il pubblico per tre ore di allegro spettacolo. I sigilli finali erano impressi dalla musica popolare, all’insegna delle briose e coinvolgenti tonalità della magnifica Tarantella di Montemarano e dell’intensità ritmica di “Oj Stefani’” l’inno del Maio locale. Foto Enrico Stago.

Galante ColucciGianni Amodeo – 25.12.2016 - L’alto voltaggio di entusiasta e trascinante emozione fatto vibrare dall’esecuzione originale e del tutta inedita nella tessitura delle ariose   variazioni di sonorità di “Oj Stefani’”, l’ormai secolare inno del Maio locale, ha segnato, nell’accogliente e calda atmosfera dell’Auditorium della Scuola media “Parini”, tra lo scrosciare di applausi l’epilogo della Conferenza-concerto in Fisarmonica  nel quadro delle iniziative ed eventi d’Anteprima del “Galante Colucci” per il conferimento dei “Mai d’Argento”, a marzo prossimo; un’ esecuzione spettacolare, scandita da flash esplicativi, protrattasi per tre ore volate via come … un istante, ed affidata all’intensità e rapidità dei timbri della fisarmonica del Maestro Luca De Prisco, giovane e prestigioso talento, con Laboratorio di sperimentazione musicale in quel di Gesualdo nel cuore della bella ed operosa Irpinia - la terra delle verdeggianti colline, dove nel maestoso Castello del proprio casato,  il principe Carlo Gesualdo ha fatto fiorire i madrigali di incantevole e sublime poesia - e della fisarmonica di Andrea Bellofatto, medico di professione in servizio nel Distretto sanitario territoriale, da sempre cultore dei linguaggi musicali.

Anteprima Maj dArgento 2 300x211De Prisco e Bellofatto “inscenavano” un duetto speciale, quale meglio non si poteva … assortire, a cui dava slancio il caldo accompagnamento della coralità di voci e della saltellante gestualità dei circa duecento, tra ragazzi e ragazze che assiepavano l’Auditorium. Ne scaturiva un mix ben congegnato e amalgamato tra strumentalità ed esplosiva creatività, che conferiva smalto d’insolita attrazione e di gradevolezza, se non di autentica goduria al fraseggio dei versi di “Oj Stefani’composti dal farmacista Agostino Masi ed ispirati, per quanto si sa, da un emigrato negli States afflitto da un’ardente e garbato passione d’ amore non corrisposta, e ben agghindati dalle note di quella impareggiabile Maestro ch’è stato Michele Maiella.

La dirompente interpretazione di omaggio all’inno di Masi-Maiella era stata introdotta dall’esecuzione in bello stile della frenetica Tarantella di Montemarano, tra le più celebri e rinomate espressioni del folclore d’ Irpinia e del Sud. E prima di innescare la Tarantella nelle sonore ed elettrizzanti movenze che ne costituiscono l’essenza di ballata popolana e popolaresca, Luca De Prisco ne aveva focalizzato gli elementi di popolarità e di cultura materiale, collegati alla vita rurale, alla viticoltura e alla produzione vinicola di qualità; elementi che si squadernano nella spettacolarità del secolare Carnevale montemaranese. Era-questo- il punto di riflessione, di cui si valeva De Prisco, per evidenziare che nelle tradizioni musicali e canore strettamente popolari, si “leggono” i tratti distintivi che identificano i territori, le usanze e i costumi sociali.

LA VERSATILITA’ DELLA FISARMONICA, STRUMENTO “IBRIDO” E STRAORDINARIO                

 LA BELLEZZA DELLA MUSICA E LA SINFONIA DI BACH NEL COSMO

Maj dArgento 1 347x262L’approdo alla visione popolar-locale dei linguaggi musicali e delle manifestazioni di folclore, con cui è cadenzata la stratificazione sociale e storica dei territori, era preceduto dagli esplicativi flash sciorinati da Luca De Prisco sulla complessità e sulla ricchezza di espressiva versatilità, che caratterizza la fisarmonica, strumento musicale “ibrido” e straordinario nello stesso tempo per la polifonia, che riproduce, in particolare, tutti i registri degli strumenti “a mantice”, dal pianoforte all’ organo, nell’altalena delle composizioni delle … .dodici note del cosiddetto pentagramma. E’ il gioco dell’alto e del basso, delle variazioni di tastiera che rende la fisarmonica strumento unico e, per dir così, onnicomprensivo, in grado di rappresentare e interpretare con il suo linguaggio l’universalità dei sentimenti e delle emozioni di gioia e di dolore, di ilarità e di tristezza, di entusiasmo e malinconia. Uno … strumento “pirandelliano”, per intenderci.

A conferire pregio e interesse alla Conferenza-lezione in flash erano anche i dialoghi che De Prisco intesseva con il pubblico di giovanissimi e giovanissime sui generi musica e canzoni con cui familiarizzano maggiormente, specie sul versante-rap, arricchendolo con le esecuzioni di brani di opere della cultura musicale classica, con larga prevalenza per Bach e Paganini. E le valenze classicheggianti di Bach erano prospettate da De Prisco non soltanto quale espressione compiuta della Bellezza e dell’Armonia della Musica, ma anche quali messaggere della civiltà dell’Uomo che incontra l’immaginata civiltà degli Alieni nell’universo Cosmo. Un messaggio racchiuso proprio in un brano musicale di Bach lanciato simbolicamente in quello Spazio degli Infiniti mondi, il cui smisurato disegno, attraversato da molteplici traiettorie, si … legge nelle teorie e nelle avveniristiche visioni di Giordano Bruno, “l’accademico di nulla accademia”, ovvero “il Fastidito”, come il Nolano per antonomasia prediligeva … definirsi. E con Bach s’intrecciavano le sequenze di brani della vasta produzione di Paganini, innovativo in chiave permanente e che non amava mai ripetersi nei moduli. Il tutto era resa ancor più elettrizzante dalle variazioni sull’ineguagliabile tradizione musicale del Carnevale di Venezia; variazioni, su cui De Prisco innestava il ritmo di Oci ciornie - Occhi neri -  la splendida canzone popolare russa. Un crescendo a cui faceva da contrappunto il battere delle mani del pubblico.

Un evento ben organizzato e di eccellente profilo contenutistico - ha dichiarato il professore Generoso De Gennaro, vicario del dirigente scolastico della “Parini”, il professore Salvatore Morriale -  e la Scuola è sempre aperta ad iniziative, che promuovono la conoscenza della Storia e dell’identità del territorio cittadino e dell’intero contesto dell’Unione intercomunale del Baianese e dell’Alto Clanio. La Conferenza-concerto di Luca De Prisco è stata un esempio di lezione viva e in presa diretta. Un buon viatico d’Anteprima per il conferimento dei “Mai d’Argento”, l’importante e qualificante manifestazione promossa ed organizzata meritoriamente dall’Associazione Maio di Santo Stefano, in collaborazione con il Circolo socio-culturale “L’Incontro”.

“E per la circostanza va ricordato - ha aggiunto De Gennaro - che con il prossimo anno scolastico la "Parini”completerà il ciclo didattico-formativo delle classi ad indirizzo musicale. Un’opportunità, che permetterà di istituire l’Ensemble concertistico, in grado di far rivivere le belle pagine di cultura scritte per circa un secolo dalla Banda musicale di Baiano, tra i migliori complessi orchestrali della Campania del tempo, che si esibiva nelle Feste patronali, da cui erano punteggiate nei mesi estivi la Campania, la Puglia e la Calabria.  Era un modello di organizzazione- ha concluso- che faceva cultura musicale, tanto più da elogiare e ricordare, perché il complesso bandistico era composto, in larga parte, da artigiani specializzati nella produzione di ceste”.

I CANTIERI DELLA CONOSCENZA CON VIVART: MONUMENTI E BENI ARTISTICI, QUANDO IL PASSATO PARLA AL PRESENTE

IL LICEO CLASSICO “GIOSUE’ CARDUCCI”, I MUSEI DELLA CITTA’ E MERIDIES IN SINERGIA E CON IL PATROCINIO DELL’ASSESSORATO ALLE ATTIVITA’ CULTURALI REALIZZANO L’INIZIATIVA IN COINCIDENZA CON LE FESTIVITA’ NATALIZIE E CON IL SALUTO AL NUOVO ANNO. I RAGAZZI E LE RAGAZZE DELLA STRUTTURA DI VIA SEMINARIO SARANNO LE DOTTE GUIDE SUI PERCORSI DELLA STORIA LOCALE.

Presentazione VIVART 520x245Gianni Amodeo - 06.12.2016 - Si apre il  7 dicembre lo scenario virtuoso di VivArt edizione 2016, progetto didattico-formativo e informativo che si propone di valorizzare la conoscenza dei beni di interesse storico artistico più rappresentativi di Nola attraverso l’accoglienza di coloro che, nel clima delle Festività natalizie, vorranno ammirare le testimonianze e le espressioni del Bello artistico, archeologico ed architettonico, il cui imprinting segna in profondità la storia del territorio.

Museo di NolaIdeato dal Liceo “Carducci”, in collaborazione con le dirigenze del Museo Storico Archeologico e del Museo Diocesano, e con l’associazione “Meridies”, VivArt si avvale del patrocinio dall’Assessorato ai Beni Culturali, di cui è responsabile l’architetto Cinzia Trinchese .

Museo DiocesanoL’iniziativa scaturisce dalla piena consapevolezza, per la quale la valorizzazione del patrimonio culturale è diventato un principio fondamentale di coesione e di ancoraggio per la crescita civile della società. Rendere per il pubblico non solo fruibili, ma anche e soprattutto conosciute e ri-conoscibili nei significati e nei contesti di riferimento, le eccellenze culturali e monumentali della propria città alimenta e diffonde il senso di appartenenza e di identità, favorendo la crescita spirituale, personale e sociale.

premio ruperto 2013 chiesa santi apostoliL’impegno dei ragazzi e delle ragazze del “Carducci” sarà quello di accompagnare i visitatori alla scoperta del variegato e vasto patrimonio di testimonianze e reperti, oltre che dell’importante pinacoteca, del Museo Storico–Archeologico, fondamentale per la conoscenza della millenaria Storia della città, del Museo Diocesano, preziosa testimonianza di importanti committenze dei secoli passati, e della monumentale Chiesa dei Santi Apostoli, straordinario gioiello di architettura paleocristiana impreziosita in epoca barocca.

Di seguito il calendario delle aperture straordinarie:

7 DICEMBRE
16 – 20 MUSEO DIOCESANO – via San Felice
16 – 20 CHIESA SANTI APOSTOLI – via San Felice
15- 19 MUSEO ARCHEOLOGICO – via Senatore Cocozza

8 DICEMBRE
9 – 13 MUSEO DIOCESANO
9 – 13 CHIESA SANTI APOSTOLI
9 – 13 MUSEO ARCHEOLOGICO

10 DICEMBRE
16 – 20 MUSEO DIOCESANO
16 – 20 CHIESA SANTI APOSTOLI
15 – 19 MUSEO ARCHEOLOGICO

11 DICEMBRE
9 – 13 MUSEO DIOCESANO
9 – 13 CHIESA SANTI APOSTOLI
9 – 13 MUSEO ARCHEOLOGICO

17 DICEMBRE
9 – 13 MUSEO DIOCESANO
9 – 13 CHIESA SANTI APOSTOLI
9 – 13 MUSEO ARCHEOLOGICO
15 – 19 MUSEO ARCHEOLOGICO
16 – 20 MUSEO DIOCESANO
16 – 20 CHIESA SANTI APOSTOLI

18 DICEMBRE
9 – 13 MUSEO DIOCESANO
9 – 13 CHIESA SANTI APOSTOLI
9 – 13 MUSEO ARCHEOLOGICO

7 GENNAIO
9 – 13 MUSEO DIOCESANO
9 – 13 CHIESA SANTI APOSTOLI
9 – 13 MUSEO ARCHEOLOGICO
15 – 19 MUSEO ARCHEOLOGICO
16 – 20 MUSEO DIOCESANO
16 – 20 CHIESA SANTI APOSTOLI

8 GENNAIO
9 – 13 MUSEO DIOCESANO
9 – 13 CHIESA SANTI APOSTOLI
9 – 13 MUSEO ARCHEOLOGICO

ISIS “Leone Nobile” di Nola: Incontro-dibattito su ”Un fiore odoroso calpestato sparge ancora profumo”

giornata per le donne1 700x523Annamaria Carbone - 19.11.2016 - L’ISIS Leone Nobile” di Nola, da sempre impegnato nella diffusione della cultura della legalità tra i giovani, apre la campagna di iniziative atte a promuovere spunti di riflessione e confronto su temi chiave, con la celebrazione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.

VENERDI 25 NOVEMBRE 2016 alle ORE 10:00 nell’AULA  MAGNA si tieneà un incontro/dibattito sul tema.

Interverranno:

  • Prof.ssa   Maria Teresa Palmieri, Dirigente Scolastico ISIS “Leone-Nobile”
  • Dott.ssa   Angela Mona, Consulente Sportello Coop. A.R.S. Grafologa esperta in Criminalogia
  • Dott.ssa   Vincenza Barbalucca, Giudice del Tribunale di Nola – Settore Famiglia
  • Dott.ssa   Cinzia Trinchese, Assessore alla Pubblica Istruzione Comune di Nola
  • Avvocato Cristina Spizuoco, Presidente Rotaract Club Nola-Pomigliano D’Arco
  • Scrittore   Raffaele Sannino, Autore del libro “Bum!Bum!

Modera: Giornalista Autilia Napolitano del Servizio Stampa del Comune di Nola.          

La manifestazione è rivolta alle classi quinte dei due plessi e mira a sensibilizzare i giovani su questa dolorosa realtà esaminata sotto l’aspetto storico, legale e psicologicoGli alunni potranno interagire con i relatori in un confronto dialettico e costruttivo. I lavori si concluderanno con la presentazione d prodotti anche multimediali realizzati dagli alunni, impegnati nei laboratori creativi.

 

MICHELE MEZZA AL LICEO “MEDI” DI CICCIANO

“La società italiana dagli anni ’60 ai nuovi giornalismi in rete”

Liceo Medi 1Francesco Picciocchi  V C – novembre 2016 - Il giorno 8 novembre 2016, si è tenuto, nell’Aula Magna del Liceo statale “Enrico Medi “di Cicciano, l’incontro fra gli alunni e Michele Mezza, giornalista, autore di vari saggi e docente di Sociologia della Cultura Digitale presso l’Università Federico II di Napoli.

Per anni Mezza è stato una figura di spicco nell’ambito RAI, inviato in Unione Sovietica, nonché sul campo durante le Guerre Jugoslave degli anni ’90, per il quale documentario radiofonico ha ricevuto il Premio Oscar della Radio nel 1994. Co-autore dello speciale andato in onda su Rai Due dal titolo “1977: l’anno che non finì” ed ex vicedirettore del canale Rai News 24, del quale è stato curatore e realizzatore.

 Michele Mezza 800x486Studioso di nuove tecniche di comunicazione, mass media, multimedialità e internet, è autore anche di vari saggi. Partendo dal suo libro “Avevamo la luna”, il giornalista ha affrontato insieme agli studenti vari argomenti, tra i quali l’Italia nel triennio 1962-64, quando il Paese era (forse inconsapevolmente)  una superpotenza, o lo poteva a breve diventare, nel campo elettronico e tecnologico con la Olivetti, in campo energetico con Enrico Mattei e la sua ENI.

Ad inizio anni ’60 l’Italia era apparentemente in crisi (in condizioni di povertà e costretta al fenomeno dell’emigrazione), e, in un clima di fermento internazionale causato da alcuni avvenimenti storici che stavano cambiando per sempre le nostre vite (12 aprile 1961, Yuri Gagarin diventa il primo uomo nello spazio), era stata forse l’unica nazione a rispondere all’appello di J.F. Kennedy che voleva e credeva negli scienziati occidentali affinché gli USA calcassero per primi il suolo lunare. Si intuiva che qualcosa era nell’aria, che i giovani si stavano appropriando della scena.

copertina Avevamo la lunaUn altro segnale del cambiamento arriva all'inizio della primavera del 1963, quando un gruppo di ragazzi di Liverpool pubblica il suo primo album dal titolo PLEASE PLEASE ME, di lì a poco il nome del gruppo divenne famoso a livello mondiale. In tutto ciò l’Italia dov’era?

Molto semplice: 11 ottobre 1962, Piazza San Pietro, prima diretta in Mondovisione RAI, e non è finita mica qui, perché quindici anni prima di Steve Jobs e Bill Gates, quattro ragazzi italiani della divisione informatica della Olivetti, tali Gastone Garziera, Giancarlo Toppi, Pier Giorgio Perotto e Giovanni De Sandre lanciarono il P101, primo computer al Mondo, usato dalla NASA per il lancio dell’Apollo 11.

Molto semplice sarebbe cadere a questo punto nell’errore che senza di noi gli americani non sarebbero andati sulla luna, questo quasi sicuramente no, ma il P101 sta a significare che noi c’eravamo, eravamo presenti sulla scena internazionale, eravamo all’avanguardia, e poi?

Poi accade che noi italiani non siamo bravi a cogliere e sfruttare questi input, accade che siamo preoccupati da altre questioni, accade che qualcuno decide improvvisamente di non puntare più sullo sviluppo di questi settori, accade che misteriosamente Enrico Mattei muore in un incedente aereo e che altrettanto misteriosamente la divisione elettrica della Olivetti viene REGALATA alla General Electric, il resto poi è storia nota …

Mezza ha impressionato gli studenti per il suo ottimismo riguardo l’Italia, la sua situazione odierna, sostenendo che non è tutto malato oggi come non era tutto grandioso all’epoca, che una vera e propria età d’oro in Italia non c’è mai stata e alla domanda su come possiamo concretamente “riprenderci” oggi quella luna che ci è stata sottratta all’epoca il giornalista ha risposto che il bel Paese sta cercando di ripartire da se stesso, da quella marcia creativa in più che lo ha sempre distinto rispetto ad altri Paesi, dalle cose che ci riescono meglio ed in cui siamo maestri, come ad esempio il curare la bellezza.

Giornalismi nella reteMezza ha, poi, affermato come nell’ultimo anno circa 9000 start-up abbiano superato la fase embrionale e di come non possa essere un caso che la Apple abbia aperto la sua Academy in Italia, a Napoli.

Nella seconda parte dell’incontro, l’argomento della conversazione è mutato; prendendo spunto dal suo libro “Giornalismi nella rete”, il docente si è soffermato con la partecipazione attiva degli studenti, sulle modalità dell’informazione al giorno d’oggi, sostenendo che quando navighiamo online e cerchiamo delle notizie siamo “controllati” o quantomeno direzionati nella nostra ricerca. Ma chi è che controlla i nostri interessi e decide cosa farci leggere?

Secondo Mezza siamo studiati da un algoritmo, che la fa da padrone, prelevando tutte le nostre ricerche, conoscendo i nostri interessi, elaborando tutti questi criteri e scegliendo per noi cosa leggere. Ciò avallato anche dalla pigrizia delle persone che spesso, quando navigano in internet, si fermano ai risultati della prima pagina senza proseguire nella loro ricerca.

Si è discusso del sempre minor numero dei giornali cartacei venduti, in favore delle notizie diffuse via social, in quanto sentite più vicine a noi e più interne all’accaduto (poiché talvolta corredate da video che riproducono la cruda realtà della vicenda, ad esempio il video dello sgozzamento di alcuni prigionieri da parte dei combattenti jihadisti) rispetto a quanto possa esserlo un freddo articolo di cronaca sul giornale oppure un servizio con banali immagini di repertorio mandato in onda alla TV.

Gli studenti interessati al discorso hanno posto domande in merito all’argomento sollevando anche altre questioni, ad esempio l’opinione che Mezza avesse in merito a giornali o blog che gonfiano notizie o riportano falsità per attirare maggior numero di lettori: l’ospite, solleticato dalla domanda ha risposto che è una pratica che si è sempre usata ma che adesso si possiedono gli strumenti adatti a discernere la verità dalla menzogna.

 L’incontro, che si è poi trasformato in un vero e proprio confronto dato il coinvolgimento degli studenti, si è concluso dopo circa due ore tra l’applauso generale dei ragazzi soddisfatti, con i sentiti ringraziamenti dei docenti Rosanna Napolitano e Francesca Dello Russo, che hanno voluto fortemente questo meeting.

Il liceo Enrico Medi non si ferma solo a questa iniziativa ma, come negli anni precedenti proseguirà nella sua offerta formativa attraverso convegni con poeti e giornalisti di caratura internazionale, affinché gli alunni si rendano nuovamente protagonisti in prima persona confrontandosi con le diverse voci e le culture eterogenee provenienti dalle differenti parti del globo.

BAIANO / “INVASIONE”… ALL’”INCONTRO”: BAMBINE E BAMBINI DELLA “GIOVANNI XXIII” INTERVISTANO I NONNI

Foto di Enrico Stago

bimbi nonni 1Gianni Amodeo  – 23.10.2016 - Metti tre nonni della generazione anni ’30 o di fine anni ‘20, come Mast’ ‘Angeloantonio Candela, decano dei boscaioli locali, Mast’ ‘Luciano Perna, grande maestro-cestaio, e il geometra Romeo Lieto, con lunga e stimata carriera professionale e prezioso affabulatore narrante di vicende del micro-cosmo nostrano. Metti una classe della scuola primaria della “Giovanni XXIII” formata da una ventina di bambini e bambine in svagata e allegra briglia sciolta. Ed ecco combinata l’”Invasione” dei locali del Circolo “L’Incontro”, nell’ambito delle attività ludiche e formative, che promuove e sviluppa l’associazione “Favole e merende”, di cui sono animatrici l’insegnante Carmela Gaglione e Ines Nuzzi.

Aggiungi, per completare ed … integrare al meglio la visione d’insieme, la presenza attiva e partecipe di tante giovani madri e qualche padre, e ti ritrovi nel pulsante scenario di un’ interessante e viva connessione tra generazioni con l’impronta della diversità e dei radicali cambiamenti intervenuti nei costumi sociali; connessione, scandita con plastica evidenza dalle domande scanzonate, a cui bambine e bambini hanno sottoposto i tre nonni.

bimbi nonni 2Nitide e secche le risposte. Era ben poco il tempo Tra le domande più “gettonate” quelle sulla scuole frequentate e sui giochi che i nonni praticavano nei tempi della loro fanciullezza da riservare ai giochi. Quelli andati, specie nella prima parte del secolo scorso, erano anni di “gente povera, di buoni e generosi sentimenti, operosa che non se ne stava con le mani in mano”; e fin dalla prima fanciullezza bisognava adattarsi ad essere utili alla famiglia, aiutando i genitori nei lavori per lo più “ ’nd’ ‘a terra ” e nei boschi d’Arciano o “andando a bottega” per apprendere i mestieri di cestaio, falegname, fabbro, barbiere, calzolaio e muratore.

Nel focalizzare il rapporto con la scuola – spiegavano i magnifici tre - si completava, in genere, il ciclo delle “elementari” nelle capienti aule del pregiato plesso in stile umbertino di primo ‘900, affacciato per un verso su piazza Napolitano e per l’altro verso su via Marconi. Il plesso - ricorda il cronista - era tra le poche espressioni significative di architettura pubblica cittadina, ma venne ignobilmente cancellato in fretta e furia con la demolizione “decretata” dopo il terremoto dell’80, utilizzando i corposi finanziamenti statali resi disponibili … e profittevoli nelle convulse fasi emergenziali di oltre trenta anni fa; finanziamenti da arraffare con “le carte a posto” e spendere. En passant,si ricorderà ancora che, per abbattere il monumentale edificio, furono impiegate numerose maestranze e furono necessarie quattro giornate di lavoro intenso, impegnando nella massima concentrazione possibile martelli pneumatici, ruspe e attrezzature perforatrici. Una storia “sui generis” … e di profondo “buco nero”.

Proseguendo nelle risposte, gli intervistati evidenziavano che i pochi impegnati nel prosieguo degli studi erano “obbligati” a raggiungere a piedi – percorrendo circa tre chilometri- Mugnano del Cardinale, dove in piazza Municipio e sulla collina di San Pietro a Cesarano erano attivi i plessi delle scuole medie, nell’ex-Educandato “Maria Cristina di Savoia”, e il Ginnasio-Liceo “Manzoni”. Ma l’andare a scuola a piedi per le proseguire negli studi delle”Medie” e del Ginnasio-Liceo e, per giunta, camminando tra andata e ritorno per circa sei chilometri lungo la Strada statale della 7-bis, lasciava più di un’ombra di perplessità negli intervistatori. Un … sacrificio impossibile e neanche immaginabile. Del resto, sono ben pochi tra loro quelli che si recano a scuola …. senza auto, fosse pure per un tragitto che al massimo non supera la misura di chilometro lineare, come se strade e piazze del ristretto perimetro urbano … fossero ad alto rischio. Una spigolatura d’osservazione, questa, che accresce ancor più il valore dell’iniziativa di “ Favole e merende”, per far sviluppare i rapporti di conoscenza tra le generazioni. L’Incontro - dice il professore Enrico Stago, segretario del sodalizio di via Luigi Napolitano - è più che soddisfatto dell’esperienza di cui sono stati protagonisti i bambini e i nonni. I suoi locali sono sempre disponibili, per far svolgere attività di questa importanza, certamente utili ad animare la vita della comunità”.