Domenica 2 febbraio 2014 alle ore 9.30 Marcia per la vita nel Baianese . L’appello degli organizzatori

parorama dalla chiesa della SS. Annunziata30.01.2014 - "E' l'ora della partecipazione democratica ". "Cittadinanza Attiva", Medici per l'Ambiente , "Movimento Terra dei Fuochi", Federcampania Felix, Associazione gli Ultimi di don Aniello Manganiello lanciano un caloroso appello ai cittadini del Baianese in vista della "Marcia per la vita" che avrà come luogo di partenza Avella - Piazza Convento, il giorno 2 febbraio, alle ore 9.30.
E' necessaria la massima partecipazione democratica alla manifestazione di domenica da parte delle istituzioni, della società civile, dei giovani, delle donne, dell'associazionismo presente sul nostro territorio.
Vogliamo cominciare a realizzare insieme un progetto vivo e concreto, ovvero "Il Baianese non deve morire", ma deve vivere mobilitandosi contro l'inquinamento e il degrado ambientale, per tutelare il diritto costituzionale alla salute, per la legalità, contro il biocidio e per la dignità della vita umana; non vogliamo che il nostro spazio vitale locale diventi un'altra "terra dei fuochi" o il nuovo "triangolo della morte".
Oggi infatti il danno ambientale (vedi amianto, vedi rifiuti tossici ed industriali e, nel prossimo futuro, la sorte che toccherà alle nostre risorse idriche seriamente compromesse) è grande e molte vittime innocenti ci hanno già lasciato la vita, avvelenate da quello che può essere considerato il più grande inquinamento ambientale mai verificatosi non solo in Campania, ma anche nei territori di frontiera e nelle altre zone esposte al pericolo-rischio ambientale, continuo, silente, subdolo.
santuario-santa-filomena-2Ecco perché proprio oggi è montata la rabbia, la indignazione popolare e sociale; ha impiegato tanto tempo, ma oggi è giunto il tempo di una vera ed organizzata mobilitazione, tutti insieme, raccogliendo e condividendo le esperienze di realtà ed ambiti sociali finora distaccati e lontani tra loro. La difesa dell'ambiente è un bene comune e di tutti.
Se vogliamo raggiungere obiettivi concreti ed invertire il danno ambientale subito dal nostro territorio, è l'ora di metterci assieme, mobilitarci assieme, agire assieme, comunicare assieme, controllare assieme cosa viene fatto e quanto non viene fatto dagli amministratori o dai politici, dalle istituzioni.
Il Baianese non può e non deve morire; lo testimonia la sua storia attiva e la sua propulsiva civiltà, lo esige lo spirito di innovazione di chi non si è mai rassegnato al peggio.

dott. Filomeno Caruso - Medici per l'ambiente
prof. Andrea Canonico - Cittadinanza attiva

 

Risanamento e riqualificazione ambientate de “I Regi Lagni” nell’area avellano – baianese, necessaria ed improrogabile

clanioAntonio D'Anna - 20.01. 2014 - I Regi Lagni furono, senza dubbio alcuno, una grande opera idraulica di canalizzazione realizzata agli inizi del 1600, durante il dominio borbonico, per limitare e gestire le cicliche ed ingenti inondazioni dell'allora fiume Clanio che riforniva, rigoglioso, parte della Piana Campania.
Anche nella porzione pedemontana del territorio dell'agro - nolano, area di raccordo tra i Monti di Avella a Nord ed il margine nord - orientale della Piana Campana, sono presenti aste fluviali artificiali, classificate dalla normativa di settore come "corpi idrici artificiali", che appartengono al bacino idrografico dei Regi Lagni e che regolamentano il deflusso delle acque superficiali, dette di ruscellamento. Nell' area avellano – baianese le principali aste fluviali sono l'alveo del Gaudo ed il torrente Clanio di Avella. Secondo un'etimologia, proprio dal nome del fiume "Clanius" in epoca latina, trasformato poi in "Lanius" deriverebbe la denominazione borbonica di Regi Lagni, ove "Regi" è riferito alla dinastia regnante.
Tali corpi idrici sono caratterizzati da un regime torrentizio: concentrano le massime portate nei periodi di intense precipitazioni meteoriche, mentre, per la maggior parte dell'anno, il deflusso risulta praticamente assente o di scarsa entità vista l'esigua alimentazione.
regi lagniA causa della situazione di dissesto della sistemazione idraulico – forestale, presente in particolare nei comuni di Roccarainola (NA) e di Avella (AV), i tratti fluviali sono interessati da fenomeni di erosione al piede degli argini di differente altezza in muratura tufacea, da casi di rottura e di deterioramento delle soglie fluviali, trasversali al corso d'acqua, da formazione di voragini, da distruzione del fondo dell'alveo..
Inoltre, la presenza di una diffusa vegetazione in alveo e lo sversamento di materiali di vario tipo, che rendono questi rami fluviali vere e proprie discariche a cielo aperto, comportano la restrizione della sezione utile al deflusso della corrente.
Di conseguenza, ne scaturiscono, periodicamente, in particolar modo lungo l'alveo del Gaudo nel territorio di Tufino, diversi problemi idraulici e morfologici quali esondazioni con successivo allagamento dei centri abitati, piccoli smottamenti ed erosione accentuata del suolo.
Purtroppo, nel corso dei secoli l'incuria dell'uomo ha portato alla pessima funzionalità di tale opera, prima assai meritoria ed efficiente tanto è vero che oggi alcuni tratti degli alvei versano in un assoluto stato di degrado ambientale. In alcuni tratti, tra Comiziano e Cicciano, addirittura l'alveo è stato completamente ricoperto, impedendo una sistematica perlustrazione dell'alveo e divenendo, in pratica, una vera e propria "bomba", che, in presenza di situazioni di forte ruscellamento, potrebbero scoppiare e rappresentare così un pericolo per l'area circostante. Non da meno la situazione di forte degrado ed anche di tratti coperti, o meglio cementificati, del più importante affluente del Clanio: il Gaudo-Scimminaro, che non pochi danni ed apprensioni causa alla località Schiava.
canale scolo occlusoPertanto, considerati i danni alla dinamica fluviale e la riduzione della capacità di invaso, sarebbe d'uopo un subitaneo intervento di mitigazione del Rischio Idraulico attraverso il ripristino dell'officiosità idraulica nei tratti dell'alveo dei Regi Lagni più esposti ad incuria antropica.
Insomma bisognerebbe prestare più attenzione al territorio ed all'ambiente, piuttosto che alle cementificazioni gratuite. I Borboni sono stati capaci di bonificare i cosiddetti Regi Lagni, noi "moderni", con tutti i mezzi disponibili e le cospicue somme impegnate, siamo sati capaci di riportare indietro il territorio di alcuni secoli, degradandolo e razziandolo. Ma, non ci dobbiamo dimenticare che ... tutti i nodi vengono al pettine. E con tutta quest'acqua che viene giù, sale la tensione, guardando i comunicati di allerta meteo, campanello di allarme di una situazione giunta al ... collasso

AVELLA: L’ENNESIMO SFREGIO AL CLANIO E… NON SOLO

discarica nel ClanioPietro Luciano - 17.01.2014 - All'incirca una settimana fa, fu scoperto un altro tratto del fiume Clanio ridotto a immondezzaio, eppure in questa cittadina la raccolta differenziata funziona bene, anzi benissimo, a sentire i "bollettini" diramati a tutto spiano dal Comune. Il blitz è stato effettuato dalla Guardia Forestale locale, diretta dal comandante Saveriano, coadiuvata, nell'occasione, dalla Polizia Municipale di Avella.
E' stato trovato di tutto: due carcasse di auto, rifiuti solidi urbani, pneumatici, ingombranti, materiale edile di risulta, stracci abbandonati da aziende di lavorazione tessile, terra e materiale di dragaggio. Sono state lastre ed un tubo di eternit.
canale scolo occlusoUna denuncia contro ignoti, corredata da foto scattate dagli agenti, è finita in un dettagliato esposto presentato dalla Forestale e dalla Municipale presso la Procura della Repubblica di Avellino. E' tutto e, vien da dire, "tutti vissero felici e contenti".
Ma tutta l'area del Clanio è interessata da inquinamento ambientale, anche la parte dell'alto corso del torrente e per tutto l'anno. Certo le agevoli strade costruite lungo il corso dell'arteria d'acqua, in un tratto, quello del Vallone Serroncello, dichiarato zona A del Parco del Partenio, hanno agevolato notevolmente l'attività abusiva.
Ma ad Avella sono interessati dall'inquinamento-discarica molti altri siti, soprattutto nelle vicinanze dei monumenti: vedesi la discarica in località castello, sia dall'ingresso di Via dei Normanni che da quella della Vicinale Castello; quella nel piazzale del Parco dei Monumenti Funerari Romani di Via delle Tombe Romane non è da meno; da non tralasciare quella in via Raffaello Sanzio, di certo i "teppisti" non amano né rispettano l'arte, nei pressi di un Mausoleo Funerario Romano e dei resti della Chiesa di San Nazario e Celso.
Secondo noi ci vorrebbe una maggiore presenza delle Forze dell'Ordine, in generale, sul territorio, che lo dovrebbero monitorare sistematicamente, senza aspettare la denuncia di turno; ma necessiterebbe anche una maggiore attenzione da parte delle amministrazioni nell'eseguire certe "opere" o "nell'agevolare" certi interventi, pubblici e privati che siano.
clanioA proposito del Clanio ha destato scalpore il fatto che all'inaugurazione della Mostra Collettiva d'Arte, tenutasi nel Palazzo Baronale di Avella, gli artisti hanno voluto inscenare un "quadro" che rappresentasse le peculiarità gastronomiche del territorio: noci, nocciole, pane cafone, vino e certo non poteva mancare l'acqua, che imbottigliata ed etichettata come "Acqua del Clanio", faceva bella mostra di sé sul tavolo del convegno di presentazione dell'evento, prima, e nel "quadro" realizzato all'interno della Mostra, poi.
Dove sono finite le acque impareggiabili di "Guerriero" memoria, ovviamente facciamo riferimento al Francesco Guerriero di "Note campestri ed appunti storici", 1888.

LA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI NOLA APRE UN FASCICOLO SULLA PROBABILE PRESENZA DI AMIANTO IN UNA CAVA DI TUFINO

palazzo orsiniAn.Ca. – 24.01.2014 - Che nelle cave dismesse di Tufino e, più in generale, nel territorio di questo ed altri centri del nolano si siano commessi gravi reati ambientali, lo si sapeva. Più volte, in passato, si sono levate grida di dolore per gli scempi perpetrati ai danni delle nostre comunità, ma molto poco, per non dire nulla, si è fatto per tentare di fermare grandi e piccoli inquinatori che, contravvenendo alle leggi più elementari, hanno lucrato delle vere e proprie fortune.
Non è dato ancora sapere in quale cava di Tufino si presume siano finiti imprecisati quantitativi di amianto proveniente dalle officine della Isochimica, l'azienda irpina che, a partire dai primi anni '80, si incaricò di scoibendare più di 350 carrozze all'anno dei treni delle Ferrovie dello Stato. Un lavoro durato una decina d'anni che richiedeva lo smaltimento di questo particolare tipo di silicato che, prima di finire chissà dove, ha avuto il tempo di penetrare nei polmoni di circa trecento operai su cui incombe un destino di morte.
Quella fabbrica, che lo scorso anno fu sequestrata, oggi presenta ancora tutti i segni di una conduzione approssimativa, se è vero che, come scrive Citynews Today, "nei capannoni che una volta accoglievano le carrozze, la polvere di amianto ha cancellato i pavimenti. Le mura esterne non si vedono più, c'è una fila interminabile di cubi di cemento amianto: cinquecento, forse seicento. Gli spazi dove i lavoratori trascorrevano l'ora di pausa pranzo sono diventati un campo minato: fra lastre ricoperte d'amianto e rovi che riescono a nascondere altri cubi mortali. E nel disastro totale sembra ancora di vedere quei giovani operai che nell'82 - in un'Irpinia ancora devastata dal terremoto - cominciarono la loro "missione per lo Stato".
sen. Giuseppe De CristofaroSulla sorte di quell'amianto la Procura della Repubblica di Nola ha aperto un fascicolo e le indagini procederanno di concerto con quelle avviate dalla Procura della Repubblica di Avellino. L'iniziativa della Procura della Repubblica di Nola è stata commentata dal parlamentare di SEL Peppe De Cristofaro, secondo il quale suscita grande soddisfazione "la notizia dell'apertura di un fascicolo di indagine sulla vicenda degli sversamenti di amianto in alcune cave del territorio nolano, e segnatamente a Tufino. La Procura di Nola avvia le indagini in coordinamento con quella di Avellino che segue l'inchiesta nata dalle dichiarazioni di un ex operaio della Isochimica riguardo al trattamento e allo smaltimento dell'amianto". Il senatore De Cristofaro ha anche ricordato che "qui, non dimentichiamolo mai, ci sono le morti dei lavoratori, ci sono le loro sofferenze, qui si avvelena un territorio e con esso potenzialmente chi lo abita. È un fatto gravissimo, ed è un fatto centrale l'indagine congiunta delle Procure perché si faccia chiarezza e si diano delle risposte. Che serva a capire le responsabilità di una vera e propria tragedia".

CONVEGNO PRESSO IL PARLAMENTO EUROPEO DI STRASBURGO SULLA TERRA DEI FUOCHI

Servizio di Lisa Carmen Tarantino

STRASBURGO-PARLAMENTO-EUROPEO1 - Copia 400x300Strasburgo – 17.01.2014 - Il 15 gennaio scorso, presso il Parlamento Europeo di Strasburgo, si è tenuto un convegno sulla Terra dei Fuochi. Organizzatore il presidente dell'Associazione "FARE AMBIENTE" Agro Nolano, dr. Antonio Giuliano, che è intervenuto sul territorio con petizioni, manifestazioni e campagne di prevenzione, attivista da sempre in varie iniziative.
Il, dr. Giuliano, ha voluto coinvolgere in questa iniziativa l'artista Paolo Vecchione, autore di scatti di immagini choc che sono state esposte nella sala convegno, come "prova visiva" e testimonianza di questo scempio. Promotore e sostenitore di quest'importante manifestazione, titolata: "L'Europa discute della Terra dei Fuochi", l'europarlamentare di F.I. Enzo Rivellini.
Il convegno è stato Introdotte dal dr. Antonio Giuliano, presidente dell'Associazione "Fare Ambiente" Agro Nolano, che ha discusso degli aspetti più importanti sulla Terra dei Fuochi, riportando dati di alcuni studi condotti per monitorare le conseguenze di questa strage.
Enzo RivelliniSono intervenuti l'on.le Enzo Rivellini, deputato al Parlamento europeo, che ha proposto alla Regione Campania di affidare all'Università uno studio che stabilisca, su un campione di almeno dieci città al mondo, quale sia il sistema di smaltimento e gestione dei rifiuti con minore incidenza sulla salute.
Il dr. Karl Falkenberg, direttore generale DG Ambiente, ha, poi, discusso la situazione dell'emergenza rifiuti in Campania in ambito europeo: multe, somme disponibili, modello di gestione dei rifiuti etc .
Il sen. Roland Ries, sindaco di Strasburgo, ha illustrato, invece, come la sua città abbia elaborato un piano programmato di gestione dei rifiuti, promuovendo una produzione sostenibile di energia a basso impatto ambientale.
Il dr. Andras Ellerkman, amministratore delegato Indaver Germania, azienda che smaltisce i rifiuti di Napoli, ha subito dopo definito la strategia e le nuove tecnologie in uso nello smaltimento rifiuti.
A seguire, il dr Luca Ferrara, presidente pastificio Ferrara, uno dei più importanti pastifici europei, ha illustrato le sfide dell'industria agroalimentare in Campania.L'on. Giovanni Romano, assessore regionale all'Ambiente, ha parlato dell'attuale situazione del ciclo integrato dei rifiuti in Campania. Il prof. Aurelio Tommasetti, rettore dell'Università di Salerno, ha discusso dei progetti di ricerca per un sistema integrato di rifiuti che abbia minori ricadute negative sulla salute. L'on. Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania, infine, ha illustrato la situazione e le strategie future della Regione Campania per la bonifica dei territori e la gestione del ciclo integrato, evidenziando il suo impegno personale per la "Terra dei Fuochi".

Antonio GiuglianoL'intervento del dr. Antonio Giuliano
"Buongiorno a tutti, voglio dare un saluto di benvenuto a tutte le istituzioni qui presenti, che dimostrano con la loro partecipazione, l'interesse per la nostra iniziativa. Comincerei col ringraziare l'on.le Enzo Rivellini di F. I. per aver sostenuto questa mia iniziativa e per aver coinvolto le istituzioni, oggi presenti, che si stanno impegnando e sono certo continueranno a farlo fino alla risoluzione del problema "TERRA DEI FUOCHI". Questa esigenza di dover portare al di fuori dei confini italiani il disastro ambientale, verificatosi nei nostri territori, nasce dalla necessità di dover chiedere aiuto all'Europa per questo problema che ogni giorno diventa sempre più ingestibile ed irrisolvibile. Questa voce che state ascoltando non è la mia voce, in realtà è la voce della mia terra, della mia gente, è la voce degli anziani che ricordano questo territorio come quello che un giorno veniva chiamato Campania Felix. Oggi riviste scientifiche lo definiscono il triangolo della morte, oppure la Chernobil del Vesuvio. Sono oltre sessanta i comuni tra Napoli e Caserta le cui terre sono state costrette ad ingoiare tonnellate di rifiuti tossici e nocivi. Nel triangolo abitano oltre 550.000 persone e l'indice di mortalità per tumore al fegato sfiora il 38,4% per gli uomini e il 20,8% per le donne, laddove la media nazionale è del 14%. Uno studio dell' OMS (organizzazione mondiale della sanità) esteso alle provincie di Napoli e Caserta ha monitorato in 196 comuni campani una maggiore incidenza di morti per tumori e di malformazioni congenite nel periodo che va dal 1994 al 2002. Tutto questo è inaccettabile. Dobbiamo agire e lo dobbiamo fare in fretta. A questo punto, prima di passare la parola alle istituzioni presenti per ascoltare le proposte e le eventuali soluzioni, voglio ringraziare le persone che hanno accompagnato le proteste di diversi movimenti come: Fiume in Piena,Ultimi e lo stesso Fare Ambiente da me rappresentato nell'agro-nolano; queste non chiedono altro che il diritto alla vita, garantito sicuramente dalla fine dello scarico e dei roghi dei rifiuti tossici e dall'avvio ad una vasta opera di bonifica dei terreni contaminati, ma anche l'assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni e delle imprese complici di questo business illecito. E' doveroso da parte mia ringraziare, innanzitutto, l'on. Bianca D'Angelo, colei la quale mi ha permesso, con il suo sostegno, di poter cominciare una campagna di prevenzione veicolandola ai vari comuni interessati attraverso uno screening gratuito per la prevenzione del tumore alla mammella, alla tiroide ed alla pelle. Concludo ringraziando le persone che mi hanno seguito fin qui per rappresentare una parte di quei paesi: il vicesindaco di Nola Enzo De Lucia, l'assessore al Bilancio del comune di Casamarciano Francesco Buono, l'assessore del comune di Cicciano Gennaro D'Avanzo, l'assessore comunale di San Paolo Belsito Benedetto Cava, il presidente dell'associazione il Sole Nascente Giovanni Velotti, il vicepresidente Umpli-Campania Luigi Barbati, il coordinatore di Fare Ambiente di Pomigliano avvocato Umberto Guarino, il propietario dei supermercati "Piccolo" presenti su tutto il territorio, il signor Michele Piccolo,che rappresenta le sfide dell'industria agro-alimentare in Campania e, per finire, l'artista Paolo Vecchione che testimonia lo scempio con questi scatti di immagini choc".

 

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