A POMIGLIANO D’ARCO INIZIA L’ERA DELLA PUBBLICITA’ IN MOVIMENTO. IL SINDACO: STRUMENTO IMPORTANTE PER L'AMBIENTE

ACCORDO TRA IL COMUNE E INCONCEPT COMMUNICATION

Comune-PomiglianoMary Liguori – 20.03.2014 - A Pomigliano d'Arco arriva il primo "digital gate": l'accordo tra Inconcept Communication e il Comune dà vita al primo progetto informativo a trecentosessanta gradi nell'ottica della società moderna in cui è imprescindibile la necessità di interfacciarsi ad uno schermo, sia esso un televisore, un monitor o un più ergonomico palmare, per trasmettere messaggi di ogni sorta. Il Digital Gate sposa questo concetto con un'idea di pubblicità senza confini, settore nevralgico dell'ambito comunicativo, attraverso una rivoluzione visiva, fondata sull'affermazione dell'immagine in movimento. Per incrementare l'appeal estetico e la risonanza economico-culturale del Comune lo schermo è stato installato nei pressi della villa comunale, in via Gandhi.
"La nostra tecnologia si avvale di schermi progettati da professionisti dell'arredo urbano, in grado di coniugare l'efficacia dello strumento (le dimensioni, 3x2 metri, quanto la risoluzione dell'immagine, 240x160 pixel, garantiscono un'immediata ricezione sensoriale da parte del fruitore) con l'eleganza di un'attrezzatura altamente avveniristica, eppure già sperimentata con successo in altre realtà nazionali e internazionali (attraverso l'uso di apparecchiature analoghe)", spiega Emanuele Cocozza, team manager di Inconcept Communication. "Naturalmente il tabellone rimarrà costantemente a disposizione dell'amministrazione per trasmettere informazioni rilevanti per la cittadinanza, quali numeri telefonici di pubblica utilità; avvenimenti sociali, culturali e sportivi; consigli sul rispetto dell'ambiente; aggiornamenti sulla raccolta differenziata; informazioni turistiche; farmacie di turno; orari di accesso agli uffici pubblici o servizi comunali; interruzioni erogazione servizi (acqua - luce – gas); avvisi esecuzione di lavori stradali", aggiunge Cocozza.
L'accordo tra il Comune di Pomigliano d'Arco e Inconcept Communication prevede inoltre l'editing, sempre da parte della società, di spot informativi gratuiti per l'Ente, da trasmettere in vari passaggi giornalieri sul tabellone elettronico a messaggio variabile.
"Al fine di supportare il sistema produttivo locale, è nostra intenzione estendere l'utilizzo del Digital Gate anche ad aziende locali, così da soddisfare sia il connubio soddisfazione-utilità nel settore pubblico sia quello soddisfazione-profitto nel privato", conclude Cocozza.
Soddisfatto il sindaco Lello Russo. "Si tratta di uno strumento importante, non solo per le imprese del territorio, ma anche per i cittadini che avranno una ulteriore fonte di informazioni, pensiamo di usufruirne soprattutto per implementare la sensibilizzazione rispetto all'ambiente e alla raccolta differenziata", ha dichiarato.

 

LA REGIONE CAMPANIA FERMA LA CAVA MARINELLI: UNA BOCCATA DI OSSIGENO PER LA COMUNITÀ DI SCHIAVA CHE, FINALMENTE, PUÒ RESPIRARE A PIENI POLMONI

Cava Marinelli 333x500Antonio Caccavale – 14.03.2014 - Le potenti ruspe avevano ripreso da poco a demolire la collina e gli antichi polveroni avevano ricominciato ad avviluppare l'abitato di Schiava, insinuandosi nelle cavità respiratorie della gente. Di quinte di mascheramento, di accorgimenti che rendessero accettabile quell'attività che ha devastato il paesaggio e la tranquillità dei cittadini, neanche l'ombra; neanche dopo un lungo periodo di inattività le cose erano cambiate. Per troppi anni, dagli uffici del Genio civile si è fatto finta di niente. Si è, di fatto, partecipato ad uno scempio indegno di una società avanzata. A Napoli non potevano non sapere che già nel lontano 2003, a seguito della campagna di monitoraggio ambientale effettuato dalla Sogin, era stato denunciato il fenomeno delle emissioni di polveri sottili provenienti da quella cava.
All'indomani dello stop imposto dal Genio civile all'attività estrattiva della cava Marinelli, possiamo sperare che cambierà qualcosa? Possiamo contare sull'inflessibilità degli Organi deputati al controllo del corretto esercizio di un'attività che, di danni, ne ha fatti già troppi? Bisogna pretenderlo! Sono troppe le cose che non vanno nella coltivazione della cava Marinelli. Sono stati troppi i guasti causati, in tutta la nostra Regione, dai signori cavatori, che con un cinismo senza pari hanno fatto tanti soldi a scapito del paesaggio e ai danni della tranquillità e della salute della gente. Della salute della gente, per quello che producevano i polveroni della cava Marinelli, che avevano ripreso a svolazzare sulla frazione Schiava, non ci risulta sia importato granché alle autorità sanitarie. Non ci risulta ci siano mai stati interventi della nostra Asl volti a frenare il comportamento predatorio dei proprietari e dei gestori di quella cava. Non ci risulta che i dirigenti della nostra Asl si siano mai preoccupati degli effetti nocivi che, nei bronchi e nei polmoni dei cittadini, hanno provocato e provocano le polveri sottili provenienti da quella cava. E non sappiamo se ci siano stati interventi dell'ispettorato del lavoro, organismo a cui compete controllare che i luoghi di lavoro non presentino anomalie che compromettano la sicurezza e la salute dei lavoratori.
Quante volte gli ispettori del lavoro avranno preteso che il personale occupato nella cava Marinelli fosse sottoposto a visita medica? Quante volte, gli stessi ispettori, avranno scrupolosamente osservato i processi di lavorazione in uso in quel cantiere?
Va, intanto, salutata con soddisfazione la decisione della sospensione dell'attività estrattiva da parte della Regione Campania. Di cose che non vanno nella coltivazione della cava Marinelli ce ne sono, eccome se ce ne sono.
Qualche esempio? Non ci risulta che sia stato rispettato quanto prescrive il comma 4 dell'articolo 47 delle norme di attuazione del Prae (Piano Regionale delle Attività Estrattive). Quel comma recita: "La coltivazione non può prescindere da un'articolazione dell'attività estrattiva per fasi successive con contestuale ricomposizione ambientale dei lotti esauriti".
Non c'è traccia, in quella cava, della "manutenzione, né di essenze impiantate che, ai fini del recupero ambientale, l'esercente dell'attività estrattiva è tenuto ad effettuare (comma 5 dello stesso articolo). Non c'è traccia di misure volte a mitigare l'impatto acustico e l'impatto atmosferico, come prescrive l'articolo 50 della stessa sezione del Prae. Giova ricordare che l'articolo 50 delle norme di attuazione stabilisce che "Allo scopo di ridurre l'impatto acustico, atmosferico e percettivo dell'area destinata all'attività estrattiva ed evitare la ricaduta delle polveri, prima dell'inizio dello sfruttamento del giacimento, il titolare dell'autorizzazione o della concessione estrattiva è obbligato a realizzare:
a) barriere di terra con copertura vegetale ottenute usando il materiale inerte non idoneo e il terreno vegetale precedentemente accantonato;
b) schermatura dell'area di cava mediante specie arboree sempre verdi adeguate a fungere da schermo filtrante delle polveri e da schermo contro vento.
3. L'inumidimento delle strade interne e dei piazzali deve essere regolato in maniera tale da non determinare il trasporto del fango da parte dei mezzi lungo le strade pubbliche esterne alla cava.
Non ci risulta che la coltivazione di quella cava abbia tenuto conto delle prescrizioni summenzionate.
Insomma, di motivi forti devono averne avuti i funzionari che hanno deciso di fermare l'attività della cava Marinelli. Non ci resta che sperare che, al netto dei prevedibili ricorsi e degli esiti che da essi scaturiranno, quella cava famigerata smetterà, una volta per tutte, di rovinare impunemente il paesaggio e di compromettere la salute dei cittadini.

 

Inquinamento luminoso: cause, effetti e rimedi

Inquinamento luminoso 3Antonio D'Anna – 15.02.2014 - L'inquinamento luminoso rappresenta un problema rilevante, ma sottovalutato, legato all'utilizzo improprio delle fonti artificiali di illuminazione. Precisamente, la legislazione lo definisce: "irradiazione di luce diretta al di fuori delle aree a cui essa è funzionalmente dedicata ed in particolare verso la volta celeste". Inoltre, l'inquinamento luminoso non crea disturbo solo agli animali ed alle piante, come documentano molti studi scientifici, ma anche all'uomo. La luce dispersa verso l'alto illumina le particelle in sospensione nell'atmosfera creando così uno sfondo luminoso che nasconde la luce degli astri. Anche nel nostro territorio si riscontra la dispersione diretta di luce da parte degli apparecchi di illuminazione al di fuori delle aree da illuminare. Ne consegue un ingente danno economico dovuto principalmente allo spreco di energia elettrica impiegata per illuminare inutilmente zone che non andrebbero illuminate come la volta celeste, le facciate degli edifici privati, i prati ed i campi a lato delle strade o al centro delle rotatorie. Infatti la luce, essendo proiettata in tutte le direzioni, addirittura il 30% verso il cielo, si disperde. Tale cospicua dispersione è uno spreco costoso che i cittadini sono costretti a pagare.
inquinamento luminosojpgAl momento, non vi è alcuna legge nazionale che regolamenti l'inquinamento luminoso; tuttavia, le Regioni hanno promulgato testi normativi in materia. Le finalità delle leggi regionali contro la dispersione di luce artificiale verso l'alto sono la riduzione dell'inquinamento luminoso e dei consumi, la riduzione dei fenomeni d'abbagliamento, la tutela dall'inquinamento luminoso dei siti degli osservatori astronomici professionali e non professionali di rilevanza regionale o provinciale, nonché delle loro zone circostanti, il miglioramento della qualità della vita e delle condizioni di fruizione dei centri urbani e dei beni ambientali.
Nonostante la presenza delle leggi, occorrerebbe però una maggiore sensibilizzazione delle realtà locali affinché venga perseguito il risparmio energetico.
inquinamento luminoso 2La spesa energetica annua per illuminare l'ambiente notturno è di circa 1 miliardo di €uro, non contando le spese di manutenzione degli apparecchi, la sostituzione delle lampade, l'installazione di nuovi impianti.
logo-cielobuio-Gli impianti attuali debbono essere ottimizzati, necessariamente. La luce, infatti, deve essere concentrata unicamente verso il basso, installando lampade anche meno potenti.
Il successivo risparmio energetico, in pochi anni, può ammortizzare il costo della modifica dei vari impianti ed abbassare drasticamente le spese di illuminazione. In termini puramente romantici, sarebbe bello che una qualsiasi coppia di innamorati, in un qualsiasi angolo del globo, con la diminuzione mirata dell'inquinamento luminoso, avesse la possibilità di dichiararsi amore eterno con il suggestivo cielo stellato a far da cornice.

Sabato 15 marzo passeggiata ecologica a Cicciano per porre all’attenzione la difesa del territorio

Ambiente deturpatoCicciano – 13.03.2014 - Precedentemente annunciata, viene confermata, per sabato 15 marzo, a Cicciano, la passeggiata ecologica. Si parte alle ore 9.00 dalla Casa comunale di Cicciano.
L'evento è stato promosso dal Comitato per la difesa dell'Agro Nolano di Roccarainola, dalla Federazione Assocampaniafelix di Giugliano, Acerra e Nola e dall'Associazione "Il Movimento" di Cicciano e vedrà in campo gli Amministratori, il Corpo Forestale dello Stato e i parlamentari dell'area nolana: Luigi Di Maio, Bartolomeo Pepe, Paolo Russo e Massimiliano Manfredi. E' stato invitato anche Mons. Beniamino De Palma.
Lo scopo della manifestazione è quello di porre all'attenzione di tutti la mancata bonifica dei siti di abbandono di rifiuti misti, disseminati sul territori, nonostante ci siano state varie segnalazioni. Il motivo della contestazione da parte delle associazioni è dovuto al mancato intervento da parte del sindaco per la rimozione dei rifiuti, la bonifica del territorio e la messa in controllo delle aree.

BAIANO/ CIRCOLO SOCIO-CULTURALE “L’INCONTRO”: CRITICITA’ AMBIENTALI E RAPPORTO MEDICINA-SOCIETA’, NELLE INIZIATIVE DELL’”INCONTRO”

Amodeo e Caccavale 500x37525.02.2014 - Proficua e di largo interesse la ricognizione sulle criticità ambientali della Campania, con particolare risalto per quelle dell'area nolana e della Bassa Irpinia, emersa dalla presentazione del libro di Antonio Caccavale, "Cronache diverse di un osservatore di parte", edito da "Il canto della terra"; presentazione, con l'intervento dell'autore e sviluppata in conversazione aperta e coordinata dal prof. Gianni Amodeo, nei locali del Circolo "L'Incontro", nell'ambito del programma del sodalizio "Lo specchio e il territorio".
Le vicende dei mega-sversatoi di Paenzano-1 e Paenzano-2 di Tufino, che negli anni della più marcata fase emergenziale sono stati largamente utilizzati per lo smaltimento dei rifiuti dell'area metropolitana di Napoli, con popolazione di circa tre milioni di abitanti, sono state ri-visitate alla luce dei capitoli del libro di Caccavale. Un intreccio di storie di inadeguatezze gestionali degli impianti, realizzati in discariche dismesse ed affidati in prima battuta all'Enea, successivamente al Cosmarina-3, che, come tutti i Consorzi di bacino istituti sui territori, ha consumato risorse pubbliche ingenti, ma con scarsi risultati d'utilità sociale, fino all'attuale Società pubblica della provincia di Napoli, la Sapna, che cesserà il proprio esercizio a giugno.
Consegna attestato 500x349In connessione con le traversie, vissute dalle comunità di Casamarciano,Tufino,Visciano e Comiziano, per aver dovuto subìre i disagi, generati da due mega-sversatoi, ora dismessi per la messa in sicurezza, la conversazione con l'autore e con la partecipazione di ex-amministratori locali ed attualmente in carica, ha spaziato sulle criticità ambientali dell'area basso-irpina, sull'asse Mugnano del Cardinale-Quadrelle. Sono le criticità dei carichi inquinanti, prodotti per decenni dagli opifici industriali per la solforazione delle ciliegie, particolarmente operativi fino a trenta anni fa, e dagli opifici per la lavorazione delle carni insaccate con largo utilizzo di nitrati e nitriti, ad alto tasso di nocività cancerogena; opifici, questi ultimi, da qualche decennio disattivati; carichi inquinanti, direttamente sversati nelle reti fognarie dei Comuni, senza il necessario pre-trattamento. Un capitolo di criticità, che fa il paio con le discariche per i rifiuti indifferenziati, segnatamente nei territori di Mugnano del Cardinale e di Baiano, "ricavate" da cave per l'estrazione di sabbia, allo stato attuale dismesse. Dovevano servire solo ai Comuni dell'ambito di appartenenza, ma sono state utilizzate per anni da larga parte dei Comuni della provincia di Avellino.
Intanto, venerdì, 28 febbraio, nella sede de L'Incontro si aprono i percorsi del rapporto Medicina e società, con la coordinazione di Stefano Masi, medico in servizio nell'Asl di Salerno, specializzato in Endocrinologia e da tempo impegnato nel volontariato civico con iniziative ispirate dal modello "Life style" per la prevenzione e il contrasto del diabete, malattia sociale di particolare gravità e diffusione.
Il tema, con cui Masi darà inizio al programma, concerne la genesi e gli effetti dell'obesità. Nella trattazione dell'argomento impegnati Stefano Miele e Angela Litto, docenti di Educazione fisica, rispettivamente nell'Isis Vallo di Lauro-Baianese e nel Liceo polispecialistico "Girolamo Albertini" di Nola. Miele e Litto prospetteranno il ruolo e la rilevanza sociale delle attività motorie.
Flash-back. Angela Litto nel '70 fu finalista nei Giochi della Gioventù della provincia di Avellino per la corsa veloce sui cento metri. E fu portacolori dell' Ars et Labor-Baiano nelle finali nazionali di Roma, insieme con Peppino Conte, attualmente medico dell'organico dirigenziale dell'Asl Avellino-1, e con Peppino Masi, ora docente di Arti visive ed immagine, nell'istituto "Morelli e Silvati" di Roccarainola. Conte e Masi furono finalisti nella grande kermesse sportiva del Foro Italico per la marcia e per il lancio del peso.

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