Ad Avellino, presso il Circolo della Stampa, convegno su “PETROLIO E AMBIENTE: QUALE FUTURO?”

Locandina convegno sul petrolio03.04.2014 - Il giornale on-line il dialogo, sito: www.ildialogo.org, organizza il 5 aprile 2014, ad Avellino, presso il Circolo della Stampa, il convegno su "PETROLIO E AMBIENTE: QUALE FUTURO?" Inizio ore 17.30.
RELATORI : Prof.ssa Albina Colella, Università della Basilicata su "L'impatto ambientale delle trivellazioni in Basilicata"; Prof. Roberto De Prisco, Università di Salerno, su "Una lezione dalla storia: l'isola di Pasqua"; Ing. Michele Zarrella su "Estrazioni fossili e riscaldamento globale"; Dott. Sabino Aquino, Geologo, su "La protezione delle risorse idriche in provincia di Avellino"; Avv. Quirino Cianciaruso, penalista cassazioni sta, su "La difesa dell'ambiente nel diritto vigente"; Alex Zanotelli, Missionario Comboniano, "Riflessioni e conclusione".
MODERATRICE: Ivana Picariello, Direttrice de il CORRIERE
triovellazioniPORTERANNO IL LORO SALUTO: Fra Luigi Di Fiore, frate cappuccino - Edgardo Pesiri, presidente della Fondazione Carlo Gesualdo - Antonio Fasulo, presidente dell'Ordine degli ingegneri di Avellino – Raffaele Troncone, presidente del F.A.I. di Avellino – Arch. Fulvio Fraternali, Presidente dell'Ordine degli architetti – Nicola Cataruozzolo, portavoce regionale l'ANPAS - Giuseppina Buscaino Nebbia, Comitato Acqua pubblica irpina - Avv. Pasquale Nunziata, Presidente ass. Giuristi Cattolici – I Sindaci dei comuni di Nusco, Gesualdo, Frigento, Conza della Campania, Calitri, Taurasi, Pratola Serra, Avellino, Fontanarosa, Torella dei Lombardi, Carife, Sant'Angelo dei Lombardi ... - Le Pro Loco di Avellino e GesualdoI Comitati No-Trivellazioni di Nusco e GesualdoI Lions Club di Avellino, Prata P.U., Morra De Sanctis - Il Rotary Club di Avellino l'Ordine dei Medici della Provincia di Avellino.
CON IL PATROCINIO di Fondazione "Carlo Gesualdo", Ordine degli Ingegneri della Provincia di Avellino, Comitato NO Trivellazioni Petrolifere in Irpinia, Pro Loco Civitatis Jerusaldinae, Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri.

Vettica di Amalfi: Commemorazione del 90° anniversario del nubifragio

Amalfi - chiesa di San Michele Arcangelo31.03.2014 - Lo scorso 26 marzo 2014 è stato commemorato a Vettica di Amalfi il 90° anniversario del nubifragio e del conseguente drammatico evento franoso, che causò la morte di 61 abitanti. Il più anziano delle vittime aveva 82 anni, mentre il più giovane aveva appena dieci giorni.
Era il 26 marzo del 1924, era di mercoledì, una notte d'inferno, quando l'abitato venne investito da una pioggia violenta ed incessante che provocò diversi crolli tra cui la strada principale e la distruzione di 31 case.
amalfi-ricorda-le-61-vittime-alluvione-vettica 1amalfi-ricorda-le-61-vittime-alluvione-vettica-2amalfi-ricorda-le-61-vittime-alluvione-vettica-4I primi soccorsi giunsero il giorno successivo via mare attraverso le navi della Regia Marina. Il 28 marzo anche Re Vittorio Emanuele III giunse sul luogo del disastro. Commosso, si recò presso il Seminario dove erano alloggiati i superstiti evacuati. Nei giorni seguenti il cadavere di una donna fu trovato nello specchio d'acqua antistante la scogliera.
Tale evento è riportato con il codice ISTAT 15065006 nel Sistema Informatico sulle catastrofi Idrogeologiche, nel quale vengono presentate le informazioni generali dell'evento, ma anche le informazioni geologiche a fondamento delle cause che causarono la tragedia nel lontano 1924.
In mattina la commemorazione si è svolta presso la Parrocchia di San Michele Arcangelo in Vettica di Amalfi, con la partecipazione del sindaco di Amalfi Alfonso Del Pizzo, di Mons. Orario Soricelli, Arcivescovo dell'Arcidiocesi di Amalfi-Cava de' amalfi-ricorda-le-61-vittime-alluvione-vettica-3Tirreni, del presidente della provincia di Salerno, Antonio Iannone, dell'assessore al patrimonio, Matteo Bottone e dell'assessore regionale della Protezione Civile, Edoardo Cosenza e del Parroco della parrocchia di San Michele Arcangelo, don Angelo Mansi.
La manifestazione ha dato stimoli e contenuti di riflessione sulla necessità di avere nei confronti del territorio e della sua tutela atteggiamenti di responsabilità. A sigillare il momento di riflessione e memoria, la benedizione dell'opera scultorea "Regina mundi", opera del compianto maestro Francesco Mangieri, detto Mao.
Successivamente, il corteo si è incamminato verso il luogo della Memoria con lo scoprimento della lapide commemorativa delle vittime della tragedia di novanta anni fa.

Nola - Via San Paolo Bel Sito: abbattono allegramente oleandri, gelsomini, alberi fioriti e … ora tocca al frassino? Fermiamoli subito!

Il Gruppo Attivisti di Nola del Movimento 5 Stelle interviene a tutela del verde pubblico lungo i marciapiedi della città! Il caso riguarda gli abbattimenti degli alberi lungo i marciapiedi di via San Paolo Bel Sito.

alberi 1alberi 2<Si sa, il frassino non è specie protetta e di certo le sue radici hanno provocato un sollevamento dell'asfalto rovinando la perfetta orizzontalità del manto stradale, ma questa imperfezione che guasta l'estetica e che ci costringerà - ahimè - certamente a notti insonni può bastare da sola a sacrificare un albero del genere? Dopo una prima denuncia per salvare gli oleandri alla Guardia forestale e alla Polizia Provinciale, quest'ultima particolarmente efficiente e celere nell'accogliere la protesta e l'indignazione dei cittadini, ci ritroviamo con un nulla di fatto poiché "è tutto a norma".
Non siamo affatto d'accordo. A via Abate Minichini, il rifacimento dei marciapiedi risale ormai a più di due anni fa, ebbene anche in quel progetto era prevista la ripiantumazione. MAI AVVENUTA.
alberi 4Non solo ma, sorpresa delle sorprese: le buche destinate agli alberi sono state cementificate. Quale eccelsa mente ha realizzato un tale progetto? Ditecelo per favore! Il risultato è che il verde sta piano piano sparendo.
alberi 3Siamo ancora tanto gretti da non riuscire a coniugare il decoro urbano con il buon senso?? Un albero come il frassino a Via San Paolo Bel Sito, vecchio più di cinquantanni e alto più di cinque metri che andrebbe tutelato , potato, salvaguardato e invece, coperto d'asfalto perché le radici "infastidiscono" il marciapiede, è destinato anch'eso all'abbatimento.
Fin da piccoli impariamo che gli alberi sono essenziali: producono ossigeno. Quello che manca evidentemente nel cervello di chi progetta e attua tali opere pubbliche. E visto che le denunce non bastano, andremo oltre.
Invitiamo quindi tutti i cittadini sensibili al problema a partecipare alle iniziative che metteremo in campo nei prossimi giorni sia per salvare gli alberi rimasti lungo la strada che per garantire la ripiantumazione nelle aree da cui sono state estirpati.>>

Il Gruppo Attivisti di Nola del Movimento 5 Stelle


Alberi!

Foste frecce
cadute dall'azzurro?
Che terribili guerrieri vi scagliarono?
Furono gli astri?
Le vostre musiche vengono dall'anima degli uccelli
dagli occhi di Dio
dalla passione perfetta .
Alberi!
Conosceranno le vostre rudi radici
il mio cuore nella terra?
Garcia Lorca

 

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PROTEZIONE CIVILE: SIGLATO ACCORDO CON ORGANIZZAZIONE METEOROLOGICA MONDIALE. LA PIATTAFORMA ITALIANA DI PREVISIONE E MITIGAZIONE DEI RISCHI DISPONIBILE OPEN SOURCE PER ALTRI PAESI

protezione civile nazionale logo29.03.2014 - È stato firmato il 25 marzo un protocollo d'intesa dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, e Michel Jarraud, Segretario Generale dell'Organizzazione meteorologica mondiale (WMO-World Meteorological Organization), con lo scopo di rafforzare la collaborazione avviata da tempo tra le due istituzioni in tema di riduzione dei rischi naturali.
In particolare, il Servizio nazionale della protezione civile italiana mette a disposizione l'esperienza maturata negli anni e nelle emergenze, oltre agli strumenti operativi utilizzati all'interno del sistema a supporto delle necessità rappresentate a livello internazionale.

Nello specifico, il Dipartimento della Protezione Civile rende disponibile Dewetra, il sistema integrato per il monitoraggio in tempo reale, la previsione e la prevenzione dei rischi naturali operativo nell'ambito del Sistema Nazionale dei Centri Funzionali, una piattaforma sviluppata nell'ambito della convenzione tra il Dipartimento stesso e la Fondazione CIMA - Centro Internazionale in Monitoraggio Ambientale, per contribuire alla previsione e mitigazione del rischio meteo-idro e del rischio incendi boschivi.

dewetraL'accordo, della durata di cinque anni, chiude un percorso, avviato dal novembre 2012, che ha incluso un seminario internazionale a Roma lo scorso ottobre con rappresentanti di sedici Paesi, e definisce le condizioni per il trasferimento, l'installazione e la configurazione del sistema Dewetra ai Paesi che ne faranno richiesta attraverso l'Agenzia delle Nazioni Unite. In particolare, il software sarà messo a disposizione tramite un accordo di licenza open source, che prevede assistenza da remoto da parte del personale del Dipartimento della Protezione Civile o anche assistenza in loco, laddove necessario, tramite personale del Dipartimento o dei Centri di Competenza nazionali.

L'esperienza italiana in materia di monitoraggio strumentale, vigilanza, valutazione degli scenari di rischio e delle loro evoluzioni diventa così patrimonio comune per tutti i Paesi che vorranno sfruttare e adattare alle proprie esigenze il sistema, in stretto raccordo con la Organizzazione meteorologica mondiale.
A oggi, alcuni Paesi dell'area caraibica, oltre all'Albania, Libano e Bolivia già utilizzano la piattaforma Dewetra, mentre richiesta per l'utilizzo è già stata avanzata da Filippine, Ecuador e Guyana.

Roma, 25 marzo 2014
CS 55

 

Terra dei fuochi: Completata dal Ministero la mappatura dei terreni a rischio, solo il 2% sospetto.Tutti i risultati

11 marzo 2014 – Servizio di Carlo Scatozza

terra-fuochi-napoliNel pomeriggio dell'11 marzo scorso, conferenza stampa del Ministro delle Politiche Agricole che rende nota la mappatura dei siti potenzialmente interessati dal fenomeno cosiddetto della terra dei fuochi. Indagine che dona sicurezza e chiude una grande fase di incertezza sui suoli della Campania, anche di sciacallaggio da parte di chi cercava di boicottare la totalità della ricchezza dell'agricoltura della Regione.
"Su un totale di 1.076 Km2 di terreni mappati, le aree ritenute sospette rappresentano il 2%, per un totale di 21,5 Km2, di cui solo 9,2 Km2 destinati all'agricoltura e nei quali, in via precauzionale,sarà inibita ogni coltivazione. Grazie ai risultati della mappatura dei siti nei territori indicati dalla Direttiva interministeriale dello scorso 23 dicembre, abbiamo individuato le aree su cui dobbiamo intervenire. Con il decreto di oggi possiamo mettere in campo azioni incisive e nei prossimi 90 giorni provvederemo ad ulteriori accertamenti. Da subito bloccheremo la vendita dei prodotti ortofrutticoli dei terreni dei 51 siti che sono stati classificati a rischio. La nostra attenzione per questa terra rimane altissima e per questo giovedì sarò a Castel Maurizio-MartinaVolturno insieme al Corpo forestale dello Stato". Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, durante la conferenza stampa che si è svolta nel pomeriggio dell'11 marzo, a Palazzo Chigi a Roma, nel corso della quale sono stati presentati i risultati delle indagini svolte nella Terra dei fuochi ed è stato firmato dal Ministro Martina insieme al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin e al Ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, il decreto interministeriale.
"Tutelare la salute dei cittadini, garantire le imprese che operano sul territorio e salvaguardare l'ambiente. Con la firma di questo decreto vogliamo raggiungereha spiegato Martina – questi obiettivi attraverso un percorso condiviso perché l'operazione che vogliamo portare avanti nella Terra dei fuochi è impegnativa e richiede il contributo di tutti per creare dei veri presidi di legalità".
Sulla base delle informazioni raccolte ed integrate, grazie agli esami presentati in conferenza, è stato messo a punto un modello scientifico che contiene la classificazione delle classi di vulnerabilità dei suoli relativamente alla qualità delle produzioni agricole:
CLASSE A – idoneo alle produzioni alimentari;
CLASSE B – limitazione a determinate produzioni agroalimentari in determinate condizioni
CLASSE C – idoneo ad altre produzioni non alimentari;
CLASSE D – divieto di produzioni agricole.
Il decreto interministeriale prevede che entro 90 giorni verranno effettuate indagini dirette a indicare:
- i terreni "no food" (e quindi interdetti da produzione alimentare);
- quelli destinati solo a colture diverse dalla produzione agroalimentare in considerazione delle capacità fitodepurative;
- destinati solo a determinate produzioni agroalimentari.
Le indagini dovranno essere svolte partendo dai terreni qualificati nella classe di rischio 5 fino alla classe 2.
Nelle more dell'esecuzione delle indagini dirette, è vietata l'immissione in vendita dei prodotti ortofrutticoli dei terreni classificati a rischio (classi di rischio 3 – 4 – 5).
L'immissione sul mercato delle singole colture è consentita ad almeno una di queste condizioni: a) che le colture siano state già oggetto di controlli ufficiali con esito favorevole negli ultimi 12 mesi; b) che siano state effettuate indagini, su richiesta e con spese a carico dell'operatore, dall'Autorità competente, con esito analitico favorevole.

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