Campania corsa contro il tempo: 305 milioni dei Fondi europei da utilizzare entro il 31 dicembre. Le potenzialità della Zona economica speciale per lo sviluppo economico reale e legale.

imagesPXQMC4QVPerdurano ritardi  delle amministrazioni regionali del Sud che rischiano la penalizzazione della restituzione  dei finanziamenti stanziati dall’Unione europea, destinati alla realizzazione di infrastrutture,servizi, bonifiche, messa in sicurezza di opere e edifici pre-condizioni per catalizzare investimenti d’impresa produttivi. L’azione di supporto del governo nazionale e il tour del Ministro della Coesione territoriale, Barbara Lezzi, per stimolare e promuovere le sinergie istituzionali a favore dei territori. A Napoli, il 24 settembre incontro con il presidente della Regione-Campania, per fare il punto sulla situazione esistente.     

  

Parlamento StrasburgoGianni Amodeo - O9\09\18\ -  E’ notevole il ritardo sulla tabella di marcia per l’utilizzo delle risorse economiche del Fondo europeo per lo sviluppo regionale e del Fondo europeo per lo sviluppo sociale nell’ambito della dotazione per il 2014\2020; ritardo che interessa tutte le amministrazioni regionali del Sud e che va recuperato con l’accelerazione delle politiche di spesa, connesse con l’attuazione degli interventi programmati secondo i parametri e gli obiettivi comunitari, entro il 31 dicembre prossimo. E se il recupero non sarà concretizzato ed avvalorato dalla normale certificazione di rendiconto finale, i finanziamenti predisposti nel quadro delle direttive dell’ Unione europea e coordinati con le specifiche programmazioni  delle stesse amministrazioni per la realizzazione degli interventi previsti, faranno ritorno a Bruxelles.

Sede Commissione Europea di Bruxelles 499x285Una situazione tutt’altro che nuova, nel segno del consolidato deficit di pianificazione e dell’incapacità progettuale e operativa, con cui si connotano le amministrazioni regionali da anni, anzi decenni sempre più inette nell’esercizio delle funzioni di organica programmazione conferite loro dalla Costituzione.  E sarebbe per il Sud un ulteriore, pesante colpo, perdendo importanti finanziamenti e opportunità per realizzare infrastrutture, servizi, bonifiche, messa in sicurezza di opere e edifici pubblici che costituiscono fattori basilari per la capacità catalizzatrice dei territori, con cui sono favoriti gli investimenti d’impresa che promuovono l’economia reale e produttiva nella legalità. Un colpo pesante, ma anche un altro e marcato danno d’immagine e credibilità per l’intero ceto politico-amministrativo che governa le Regioni meridionali, ribadendone limiti e inadeguatezze di visione e capacità. Una combinazione di effetti deteriori in una fase di perdurante stagnazione da cui continua ad essere caratterizzato il Sud

Ministro Barbara LezziE’ lo scenario preoccupante, a cui è estranea la Regione-Basilicata. Troppo poco. E, per contrastare il rischio della perdita dei finanziamenti stanziati dall’Unione europea,  il Ministro per la Coesione territoriale, Barbara Lezzi, ha programmato ad iniziare da lunedì, 10 settembre, una serie di incontri con i presidenti delle Regioni, per fare il punto sulla situazione. Un tour di ricognizione a largo raggio ch’è anche un approfondito monitoraggio e c’è il dichiarato impegno del governo nazionale di rapportarsi con le Regioni, fornendo loro tutte le necessarie misure di congruo  supporto. Una sinergia che salda l’azione del governo con le amministrazioni regionali, per affrontare e superare al meglio possibile una partita politica, che serva a dare segni di normale amministrazione al servizio dei territori e dei cittadini.

Vincenzo De Luca Presidente della Regione CampaniaI riflettori sulla Regione-Campania si apriranno a Napoli  il 24 settembre.Il Ministro Lezzi  incontrerà il presidente, Vincenzo De Luca, per verificare lo “stato dell’arte” e le modalità di accelerazione delle politiche di spesa. Un’agenda che investe tutti percorsi programmati  per una valutazione specifica e complessiva, interessando  - sotto vari profili- anche il reale varo funzionale ed operativo della Zona economico speciale, il cui asse di filiera integrata è costituito dai porti di Napoli,Castellammare di Stabia e Salerno con le rispettive aree retro-zes 735x400portuali. E’ la Zes che la Regione-Campania ha istituito in modo tempestivo e con la chiara visione della funzione attrattiva d’investimenti ch’è in grado di esercitare, alla luce degli incentivi e del regime fiscale vantaggioso, che ne costituiscono la ragione fondante per lo sviluppo economico e produttivo possibile. Uno strumento di promozione delle attività d’impresa che rappresenta un autentico volano di crescita, se ben utilizzato.

20180323 172916 D4678410Al centro dell’incontro del 24 l’identikit della  Regione-Campania che per l’annualità in corso ha potuto avvalersi delle risorse dei Fondi europei sotto esame pari 560 milioni di euro. Una cospicua cifra, che, stando ai dati dell’Agenzia per la coesione territoriale, a fine luglio risulta essere stata utilizzata - con il riconoscimento di certificazione comunitaria- per spese pari a 255 milioni. Restano da spendere e rendicontare 305 milioni, entro il 31 dicembre. E’ un autentico tesoretto da mettere in valore con trasparenza d’investimento. Un’operazione che può essere condotta in porto regolarmente. Se non dovesse essere posta nella giusta corsia, come s’è detto, i finanziamenti stanziati farebbero “ritorno” a Bruxelles.        

Napoli\Avellino: Servizi idrici integrati, tra le carenze infrastrutturali e l’infinito disastro gestionale

No dei revisori dei conti alla certificazione di bilancio della Gori: debiti per circa 340 milioni L’Alto Calore rischia il tracollo senza la ricapitalizzazione e i fondi della Regione-Campania.  

goriGianni Amodeo - 28\08\18 -  “Non siamo stati in grado di esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione della gestione  con il bilancio di esercizio di Gori, società per azioni a capitale misto pubblico\privato, al 31 dicembre del 2017  e sulla conformità della stessa alle norme di legge”. E’ il grave, sconcertante passaggio testuale, che fa risaltare persino la pienezza del disagio provato sul piano professionale e civico da coloro che lo sottoscrivono; passaggio, che costituisce il “focus” della dettagliata nota di parere negativo, messa a punto dai revisori dei conti della Price Water House Cooper, in ordine alla ricognizione analitica sul prospetto documentale di bilancio  presentato per l’annualità del 2017; prospetto, nel quale sono indicati debiti, contratti dalla Gori, per forniture pari a circa 338 milioni di euro.

consiglio regionale CampaniaE’ una cospicua massa debitoria, di cui quasi 183 milioni rientrano nel piano di rimborso pluriennale sottoscritto dalla società con la Regione-Campania. Un k2 items src 65be2187571b5f561193ec294c568f4eindebitamento consistente e correlato ad un trend di negatività crescenti di anno in anno, se solo si consideri che l’atto dei professionisti della Price Water House Cooper è il quarto dei pareri consecutivi con cui il bilancio proposto dalla Gori non ha superato l’esame della certificazione della conformità alle norme in materia. Un bilancio reso noto in ritardo e con  pubblicità  ridotta ai minimi termini, come denuncia a chiare lettere la Rete dei movimenti di volontariato civico per l’acqua pubblica, nel quasi generale silenzio del circuito informativo. E per il dettaglio cronachistico va rilevato che i tre precedenti e consecutivi pareri negativi sono stati siglati dalla società di revisione Ernst&Young

Gori SpaLa negazione del placet, in cui è  incappata la Gori, per la quarta volta consecutiva,  è la plastica testimonianza di uno stato di mala gestio strutturale e capillare che dovrebbe suscitare ben più di un semplice allarme, ma soprattutto l’attenta e approfondita analisi sia della politica e dei ceti amministrativi locali che delle Istituzioni, tenendo presente che la Gori esse.pi.a. gestisce i servizi idrici integrati in oltre settanta Comuni con la complessiva popolazione superiore ad un milione di abitanti, che fanno parte della Città metropolitana di Napoli; servizi assunti negli iniziali anni dell’ormai decorso decennio dalla società, costituita con capitale pubblico e privato, di cui è gran parte l’holding Acea,con sostanziale ruolo di governante ed importanti ritorni economici, che, a sua volta è società partecipata dal Comune di Roma. E sono servizi concepiti e prefigurati con la giusta finalità di razionalizzare l’intero sistema di erogazione, superando lo schema delle frammentate gestioni preesistenti; Gori no graziefinalità sostanzialmente disattese sul fronte della qualità dell’acqua, della funzionalità degli impianti e della manutenzione ordinaria delle reti idriche e fognarie. E si tratta di servizi, che sono pagati dai cittadini con tariffe congrue secondo le disposizioni normative, per circa il 90% delle utenze, con un indice d’evasione ritenuto fisiologico. Una patologia, in cui vanno inserite le recenti azioni giudiziarie avviate dalla Regione-Campania verso la Gori  per il recupero coattivo di 135 milioni di euro.

Il salvataggio dell’Alto Calore e le difficoltà dei Comuni  

sede centrale ACSE se la Gori versa in sofferenza cronica, note dolenti arrivano dal Consorzio intercomunale dell’Alto Calore per i servizi idrici erogati a un centinaio di Comuni delle province di Avellino e Benevento per una popolazione di circa 400 mila abitanti, in complesso, ed istituito negli anni del secondo dopo-guerra mondiale, utilizzando su larga scala gli investimenti della Cassa del Mezzogiorno nell’ambito dell’intervento pubblico, che tra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso ha promosso la realizzazione di infrastrutture viarie, autostradali e idriche per la modernizzazione del Sud.

Alto CaloreSono le note dolenti, che riflettono una situazione di criticità tradotta in una massa debitoria di 134 milioni - consolidatasi nel decorso degli ultimi decenni- per la quale c’è il piano di recupero e risanamento, per evitare di “portare i libri contabili in Tribunale” con tutti gli effetti del caso per quanti potrebbero essere chiamati a rispondere per le dirette responsabilità esercitate ai “vertici” del Consorzio irpino-sannita; responsabilità per le quali è già in atto un procedimento della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Campania. Un piano pluriennale d’intervento articolato su tre versanti. Il primo contempla risorse per oltre 60 milioni di euro che saranno conferiti dalla Regione-Campania alla società consortile con sede in corso Europa, nel capoluogo irpino; il secondo prefigura il ridimensionamento del personale di servizio in via di pensionamento e pre-pensionamento; il terzo versante prefigura la ricapitalizzazione della società consortile per 25 milioni di euro, su cui si dovranno deliberare le assemblee municipali dei Comuni.

alto calore Solopaca 8Ma è proprio la ricapitalizzazione, su cui ruota il piano di risanamento, a profilarsi irta di difficoltà considerate le condizioni di precarietà economica in cui versa la gran parte degli Enti locali che formano la compagine consortile, con popolazione inferiore ai cinque mila abitanti e bilanci, la cui tenuta permette già con difficoltà la programmazione e gestione dei servizi essenziali e il mantenimento del personale. Una situazione, su cui il riparto proporzionato degli oneri della ricapitalizzazione da sostenere peserebbe come un macigno  da pre-dissesto, facendo temere addirittura il dissesto. Come dire, finire dalla padella nella brace, senza … alcuna distinta alternativa. Una prospettiva Alto Calore 8673tutt’altro che “incoraggiante” e che tiene in stato di fibrillazione le amministrazioni comunali interessate, dal momento che la mancata ricapitalizzazione, condurrebbe al fallimento della società; stato di fibrillazione che “attraversa” le associazioni degli utenti in vista degli aumenti tariffari che sono fattore integrante del piano di risanamento e recupero da attuare per “salvare” l’Alto calore.  

impianti Alto Calore1Sono storie diverse, quelle della Gori e dell’Alto Calore, che al di là delle inadeguatezze degli impianti e delle croniche criticità delle reti infrastrutturali utilizzate, presentano un unico comun denominatore: pessima gestione, specchio di amministrazioni espresse dalla politica clientelare, che ne ha distorto le funzione di utilità pubblica, accentuandone costi e oneri economici. Storie diverse, con responsabilità tutt’altro che … marziane, che gravano su un settore di servizi di primaria importanza, condizionando la qualità dell’organizzazione sociale, rispetto al quale la politica, però, continua a segnare il passo e a manifestare inettitudine. E tradisce non solo le pur innovative leggi in materia di Ambito territoriali ottimali con l’approdo alla piena operatività dell’Ente idrico della Regione-Campania, ma anche e soprattutto le istanze espresse dal voto di ampio consenso popolare per il referendum dell’11 giugno del 2011 a favore della ri-pubblicizzazione dei servizi idrici integrati e per il loro generale riordino e riassetto.   

Guardia Sanframondi (Bn) / Vinalia: Convegno dal tema “Territori intelligenti, resilienti e inclusivi: il ruolo della ricerca e del web al servizio dell’agricoltura”

Gli altri appuntamenti della giornata

vinalia webN.R. – 08.08.2018 - Arrivano dai paesi limitrofi, ma tantissimi anche dalle altre province campane. Vinalia continua a far parlare di sé e a radunare, sera dopo sera, tanti appassionati di vini e di altri prodotti in vetrina negli incantevoli angoli del centro storico cittadino. Dell’appuntamento guardiese piace la proposta che non riguarda solo il … palato, ma perché punta anche sul bere consapevole, sulla sostenibilità ambientale (Mater B) e mette insieme in un magico mix  cultura, arte, musica e, non ultimo, spazi per approfondimenti dedicati ai bambini.

326b46b7e5eada8af937d4baca7f877a testatafbIl tema di questa edizione di Vinalia è “Resilienza attiva”, per un evento promosso dal Circolo Viticoltori e organizzato dal Comitato Vinalia,

Nel cartellone, spicca fra gli altri, un convegno in collaborazione con la Coldiretti da tema “Territori intelligenti, resilienti ed inclusivi: il ruolo della ricerca e del web al servizio dell’agricoltura, della pianificazione del territorio e del turismo sostenibile”.

targa ricordo per lassoenologiAll’incontro, coordinato da Titina Pigna, responsabile del Comitato Vinalia, partecipano: Ildo Romano – Presidente Circolo Viticoltori; Floriano Panza – Sindaco di Guardia Sanframondi; Antonio Campese – Presidente Camera di Commercio di Benevento.

Interventi programmati di Piero Manna, Ricercatore CNR  ISAFoM – LANDSUPPORT, su “Un Sistema di Supporto alle Decisioni via web al servizio di un’agricoltura innovativa e di uno sviluppo intelligente e sostenibile del territorio”; Antonello Bonfante, Ricercatore CNR ISAFoM, suLa resilienza del terroir in condizioni di cambiamento climatico: il caso studio della Valle Telesina (Benevento)”; Antonio di Gennaro, Agronomo, su “Terroir in rete: verso un nuovo   modello cooperativo di gestione”; Giuseppe Marotta, Direttore DEMM, su “La strategia resiliente del progetto INFARES”; Maria Grazia Volpe, Ricercatrice-ISA-CNR e Docente di Scienza dell’Alimentazione di Avellino, su “Il Progetto Brio: la valorizzazione degli scarti della filiera vitivinicola”; Libero Rillo, Presidente Consorzio Tutela Vini Sannio Dop, su “Il ruolo promotore del Consorzio Sannio Dop nella costruzione di progetti di ricerca sostenibili”; Domizio Pigna, Presidente “La Guardiense”, su “Il ruolo di una “azienda territorio” a supporto dei processi di attivazione e realizzazione dei progetti di ricerca; Marco Balzano, Dirigente-UOD Servizio territoriale provinciale Benevento, su  Il supporto della Regione Campania ai processi di attivazione dei progetti di ricerca e sviluppo; Gennaro Masiello, Vice Presidente Nazionale Coldiretti, su Riconciliarsi con la terra attraverso percorsi innovativi di ricerca.

Conclusioni affidate a Erasmo Mortaruolo, Vicepresidente della Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale della Campania.

10Per quanto riguarda lo show cooking, toccherà agli agrichef Alessandro Della Rocca e Annamaria Colanera dell’Agriturismo “Le peonie”, con il seguente menu: Aperitivo di benvenuto, biscotto al caciocavallo con mostarda di fagiolo zolfini e cipolle dell’azienda Masiello (in abbinamento al Cinquantenario de La Guardiense); Antipasto – Involtino di peperone con bufala e pistacchio su crema di patata (in abbinamento al Greco de La Guardiense); Primo – Riso cristallo con salsiccia rossa di Castelpoto e riduzione di Aglianico La Guardiense (in abbinamento con Rosato della Cantina di Solopaca); Secondo – Lingotto di maialino cotto a bassa temperatura con morbido di bufala e caponatina (in abbinamento al Solopaca classico Linea Oro della Cantina di Solopaca); Dolce – Crostata all’albicocca con terra meringata (in abbinamento al Quid spumante dolce de La Guardiense). Per prenotazioni 347 8910774.

gli anta banda a vinalia 05 08 2018 1140x641Per le degustazioni professionali, previste alla Camera del Lavoro (in Corso Umberto dalle ore 20) e curate dal Consorzio di Tutela Vini Sannio dop e anche quelle guidate con appuntamenti: alle ore 21.00 al Mary & Rosy Cafè (di Via Municipio) con Bicu de Fremundi e, alle ore 22.15, al Terrae Maior (di Via Filippo Maria Guidi) con Vigne di Malies. Prenotare al 348 8134129.

Per Vinalia Kids, il percorso sensoriale dedicato ai bambini dal tema “Io … Alice nel paese delle meraviglie”, il tema proposto è “La terra che dona / il dono alla terra”.

Ancora musica con il Vinalia Live fest, dalle ore 22.00, in Piazza Fabio Golino: il gruppo Djanare Fusione e, in piazza Mercato, toccherà alla band BirdBand.

Per altre informazioni si può visitare il sito internet www.vinalia.it, il profilo facebook Vinalia, oppure si può telefonare al 345 0457090.

POMIGLIANO JAZZ E’ ANCHE GREEN

Avviato il percorso di certificazione di “evento sostenibile”. Promossa la filosofia del car pooling.

 

Pomigliano Green sezioni 02 e1534591385911N. R. – 22.08.2018 - Messi in rete una serie di partner istituzionali: l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Legambiente Campania, Slow Food, Res Nova Die. Partner ufficiale HappyWays.

Anche la XXIII edizione di Pomigliano Jazz conferma l’impegno per un Festival a impatto zero, da realizzare attraverso una serie di comportamenti e di accorgimenti, per invitare al riuso e al risparmio energetico, favorire il riciclo, valorizzare l’agricoltura del territorio e promuovere l’ecoturismo, e limitare le emissioni di CO2, adottando la filosofia del car pooling.

Green Jazz è presente già da sei edizioni tra le attività del Pomigliano Jazz in Campania, che ha avviato il percorso di certificazione di “evento sostenibile”.

Ogni azione del festival è infatti pensata per essere ecosostenibile. Dall’utilizzo di scenografie realizzate con materiali riciclati, all’obbligo per i ristoratori di utilizzare stoviglie in plastica biodegradabile e compostabile. Attraverso una serie di accorgimenti – grazie anche ai suggerimenti di partner “green” del festival – nell’angolo ristoro si proverà ad abbattere la produzione dei rifiuti; e in tutti i luoghi del festival saranno disponibili contenitori per la raccolta differenziata.

Lo scopo è quello di ridurre al minimo i rifiuti prodotti durante le tante attività collegate ai concerti, con evidente risparmio economico (meno logistica, minore impegno per pulire i luoghi) e minore inquinamento ambientale.

Per mettere in evidenza i vantaggi qualitativi ed economici della filiera corta sono promosse degustazioni dei prodotti biologici e del territorio vesuviano: pomodorini del “piennolo” rossi e gialli, papaccelle e ortaggi dei campi vesuviani; formaggi e grani dell’agro aversano; ma anche pizze, fritture, panini, dolci dei migliori ristoratori di Napoli e provincia; cucina tradizionale e creativa di chef del territorio. Prodotti a chilometro zero, lavorati nel rispetto dell’ambiente, e della legalità, come i pomodorini “pizzini” della Coop Siani, coltivati su un bene confiscato alla camorra, secondo la filosofia Slow Food: “buono, pulito e giusto”. 

Per promuovere e realizzare un grande evento ad “impatto zero”, Pomigliano Jazz ha messo in rete una serie di partner istituzionali, a cominciare dall’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, che abbraccia la grande area dei comuni del festival; Legambiente Campania, che attraverso le sue attività garantisce da anni un costante lavoro di informazione, sensibilizzazione e coinvolgimento dei cittadini; Slow Food, la grande  associazione internazionale impegnata a ridare il giusto valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie ai saperi dei territori e alle tradizioni locali; e Res Nova Die, azienda specializzata nel campo della sostenibilità ambientale che sviluppa innovative idee (legate a nuovi materiali termoplastici ecosostenibili) per l’industrializzazione e il supporto ad imprese e start-up di giovani.

Per il quarto anno consecutivo Green Jazzpromuove inoltre la filosofia del car pooling, ovvero l’uso condiviso delle automobili private tra gruppi di persone, al fine principale di ridurre i costi, sia economici che ambientali, di spostamento.

Il car pooling è un’intelligente azione, a portata di tutti, di mobilità sostenibile, che consente di ridurre il numero di auto in circolazione, con effetti benefici su inquinamento, congestione stradale e necessità di infrastrutture.

Attraverso network o app, come HappyWays partner ufficiale della XXIII edizione del festival, gli automobilisti con posti liberi a bordo possono mettersi in contatto con persone in cerca di un passaggio. I conducenti possono così condividere i costi del viaggio, ma soprattutto una piacevole compagnia.

Attraverso questi servizi tutti coloro che non dispongono di un mezzo di trasporto privato per raggiungere i luoghi del festival, o che hanno piacere a viaggiare in compagnia, avranno la soluzione a portata di mano e si ritroveranno seduti accanto ad altri appassionati per condividere il piacere per la buona musica …

Con Green Jazz la musica rispetta l’ambiente, ma non rinuncia all’energia delle note.

Arti tessili: Al via in Campania i corsi di formazione per giovani

Il Progetto pilota intende avvicinare i giovani e accrescere le loro competenze nelle arti e nei mestieri che costituiscono le punte di eccellenza dell’artigianato tradizionale campano. Protocollo d’intesa tra Regione Campania con il Comune di Caserta, la Camera di Commercio e Confindustria Caserta, la lRete San Leucio Textile.  I partecipanti saranno selezionati ad inizio settembre.

arti tessili 696x464N.R. - 03.08.2018 - Lo scorso 23 luglio, alle ore 10.00, a Palazzo Santa Lucia, è stato sottoscritto il Protocollo d’Intesa per l’"Attivazione corsi di formazione per l’istituzione della scuola e per la conservazione delle antiche arti tessili”A siglare il documento la Regione Campania, il Comune di Caserta, la Camera di Commercio e Confindustria Caserta, la Rete San Leucio Textile.

Il Protocollo definisce il modello formativo del ripristino delle tradizioni per favorire il recupero degli antichi mestieri attraverso la rivitalizzazione di produzioni che rischiano di scomparire. L’obiettivo è quello di avvicinare i giovani e gli imprenditori ai mestieri artigianali, favorendo il ricambio generazionale.

sanleucio 990x656La collaborazione tra le parti è finalizzata al recupero dell’antica tradizione serica di San Leucio, dando il via alla produzione e alla commercializzazione dei manufatti in seta e favorendo l’aggregazione delle aziende del settore. Inoltre, i firmatari si impegnano ad avviare percorsi formativi relativi sia alle tecniche storiche di produzione e di utilizzo dei telai, sia alla gestione, manutenzione e conservazione dei telai stessi.

La Regione Campania, in particolare, si propone di promuovere la programmazione dell’offerta formativa e favorire, in collaborazione con il Comune, l'istituzione di una scuola per il recupero dell’antico mestiere del tessitore e delle arti tessili all’interno del Complesso monumentale del Belvedere di San Leucio. Detto protocollo darà il via ad un intervento pilota di mediazione tra passato, presente e futuro, volto a promuovere un circuito virtuoso di sviluppo locale, che farà leva sulla sinergia sui seguenti elementi fondamentali:

  • I giovani, come futuri protagonisti del rilancio della produzione serica di alta qualità realizzata con i telai antichi;
  • Le preziose sete di San Leucio, primo “distretto industriale” di epoca borbonica;
  • Il Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio, scenario suggestivo capace di ricreare ambientazioni di forte attrattività turistico-culturale.

Il Progetto pilota intende avvicinare i giovani e accrescere le loro competenze nelle arti e nei mestieri che costituiscono le punte di eccellenza dell’artigianato tradizionale campano, recuperando tecniche produttive del passato e promuovendo l’artigianato artistico e quei mestieri che sono portatori di rilevanti valori economici, culturali e sociali, e che possono favorire altresì il ricambio generazionale attivando la produzione e la commercializzazione dello storico tessuto leuciano. 

I corsi, i cui partecipanti saranno selezionati ad inizio settembre, saranno finanziati dalla Regione Campania.

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