Nola: Tempo perduto, tempo da recuperare

La “scopa” del riordino commissariale fa “pulizia” nel settore economico dell’amministrazione dell’Ente di piazza Duomo e scopre milioni di tributi e tariffe non più esigibili, ma la politica non si pronuncia e stenta ad elaborare il discorso pubblico per la città e l’area intercomunale, stando “in finestra” per le elezioni primaverili.     

nola palazzo comunale 1Gianni Amodeo - 05\11\18 - Appare come città sospesa e incerta di sé, Nola, quasi in attesa del sempre più sfuggente Godot … salvifico, mentre prova ad orientarsi nella giostra delle voci fatte circolare ad arte sui probabili per quanto immaginati, e immaginari, “protagonisti” della tornata di primavera prossima, quando sarà chiamata ad eleggere gli organi di governo dell’Ente di piazza Duomo, a prescindere dalle idee e visioni che professano. Un appuntamento, quello di maggio 2019, che segna l’epilogo anticipato del ciclo amministrativo che ha tradito in larga parte le aspettative prefigurate dagli impegni e dagli obiettivi del progetto programmatico proposto nel maggio del 2014, con cui la coalizione di centro-destra e delle liste “civiche” connesse era stata confermata con ampio consenso alla guida dell’amministrazione della città.

UNESCOUna conferma fiduciaria che aveva tutte le caratteristiche di avvalorare il senso della continuità da dare all’azione del precedente quinquennio concluso nella normalità e sviluppata con incisività nel segno di importanti iniziative e manifestazioni soprattutto sui versanti della valorizzazione del patrimonio storico-artistico e archeologico del territorio, sull’abbrivio  dell’importante riconoscimento-Unesco, conferito alla Festa dei Gigli, che costituisce un autentico e consistente  volano per strutturare la messa in rete sistematica di tutte le cospicue eccellenze esistenti in città, integrandola con il completamento e la piena agibilità sia delle strutture del Parco archeologico di via Vincenzo La Rocca  che del Parco didattico del  Villaggio preistorico di Croce del Papa inaugurato qualche anno fa, ma ancora off- limits per i visitatori, senza alcuna ragionevole spiegazione, pur trattandosi di uno straordinario attrattore culturale, per il quale sono stati investiti circa quattro milioni di euro, in totale. Un quadro di deciso interesse, che, per di più, aveva fatto registrare anche la convergenza programmatica ed operativa di tutte le rappresentanze parlamentari del territorio, con significativi progetti normativi diventati legge ed ispirati proprio dal riconoscimento-Unesco.

                                   Opportunità e colpevoli rinunce

Geremia Biancardi il sindaco 2Era, come è tuttora tale, la condizione vantaggiosa per un percorso che pure era iniziato, dopo il voto del 2014 , con auspici davvero positivi e compiuto dalla coalizione maggioritaria in armonia d’intenti per poco più di anno, per incontrare, però, i primi ed imprevisti inciampi già  nel 2016, con il punto di grave e sorprendente criticità toccato a febbraio del 2017 , con le dimissioni presentate dal sindaco Geremia Biancardi.  Una scelta drastica e risoluta, con cui il “ primo cittadino” puntò a far scattare lo  stato di … deterrenza del “tutti a casa” per rimettere ordine nelle file della coalizione e “neutralizzare” i personalismi che la condizionavano; Enzo De Lucia img 20170605 wa0003Cinzia Trinchese 5personalismi, della cui entità fattuale e  con quali reali ricadute sull’azione amministrativa, nulla, tuttavia, è risultato di pubblica conoscenza né se ne  sono mai compresi in pieno gli aspetti politicamente significativi, se non quelli delle difficoltà a “far rispettare”… l’accordo pre-elettorale che prevedeva l’alternanza nella carica di vice-sindaco, tra l’assessore Enzo De Lucia, primo destinatario della funzione, e l’assessore Cinzia Trinchese. Un questione di puntiglio o di lana caprina, messa così. Ma tant’è.

Certo è che di riffa e di raffa la via dell’osservanza dell’accordo per l’alternanza si trovò, con Trinchese vice-sindaco e deleghe assessorili per i beni culturali e l’arredo urbano, così come il sindaco Biancardi revocò le dimissioni alla scadenza dei canonici 20 giorni dalla presentazione, “salvando” la consiliatura, che poteva riprendere slancio ed operatività piena. In realtà, la soluzione era più apparente che reale, dal momento che Biancardi assunse nell’esercizio delle proprie funzioni anche le deleghe assessorili di maggiore peso e … consistenza. Una scelta, quella del “primo cittadino”, che denotava difficoltà nella ricomposizione degli equilibri interni alla coalizione e nei rapporti tra le sue “componenti”.

                                        Lo sfarinamento e l’autolesionismo

Foto consiglio Nola 678x381In realtà, lo sfarinamento era diventato irreversibile, come dovevano incaricarsi di dimostrare le vicende dell’anno in corso, fino alla conclusione anticipata della consiliatura per la mancata approvazione del bilancio di previsione del 2018, in combinazione con il mancato “via libera” al bilancio di rendicontazione del 2017. E il “tutti a casa”, sancito a maggio scorso, apriva la corsia per l’ennesima gestione commissariale prefettizia dell’Ente di piazza Duomo. Una defaillance per autolesionismo “incorporato”, con cui la maggioranza di centro-destra decideva di  ”licenziarsi” spontaneamente e per implosione dal governo cittadino, venendo meno al mandato fiduciario ricevuto, mentre la minoranza di centro-sinistra con lecivichecollegate- restata costantemente defilata sui problemi reali della città- in parte era già evaporata o addirittura era approdata  nelle file della stessa maggioranza, votandone atti e decisioni. Un quadro di fatti fortemente marcato dai connotati del sostanziale fallimento dell’intera compagine amministrativa eletta quattro anni fa. Il tutto nel vuoto pneumatico dei partiti, inerti e … inetti nell’elaborazione di un coerente discorso pubblico e nell’azione di stimolo verso l’amministrazione, per dare risposte concrete alle problematiche e ai bisogni sociali diffusi sul territorio. Uno stato di lassismo e di immobilismo che la città non meritava. E non merita affatto.

              Il reset della gestione commissariale e 24 milioni di tributi non più esigibili

                  Gli scenari in formazione                              

Il prefetto Anna Manganelli img 20180530 wa0017Si collocano, in questo contesto, i primi sei mesi della gestione commissariale del Palazzo di città, con la guida del prefetto Anna Manganelli. Un bilancio di  amministrazione ordinaria, secondo le competenze di legge, ma soprattutto di  ordinata gestione, facendo funzionare con   la scopa dell’efficacia pulente  nei settori in cui è articolata l’assetto burocratico e dirigenziale dell’Ente di piazza Duomo ed approvando  il bilancio di previsione del 2018, con l’obiettivo puntato a  fare soprattutto chiarezza sullo “stato dei conti economici”, rispetto alla rendicontazione del 2017, vero e proprio  “punto dolente”  della situazione generale  delle finanze comunali. E la linea della piena ed oggettiva ricognizione nel definire gli ambiti dei residui attivi e dei residui passivi ha fornito già significativi riscontri, attestando, tra l’altro, le ragioni di tecnica amministrativa e ragionieristica che “impongono” dell’eliminazione di 24 milioni di euro dal prospetto di riscossione a favore dell’amministrazione comunale. Sono 24 milioni, che corrispondono a crediti ritenuti inesigibili del tutto o pressoché inesigibili, con registrazione che si protrae dal 2007 agli anni successivi. E sono crediti che, in larga parte, fanno riferimento a tariffe per servizi e forniture comunali. Ma- questo- è un capitolo ancora aperto, anche se è opportuno averne fatto un rapido cenno, mentre meritano ….considerazione le voci “correnti” sugli scenari delle elezioni primaverili; “voci” da prendere con il dovuto beneficio dell’inventario.

de lucia 2Nello scenario di centro-destra, con Forza Italia azionista di maggioranza assoluta da oltre venti anni in tutti gli appuntamenti elettorali in città - nazionali, regionali e comunali- Forza Italiaprevalgono, al momento, i fattori di divisione su quelli di coesione, specie sul fronte degli “azzurri”.  Una componente farebbe riferimento ad Enzo De Lucia, già vice sindaco e assessore, con poteri di delega amministrativa nella popolosa frazione di Polvica, l’altra si rapporterebbe all’ex-sindaco GeremiaBiancardi 5Geremia Biancardi e all’ex-assessore Cinzia Trinchese. Una frattura, per la cui composizione è impegnato il parlamentare di collegio, Paolo Russo. La new entry nello schieramento data per certa, è costituita dalla formazione logo legadella lista rappresentativa della Lega, di cui è coordinatore Luciano Parisi, già vice sindaco e assessore, da oltre venti anni sulla scena politica cittadina e base elettorale nella frazione di Piazzolla.

movimento 5 stelleAltra new entry considerata certa nell’agone primaverile, è rappresentata dal Movimento 5 Stelle, artefice dell’exploit del 4 marzo, superando la soglia del 50%. Luciano Parisi vice sindaco 1Un risultato ancorato al voto delle nuove generazioni, segnatamente nel pianeta-scuola e dell’Università. Il centro-sinistra e il Partito democratico sono in “movimento”, ma hanno difficoltà a fissare il proprio centro di gravità nello scenario cittadino, in cui il voto è da sempre sostanzialmente moderato e di orientamento conservatore. Una tendenza consolidata, in cui si innesta l’ipotesi della formazione di una centrosinistra loghiformazione politico-amministrativa che farebbe leva sulle categorie professionali e sul ceto medio, recuperando il modello del “Risveglio civico” che a metà degli anni ’60 determinò l’elezione a sindaco del magistrato Giuseppe Giugliano, di matrice socialdemocratica, segnando lo scacco per l’allora Democrazia cristiana.  

Di fatto, si avverte la sensazione che la politica cittadina, con i gruppi e ceti socio-familiari che si prefiggono di rappresentarla, non riesce a darsi una visione e un’idea del “che fare” per la città e per il territorio. E’ l’assenza del discorso pubblico e plurale a pesare gravemente. E’ il Godot evanescente.

Avellino / Verso il rinnovo del Consiglio provinciale: 1398 i “grandi elettori”

Definita la platea di sindaci e amministratori comunali che il 31 ottobre voteranno per il presidente e la composizione del “Parlamentino” di palazzo Caracciolo del nuovo ciclo amministrativo dell’Ente. Il termine di scadenza per la presentazione di candidature e liste dal 10 all’11. Partiti e coalizioni ancora alla ricerca della quadratura delle scelte. Il Pd e i “popolari” potrebbero fare corsa a sé, ma convergere sul candidato unico per la presidenza; il centro-destra, con Forza Italia, Fratelli d’Italia e la Lega punta sul sindaco di Avella, l’avvocato Domenico Biancardi, che, tuttavia, non ha ancora sciolto le riserve sull’accettazione della candidatura proposta, avendo per obiettivo le “larghe intese” politiche e istituzionali, considerate basilari per conferire incisività ed efficacia alla governance della Provincia. L’incognita del Movimento 5 Stelle.      

comuni provincia di AvellinoGianni Amodeo -  02\10\18 - Ad una settimana dalla presentazione delle candidature per l’elezione del presidente e dei 12 componenti del Consiglio provinciale di Avellino,  nei partiti permangono le incertezze sulle scelte da adottare. Sono incertezze, che, al di là dei  limiti e della debolezza di discorso pubblico in cui i partiti versano da tempo, sono accentuate anche e soprattutto dalla frammentata ed eterogenea composizione dei civici consessi, generalmente non riferibili a connotazioni politiche agevoli da riconoscersi, a cui, però, le candidature devono rapportarsi, con tutte le difficoltà conseguenti che non favoriscono, quando non  impediscono del tutto, l’elaborazione e la formazione di una prospettiva condivisa  e coerente, per dare risposte reali alle problematiche da affrontare e governare sui territori.

palazzo CaraccioloE’ la condizione dettata, per di più, dallo status assunto dagli organi elettivi delle Provincie quali Enti di secondo livello, votati dagli amministratori comunali, e non più a suffragio diretto  e universale; status, restato, però, senza sviluppi, pur dovendo costituire il primo  passo per la ri-configurazione delle funzioni delle Provincie alla luce dell’importante e innovativa legge di riforma delle Autonomie locali del 2014, che con l’istituzione delle dieci Città metropolitane, contemplando le Unioni e le Fusioni dei Comuni ha prospettato - e prospetta nell’inalterata validità- le linee della modernizzazione delle articolazioni dello Stato sui territori attraverso proprio gli Enti locali da ri-disegnare e ri-modellare, soprattutto nei contesti del Sud.  

In  questo quadro, tutt’altro che stimolante, resta da comprendere quali saranno le decisioni e le linee di programma su cui si muoveranno i partiti. Una sommaria ricognizione fa risaltare che il Partito democratico e gli amministratori di riferimento, prefigurano candidature autonome sia  per la presidenza che per la lista dei consiglieri oppure confermando l’autonomia di lista, che appare scontata, per dare sostegno al candidato-presidente in coalizione con i “Popolari” che rappresentano l’area-Udc versante demitiano, con i quali i pour-parler sarebbero in atto, ma finora senza alcun esito; e i “Popolari” sono orientati a partecipare alla tornata con autonomia di rappresentanza, senza alcuna preclusione, tuttavia per accordi di programma con altri partiti e coalizioni.

BiancardiSul versante del centro-destra, con Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega l’opzione per la candidatura alla presidenza dell’avvocato Domenico Biancardi, sindaco di Avella, e presidente della Comunità Montana del Partenio e  Vallo di Lauro, la più estesa della Campania, è  della prima ora. Ma Biancardi non ha ancora sciolto le riserve sull’accettazione della proposta. Da amministratore pragmatico, che predilige misurarsi con la concretezza della realtà,  guarda alle “larghe intese”, quale formula da far valere, alla stessa stregua, con cui regge le sorti dell’ Ente di Pietrastornina, a cui afferiscono Comuni delle provincie di Avellino, Napoli e Benevento. Una formula che Biancardi ritiene  non solo opportuna, ma anche necessaria, considerato lo stato attuale delle Provincie, ferme a metà del guado  rispetto alla normativa del 2014, con un’identità tutta da ri-comporre, avendo conservato ruoli e competenze di … sempre, ma senza le risorse finanziarie adeguate. Un mezzo pasticcio.

Per il “primo cittadino” avellano, quello delle “larghe intese” è il percorso utile da seguire, fissando  pochi e chiari obiettivi da realizzare in materia di viabilità, edilizia scolastica, oltre che per le politiche ambientali e il ciclo rifiuti; a maggior ragione sarebbe utile e conveniente per la buona prassi amministrativa, se fosse rafforzato quale scelta di servizio istituzionale sul modello con cui Luigi de Magistris è sindaco della Città metropolitana di Napoli, con importanti riscontri di corretta amministrazione, specie per l’edilizia scolastica e la viabilità. In questo scenario, si colloca il Movimento 5 Stelle, che, in linea di massima, non pare orientato a partecipare alla tornata di fine mese, ma che può costituire- con i consiglieri del Comune di Avellino “conquistato” con il voto di giugno- il classico ago della bilancia in grado di favorire l’elezione del presidente del Consiglio provinciale.  

GambacortaSono vari i nodi da sciogliere. E il tempo stringe, mentre l’Ufficio elettorale di palazzo Caracciolo ha definito la platea dei “grandi elettori. Saranno 1398, tra sindaci e amministratori dei 119 Comuni d’Irpinia, chiamati ad eleggere il presidente, che darà il cambio all’avvocato Domenico Gambacorta, sindaco di Ariano Irpino, in rappresentanza di Forza Italia, e il Consiglio provinciale del nuovo ciclo amministrativo. La presentazione delle candidature è fissata dalle ore 8,00 alle ore 20,00 di mercoledì 10 e dalle ore 8,00 alle ore 12,00 di giovedì 11 ottobre. Per il Consiglio si possono presentare liste, da sei a dodici candidati. Dettaglio particolare, per il presidente, organo monocratico, e per i consiglieri il mandato conferito viene esercitato senza alcuna indennità.  

Napoli\Avellino: Servizi idrici integrati, tra le carenze infrastrutturali e l’infinito disastro gestionale

No dei revisori dei conti alla certificazione di bilancio della Gori: debiti per circa 340 milioni L’Alto Calore rischia il tracollo senza la ricapitalizzazione e i fondi della Regione-Campania.  

goriGianni Amodeo - 28\08\18 -  “Non siamo stati in grado di esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione della gestione  con il bilancio di esercizio di Gori, società per azioni a capitale misto pubblico\privato, al 31 dicembre del 2017  e sulla conformità della stessa alle norme di legge”. E’ il grave, sconcertante passaggio testuale, che fa risaltare persino la pienezza del disagio provato sul piano professionale e civico da coloro che lo sottoscrivono; passaggio, che costituisce il “focus” della dettagliata nota di parere negativo, messa a punto dai revisori dei conti della Price Water House Cooper, in ordine alla ricognizione analitica sul prospetto documentale di bilancio  presentato per l’annualità del 2017; prospetto, nel quale sono indicati debiti, contratti dalla Gori, per forniture pari a circa 338 milioni di euro.

consiglio regionale CampaniaE’ una cospicua massa debitoria, di cui quasi 183 milioni rientrano nel piano di rimborso pluriennale sottoscritto dalla società con la Regione-Campania. Un k2 items src 65be2187571b5f561193ec294c568f4eindebitamento consistente e correlato ad un trend di negatività crescenti di anno in anno, se solo si consideri che l’atto dei professionisti della Price Water House Cooper è il quarto dei pareri consecutivi con cui il bilancio proposto dalla Gori non ha superato l’esame della certificazione della conformità alle norme in materia. Un bilancio reso noto in ritardo e con  pubblicità  ridotta ai minimi termini, come denuncia a chiare lettere la Rete dei movimenti di volontariato civico per l’acqua pubblica, nel quasi generale silenzio del circuito informativo. E per il dettaglio cronachistico va rilevato che i tre precedenti e consecutivi pareri negativi sono stati siglati dalla società di revisione Ernst&Young

Gori SpaLa negazione del placet, in cui è  incappata la Gori, per la quarta volta consecutiva,  è la plastica testimonianza di uno stato di mala gestio strutturale e capillare che dovrebbe suscitare ben più di un semplice allarme, ma soprattutto l’attenta e approfondita analisi sia della politica e dei ceti amministrativi locali che delle Istituzioni, tenendo presente che la Gori esse.pi.a. gestisce i servizi idrici integrati in oltre settanta Comuni con la complessiva popolazione superiore ad un milione di abitanti, che fanno parte della Città metropolitana di Napoli; servizi assunti negli iniziali anni dell’ormai decorso decennio dalla società, costituita con capitale pubblico e privato, di cui è gran parte l’holding Acea,con sostanziale ruolo di governante ed importanti ritorni economici, che, a sua volta è società partecipata dal Comune di Roma. E sono servizi concepiti e prefigurati con la giusta finalità di razionalizzare l’intero sistema di erogazione, superando lo schema delle frammentate gestioni preesistenti; Gori no graziefinalità sostanzialmente disattese sul fronte della qualità dell’acqua, della funzionalità degli impianti e della manutenzione ordinaria delle reti idriche e fognarie. E si tratta di servizi, che sono pagati dai cittadini con tariffe congrue secondo le disposizioni normative, per circa il 90% delle utenze, con un indice d’evasione ritenuto fisiologico. Una patologia, in cui vanno inserite le recenti azioni giudiziarie avviate dalla Regione-Campania verso la Gori  per il recupero coattivo di 135 milioni di euro.

Il salvataggio dell’Alto Calore e le difficoltà dei Comuni  

sede centrale ACSE se la Gori versa in sofferenza cronica, note dolenti arrivano dal Consorzio intercomunale dell’Alto Calore per i servizi idrici erogati a un centinaio di Comuni delle province di Avellino e Benevento per una popolazione di circa 400 mila abitanti, in complesso, ed istituito negli anni del secondo dopo-guerra mondiale, utilizzando su larga scala gli investimenti della Cassa del Mezzogiorno nell’ambito dell’intervento pubblico, che tra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso ha promosso la realizzazione di infrastrutture viarie, autostradali e idriche per la modernizzazione del Sud.

Alto CaloreSono le note dolenti, che riflettono una situazione di criticità tradotta in una massa debitoria di 134 milioni - consolidatasi nel decorso degli ultimi decenni- per la quale c’è il piano di recupero e risanamento, per evitare di “portare i libri contabili in Tribunale” con tutti gli effetti del caso per quanti potrebbero essere chiamati a rispondere per le dirette responsabilità esercitate ai “vertici” del Consorzio irpino-sannita; responsabilità per le quali è già in atto un procedimento della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Campania. Un piano pluriennale d’intervento articolato su tre versanti. Il primo contempla risorse per oltre 60 milioni di euro che saranno conferiti dalla Regione-Campania alla società consortile con sede in corso Europa, nel capoluogo irpino; il secondo prefigura il ridimensionamento del personale di servizio in via di pensionamento e pre-pensionamento; il terzo versante prefigura la ricapitalizzazione della società consortile per 25 milioni di euro, su cui si dovranno deliberare le assemblee municipali dei Comuni.

alto calore Solopaca 8Ma è proprio la ricapitalizzazione, su cui ruota il piano di risanamento, a profilarsi irta di difficoltà considerate le condizioni di precarietà economica in cui versa la gran parte degli Enti locali che formano la compagine consortile, con popolazione inferiore ai cinque mila abitanti e bilanci, la cui tenuta permette già con difficoltà la programmazione e gestione dei servizi essenziali e il mantenimento del personale. Una situazione, su cui il riparto proporzionato degli oneri della ricapitalizzazione da sostenere peserebbe come un macigno  da pre-dissesto, facendo temere addirittura il dissesto. Come dire, finire dalla padella nella brace, senza … alcuna distinta alternativa. Una prospettiva Alto Calore 8673tutt’altro che “incoraggiante” e che tiene in stato di fibrillazione le amministrazioni comunali interessate, dal momento che la mancata ricapitalizzazione, condurrebbe al fallimento della società; stato di fibrillazione che “attraversa” le associazioni degli utenti in vista degli aumenti tariffari che sono fattore integrante del piano di risanamento e recupero da attuare per “salvare” l’Alto calore.  

impianti Alto Calore1Sono storie diverse, quelle della Gori e dell’Alto Calore, che al di là delle inadeguatezze degli impianti e delle croniche criticità delle reti infrastrutturali utilizzate, presentano un unico comun denominatore: pessima gestione, specchio di amministrazioni espresse dalla politica clientelare, che ne ha distorto le funzione di utilità pubblica, accentuandone costi e oneri economici. Storie diverse, con responsabilità tutt’altro che … marziane, che gravano su un settore di servizi di primaria importanza, condizionando la qualità dell’organizzazione sociale, rispetto al quale la politica, però, continua a segnare il passo e a manifestare inettitudine. E tradisce non solo le pur innovative leggi in materia di Ambito territoriali ottimali con l’approdo alla piena operatività dell’Ente idrico della Regione-Campania, ma anche e soprattutto le istanze espresse dal voto di ampio consenso popolare per il referendum dell’11 giugno del 2011 a favore della ri-pubblicizzazione dei servizi idrici integrati e per il loro generale riordino e riassetto.   

Campania corsa contro il tempo: 305 milioni dei Fondi europei da utilizzare entro il 31 dicembre. Le potenzialità della Zona economica speciale per lo sviluppo economico reale e legale.

imagesPXQMC4QVPerdurano ritardi  delle amministrazioni regionali del Sud che rischiano la penalizzazione della restituzione  dei finanziamenti stanziati dall’Unione europea, destinati alla realizzazione di infrastrutture,servizi, bonifiche, messa in sicurezza di opere e edifici pre-condizioni per catalizzare investimenti d’impresa produttivi. L’azione di supporto del governo nazionale e il tour del Ministro della Coesione territoriale, Barbara Lezzi, per stimolare e promuovere le sinergie istituzionali a favore dei territori. A Napoli, il 24 settembre incontro con il presidente della Regione-Campania, per fare il punto sulla situazione esistente.     

  

Parlamento StrasburgoGianni Amodeo - O9\09\18\ -  E’ notevole il ritardo sulla tabella di marcia per l’utilizzo delle risorse economiche del Fondo europeo per lo sviluppo regionale e del Fondo europeo per lo sviluppo sociale nell’ambito della dotazione per il 2014\2020; ritardo che interessa tutte le amministrazioni regionali del Sud e che va recuperato con l’accelerazione delle politiche di spesa, connesse con l’attuazione degli interventi programmati secondo i parametri e gli obiettivi comunitari, entro il 31 dicembre prossimo. E se il recupero non sarà concretizzato ed avvalorato dalla normale certificazione di rendiconto finale, i finanziamenti predisposti nel quadro delle direttive dell’ Unione europea e coordinati con le specifiche programmazioni  delle stesse amministrazioni per la realizzazione degli interventi previsti, faranno ritorno a Bruxelles.

Sede Commissione Europea di Bruxelles 499x285Una situazione tutt’altro che nuova, nel segno del consolidato deficit di pianificazione e dell’incapacità progettuale e operativa, con cui si connotano le amministrazioni regionali da anni, anzi decenni sempre più inette nell’esercizio delle funzioni di organica programmazione conferite loro dalla Costituzione.  E sarebbe per il Sud un ulteriore, pesante colpo, perdendo importanti finanziamenti e opportunità per realizzare infrastrutture, servizi, bonifiche, messa in sicurezza di opere e edifici pubblici che costituiscono fattori basilari per la capacità catalizzatrice dei territori, con cui sono favoriti gli investimenti d’impresa che promuovono l’economia reale e produttiva nella legalità. Un colpo pesante, ma anche un altro e marcato danno d’immagine e credibilità per l’intero ceto politico-amministrativo che governa le Regioni meridionali, ribadendone limiti e inadeguatezze di visione e capacità. Una combinazione di effetti deteriori in una fase di perdurante stagnazione da cui continua ad essere caratterizzato il Sud

Ministro Barbara LezziE’ lo scenario preoccupante, a cui è estranea la Regione-Basilicata. Troppo poco. E, per contrastare il rischio della perdita dei finanziamenti stanziati dall’Unione europea,  il Ministro per la Coesione territoriale, Barbara Lezzi, ha programmato ad iniziare da lunedì, 10 settembre, una serie di incontri con i presidenti delle Regioni, per fare il punto sulla situazione. Un tour di ricognizione a largo raggio ch’è anche un approfondito monitoraggio e c’è il dichiarato impegno del governo nazionale di rapportarsi con le Regioni, fornendo loro tutte le necessarie misure di congruo  supporto. Una sinergia che salda l’azione del governo con le amministrazioni regionali, per affrontare e superare al meglio possibile una partita politica, che serva a dare segni di normale amministrazione al servizio dei territori e dei cittadini.

Vincenzo De Luca Presidente della Regione CampaniaI riflettori sulla Regione-Campania si apriranno a Napoli  il 24 settembre.Il Ministro Lezzi  incontrerà il presidente, Vincenzo De Luca, per verificare lo “stato dell’arte” e le modalità di accelerazione delle politiche di spesa. Un’agenda che investe tutti percorsi programmati  per una valutazione specifica e complessiva, interessando  - sotto vari profili- anche il reale varo funzionale ed operativo della Zona economico speciale, il cui asse di filiera integrata è costituito dai porti di Napoli,Castellammare di Stabia e Salerno con le rispettive aree retro-zes 735x400portuali. E’ la Zes che la Regione-Campania ha istituito in modo tempestivo e con la chiara visione della funzione attrattiva d’investimenti ch’è in grado di esercitare, alla luce degli incentivi e del regime fiscale vantaggioso, che ne costituiscono la ragione fondante per lo sviluppo economico e produttivo possibile. Uno strumento di promozione delle attività d’impresa che rappresenta un autentico volano di crescita, se ben utilizzato.

20180323 172916 D4678410Al centro dell’incontro del 24 l’identikit della  Regione-Campania che per l’annualità in corso ha potuto avvalersi delle risorse dei Fondi europei sotto esame pari 560 milioni di euro. Una cospicua cifra, che, stando ai dati dell’Agenzia per la coesione territoriale, a fine luglio risulta essere stata utilizzata - con il riconoscimento di certificazione comunitaria- per spese pari a 255 milioni. Restano da spendere e rendicontare 305 milioni, entro il 31 dicembre. E’ un autentico tesoretto da mettere in valore con trasparenza d’investimento. Un’operazione che può essere condotta in porto regolarmente. Se non dovesse essere posta nella giusta corsia, come s’è detto, i finanziamenti stanziati farebbero “ritorno” a Bruxelles.        

POMIGLIANO JAZZ E’ ANCHE GREEN

Avviato il percorso di certificazione di “evento sostenibile”. Promossa la filosofia del car pooling.

 

Pomigliano Green sezioni 02 e1534591385911N. R. – 22.08.2018 - Messi in rete una serie di partner istituzionali: l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Legambiente Campania, Slow Food, Res Nova Die. Partner ufficiale HappyWays.

Anche la XXIII edizione di Pomigliano Jazz conferma l’impegno per un Festival a impatto zero, da realizzare attraverso una serie di comportamenti e di accorgimenti, per invitare al riuso e al risparmio energetico, favorire il riciclo, valorizzare l’agricoltura del territorio e promuovere l’ecoturismo, e limitare le emissioni di CO2, adottando la filosofia del car pooling.

Green Jazz è presente già da sei edizioni tra le attività del Pomigliano Jazz in Campania, che ha avviato il percorso di certificazione di “evento sostenibile”.

Ogni azione del festival è infatti pensata per essere ecosostenibile. Dall’utilizzo di scenografie realizzate con materiali riciclati, all’obbligo per i ristoratori di utilizzare stoviglie in plastica biodegradabile e compostabile. Attraverso una serie di accorgimenti – grazie anche ai suggerimenti di partner “green” del festival – nell’angolo ristoro si proverà ad abbattere la produzione dei rifiuti; e in tutti i luoghi del festival saranno disponibili contenitori per la raccolta differenziata.

Lo scopo è quello di ridurre al minimo i rifiuti prodotti durante le tante attività collegate ai concerti, con evidente risparmio economico (meno logistica, minore impegno per pulire i luoghi) e minore inquinamento ambientale.

Per mettere in evidenza i vantaggi qualitativi ed economici della filiera corta sono promosse degustazioni dei prodotti biologici e del territorio vesuviano: pomodorini del “piennolo” rossi e gialli, papaccelle e ortaggi dei campi vesuviani; formaggi e grani dell’agro aversano; ma anche pizze, fritture, panini, dolci dei migliori ristoratori di Napoli e provincia; cucina tradizionale e creativa di chef del territorio. Prodotti a chilometro zero, lavorati nel rispetto dell’ambiente, e della legalità, come i pomodorini “pizzini” della Coop Siani, coltivati su un bene confiscato alla camorra, secondo la filosofia Slow Food: “buono, pulito e giusto”. 

Per promuovere e realizzare un grande evento ad “impatto zero”, Pomigliano Jazz ha messo in rete una serie di partner istituzionali, a cominciare dall’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, che abbraccia la grande area dei comuni del festival; Legambiente Campania, che attraverso le sue attività garantisce da anni un costante lavoro di informazione, sensibilizzazione e coinvolgimento dei cittadini; Slow Food, la grande  associazione internazionale impegnata a ridare il giusto valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie ai saperi dei territori e alle tradizioni locali; e Res Nova Die, azienda specializzata nel campo della sostenibilità ambientale che sviluppa innovative idee (legate a nuovi materiali termoplastici ecosostenibili) per l’industrializzazione e il supporto ad imprese e start-up di giovani.

Per il quarto anno consecutivo Green Jazzpromuove inoltre la filosofia del car pooling, ovvero l’uso condiviso delle automobili private tra gruppi di persone, al fine principale di ridurre i costi, sia economici che ambientali, di spostamento.

Il car pooling è un’intelligente azione, a portata di tutti, di mobilità sostenibile, che consente di ridurre il numero di auto in circolazione, con effetti benefici su inquinamento, congestione stradale e necessità di infrastrutture.

Attraverso network o app, come HappyWays partner ufficiale della XXIII edizione del festival, gli automobilisti con posti liberi a bordo possono mettersi in contatto con persone in cerca di un passaggio. I conducenti possono così condividere i costi del viaggio, ma soprattutto una piacevole compagnia.

Attraverso questi servizi tutti coloro che non dispongono di un mezzo di trasporto privato per raggiungere i luoghi del festival, o che hanno piacere a viaggiare in compagnia, avranno la soluzione a portata di mano e si ritroveranno seduti accanto ad altri appassionati per condividere il piacere per la buona musica …

Con Green Jazz la musica rispetta l’ambiente, ma non rinuncia all’energia delle note.

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