Sarà potenziata la viabilità sull’asse Mugnano del Cardinale-Baiano-Sperone-Avella

O.K. della Provincia di Avellino per la realizzazione del secondo lotto dei lavori per il by-pass della 7-bis

variante 1Gianni Amodeo - 28\ 07\ 19 - L’importo dell’intervento, compresa la realizzazione dell’opera, vale quattro milioni e 380 mila euro circa, per due milioni e mezzo a base d’asta, con finanziamento d’immediata spendibilità a carico dell’amministrazione provinciale di AvellinoE’ il dato economico-contabile che emerge dalle risultanze dello studio di fattibilità, per attivare il cantiere del secondo lotto dei lavori connessi con l’allestimento della “variante” della S. S .7-bis nei territori di Baiano, SperoneAvella, in linea di prosieguo e continuazione con il tracciato programmato per il primo lotto di lavori già completato e in esercizio da oltre un anno nel territorio di Mugnano del Cardinale, sulla direttrice di via San Silvestro, a cui si rapporta l’area dedicata al Piano degli insediamenti produttivi che fa capo all’Ente di piazza Umberto I. 

untitledIl provvedimento, sottoscritto dal presidente dell’Ente di palazzo Caracciolo, l’avvocato Domenico Biancardi, segna la conclusione dell’iter progettuale per realizzare la struttura di “variante”, funzionale al potenziamento e al miglioramento di utilizzo della viabilità del territorio dell’Unione intercomunale, di cui è fulcro il casello autostradale di via Calabricita, a Baiano. E’ l’atto, con cui si danno ordinarie risposte risolutive alle criticità che sono venute crescendo nel corso degli ultimi decenni nelle aree attraversate dalla S .s della 7-bis, con assetto ambientale gradualmente trasformato per l’espansione del “costruito” e dei correlati indici d’urbanizzazione ; criticità marcate per i residenti frontisti dell’importante arteria,  esposti all’ inquinamento acustico ed atmosferico, generato dall’incremento costante del traffico veicolare e degli automezzi pesanti  nei collegamenti tra l’area metropolitana di Napoli e Avellino.

cmtqVDEybDlpT09UbTllQVZKWXBadnZQUUZKaTFoUno5UHpMMkVvarianteIn realtà, il completamento della “variante”, con l’esecuzione dei lavori del secondo lotto, corrisponde all’obiettivo di dividere le correnti del traffico extra-urbano e del trasporto-merci, da immettere sul tracciato della “variante”, e i flussi della circolazione  veicolare urbana; correnti e flussi, che, allo stato attuale, sono canalizzati sulla S. s. della 7-bis, di fatto inglobata – come arteria “interna” - nei centri abitati e nelle aree d’espansione edilizia previste dagli strumenti di pianificazione urbana dei Comuni interessati.

casello di Baiano A16 1E’ il quadro di situazioni di fatto, che dà senso e motivazione alla delocalizzazione della S. s. della 7-bis con proiezione verso l’A-16 ai piedi del Bosco urbano dArciano, il … Bosco fuori-porta per le comunità locali, restituendo, al contempo, il tracciato storico della stessa 7-bis all’originaria funzione di arteria urbana. Un by-pass di “variante” che corre, tra Mugnano del Cardinale all’altezza della “rotonda” della 7-bis e il territorio di Avella, ricadente nella frazione del Purgatorio, sempre sulla 7-bis. Una linea che marca l’area comprensoriale, racchiusa tra la Valle dellAlto Clanio e la Valle munjanense.

autostrada casello di Tufino 3Un punto di svolta, che costituisce anche il coronamento delle iniziative sviluppate nel corso degli anni da cittadini e associazioni, con istanze variamente espresse, per fronteggiare le criticità della S.s. 7-bis, in particolare - a Baiano - dallo storico “Comitato di via Nazionale” e in pubblici convegni promossi dal Circolo “LIncontro” con la partecipazione di amministratori locali e provinciali nel palazzo comunale.

, il by-pass da completare, che dovrebbe essere significativo riferimento - e naturalmente  tutt’altro che unico, essendo necessarie la volontà politica- per la rimodulazione e la ridefinizione della pianificazione urbanistica delle amministrazioni interessate in atto, con il primario obiettivo di contenere al massimo possibile il consumo dei suoli agrari, che  già hanno subito sull’intero comprensorio un massiccio e drastico ridimensionamento, dando “spazio” ad insediamenti abitativi sovradimensionati rispetto ai reali fabbisogni sociali.    

Centro Autistico Avellino: Il volto della vergogna tra indifferenza e ipocrisia della politica

ALAIA: la settimana prossima a Roma per protestare davanti alle istituzioni repubblicane.

Centro acustico di AvellinoN.R. – 30 luglio 2019 - Centro autistico di Avellino. E’ l’ennesima presa in giro della politica che non riesce a dare concretezza all’apertura della struttura che in tanti attendono per poter fruire dei relativi servizi. Alla luce dei lavori, ancora non completati, del plesso di Avellino non è tardata la riflessione dell’ex sindaco di Sperone il Dott. Salvatore ALAIA che in tutto questo tempo ha sempre seguito, con la dovuta attenzione e la giusta tensione, l’evoluzione di una vicenda che non trova, ancora, la parola FINE. A corollario della sua riflessione c’è pur sempre un dato sintomatico di una gestione complessa e articolata qual è stata fino ad oggi quella del Centro Autistico di Avellino che ha iniziato il suo irto cammino nel lontano 2007 con la posa della prima pietra.

irpinia 2 500x500 cAlaia, in tutti questo tempo lunghissimo, ha sempre pungolato, talora in modo irriverente, i vertici della sanità Regionale e Comunale, richiamando tutti, compreso gli esponenti istituzionali e i politici locali, ciascuno per le specifiche competenze, alle proprie responsabilità soprattutto in relazione al ruolo rivestito o occupato e schierandosi sempre dalla parte delle famiglie che vivono il dramma di questa problematica che clinicamente, sembra, non avere uno sbocco positivo. Oggi tutto tace di nuovo e questo silenzio della politica, soprattutto negli ultimi tempi, viste le condizioni in cui versa la struttura, è davvero assordante e disturba la quiete della coscienza di chi come Salvatore ALAIA si batte per l’apertura immediata.

Salvatore Alaia imagesMMN08703La mia non vuole essere una sterile polemica ma una riflessione seria sulla necessità di accelerare i tempi di ultimazione e consegna della struttura di Avellino della quale si è in attesa da troppo tempo. Ci siamo persi e ritrovati dietro questioni giuridiche e legali, ci si è scontrati su valutazioni di opportunità circa lo spostamento o la delocalizzazione di altre attività cliniche nel Centro. Ora, che finalmente, pareva intravedersi la luce in fondo al tunnel per tante famiglie e per tutti coloro che soffrono di autismo che possono fruire di servizi e terapie essenziali in grado di migliorare la qualità di vita la questione sembra riproporre gli stessi scenari tra immobilismo e indifferenza. Mi rivolgo perciò al Governatore della Regione Campania De LUCA che dopo la bella vetrina e lo spot offerto con le UNIVERSIADI può e deve dedicarsi alla soluzione di questa annosa questione; mi rivolgo alla direttrice dell’ASL Maria Morgante che deve attivarsi per la gestione del servizio ed infine mi rivolgo al neo sindaco di Avellino Gianluca FESTA che benché eletto nell’ ultima tornata delle amministrative conosce bene la problematica come amministratore del Comune di Avellino anche se, durante la sua campagna elettorale,  e nelle linee programmatiche non ha speso nemmeno una parola per la questione.- Siamo in piena estate e la politica adesso andrà in vacanza sperando che non vada in vacanza per sempre la sua coscienza. Basta con l’indifferenza e l’ipocrisia perché adesso siamo giunti ad un punto che è vergognoso.

Settembre dovrà essere il mese della svolta, ma intanto per denunciare lo stallo in cui versa il CENTRO AUTISTICO di AVELLINO, Alaia ha annunciato che andrà a ROMA a protestare. In modo civile e rispettoso delle istituzioni, davanti ai simboli cardine della democrazia (Presidenza delle Repubblica – Governo – Camera dei Deputati e Senato della Repubblica), dove la tutela dei diritti e delle libertà dell’uomo dovrebbe conclamarsi nella sua pienezza dal punto di vista etico e giuridico.

Baiano: Ciriaco De Mita e il pensiero che costruisce la politica del bene comune

La Città dell’Alta Irpinia e l’Azienda speciale dei boschi per lo sviluppo dell’economia del legno: gli obiettivi della progettualità intercomunale, per arginare la consunzione sociale delle aree interne appenniniche segnate dallo spopolamento e dalla denatalità che annullano il futuro delle comunità. Fotoservizio Francesco Barlotti.

DE MITAGianni Amodeo - 07 \ 07 \ 19 - La concisa ed esauriente rivisitazione della biografia politica, che non solo lo rende un protagonista della storia italiana, piaccia o non piaccia, ma ne fa risaltare anche il profilo di parlamentare della Repubblica per undici legislature in rappresentanza del collegio Avellino - Salerno - Benevento e di eletto al Parlamento di Strasburgo Giusy De Laurentis Copiaper tre legislature, sviluppata  da Giusy De Laurentiis, per evidenziare la caratura dell’ uomo ch’è stato presidente del Consiglio dei ministri e, più volte, ministro, oltre che presidente e segretario nazionale della Democrazia Cristiana. Gli indirizzi di saluto rivoltigli dal sindaco Enrico Montanaro e dal prof. Vincenzo Serpico, solerte e perspicace dirigente del MontanaroGiovanni XXIII”. La sottolineatura di Carlo Melissa nel marcare l’esemplarità dell’impegno civico e culturale, in virtù del quale, dopo aver toccato l’apice della rappresentanza politica ai vertici dell’esercizio del potere esecutivo nazionale, si dedica con spirito di servizio alla piccola comunità della natia Nusco, di cui è stato eletto sindaco al secondo mandato consecutivo- all’età di novantuno anni, compiuti a febbraio scorso, sono stati i tasselli d’introduzione alla conversazione dell’on. le Ciriaco De Mita con Serpicochi  scrivequeste noterelle nell’Auditorium del plesso di Scuola media dell’Istituto comprensivo “Giovanni XXIII”, nell’ambito del “Viaggio nella Costituzione”, l’interessante progetto di carattere divulgativo promosso  dal Circolo socio-culturale LIncontro, per il quale, dal giugno del 2018, si sono finora alternati sindaci e amministratori locali, magistrati, parlamentari, teologi, sindacalisti, docenti universitari e dirigenti scolastici, avvocati ed esperti di Diritto

MelissaUna conversazione articolata e variegata nei motivi di riflessione, con cui De Mita focalizzava, in particolare, la rilevanza primaria ed assoluta del rapporto che intercorre tra la politica e il pensiero; un rapporto inscindibile, con cui si alimenta la visione del futuro, per dare risposte adeguate alle istanze della promozione e dell’evoluzione civile della società. La politica che si nutre di idee, studio e conoscenza è in grado di “leggerei molteplici recessi e le fuggevoli sfumature della complessità sociale, orientando le scelte del miglior governo possibile della società, specie nelle dinamiche della contemporaneità. Ed è la contemporaneità segnata dalle modalità, con cui la globalizzazione e l’innovazione tecnologica trasformano e sovvertono rapidamente l’esistente conferendogli aspetti e profili mutevoli, per la cui comprensione è basilare il metodo del dialogo aperto e del libero confronto. In assenza dell’osservanza di questi fondamentali canoni, la politica - De Mita 1 img 20190708 wa0013spiegava- diventa “altro” da sé, per tradursi in scelte di convenienze e di opportunità, funzionali ad acquisire l’esercizio del potere per il potere, senza dare prospettive d’evoluzione alla società. E’ il processo che determina l’immobilismo e l’asfittico regresso della società, sfibrandola.

Dallo scenario disegnato della politica qual è, o dovrebbe essere, De Mita faceva scaturire la comparazione con il presente, in cui il discorso pubblico è ridotto ai minimi termini e la politica è latitante, con la manifesta crisi di “rappresentanza della società” rispetto alle problematiche da cui è attraversata. Severe e dure le contestazioni verso le forze di governo nazionale, rappresentate da Lega e Movimento 5 Stelle, interpreti e portatrici della “politica del nulla”. Sulla stessa lunghezza d’onda, le censure verso il Partito Democratico, inadeguato a fronte della realtà sociale e senza voce di convinzione e credibilità; una sostanziale afonia fatta di “parole senza pensiero”. Evidenziata la forte matrice di democrazia laica e liberale che fa da piattaforma della Costituzione, l’ex-premier marcava il ruolo esercitato dai partiti di massa, come la Democrazia cristiana e il Partito comunista, nella costruzione dell’Italia repubblicana con le loro distinte culture ed anime politiche.

                    La Costituzione, viatico di modernizzazione e democrazia

                     Lattualità del popolarismo e la centralità dei Comuni   

De Mita 3 img 20190708 wa0014Era il dato d’analisi storica, che gli forniva la chiave della rappresentazione della modernizzazione dell’Italia affermatasi progressivamente come società al passo con i tempi e  con le dinamiche dell’economia industriale nell’ Unione europea che, attualmente, costituisce un importante soggetto di cooperazione e integrazione dei Paesi delVecchio continente”, presidio fondamentale per la tutela degli equilibri geo-politici internazionali e la pace nel mondo; un passaggio con cui De Mita richiamava il Popolarismo prefigurato da don Luigi Sturzo con l’Appello ai liberi e forti diffuso nel gennaio del 1919 per la fondazione del Partito popolare ispirato dalla visione interclassista  del cattolicesimo democratico, che fosse promotore e fautore dell’elevazione civile delle classi meno abbienti nell’Italia del tempo. Un progetto restato in fieri e conculcato da eterogenei fattori, innescati dalla borghesia, dai grandi proprietari terrieri, dall’emergente nazionalismo e dalle posizioni conservatrici del clero, con don Sturzo costretto all’esilio nel 1924 - in coincidenza con l’avvento del fascismo, prima a Londra e poi a New York.

De Mita 2 img 20190708 wa0015La cultura del Popolarismo- sottolineava, richiamando la tesi espressa nel saggio “La storia dItalia non è finita” che ha pubblicato nel 2012 nella collana “Gli impegnati” per la casa editrice Guida- conserva intrinseco vigore e spiccata attualità politica. E’ la cultura, il cui centro di gravità risiede nel tessuto delle comunità cittadine, i cui valori di relazioni sociali vanno ricomposti, riscoperti e promossi per la democrazia reale e partecipata. E nel progetto di don Luigi Sturzo -non a caso- si dava rilievo alla centralità dei Comuni, in funzione del sostanziale decentramento amministrativo dallo Stato - spesso lontano ed “estraneo”- quale forma di autogoverno responsabile sui territori.

Un percorso ch’è parte significativa della Costituzione nel segno delle Autonomie locali contemplate dal Titolo quinto, in cui ai Comuni si affiancano le Province, le Regioni e le Città metropolitane, aprendo i tracciati delle Unioni e delle Fusioni intercomunali, in pratica dell’associazionismo dei piccoli e medi comuni per realizzare le migliori forme città dellAlta Irpinia 640x400possibili di governance dei territori, coniugando qualità, efficienza ed economicità. Sono i tracciati che il sindaco Ciriaco De Mita sta percorrendo  con l’interessante progettualità per la realizzazione della Città dellAlta Irpinia, condivisa dalle amministrazioni di 25 Comuni e la realizzazione dell’ Azienda speciale dei boschi nel quadro delleconomia del legno, puntando, al contempo, sulla valorizzazione del patrimonio naturalistico e paesaggistico, oltre che delle infrastrutture di stazione sciistica,  del Laceno, e sulla compiuta promozione della filiera della castanicoltura sull’asse Montella-Serino. Una progettualità, con idee chiare, per arginare il fenomeno di consunzione sociale dei territori per lo spopolamento in atto e la denatalità che sottraggono il futuro alle comunità; progettualità la cui attuazione è generata dall’intervento pubblico e dall’intervento privato. 

Avella: L’Unione dei Comuni del Baianese e dell’Alto Clanis, progetto “strozzato”

Ma è l’unica “chance” per promuovere la crescita civile del territorio che subisce la costante e crescente fuga verso i Paesi dell’Europa comunitaria dei giovani ben formati culturalmente e nelle competenze alla ricerca di futuro e di lavoro in grado di soddisfare le loro aspettative e progetti di vita.

unione comuniGianni Amodeo - 30\07\19 - E’ ancora ferma al palo, l’Unione dei Comuni del Baianese e dell’Alto Clanis, istituita nel novembre del 2015 con l’obiettivo puntato sul cambio di passo e di innovazione da imprimere nel contesto socio-territoriale di riferimento, che vive costanti criticità e crescenti difficoltà, di cui costituisce un grave e preoccupante segnale la massiccia fuga dei giovani motivati e ben formati sul piano culturale e delle competenze, alla ricerca del lavoro, in grado di corrispondere alle loro aspettative e progetti di vita. Uno strumento di governance politico-amministrativa, in grado di generare una visione complessiva e condivisa della realtà intercomunale, del tutto conurbata, persino con gli stessi insediamenti abitativi che figurano accatastati parzialmente in contigui, ma distinti ambiti comunali, e con una Alaia dsci0255popolazione che sfiora i trenta mila abitanti; una visione complessiva, sia per comuni politiche urbanistiche, senza chiusure localistiche per interessi particolaristici, sia per favorire e praticare un’organica ed efficiente politica per programmare l’ associazionismo dei servizi funzionale a realizzare proficue economie di scala con risorse da reinvestire non solo nella qualità e nel potenziamento dei servizi stessi, ma anche nel contenimento dei tributi locali nelle sei Municipalità. Come per dire, una prospettiva disegnata, per fissare condizioni socio-amministrative in grado di Biancardi dsci0241rendere attrattivo il territorio per le opportunità che offre per le attività di impresa, puntando anche sulla fiscalità di vantaggio.

Ma di tutto ciò, nulla ancora è stato abbozzato né prospettato, a circa tre anni dalla presentazione ufficiale dell’Unione nell’affollata e ben partecipata assemblea di amministratori e cittadini nel Teatro “Biancardi”. Un vuoto sconcertante e per molti aspetti paradossale, se si considera che l’Unione, sulla base dello Statuto, composto da 100 articoli, è strutturata con l’organo collegiale di Giunta costituita dai sindaci, e con l’organo del Consiglio generale, formato da 18 consiglieri, tre per ciascuna Municipalità, eletti dalle rispettive assemblee, due per la maggioranza ed uno per la minoranza. E la funzione di presidente dell’Unione a rotazione, è esercitata da un “primo cittadino”. Un incarico, svolto per la prima annualità 2016\2017 con alcuni mesi di proroga nel 2018 dal sindaco di Sperone, l’avvocato Marco Santo Alaia, con successivo passaggio di testimone al sindaco di Baiano, Enrico Montanaro.

Montanaro dsci0250E se nel primo ciclo, l’attività istituzionale della Giunta si è articolata in quattro sedute per focalizzare la politica dei servizi, quella del Consiglio generale si è sviluppata in tre sedute nel Teatro “Biancardi”, i due organi collegiali, ampiamente rinnovati rispetto al 2015 per le tornate elettorali che in anni recenti hanno interessato vari Comuni, erano chiamati a chiudere la fase di rodaggio intrapresa con la Giunta-Alaia. Un percorso di chiusura della fase fondante e di normalità, per dare slancio al progetto-Unione, segnatamente sulle politiche per i servizi, dal trattamento e smaltimento dei rifiuti alla mensa scolastica, dai servizi idrici a quelli della polizia locale e via proseguendo. Un’attesa e un auspicio finiti … nel vuoto appunto.

Biancardi e Montanaro IMG 4750 1E fa specie rilevare che né i consiglieri-delegati dalle assemblee delle sei Municipalità né le stesse assemblee finora abbiano formulato uno straccio di rilievo e di censura verso la situazione in atto. Senza dire che le stesse assemblee non si sono neanche preoccupate più di tanto di appostare nei rispettivi bilanci le necessarie risorse economiche, per dare una piattaforma concreta all’organizzazione burocratica dell’Unione, con uffici e sede di rappresentanza proprio ad Avella.

Un campo d’impegno che esige un’azione forte e studiata, se realmente si è convinti della validità politica del progetto dell’Unione. E sono tante le ragioni che lo avvalorano. Ma attualmente è solo un finzione formale da rimuovere con congrue iniziative, se si vuole dare un senso e un ruolo al territorio, sottraendo le comunità al declino sociale che le attraversa.

Benevento: Nasce un Tavolo per lo sviluppo delle aree interne

La proposta dal Forum degli amministratori campani, indetto dai cinque vescovi delle aree interne della Campania e dall’Abate di Montevergine. Le dichiarazioni di Francesco Todisco, consigliere delegato del Governatore della Campania, De Luca.

platea forum 1 1024x768P.L. - 26.06.2019 – Si è concluso il primo Forum degli amministratori campani, indetto dai cinque vescovi delle aree interne della Campania e dall’Abate di Montevergine. E’ stata una tre giorni costruttiva fatta di approfondimenti e di proposte per restituire speranza a settori dimenticati del territorio regionale, sempre più a vocazione costiera e sempre meno aperti al grande serbatoio naturale, storico ed enogastronomico di cui è ricca la parte interna della regione.

L’obiettivo a lungo termine è quello di fare del Forum una conferenza permanente, i cui effetti siano portati all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica.

platea forum 1024x768Secondo l’Arcivescovo di Benevento Accrocca si tratta diun tentativo improcrastinabile, un impegno irrinunciabile che deve avere i connotati di un vero e proprio manifesto politico da proporre alle istituzioni e dal quale partire per tentare un’ultima sortita prima della resa finale contro spopolamento, sottosviluppo e arretramento culturale”.

Nella mattinata del 26 giugno sono stati quattro i temi fondamentali illustrati durante i lavori: ambiente, paesaggio e cura del creato; welfare, servizi e accoglienza; il futuro nella storia, tradizioni, arte e beni culturali; i flussi delle persone e i capitali.

todisco e accrocca 696x522Sul tema ambientale si è focalizzato Federico Massimo Ceschin, coordinatore parchi culturali ecclesiali della CEI: “Questo territorio ha diverse criticità in tema ambientale, ma anche eccellenze straordinarie. Occorre fare rete, ma spesso aspettiamo troppo chi ci porterà l’infrastruttura e la logistica come soluzione di tutti i nostri problemi”.

“Crediamo che l’isolamento è ciò che ci condanna inesorabilmente e spezza ogni garanzia di futuro mentre in realtà i dati ci dicono cose diverse – ha insistito Ceschin - C’è stato un incremento del 2,1% del turismo nelle aree interne che ha prodotto un aumento del 6,5% del PIL pro capite. Il 70% dei turisti nel 2018 ha preferito le aree marginali e periferiche; segnali che ci fanno capire la Federico Massimo Ceschindomanda di spiritualità, di futuro viaggia su binari che non sono quelli passati del produttivismo ma dell’accoglienza autentica, della relazione, dei paesaggi incontaminati, delle tradizioni. Tutto ciò richiede lo sviluppo di un’infrastruttura sociale e cioè la capacità effettiva di generare una filiera produttiva tra chi coltiva la terra, la attraversa, chi fa la guida, l’archeologo, il parroco. Insieme, allargando la comunità territoriale potremmo crescere e tutelare il bene comune, frenando anche chi cerca di distruggerlo con discariche, eolico selvaggio e trivellazioni petrolifere”.

francesco todisco tavolo aree interneQuesta tre giorni ha registrato un fatto nuovo e politicamente rilevante mettendo insieme gli amministratori delle aree interne” ha esordito Francesco Todisco, consigliere delegato della Regione Campania per le Aree Interne, ribadendo l’importanza dell’incontro e annunciando la costituzione di un Tavolo permanente per lo sviluppo delle aree interne: “Abbiamo guardato all’appello delle Diocesi con interesse. E’ mancato negli anni il livello di interlocuzione che consentisse un trasferimento di consapevolezza all’interno delle comunità. Abbiamo un pensiero da costruire, guardare le esigenze specifiche in un’ottica di crescita collettiva che non sia separata dallo sviluppo della Campania. Dialogo, conoscenza e monitoraggio degli strumenti che vengono e verranno messi a disposizione dall’Europa attraverso i fondi 2021-2027. Mettiamoci a lavoro uniti per la crescita delle aree interne”.

mario melchionna 840x440Sul tema dei servizi e dell’accoglienza è intervenuto Mario Melchionna, segretario provinciale CISL Irpinia Sannio: “Sono veramente contento di questa iniziativa dei vescovi perché hanno avuto la capacità di fare ciò che la politica non è riuscita a fare e cioè mettere insieme associazioni, istituzione, enti locali, organizzazioni sindacali e le diocesi per creare una vera sinergia sul territorio, condividendo idee e obiettivi. Mi auguro e spero che le buone intenzioni vengano raccolte, a partire dalla Regione”.

Melchionna chiude con una stoccata al management dell’A.O. San Pio: “Sulla sanità, bisogna smetterla di fare i piani ospedalieri con la calcolatrice a tavolino. Bisogna tener conto delle caratteristiche del territorio. La difficoltà principale riguarda lo sblocco del turnover, senza questo non ci saranno più medici con il rischio che i nostri boffaospedali vengano svuotati. Non si può continuare a scherzare e la politica deve smetterla con il clientelismo che danneggia i cittadini”.

A chiudere il convegno Costantino  Boffa, consigliere del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che ha ribadito con forza l’opportunità di agganciare il treno dello sviluppo attraverso la realizzazione della ferrovia di alta velocità/capacità Napoli-Bari.

 

 

Le dichiarazioni di Francesco Todisco,

consigliere delegato della Regione Campania per le Aree Interne

Todisco segretario e1509453440319 1440x564 c e1516103584719«Ho scelto l’importante assemblea degli amministratori convocata dai Vescovi delle province di Avellino e Benevento per annunciare la nascita del “Tavolo per le Aree interne”. Uno strumento necessario per dare coerenza ai progetti che interessano le province di Avellino, di Benevento e i territori interni delle province di Salerno e Caserta» ha esordito Francesco Todisco.

«Due sono gli obiettivi principali: il primo, l’analisi dei risultati a valle di tutti gli strumenti che hanno interessato questi territori, in modo da comprenderne i benefici, da un lato, e le criticità, dall’altro. Il secondo, proprio partendo da questa analisi, l’elaborazione, assieme agli attori istituzionali e sociali, della strategia complessiva per incidere nell’attuale programmazione e nella costruzione di una traccia condivisa per quella “2021/2027”. Solo attraverso questo lavoro – sottolinea Todisco - può determinarsi una consapevolezza delle comunità su questi temi che per troppo tempo sono rimasti “riservati” agli addetti ai lavori e può nascere un pensiero per le aree interne. Un pensiero che sappia cogliere i bisogni specifici delle zone interne, ma che non sia “separato” da un pensiero complessivo di sviluppo della Campania. Che si offra anzi come modello replicabile per gli altri pezzi della nostra regione. A breve, verranno convocati i principali attori istituzionali delle aree interne per la prima riunione del tavolo per un primo confronto operativo con gli uffici e le competenze tecniche della Regione Campania».

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