A Nola “la buona novella – Storie di preti di frontiera” di Ilaria Urbani

Servizio di Jordanus

copertina La buona-novellaNola 19.03.2014 - Il 21 marzo, alle ore 18.00, nel Salone dei Medaglioni della Curia Vescovile di Nola sarà presentato il volume "La buona novella - Storie di preti di frontiera" di Ilaria Urbani con prefazione di Roberto Saviano, libro dedicato a don Peppino Diana, che è uscito il 19 marzo 2013 nel giorno dell'anniversario del suo assassinio per mano della camorra.
L 'evento di Nola, che celebra la Giornata della Memoria e dell'Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie, presenta il secondo volume della collana We Care di Guida editore,diretta da Samuele Ciambriello, ed è incluso nella VI Edizione della Rassegna "La bellezza della legalità". Organizzano: Comune di Nola, Libreria Biblos, Circolo Passepartout, la Pro Loco di Nola, l'Ordine degli Avvocati.
Si legge nella prefazione di Roberto Saviano:"Tredici uomini coraggiosi che ci mostrano quotidianamente cosa voglia dire la parola missione, cosa significhi amare il prossimo e cosa sia davvero la chiesa. Questa carrellata di storie necessarie, di esperienze uniche, mostra chiaramente come dal racconto, dalla denuncia possa arrivare il riscatto. Come dal racconto di tredici vite eccezionali, fatte di vittorie e spesso di sconfitte, si possa comprendere una terra e amarla anche se non ci appartiene. Se poi quella è proprio la tua terra, quella in cui sei nato e cresciuto, ecco che queste esperienze ti danno le coordinate. Ti mostrano come poter vivere, come potercela fare. Come la disperazione può essere trasformata in speranza, in vita."
Tredici capitoli, tredici testimonianze di sacerdoti che dedicano interamente la propria esistenza agli ultimi. Una Chiesa in prima linea, vicina alle persone e lontana dagli intrighi di palazzo.
Il racconto della "frontiera" di Napoli, tra il centro, le periferie e il litorale domizio, è affidato al dialogo che l'autrice intesse con i messaggeri della "buona novella": il cappellano del carcere di Poggioreale don Franco Esposito; don Aniello Manganiello, ex parroco di Scampia; padre Antonio Bonato, missionario comboniano a Castel Volturno; padre Carlo De Angelis, una vita al fianco dei tossicodipendenti; padre Fabrizio Valletti, gesuita a Scampia; don Gaetano Romano, che opera nella periferia orientale sin dal caos post terremoto; don Antonio Loffredo, che ha scommesso sull'impresa solidale per salvare il rione Sanità da abbandono e camorra; don Félix Ngolo, che fa del calcio un momento di integrazione nell'hinterland flegreo; don Vittorio Siciliani, memoria storica di Scampia fin dagli anni in cui furono costruite le Vele; don Tonino Palmese, con la sua opera di diffusione della legalità e il sostegno ai parenti delle vittime di camorra; don Mario Ziello, voce battagliera dai Quartieri Spagnoli; padre Domenico Pizzuti ed il suo impegno per la convivenza con i rom; padre Alex Zanotelli, dall'Africa a Napoli per la rivoluzione dal basso.

ilaria-urbaniL'autrice
Ilaria Urbani, giornalista, nata a Napoli nel 1980, collabora con "La Repubblica" e con il settimanale "D - La Repubblica delle Donne". Ha scritto per "il manifesto".
Ha collaborato con Al Jazeera English e per l'emittente di stato greca ERT. Ha pubblicato un saggio sull'immigrazione nel libro "A distanza d'offesa" (Ad Est dell'Equatore, 2010).

 

MUSEO STORICO-ARCHEOLOGICO DI NOLA: SULLE TRACCE DELL’AUGUSTA NOLANA, CON LA PREZIOSA GUIDA DI ELISABETTA VITALE

Folta e bella partecipazione di studiosi e di tanti giovani per l'iniziativa, con cui Meridies ha aperto il ciclo d'incontri culturali, incentrato sul ruolo e sulla visione politica del fondatore dell'Impero romano, Cesare Ottaviano, morto a Nola due mila anni fa nella città-simbolo della romanizzazione.

Cesare Ottaviano Augusto 1Gianni Amodeo – 11.03.2014 - Una lezione viva, partecipata ed intensamente animata, quella con cui Meridies, la benemerita associazione di volontariato civico, operante sul territorio da oltre venti anni, ha inaugurato il ciclo d'incontri culturali e manifestazioni, al cui centro è Cesare Ottaviano Augusto, il fondatore dell' Impero romano, morto a Nola, il 19 agosto del 14 a.C., all'età di settanta sette anni. Una lezione itinerante, proposta dall'archeologa Elisabetta Vitale e sviluppata lungo gli ambulacri e gli ariosi spazi espositivi del Museo storico-archeologico, di quell' "insula" di Santa Maria La Nova, parzialmente recuperata e riqualificata, che costituisce uno dei cuori del centro antico della città, tra via principessa Margherita, via senatore Cocozza e via Tansillo.
Un approccio di conoscenza degli Ottavi, il ceppo familiare, a cui apparteneva Augusto, alla luce dei ben noti e forti legami degli Ottavi con la città, sia per i notevoli possedimenti terrieri, di cui vi disponevano, sia per i prolungati soggiorni che vi si concedevano; soggiorni, che erano di particolare gradimento per lo stesso fondatore del sistema imperiale, modello di organizzazione istituzionale di singolare e duratura configurazione, il cui potere sui popoli sconfinò nel mito, rendendo Roma caput mundi. Un percorso, scandito dall'illustrazione della ricca gamma di testimonianze archeologiche, in iscrizioni lapidee, statue, colonne scanalate ed istoriate, marmi con ricchi fregi, da cui è popolato il Museo, con il ricco corredo di documentate schede informative. Tasselli, i cui significati diretti e di contesto storico erano presentati da Elisabetta Vitale con proprietà di linguaggio e ricchezza di dettagli, alla stregua di una conversazione familiare, con il coinvolgimento dei tanti, per lo più giovani, che hanno affollato il complesso museale, ravvivandolo al meglio.
Un tuffo nel passato, che pure non cessa mai di riservare sorprese e nuovi elementi di chiarificazione su questo o quello scorcio del grande teatro, in cui recitano micro-storia e macro-storia, per quanto possano esserne ritenute scontate e risapute le loro specificità sia dagli studiosi che dagli esperti d'archeologia. E sono sorprese e nuovi elementi, che, tuttavia, non sono possibili da immaginare per l'età augustea, le cui minime pieghe sono state largamente e diffusamente esplorate, nelle luci e nelle ombre a tutt'arco. Una ricognizione penetrante ed esaustiva, dalla vita sociale a quella economica e produttiva con la fioritura dei commerci, dall'assetto militare alle straordinarie ed eccezionali tecniche ingegneristiche, per realizzare strade, ponti, acquedotti a pluri-arcate, che resistono nel tempo, e senza dire dell'urbanistica ordinata e razionale. Il tutto con i sigilli del diritto, delle arti, delle scienze e della letteratura, i cui valori sono il lievito permanente della civiltà occidentale. Un patrimonio d'idee, la cui ignoranza o, peggio ancora, la negazione rappresentano un pesante limite al dispiegarsi dell'umana dignità.

Ottavia minore 2La ri-visitazione del rapporto della famiglia degli Ottavi con la città è valsa,tuttavia, a far aprire i riflettori sull'Augusta nolana, una figura ben nota ai cultori ed appassionati di storia, ma poco conosciuta, soprattutto... dai concittadini d'oggi. L'Augusta nolana ha il profilo elegante, il raffinato fascino, la lucida intelligenza e la limpida capacità di intuito di... Ottavia minore, la sorella appunto di Augusto, nata proprio in città nel 69 avanti Cristo e morta nell'11 a.C. Una personalità vigorosa e tenace, quella di Ottavia, che esercitò sul fratello un particolare e decisivo influsso nella costruzione della Roma imperiale. Augusto ed Ottavia erano figli di Gaio Ottavio e di Azia maggiore, figlia, quest'ultima, di una sorella di Giulio Cesare.
Di sorprendente bellezza, Azia era famosa per la folta capigliatura rossa, che la rendeva eccentrica e seducente. Nella rappresentazione mitica, Azia é proposta sempre in compagnia di Apollo, il simbolo dell'armonia e della bellezza che rasserena, placando passioni e tormenti d'animo. La leggenda narra che, dopo aver assistito ad un rito in onore del dio, Azia si sia addormentata nella lettiga all'interno del tempio; nel sonno - prosegue il racconto- Apollo, assunte le sembianze di un serpente le rese vita e le lasciò sul ventre un segno indelebile. Nove mesi dopo, nasceva Ottaviano, che definì le strutture del Principato, comunemente inteso come Impero, con cui veniva de-strutturato il modello della Res publica, vanamente difesa da Cicerone e dai cesaricidi, Bruto e Cassio..
Marco Antonio 3Intrigante la storia della bella Ottavia, che sposò Marco Antonio, l'antagonista del fratello, per ragioni politiche. Un matrimonio, che non solo doveva tenere Marco Antonio quanto più possibile lontano da Cleopatra come dalla concentrazione di potere e ricchezze, di cui disponeva l'affascinante e splendida regina di quell'Egitto, che sarà uno dei granai di Roma, ma doveva anche permettere al fratello di consolidare la rete del potere personale, per fronteggiare e depotenziare gli ostacoli costituiti dall'ordo senatorius, tutt'altro che disponibile a piegarsi ad Ottaviano e alle sue mire di dominio. Il matrimonio sortì gli obiettivi voluti, riequilibrando i rapporti tra Ottaviano e Marco Antonio. Poi, la storia andò come si sa, con l'epilogo della battaglia navale di .... Roma-contro-Roma, ad Azio, con Cesare Ottaviano trionfatore, per diventare in breve Augustus ac Divus. Era la divinizzazione del potere. Oggi si direbbe, culto della personalità, di cui hanno beneficiato spietati dittatori, come Hitler, Stalin, Mao Tse Tung ed altri malnati e spregevoli epigoni responsabili di centinaia di milioni di morti violente, per inseguire le follie del potere.
Quello di Ottavia e di Marco Antonio appare un matrimonio speciale per le leggi e i costumi del nostro tempo, ma per nulla affatto rispetto al diritto e alle usanze dell'età romana. Sia Ottavia che Marco Antonio lo celebrarono, "superando" lo stato di vedovanza, in cui erano venuti a trovarsi. Marco Antonio, sposando la sorella dell'amico-nemico, era al quarto matrimonio. C'è di più: Ottavia era restata vedova ed incinta di Gaio Claudio Marcello. La condizione di partoriente le impediva, però e per legge, la celebrazione nuziale. Ed allora i buoni uffici di Cesare Ottaviano servirono a far approvare, in pochi giorni, dal Senato la legge, che rimuoveva l'impedimento. Una legge ad personam, come si direbbe nel banale e sconcio latinetto d'uso corrente nei nostri giorni, quasi fosse una novità, mentre mondo è stato e mondo è, al di là dei comodi moralismi, che tutti sono in grado di spiattellare. E, nella stragrande.. maggioranza dei casi proprio coloro che ne sono inesauribili ed inesausti trombettieri, oltre che coriacei alfieri finiscono, per mettere sotto i piedi i moralismi ostentati con fermezza e spavalda sicumera, se devono realizzare propri tornaconti. Niente di nuovo sotto il sole...

Livia Drusilla Claudia 4A questo punto, tuttavia, torna utile fornire dettagli di cronistoria ulteriore: Cesare Ottaviano Augusto celebrò tre matrimoni, mentre la sorella Ottavia ne visse due. La terza uxor del princeps fu la nota Livia Drusilla Claudia, alle seconde nozze, a tutti gli effetti giuridici la prima imperatrice, la vera Augusta romana, una first lady dei nostri giorni, in stile Michelle Obama, per intenderci, ma con spiccato senso degli affari ed avida di denaro; dimensione affaristica e di avidità, quella di Livia, che non appartiene affatto alla laboriosa Michelle, ottima professionista nell'avvocatura ed impegnata su vari versanti del volontariato, oltre che testimonial di efficaci campagne televisive all'insegna del programma "Muoviti", per contrastare e prevenire le patologie del sovrappeso e dell'obesità, da cui sono colpiti tre bambini su quattro negli States; campagne di educazione alimentare nelle scuole, sorrette dal sostegno delle famiglie e da significative disposizioni normative, per reprimere il consumo dei cibo-spazzatura. Ed i risultati nel volgere del decorso triennio fanno registrare il regresso delle patologie sotto esame al 43 %.

Ma è bene riprendere il filo. La bella Ottavia, ch'é conosciuta come l' Augusta nolana, donna di cuore e sentimenti forti, oltre che di lucida abilità politica, riversò intenso affetto sui cinque figli, che aveva avuto dal matrimonio con Gaio Claudio Marcello e con Marco Antonio: quattro donne, Claudia Marcella maggiore, Claudia Marcella minore, Antonia maggiore, Antonia minore e Marco Claudio Marcello, che sarà adottato dallo zio Augusto, quale degno continuatore della sua opera e conservatore del principato. Un progetto che non ebbe l'auspicato seguito, essendo Marco Claudio Marcello morto prematuramente. E l'adozione che Augusto fece del nipote è la riprova del viscerale legame, che lo vincolava alla sorella e che gli premorì di tre anni, nell'11 avanti Cristo. A Roma durarono giorni le solenni onoranze rese ad Ottavia e il fratello ne pronunciò l'elogio funebre con parole commosse ed alate. Le doveva davvero molto, così come molto doveva a Marco Vipasiano Agrippa, amico fraterno, oltre che generale ed ammiraglio, di certo un eccezionale ed intrepido stratega, forse unico nella storia militare di tutti i tempi e al netto dei sistemi d'arma disponibili.
Villaggio augusteo di Somma Vesuviana 5Due donne, Ottavia e Livia Drusilla Claudia, brillarono nell'orizzonte del fondatore dell'Impero, concorrendo a guidarne l'azione politica, spesso segnata dalla forza bruta ed implacabile verso avversari e popoli nemici. Né va dimenticato che il princeps era fiacco e cagionevole di salute fisica, spesso aggredito da malattie veneree, se si vuole guardare attraverso i buchi delle serrature dei palazzi imperiali in cui viveva, tra cui quelli della maestosa Villa augustea, che archeologi giapponesi stanno portando alla luce con complessi e ardui lavori in atto da dieci anni, a Santa Maria del Pozzo, in quel di Somma Vesuviana, bella, laboriosa ed ospitale città media con oltre 30 mila abitanti, che rientrava nel perimetro urbano della Nola romanizzata; perimetro che si estendeva fino al mare dell'attuale Torre Annunziata.
E per la girandola dei matrimoni contratti dai personaggi citati, non c'è da provare alcuna meraviglia e meno che meno scandalo o stupore. Era nella prassi corrente, contemplata dalla legislazione, a cui paiono fare... un baffo le direttive del Parlamento di Strasburgo per i 28 Paesi dell'Unione europea dei nostri giorni. Sono le direttive, come si sa, che aboliscono la genitorialità tradizionale secondo i canoni di maternità e paternità, introducendo la classificazione di genitore-1, genitore-2, genitore-3 e via seguendo, sia per la tutela dei diritti delle filiazioni codificati secondo legge, sia per la tutela dei diritti delle filiazioni naturali ed acquisite delle coppie di fatto, delle famiglie dei divorziati e dei separati e così proseguendo. Una complessità di situazioni, a cui corrisponde l'"assalto" alla tenuta dell'assetto giuridico della famiglia, configurato dalle legislazioni, ispirate in senso lato dalla concezione cristiana della vita.
Mater certa est, pater... boh. Il motto è lo specchio del pragmatismo di sintesi, in cui i romani eccellevano, per ironico disincanto e pacioso scetticismo sulle umane cose.

Le foto, fonte internet: 1- Cesare Ottaviano Augusto; 2- Ottavia minore; 3- Marco Antonio; 4- Livia Drusilla Claudia; 5- Villaggio augusteo di Somma Vesuviana.

 

"Passioni ed intrighi dell'età Augustea" per la Festa della donna

locandina di NolaLu.Pi. - 08.03.2014 - Nola festeggia la Festa della donna con un mix tra gentil sesso, storia ed arte. L'evento,organizzato per sabato 8 marzo, alle ore 17.00, prevede una visita guidata al Museo Storico Archeologico, che avrà come elemento centrale la figura di"Un'Augusta Nolana", una donna dai natali nolani che ebbe un ruolo importante rispetto alle sorti dell'impero di Augusto.
La dott.ssa Elisabetta Vitale dell'Associazione Meridies, organizzatrice dell'incontro, dichiara: "Questo evento vuole essere un approfondimento tematico sulla condizione della donna nella controversa età augustea con un particolare riferimento ad una donna che ha fatto dell'impero la sua ragione di vita. Un personaggio poco conosciuto e molte volte ignorato dalla stessa città che le diede i natali, cioè Nola. Il nostro intento è quello di fornire un' ulteriore occasione per esplorare insieme l'altra faccia della storia, quella fatta di passioni, intrighi e punti di vista inesplorati".
La manifestazione dell'8 marzo rappresenta il primo passo di un percorso che intende approfondire la figura di Ottaviano Augusto ed il periodo della storia romana che prende il suo nome.

Saviano/Campanile di San Michele Arcangelo: dal 24 febbraio al 24 marzo 2014 per On Air Contemporary Art l’installazione di Antonio Cervasio “ Buon Compleanno”

Mostra di Cervasio a SavianoMassimiliano Coppola - 08.03.2014 - Ogni lunedi di fine mese,nella città di Saviano, nell'ambito del progetto On Air Contemporary Art, con la direzione artistica di Felix Policastro si espone un'opera d'arte contemporanea. Con l'installazione di Antonio Cervasio, dal titolo "Buon Compleanno", è la seconda volta, che un'artista utilizza lo spazio del settecentesco Campanile di San Michele Arcangelo, per collocare un'installazione artistica.
Il progetto, ideato da Policastro, con il patrocinio del Comune di Saviano, la Pro Loco e la Fondazione Plart di Napoli, prevede una mostra ogni mese, per tutto il 2014.
A guardare l'installazione di Cervasio, ci troviamo di fronte, ad un'altalena in legno di abete e ferro, ancorata alla volta del Campanile, con una candelina accesa, in bilico sul sediolino. Un'altalena, con un particolare significato: inaspettato, curioso, divertente, che rimanda all'infanzia e al gioco.
buon compleanno - savianoLa candelina simbolicamente accesa, per festeggiare il "buon compleanno" e l'altalena denotano un' equilibrio instabile, il tutto per l'autore, è, forse, un racconto della precarietà, della caducità e dell'essere in bilico della vita.
Per un attimo mi fermo e cerco di capire il contenuto dell'opera, penso subito ad un mondo fantastico, all'invenzione, al gioco e all'infanzia. Una certa malinconia mi riporta all'infanzia, e il pensiero attraverso immagini inconsce diventa "fluido e aperto". La spontaneità dell'artista è controllata nell'esecuzione, perché l'opera non è frutto di improvvisazione, ma rappresenta una sapiente costruzione che rimanda ad un laboratorio-officina d'artigianato.
Antonio Cervasio, formatosi all'Istituto d'Arte " F. Palizzi" di Napoli, lavora da anni su schizzi e disegni "creativi" legati alla tematica dell'infanzia; ha una predilezione per il fantastico e il gioco, che si lega ad una predisposizione poliedrica e attenta all'aspetto tecnico del lavoro artistico.
installazione Cervasio 1 - Copia 375x500L'osservatore, a contatto con l'opera, entra in un'atmosfera giocosa e surreale, che non si può cogliere nel suo insieme a un primo sguardo, un perenne oscillare tra l'introspezione intima e l'astrazione, tra il simbolismo e la narrazione. Un'arte, quella di Antonio, che prende le mosse dagli impulsi infantili dell'animo umano, con pura e spiritualistica espressione di simboli e misteri; si pensi alla candelina accesa appoggiata sul sediolino dell'altalena, quasi un richiamo a culture d'altri tempi e luoghi, spiritualità e anche presagio di ulteriori viaggi "intimistici", che trova come artista di riferimento la figura di Klee.
Sui temi dell'arte, della creatività e dell'infanzia, il maestro Paul Klee scrive nei suoi Diario: " Quante cose deve essere un artista: poeta, naturalista, filosofo. E ora sono diventato anche burocrate, in quanto ho impiantato un grande, esatto elenco di tutta la mia produzione artistica, a cominciare dall'infanzia. Soltanto i disegni scolastici non li ho compresi, perché in essi manca l'indipendenza creatrice".

Vanvitelli segreto i suoi pittori da Conca a Giaquinto - la Cathedra Petri

Mostra VanvitelliRenzo De Simone - Caserta – 01.02.2014 - Sarà inaugurata martedì 4 marzo alle ore 16 la mostra Vanvitelli segreto i suoi pittori da Conca a Giaquinto - la Cathedra Petri, ideata da Paola Raffaella David, già Soprintendente BAPSAE di Caserta e Benevento, curata da Vega de Martini e Francesco Petrucci e promossa dal Centro Europeo per il Turismo. L'esposizione, allestita negli Appartamenti storici del Palazzo Reale di Caserta, è incentrata su due aspetti della produzione di Luigi Vanvitelli: "inventore" di opere di arte decorativa e pittore.
Il primo aspetto è rivelato dal Trono di San Pietro, imponente manufatto tardo-barocco in marmo di Carrara a metà strada tra scultura e arte decorativa, ideato da Vanvitelli per la Basilica Vaticana.
Il trono, commissionato da Benedetto XIV nel 1754, venne rifiutato dai canonici della basilica per il carattere esuberante rispetto alla celebre statua bronzea attribuita ad Arnolfo di Cambio.
La mostra espone il suo bellissimo modello in terracotta e stucco dorato conservato presso la Fabbrica di San Pietro.
Nell'ambito della pittura viene esposto per la prima volta il Ritratto di Gaspar van Wittel, il famoso vedutista olandese padre di Luigi Vanvitelli, concesso in prestito dall'Accademia Nazionale di San Luca.
In mostra anche dipinti degli artisti più stimati da Vanvitelli, collaboratori in alcune sue opere: Sebastiano Conca che fu chiamato da Vanvitelli a Napoli per importanti commissioni; Corrado Giaquinto, uno dei massimi pittori del rococò, trasferitosi a Napoli dopo il soggiorno in Spagna come primo pittore di Corte.
Nel filone classicista degli artisti stimati o attivi a fianco di Vanvitelli, vanno annoverati Pompeo Batoni, successore del Conca come caposcuola del 700 romano, e Anton Raphael Mengs, padre del Neoclassicismo.
Tutti questi artisti sono presenti in mostra con varie opere, alcune mai esposte al pubblico italiano, come il Ritratto di Clemente XIII di Mengs, uno dei capolavori della ritrattistica papale, il Ritratto del principe Guglielmo Ruffo in veste di Gran Camerario del Regno di Napoli di Francesco De Mura, tra i pochi artisti napoletani stimati da Vanvitelli, concesso in prestito dal principe Fulco Ruffo di Calabria.
La mostra sarà arricchita dal Ritratto del Vanvitelli di Giacinto Diano, da due frammenti del quadro con la Natività di Sebastiano Conca, distrutto nei bombardamenti subiti durante la seconda guerra mondiale dalla Cappella Palatina della Reggia di Caserta, da una serie di dipinti di de Mura, Batoni, Pozzi, Giaquinto, modelli per gli arazzi che dovevano decorare la camera da letto di Ferdinando IV e Maria Carolina nel Palazzo Reale di Napoli e da una serie di disegni dello stesso Vanvitelli, manufatti del fondo casertano.
Chiude la mostra un singolare Ritratto allegorico di Carlo III di Borbone di Lorenzo Gramiccia, proveniente da Palazzo Chigi in Ariccia.
Un altro aspetto poco considerato, inerente gli interessi culturali del Vanvitelli, è la sua passione e competenza musicale, documentata da alcune lettere provenienti dall'archivio del Palazzo Reale di Caserta; e ancora sarà esposta la "maschera mortuaria" dell'artista, conservata nei depositi della Reggia.
Al vernissage della mostra interverranno Gregorio ANGELINI, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania e Fabrizio VONA Soprintendente per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico per il Polo Museale di Napoli e la Reggia di Caserta.
Vanvitelli segreto i suoi pittori da Conca a Giaquinto, la "Cathedra Petri" sarà visitabile tutti i giorni escluso il martedì negli orari museali (08:30 – 19:30)

Biglietti:: appartamenti storici+ mostra + parco 14 €; appartamenti storici+mostre 11 €; Informazioni Evento:
Data Inizio:04 marzo 2014. Data Fine: 31 ottobre 2014. Prenotazione: Nessuna
Luogo: Caserta, Palazzo Reale
Orario: Tutti i giorni ore 8.30 - 19.30; chiuso Martedì. Telefono: 0823 277111
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: http://www.reggiadicaserta.beniculturali.it/

 

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