Saviano/Campanile di San Michele Arcangelo: dal 24 febbraio al 24 marzo 2014 per On Air Contemporary Art l’installazione di Antonio Cervasio “ Buon Compleanno”

Mostra di Cervasio a SavianoMassimiliano Coppola - 08.03.2014 - Ogni lunedi di fine mese,nella città di Saviano, nell'ambito del progetto On Air Contemporary Art, con la direzione artistica di Felix Policastro si espone un'opera d'arte contemporanea. Con l'installazione di Antonio Cervasio, dal titolo "Buon Compleanno", è la seconda volta, che un'artista utilizza lo spazio del settecentesco Campanile di San Michele Arcangelo, per collocare un'installazione artistica.
Il progetto, ideato da Policastro, con il patrocinio del Comune di Saviano, la Pro Loco e la Fondazione Plart di Napoli, prevede una mostra ogni mese, per tutto il 2014.
A guardare l'installazione di Cervasio, ci troviamo di fronte, ad un'altalena in legno di abete e ferro, ancorata alla volta del Campanile, con una candelina accesa, in bilico sul sediolino. Un'altalena, con un particolare significato: inaspettato, curioso, divertente, che rimanda all'infanzia e al gioco.
buon compleanno - savianoLa candelina simbolicamente accesa, per festeggiare il "buon compleanno" e l'altalena denotano un' equilibrio instabile, il tutto per l'autore, è, forse, un racconto della precarietà, della caducità e dell'essere in bilico della vita.
Per un attimo mi fermo e cerco di capire il contenuto dell'opera, penso subito ad un mondo fantastico, all'invenzione, al gioco e all'infanzia. Una certa malinconia mi riporta all'infanzia, e il pensiero attraverso immagini inconsce diventa "fluido e aperto". La spontaneità dell'artista è controllata nell'esecuzione, perché l'opera non è frutto di improvvisazione, ma rappresenta una sapiente costruzione che rimanda ad un laboratorio-officina d'artigianato.
Antonio Cervasio, formatosi all'Istituto d'Arte " F. Palizzi" di Napoli, lavora da anni su schizzi e disegni "creativi" legati alla tematica dell'infanzia; ha una predilezione per il fantastico e il gioco, che si lega ad una predisposizione poliedrica e attenta all'aspetto tecnico del lavoro artistico.
installazione Cervasio 1 - Copia 375x500L'osservatore, a contatto con l'opera, entra in un'atmosfera giocosa e surreale, che non si può cogliere nel suo insieme a un primo sguardo, un perenne oscillare tra l'introspezione intima e l'astrazione, tra il simbolismo e la narrazione. Un'arte, quella di Antonio, che prende le mosse dagli impulsi infantili dell'animo umano, con pura e spiritualistica espressione di simboli e misteri; si pensi alla candelina accesa appoggiata sul sediolino dell'altalena, quasi un richiamo a culture d'altri tempi e luoghi, spiritualità e anche presagio di ulteriori viaggi "intimistici", che trova come artista di riferimento la figura di Klee.
Sui temi dell'arte, della creatività e dell'infanzia, il maestro Paul Klee scrive nei suoi Diario: " Quante cose deve essere un artista: poeta, naturalista, filosofo. E ora sono diventato anche burocrate, in quanto ho impiantato un grande, esatto elenco di tutta la mia produzione artistica, a cominciare dall'infanzia. Soltanto i disegni scolastici non li ho compresi, perché in essi manca l'indipendenza creatrice".

"Passioni ed intrighi dell'età Augustea" per la Festa della donna

locandina di NolaLu.Pi. - 08.03.2014 - Nola festeggia la Festa della donna con un mix tra gentil sesso, storia ed arte. L'evento,organizzato per sabato 8 marzo, alle ore 17.00, prevede una visita guidata al Museo Storico Archeologico, che avrà come elemento centrale la figura di"Un'Augusta Nolana", una donna dai natali nolani che ebbe un ruolo importante rispetto alle sorti dell'impero di Augusto.
La dott.ssa Elisabetta Vitale dell'Associazione Meridies, organizzatrice dell'incontro, dichiara: "Questo evento vuole essere un approfondimento tematico sulla condizione della donna nella controversa età augustea con un particolare riferimento ad una donna che ha fatto dell'impero la sua ragione di vita. Un personaggio poco conosciuto e molte volte ignorato dalla stessa città che le diede i natali, cioè Nola. Il nostro intento è quello di fornire un' ulteriore occasione per esplorare insieme l'altra faccia della storia, quella fatta di passioni, intrighi e punti di vista inesplorati".
La manifestazione dell'8 marzo rappresenta il primo passo di un percorso che intende approfondire la figura di Ottaviano Augusto ed il periodo della storia romana che prende il suo nome.

NOLA: PARTITO IL PRIMO FESTIVAL BRUNIANO “VERITA’ E DISSIMULAZIONE”

fstivalbruniano - manifestoPietro Luciano - 20.02.2014 - Il comune di Nola, l'associazione "Meridies", Universität Kassel, Universitat de Barcelona, University College London, l' Università di Trento, l'Università di Ginevra, Loyola University Maryland e Palacky University Olomouc hanno organizzato la Prima edizione del Festival Bruniano "Verità e dissimulazione" che si tiene a Nola dal 20 al 23 febbraio 2014.
Primo Festival Bruniano - presentazioneQuesto il programma in dettaglio delle attività.
GIOVEDÌ 20
Chiesa dei SS. Apostoli via S. Felice 2 - Inaugurazione del Festival Bruniano
• Ore 19.45 - il prof. Aniello Montano, Università di Salerno e Fondazione Giordano Bruno, Nola, presenta l'evento e porge gli indirizzi di saluto ai partecipanti.
• Ore 20.00 - performance di Tufano dal titolo: Per il "Nolano". Una mostra di Tufano
VENERDÌ 21
Museo Diocesano, via S. Felice - Sala dei Medaglioni
Ore 9.00/12.30 - Convegno internazionale di studi, I sessione, presieduta da Massimiliano Traversino.
• Ore 9.00 - cerimonia in ricordo di Luigi Firpo, maestro agli studi sul Bruno: scopritura di una lapide commemorativa e inaugurazione dei lavori convegnistici.
Indirizzi di saluto: Geremia Biancardi, Sindaco di Nola; Cinzia Trinchese, Assessore ai beni e alle attività culturali; Mons. Beniamino Depalma, Vescovo di Nola.
• Ore 9.30 – Interventi: Anton Schütz, Birkbeck College, University of London, su "Giordano Bruno contro la mediazione"; Barbara Amato, Università di Macerata, su "Camoeracensis Acrotismus"; Paul Richard Blum, Loyola University Maryland e Palacky University Olomouc, su "L'Aristotele dissimulato".
• Ore 12.00 - Discussione
Ore 15.45/17.45 - Convegno internazionale di studi, II sessione, presieduta da Maurizio Cambi. Leonard Meldert. L'ultimo grande maestro fiammingo in Italia. Presentazione dei risultati delle ricerche del Mo Sorini. Introduce: Angelo Amato de Serpis.
• Ore 15.45 Interventi di Aniello Montano, Università di Salerno e Fondazione Giordano Bruno, Nola, su "Elementi di teologia negativa nelle fonti presocratiche di Bruno"; Jean-François Malherbe, Università di Trento, su "Spunti per una riflessione sulla teologia negativa in Bruno attraverso Maestro Eckhart".
• Ore 17.15 - Discussione
Museo Diocesano, via S. Felice – Sala dei Medaglioni
ore 18.00/18.45 - L'arte in quanto atto performativo. Tufano presenta Tufano. Introduce: Angelo Amato de Serpis.
Teatro Umberto, via Giordano Bruno 12 - Candelaio di Giordano Bruno, commedia fastidita in forma di monologo.
Interprete: Angela Antonini; adattamento drammaturgico in forma di monologo: Angela Antonini e Paola Traverso; responsabile della drammaturgia del suono: Paola Traverso.

giordano-brunoSABATO 22
Museo Diocesano, via S. Felice – Sala dei Medaglioni
ore 9.00/12.00 - Convegno internazionale di studi, III sessione, presieduto da Aniello Montano.
• ore 9.00 – Interventi di Maurizio Cambi , Università di Salerno, su "Lullismo e magia negli scritti bruniani"; Elisabeth Blum, Loyola University Maryland e Palacky University Olomouc, su "La religione e la politica nel pensiero di Giordano Bruno"; Angelika Bönker-Vallon, Universität Kassel, su "Figlio del padre Sole e de la Terra madre. Riflessioni sul problema dei pre-adamiti in Giordano Bruno".
• Ore 11.30 - Discussione.
Museo Diocesano, via S. Felice – Sala dei Medaglioni - ore 15.15/18.30
IV sessione: Il candelaio di Giordano Bruno. Presentazione dei risultati delle ricerche di Angela Antonini, Paola Traverso e Leda Di Paolo. Introduce: Michele Napolitano. Presiede: Anton Schütz.
• ore 15.15 – Interventi di Miguel Angel Granada, Universitat de Barcelona, su "De immenso, I, 1-3"; Dilwyn Knox, University College London, su "Immanenza e trascendenza nel dialogo II del De la causa, principio et uno"; Massimiliano Traversino, Birkbeck College, University of London e Università di Trento e Ginevra, su "Il problema della potestas (Dei) absoluta in Giordano Bruno";
• ore 17.45 - Discussione.
• ore 18.15 - Presentazione del progetto "Museo Multimediale Bruniano" e dei progetti editoriali a cura del CRIPT
• ore 18.45 - Annuncio del tema del Festival Bruniano 2015 e conclusione dei lavori convegnistici
Chiesa di Santa Croce, via S. Francesco 192 - ore 21.00 - L'epoca d'oro del cantore al Liuto, Concerto di celebri brani sacri rinascimentali scelti, e villanelle dal repertorio colto di ambiente napoletano di fine Cinquecento .
Interpreti: Simone Sorini: Cantore al liuto (tenore) – Goffredo degli Esposti: sordellina, buttafuoco, flauto-tamburo – Claudia Viviani: percussioni, voce.

DOMENICA 23
Chiusura del Festival Bruniano
• ore 9.00/12.00 - Visita guidata ai musei e monumenti locali a cura dell'Associazione Culturale Meridies.

 

Vanvitelli segreto i suoi pittori da Conca a Giaquinto - la Cathedra Petri

Mostra VanvitelliRenzo De Simone - Caserta – 01.02.2014 - Sarà inaugurata martedì 4 marzo alle ore 16 la mostra Vanvitelli segreto i suoi pittori da Conca a Giaquinto - la Cathedra Petri, ideata da Paola Raffaella David, già Soprintendente BAPSAE di Caserta e Benevento, curata da Vega de Martini e Francesco Petrucci e promossa dal Centro Europeo per il Turismo. L'esposizione, allestita negli Appartamenti storici del Palazzo Reale di Caserta, è incentrata su due aspetti della produzione di Luigi Vanvitelli: "inventore" di opere di arte decorativa e pittore.
Il primo aspetto è rivelato dal Trono di San Pietro, imponente manufatto tardo-barocco in marmo di Carrara a metà strada tra scultura e arte decorativa, ideato da Vanvitelli per la Basilica Vaticana.
Il trono, commissionato da Benedetto XIV nel 1754, venne rifiutato dai canonici della basilica per il carattere esuberante rispetto alla celebre statua bronzea attribuita ad Arnolfo di Cambio.
La mostra espone il suo bellissimo modello in terracotta e stucco dorato conservato presso la Fabbrica di San Pietro.
Nell'ambito della pittura viene esposto per la prima volta il Ritratto di Gaspar van Wittel, il famoso vedutista olandese padre di Luigi Vanvitelli, concesso in prestito dall'Accademia Nazionale di San Luca.
In mostra anche dipinti degli artisti più stimati da Vanvitelli, collaboratori in alcune sue opere: Sebastiano Conca che fu chiamato da Vanvitelli a Napoli per importanti commissioni; Corrado Giaquinto, uno dei massimi pittori del rococò, trasferitosi a Napoli dopo il soggiorno in Spagna come primo pittore di Corte.
Nel filone classicista degli artisti stimati o attivi a fianco di Vanvitelli, vanno annoverati Pompeo Batoni, successore del Conca come caposcuola del 700 romano, e Anton Raphael Mengs, padre del Neoclassicismo.
Tutti questi artisti sono presenti in mostra con varie opere, alcune mai esposte al pubblico italiano, come il Ritratto di Clemente XIII di Mengs, uno dei capolavori della ritrattistica papale, il Ritratto del principe Guglielmo Ruffo in veste di Gran Camerario del Regno di Napoli di Francesco De Mura, tra i pochi artisti napoletani stimati da Vanvitelli, concesso in prestito dal principe Fulco Ruffo di Calabria.
La mostra sarà arricchita dal Ritratto del Vanvitelli di Giacinto Diano, da due frammenti del quadro con la Natività di Sebastiano Conca, distrutto nei bombardamenti subiti durante la seconda guerra mondiale dalla Cappella Palatina della Reggia di Caserta, da una serie di dipinti di de Mura, Batoni, Pozzi, Giaquinto, modelli per gli arazzi che dovevano decorare la camera da letto di Ferdinando IV e Maria Carolina nel Palazzo Reale di Napoli e da una serie di disegni dello stesso Vanvitelli, manufatti del fondo casertano.
Chiude la mostra un singolare Ritratto allegorico di Carlo III di Borbone di Lorenzo Gramiccia, proveniente da Palazzo Chigi in Ariccia.
Un altro aspetto poco considerato, inerente gli interessi culturali del Vanvitelli, è la sua passione e competenza musicale, documentata da alcune lettere provenienti dall'archivio del Palazzo Reale di Caserta; e ancora sarà esposta la "maschera mortuaria" dell'artista, conservata nei depositi della Reggia.
Al vernissage della mostra interverranno Gregorio ANGELINI, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania e Fabrizio VONA Soprintendente per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico per il Polo Museale di Napoli e la Reggia di Caserta.
Vanvitelli segreto i suoi pittori da Conca a Giaquinto, la "Cathedra Petri" sarà visitabile tutti i giorni escluso il martedì negli orari museali (08:30 – 19:30)

Biglietti:: appartamenti storici+ mostra + parco 14 €; appartamenti storici+mostre 11 €; Informazioni Evento:
Data Inizio:04 marzo 2014. Data Fine: 31 ottobre 2014. Prenotazione: Nessuna
Luogo: Caserta, Palazzo Reale
Orario: Tutti i giorni ore 8.30 - 19.30; chiuso Martedì. Telefono: 0823 277111
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: http://www.reggiadicaserta.beniculturali.it/

 

CONVEGNO A SPERONE: IL MAIO, TRA CULTURA MATERIALE, PAESAGGIO, FOLCLORE E FEDE

Servizio di Niam e corredo fotografico del'Archivio del Gruppo Archeologico Avellano e di Bassairpinia.it

LE "VOCI" DEL CONVEGNO SUL MAIO E SULLE VALENZE DEL TERRITORIO

convegno maio-sperone-2Sperone- 17.02.2014 – Prima, il convegno nei locali de L'Incontro, a Baiano, poi quello nel palazzo comunale, a Sperone. Si è chiuso il dittico di analisi e riflessione sul folclore del territorio, di cui è simbolo il maio, il cui ciclo di manifestazioni si apre con le celebrazioni del "Natale piccirillo", il 30 novembre, a Sirignano, per dipanarsi negli eventi del 25 dicembre, a Baiano, e a Mugnano del Cardinale, Avella, Quadrelle, nelle cadenze di gennaio, per concludersi giovedì prossimo, 20 febbraio, appunto a Sperone. Quattro mesi, scanditi dall'"omaggio" reso al maio, quale passaggio dal vecchio al nuovo anno, con spiccate variazioni rituali, ma univoche nella dimensione del culto arboreo in sé, correlato e giustapposto alla religiosità popolare di matrice cattolica ed intrecciandosi con la venerazione devozionale verso i Patroni delle comunità locali, da Sant'Andrea a Santo Stefano, il Levita primo martire della cristianità, da Santa Filomena a San Sebastiano, da San Giovanni Battista a Sant'Elia Profeta.
la-via-de-majDue "momenti" di scoperta e ri-scoperta del vero senso del ciclo folcloristico del territorio, ispirati, anzi imposti, quale indifferibile esigenza di "presa di coscienza" pubblica, dai noti episodi, vissuti drammaticamente da Giuseppe Lippiello e Luciano Corbisiero nel corso delle manifestazioni di Baiano e Mugnano del Cardinale; "momenti", con cui il sodalizio di via Napolitano e le associazioni "Festa del maio" e Zigo-Zago hanno inteso fornire un contributo di conoscenza, per rimuovere i rischi di ... deriva, a cui le celebrazioni sono esposte, se non vengono recuperate nella loro essenzialità e ricondotte nei giusti alvei sia della tradizione che della congrua e coerente innovazione. "Passaggi" coordinati tra loro, per affermare la vivibilità, la sicurezza e la valorizzazione degli eventi, con le significative novità prospettate nel convegno di Sperone, coordinato con incisiva spigliatezza dalla dott.ssa Giusy Avverato, assessore per i beni e le attività culturali; novità, sia per gli approfondimenti sui temi del sincretismo religioso, a cui il maio si rapporta, sia per il progetto del Marchio d'area, di cui proprio la Via dei mai è un elemento di simbolica caratterizzazione nel segno della dimensione storico-archeologica e paesaggistica del territorio, protetto dai Monti Avella e dal Partenio.
convegno maio-sperone-3La memoria. Il valore delle tradizioni è un bene culturale, da tutelare e salvaguardare, ha affermato il sindaco Marco Santo Alaia. E' il valore che identifica la storia delle comunità, con cui se ne salvaguarda il presente e il futuro. L'amministrazione, nella sua piena configurazione e quale espressione dell'intera comunità cittadina, è moralmente impegnata alla promozione e alla conservazione della Festa del maio, per tutto ciò che rappresenta ed é. Un impegno, la cui svolta del 2014 avrà adeguata conferma nel futuro, anche e soprattutto alla luce della sensibilità delle associazioni coinvolte nell'organizzazione della manifestazione, con l'attiva partecipazione delle scuole cittadine. E' un forte segnale,per dare continuità alla Festa.
Folclore e cultura. Piena consonanza nelle riflessioni, dettate dal presidente dell'associazione la "Festa del maio Sant'Elia profeta", Nicola Parente, e dal presidente dell'associazione Zigo-Zago, Carmine Festa; consonanza, per ribadire la portata comunitaria, di cui si carica la simbologia del maio, coniugando tradizione e cultura.
2 - Majo BaianoIl maio baianese. La rappresentazione del folclore del territorio, proposta da Antonio Vecchione, autore di uno specifico saggio monografico di recente pubblicazione, era calibrata sulla storia del maio nel costume della comunità baianese. Una ri-visitazione, per far risaltare la socialità e la popolarità dell'evento, il cui spirito va conservato ed efficacemente valorizzato nel susseguirsi delle generazioni.
L'albero e la cultura del paesaggio. La simbologia del maio si collega certamente con la cultura materiale del territorio e del sistema economico, di cui da sempre il patrimonio dei boschi dei Monti Avella e del Partenio è stato l'alfa e l'omega fino agli anni '50 del secolo scorso. Un'autentica filiera produttiva e industriale, con efficienti siti di stoccaggio, fino alla lavorazione del legno di faggi, abeti, pini e ciliegi, con un artigianato di qualità, per non dire delle "compagnie" dei mannesi\boscaioli, lavoratori non solo dei boschi nostrani, ma anche in quelli della Grande Sila, in Calabria, o in terra di Sardegna, dove l'attività dei "tagli" si protraeva fino a sei mesi all'anno. E' la simbologia, spiegava Gianni Amodeo, la cui attualizzazione va tradotta nella pratica della cultura dell'ambiente e della tutela del paesaggio naturale, troppo spesso e frequentemente aggredito dalla mano dell'uomo. Di questa prospettiva, il maio può e deve essere un significativo messaggero, senza mummificare la tradizione, considerando l'albero, espressione di vita e di quella verticalità valoriale, che unisce la terra al cielo. Un recupero del senso più profondo dei valori della naturalità e del rapporto dell'uomo con la terra, mentre le aree montane, con borghi, villaggi e paesini, fino a qualche decennio fa sentinelle delle culture e della tutela dei territori, si spopolano e desertificano. Un processo irreversibile, che va dalle aree alpine alla dorsale appenninica e sub-appenninica.
La festa nella Valle dellantico Clanio1 291x400Il sacro rivelato dal profano. Le manifestazioni e le tradizioni popolari, evidenziava Nicola Montanile, anche quando sono connotate da marcate matrici laiche, lontane da concezioni religiose, quali ne siano i profili dottrinari, generalmente, assumono la funzione di veicolare elementi di religiosità. E' la concezione della ierofania, che così emerge. La stessa Chiesa le recepisce per i valori di aggregazione comunitaria che costituiscono. E su questa traccia Montanile con la solita verve sciorinava una serie di aneddoti, che segnano i legami tra Santi, miti, leggende ed il vissuto delle comunità del territorio.
Maio e territorio per il marchio d'area. La valorizzazione del maio e del connesso ciclo di Feste, con cui vive e si caratterizza il territorio, passa attraverso iniziative mirate. E tra queste spicca il progetto della Via dei mai, presentato lo scorso novembre alla vetrina internazionale della Borsa-Mediterranea del Turismo Archeologico, a Paestum, con importanti riconoscimenti e consensi degli operatori presenti, per lo più asiatici, statunitensi e tedeschi; progetto, illustrato da Pietro Luciano, direttore del Gruppo archeologico "Amedeo Maiuri". Nelle coordinate del progetto, chiariva Luciano, si saldano i potenziali e notevoli attrattori del territorio, il cui asse portante è costituito dal patrimonio archeologico di Avella e dall'intero assetto paesaggistico dei sei Comuni dell'istituenda Unione del Baianese e dell'Alto Clanis. Un asse robusto, come dimostra l'inserimento di Avella e dell'area di riferimento negli itinerari del "Grand tour", che rientra nei progetti di valorizzazione territoriale, messi a punto e finanziati dalla Regione-Campania; itinerari, già presentati a Londra e che avranno la loro "vetrina" ad Expò 2015, a Milano.
Paestum 2013 - stand Gruppi Archeologici 1L'illustrazione del progetto, attraverso una scelta sequenza di slides, era presentata dalla dott.ssa Carmen Loiola, specializzata in Marketing turistico. Una bella e variegata rappresentazione delle eccellenze paesaggistiche e delle tipicità colturali del territorio; eccellenze, destinate ad essere parte integrante, evidenziava la dott.ssa Loiola, del Distretto turistico irpino-sannita, la cui istituzione è in itinere. Eccellenze di naturalità e bellezza. Uno scenario, per il quale Maio diventa parte centrale del logo del Marchio d'area, per il cui riconoscimento il carico d'impegno e di responsabilità spetta alle istituzioni locali e all'assetto delle associazioni operanti sul territorio con le insegne dell'impegno civico.

LE "RAGIONI" DELLA CHIESA TRA FEDE E RELIGIONE NELL'INTERVENTO DI DON ANIELLO TORTORA

don Aniello TortoraIl discernimento alimenta e nutre la conoscenza, filtrando e sedimentando le distinzioni, con cui si connotano e rincorrono, come in un caleidoscopio, i molteplici profili della realtà, che s'intende porre sotto la lente d'ingrandimento, per coglierne i significati. E don Aniello Tortora, animatore dell'Ufficio della pastorale della diocesi di Nola per la pace, la giustizia e la salvaguardia del Creato, se n'è avvalso in modo proficuo ed incisivo, nel focalizzare, alla luce della visione cristiana, le connessioni che corrono tra la religione, intesa in senso lato, e le manifestazioni del folclore popolare; manifestazioni, che, nei territori e nelle usanze delle comunità del mondo cristiano, l'immaginario collettivo rapporta alle figure dei Santi, che per l'esemplarità di vita e per la testimonianza concreta della pratica dei valori del Vangelo la Chiesa cattolica innalza agli onori degli altari e che la tradizione spesso avvolge in aloni di leggenda e di mitografia.
Lo ha fatto, a suggello del pubblico convegno, svoltosi nella sala consiliare del palazzo municipale di Sperone, incentrato sul tema "Il maio, simbolo del culto arboreo e della valorizzazione del territorio. La tradizione popolare e gli aspetti del sincretismo religioso". Un intervento di chiarificazione a tutt'arco, quello di don Aniello Tortora, per ancorare su un versante la religione, le ritualità, le pratiche di religiosità devozionale, vissute come "routine" , e su un altro versante ben definito la fede. Una distinzione, per sottolineare che la religione, sotto tutte le latitudini e in ogni tempo, nel rendersi istituzione sociale è stata- ed è- fonte di potere, per se stessa, nel segno dei politeismi, dei fondamentalismi e degli assolutismi teocratici, o si è resa- e si rende- supporto del potere, quale religione di Stato; ed è la stessa religione, la cui carica d'alienazione annulla la dignità della condizione umana. Una fuga della mente e del sentimento nelle avvolgenti vertigini dell'irreale. Ed è il modello di quella religione, non a caso, definita " l'oppio dei popoli", che ottenebra ed offusca la razionalità e, magari, serve a scatenare "guerre di religione", che hanno mascherato- e mascherano- soltanto ed esclusivamente guerre di conquista e di dominio, come l'analisi storiografica soprattutto dei secoli passati avvalora ed attesta compiutamente.
convegno maio-sperone -1La fede è ben "altro" nella proiezione della trascendenza, pervasa e sorretta dalla concezione cristiana. La sua strada è tracciata- evidenziava Tortora- dal valore della carità, che ri-capitola e dispiega i principi della pace, della giustizia e della convivenza tra uomini e popoli nella libertà, secondo l'insegnamento dell'angelo. Un piano di vita e di condizione esistenziale ben impegnativo da praticare. " Così può accadere che ci si professi cristiani, senza esserlo affatto negli atti e negli stili di vita". E, calibrando il radar della riflessione sull'attualità sociale dei nostri giorni, don Aniello Tortora fissava i molteplici fenomeni di a-socialità e di a-moralità, da cui è attraversata e che contrastano nettamente e radicalmente con la visione cristiana della vita; e sono i fenomeni della pervasiva presenza della criminalità ambientale, della criminalità economica e finanziaria, coessenziali alla criminalità organizzata, ma anche della pratica clientelare ed assistenzialistica con cui si saccheggiano i beni e le risorse pubbliche, per non dire del malcostume della "raccomandazione", degli addentellati del familismo e via proseguendo. Sono fenomeni, che, innervando e segnando capillarmente il contesto sociale, lo rendono se non estraneo, certamente lontano dal senso cristiano della vita. Un'estraneità ed una lontananza, fatte di persone, in carne ed ossa, e non certo costituite da alieni, provenienti da Marte.
Alcuni lavori dei ragazziLe festività e manifestazioni folcloristiche, in questo scenario, vanno vissute come lievito di con-vivialità e di spirito comunitario. E' la prospettiva, per la quale è necessario garantirne l'autenticità popolare, depurandole da fattori ed elementi di contaminazione impropri e falsi, così come dettano gli orientamenti dello specifico documento, diffuso qualche anno fa dalla Conferenza episcopale della Campania; orientamenti, per i quali le festività e le manifestazioni folcloristiche che la cultura popolare ri-conduce alle testimonianze della cristianità vanno recuperate alle loro valenze originarie, prefigurando per i Comitati organizzatori stringenti e vincolanti disposizioni in materia di trasparenza e di controlli in materia contabile, per le sottoscrizioni dedicate alla raccolta di fondi.
Una scelta di campo netta, maturata anche sulla traccia di situazioni anomale, che si sono venute consolidando negli anni, trasformando le festività e le manifestazioni in "fabbriche" di... consenso per clan di camorra, in qualche caso per i politici, procacciamento d'affari, ma anche occasioni per spreco di denaro, schiaffo al buon senso e alle difficoltà che vivono tante famiglie, uomini,donne e giovani per la marginalità generata soprattutto dalla crisi di questi anni. Come per dire che festività e manifestazioni, se canalizzate nell'alveo della cultura religiosa di segno cristiano, non possono essere scisse dai valori della fede e del Vangelo, che hanno carattere primario. Un punto fermo nel più articolato quadro del progetto di evangelizzazione, per il quale non contano le apparenze e le formali convenzioni osservate per l'ipocrita ed ingannevole "bella immagine di sé", quanto e piuttosto la sostanza dei contenuti comportamentali e delle scelte chiare e nette.

 

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