Manifestazioni del Gruppo Archeologico “Terramare 3000” per ricostruire l’atmosfera del villaggio preistorico dei Sarrasti

Poesie, musica e danze per ricostruire l'atmosfera del villaggio preistorico dei Sarrasti, l'antico popolo che ha abitato le sponde del fiume Sarno e probabilmente si è insediato nel sito protostorico della Longola, a Poggiomarino.

Percorsi fluviali a LongolaPietro Luciano - 11.06.2014 - Una prima manifestazione, organizzata dal Gruppo Archeologico "Terramare 3000", che gestisce il percorso archeo-fluviale attiguo agli scavi della Longola, si è tenuta domenica 8 giugno, a partire dalle 18.00, proprio sull'area del lungo fiume.
C'è stata, come previsto, una recitazione di versi e uno spettacolo curato dalla Scuola di danza "Tersicore" di Marano, diretta da Tiziana Lanzaro con la partecipazione dell'attore Zeus Cassese. Nel corso della serata, ci sono stati anche i percorsi di luce sull'area fluviale con l'esibizione di Peppe Caldiero, che ha navigato lungo il fiume col lontro, l'antica imbarcazione che veniva usata dai contadini che avevano le campagne vicino al Sarno.
Linda SolinoIl Gruppo "Terramare 3000", inoltre, il 12 giugno, alle 18.00, in piazza De Marinis presenterà anche il libro di Linda Solino "Longola e i Sarrasti nella Valle del Sarno". La pubblicazione è stata resa possibile da Fondazione con il Sud, nell'ambito del Progetto "Cool-Tour in Valle...", realizzato in rete fra le associazioni: "Terramare 3000", "La Quercia", "Crystal", "La Sveglia", "Amici del Sarno".
Alla presentazione parteciperanno, la prof.ssa Carmela Filosa e il direttore regionale dei Gruppi Archeologici della Campania, ing. Luigi Sorrentino. Linda Solino ha anche curato la raccolta di poesie che saranno lette nella serata di domenica.
"Dopo i laboratori nelle scuole di Poggiomarino, Sarno e San Valentino e la caccia al tesoro con gli studenti, rappresentato dall'arte e dalla storia della Valle, si tratta di due nuove occasioni per riflettere sulla storia in maniera più piacevole", ha chiarito Linda Solino.

 

“AGGIO SCRITTO PE’ TTE”: LA POESIA DELLE CANZONI NELLA TRADIZIONE POPOLARE DEI GIGLI DI NOLA

Folta e bella partecipazione di pubblico nella chiesa-agorà dei Santi Apostoli per la presentazione della silloge, che raccoglie i testi delle composizioni liriche, con cui Nino Cesarano ha "vissuto", rappresentato e cantato la Festa eterna per quarant'anni. Un atto d'amore per la città e per un percorso, che continua. Il lieto omaggio dell'Orchestra, diretta dal figlio Pino, con la corona delle gradevoli e applaudite esibizioni dei cantanti-giglianti più rinomati, tra cui Tino Simonetti, Carmine e Felice Parisi, Raffaele Caccavale


libro-cesarano 500x267Niam - 05-06.2014 - E' variegato e ricco, per la qualità e la numerosa consistenza dei testi disponibili, il patrimonio delle canzoni e della musica dei Gigli. Un patrimonio formatosi nella lunga durata degli anni, grazie all'opera di catalogazione finora compiuta, relativa alla produzione di un secolo circa, e costitutivo di quel mirabolante caleidoscopio di sentimenti, emozioni e idealità, con cui i poeti, i parolieri e i compositori degli adattamenti musicali hanno rappresentato e interpretato nel fluire della storia, l'anima della città, dandole voce con l'armonia delle sonorità, le gioiose tonalità di canti e ritornelli, con il contrappunto di orecchiabili "marcette". Un gradevole compendio di autentici inni alla vita e alla luce della speranza, che le dà senso.
E sono proprio i canzonieri - degni, ovviamente, di essere definiti tali - che, nei linguaggi d'intensa espressività e senza nulla concedere al manierismo letterario, ravvivano, di anno in anno, le mutevoli scenografie in cartapesta, con cui si connotano gli otto Gigli e l'agile Barca; scenografie a tema, dall'attualità sociale e politica alle questioni di costume civile, che forniscono le chiavi di "lettura" diretta ed immediata dello spirito della comunità cittadina, nei suoi tratti più originari e nell'identità di cristallina popolarità. E' davvero un racconto straordinario, in prevalente vernacolo napoletano, e di com-partecipazione a più voci, quello che si dispiega nei canzonieri, segnando la fusione delle immagini versificate e dei ritmi delle note in pentagramma, la cui potenza evocativa ed emotiva raggiunge l'apice nei cori.
Ballata dei gigliE' un racconto en plein air, che corre nelle elettrizzanti e spettacolari fasi della processione e della ballata dei Gigli lungo le strade del centro antico della città, trasformate nelle quinte di uno splendido palcoscenico di teatro, in cui tutti sono attori e... giglianti. E' la rappresentazione, che coinvolge l'intera città, con un'unica, virtuale regia senza copione, nella quale s'innervano e coesistono come per incanto le regie, parimenti non scritte, dei singoli pinnacoli, simbolici portatori della propria spettacolare e variopinta "Festa", con le paranze e le "comunità" delle antiche Corporazioni, che vi si riconoscono; tasselli, che variano nelle forme e nei linguaggi, formando il mosaico vivo della Festa eterna. Ed è il composito mosaico, che, con i pinnacoli allineati e svettanti nei loro venticinque metri d'altezza, si può ammirare il giorno successivo alle ... frenetiche "fatiche" della processione e della ballata, nella quiete di piazza Duomo.
In un così vasto patrimonio canoro e musicale della Festa eterna, un interessante capitolo è formato dalla produzione in versi di Nino Cesarano, nel cui "vissuto", specie degli anni giovanili, figurano anche la partecipazione alle compagnie teatrali da strada, le esperienze di presentatore e interprete nelle "posteggie" e nelle"sceneggiate", oltre che la scrittura di commedie e testi di "sceneggiate": un "vissuto" ... combinato di napoletanità e nolanità, per dir così. E, quello delle poesie\ canzoni di Nino Cesarano , è un capitolo che copre già l'arco temporale dal 1974 al 2014, con ... tante altre pagine ancora da comporre.
nino-cesaranoSono circa 250 testi, che inneggiano a San Paolino e alla fede religiosa, alla città, ai Gigli e alla Festa eterna, che compongono la silloge, che si fregia del titolo ben espressivo " Aggio scritto pe' tte", con sotto titolo "Quarant'anni di canzoni, poesie, frammenti" e pubblicata in elegante e bella veste tipografica dalla Tavolario Stampa. La silloge, tripartita nei testi delle canzoni dell'alzata, delle canzoni melodiche e delle "marcette", è stata presentata nella chiesa-agorà dei Santi Apostoli, letteralmente gremita dal pubblico delle occasioni speciali e dalla larga schiera di estimatori della "poesia gigliante", di cui è espressione Nino Cesarano, sulle tracce di autori, che hanno impreziosito con le loro composizioni liriche i "Giugni nolani" dal '900 fino ai nostri giorni, tra cui spiccano Iorio, Masucci, Patanella, Vincenti, Scotti, La Rocca, Vallone, Esposito,Natalizio e Basile.
A dipanare il filo musicale e canoro della presentazione, l'Orchestra di Pino Cesarano, figlio di Nino, e le voci dei giglianti per antonomasia, Carmine e Felice Parisi, Raffaele Caccavale, Salvatore Minieri, Tino Simonetti, Tonino Giuliano e Marilena Mirra. Un omaggio alla liricità espressiva dei testi di Cesarano, con gli arrangiamenti della vera e buona musica dei Gigli. Un'operazione culturale, in cui è attivamente impegnato, Pino Cesarano, con lavoro metodico e paziente, senza indulgere alle contaminazioni del tutto improprie, come quelle derivate dal jazz e che negli ultimi anni hanno alterato la tradizione della Festa eterna. "Le contaminazioni- spiega il giovane compositore- espressive di diverse tradizioni e sensibilità non vanno respinte a priori per se stesse.E', invece, necessario e opportuno vagliarne le possibilità di interazione e d'integrazione con i registri, su cui s'innestano, evitando forzature e superficialità, che non rendono un buon servizio alla cultura musicale".
E se per Pino il rispetto dei canoni della vera musica popolare dei Gigli, è un obbligo di caratura artistica e professionale, che non si può né deve disattendere, per Mario, altro figlio di Nino Cesarano, compositore di bella verve ed archeologo di professione, la poesia dei Gigli e Nola formano una combinazione inscindibile, nelle dinamiche della Festa eterna. Un binomio, che celebra l'arte nelle sue multiformi rappresentazioni.
Roberto De SimoneDi rilievo, su queste scie, sono pregnanti le riflessioni, dettate da Roberto De Simone nella prefazione della silloge"...."E' chiaro che per leggere lucidamente queste produzioni poetiche, occorre prescindere dagli aspetti letterari e dalle tematiche degli argomenti, che si riferiscono pedissequamente all'amore, all'esaltazione provinciale del sentimento festivo, al "panegerismo" celebrativo dei maestri di festa, a tutti quegli elementi folcloristici di una paccottiglia di stanco ricalco contenutistico, che ha determinato l'estinzione storica della stessa canzone napoletana, a confronto della quale la tradizione nolana risulta tuttora viva, perché sostenuta da autentici valori collettivi, al di là del chiacchiericcio dialettale o del velleitarismo pseudo artistico ..... La pubblicazione di Cesarano costituisce una illuminante indagine retrospettiva per quel che riguarda il rapporto strutturale tra musica e gestualità coreutica dei giglianti nelle varie fasi delle macchine votive in movimento....".
Dal giudizio del grande musicologo a quello di Vanda Ambrosio, che della poesia e della classica musica dei Gigli è profonda conoscitrice.".... A voler esemplificare - scrive nella nota d'introduzione -- s'intravede ( nei testi) una tipologia compositiva, che configura la significante ricchezza delle figure retoriche: metonimie, ossimori, allegorie, similitudini, iperboli,trasfigurazioni estemporanee di idealità festaiole, per cantare la Festa, San Paolino, la cui devozione è palese. Il verso poetico dialettale, in particolare quello a presa diretta, è spontaneo, si manifesta in risonanza intima, purificando gli spessori densi. In realtà, in Nino Cesarano, pur nella materia veristica della città, della Festa o delle suggestioni, che tanto lo còlgono vibra il ricordo: "Vurrìa turnà guaglione 'n'ata vota\ pe' me 'ncuntrà 'nzieme 'e 'cumpagne mieje\sott'a 'nu giglio cu' varre e varrielle\ pe' me truvà felice 'nzieme a tte..." E il tte è la metafora onnicomprensiva del mondo degli affetti dell'autore.

Presentata a Napoli la XIX edizione del Premio Cimitile, che si tiene dal 14 al 21 giugno “Tra Ager Nolanus e Valle del Clanis”

logoPietro Luciano – 02.06.2014 - Presentato a Napoli, lo scorso 29 maggio, presso la Sala Giunta della Regione Campania, la XIX edizione della Rassegna letteraria nazionale "Premio Cimitile", manifestazione che si svolgerà dal 14 al 21 giugno. Presenti all'incontro la Fondazione Premio Cimitile con tutti i soci fondatori: Regione Campania, Provincia di Napoli, Comune di Cimitile, Associazione Obiettivo III Millennio.
L'iniziativa, Sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica,vanta autorevoli patrocini: Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali, Regione Campania, Provincia di Napoli, Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Napoli, Curia Vescovile della Diocesi di Nola, Ordine dei Giornalisti della Campania.
presentazione Premio Cimitile 2014La diciannovesima edizione si avvale anche del sostegno della Camera di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura di Napoli, del Pastificio Ferrara, di Provvisiero import export prodotti ortofrutticoli e di Tavolario Stampa.
L'edizione di quest'anno è stata realizzata grazie ai fondi POR- FESR 2007-2013 Campania - Obiettivo Operativo 1.12, e sancisce ancora una volta la forte collaborazione tra il Premio e Guida Editore, connubio grazie al quale da anni si punta a premiare e rendere protagonisti alcune tra le migliori firme del giornalismo e della letteratura italiana, anche e soprattutto gli inediti, scoprendo nuovi scrittori e ponendoli all'attenzione del panorama nazionale.
Location suggestiva rimane quella rappresentata dal Complesso Basilicale Paleocristiano di Cimitile, uno degli esempi più affascinanti di arte paleocristiana in Italia, valore aggiunto ad una manifestazione già di per sé di gran pregio. Ma la novità di quest'anno è che il Premio Cimitile sarà itinerante: "Tra Ager Nolanus e Valle del Clanis, Archeologia, Arte e Letteratura". Avella, Carbonara di Nola, Casamarciano, Comiziano, Lauro, Liveri, San Paolo Belsito sono i Comuni che hanno firmato il protocollo di intesa.
manifesto - premiocimitile2014 - Copia 337x500Il territorio si racconta, le risorse, gli uomini del Meridione si interrogano sulle proprie condizioni, sulle luci ed ombre della nostra realtà sociale, sulle soluzioni per dare un futuro migliore alla prossime generazioni, con la cultura, per la cultura.
La settimana di arte, cultura, religione, storia, riscoperta del patrimonio pubblico sarà ancora una volta densa di eventi, mostre d'arte, letteratura, convegni internazionali di studi, spettacoli, musica, teatro, momenti di riflessione, itinerari turistici.
Ad inaugurare la rassegna, sabato 14 giugno, la mostra "La luce e l'icona. Arte paleocristiana e arte contemporanea nel segno del sacro", curata dal prof. Lorenzo Canova, che aprirà la kermesse letteraria con la presentazione del libro "Non aspettiamo l'apocalisse" di Maurizio Patriciello e Marco Demarco – Ed. Rizzoli.
Culminerà con la serata finale di premiazione e la consegna dei campanili d'argento ai vincitori della XIX edizione del Premio.
Il Comitato scientifico, presieduto da Ermanno Corsi, ha selezionato così i vincitori della XIX edizione, a cui sarà consegnato il "Campanile d'argento", opera raffigurante il primo campanile della cristianità, quello delle Basiliche Paleocristiane di Cimitile:
Sezione I: Migliore opera inedita del genere narrativo - Barbara Miceli: "Un cuore", edito da "Guida" di Napoli.
Sezione II: Migliore opera edita di narrativa - Bruno Arpaia: "Prima della battaglia", edito da Mondadori
Sezione III: Migliore opera edita di attualità - Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo: "Se muore il Sud", edito da Feltrinelli.
Sezione IV: Migliore opera edita di saggistica - Paolo Mieli: "I conti con la storia", edito da Rizzoli.
Sezione V: Migliore opera edita archeologia e cultura artistica in età Paleocristiana e Altomedievale - Giovanna Ferri: "I mosaici del battistero di San Giovanni in Fonte a Napoli", Tau Editrice
Premio Giornalismo "Antonio Ravel" a Mario Orfeo.
Premio Speciale a Franco Roberti.

PADUA SHAKESPEARE FESTIVAL: Dal ciclo di conferenze sul lavoro e le opere del Bardo agli spettacoli frutto dei laboratori teatrali

Tra i temi: il concetto di "nazione", le città venete, i modelli femminili, Shakespeare nel cinema e.... nei graffiti. I laboratori teatrali degli alunni di diversi Istituti del territorio e degli studenti universitari.

logo paduashakespearePadova, 03 giugno 2014 – Si è aperto mercoledì 4 giugno con un ciclo di conferenze il "Padua Shakespeare Festival", che da fine maggio ai primi di luglio celebrerà a Padova il 450° anniversario della nascita del poeta e drammaturgo inglese. L'iniziativa è promossa e organizzata da Teatro popolare di ricerca-Centro universitario teatrale (TPR-CUT) e dall'Università degli Studi di Padova (Dipartimento di Studi linguistici e letterari e Centro Linguistico di ateneo), in collaborazione con associazione Iasems (Italian Association of Shakespearean and Early modern studies) e Teatro Boxer, all'interno del progetto "Cantieri teatrali urbani", tra i vincitori del bando "Culturalmente 2013" della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.
Sette gli appuntamenti, sempre alle 18 presso palazzo del Bo (aula Mocenigo e Gabbin) dedicati ai temi legati al lavoro e alle opere del Bardo. Ad aprire il calendario, mercoledì 4 giugno Rocco Coronato, docente di Letteratura inglese dell'Università di Padova, con una conferenza dal titolo "Shakespeare, Padova, i pedanti, i travestiti": è emerso come Padova nella concezione shakespeariana non sia solo "culla delle arti", ma anche la sede di un confronto tra la pedanteria che tramortisce la vita e i travestimenti del teatro, grazie ai quali si giunge alla vera sapienza.
Si è proseguito giovedì 5 giugno con Gigi Dall'Aglio, regista di spicco della scena italiana e docente alla facoltà Design e Arti dello IUAV di Venezia. In "Shakespearereading", una vera e propria lezione-spettacolo, in cui il regista ha letto i testi del poeta inglese, offrendo una panoramica dei diversi linguaggi e interpretazioni possibili per il teatro e il cinema. Si è proseguito venerdì 6 giugno con Paola degli Esposti, docente di Teoriche delle arti performative dell'Università di Padova:"Shakespeare e il teatro ottocentesco inglese",per indagare l'eredità lasciata dal poeta al teatro dei secoli seguenti.
Lunedì 9 giugno Shaul Bassi, professore associato di Lingua e letteratura inglese dell'Università di Venezia, si è concentrato sul tema "Shakespeare a Venezia: realtà e immaginazione"; martedì 10 giugno "Shakespeare e il concetto di nazione inglese", conferenza di Alessandra Petrina, docente di Letteratura inglese dell'Università di Padova, che ha spiegato come sia cambiato il concetto di "nazione" in Inghilterra dopo il Bardo. E ancora, mercoledì 11 giugno Laura Tosi, professore associato di Letteratura inglese presso l'Università Ca' Foscari di Venezia con "Shakespeare per le ragazze, tra riscrittura e invenzione": un'analisi della ricca tradizione di riscritture ottocentesche in prosa delle opere shakespeariane, destinate ai ragazzi e in particolare alle ragazze.
Infine, a concludere il ciclo giovedì 12 giugno, Cristina Cavecchi, docente di Storia del teatro inglese all'Università di Milano:"Taggare il Bardo: Shakespeare e i graffiti", un breve viaggio nel mondo della street art alla ricerca di tracce shakespeariane e alla scoperta di come teatro, cinema, pubblicità e arte ricorrano alla pratica del graffito per rileggere l'opera del drammaturgo inglese rendendolo "cool".

laboratorio teatroOltre alle conferenze, il "Padua Shakespeare Festival" ha visto in programma in parallelo, da giovedì 5 giugno fino a sabato 5 luglio, gli spettacoli frutto dei laboratori teatrali degli alunni di diversi istituti del territorio e studenti universitari, che hanno lavorato su alcune opere shakespeariane, rivisitandole, aggiornandole, reinterpretandole: il risultato è un teatro shakespeariano reso nuovamente vivo e attuale dallo sguardo e dalla lettura dei ragazzi e dei giovani.
Sono stati i trenta giovani studenti dell'Istituto superiore "Pietro Scalcerle" a calcare per primi il palco del "Padua Shakespeare Festival": in scena, giovedì 5 giugno, presso il teatro del collegio don Mazza (via Savonarola 176) "Amleto", spettacolo frutto del laboratorio teatrale curato da Pierantonio Rizzato che li ha visti impegnati durante l'anno.
Duecentocinquanta gli alunni di diversi istituti del territorio e gli studenti universitari (pure da Europa, Cina e Brasile) coinvolti negli scorsi mesi in laboratori teatrali che si sono concentrati su undici opere del poeta inglese, anche nella rielaborazione fattane da altri autori, rivisitate, aggiornate, reinterpretate con il contributo dei ragazzi: tra scoperta e studio dei testi, esercizi d'improvvisazione, giochi di contatto fedele o di invenzione creativa rispetto all'originale.
Così l'"Amleto" dei ragazzi dello Scalcerle è stata una libera interpretazione, in chiave ironica e a tratti parodica, del principe di "Dubbiolandia", impersonato da due interpreti, uno maschile e uno femminile, in un gioco continuo tra cinema e teatro con tratti di malinconia e drammaticità.
E' toccato, poi, a "Sogno di mezza estate" andare in scena al teatro del collegio Mazza lunedì 9 giugno, con i quindici ragazzi (dagli 11 ai 16 anni) di MDF Academy, diretti da Gabriella Conardi in un adattamento di Alessandra Bertocco.
lab tpr scuola gazzo padovano - CopiaGiovedì 12 giugno è stata la volta dei venti studenti della scuola media "Tintoretto" di Gazzo Padovano, che hanno creato parte della drammaturgia dell'opera reinventandone le battute e giocando sui rapporti tra i protagonisti. Lo spettacolo, dal laboratorio curato da Pierantonio Rizzato, è quindi filtrato dagli occhi dei giovani che, grazie alla loro spontaneità, riescono a rendere viva e attuale la storia ricca di amore, avventura e magia.
Infine, i trenta ragazzi del liceo scientifico "Enrico Fermi" chiuderanno il calendario degli spettacoli delle scuole mercoledì 18 giugno, alle 21.30 a palazzo Zuckermann, con "La Tempesta", dal laboratorio curato dall'attore e regista Andrea Pennacchi: uno spettacolo originale, dai tratti ironici e ricco di giochi scenici.
Saranno poi i giovani universitari da venerdì 20 giugno a sabato 5 luglio, sempre alle 21.30, a salire sul palco a palazzo Zuckermann e al bastione Santa Croce. In programma anche due appuntamenti che vedono in scena artisti professionisti: domenica 22 giugno Andrea Pennacchi e il musicista Giorgio Gobbo in "Chimes at midnight", a Palazzo Zuckermann, e sabato 5 luglio al bastione Santa Croce l'attore inglese James Folan in "Dark matter: interpreting the sonnets".

Per ulteriori nformazioni sul programma: www.teatropopolare.org, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Arte ritrovata tra Capua e Paestum, 500 reperti in mostra “Immaginando Città”

Museo archeologico antica CapuaPietro Luciano - 20.05.2014 - Sarà inaugurata il 21 e il 29 maggio, rispettivamente a Santa Maria Capua Vetere, presso il Museo dell'antica Capua, e agli Scavi di Paestum, la mostra "Immaginando Città. Racconti di fondazioni mitiche, forma e funzioni delle città campane", evento organizzato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta, nell'ambito dell'omonimo Progetto cofinanziato dalla Regione Campania con Fondi Por-Fesr.
Un allestimento innovativo che si snoda lungo due percorsi di conoscenza: la città moderna che insiste direttamente sui resti antichi, come nel caso di Capua-Santa Maria Capua Vetere, e le città antiche che non hanno avuto continuità di vita sullo stesso sito, come Posidonia/Paestum-Capaccio.
Museo di PaestumL'evento riguarderà anche Napoli con l'esposizione di materiali provenienti dagli scavi più recenti della Metropolitana e dei lavori effettuati per la realizzazione dell'Alta velocità ed è stato presentato nell corso della mattinata del 14 maggio al Caffè Gambrinus di Napolil, alla presenza dell'assessore regionale ai Beni Culturali della Regione Campania, Pasquale Sommese, il quale illustra così gli obiettivi del progetto pilota: "Il fine ultimo di questa iniziativa, che la Regione finanzia, è la creazione di un sistema di valorizzazione e promozione del patrimonio artistico. Bellezze archeologiche e paesaggistiche, arte, grandi eventi devono fare parte di un unico contenitore con lo scopo di far conoscere all'esterno una sorta di sistema Campania". "Su questo aspetto insisto Pasquale Sommese 3particolarmente aggiunge Sommeseperché ritengo necessaria la collaborazione tra istituzioni, al fine di raggiungere un obiettivo comune, che è quello della crescita complessiva della nostra regione".
"Ognuno - continua l'assessore - deve fare la propria parte: la Regione programma e non è solo ente finanziatore, il Comune garantisce il decoro della città, l'accoglienza e la sicurezza, la Soprintendenza accompagna questi processi affinché vengano ultimati nel migliore dei modi. Per far crescere il sistema tutti, dagli Ept alle Camere di Commercio al Comune e alla Regione devono remare nella stessa direzione".
Adele CampanelliPer Adele Campanelli, soprintendente per i beni archeologici di Salerno, Benevento, Avellino e Caserta, "... una terra come la Campania può raccontare storie fantastiche in maniera del tutto innovativa. Con questo progetto prendiamo dei reperti archeologici, alcuni esposti per la prima volta, e offriamo loro l'occasione di non essere dimenticati. Così come vogliamo mettere in risalto, attraverso il racconto e la valorizzazione di questi beni, l'enorme lavoro realizzato da quegli studiosi, ai quali viene affidata la missione di tramandare la storia. Quello che vogliamo fare, a conclusione del progetto, è dare ai visitatori un motivo di interesse per apprendere la storia che non conoscono. Qui da noi la gente va a vedere i siti archeologici non perché glielo insegnano a scuola, come accade in Inghilterra, ma per interesse verso una storia, un racconto, una novità. E noi, con Immaginando le Città, diamo risposta a questa esigenza".
Gregorio AngeliniL'obiettivo viene rimarcato anche da Gregorio Angelini, direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici della Campania. "il visitatore, attraverso questo viaggio nella storia delle città, potrà avere una percezione viva di quello che sentirà e vedrà. Raccontare la nascita e l'evoluzione di siti come Capua, Cuma e Paestum è un modo per coinvolgere direttamente il visitatore in questo lungo e affascinante viaggio. Per noi, inoltre, si tratta di un esperimento da replicare per poter valorizzare adeguatamente l'enorme patrimonio culturale della Campania".
francesco siranoFrancesco Sirano, responsabile unico del progetto e responsabile ufficio Beni Archeologici di Santa Maria Capua Vetere, fornisce i dati dell'iniziativa. "Grazie ai fondi stanziati dalla Regione Campania dice – mettiamo in scena un bagaglio di conoscenze sviluppato negli ultimi 60 anni. Con il contributo di Carlo Rescigno, co-autore del progetto, realizziamo un percorso che va dalla preistoria fino ai giorni nostri, presentiamo 500 reperti dislocati in 16 diverse sale espositive, offriamo ai visitatori la possibilità di entrare nella storia e sentirla raccontare come se stesse accadendo in quel momento. Fin qui, con questo progetto, siamo riusciti ad aumentare la vendita dei biglietti del 50 per cento".

Paestum - scaviPrimo evento: Mostra sui miti di fondazione e sulle città greche della Campania nel Museo Archeologico di Paestum con rimandi al Museo Narrante di Hera alla Foce del Sele, al Parco archeologico di Paestum e al Parco archeologico di Velia.
Capua -.immaginandocittaSecondo evento: Mostra sulle città etrusche ed italiche della Campania antica nel Museo Archeologico di Santa Maria Capua Vetere, con il coinvolgimento dei seguenti centri: Nola, Nocera, Santa Maria Capua Vetere, Maddaloni, Comuni Atellani, Calvi Risorta, Sessa Aurunca, Teano.

Il Programma prevede: Un ciclo di conferenze su "Le Città Campane itineranti" e seminari scientifici di approfondimento; una mostra interattiva (visione virtuale) IMMAGINANDO CITTA'. Racconti di fondazioni mitiche, forma e funzioni delle città campane suddivisa in due sezioni principali: Paestum: Le colonie greche, Aerofoto hera argivapresso il Museo Narrante di Hera alla Foce del Sele e il Museo Nazionale di Paestum; S. Maria Capua Vetere: Le città etrusche e romane, presso il Museo dell'Antica Capua.
Saranno pubblicati, inoltre, un catalogo scientifico e degli opuscoli divulgativi; saranno allestite postazioni informative nei diversi centri, musei e aree archeologiche, coinvolti nell'iniziativa; saranno creati itinerari di visita con personale scientifico, animazione e navette di collegamento tra i centri, animazione teatrale con due spettacoli di racconti di fondazioni mitiche, interlacciati ai percorsi di visita e presso i musei.

 

Sottocategorie

  • Spettacoli

    Ut leo condimentum Donec felis vitae Nullam et volutpat tortor Cras. Nec ornare id pellentesque adipiscing dui Nam nonummy Vestibulum id quis. Et semper Nam ipsum Sed hendrerit Nunc justo Nulla mus laoreet. Morbi leo Morbi quis vitae quis et Quisque auctor Nunc tempus.

  • Cultura

    Magna velit urna Aenean laoreet tellus orci Suspendisse Integer lacus urna. Vivamus mus vitae Integer Nulla turpis tortor mauris montes sem et. Orci convallis vitae mattis Sed Morbi porttitor justo convallis urna feugiat.