Continua l’attività di salvaguardia e di valorizzazione del Gruppo Archeologico Avellano “Amedeo Maiuri” sul Territorio

Logo invito 8marzo Avella -2Salvatore Napolitano 16.04.2014 - Continua sul territorio l'incessante attività del Gruppo Archeologico Avellano "Amedeo Maiuri" all'indirizzo salvaguardia e della valorizzazione delle "ricchezze", in termini di Beni Culturali, di cui Abella-Avella è dotata. E' un'attività non sempre appariscente, ma certamente proficua nella valorizzazione e nella proposizione turistica del centro della Campania Felix.
Ultimamente il Gruppo Archeologico ha proposto alla Soprintendenza di mantenere aperta la Mostra " Donna Sempre", manifestazione che si inserisce nell'ambito del progetto "Il passato.... è presente", in corso di attuazione presso l'Istituto Comprensivo "Mons. P. Guerriero" con G.A.I.A. Business System S.r.l.; un'occasione per indagare il ruolo della donna nel tempo, a partire dal VII sec. a.C, quando l'insediamento indigeno di Avella iniziava a formarsi, fino al I sec. a.C., momento in cui Visita ad Avella del Touring di Caserta - 4.4.2014Abella, rientrando nel processo della romanizzazione, diventa città romana;  e con il patrocinio della Fondazione "Avella Città d'Arte", le scuole del territorio hanno avuto la possibilità di poterla visitare.
Sono seguite, poi, le visite dell'Auser di Caserta il 5 aprile e quelle dell'Istituto Comprensivo "Giovanni XXIII" di Baiano – Sezione di Sperone , e precisamente le Classi II A e B il 7 aprile e le Classi I A e B il 14 aprile.
Di seguito si riporta la lettera di ringraziamenti del responsabile dell'Auser di Caserta, che ben evidenzia la professionalità organizzativa dell'Associazione sul territorio.

Al Gruppo Archeologico Avellano "Amedeo Maiuri"
L'idea di far conoscere la cittadina di Avella ai soci dell'Auser di Caserta mi era sorta circa un anno fa, quando, in occasione della Convention dei Fiduciari del Touring Club della Campania, avevo potuto scoprire e quindi apprezzare l'antica Abella grazie al Gruppo Archeologico Avellano "Amedeo Maiuri", magistralmente diretto dal prof. Pietro Luciano.
Sabato 5 aprile si è concretizzata, finalmente, la visita alla cittadina irpina, a molti nota per le famose nocciole ma che, come abbiamo constatato, ha tanto altro da offrire. Fra le ricchezze paesaggistiche spiccano infatti quelle archeologiche, anzitutto le monumentali tombe romane (che a noi hanno ricordato la "Conocchia" di S. Maria Capua Vetere) e il magnifico Anfiteatro Romano, che conserva ancora un'acustica eccezionale. Nella visita siamo stati guidati, egregiamente, dal socio del Gruppo Archeologico Avellano Andrea Siniscalchi, coadiuvato a tratti dal prof. Nicola Montanile, direttore della Biblioteca Comunale "Ignazio D'Anna", che, prima all'Antiquarium e poi agli altri siti, ci ha illustrato con dovizia di particolari la storia dell'antica Abella.
Il pomeriggio è stato dedicato alla visita della cittadina di Cimitile, dove la dott.ssa Angela Sorrentino, dell'Associazione "Meridies", con passione e bravura ha illustrato la storia delle sette Chiese Paleocristiane attraverso le testimonianze delle rovine, delle iscrizioni e degli affreschi che hanno resistito all'usura del tempo.
Non soltanto personalmente, quindi, ma, in quanto responsabile Turistico dell'Auser, anche a nome di tutti i partecipanti all'escursione, rivolgo un caloroso ringraziamento ai soci del Gruppo Archeologico Avellano "Amedeo Maiuri" per l'ottima organizzazione della visita e per la continua, eccellente assistenza che ci hanno prestata.
Caserta, 10 aprile 2014                                                               Antonio Mingione

 

Napoli 11 Aprile 2014: Arte e Moda prendono forma alla Galleria Borbonica

Installazione del maestro Nunzio Meo. Servizio a cura di Salvatore Fiore

nunzio meoNunzio Meo negli ultimi anni lavora su esperienze artistiche legate all'Arte Povera e alla Land Art, il suo percorso linguistico si è articolato seguendo un procedimento visivo ordinato; nei suoi lavori le immagini e i segni sono facilmente leggibili, come nelle iconografie. Utilizza materiali poveri e riciclati, prodotti provenienti dal consumo di massa. Le sue figure sagomate in carta o cartone riciclato, ci riconducono ad una sorta di segnali stradali o ideogrammi che sono in rapporto di somiglianza con la realtà che rappresenta. Le due Meo 1 - Copia 375x500installazioni collocate nella Galleria Borbonica: la prima EX VOTO " I primi frutti" rappresenta una serie di buste di carta, con all'interno, i frutti dell'amata terra; nella seconda, dal titolo NAPULE E' " Ma nun sannu a verità" l'artista realizza una colonna di luce in cilindri di cartone traforato, è un omaggio a Pino Daniele, e vuole essere una riflessione sulle molteplici realtà della città. Le installazioni sono ideogrammi e icone, con radici primitive e popolari, un pensare e un agire che muove da una ricerca di tipo antropologico e sociale. Nelle opere vi sono delle immagini illuminate da una luce artificiale, che dal basso risalgono verso l'alto, in rapporto armonico tra loro, dalle sembianze totemiche. L'artista rappresenta sagome come in una scenografia Meo 2teatrale, con figure di ortaggi o prodotti made in Campania, simboli universali e stereotipi di Napoli: il grande Vesuvio, la figura ieratica di San Gennaro e il corno contro la iettatura. Tutti temi legati alla madre terra e a Napoli, che gli appartengono profondamente, essendo legati al suo modo di vedere il mondo. Un mondo di immagini, quello di Meo, facilmente accessibile, per la grande carica emotiva che possiede, come per la fresca e genuina vena di poesia che lo pervade. E' sempre presente nelle sue opere una denuncia sociale, e una forte sensibilità per la tutela dell'ambiente. L'artista è sempre in lotta per un alto ideale, per un progresso civile e per una giustizia sociale. Napoli, una terra difficile che per l'artista rinasce, con l'aiuto del Santo Patrono (San Gennaro), e grazie alle sue bellezze naturali e paesaggistiche, come il Vesuvio. La Terra dei Fuochi da etichetta offensiva, da incubo ambientale, diventa così per Meo un'esperienza finalmente positiva, una nuova Campania Felix, proverbiale per la sua fertilità, che si trasforma in una sorta di brand commerciale, un polo del gusto, con eccellenze campane.
Arte e ModaLa quinta edizione napoletana di " Arte e Moda Prendono Forma", curata da Valeria Viscione e Ludovico Lieto, è un evento con una forte pluralità creativa, che vuole promuovere attraverso il sodalizio di Arte e Moda, le tante realtà positive della Campania.
Per la cronaca hanno partecipato alla collettiva: Fernando Alfieri, Gerardo Aprea, Francesca Belmonte, Dario Di Franco, Heinrich Hölderlin, Corrado La Mattina, Eduardo Luongo, Nunzio Meo, Marco Minin, Peppe Petix, Giuseppe Savarese, Anto Sullo, Zeus40. Tra le arti non poteva mancare quella presepiale, con Genny Di Virgilio.

 

L’EPIDEMIA INFETTIVA, DAL 1594 AL 1600. SULLE TRACCE DI SAN CAMILLO DE LELLIS A NOLA E DINTORNI

Nola chiesa dei Santi Apostoli- La decorazione del soffitto con lo stemma MastrilliGianni Amodeo – 10.04.2014 - "Le sofferenze fanno scoprire e conoscere la fragilità e la finitezza della condizione umana". "I forti per stato sociale, oltre che per benessere e potere sono indotti a concepire e ad attuare l'emarginazione dei deboli dalla società. E se i primi escludono gli altri, per una società chiusa e a loro misura, i secondi, con consapevole dedizione ed amorevole responsabilità, sono inclusivi verso gli altri, per rendere più umana e giusta la società".
Due visioni contrapposte ed antitetiche di vita, che permettono di tracciare il discrimine dei perimetri di ampi campi di riflessione. E così se la prima prospettiva ispira l'esaltazione e la valorizzazione del ruolo della compassione, intesa come attitudine e capacità di "patire" insieme con gli altri, la seconda fa prefigurare e dischiudere gli orizzonti del dis-umano, con l'approdo alle teorie e alla prassi dei cupi e deformanti etnocentrismi, per non dire dell'affermazione violenta dei primati razziali, che hanno troppo spesso connotato la storia dell'umanità, nel lontano come nel recente passato e, purtroppo, nel nostro tempo, nel segno delle tante forme di schiavitù oppressiva, con i terrificanti colonialismi, i devastanti genocidi e totalitarismi, fatti lievitare con le tragedie di immani guerre.
depalmavescovo di nolaSono stati – questi e per sommi capi - i motivi tematici suscitati in rapida sequenza dal vescovo Beniamino Depalma, nella chiesa-agorà dei Santi Apostoli, per introdurre i percorsi di conoscenza della figura di San Camillo De Lellis, prospettandone ai tanti giovani presenti l'esemplarità dell'azione e dello stile di vita al servizio degli altri e dei poveri; un modello, da seguire e rivivere, perché la capacità di compenetrarsi con la propria interiorità in coloro che soffrono, rende la condizione giovanile più bella e attraente.
Le riflessioni sollecitate dal presule disegnavano le coordinate di riferimento per la riscoperta della figura e dell'azione profondamente umanitaria del Patrono dei malati e degli infermieri, nel contesto dell'anno giubilare camilliano, proclamato da Papa Francesco per la ricorrenza del 400.mo anniversario della morte del Santo abruzzese, avvenuta a Roma il 14 luglio del 1614. E San Camillo De Lellis appartiene alla millenaria storia religiosa e civile della Diocesi di Nola, del suo vasto territorio e delle sue comunità cittadine. Una presenza, che coincide con la missione di Vicario generale diocesano, che svolse nel 1600, quando l'epidemia infettiva, scoppiata nel 1594, raggiunse l'apice, con il suo carico di sofferenze e morte per le popolazioni. Una missione di assistenza e soccorso, che generosamente coinvolse San Camillo con i Padri crociferi della Congregazione che aveva fondato, oltre che i Padri gesuiti.
ager nolanusA determinare l'epidemia, le condizioni dei canali per il deflusso delle acque, da tempo non sottoposti a lavori di manutenzione e spurgo. Causa scatenante, l'alluvione del 1594, che produsse l'inondazione dell'intero territorio, con le acque provenienti dai Monti Avella , dai Monti del Vallo di Lauro e dalla Collina di Cicala. Una situazione, la cui criticità non fu affrontata con la tempestività degli interventi che erano necessari. E così il prolungato ristagno nel fossato , che circondava le mura della città, come nei canali, a cui afferivano i Casali di Nola - diventati progressivamente Comuni autonomi- in uno con l'accumulo di ogni genere di materiali e detriti abbandonati, rese le acque malsane, innescando e facendo diffondere i virus dell'epidemia letale. E, di passaggio, va rilevato che nel tempo le reti fognarie come i servizi igienici domestici ed urbani erano decisamente precari, se non inesistenti. Né va dimenticato che tra gli organi amministrativi della Città come dei Casali si registrò anche il palleggiamento di responsabilità sulla manutenzione dei canali di spurgo. Incurie di sempre, nell' Ager nolanus. E non solo, secondo le italiche indolenze e superficialità.
Lo scenario di quello che si chiamava Ager nolanus, inteso come Conca più che pianura, si estende dall'area pedemontana di Avella fino a Castelvolturno, seguendo la direttrice del Clanio, lungo le cui sponde si è coltivata per secoli la canapa, specie nel contesto che comprende Frattamaggiore, Atella, Aversa e Capua. E l' Ager, cuore della ricca economia rurale del territorio di più antica antropizzazione in Campania, ma anche tormentato dalle problematiche di ordine ambientale e dalle criticità igienico-sanitarie per l'inadeguato regime delle acque piovane, a cui si accompagnavano, a marzo ed aprile, quelle dello scioglimento delle arch. Maria Luisa Camponenevi sui monti circostanti, è stato al centro della puntuale e documentata relazione, sviluppata dalla prof.ssa Maria Carolina Campone, docente di Materie classiche al Liceo "Giosué Carducci". Una rivisitazione geo-topografica e dell'assetto idrogeologico territoriale, corroborata da documenti ed atti dell'Archivio di Stato, ed integrata dalle cronache delle frequenti inondazioni che avevano interessato l' Ager nolanus, già prima dei luttuosi eventi che si registrarono dal 1594 al 1600.
E va ricordato che l'epidemia cessò di infierire, grazie alla straordinaria decisione del patrizio nolano, Pier Antonio Mastrilli, presidente della Regia Camera della Sommaria. D'autorità, oltre che con impegno personale diretto, non solo dispose i lavori di spurgo dei vecchi canali, ma anche di scavare nei tempi più rapidi possibili nuovi canali, per far convogliare le acque malsane verso il Clanio, con sbocco sul Tirreno, proprio all'altezza di Castelvolturno. La risposta di sicurezza per il territorio e per le popolazioni, nonostante la crisi economica dell'intero Vice Regno, fu data poco dopo dal governo spagnolo con la realizzazione di quell'importante e strategica opera d'ingegneria idraulica, che fu costituita dal sistema dei Regi Lagni, su progettazione dell'ingegnere Domenico Fontana. Il sistema dei Regi Lagni è valso a garantire per circa quattro secoli la sicurezza del territorio, il valore delle sue colture e della correlata economia, fino a sessant'anni fa.
Sulla scia della relazione descrittiva dell' Ager nolanus ai tempi di San Camillo De Lellis, proposta dalla prof.ssa Campone, il dottor Edoardo Verrillo presentava i molteplici aspetti delle criticità sociali, generate dalla diffusione dell'epidemia infettiva tra le popolazioni. Limitate erano le possibilità d'intervento medico-sanitario, decisamente lontane da quelle dei nostri giorni. E lenire le sofferenze dei tanti, che venivano aggrediti dall'epidemia, era un compito arduo, sostenibile soltanto con la generosità umana, di cui San Camillo De Lellis e tanti altri diedero testimonianza condivisa. Una testimonianza di servizio e di dedizione verso il prossimo.
Le riflessioni di padre Antonio Puca erano incentrate sullo spirito umanitario, che contrassegna le attività della Congregazione, fondata da San Camillo De Lellis. Una presenza operosa nella storia sociale italiana, che prosegue nel segno delle idealità del Fondatore.

BOX: ANALOGIE & CONTRADDIZIONI
E' anno di particolari coincidenze, il 1600, per Nola e dintorni. Sono i dintorni, che le cronache del tempo identificano come Contado, formato dai Casali, quasi...subalterni alla Città, dov'è il "palazzo", anzi la monumentale ed imponente Reggia degli Orsini, tra i più importanti potentati dell'Italia della feudalità laica ed ecclesiastica del '500 e del '600.
Sul territorio infuria l'epidemia infettiva, che genera febbri atroci e morte, senza risparmiare nessuno. I poveri - e sono la larga parte delle popolazioni locali- muoiono nella solitudine più crudele, nell'abbandono più triste, con il solo conforto, quando c'è, dei religiosi e dei pochi volontari che sfidano rischi e pericoli La medicina offre poco o niente e conosce solo palliativi, né esistono luoghi di cura e di assistenza ospedaliera, così come si concepiscono ed esistono nei nostri giorni.....
San Camillo de LellisIl 1600 coincide con le solenni celebrazioni dell'Anno santo, che segna il recupero e la riaffermazione del ruolo della Chiesa cattolica nei Paesi dell'Europa mediterranea; ruolo, ch'era stato posto in crisi e sotto scacco dalla Riforma luterana. Il vescovo della Diocesi di Nola, monsignor Fabrizio Gallo ha raggiunto Roma per l'evento massimo della Chiesa e della Curia, pur sempre calate nell'esercizio del potere temporalistico ed assoluto. San Camillo De Lellis, nominato Vicario diocesano, con la "Bolla", firmata da monsignor Gallo, raggiunge a Nola per la missione di soccorso e aiuto, provenendo da Genova .....
Il 17 febbraio dello stesso anno, sempre a Roma, viene eseguita la sentenza dell'Inquisizione ecclesiastica con la condanna al rogo- per eresia- di Giordano Bruno, il Nolano di "nulla accademia", a Campo de' Fiori. Personalità con connotazioni ben distinte, quelle di San Camillo e di Giordano Bruno. Ma ricche di umanità, l'una al servizio del prossimo e dei poveri, l'altra quale alfiere e martire del libero pensiero. E su queste tracce tornano utili i riferimenti al pensiero di Baruch Spinoza e Bertrand Russel, in correlazione con la missione di San Camillo De Lellis.
L' olandese Spinoza, la cui visione filosofica ed etica é fortemente laica, con spiccata matrice liberale, nella seconda metà del Seicento scriveva che la pietà è quel tipo d'amore che modifica l'essere umano "in maniera che goda del bene altrui e si rattristi invece del male altrui". La pietà si atteggia così quale forma di affetto, che connette l'interiorità dell'uomo alla realtà esterna, la sua coscienza alle vicende degli altri, attraverso proprio la cognizione del dolore.
E' la cognizione che assurge a grande Maestra dell'umana esistenza. L'inglese Russel, agnostico, che ha segnato momenti significativi del pensiero filosofico e della cultura matematica del '900, fautore dei valori della pace ed avversando i totalitarismi del "Secolo breve", ha sempre sostenuto che la sua esistenza è stata costantemente "governata" da tre grandi sentimenti: "la sete d'amore, la ricerca della conoscenza e la struggente pietà per le sofferenze". Sono i fili dell'em-patia e della com-passione, nelle strette valenze etimologiche, che s'intrecciano e compongono un'unica trama: quella dell'umanità, che sa e riesce sempre a conciliarsi con se stessa. Come per dire che la pietà diventa ed è il veicolo della comprensione, che fa superare i confini della famiglia e della comunità di appartenenza o in cui si vive, facendo riconoscere il dolore nei propri simili e in tutte le forme viventi ...
Camillo De Lellis, proclamato Santo nel 1747, muore il 14 luglio del 1614. Oltre un secolo dopo,nel 1789, proprio il 14 luglio in Francia si dischiudono gli orizzonti della Rivoluzione sociale, politica ed economica, che si nutre dei valori dell'Illuminismo, spazzando via l'Ancien regime. Il 14 luglio per il Grande Paese transalpino è Giornata di festa nazionale ....
Schizzo finale. La sicurezza dell'assetto idrogeologico in uno con la bonifica della Conca nolana è stata a lungo garantita dai Regi Lagni, che negli ultimi decenni sono stati cementificati o fatti...sparire, trasformandoli...in strade. Ma le inondazioni dell' Ager nolanus, di cui raccontano le cronache prima dell' epidemia del 1594\1600 paiono ritrovare "attualità" sul territorio nelle tracimazioni frequenti delle acque putride degli alvei naturali, primo tra tutti il Quindici, e dei devastati Lagni, che furono Regi.
La diversità tra ieri ed oggi, sta nel fatto che le acque malsane degli alvei e dei lagni dei nostri giorni sono largamente contaminate da scorie tossiche e reflui pericolosi, oltre che da allacci di scarichi fognari di immobili costruiti contro-legge, infiltrandosi nei suoli agrari ed avvelenando le colture, per non dire degli allagamenti dei centri abitati, con conseguenti interventi d'urgente manutenzione straordinaria ad alti costi e pagati a piè di lista, senza controlli e verifiche stringenti. Secondo "norma" e consuetudine ...

 

Convegno all’Archivio di Stato di Avellino sulla “cultura della non violenza"

Ronca - Quello che lo specchio1-228x228Avellino – 10.04.2014 - Venerdì 11 aprile, alle ore 16:30, all' Archivio di Stato di Avellino presso il Carcere Borbonico, in Via Verdi, si è tenuto un convegno sulla "Cultura della non violenza", patrocinato dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Nell'occasione è stato presentato il libro della scrittrice irpina Maria Ronca "Quello che lo specchio non riflette", edito dalla Casa editrice Centro Studi Storici "Il Saggio", vincitore per la tematica sociale al Premio Letterario Internazionale di Reggio Calabria.
Il libro racconta di dodici donne che hanno subito violenza e che hanno saputo, dalla loro triste esperienza, trarre la forza per reagire e rinascere. Un libro, tra prosa e versi, che dà speranza e senso, un invito a non essere mai sole, a diventare testimonianza viva.
L' incontro è stato un momento di riflessione per non dimenticare le vittime di violenza, per essere comunità e presenza attorno a un tema che riguarda tutti: cittadini, associazioni, sindacati, scuole e istituzioni. Sono intervenuti alla manifestazione: Raffaele Coppola, Presidente della Provincia di Avellino; Domenica Lomazzo, consigliera di Parità della Provincia di Avellino; Paolo Saggese, critico letterario; Giuseppe Barra, Presidente della Casa editrice "Il Saggio"; Ornella Petillo, Presidente Associazione Più Ari; gli alunni del Liceo Statale "Publio Virgilio Marone", accompagnati dalla prof.ssa Amalia Benevento; Lucia Gaeta, poetessa.
Convegno sulla cultura della non violenzaHa moderato il dibattito la giornalista Fiore Carullo. La serata è stata allietata dalla calda voce della cantante irpina, Sonia De Francesco, ed hanno esposto i maestri Marcoaurelio Iacolino e Dorotea Virtuoso.
Inoltre, è stato proiettato il cortometraggio "Dentro la notizia" di Maria Ronca, un messaggio sociale per promuovere una cultura dell'inclusione, della parità, del rispetto della differenza e a ricordare che una società migliore è possibile. Creare un senso della comunità, della solidarietà, della vicinanza e una rete territoriale istituzionale capace di dare risposte, certe e durature. Far passare un messaggio, forte e chiaro, la violenza fisica e/o psicologica, non appartiene a un uomo che ama, che la donna non è una "bestia da stanare" e che amore significa vita. Una voce di donna per gridare giustizia. - See more at: http://www.irpinianews.it/CulturaEventi/news/?news=136556#sthash.TaGnA6rv.dpuf

Il Villaggio Preistorico di Nola "sbarca" in Toscana nell'Incontro con l'Autore con Angelo Amato de Serpis a Torre del Lago di Puccini

presentazioneTorredelLago08.04.2014 - Venerdì prossimo 11 aprile 2014, presso la Biblioteca Comunale di Torre del Lago di Puccini a Viareggio (Lu), nell'ambito della serie di incontri con gli autori dal titolo "Una Torre di Libri, un Lago di Iniziative", è previsto un appuntamento con lo scrittore Angelo Amato de Serpis e con il suo ultimo lavoro "Il Giorno Senza Domani", Albus Edizioni.
"L'incontro organizzato dalla Biblioteca Comunale di Torre del Lago di Puccini a Viareggio - ha sottolineato Angelo Amato de Serpis -, mi darà la possibilità di parlare, agli amici della biblioteca della città di Giacomo Puccini, della storia dell'uomo e della donna ritrovati a San Paolo Bel Sito e morti durante la terribile eruzione vulcanica detta delle Pomici di Avellino circa 4000 anni fa, ma sarà anche l'occasione di ricordare la loro vicenda umana che ci ha restituito l'archeologia attraverso lo scavo del Villaggio Preistorico di Nola e il ritrovamento dei due corpi. Inoltre avrò la possibilità di parlare del Villaggio Preistorico di Nola che fa da sfondo al racconto. Sono particolarmente contento di questo appuntamento perchè mi darà anche la possibilità di far conoscere le bellezze culturali della terra nolana, come appunto il Villaggio Preistorico di Nola, le Basiliche Paleocristiane di Cimitile e la Festa dei Gigli, presenti nel mio precedente lavoro "Con il naso all'insù". Inoltre "Il giorno senza domani" è, allo stesso tempo, ancora molto attuale perchè è un vero e proprio monito che ci giunge dal passato: il rischio Vesuvio, è ancora totalmente presente e, sicuramente, ancora più grave di 4000 anni fa".

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