Continua “Valorizza Museo”ad Acerra

Acerra - castello14.05.2014 - Proseguono le attività per valorizzare il Castello Baronale di Acerra. Dopo il successo degli spettacoli dedicati a Pulcinella, il nuovo appuntamento del "Valorizza Museo" è per sabato 17 maggio alle 20.30 con Giobbe Covatta, il comico che porterà in scena il divertente spettacolo «6 (sei gradi)».
Si tratta di uno spettacolo esilarante, dove l'artista, con la collaborazione nella scrittura di Paola Catella, si è immaginato le stravaganti invenzioni scientifiche, sociali e politiche, che l'umanità metterà a punto in futuro per far fronte all'emergenza ambientale.
Come sarà un mondo in cui la temperatura media sarà più alta di un grado rispetto ad oggi? E quando i gradi saranno due? E quando saranno 6?
Questi momenti rientrano nel programma di promozione e valorizzazione dei siti di interesse storico, artistico, architettonico e archeologico del Comune di Acerra, con il "Valorizza Museo", progetto realizzato con il cofinanziamento dell'Unione Europea POR Campania FESR 2007-2013 Asse 1 Ob. Op. 1.9., che prevede sia interventi di riqualificazione, di restauro e ripristino di alcuni ambienti del Castello Baronale, sia eventi che possano valorizzare le risorse culturali già presenti.
Il programma prevede per il 24 maggio la presenza del comico Carmine Faraco con "L'uomo dei pecchè" ed il 25 maggio il "Simone Schettino e Peppe Iodice Show".
Gli spettacoli di "Valorizza Museo"continueranno il 29, 30 e 31 maggio con le esibizioni di Peppe Barra, di Sal Da Vinci e Tiromancino.

AVELLA\ FRANCO VENDITTI, NELLA STORIA DELLA CITTA’

Il pubblico delle grandi occasioni ha letteralmente gremito l'ampia e bella Sala consiliare del monumentale Palazzo baronale di piazza Municipio, per la presentazione della monografia di Nicola Montanile, che propone un'interessante ri-visitazione della vicenda politico-amministrativa dell'uomo, che ha segnato per mezzo secolo la vita sociale del territorio. L'evento nell'ambito del programma degli Incontri con la storia - all'undicesima edizione- promossi ed organizzati dalla Biblioteca comunale " Ignazio D'Anna" e dal Gruppo archeologico "Amedeo Maiuri ", con l'obiettivo mirato sulla riscoperta e sulla valorizzazione delle identità delle comunità, di cui la millenaria città del Clanio è simbolica testimonianza. Un'utile opportunità per la pubblica conoscenza e la circolazione delle idee. Interventi del sindaco Domenico Biancardi, Rino Pecchia, Pellegrino Conte, Sabatino De Laurentiis, Pellegrino Palmieri. Letture dell'artista Lucio Belloisi e Maria Grazia Vitale, presente l'autore. Ha coordinato il prof. Pietro Luciano.
Servizio fotografico e intervista all'autore Nicola Montanile di Mariapia D'Avanzo.

Venditti 10 - filmato 442x50012.05.2014 - Un uditorio folto e attento nella partecipazione a quella ch'è stata un'articolata e ricca rivisitazione delle vicende sociali e politico-amministrative della città, tra le più antiche della civiltà urbana della Campania italica prima, e romanizzata poi. Sono le vicende, correlate con la personalità dell'avvocato Franco Venditti, dall'immediato dopo-guerra fino allo scorcio iniziale del decorso decennio. Un intenso e dettagliato recupero di memoria, in rapporto con i variegati aspetti di mezzo secolo di storia locale, interconnessa con quella della provincia di Avellino e con quella nazionale, attraverso i complessi e ardui tornanti della costruzione della democrazia liberale nello Stato repubblicano, sulla scia del referendum istituzionale del 1946, che segnò la dissoluzione della diarchia, ancorata all'assetto monarchico della dinastia sabauda e al sistema fascista dello Stato corporativo; diarchia, che ha retto le sorti d'Italia per un ventennio, fino alla tragedia del secondo conflitto mondiale. E della campagna referendaria per l'istituzione della Repubblica fu tra i più attivi e intelligenti protagonisti in Irpinia e nel Sannio, con la candidatura per l'assemblea costituente nelle file della Democrazia cristiana, di cui fu fulcro propulsivo, Fiorentino Sullo.
Venditti 1 - tavolo 1 500x340L'uomo politico di Paternopoli, nel cuore della Media Irpinia, tra le poche e più autentiche personalità politiche di forte caratura pragmatica, espresse dal profondo Sud nell'arco di mezzo secolo, sviluppò una coerente visione delle problematiche del Mezzogiorno e delle aree interne, prospettandone e concretizzando, negli incarichi ministeriali che svolse, le soluzioni, segnatamente sui versanti della politica delle infrastrutture, da quelle dei servizi idrici integrati, con il varo dell'Acquedotto dell'Alto calore, a quelle della viabilità ordinaria e rurale. Si era a cavallo degli anni '50 e '60, quando Sullo svolse le funzioni di ministro dei trasporti e di ministro dei lavori pubblici nei governi succedutisi a palazzo Chigi, in coincidenza con la realizzazione dell'Autostrada del Sole, Milano-Napoli-Bari. Ed il serpentone d'asfalto, realizzato in cinque anni, ha "unificato" ed integrato parti del Nord e parti del Sud, "velocizzando" la mobilità e lo sviluppo economico-commerciale dei territori, facendo da sponda simbolica di quelli che saranno gli anni del "boom" economico, prodigio del lavoro e della modernizzazione reale del sistema-Italia, nella metà degli anni '60.
Venditti 12 - tavolo 500x287E' stata un'autentica full immersion a ritroso nel tempo, quella vissuta dal pubblico nella Sala di rappresentanza del monumentale Palazzo baronale di piazza Municipio, introdotta dalla proiezione di uno straordinario filmato, realizzato con professionalità da quel "Maestro dell'arte fotografica", qual è Massimo Scibelli. Un diorama di pregevoli e magnifici effetti, che ha"storicizzato" alla meglio un collage di foto rare, se non uniche, diventate nel corso del tempo sfocate e consunte nel bianco-nero tradizionale , ma fatte rivivere nel nitido linguaggio originario delle immagini, grazie anche al supporto degli eccellenti e consonanti ritmi della ben curata selezione di brani di musica classica. Un'impegnativa operazione tecnica, che ha reso possibile fornire il lucido racconto in flash back della città, dagli anni '30 agli anni '60 del secolo scorso, in particolare, E' il racconto, che restituisce profili di vita alla laboriosità di uomini e donne della comunità cittadina, anche se non abitano e frequentano più l'attualità dei nostri giorni; profili, "ritrovati" anche nell'integra fisicità di quartieri, strade in basolato, in asfalto o in terra battuta, palazzi, case e nell'armonia dello stesso paesaggio naturale, su cui il fluire del tempo ha inciso con trasformazioni e mutamenti di ordine normale, ma anche con distorsioni e anomalie prive di senso comune, dovute al "particulare" di indebite scelte e decisioni umane. Tasselli di tempo-fermato, la cui ricomposizione dà senso al presente, per aprire la corsia d'orientamento del futuro.
Venditti 3 - giornali500x250Fulcro del ritorno al passato, il saggio monografico, in cui Nicola Montanile ri-percorre la vicenda biografica di Franco Venditti, nell'impegno civile e politico come nella vita culturale. Sindaco della città, amministratore di lungo corso, sui banchi della maggioranza e della minoranza nei governi locali, succedutisi nel palazzo comunale e Difensore civico, quello di Franco Venditti, è un percorso esistenziale denso – e intenso- di esperienze. Diplomato giovanissimo nell'Accademia di educazione fisica, a Roma, conseguì con il massimo dei voti la laurea in Giurisprudenza e laurea in Scienze politiche nell'Università di Sassari e in quella di Firenze, sulla scia degli ottimi studi, compiuti nel Liceo classico del Convitto nazionale "Pantano", a Benevento. Una formazione culturale solida, a cui seguì, come per tanti giovani della sua generazione- era nato nel 1915- l'esperienza bellica del secondo conflitto mondiale, sul fronte francese con il ruolo di tenente degli Alpini.
Delle molteplici connotazioni dell'azione pubblica svolta da Venditti, il saggio monografico, pubblicato da Grafica napoletana di Nola , su progetto ed impaginazione di Rino Conte, propone un ricco ed interessante corredo di foto, ma soprattutto di documenti ed atti amministrativi, tra cui quelli concernenti il patrimonio delle risorse idriche delle sorgenti dei Monti Avella, bene comune di cui l'uomo politico e l'amministratore onesto, quale Venditti appunto è stato, rivendica, in punto di diritto, di fatto e storico, la piena appartenenza alla civica Venditti 4 - documento359x500amministrazione. E sono le risorse, i cui profitti di vendita ai Comuni finitimi per secoli erano stati appannaggio di potentati familiari per antichi titoli di possesso feudale e privatistico. E' un corredo documentale davvero illuminante, il cui interesse si arricchisce con articoli e "lettere aperte" che Franco Venditti pubblicò su giornali e periodici locali, regionali e nazionali, sulle più disparate tematiche, alcune di stringente attualità, come quella dell'autonomia dei sindacati rispetto ai partiti, per promuovere e favorire le tutele, ma anche la promozione delle condizioni dell'ampliamento delle basi produttive delle imprese, per generare economia reale e produttiva nella legalità.
E se la monografia di Montanile, con l'introduzione di Gianni Amodeo, focalizza la storicità che Franco Venditti, uomo pubblico sempre ancorato alle radici della terra natia, anche se spesso non gli è stata generosa di gratitudine, come meritava, sono state, tuttavia, le testimonianze di quanti lo hanno conosciuto, direttamente o indirettamente nel discorso pubblico locale, ad ampliare la prospettiva, in cui collocare la sua azione. Di particolare rilievo le riflessioni del sindaco Domenico Biancardi nel marcare il livello di alta professionalità giuridica e legale, che l'avvocato Venditti esprimeva nel Diritto amministrativo; professionalità, che correva in parallelo con Venditti 7 - la figlia 500x251una cultura politica di ampio respiro, ancorata alle istanze della democrazia liberale e rappresentativa, permeate della concezione della dottrina sociale cattolica. E Biancardi sottolineava anche i modelli di "fare politica" del passato, in cui la dialettica tra i partiti, anche se dura e forte, non degradava nell'arroganza, nell'offesa gratuita, nell'incultura. Era il "fare politica", che rispettava le diverse posizioni in campo, senza negarle o oltraggiarle per pre-giudizio scontato ed assolutizzante. Pellegrino Palmieri, in Consiglio comunale rappresenta il centro-sinistra, concentrava la sua analisi sulla dimensione della "popolarità", con cui Franco Venditti è parte costitutiva ed integrante e della storia civile e democratica di Avella e del territorio.
Venditti 5 - pubblico 500x281E' il Venditti, che gli avversari politici, espressione del notabilato locale, formato per lo più da possidenti terrieri, denigravano con l'appellativo di " politico pezzente"; e l'aggettivo "pezzente" era riferito al rapporto umano che Venditti aveva con i ceti socialmente deboli della comunità, contadini, fittavoli, braccianti, pastori, fabbri. Un rapporto di caratura politica, per promuoverne l'elevazione civile. Altri ricordi nel disegnare, a tutto tondo, la personalità di Venditti erano forniti da Rino Pecchia, già sindaco ed assessore comunale, dall'avvocato Pellegrino Conte, anch'egli amministratore cittadino, e da Sabatino De Laurentiis. Le letture di atti e testi giornalistici dell'uomo politico erano proposte con fine e ben recitata dizione da Lucio Belloisi, poliedrico artista, e dalla dott.ssa Maria Grazia Vitale. Il sigillo all'evento- coordinato dal professore Pietro Luciano- era dato dall'intervento dell'autore del saggio e dai ringraziamenti della famiglia Venditti all'uditorio e ai promotori dell'iniziativa. A dettarli, era Lilly, la figlia del compianto uomo politico. Presente con la lucidità di sempre- ad onta dei novanta anni e passa- e commossa la vedova, Laura, che per la monografia dedicata al marito ha dettato la dedica, che recita:
" Possa il sole splendere caldo sul tuo volto \ e la pioggia cadere leggera sulle tue braccia,\ e, finché ci incontreremo di nuovo,\ possa Iddio tenerti sul palmo della mano".

Intervista al curatore del volume prof. Nicola Montanile

Venditti - Nicola 395x500Come è nata l'idea di una monografia dedicata all'avvocato Franco Venditti e in quali rapporti era con lui?
" Tutto è nato a seguito di un invito a cena da parte della famiglia Venditti, per festeggiare gli anta della vedova Venditti. Nel corso della cena, la signora espresse il desiderio che io scrivessi in memoria del marito. Ricordai, allora, che il marito aveva espresso in vita il volere che io scrivessi le sue memorie, essendo stato suo segretario, nell'ambito della stesura dello Statuto comunale. Provai un senso di timore in vista di tale progetto, in quanto mi toccava scrivere e parlare di una persona poliedrica, ricca di carisma e dialettica inimitabile. Per la stesura della sua monografia attinsi dal Fondo Venditti documenti, articoli giornalistici scritti di suo pugno su quotidiani, quali Il Lupo, Il Corriere dell'Irpinia e Il Domani, alcuni di essi molto sarcastici. Ho realizzato un collage di materiali autentici, aiutato in questo dall'avv. Conte, che ringrazio. Così ha preso forma e struttura il libro, reso ancora più credibile dalle foto d'epoca, che lo corredano, messe a disposizione, e che ripercorrono gli episodi salienti della sua vita e svolgono una funzione unificatrice del testo, rendendolo particolarmente fluido e completo."
Chi intende ulteriormente ringraziare per la realizzazione del lavoro?
"Sicuramente il prof. Amodeo che in più di un'occasione mi ha esortato a scrivere circa la figura di Franco Venditti. Gianni, d'altronde, conosceva bene Venditti, perché è stato presente a molti suoi discorsi tenuti a Baiano e ha per giunta curato la prefazione del libro, riportando ai lettori un sunto della sua vita in ambito provinciale, specie in quello politico, campo nel quale venne tagliato fuori da una triade agguerrita e non sempre corretta, parliamo del primo sindaco della Repubblica Antonio Biancardi, del suo collega e successore Antonio Guerriero e di Giacomo Napolitano, in successione Sindaci di Avella di allora."
Cosa ha reso l'avv. Venditti così popolare e amato dal popolo avellano?
"È stato il primo uomo di spessore culturale e politico a interloquire con i contadini, vigile e attento, oltre le sue possibilità, a rispondere ai loro bisogni. Definito «'O sindaco ré pezzienti », colui il quale è stato capace di abbattere la triade di cui poc'anzi le parlavo."
Cosa sa dirmi riguardo la volontà dell'amministrazione comunale di dedicargli una strada?
" Sono più che d'accordo e sostengo tale progetto, ma dobbiamo attendere la decorrenza dei 10 anni dalla sua morte per vedere realizzato ciò. È realmente giusto e corretto dedicargli una strada, nel caso specifico il secondo tratto di Via Lungo Clanio, che lui stesso si adoperò affinché fosse aperta, a un personaggio che ha dato così tanto per Avella e si è impegnato in prima persona nel difenderla e tutelarla sul piano politico provinciale."

 

Seconda Edizione a Teora della Festa della Croce

Teora - Festa della Croce 206.05.2014 - Il Centro di Ricerca Tradizioni Popolari "La Grande Madre", lo scorso anno, inserì la Festa della Croce di Teora nel programma "Le ricorrenze della Grande Madre". Parteciparono all'evento anche i Comuni di Castelfranci, Prata Principato Ultra e Bonito.
L'esperienza di Teora, supportata dall'Amministrazione comunale del sindaco Farina, da Irpiniaturismo e da tutti i cittadini teoresi, che parteciparono numerosi e convinti, fu davvero "fantastica". Molto della buona riuscita dell'evento la si deve ascrivere anche alla presenza autorevole dell'antropologo Valerio Ricciardelli ed alla voce calda e coinvolgente di Gerardo Lardieri.
La Grande Madre, per mantenere l'impegno con la propria presenza, ha partecipato anche quest'anno affinché la tradizione recuperata sia mantenuta e rafforzata nel tempo.
L'edizione di quest'anno ha visto come organizzatori: l'Amministrazione Comunale, il Centro di Ricerca La Grande Madre, ACET, lo Slow Food-Terra Madre, il Comitato Festeggiamo Teora, l'ACR Parrocchiale, la Confraternita della Misericordia, la Pro Loco, il Forum Giovanile, l'Associazione Femminile Te...ieri, Te...ora, Te...sempre, con la chitarra di Gerardo Lardieri, che hanno invitato tutti quelli che avevano l'intenzione di festeggiare l'inizio della bella stagione alla luce dell'insegnamento di Gesù e della sua Croce, della compartecipazione, dell'amicizia e, perché no, dell'allegria ad andare a Teora.
Il ciclo delle manifestazioni, dedicate alla riscoperta ed alla valorizzazione delle feste religiose dal sapore agreste, era iniziato a gennaio con i fuochi di Sant'Antonio Abate a Castelfranci, altro comune che ha aderito al progetto del Dipartimento di Antropologia del CDPS, insieme a "Agenzia di promozione del territorio Irpinia Turismo", i Comuni di Prata PU, Bonito e Teora, dove, il 5 maggio, à stato valorizzato il pellegrinaggio alla Santa Croce, la chiesetta di campagna ai confini del comune di Teora e Lioni.
L'intento del progetto è quello di riprendere le tradizioni sacre legate alla terra, riviverle e raccogliere testimonianze per capire come erano svolte e comprenderne appieno la valenza sacra e sociale. E, quella della Santa Croce è una tradizione antica, che Teoresi e Lionesi cercano di mantenere in vita.
I pellegrini partivano dai paesi e dalle contrade, recando con sé il cesto per il bivacco; attraversavano boschi, valli; si fermavano per ristorarsi a qualche fontana, poi proseguivano per viottoli interpoderali fino alla chiesetta, posta su un poggio, tra la Valle del Sele e la Valle dell'Ofanto, in località Serra dei Mortai.
Oggi la chiesetta è una ricostruzione post terremoto. Come in tutti i pellegrinaggi, anche qui i fedeli arrivavano in orario per la messa e, una volta assolto all'impegno religioso, si accampavano tra le margherite e l'erba tenera per consumare cibo e vino. Secondo la buona tradizione teorese, non mancava qualche strumento musicale e i balli tradizionali erano l'occasione per nuovi approcci amorosi tra i giovani, divertimento per gli altri.
Teora Festa della Croce 1Si tratta di una festa di primavera, come tante altre dedicate alla Madonna, da Anzano, la Madonna dei quattro paesi ad Andretta, la Stella Mattutina, l'Incoronata di Foggia, feste che celebrano la rinascita della natura e la Madonna come madre universale, la Grande Madre che richiama alla memoria le antiche madri mediterranee. Nello specifico la festa della Santa Croce ricorda la restituzione, il 3 maggio 628, della Croce di Gesù, da parte dei Persiani che l'avevano trafugata nel 614 dopo la conquista di Gerusalemme.
La festa ebbe consenso presso la gente dei campi, perché cadeva in un periodo dell'anno molto delicato, il momento in cui cioè la spiga del grano spunta dalle foglie e inturgidisce. Le croci erano portate in processione per i campi, in modo da propiziare e benedire il raccolto; altre croci di canna venivano piantate tra le messi a protezione delle colture.
A questa ricorrenza è legato l'albero del noce ed i suoi frutti, perché i contadini, in questa giornata, cingevano i tronchi dei noci di corde, fatte di culmi di grano e avena fatua. Sembra che questo rito, inoltre, proteggesse i frutti dalle larve.
Altro proverbio dell'ambiente agreste, legato alle noci, riguarda la Croce di settembre, quando i frutti sono prossimi all'abbacchiatura: Santa Croce pane e noci.
In tutte le culture esiste un albero Cosmico, dall'Oriente all'Occidente; protagonisti sono i grandi alberi della flora locale che, con le loro dimensioni, suggerivano una congiunzione tra la terra e il cielo. Tali alberi, col cristianesimo, modificano la loro simbologia, e diventano l'albero della Croce.
teora - Festa della Croce 2013La croce, dunque, si ripropone come albero cosmico, elemento di congiunzione tra cielo e terra, tra la sfera umana e divina.
Si ipotizza, altresì, che sulle antiche floralia romane si siano innestate le influenze celtiche con l'adorazione degli alberi e che la Chiesa, come è sempre accaduto, abbia tradotto la fede naturale dei popoli pagani, trasformandola nei complessi dogmi del cristianesimo.
Il programma del 5 maggio prevedeva la partenza da Teora alle ore nove, il pellegrinaggio a piedi attraverso antichi sentieri, la messa alle undici, la colazione a sacco da consumare rigorosamente sull'erba, da condividere con il gruppo, l'intrattenimento musicale con balli e canti dell'Alta Irpinia. Alle ore diciassette convegno con il saluto del sindaco di Teora, Stefano Farina, e del parroco don Pasquale Rosamilia; con le considerazioni sul valore sociale e terapeutico dei pellegrinaggi da parte dell'etnomusicologo Valerio Ricciardelli; con una relazione storica sulle feste primaverili precristiane da parte del prof. Paolo Saggese; le indagine sui costumi locali di Gerardo Lardieri, referente per il progetto, e l'intervento di Emidio De Rogatis ricercatore delle tradizioni teoresi . Ha coordinato e moderato i lavori, la giornalista Franca Molinaro.

Mostre Roma: al Quirinale la classicità dell’antica Grecia

Claudia Mercaldo - 11.04.2014 - da Agendaomline.it

classicita home"Classicità ed Europa. Il destino della Grecia e dell'Italia", questo il nome della mostra in svolgimento al Quirinale, e fino al 15 luglio 2014, che vuole celebrare il ruolo svolto dai due Paesi europei nel trasmettere il messaggio civilizzatore partito da Atene e da Roma nell'anno in cui la Grecia (dal 1° gennaio al 30 giugno) e l'Italia (dal 1° luglio al 31 dicembre) assumono le presidenze di turno del Consiglio dell'Unione Europea.
L'esposizione si svolge nei preziosi spazi della Sala delle Rampe e delle Sale delle Bandiere, proponendo ai visitatori venticinque capolavori dell'arte antica provenienti direttamente dai più noti impianti museali italiani e greci.
Il percorso ha inizio con il "Gruppo dei Tirannicidi", realizzato dallo scultore Antenore, e prosegue con alcuni emblematici esempi della storia dell'arte antica come la "Kore" (520-510 a.C.) e "L'Atena Pensosa" (460 a.C.) dal Museo dell'Acropoli di Atene, il Domenicos Theotokopoulos (1541-1614), detto "El Greco" San Pietro dalla Galleria Nazionale – Museo Alexandros Soutzos di Atene, la "Testa del filosofo" (seconda metà del V secolo a.C.) dal Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, il "Cratere di Eufronio" (515 a.C. circa) dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma, il "Codice Purpureo di Rossano", meraviglioso evangeliario risalente al VI secolo d.C. dal Museo Diocesano di Arte Sacra di Rossano (Cz) e ancora il "San Giovanni Battista" (1605-1606) dipinto dal Caravaggio dalla Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Corsini di Roma.
classicita 2Insomma, un'importante occasione per ripercorrere diversi millenni di storia ellenica e indagare il ruolo dell'Italia nel trasmettere i valori di civiltà appartenuti al mondo greco antico.
L'accesso ai visitatori è gratuito e senza necessità di prenotazione, ed è possibile dal martedì al sabato dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.30 alle ore 18.30. L'orario domenicale è dalle ore 8.30 alle ore 12.00.
L'esposizione romana è chiusa al pubblico tutti i lunedì e i festivi e durante le domeniche del 20 aprile, 1°, 22 e 29

Avellino: Incontri sulla Filosofia e il Vivere Civile al Carcero Borbonico

carcere borbonicoPietro Luciano - 06.05.2014 - Il Complesso Monumentale del Carcere Borbonico di Avellino ospita, per tutto il periodo che va da febbraio a giugno, Sala Ripa, una serie di incontri sui temi della filosofia e del vivere civile, in cui i grandi interrogativi sull'esistenza umana saranno riproposti alla luce delle attuali problematiche legate alla cittadinanza e al dialogo.
L'evento si propone di mettere l'accento sull'importanza delle pratiche filosofiche e del confronto paritario fra i dialoganti, accomunati dagli stessi interrogativi, spesso senza risposte definitive.
Dopo gli incontri del 25 febbraio, su "Eros e Bellezza", del 12 marzo, su "Banalità del male", del 7 aprile, su "L'etica e i piaceri della vita", in collaborazione con Slow Food - Condotta di Avellino, è in programma per il 7 maggio, h. 17.00 "Educazione e/è Politica" e, a seguire, il 6 Giugno, h. 17.00 "Custodire l'umanità: il bene della vita".
Il Laboratorio di Filosofia Civile è organizzato da SOFIA, ASSOCIAZIONE per la RICERCA e LA PROMOZIONE DELLE PRA-TICHE di FILOSOFIA DIALOGICA NELLA SCUOLA E NELLA SOCIETA' , con Sede legale presso il Dipartimento di Scienze Umane dell'Università di Perugia, in collaborazione con Filosofia Fuori le Mura (Napoli), con la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le provincie di Salerno e Avellino e LIBERA Sezione di Avellino.
Il presidente di SOFIA Mirella NapolitanoMirella Napodano, Presidente Nazionale di Amica Sofia, da tempo attenta al bisogno di dialogo e cooperazione cognitiva ed emotiva, che caratterizza fortemente la nostra comunità, ha detto: "Il filosofo ha il compito, oggi più che mai, di restituire continuamente agli altri una visione della realtà, svelando il valore sempre vivo e integro riposto nelle cose. Per giungere a scoprire e a rendere esplicita questa dimensione recondita del reale egli deve affrontare, ad occhi aperti e senza smarrirsi, la vicenda spesso paurosa davanti alla quale altri si perdono, arrendendosi al caos. Deve partecipare alla loro esperienza, attraversare la loro angoscia".

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