L’EPIDEMIA INFETTIVA, DAL 1594 AL 1600. SULLE TRACCE DI SAN CAMILLO DE LELLIS A NOLA E DINTORNI

Nola chiesa dei Santi Apostoli- La decorazione del soffitto con lo stemma MastrilliGianni Amodeo – 10.04.2014 - "Le sofferenze fanno scoprire e conoscere la fragilità e la finitezza della condizione umana". "I forti per stato sociale, oltre che per benessere e potere sono indotti a concepire e ad attuare l'emarginazione dei deboli dalla società. E se i primi escludono gli altri, per una società chiusa e a loro misura, i secondi, con consapevole dedizione ed amorevole responsabilità, sono inclusivi verso gli altri, per rendere più umana e giusta la società".
Due visioni contrapposte ed antitetiche di vita, che permettono di tracciare il discrimine dei perimetri di ampi campi di riflessione. E così se la prima prospettiva ispira l'esaltazione e la valorizzazione del ruolo della compassione, intesa come attitudine e capacità di "patire" insieme con gli altri, la seconda fa prefigurare e dischiudere gli orizzonti del dis-umano, con l'approdo alle teorie e alla prassi dei cupi e deformanti etnocentrismi, per non dire dell'affermazione violenta dei primati razziali, che hanno troppo spesso connotato la storia dell'umanità, nel lontano come nel recente passato e, purtroppo, nel nostro tempo, nel segno delle tante forme di schiavitù oppressiva, con i terrificanti colonialismi, i devastanti genocidi e totalitarismi, fatti lievitare con le tragedie di immani guerre.
depalmavescovo di nolaSono stati – questi e per sommi capi - i motivi tematici suscitati in rapida sequenza dal vescovo Beniamino Depalma, nella chiesa-agorà dei Santi Apostoli, per introdurre i percorsi di conoscenza della figura di San Camillo De Lellis, prospettandone ai tanti giovani presenti l'esemplarità dell'azione e dello stile di vita al servizio degli altri e dei poveri; un modello, da seguire e rivivere, perché la capacità di compenetrarsi con la propria interiorità in coloro che soffrono, rende la condizione giovanile più bella e attraente.
Le riflessioni sollecitate dal presule disegnavano le coordinate di riferimento per la riscoperta della figura e dell'azione profondamente umanitaria del Patrono dei malati e degli infermieri, nel contesto dell'anno giubilare camilliano, proclamato da Papa Francesco per la ricorrenza del 400.mo anniversario della morte del Santo abruzzese, avvenuta a Roma il 14 luglio del 1614. E San Camillo De Lellis appartiene alla millenaria storia religiosa e civile della Diocesi di Nola, del suo vasto territorio e delle sue comunità cittadine. Una presenza, che coincide con la missione di Vicario generale diocesano, che svolse nel 1600, quando l'epidemia infettiva, scoppiata nel 1594, raggiunse l'apice, con il suo carico di sofferenze e morte per le popolazioni. Una missione di assistenza e soccorso, che generosamente coinvolse San Camillo con i Padri crociferi della Congregazione che aveva fondato, oltre che i Padri gesuiti.
ager nolanusA determinare l'epidemia, le condizioni dei canali per il deflusso delle acque, da tempo non sottoposti a lavori di manutenzione e spurgo. Causa scatenante, l'alluvione del 1594, che produsse l'inondazione dell'intero territorio, con le acque provenienti dai Monti Avella , dai Monti del Vallo di Lauro e dalla Collina di Cicala. Una situazione, la cui criticità non fu affrontata con la tempestività degli interventi che erano necessari. E così il prolungato ristagno nel fossato , che circondava le mura della città, come nei canali, a cui afferivano i Casali di Nola - diventati progressivamente Comuni autonomi- in uno con l'accumulo di ogni genere di materiali e detriti abbandonati, rese le acque malsane, innescando e facendo diffondere i virus dell'epidemia letale. E, di passaggio, va rilevato che nel tempo le reti fognarie come i servizi igienici domestici ed urbani erano decisamente precari, se non inesistenti. Né va dimenticato che tra gli organi amministrativi della Città come dei Casali si registrò anche il palleggiamento di responsabilità sulla manutenzione dei canali di spurgo. Incurie di sempre, nell' Ager nolanus. E non solo, secondo le italiche indolenze e superficialità.
Lo scenario di quello che si chiamava Ager nolanus, inteso come Conca più che pianura, si estende dall'area pedemontana di Avella fino a Castelvolturno, seguendo la direttrice del Clanio, lungo le cui sponde si è coltivata per secoli la canapa, specie nel contesto che comprende Frattamaggiore, Atella, Aversa e Capua. E l' Ager, cuore della ricca economia rurale del territorio di più antica antropizzazione in Campania, ma anche tormentato dalle problematiche di ordine ambientale e dalle criticità igienico-sanitarie per l'inadeguato regime delle acque piovane, a cui si accompagnavano, a marzo ed aprile, quelle dello scioglimento delle arch. Maria Luisa Camponenevi sui monti circostanti, è stato al centro della puntuale e documentata relazione, sviluppata dalla prof.ssa Maria Carolina Campone, docente di Materie classiche al Liceo "Giosué Carducci". Una rivisitazione geo-topografica e dell'assetto idrogeologico territoriale, corroborata da documenti ed atti dell'Archivio di Stato, ed integrata dalle cronache delle frequenti inondazioni che avevano interessato l' Ager nolanus, già prima dei luttuosi eventi che si registrarono dal 1594 al 1600.
E va ricordato che l'epidemia cessò di infierire, grazie alla straordinaria decisione del patrizio nolano, Pier Antonio Mastrilli, presidente della Regia Camera della Sommaria. D'autorità, oltre che con impegno personale diretto, non solo dispose i lavori di spurgo dei vecchi canali, ma anche di scavare nei tempi più rapidi possibili nuovi canali, per far convogliare le acque malsane verso il Clanio, con sbocco sul Tirreno, proprio all'altezza di Castelvolturno. La risposta di sicurezza per il territorio e per le popolazioni, nonostante la crisi economica dell'intero Vice Regno, fu data poco dopo dal governo spagnolo con la realizzazione di quell'importante e strategica opera d'ingegneria idraulica, che fu costituita dal sistema dei Regi Lagni, su progettazione dell'ingegnere Domenico Fontana. Il sistema dei Regi Lagni è valso a garantire per circa quattro secoli la sicurezza del territorio, il valore delle sue colture e della correlata economia, fino a sessant'anni fa.
Sulla scia della relazione descrittiva dell' Ager nolanus ai tempi di San Camillo De Lellis, proposta dalla prof.ssa Campone, il dottor Edoardo Verrillo presentava i molteplici aspetti delle criticità sociali, generate dalla diffusione dell'epidemia infettiva tra le popolazioni. Limitate erano le possibilità d'intervento medico-sanitario, decisamente lontane da quelle dei nostri giorni. E lenire le sofferenze dei tanti, che venivano aggrediti dall'epidemia, era un compito arduo, sostenibile soltanto con la generosità umana, di cui San Camillo De Lellis e tanti altri diedero testimonianza condivisa. Una testimonianza di servizio e di dedizione verso il prossimo.
Le riflessioni di padre Antonio Puca erano incentrate sullo spirito umanitario, che contrassegna le attività della Congregazione, fondata da San Camillo De Lellis. Una presenza operosa nella storia sociale italiana, che prosegue nel segno delle idealità del Fondatore.

BOX: ANALOGIE & CONTRADDIZIONI
E' anno di particolari coincidenze, il 1600, per Nola e dintorni. Sono i dintorni, che le cronache del tempo identificano come Contado, formato dai Casali, quasi...subalterni alla Città, dov'è il "palazzo", anzi la monumentale ed imponente Reggia degli Orsini, tra i più importanti potentati dell'Italia della feudalità laica ed ecclesiastica del '500 e del '600.
Sul territorio infuria l'epidemia infettiva, che genera febbri atroci e morte, senza risparmiare nessuno. I poveri - e sono la larga parte delle popolazioni locali- muoiono nella solitudine più crudele, nell'abbandono più triste, con il solo conforto, quando c'è, dei religiosi e dei pochi volontari che sfidano rischi e pericoli La medicina offre poco o niente e conosce solo palliativi, né esistono luoghi di cura e di assistenza ospedaliera, così come si concepiscono ed esistono nei nostri giorni.....
San Camillo de LellisIl 1600 coincide con le solenni celebrazioni dell'Anno santo, che segna il recupero e la riaffermazione del ruolo della Chiesa cattolica nei Paesi dell'Europa mediterranea; ruolo, ch'era stato posto in crisi e sotto scacco dalla Riforma luterana. Il vescovo della Diocesi di Nola, monsignor Fabrizio Gallo ha raggiunto Roma per l'evento massimo della Chiesa e della Curia, pur sempre calate nell'esercizio del potere temporalistico ed assoluto. San Camillo De Lellis, nominato Vicario diocesano, con la "Bolla", firmata da monsignor Gallo, raggiunge a Nola per la missione di soccorso e aiuto, provenendo da Genova .....
Il 17 febbraio dello stesso anno, sempre a Roma, viene eseguita la sentenza dell'Inquisizione ecclesiastica con la condanna al rogo- per eresia- di Giordano Bruno, il Nolano di "nulla accademia", a Campo de' Fiori. Personalità con connotazioni ben distinte, quelle di San Camillo e di Giordano Bruno. Ma ricche di umanità, l'una al servizio del prossimo e dei poveri, l'altra quale alfiere e martire del libero pensiero. E su queste tracce tornano utili i riferimenti al pensiero di Baruch Spinoza e Bertrand Russel, in correlazione con la missione di San Camillo De Lellis.
L' olandese Spinoza, la cui visione filosofica ed etica é fortemente laica, con spiccata matrice liberale, nella seconda metà del Seicento scriveva che la pietà è quel tipo d'amore che modifica l'essere umano "in maniera che goda del bene altrui e si rattristi invece del male altrui". La pietà si atteggia così quale forma di affetto, che connette l'interiorità dell'uomo alla realtà esterna, la sua coscienza alle vicende degli altri, attraverso proprio la cognizione del dolore.
E' la cognizione che assurge a grande Maestra dell'umana esistenza. L'inglese Russel, agnostico, che ha segnato momenti significativi del pensiero filosofico e della cultura matematica del '900, fautore dei valori della pace ed avversando i totalitarismi del "Secolo breve", ha sempre sostenuto che la sua esistenza è stata costantemente "governata" da tre grandi sentimenti: "la sete d'amore, la ricerca della conoscenza e la struggente pietà per le sofferenze". Sono i fili dell'em-patia e della com-passione, nelle strette valenze etimologiche, che s'intrecciano e compongono un'unica trama: quella dell'umanità, che sa e riesce sempre a conciliarsi con se stessa. Come per dire che la pietà diventa ed è il veicolo della comprensione, che fa superare i confini della famiglia e della comunità di appartenenza o in cui si vive, facendo riconoscere il dolore nei propri simili e in tutte le forme viventi ...
Camillo De Lellis, proclamato Santo nel 1747, muore il 14 luglio del 1614. Oltre un secolo dopo,nel 1789, proprio il 14 luglio in Francia si dischiudono gli orizzonti della Rivoluzione sociale, politica ed economica, che si nutre dei valori dell'Illuminismo, spazzando via l'Ancien regime. Il 14 luglio per il Grande Paese transalpino è Giornata di festa nazionale ....
Schizzo finale. La sicurezza dell'assetto idrogeologico in uno con la bonifica della Conca nolana è stata a lungo garantita dai Regi Lagni, che negli ultimi decenni sono stati cementificati o fatti...sparire, trasformandoli...in strade. Ma le inondazioni dell' Ager nolanus, di cui raccontano le cronache prima dell' epidemia del 1594\1600 paiono ritrovare "attualità" sul territorio nelle tracimazioni frequenti delle acque putride degli alvei naturali, primo tra tutti il Quindici, e dei devastati Lagni, che furono Regi.
La diversità tra ieri ed oggi, sta nel fatto che le acque malsane degli alvei e dei lagni dei nostri giorni sono largamente contaminate da scorie tossiche e reflui pericolosi, oltre che da allacci di scarichi fognari di immobili costruiti contro-legge, infiltrandosi nei suoli agrari ed avvelenando le colture, per non dire degli allagamenti dei centri abitati, con conseguenti interventi d'urgente manutenzione straordinaria ad alti costi e pagati a piè di lista, senza controlli e verifiche stringenti. Secondo "norma" e consuetudine ...

 

Il Villaggio Preistorico di Nola "sbarca" in Toscana nell'Incontro con l'Autore con Angelo Amato de Serpis a Torre del Lago di Puccini

presentazioneTorredelLago08.04.2014 - Venerdì prossimo 11 aprile 2014, presso la Biblioteca Comunale di Torre del Lago di Puccini a Viareggio (Lu), nell'ambito della serie di incontri con gli autori dal titolo "Una Torre di Libri, un Lago di Iniziative", è previsto un appuntamento con lo scrittore Angelo Amato de Serpis e con il suo ultimo lavoro "Il Giorno Senza Domani", Albus Edizioni.
"L'incontro organizzato dalla Biblioteca Comunale di Torre del Lago di Puccini a Viareggio - ha sottolineato Angelo Amato de Serpis -, mi darà la possibilità di parlare, agli amici della biblioteca della città di Giacomo Puccini, della storia dell'uomo e della donna ritrovati a San Paolo Bel Sito e morti durante la terribile eruzione vulcanica detta delle Pomici di Avellino circa 4000 anni fa, ma sarà anche l'occasione di ricordare la loro vicenda umana che ci ha restituito l'archeologia attraverso lo scavo del Villaggio Preistorico di Nola e il ritrovamento dei due corpi. Inoltre avrò la possibilità di parlare del Villaggio Preistorico di Nola che fa da sfondo al racconto. Sono particolarmente contento di questo appuntamento perchè mi darà anche la possibilità di far conoscere le bellezze culturali della terra nolana, come appunto il Villaggio Preistorico di Nola, le Basiliche Paleocristiane di Cimitile e la Festa dei Gigli, presenti nel mio precedente lavoro "Con il naso all'insù". Inoltre "Il giorno senza domani" è, allo stesso tempo, ancora molto attuale perchè è un vero e proprio monito che ci giunge dal passato: il rischio Vesuvio, è ancora totalmente presente e, sicuramente, ancora più grave di 4000 anni fa".

Presentato in Regione il progetto per il Museo Civico e della Ceramica: “Familiar(T)e”. Intanto al via le iniziative legate al Mibac.

Museo CivicoAriano Irpino - 03.04.2014 - Approvate dal Commissario Straordinario, Vice Prefetto Elvira Nuzzolo, una serie di iniziative tese a valorizzare e promuovere il patrimonio storico culturale della Città di Ariano Irpino ed in particolare del Museo Civico e della Ceramica. Già presentato in Regione Campania il progetto denominato "Familiar(T)e" e intanto programmate diverse aperture straordinarie accompagnate da didattica museale in concomitanza con i grandi eventi promossi dal Mibac.
"Familiar(T)e" è un progetto di educazione museale, a cura della società Sistema Museo, dedicato, così come evocato dal titolo, alle famiglie con un ricco programma di incontri a tema rivolto ai bambini accompagnati dai propri familiari per promuovere la condivisione di inedite esperienze culturali ed estetiche e diffondere al contempo l'immagine del Museo della Ceramica e più in generale della Città di Ariano Irpino come "patrimonio culturale dinamico e aperto alla fruizione".
logo giornatenazionali famiglie al museoDa tempo si lavora per potenziare i servizi aggiuntivi del Museo della Ceramica attraverso l'educazione museale facendo leva sul trinomio "scuola-famiglia-museo", operando soprattutto in sinergia con la scuola attraverso progetti didattico-culturali. Questa volta, invece, prendendo ispirazione dall'istituzione della "Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo" presentato un progetto che mette la famiglia al centro delle azioni dell'istituzione museale. Si punta, quindi, direttamente alla famiglia, a questo specifico targhet di pubblico e alla sua fidelizzazione. Il Museo vuol quindi divenire luogo "family friendly, capace di trasformare la visita ad un luogo d'arte in un'esperienza di apprendimento condivisa, in cui grandi e piccini possano scoprire e completare affascinanti ed inediti percorsi di conoscenza reciproca e trascorrere così il tempo libero in spazi e tempi di qualità.
arianoirpino museocerjpgNella medesima ottica di educazione museale e valorizzazione del patrimonio culturale il progetto di "Promozione e valorizzazione didattica presso il Museo Civico e della Ceramica di Ariano Irpino in concomitanza dei grandi eventi organizzati e promossi dal Mibac", approvato con delibera di Giunta n. 28 del 10 marzo 2014 dal Commissario Nuzzolo. Il calendario prevede aperture straordinarie con visite guidate e percorsi didattici a tema a Pasquetta e il Primo maggio con ingresso gratuito, sempre a cura di Sistema Museo.

NOLA: L’USO DEL DEFIBRILLATORE, UN GESTO PER LA VITA

LIONS - Logo  500x48205.04.2014 - L'iniziativa è del Lion Club di Nola in collaborazione con l'omologo Lion Club di Acerra. E' mirata sulla conoscenza dell'importanza del defibrillatore, il cui utilizzo tempestivo permette di salvare la vita, a fronte delle criticità cardiache. Uno strumento ormai d'uso diffuso, in gran parte delle città centro-settentrionali, soprattutto nei luoghi pubblici più frequentati ed accorsati, persino nelle piazze, oltre che negli impianti sportivi. E nella maggior parte dei casi i defibrillatori sono testimonianza di atti di liberalità di imprenditori, associazioni, comuni cittadini ed uomini di sport.
defibrillatore-automatico-esterno"Un gesto per la vita" è il tema del convegno, che si svolgerà martedì, 8 aprile, alle ore 16,30, nella chiesa-agorà dei Santi Apostoli. Presenteranno l'iniziativa personalità delle istituzioni locali, del mondo della scuola e della sanità pubblica. Il medico Luigi Caliendo, primario di cardiologia al "Santa Maria della Pietà", svilupperà la relazione sulle metodiche applicative della disostruzione e dell'uso del defibrillatore.

Scisciano: Al via la quarta edizione di “Torrefazione Teatrale”

Servizio di Raffaele Airola in Scisciano Notizie

Locandina Torrefazione TeatraleScisciano - 26.03.2014 - Per il quarto anno consecutivo è ripreso l'interessante appuntamento della rassegna "Torrefazione Teatrale" a cura de "La Carrozza d'Oro" e di "Ya Basta", con la direzione artistica di Luana Martucci.
La rassegna, con i suoi sei appuntamenti, è partita il 23 marzo 2014 presso i locali della Biblioteca "Don Chisciotte" di Scisciano e si concluderà, con l'ultimo lavoro teatrale l'8 di giugno 2014.
Scisciano teatroDomenica 9 marzo i responsabili de "La Carrozza d'Oro" e "Ya Basta" hanno presentato, con una conferenza stampa, i sei spettacoli teatrali, l'ultimo dei quali sarà rappresentato l'8 giugno 2014. "La Torrefazione Teatrale - puntualizzano i responsabili - è un processo a cui sottoponiamo la materia teatro alle alte temperature dell'attenzione del pubblico; ma è anche un locale dove si preparano e si degustano le miscele teatrali di quanti vogliono un contatto diretto, non mediato dalle mode, dai pregiudizi e dalle pubblicità".
Ricordiamo che la rassegna si svilupperà all'interno di un'unica stanza, in cui pubblico e attori avranno un contatto diretto, quasi fisico.
Ecco il calendario completo della rassegna "Torrefazione Teatrale":
23 Marzo 2014 - Compagnia Magma BASE - Li cunti da lo Cunto. Da G.B. Basile, con Daniele Mattera, Paola Maddalena, Alfredo Giraldi, Sebastiano Cappiello. Regia: Daniele Mattera, Paola Maddalena, Alfredo Giraldi.
La raccolta di racconti di Giambattista Basile fu pubblicata la prima volta tra il 1634 e il 1636, dopo un periodo di studio delle espressioni e dei modi di dire popolari e di esplorazione dei generi del teatro di strada e di piazza. La stessa ricerca nella cultura e nell'arte campana ha guidato il nostro progetto di rivisitazione e teatralizzazione de "Lo cunto de li cunti". La scena è spoglia per dare risalto alle voci degli attori, così che la ricchezza del napoletano barocco del '600 sia l'elemento centrale della messa in scena. Un teatrino è il vertice del triangolo in cui recitano i quattro artisti di strada – ora banditori, ora narratori, ora cantanti, burattinai, maschere e pupazzi – che fanno danzare le sonorità della parlata campana con l'energia dei temi e dei ritmi del teatro napoletano, diventando testimonianza di percorso nelle radici della nostra tradizione artistica.
6 Aprile 2014 – Compagnia Nerosesamo – Il mio amico D. Con Pietro Tammaro, Regia: Luca Saccoia.
"Presto iniziai a trasformare le strade del mio quartiere in un campo di calcio. Bastavano solo quattro zaini e un pallone, e un posto dove non passassero troppe macchine e ci fossero troppe buche. Ma a Napoli era un'impresa trovare un posto così, gratis. Il campo dei campi era occupato: l'area di parcheggio dello stadio San Paolo, il preludio al tempo di Dieguito. C'era gente che si accampava lì settimane prima. Il primo che avvistava il campo libero, che poteva essere anche di pochi metri, chiamava a raccolta tutti gli altri con un fischio. E tutti correvano anche all'alba, tutti uscivano di casa anche con i pigiamini pur di giocare lì. Che bello!" (Pietro Tammaro).
"I miei sogni sono due, giocare il mondiale e vincerlo".. Erano anche i sogni di noi fortunati bambini a colori dell'82. Ma come i neonati non hanno sviluppato a pieno i sensi, così noi i colori non li distinguevamo ancora bene. Per noi l'azzurro era ancora troppo in alto, lo vedevamo squartato dalla scia degli aerei e basta. Anche il pallone sembrava risiedere altrove prima dell'arrivo di Dieguito. Non qui, non al sole, non per noi. No era ancora il momento per il Pibe di giocare e vincere il mondiale, non era il nostro momento certamente per dare un volto all'azzurro e non alzare la testa per cercarlo. Diego era venuto a salvarci e a mostrarci la via a far tornare la palla rotonda e da questa vedere il futuro". (Luca Saccoia).
27 Aprile 2014 – Nando Brusco – La voce è tamburo. Di e con Nando Brusco.
La forza evocativa del il suono ancestrale dei tamburi, ha permesso a Nando Brusco di compiere un viaggio nella cultura popolare e nella memoria orale della sua terra. I ricordi di storie lontane, unito agli studi e all'esperienza maturata come Cantastorie, si sono incontrati nel cerchio magico del tamburo. Lo strumento che è ventre materno. Forza generante. Colonna sonora di storia e leggende del mediterraneo. Lo spettatore si troverà coinvolto in un viaggio emozionante. Fra mito e realtà. Fra Voce e Tamburo.
11 Maggio 2014 – Compagnia Circum'anotico – Il re muore. Di e con Annamaria Palomba.
"Solitudine, tristezza, pillole di felicità nella vita di un re, raccontate (forse) dal grottesco ed improponibile medico di corte".
25 Maggio 2014 – Compagnia Nerosesamo – Il grido del silenzio. Di e con Luchino Lombardi, Regia di Luca Saccoia.
"Si è vero. Realizzai un sogno ed ero felice...ero diventato un mimo...Mio padre finalmente non pensava più: " 'O mim? E Perché 'o min?". da allora non fu più un handicap, spegnere il sonoro e nascondermi dietro ai movimenti del mio corpo...Le difficoltà nell'esprimermi scomparirono, perché avevo trovato il mio linguaggio, con la voce del corpo che urlava nel silenzio..." (Luchino Lombardi).
Luchino Lombardi "realizza il suo sogno" diplomandosi alla Scuola Internazionale di Mimodrame di Parigi e andando ad integrare la Nouvelle Compagnie Marcel Marceau. Prosegue la propria formazione partecipando a numerosi stage e seminari di approfondimento: Teatro No^ Kabuki (Shiro Daimon), Acrobazia Teatrale (Alexandre del Perugia), Schema Teatrale (F.Rostain e P. Camboni), Danza Contemporanea (Malou Airaudo, Dominique Mercy, Susanne Linke, Beatrice Libonati, Virginia Heinen), Tango Argentino (Pablo Veron, Cecilia Gonzales, Mariano Chico Frumboli), Teatro (Ariane Mnouchkine), Cinema (Kim Masee), Recitazione Cinematografica (Accademia Silvio D'Amico).Insieme ad altri colleghi fonda l'associazione Nerosesamo che produce cortometraggi e spettacoli teatrali.
8 Giugno 2014 – Compagnia la Carrozza d'Oro – Vite da Bracco. Da Roberto Bracco, con Luana Martucci, Alfredo Giraldi, Pasquale Napolitano, Chiara Borrelli, Viven Valli, Leonardo Mazza. Regia: Pasquale Napolitano.
"Bisogna avere coraggio. L'alternativa è assecondare ciò che accade intorno. Bisogna avere il coraggio di avere delle idee, di perseguirle, con crudeltà, soprattutto verso noi stessi. Può capitare che il coraggio porti da una parte a incontrare dei giganti come Ermete Novelli, Irma ed Emma Grammatica, la Duse, addirittura a prendere il Nobel per la letteratura. Ma quello stesso coraggio, quelle stesse idee possono portartici a perdere il Nobel perché non abbiamo la tessera del partito fascista. Ma il coraggio non basta. Neanche le idee. Ci vuole la vita, l'amore per la vita e per l'umanità, ci vogliono uno stile letterario raffinato che sa essere alto e basso, uno sguardo profondo e disincantato sulla realtà; ci vuole l'ironia, un senso profondo di etica, estetica e politica per scrivere dell'umanità e portarla in scena per mostrarla a se stessa. Il lavoro della compagnia è un omaggio ad alcune delle Vite di cui Bracco scrive" (Pasquale Napolitano).

Inizio spettacoli ore 19.00 e ore 21.00.
Info e prenotazioni: La Carrozza d'Oro Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – 3392822917
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