“Giovani musicisti in concerto”, il 25 e il 26 giugno, presso il Teatro Comunale di Airola

Al saggio musicale dell'Associazione Culturale Musicale del M° Anna Izzo in scena gli allievi del "Mille e una nota"

Mille e una notaMario Tirino - 23.06.2014 - Appuntamento mercoledì 25 e giovedì 26 giugno 2014, inizio ore 20, presso il Teatro Comunale di Airola (Bn), per "Giovani musicisti in concerto", l'evento di due giorni in cui si esibiranno i quasi cento allievi dell'Associazione Culturale "Mille e una nota".
L'Associazione caudina ha appena archiviato la sesta edizione del Concorso di Esecuzione Musicale "Città di Airola", svoltasi dal 25 maggio al 1 giugno, che ne ha sancito lo status di manifestazione "Internazionale" e portato ad Airola 5000 presenze in 7 giorni, consentito l'esibizione di 700 musicisti in gara, di cui 50 provenienti dall'estero: Spagna, Turchia, Azerbaijan, Norvegia, Russia, Ucraina, Giappone, e distribuito borse di studio per circa 10mila euro.
Il mese di giugno si chiude con l'annuale evento di fine anno accademico, in cui giovani e giovanissimi musicisti offrono gratuitamente al pubblico di Airola e della Valle Caudina un saggio della propria maturazione musicale.
Nella due giorni si esibiranno i pianisti Alessia Cafasso, Fausto De Dona, Leonardo Falzarano,anche batterista, Dolores Silvestro, Armando Vitale, Bruno Romano, Giovanna Falzarano, Giovanna Del Balzo, Giulia Falzarano, Pasquale Ruggiero, Katia Meccariello, Gina Maglione, Adele Russo, Federica Parente, Antonio Di Silvestro, Alessandra Mauro (anche violinista), Rossella Massaro, Valentina Morgillo, Emilio Iannotta, Luca Piscitelli, Claudia Fruggiero, Benedetta Geppina Simeone, Libera Nuzzo, Raffaella Mauro, Nunzia Fierro, Luigi Bove, Michele Carfora, Leonardo Luciano, Paolo Giordano, Christian De Nicolais, Maria Pia Falzarano, Elena Beatrice, Sabrina Casale, Iacopo Parente, Mario Abbatiello, Francesca Pia D'Agostino, Simona Napolitano, Valeria Febbraro, Flavia Del Monaco, Carmen Viola, Francesca Mignuolo, Lorenzo Falzarano; i violinisti Laura Falzarano e Antonia Mainolfi (anche cantanti); i cantanti Maria Laura Beatrice, Ester Crisci, Raffaella Mauro, Irene Guerriero, Irene Carfora, Salvatore Diglio, Martina Mirto, Virginia Valente, Miriam Montella, Mariacristina Marotta, Adele Russo, Giovanna Del Balzo, Giada Maglione; i chitarristi Gabriella Ruggiero, Francesco Piantadosi, Gennaro Mazzariello, Paolo Ceccarelli, Alfonso Costetti, Gianfranco Razzano, Mario De Lucia, Arianna Montella, Antonio Ferrante, Antonio Giordano; i batteristi Francesco Viola, Silvia Piantadosi, Angelo D'Addio, Gabriele Pace, Federico Iuliano, Roberto Carfora, Pietro Amoriello, Luigi Massaro; il cantautore Giuseppe Fuccio; il clarinettista Antonio Piscitelli.
Alcune composizioni saranno eseguite dagli allievi in formazione coristica e da band formate da più musicisti. L'ampio programma comprende opere di musica classica e standard della musica leggera. Le prime includono brani dal repertorio di G. Verdi, J. Bastien, L. Van Beethoven, M. Clementi, E. Pozzoli, W. A. Mozart, F. Chopin, N. Piovani, J. Ivanovici, F. Spindler, F. Haydn, W. Gillock, C. Gurlitt, R. Schumann, J. Strauss, J. S. Bach, C. Debussy. Tra le canzoni jazz, rock e pop interpretate dai musicisti caudini in erba figurano capolavori della tradizione partenopea classica (Palomma 'e notte, 'O mese d''e rose, 'O sole mio, Voce 'e notte, Tu si 'na cosa grande, Te voglio bene assaje), evergreen della musica popolare italiana recente (Guarda come dondolo, Papaveri e papere, Andavo a cento all'ora) o contemporanea (Quando, 50mila, Aria, sole terra e mare, Frena) e must del patrimonio anglosassone (Sweet Home Alabama, Yesterday, Happy, Wish You Were Here, Let it Be, We Are the Champions, If Ain't Got You, When the Saints, What a Wonderful World, One and Only, New Ground, More than Words, Are You Gonna Be).
Gli allievi hanno usufruito della consulenza didattica di uno staff di docenti, composto dai Maestri Anna Izzo, Tina Babuscio, Enrico Bernardo, Nicola D'Apice, Antonio Falzarano, Giampiero Franco, Luigi Riccio, Luigi Monterossi, Angela Musco, Susanna Pescetti, Pietro Sparago e Maura Minicozzi.
Anna Izzo"Per gli allievi e i docenti del 'Mille e una nota' il saggio di fine anno accademico rappresenta sempre un momento emozionante di sfida e misurazione del livello di preparazione, maturazione e consapevolezza raggiunto nel corso dell'anno. Il nostro obiettivo, infatti, è che la musica sia vissuta dai ragazzi come una preziosa occasione di crescita umana, culturale e civile all'insegna del benessere individuale e comune", ha dichiarato, presentando il saggio, il M° Anna Izzo, direttore artistico dell'Associazione Culturale Musicale "Mille e una nota".

 

L’ACCADEMIA MUSICALE NAPOLETANA LUNEDÌ 23 GIUGNO INCONTRA STEFANO CAUSA, IN OCCASIONE DEL TRENTESIMO ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI RAFFAELLO CAUSA

sagrestia del VasariNapoli – 21-06-2014 - L'ACCADEMIA MUSICALE NAPOLETANA, fondata da Alfredo Casella nel 1933, per il ciclo degli Incontri Recital MASSIMO FARGNOLI, lunedì 23 giugno 2014, alle ore 18.00, incontra STEFANO CAUSA, in occasione del trentesimo anniversario della morte di Raffaello Causa
L'evento, organizzato dall'Accademia Musicale Napoletana, istitutrice dal 1952 del Concorso Pianistico Internazionale ad luii intitolato, si svolge presso la Sacrestia del Vasari all'interno del Complesso Monumentale di Sant' Anna dei Lombardi.
E' promosso dall' Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e si svolge con il contributo di Cariparma Credite Agricole, in collaborazione con la Steinway & Sons, attraverso l'antica Ditta Alberto Napolitano di Piazza Carità in Napoli (1840) e la Fondazione Valenzi.
Fargnoli ripercorrerà insieme al docente universitario, prof. Stefano Causa, le tappe fondamentali della carriera di grande promotore culturale del padre Raffaello: le mitiche Mostre sul 600' e 700' napoletano e tante altre iniziative, in occasione del trentesimo anniversario della sua morte.
All'incontro parteciperà anche la madre e moglie del grande Sovrintendente, Marina Causa Picone. Nel corso della serata verranno eseguite musiche di Mauro Giuliani da parte del soprano Hyo Soon Lee e del chitarrista Paolo Lambiase.
L'ingresso è libero.

Presentazione a Nola del volume “La pittura a Nola e a Napoli nel primo quattrocento una Madonna e santi ritrovata” a cura di Pierluigi Leone de Castris

Il restauro di una tela creduta seicentesca porta alla luce una delle rare tracce della cultura artistica dei primi decenni del XV secolo a Nola

una madonna eLu.Pi. - Mercoledì 18 giugno 2014, a Nola, presso il Palazzo Vescovile, Salone dei Medaglioni, con inizio alle ore 18.00, presentazione del volume "La pittura a Nola e a Napoli nel primo quattrocento una madonna e santi ritrovata" a cura di Pierluigi Leone de Castris, fotografie di Luciano Pedicini, edito da Arte'm.
Porteranno il loto saluto: S.E. Beniamino Depalma, Arcivescovo di Nola; Giorgio Cozzolino, Soprintendente per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per Napoli e Provincia; Flora A. Nappi Ambrosio, Presidente dell'Archeoclub d'Italia - Sede di Nola; Franco Di Spirito, della Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per Napoli e Provincia.
Intervengono: Pasquale D'Onofrio, Vicario Generale della Diocesi di Nola; Pierluigi Leone de Castris, dell'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa; Antonia Solpietro, Direttore dell'Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Nola; Daniela Giordano, Restauratrice.

de Castris"--- una tela creduta seicentesca, sporca, tagliata, ridipinta e conservata in un deposito si rivela inaspettatamente una rara opera del primo quattrocento, con ogni probabilità realizzata per l'altare maggiore della cattedrale di Nola ricostruita dai Feudatari del luogo, gli Orsini, a cavallo fra tre e quattrocento. Il suo restauro porta alla luce una delle rare tracce della cultura artistica di questo periodo così complesso e così poco noto della nostra storia, i primi decenni del XV secolo, dominati dalle figure degli ultimi sovrani della dinastia degli Angiò-Durazzo, Ladislao e Giovanna; ma questa scoperta diventa anche l'occasione per un'indagine più estesa su un territorio, la contea di Nola, che sotto Raimondo Orsini visse un momento particolarmente felice e florido e che infatti si scopre ricco di altre testimonianze importanti del «gotico internazionale», una stagione che vede Napoli e la stessa Nola al centro di un crocevia d'influssi e di traffici artistici, tra le Marche, la Spagna, la Liguria, Pisa e Siena". [Pierluigi Leone de Castris].

Titolo: Una Madonna e Santi ritrovata e la pittura a Nola nel primo Quattrocento
Autore: Leone de Castris, Pierluigi
Prezzo: $35.00
ISBN: 9788856904345

 

Si avvicina la deadline per l’ammissione al Napoli Film Festival per i concorsi Schermo Napoli Corti, Documentari e Web e per la sezione Europa-Mediterraneo

Entro il 30 giugno dovranno essere presentate le opere

Naoli Filmfestival1 - Copia 500x113Napoli - 16 giugno 2014 - Ultimi giorni per poter presentare le opere per i concorsi della XVI edizione del Napoli Film Festival, che si terrà ad ottobre. Entro il 30 giugno, infatti, dovranno pervenire all'organizzazione della rassegna partenopea le opere che vorranno partecipare alla selezione per i concorsi Schermo Napoli Cortometraggi e Schermo Napoli Documentari, le due sezioni del Napoli Film Festival dedicate a opere girate da registi campani o che abbiano per oggetto la Campania.
Per i vincitori, oltre alla vetrina del Napoli Film Festival, che negli ultimi anni ha accompagnato nei loro primi passi molti registi poi affermatisi sulla scena nazionale, ci sarà il Vesuvio Award e il premio Asit News, un anno di rassegna stampa gratuita offerta dalla società specializzata Asit. Il miglior documentario autoprodotto e il miglior cortometraggio autoprodotto riceveranno poi 16 ore di postproduzione gratuite per la loro opera successiva, offerte, per di "doc" da FILMap, centro di formazione e produzione cinematografica dell'Arci Movie.
le creature del vesuvio - Copia 500x281Deadline in scadenza anche per il concorso Europa-Mediterraneo, aperto a film europei e della sponda sud del bacino: anch'essi dovranno essere presentati entro il 30 giugno per entrare nella finestra che il festival napoletano apre ogni anno su piccole perle della cinematografia internazionale, che restano fuori dalla grande distribuzione. Uno sguardo che quest'anno si allargherà anche grazie alla collaborazione con Alto Fest, il progetto che prevede delle residenze d'artista di registi e videomaker d'oltre frontiera in appartamenti privati per realizzare un'opera filmica. In palio, in questa sezione, c'è, oltre al Vesuvio Award, anche l'Augustus Color Award, consistente in 5 copie in digitale per la distribuzione sul mercato italiano e l'Asit News Award, che permetterà al produttore vincitore un anno di rassegna stampa gratuita offerto dalla società specializzata Asit.
la paura più grande - Copia 500x333La rassegna napoletana diretta da Davide Azzolini e Mario Violini proporrà, poi, ancora una volta, il concorso Fotogrammi, la sezione del Napoli Film Festival dedicata alla fotografia che darà la possibilità alle migliori opere di essere esposte in mostra durante la settimana della rassegna napoletana. Le foto quest'anno dovranno avere come tema il cinema di Michelangelo Antonioni, a cui il Napoli Film Festival dedicherà un'ampia retrospettiva: per essere ammesse alla selezione ufficiale, le fotografie dovranno essere presentate entro l'1 settembre.
Per tutte le informazioni in dettaglio sulla partecipazione alla XVI edizione del Napoli Film Festival basta scaricare i bandi dal rinnovato sito www.napolifilmfestival.com.

LIBRI IN “VETRINA”A BAIANO: GIOACCHINO AMATO E NICOLA MONTANILE ALL’”INCONTRO”

Il romanzo breve "Dieci ore" e la monografia dedicata a Franco Venditti, intellettuale e politico, già sindaco di Avella, al centro dell'evento, scandito dalle letture di Maria Grazia Vitale e dagli accordi di chitarra di Francesca Fiordelisi e Antonio De Martino. Sorridente e cordiale siparietto di Giovanni Bellavista, con le garbate imitazioni di Massimo Troisi e di Giorgio Napolitano, "arricchito" dall'"interpretazione" di alcune gemme dell'ironico disincanto, con cui si connota la poesia di Totò.

Copertina Dieci OreEn.Sta. - Baiano 13.06.2014 - Una scrittura densa ed intensa per qualità di contenuti. E squarci di poesia, in cui le parole si librano, veicolando emozioni e sentimenti, che denotano la ricerca del bello e del vero nel fluttuare delle contraddizioni dell'umana condizione esistenziale.
Sono i connotati distintivi di "Dieci ore", modello di romanzo breve, che segna l'esordio di Gioacchino Amato nel panorama degli autori di narrativa. Pubblicato Schena editore, per la collana "poche pagine", al testo è stato conferito il riconoscimento di merito per il Premio della narrativa, intitolato alla memoria di Valerio Gentile. L'autore, poco più che ventunenne, vive risiede con la famiglia a Cicciano, dopo aver frequentato con eccellente profitto il locale Liceo scientifico "Enrico Medi", è attualmente impegnato nella conclusione degli studi nell'Università di Salerno.
La narrazione di "Dieci ore" costituisce una forma di diario, che l'autore comincia a fissare nella pregnanza della scrittura intorno ai diciassette anni; scrittura, intesa e ... vissuta come terapia, che affranca dal caos, come recita uno dei motti del retro della copertina, mentre Voltaire è l'autore dell'altro motto, per il quale i romanzi sono sempre troppo lunghi. E' la scrittura, che alimenta e permea la lucidità del discernimento, con cui si pone ordine nel caos, con cui l'uomo deve misurarsi costantemente nella mutevolezza delle fasi dell'esistenza e, in particolare, nel vissuto di quell'età di mezzo e di incertezze, che oscilla tra l'adolescenza e la soglia della giovinezza.; età, nella quale, per dir così, il guscio protettivo e rassicurante del nido-famiglia, tanto gradito a Peter Pan, il personaggio-metafora di chi non vuole ... crescere, esercita sempre la sua forte capacità d'attrazione, mentre il percorso che si dischiude al magico orizzonte di Harry Potter, pur nell'arditezza che sollecita e richiede, ha la malia del fascino dell'avventura, a cui è difficile sottrarsi ed impossibile resistere. E' l'ambigua e frastagliata conflittualità, il caos appunto, che si vive nel vortice dei diciassette anni.
Amato a Baiano - CopiaE'- questo- l'impianto, di cui si nutre Il filo narrativo, che Amato lascia dipanare nelle pagine di "Dieci ore", senza alcun carattere diretto di natura autobiografica, per attraversare il mondo dei protagonisti - quattro coetanei - marcando i profili caratterizzanti della complessità, con cui si rapportano con la realtà e con i genitori. Sono rapporti, in cui i linguaggi si sviluppano in dissonanza più di quel che appaia nella superficie delle impressioni, intrinsecamente fallaci ed effimere. E così gli spazi relazionali, che adolescenti e giovani, non trovano nell'ambito familiare, generano l'approdo negli spazi "altri" del gran mare...del vivere. E i primi porti sono quelli delle sale dei gran bar, delle caffetterie, in cui convivono e si mescolano le più disparate espressioni della musica, dagli stili del rock a quelli del new country, per incrociare sempre le modulazioni e le sonorità del jazz, che parla il linguaggio dei sentimenti più autentici e dell'umana sofferenza. Non è casuale che in "Dieci ore" uno dei tanti Disco inner, spuntati come funghi sui territori negli ultimi venti anni faccia da sfondo per una parte significativa del racconto. Penetrante ed acuta la sensibilità, con cui Gioacchino Amato focalizza la realtà dei migranti - giovani e giovanissimi- giunti in Italia, assunta a simbolo e .... realtà del bello e agiato vivere. Un'illusione, quella dei migranti della narrazione, animati dal desiderio di rompere il cordone ombelicale con le terre d'origine, che sono quelle albanesi, uscendo dal guscio ... di Peter Pan, per ritrovarsi, stretti dalla necessità e dal bisogno, nella clandestinità per sopravvivere e subendo ogni forma di sfruttamento nei lavori più umili e pesanti, vivendo in tuguri.
franco venditti - Copia 344x500D'impostazione distinta e sviluppo contenutistico differente, il discorso saggistico proposto da Nicola Montanile nella monografia - pubblicata dalla Grafica Napolitano di Nola - in cui sono proposti i profili di Franco Venditti, nella dimensione umana di larga disponibilità verso gli altri, in quella dell'intellettuale e in quella del politico e dell'amministratore pubblico, in qualità di consigliere,assessore e sindaco di Avella, fino all'esercizio sia delle funzioni di componente del Comitato di controllo dell'Asl di Avellino che di Difensore civico della città natia. Un lungo percorso di presenza nella realtà cittadina e dei territori, punteggiato da una variegata ed incisiva attività giornalistica sui giornali e periodici provinciali e regionali, oltre che di tiratura nazionale, un percorso, intrapreso negli anni dell'immediato secondo dopo-guerra mondiale fino all'anno della morte, nel 2008. Ed era nato nel 1915.
La monografia di Montanile fissa le fasi salienti dell'itinerario di vita pubblica, seguito da Venditti; itinerario alla cui base non solo spicca la formazione culturale – aveva conseguito il diploma dell'Accademia di Educazione fisica, a Roma, e le lauree in Giurisprudenza e in Scienze politiche nelle Università di Sassari e Firenze, con il massimo dei voti- ma anche le esperienze di tenente degli alpini del reggimento Fenestrelle, sui fronti del secondo conflitto mondiale. Alla fine della guerra, Venditti è tra i fondatori della Democrazia cristiana in Irpinia, insieme con Fiorentino Sullo e le figure più rappresentative del notabilato liberal-borghese dei territori, tra cui Alfredo Amatucci e Salvatore Scoca.
Nicola Montanile a Baiano - CopiaAttivamente partecipe alla campagna del referendum istituzionale del 1946, il cui esito abrogò la forma monarchico dello Stato, dando forma e corpo allo Stato repubblicano e democratico, il cui ordinamento sarà ancorato ai principi della Costituzione in vigore dal gennaio del 1948. E Venditti sfiora l'elezione per l'assemblea costituente. Un obiettivo mancato di poco, mentre il suo raggio d'azione e d'impegno civico è fortemente calibrato su Avella, scontrandosi con il notabilato locale, strutturalmente arroccato nelle file della Democrazia cristiana. E si determinano le condizioni della separazione in casa scudocrociata, tra Venditti e gli antagonisti, medici ed avvocati di stimata professionalità, oltre che di agiata condizione familiare sul versante sociale ed economico.
Nelle pagine della monografia rivivono momenti rilevanti della storia locale, di cui Venditti è stato un protagonista operoso, pure nelle asprezze delle lotte politiche che affrontò sempre a viso aperto e con franchezza di linguaggio; una dimensione di vita ed un stile comportamentale, che fa aggio sulla varietà delle opzioni politiche compiute, dalla Democrazia cristiana al Partito socialista democratico, con approdo nelle file del Partito repubblicano italiano. Varietà di opzioni, che coniugò costantemente con il totale disinteresse personale e familiare; quel disinteresse, che certo non alberga nei tanti che dalla politica anche e soprattutto del piccolo cabotaggio localistico hanno tratto- e traggono- vantaggi di ogni genere.
manifestazione allIncontroI testi di Amato e Montanile sono stati presentati nei locali de L'Incontro, sul filo della conversazione-intervista, condotta da Gianni Amodeo. La cornice alla presentazione era fornita dagli accordi musicali delle chitarre di Antonio De Martino e Francesca Fiordelisi, con la lettura di alcuni brani della monografia su Venditti, fatta da Maria Grazia Vitale. Il clou aveva per protagonista Giovanni Bellavista con le sorridenti e cordiali imitazioni di Massimo Troisi e Giorgio Napolitano. Il sigillo pregiato era impresso da Bellavista nell'impeccabile "recitazione" interpretativa di alcune gemme della migliore produzione poetica di Totò. Gemme ... espressive di disincanto e d'ironia ineguagliata. E ineguagliabile. Una chiusura con contaminazione di stili e generi, quale migliore non poteva essere.

 

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