Arte ritrovata tra Capua e Paestum, 500 reperti in mostra “Immaginando Città”

Museo archeologico antica CapuaPietro Luciano - 20.05.2014 - Sarà inaugurata il 21 e il 29 maggio, rispettivamente a Santa Maria Capua Vetere, presso il Museo dell'antica Capua, e agli Scavi di Paestum, la mostra "Immaginando Città. Racconti di fondazioni mitiche, forma e funzioni delle città campane", evento organizzato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta, nell'ambito dell'omonimo Progetto cofinanziato dalla Regione Campania con Fondi Por-Fesr.
Un allestimento innovativo che si snoda lungo due percorsi di conoscenza: la città moderna che insiste direttamente sui resti antichi, come nel caso di Capua-Santa Maria Capua Vetere, e le città antiche che non hanno avuto continuità di vita sullo stesso sito, come Posidonia/Paestum-Capaccio.
Museo di PaestumL'evento riguarderà anche Napoli con l'esposizione di materiali provenienti dagli scavi più recenti della Metropolitana e dei lavori effettuati per la realizzazione dell'Alta velocità ed è stato presentato nell corso della mattinata del 14 maggio al Caffè Gambrinus di Napolil, alla presenza dell'assessore regionale ai Beni Culturali della Regione Campania, Pasquale Sommese, il quale illustra così gli obiettivi del progetto pilota: "Il fine ultimo di questa iniziativa, che la Regione finanzia, è la creazione di un sistema di valorizzazione e promozione del patrimonio artistico. Bellezze archeologiche e paesaggistiche, arte, grandi eventi devono fare parte di un unico contenitore con lo scopo di far conoscere all'esterno una sorta di sistema Campania". "Su questo aspetto insisto Pasquale Sommese 3particolarmente aggiunge Sommeseperché ritengo necessaria la collaborazione tra istituzioni, al fine di raggiungere un obiettivo comune, che è quello della crescita complessiva della nostra regione".
"Ognuno - continua l'assessore - deve fare la propria parte: la Regione programma e non è solo ente finanziatore, il Comune garantisce il decoro della città, l'accoglienza e la sicurezza, la Soprintendenza accompagna questi processi affinché vengano ultimati nel migliore dei modi. Per far crescere il sistema tutti, dagli Ept alle Camere di Commercio al Comune e alla Regione devono remare nella stessa direzione".
Adele CampanelliPer Adele Campanelli, soprintendente per i beni archeologici di Salerno, Benevento, Avellino e Caserta, "... una terra come la Campania può raccontare storie fantastiche in maniera del tutto innovativa. Con questo progetto prendiamo dei reperti archeologici, alcuni esposti per la prima volta, e offriamo loro l'occasione di non essere dimenticati. Così come vogliamo mettere in risalto, attraverso il racconto e la valorizzazione di questi beni, l'enorme lavoro realizzato da quegli studiosi, ai quali viene affidata la missione di tramandare la storia. Quello che vogliamo fare, a conclusione del progetto, è dare ai visitatori un motivo di interesse per apprendere la storia che non conoscono. Qui da noi la gente va a vedere i siti archeologici non perché glielo insegnano a scuola, come accade in Inghilterra, ma per interesse verso una storia, un racconto, una novità. E noi, con Immaginando le Città, diamo risposta a questa esigenza".
Gregorio AngeliniL'obiettivo viene rimarcato anche da Gregorio Angelini, direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici della Campania. "il visitatore, attraverso questo viaggio nella storia delle città, potrà avere una percezione viva di quello che sentirà e vedrà. Raccontare la nascita e l'evoluzione di siti come Capua, Cuma e Paestum è un modo per coinvolgere direttamente il visitatore in questo lungo e affascinante viaggio. Per noi, inoltre, si tratta di un esperimento da replicare per poter valorizzare adeguatamente l'enorme patrimonio culturale della Campania".
francesco siranoFrancesco Sirano, responsabile unico del progetto e responsabile ufficio Beni Archeologici di Santa Maria Capua Vetere, fornisce i dati dell'iniziativa. "Grazie ai fondi stanziati dalla Regione Campania dice – mettiamo in scena un bagaglio di conoscenze sviluppato negli ultimi 60 anni. Con il contributo di Carlo Rescigno, co-autore del progetto, realizziamo un percorso che va dalla preistoria fino ai giorni nostri, presentiamo 500 reperti dislocati in 16 diverse sale espositive, offriamo ai visitatori la possibilità di entrare nella storia e sentirla raccontare come se stesse accadendo in quel momento. Fin qui, con questo progetto, siamo riusciti ad aumentare la vendita dei biglietti del 50 per cento".

Paestum - scaviPrimo evento: Mostra sui miti di fondazione e sulle città greche della Campania nel Museo Archeologico di Paestum con rimandi al Museo Narrante di Hera alla Foce del Sele, al Parco archeologico di Paestum e al Parco archeologico di Velia.
Capua -.immaginandocittaSecondo evento: Mostra sulle città etrusche ed italiche della Campania antica nel Museo Archeologico di Santa Maria Capua Vetere, con il coinvolgimento dei seguenti centri: Nola, Nocera, Santa Maria Capua Vetere, Maddaloni, Comuni Atellani, Calvi Risorta, Sessa Aurunca, Teano.

Il Programma prevede: Un ciclo di conferenze su "Le Città Campane itineranti" e seminari scientifici di approfondimento; una mostra interattiva (visione virtuale) IMMAGINANDO CITTA'. Racconti di fondazioni mitiche, forma e funzioni delle città campane suddivisa in due sezioni principali: Paestum: Le colonie greche, Aerofoto hera argivapresso il Museo Narrante di Hera alla Foce del Sele e il Museo Nazionale di Paestum; S. Maria Capua Vetere: Le città etrusche e romane, presso il Museo dell'Antica Capua.
Saranno pubblicati, inoltre, un catalogo scientifico e degli opuscoli divulgativi; saranno allestite postazioni informative nei diversi centri, musei e aree archeologiche, coinvolti nell'iniziativa; saranno creati itinerari di visita con personale scientifico, animazione e navette di collegamento tra i centri, animazione teatrale con due spettacoli di racconti di fondazioni mitiche, interlacciati ai percorsi di visita e presso i musei.

 

2° MEMORIAL “NICOLA PUGLIESE” AD AVELLA

Momenti di pura emozione e commozione ieri sera, tra gli "amici" che sono intervenuti all'incontro, organizzato dall'Associazione "MELA", per ricordare Nicola Pugliese a due anni dalla sua scomparsa.

Pugliese nel giardino di Avella18.05.2014 - Come programmato, si è svolto il 2° Torneo (dimostrazione in simultanea) – Memorial "NICOLA PUGLIESE" con la preziosissima partecipazione di alcuni dei dirigenti, nonché campioni di scacchi, della Federazione del Gioco degli Scacchi: Pasquale COLUCCI, vice presidente Comitato Regionale Scacchisti; Sergio PAGANO, dirigente Federazione Nazionale Scacchisti; Nino GRASSO, ASD Avellino Scacchi, e Aniello PONTICIELLO, del Circolo Scacchisti di Saviano, i quali hanno giocato in simultanea con circa 15 ragazzi provenienti dalle scuole Medie e qualche provetto giocatore, illustrando in maniera egregia le regole essenziali, fornendo ad alcuni le prime nozioni e ad altri ulteriori insegnamenti del gioco degli scacchi.
Subito dopo, come programmato e in collaborazione con la Pro Loco Abella e il Movimento Cittadinanza Attiva Abella, con il patrocinio della Fondazione Avella Città d'Arte, alla presenza della figlia di Nicola Pugliese, sig.ra Alessandra, un nutrito gruppo di amici dello scrittore si sono riuniti nei locali di proprietà di Carmine Guerriero del bar "Il Pasquino", il luogo dove amava sostare il Pugliese, che, tra l'altro, ha collaborato in maniera fattiva per l'organizzazione dell'evento, e hanno assistito alla proiezione del video-intervista rilasciata dallo scrittore, nel giardino-storico annesso al Palazzo Baronale, nella primavera del 2011, al giornalista Giuseppe Pesce, intervista nata da un'idea del compianto giornalista Giuseppe D'Avanzo, durante la quale, tra l'altro, si parla del suo romanzo "Malacqua".
Segni di commozione si notavano già durante la proiezione sui volti dei presenti e, quando si è passati a raccontare ricordi ed episodi personali, aneddoti, memorie ... per alcuni è montata ancor più visibilmente l'emozione e la commozione, mentre questi momenti venivano ricordati e raccontati.
Naturalmente, vistosamente più visibile era l'emozione della sig.ra Alessandra, sia nel ricordare l'amato papà sia nel toccare con mano, quanto affetto nutrono ancora oggi gli amici di Avella, paese scelto dal Pugliese, come luogo di residenza, negli ultimi dieci anni della sua vita, nei confronti del padre.
libro malacqua - prima edizione Lo stesso presidente del sodalizio "Mela" ha comunicato ai presenti l'intenzione di voler ricordare anche negli anni successivi "il ricordo della presenza dello scrittore ad Avella" con il Torneo-Memorial e altro.
Da ogni "racconto" emergeva si l'amico, ma anche l'uomo depositario di saggezza, di esperienza di vita e.... soprattutto di cultura, alla quale si poteva "attingere" ad ogni incontro.
E' iniziato proprio lo stesso Riccardo D'Avanzo, che Nicola chiamava "Lucariello", chiaro riferimento a "Natale in casa Cupiello", e col quale parlava spesso, ma non solo, di teatro; ricordiamo che il fratello Armando Pugliese è attore e regista teatrale. Ha proseguito Lucio Belloisi, grandissimo amico di Pugliese, forse l'unico a parlargli con il "tu", che ha raccontato alcuni aneddoti, non mancando di contornarli con la sua bravura di cabarettista; è seguito l'intervento di Carmine Guerriero, amico, confidente, segretario ... insomma colui che maggiormente ha condiviso le giornate con Pugliese durante la sua permanenza ad Avella; di Nicola Caruso, con il quale scambiava opinioni anche di carattere politico; di Alfonso Cessari, frequente avversario di partite a scacchi; di Antonio (Tonino) Loiola, molto visibilmente commosso, con cui erano locandina Memorial "chiacchierate" basate essenzialmente sulle reciproche esperienze di vita vissuta; di Nicola Montanile, il quale sin dalla sua venuta ad Avella lo ha edotto sul ricco patrimonio artistico locale; di Salvatore Guerriero, all'epoca sindaco di Avella, il quale ha avuto il privilegio di "assoldarlo" tra gli avellani; di Domenico (Mimì) D'Avanzo, al quale il Nicola lamentava, a suo parere e con riscontro sempre condiviso, gli aspetti negativi della realtà locale ... suggerendo anche possibili soluzioni; di Antonio Tulino, con il quale, dai loro giornalieri incontri, tranquillamente si potrebbe applicare la famosa III legge della dinamica: "ad ogni azione corrisponde una reazione pari e contraria" Erano due forti personalità di pensiero che, quando si "in(s)contravano", ci si poteva aspettare di tutto, sicuramente ... cultura. E' inrtervenuto, per ricordare Pugliese, anche Pellegrino Palmieri, consiglier comunale di minoranza. Per la cronaca, il presidente dell'Associazione "Mela", Riccardo D'Avanzo, a ricordo della giornata, ha offerto ad Alessandra Pugliese una targa commemorativa. 
E tutto questo mentre all'esterno pioveva, per cui...."tutto il resto è...Malacqua".

AVELLA\ FRANCO VENDITTI, NELLA STORIA DELLA CITTA’

Il pubblico delle grandi occasioni ha letteralmente gremito l'ampia e bella Sala consiliare del monumentale Palazzo baronale di piazza Municipio, per la presentazione della monografia di Nicola Montanile, che propone un'interessante ri-visitazione della vicenda politico-amministrativa dell'uomo, che ha segnato per mezzo secolo la vita sociale del territorio. L'evento nell'ambito del programma degli Incontri con la storia - all'undicesima edizione- promossi ed organizzati dalla Biblioteca comunale " Ignazio D'Anna" e dal Gruppo archeologico "Amedeo Maiuri ", con l'obiettivo mirato sulla riscoperta e sulla valorizzazione delle identità delle comunità, di cui la millenaria città del Clanio è simbolica testimonianza. Un'utile opportunità per la pubblica conoscenza e la circolazione delle idee. Interventi del sindaco Domenico Biancardi, Rino Pecchia, Pellegrino Conte, Sabatino De Laurentiis, Pellegrino Palmieri. Letture dell'artista Lucio Belloisi e Maria Grazia Vitale, presente l'autore. Ha coordinato il prof. Pietro Luciano.
Servizio fotografico e intervista all'autore Nicola Montanile di Mariapia D'Avanzo.

Venditti 10 - filmato 442x50012.05.2014 - Un uditorio folto e attento nella partecipazione a quella ch'è stata un'articolata e ricca rivisitazione delle vicende sociali e politico-amministrative della città, tra le più antiche della civiltà urbana della Campania italica prima, e romanizzata poi. Sono le vicende, correlate con la personalità dell'avvocato Franco Venditti, dall'immediato dopo-guerra fino allo scorcio iniziale del decorso decennio. Un intenso e dettagliato recupero di memoria, in rapporto con i variegati aspetti di mezzo secolo di storia locale, interconnessa con quella della provincia di Avellino e con quella nazionale, attraverso i complessi e ardui tornanti della costruzione della democrazia liberale nello Stato repubblicano, sulla scia del referendum istituzionale del 1946, che segnò la dissoluzione della diarchia, ancorata all'assetto monarchico della dinastia sabauda e al sistema fascista dello Stato corporativo; diarchia, che ha retto le sorti d'Italia per un ventennio, fino alla tragedia del secondo conflitto mondiale. E della campagna referendaria per l'istituzione della Repubblica fu tra i più attivi e intelligenti protagonisti in Irpinia e nel Sannio, con la candidatura per l'assemblea costituente nelle file della Democrazia cristiana, di cui fu fulcro propulsivo, Fiorentino Sullo.
Venditti 1 - tavolo 1 500x340L'uomo politico di Paternopoli, nel cuore della Media Irpinia, tra le poche e più autentiche personalità politiche di forte caratura pragmatica, espresse dal profondo Sud nell'arco di mezzo secolo, sviluppò una coerente visione delle problematiche del Mezzogiorno e delle aree interne, prospettandone e concretizzando, negli incarichi ministeriali che svolse, le soluzioni, segnatamente sui versanti della politica delle infrastrutture, da quelle dei servizi idrici integrati, con il varo dell'Acquedotto dell'Alto calore, a quelle della viabilità ordinaria e rurale. Si era a cavallo degli anni '50 e '60, quando Sullo svolse le funzioni di ministro dei trasporti e di ministro dei lavori pubblici nei governi succedutisi a palazzo Chigi, in coincidenza con la realizzazione dell'Autostrada del Sole, Milano-Napoli-Bari. Ed il serpentone d'asfalto, realizzato in cinque anni, ha "unificato" ed integrato parti del Nord e parti del Sud, "velocizzando" la mobilità e lo sviluppo economico-commerciale dei territori, facendo da sponda simbolica di quelli che saranno gli anni del "boom" economico, prodigio del lavoro e della modernizzazione reale del sistema-Italia, nella metà degli anni '60.
Venditti 12 - tavolo 500x287E' stata un'autentica full immersion a ritroso nel tempo, quella vissuta dal pubblico nella Sala di rappresentanza del monumentale Palazzo baronale di piazza Municipio, introdotta dalla proiezione di uno straordinario filmato, realizzato con professionalità da quel "Maestro dell'arte fotografica", qual è Massimo Scibelli. Un diorama di pregevoli e magnifici effetti, che ha"storicizzato" alla meglio un collage di foto rare, se non uniche, diventate nel corso del tempo sfocate e consunte nel bianco-nero tradizionale , ma fatte rivivere nel nitido linguaggio originario delle immagini, grazie anche al supporto degli eccellenti e consonanti ritmi della ben curata selezione di brani di musica classica. Un'impegnativa operazione tecnica, che ha reso possibile fornire il lucido racconto in flash back della città, dagli anni '30 agli anni '60 del secolo scorso, in particolare, E' il racconto, che restituisce profili di vita alla laboriosità di uomini e donne della comunità cittadina, anche se non abitano e frequentano più l'attualità dei nostri giorni; profili, "ritrovati" anche nell'integra fisicità di quartieri, strade in basolato, in asfalto o in terra battuta, palazzi, case e nell'armonia dello stesso paesaggio naturale, su cui il fluire del tempo ha inciso con trasformazioni e mutamenti di ordine normale, ma anche con distorsioni e anomalie prive di senso comune, dovute al "particulare" di indebite scelte e decisioni umane. Tasselli di tempo-fermato, la cui ricomposizione dà senso al presente, per aprire la corsia d'orientamento del futuro.
Venditti 3 - giornali500x250Fulcro del ritorno al passato, il saggio monografico, in cui Nicola Montanile ri-percorre la vicenda biografica di Franco Venditti, nell'impegno civile e politico come nella vita culturale. Sindaco della città, amministratore di lungo corso, sui banchi della maggioranza e della minoranza nei governi locali, succedutisi nel palazzo comunale e Difensore civico, quello di Franco Venditti, è un percorso esistenziale denso – e intenso- di esperienze. Diplomato giovanissimo nell'Accademia di educazione fisica, a Roma, conseguì con il massimo dei voti la laurea in Giurisprudenza e laurea in Scienze politiche nell'Università di Sassari e in quella di Firenze, sulla scia degli ottimi studi, compiuti nel Liceo classico del Convitto nazionale "Pantano", a Benevento. Una formazione culturale solida, a cui seguì, come per tanti giovani della sua generazione- era nato nel 1915- l'esperienza bellica del secondo conflitto mondiale, sul fronte francese con il ruolo di tenente degli Alpini.
Delle molteplici connotazioni dell'azione pubblica svolta da Venditti, il saggio monografico, pubblicato da Grafica napoletana di Nola , su progetto ed impaginazione di Rino Conte, propone un ricco ed interessante corredo di foto, ma soprattutto di documenti ed atti amministrativi, tra cui quelli concernenti il patrimonio delle risorse idriche delle sorgenti dei Monti Avella, bene comune di cui l'uomo politico e l'amministratore onesto, quale Venditti appunto è stato, rivendica, in punto di diritto, di fatto e storico, la piena appartenenza alla civica Venditti 4 - documento359x500amministrazione. E sono le risorse, i cui profitti di vendita ai Comuni finitimi per secoli erano stati appannaggio di potentati familiari per antichi titoli di possesso feudale e privatistico. E' un corredo documentale davvero illuminante, il cui interesse si arricchisce con articoli e "lettere aperte" che Franco Venditti pubblicò su giornali e periodici locali, regionali e nazionali, sulle più disparate tematiche, alcune di stringente attualità, come quella dell'autonomia dei sindacati rispetto ai partiti, per promuovere e favorire le tutele, ma anche la promozione delle condizioni dell'ampliamento delle basi produttive delle imprese, per generare economia reale e produttiva nella legalità.
E se la monografia di Montanile, con l'introduzione di Gianni Amodeo, focalizza la storicità che Franco Venditti, uomo pubblico sempre ancorato alle radici della terra natia, anche se spesso non gli è stata generosa di gratitudine, come meritava, sono state, tuttavia, le testimonianze di quanti lo hanno conosciuto, direttamente o indirettamente nel discorso pubblico locale, ad ampliare la prospettiva, in cui collocare la sua azione. Di particolare rilievo le riflessioni del sindaco Domenico Biancardi nel marcare il livello di alta professionalità giuridica e legale, che l'avvocato Venditti esprimeva nel Diritto amministrativo; professionalità, che correva in parallelo con Venditti 7 - la figlia 500x251una cultura politica di ampio respiro, ancorata alle istanze della democrazia liberale e rappresentativa, permeate della concezione della dottrina sociale cattolica. E Biancardi sottolineava anche i modelli di "fare politica" del passato, in cui la dialettica tra i partiti, anche se dura e forte, non degradava nell'arroganza, nell'offesa gratuita, nell'incultura. Era il "fare politica", che rispettava le diverse posizioni in campo, senza negarle o oltraggiarle per pre-giudizio scontato ed assolutizzante. Pellegrino Palmieri, in Consiglio comunale rappresenta il centro-sinistra, concentrava la sua analisi sulla dimensione della "popolarità", con cui Franco Venditti è parte costitutiva ed integrante e della storia civile e democratica di Avella e del territorio.
Venditti 5 - pubblico 500x281E' il Venditti, che gli avversari politici, espressione del notabilato locale, formato per lo più da possidenti terrieri, denigravano con l'appellativo di " politico pezzente"; e l'aggettivo "pezzente" era riferito al rapporto umano che Venditti aveva con i ceti socialmente deboli della comunità, contadini, fittavoli, braccianti, pastori, fabbri. Un rapporto di caratura politica, per promuoverne l'elevazione civile. Altri ricordi nel disegnare, a tutto tondo, la personalità di Venditti erano forniti da Rino Pecchia, già sindaco ed assessore comunale, dall'avvocato Pellegrino Conte, anch'egli amministratore cittadino, e da Sabatino De Laurentiis. Le letture di atti e testi giornalistici dell'uomo politico erano proposte con fine e ben recitata dizione da Lucio Belloisi, poliedrico artista, e dalla dott.ssa Maria Grazia Vitale. Il sigillo all'evento- coordinato dal professore Pietro Luciano- era dato dall'intervento dell'autore del saggio e dai ringraziamenti della famiglia Venditti all'uditorio e ai promotori dell'iniziativa. A dettarli, era Lilly, la figlia del compianto uomo politico. Presente con la lucidità di sempre- ad onta dei novanta anni e passa- e commossa la vedova, Laura, che per la monografia dedicata al marito ha dettato la dedica, che recita:
" Possa il sole splendere caldo sul tuo volto \ e la pioggia cadere leggera sulle tue braccia,\ e, finché ci incontreremo di nuovo,\ possa Iddio tenerti sul palmo della mano".

Intervista al curatore del volume prof. Nicola Montanile

Venditti - Nicola 395x500Come è nata l'idea di una monografia dedicata all'avvocato Franco Venditti e in quali rapporti era con lui?
" Tutto è nato a seguito di un invito a cena da parte della famiglia Venditti, per festeggiare gli anta della vedova Venditti. Nel corso della cena, la signora espresse il desiderio che io scrivessi in memoria del marito. Ricordai, allora, che il marito aveva espresso in vita il volere che io scrivessi le sue memorie, essendo stato suo segretario, nell'ambito della stesura dello Statuto comunale. Provai un senso di timore in vista di tale progetto, in quanto mi toccava scrivere e parlare di una persona poliedrica, ricca di carisma e dialettica inimitabile. Per la stesura della sua monografia attinsi dal Fondo Venditti documenti, articoli giornalistici scritti di suo pugno su quotidiani, quali Il Lupo, Il Corriere dell'Irpinia e Il Domani, alcuni di essi molto sarcastici. Ho realizzato un collage di materiali autentici, aiutato in questo dall'avv. Conte, che ringrazio. Così ha preso forma e struttura il libro, reso ancora più credibile dalle foto d'epoca, che lo corredano, messe a disposizione, e che ripercorrono gli episodi salienti della sua vita e svolgono una funzione unificatrice del testo, rendendolo particolarmente fluido e completo."
Chi intende ulteriormente ringraziare per la realizzazione del lavoro?
"Sicuramente il prof. Amodeo che in più di un'occasione mi ha esortato a scrivere circa la figura di Franco Venditti. Gianni, d'altronde, conosceva bene Venditti, perché è stato presente a molti suoi discorsi tenuti a Baiano e ha per giunta curato la prefazione del libro, riportando ai lettori un sunto della sua vita in ambito provinciale, specie in quello politico, campo nel quale venne tagliato fuori da una triade agguerrita e non sempre corretta, parliamo del primo sindaco della Repubblica Antonio Biancardi, del suo collega e successore Antonio Guerriero e di Giacomo Napolitano, in successione Sindaci di Avella di allora."
Cosa ha reso l'avv. Venditti così popolare e amato dal popolo avellano?
"È stato il primo uomo di spessore culturale e politico a interloquire con i contadini, vigile e attento, oltre le sue possibilità, a rispondere ai loro bisogni. Definito «'O sindaco ré pezzienti », colui il quale è stato capace di abbattere la triade di cui poc'anzi le parlavo."
Cosa sa dirmi riguardo la volontà dell'amministrazione comunale di dedicargli una strada?
" Sono più che d'accordo e sostengo tale progetto, ma dobbiamo attendere la decorrenza dei 10 anni dalla sua morte per vedere realizzato ciò. È realmente giusto e corretto dedicargli una strada, nel caso specifico il secondo tratto di Via Lungo Clanio, che lui stesso si adoperò affinché fosse aperta, a un personaggio che ha dato così tanto per Avella e si è impegnato in prima persona nel difenderla e tutelarla sul piano politico provinciale."

 

Continua “Valorizza Museo”ad Acerra

Acerra - castello14.05.2014 - Proseguono le attività per valorizzare il Castello Baronale di Acerra. Dopo il successo degli spettacoli dedicati a Pulcinella, il nuovo appuntamento del "Valorizza Museo" è per sabato 17 maggio alle 20.30 con Giobbe Covatta, il comico che porterà in scena il divertente spettacolo «6 (sei gradi)».
Si tratta di uno spettacolo esilarante, dove l'artista, con la collaborazione nella scrittura di Paola Catella, si è immaginato le stravaganti invenzioni scientifiche, sociali e politiche, che l'umanità metterà a punto in futuro per far fronte all'emergenza ambientale.
Come sarà un mondo in cui la temperatura media sarà più alta di un grado rispetto ad oggi? E quando i gradi saranno due? E quando saranno 6?
Questi momenti rientrano nel programma di promozione e valorizzazione dei siti di interesse storico, artistico, architettonico e archeologico del Comune di Acerra, con il "Valorizza Museo", progetto realizzato con il cofinanziamento dell'Unione Europea POR Campania FESR 2007-2013 Asse 1 Ob. Op. 1.9., che prevede sia interventi di riqualificazione, di restauro e ripristino di alcuni ambienti del Castello Baronale, sia eventi che possano valorizzare le risorse culturali già presenti.
Il programma prevede per il 24 maggio la presenza del comico Carmine Faraco con "L'uomo dei pecchè" ed il 25 maggio il "Simone Schettino e Peppe Iodice Show".
Gli spettacoli di "Valorizza Museo"continueranno il 29, 30 e 31 maggio con le esibizioni di Peppe Barra, di Sal Da Vinci e Tiromancino.

Mostre Roma: al Quirinale la classicità dell’antica Grecia

Claudia Mercaldo - 11.04.2014 - da Agendaomline.it

classicita home"Classicità ed Europa. Il destino della Grecia e dell'Italia", questo il nome della mostra in svolgimento al Quirinale, e fino al 15 luglio 2014, che vuole celebrare il ruolo svolto dai due Paesi europei nel trasmettere il messaggio civilizzatore partito da Atene e da Roma nell'anno in cui la Grecia (dal 1° gennaio al 30 giugno) e l'Italia (dal 1° luglio al 31 dicembre) assumono le presidenze di turno del Consiglio dell'Unione Europea.
L'esposizione si svolge nei preziosi spazi della Sala delle Rampe e delle Sale delle Bandiere, proponendo ai visitatori venticinque capolavori dell'arte antica provenienti direttamente dai più noti impianti museali italiani e greci.
Il percorso ha inizio con il "Gruppo dei Tirannicidi", realizzato dallo scultore Antenore, e prosegue con alcuni emblematici esempi della storia dell'arte antica come la "Kore" (520-510 a.C.) e "L'Atena Pensosa" (460 a.C.) dal Museo dell'Acropoli di Atene, il Domenicos Theotokopoulos (1541-1614), detto "El Greco" San Pietro dalla Galleria Nazionale – Museo Alexandros Soutzos di Atene, la "Testa del filosofo" (seconda metà del V secolo a.C.) dal Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, il "Cratere di Eufronio" (515 a.C. circa) dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma, il "Codice Purpureo di Rossano", meraviglioso evangeliario risalente al VI secolo d.C. dal Museo Diocesano di Arte Sacra di Rossano (Cz) e ancora il "San Giovanni Battista" (1605-1606) dipinto dal Caravaggio dalla Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Corsini di Roma.
classicita 2Insomma, un'importante occasione per ripercorrere diversi millenni di storia ellenica e indagare il ruolo dell'Italia nel trasmettere i valori di civiltà appartenuti al mondo greco antico.
L'accesso ai visitatori è gratuito e senza necessità di prenotazione, ed è possibile dal martedì al sabato dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.30 alle ore 18.30. L'orario domenicale è dalle ore 8.30 alle ore 12.00.
L'esposizione romana è chiusa al pubblico tutti i lunedì e i festivi e durante le domeniche del 20 aprile, 1°, 22 e 29

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