LIBRI IN “VETRINA”A BAIANO: GIOACCHINO AMATO E NICOLA MONTANILE ALL’”INCONTRO”

Il romanzo breve "Dieci ore" e la monografia dedicata a Franco Venditti, intellettuale e politico, già sindaco di Avella, al centro dell'evento, scandito dalle letture di Maria Grazia Vitale e dagli accordi di chitarra di Francesca Fiordelisi e Antonio De Martino. Sorridente e cordiale siparietto di Giovanni Bellavista, con le garbate imitazioni di Massimo Troisi e di Giorgio Napolitano, "arricchito" dall'"interpretazione" di alcune gemme dell'ironico disincanto, con cui si connota la poesia di Totò.

Copertina Dieci OreEn.Sta. - Baiano 13.06.2014 - Una scrittura densa ed intensa per qualità di contenuti. E squarci di poesia, in cui le parole si librano, veicolando emozioni e sentimenti, che denotano la ricerca del bello e del vero nel fluttuare delle contraddizioni dell'umana condizione esistenziale.
Sono i connotati distintivi di "Dieci ore", modello di romanzo breve, che segna l'esordio di Gioacchino Amato nel panorama degli autori di narrativa. Pubblicato Schena editore, per la collana "poche pagine", al testo è stato conferito il riconoscimento di merito per il Premio della narrativa, intitolato alla memoria di Valerio Gentile. L'autore, poco più che ventunenne, vive risiede con la famiglia a Cicciano, dopo aver frequentato con eccellente profitto il locale Liceo scientifico "Enrico Medi", è attualmente impegnato nella conclusione degli studi nell'Università di Salerno.
La narrazione di "Dieci ore" costituisce una forma di diario, che l'autore comincia a fissare nella pregnanza della scrittura intorno ai diciassette anni; scrittura, intesa e ... vissuta come terapia, che affranca dal caos, come recita uno dei motti del retro della copertina, mentre Voltaire è l'autore dell'altro motto, per il quale i romanzi sono sempre troppo lunghi. E' la scrittura, che alimenta e permea la lucidità del discernimento, con cui si pone ordine nel caos, con cui l'uomo deve misurarsi costantemente nella mutevolezza delle fasi dell'esistenza e, in particolare, nel vissuto di quell'età di mezzo e di incertezze, che oscilla tra l'adolescenza e la soglia della giovinezza.; età, nella quale, per dir così, il guscio protettivo e rassicurante del nido-famiglia, tanto gradito a Peter Pan, il personaggio-metafora di chi non vuole ... crescere, esercita sempre la sua forte capacità d'attrazione, mentre il percorso che si dischiude al magico orizzonte di Harry Potter, pur nell'arditezza che sollecita e richiede, ha la malia del fascino dell'avventura, a cui è difficile sottrarsi ed impossibile resistere. E' l'ambigua e frastagliata conflittualità, il caos appunto, che si vive nel vortice dei diciassette anni.
Amato a Baiano - CopiaE'- questo- l'impianto, di cui si nutre Il filo narrativo, che Amato lascia dipanare nelle pagine di "Dieci ore", senza alcun carattere diretto di natura autobiografica, per attraversare il mondo dei protagonisti - quattro coetanei - marcando i profili caratterizzanti della complessità, con cui si rapportano con la realtà e con i genitori. Sono rapporti, in cui i linguaggi si sviluppano in dissonanza più di quel che appaia nella superficie delle impressioni, intrinsecamente fallaci ed effimere. E così gli spazi relazionali, che adolescenti e giovani, non trovano nell'ambito familiare, generano l'approdo negli spazi "altri" del gran mare...del vivere. E i primi porti sono quelli delle sale dei gran bar, delle caffetterie, in cui convivono e si mescolano le più disparate espressioni della musica, dagli stili del rock a quelli del new country, per incrociare sempre le modulazioni e le sonorità del jazz, che parla il linguaggio dei sentimenti più autentici e dell'umana sofferenza. Non è casuale che in "Dieci ore" uno dei tanti Disco inner, spuntati come funghi sui territori negli ultimi venti anni faccia da sfondo per una parte significativa del racconto. Penetrante ed acuta la sensibilità, con cui Gioacchino Amato focalizza la realtà dei migranti - giovani e giovanissimi- giunti in Italia, assunta a simbolo e .... realtà del bello e agiato vivere. Un'illusione, quella dei migranti della narrazione, animati dal desiderio di rompere il cordone ombelicale con le terre d'origine, che sono quelle albanesi, uscendo dal guscio ... di Peter Pan, per ritrovarsi, stretti dalla necessità e dal bisogno, nella clandestinità per sopravvivere e subendo ogni forma di sfruttamento nei lavori più umili e pesanti, vivendo in tuguri.
franco venditti - Copia 344x500D'impostazione distinta e sviluppo contenutistico differente, il discorso saggistico proposto da Nicola Montanile nella monografia - pubblicata dalla Grafica Napolitano di Nola - in cui sono proposti i profili di Franco Venditti, nella dimensione umana di larga disponibilità verso gli altri, in quella dell'intellettuale e in quella del politico e dell'amministratore pubblico, in qualità di consigliere,assessore e sindaco di Avella, fino all'esercizio sia delle funzioni di componente del Comitato di controllo dell'Asl di Avellino che di Difensore civico della città natia. Un lungo percorso di presenza nella realtà cittadina e dei territori, punteggiato da una variegata ed incisiva attività giornalistica sui giornali e periodici provinciali e regionali, oltre che di tiratura nazionale, un percorso, intrapreso negli anni dell'immediato secondo dopo-guerra mondiale fino all'anno della morte, nel 2008. Ed era nato nel 1915.
La monografia di Montanile fissa le fasi salienti dell'itinerario di vita pubblica, seguito da Venditti; itinerario alla cui base non solo spicca la formazione culturale – aveva conseguito il diploma dell'Accademia di Educazione fisica, a Roma, e le lauree in Giurisprudenza e in Scienze politiche nelle Università di Sassari e Firenze, con il massimo dei voti- ma anche le esperienze di tenente degli alpini del reggimento Fenestrelle, sui fronti del secondo conflitto mondiale. Alla fine della guerra, Venditti è tra i fondatori della Democrazia cristiana in Irpinia, insieme con Fiorentino Sullo e le figure più rappresentative del notabilato liberal-borghese dei territori, tra cui Alfredo Amatucci e Salvatore Scoca.
Nicola Montanile a Baiano - CopiaAttivamente partecipe alla campagna del referendum istituzionale del 1946, il cui esito abrogò la forma monarchico dello Stato, dando forma e corpo allo Stato repubblicano e democratico, il cui ordinamento sarà ancorato ai principi della Costituzione in vigore dal gennaio del 1948. E Venditti sfiora l'elezione per l'assemblea costituente. Un obiettivo mancato di poco, mentre il suo raggio d'azione e d'impegno civico è fortemente calibrato su Avella, scontrandosi con il notabilato locale, strutturalmente arroccato nelle file della Democrazia cristiana. E si determinano le condizioni della separazione in casa scudocrociata, tra Venditti e gli antagonisti, medici ed avvocati di stimata professionalità, oltre che di agiata condizione familiare sul versante sociale ed economico.
Nelle pagine della monografia rivivono momenti rilevanti della storia locale, di cui Venditti è stato un protagonista operoso, pure nelle asprezze delle lotte politiche che affrontò sempre a viso aperto e con franchezza di linguaggio; una dimensione di vita ed un stile comportamentale, che fa aggio sulla varietà delle opzioni politiche compiute, dalla Democrazia cristiana al Partito socialista democratico, con approdo nelle file del Partito repubblicano italiano. Varietà di opzioni, che coniugò costantemente con il totale disinteresse personale e familiare; quel disinteresse, che certo non alberga nei tanti che dalla politica anche e soprattutto del piccolo cabotaggio localistico hanno tratto- e traggono- vantaggi di ogni genere.
manifestazione allIncontroI testi di Amato e Montanile sono stati presentati nei locali de L'Incontro, sul filo della conversazione-intervista, condotta da Gianni Amodeo. La cornice alla presentazione era fornita dagli accordi musicali delle chitarre di Antonio De Martino e Francesca Fiordelisi, con la lettura di alcuni brani della monografia su Venditti, fatta da Maria Grazia Vitale. Il clou aveva per protagonista Giovanni Bellavista con le sorridenti e cordiali imitazioni di Massimo Troisi e Giorgio Napolitano. Il sigillo pregiato era impresso da Bellavista nell'impeccabile "recitazione" interpretativa di alcune gemme della migliore produzione poetica di Totò. Gemme ... espressive di disincanto e d'ironia ineguagliata. E ineguagliabile. Una chiusura con contaminazione di stili e generi, quale migliore non poteva essere.

 

Palma Campania: 244° Anniversario della nascita di Vincenzo Russo

Vincenzo Russo14.06.2014 - Il Gruppo Archeologico Terra di Palma e l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici organizzano una manifestazione in occasione del 244° Anniversario della nascita di VINCENZO RUSSO.
Il 15 giugno 2014, alle ore 18.30, presso il Teatro Comunale di Palma convegno su "L'uguaglianza nei Pensieri Politici" a cura di Pasquale V. Ferrara.
Casa di V.RussoInterverranno: il Sindaco di Palma Campania Vincenzo Carbone; il Preside Pasquale Virgilio Ferrara; l'Assessore alla Cultura Elvira Franzese. Modera Maria Maddalena Nappi, direttore del Gruppo Archeologico Terra di Palma.
Alle ore 19.30, poi, sarà deposta in Via Vicoletto Russo a Palma Campania, casa natale del martire della repubblica partenopea del 1799, una corona d'alloro
Infine, serata in musica con "I Rappresentante della Scuola Civica Musicale" di Palma Campania, GABRIELLA MAIELLO e le Tammorre de "I Guagliuni".

“AGGIO SCRITTO PE’ TTE”: LA POESIA DELLE CANZONI NELLA TRADIZIONE POPOLARE DEI GIGLI DI NOLA

Folta e bella partecipazione di pubblico nella chiesa-agorà dei Santi Apostoli per la presentazione della silloge, che raccoglie i testi delle composizioni liriche, con cui Nino Cesarano ha "vissuto", rappresentato e cantato la Festa eterna per quarant'anni. Un atto d'amore per la città e per un percorso, che continua. Il lieto omaggio dell'Orchestra, diretta dal figlio Pino, con la corona delle gradevoli e applaudite esibizioni dei cantanti-giglianti più rinomati, tra cui Tino Simonetti, Carmine e Felice Parisi, Raffaele Caccavale


libro-cesarano 500x267Niam - 05-06.2014 - E' variegato e ricco, per la qualità e la numerosa consistenza dei testi disponibili, il patrimonio delle canzoni e della musica dei Gigli. Un patrimonio formatosi nella lunga durata degli anni, grazie all'opera di catalogazione finora compiuta, relativa alla produzione di un secolo circa, e costitutivo di quel mirabolante caleidoscopio di sentimenti, emozioni e idealità, con cui i poeti, i parolieri e i compositori degli adattamenti musicali hanno rappresentato e interpretato nel fluire della storia, l'anima della città, dandole voce con l'armonia delle sonorità, le gioiose tonalità di canti e ritornelli, con il contrappunto di orecchiabili "marcette". Un gradevole compendio di autentici inni alla vita e alla luce della speranza, che le dà senso.
E sono proprio i canzonieri - degni, ovviamente, di essere definiti tali - che, nei linguaggi d'intensa espressività e senza nulla concedere al manierismo letterario, ravvivano, di anno in anno, le mutevoli scenografie in cartapesta, con cui si connotano gli otto Gigli e l'agile Barca; scenografie a tema, dall'attualità sociale e politica alle questioni di costume civile, che forniscono le chiavi di "lettura" diretta ed immediata dello spirito della comunità cittadina, nei suoi tratti più originari e nell'identità di cristallina popolarità. E' davvero un racconto straordinario, in prevalente vernacolo napoletano, e di com-partecipazione a più voci, quello che si dispiega nei canzonieri, segnando la fusione delle immagini versificate e dei ritmi delle note in pentagramma, la cui potenza evocativa ed emotiva raggiunge l'apice nei cori.
Ballata dei gigliE' un racconto en plein air, che corre nelle elettrizzanti e spettacolari fasi della processione e della ballata dei Gigli lungo le strade del centro antico della città, trasformate nelle quinte di uno splendido palcoscenico di teatro, in cui tutti sono attori e... giglianti. E' la rappresentazione, che coinvolge l'intera città, con un'unica, virtuale regia senza copione, nella quale s'innervano e coesistono come per incanto le regie, parimenti non scritte, dei singoli pinnacoli, simbolici portatori della propria spettacolare e variopinta "Festa", con le paranze e le "comunità" delle antiche Corporazioni, che vi si riconoscono; tasselli, che variano nelle forme e nei linguaggi, formando il mosaico vivo della Festa eterna. Ed è il composito mosaico, che, con i pinnacoli allineati e svettanti nei loro venticinque metri d'altezza, si può ammirare il giorno successivo alle ... frenetiche "fatiche" della processione e della ballata, nella quiete di piazza Duomo.
In un così vasto patrimonio canoro e musicale della Festa eterna, un interessante capitolo è formato dalla produzione in versi di Nino Cesarano, nel cui "vissuto", specie degli anni giovanili, figurano anche la partecipazione alle compagnie teatrali da strada, le esperienze di presentatore e interprete nelle "posteggie" e nelle"sceneggiate", oltre che la scrittura di commedie e testi di "sceneggiate": un "vissuto" ... combinato di napoletanità e nolanità, per dir così. E, quello delle poesie\ canzoni di Nino Cesarano , è un capitolo che copre già l'arco temporale dal 1974 al 2014, con ... tante altre pagine ancora da comporre.
nino-cesaranoSono circa 250 testi, che inneggiano a San Paolino e alla fede religiosa, alla città, ai Gigli e alla Festa eterna, che compongono la silloge, che si fregia del titolo ben espressivo " Aggio scritto pe' tte", con sotto titolo "Quarant'anni di canzoni, poesie, frammenti" e pubblicata in elegante e bella veste tipografica dalla Tavolario Stampa. La silloge, tripartita nei testi delle canzoni dell'alzata, delle canzoni melodiche e delle "marcette", è stata presentata nella chiesa-agorà dei Santi Apostoli, letteralmente gremita dal pubblico delle occasioni speciali e dalla larga schiera di estimatori della "poesia gigliante", di cui è espressione Nino Cesarano, sulle tracce di autori, che hanno impreziosito con le loro composizioni liriche i "Giugni nolani" dal '900 fino ai nostri giorni, tra cui spiccano Iorio, Masucci, Patanella, Vincenti, Scotti, La Rocca, Vallone, Esposito,Natalizio e Basile.
A dipanare il filo musicale e canoro della presentazione, l'Orchestra di Pino Cesarano, figlio di Nino, e le voci dei giglianti per antonomasia, Carmine e Felice Parisi, Raffaele Caccavale, Salvatore Minieri, Tino Simonetti, Tonino Giuliano e Marilena Mirra. Un omaggio alla liricità espressiva dei testi di Cesarano, con gli arrangiamenti della vera e buona musica dei Gigli. Un'operazione culturale, in cui è attivamente impegnato, Pino Cesarano, con lavoro metodico e paziente, senza indulgere alle contaminazioni del tutto improprie, come quelle derivate dal jazz e che negli ultimi anni hanno alterato la tradizione della Festa eterna. "Le contaminazioni- spiega il giovane compositore- espressive di diverse tradizioni e sensibilità non vanno respinte a priori per se stesse.E', invece, necessario e opportuno vagliarne le possibilità di interazione e d'integrazione con i registri, su cui s'innestano, evitando forzature e superficialità, che non rendono un buon servizio alla cultura musicale".
E se per Pino il rispetto dei canoni della vera musica popolare dei Gigli, è un obbligo di caratura artistica e professionale, che non si può né deve disattendere, per Mario, altro figlio di Nino Cesarano, compositore di bella verve ed archeologo di professione, la poesia dei Gigli e Nola formano una combinazione inscindibile, nelle dinamiche della Festa eterna. Un binomio, che celebra l'arte nelle sue multiformi rappresentazioni.
Roberto De SimoneDi rilievo, su queste scie, sono pregnanti le riflessioni, dettate da Roberto De Simone nella prefazione della silloge"...."E' chiaro che per leggere lucidamente queste produzioni poetiche, occorre prescindere dagli aspetti letterari e dalle tematiche degli argomenti, che si riferiscono pedissequamente all'amore, all'esaltazione provinciale del sentimento festivo, al "panegerismo" celebrativo dei maestri di festa, a tutti quegli elementi folcloristici di una paccottiglia di stanco ricalco contenutistico, che ha determinato l'estinzione storica della stessa canzone napoletana, a confronto della quale la tradizione nolana risulta tuttora viva, perché sostenuta da autentici valori collettivi, al di là del chiacchiericcio dialettale o del velleitarismo pseudo artistico ..... La pubblicazione di Cesarano costituisce una illuminante indagine retrospettiva per quel che riguarda il rapporto strutturale tra musica e gestualità coreutica dei giglianti nelle varie fasi delle macchine votive in movimento....".
Dal giudizio del grande musicologo a quello di Vanda Ambrosio, che della poesia e della classica musica dei Gigli è profonda conoscitrice.".... A voler esemplificare - scrive nella nota d'introduzione -- s'intravede ( nei testi) una tipologia compositiva, che configura la significante ricchezza delle figure retoriche: metonimie, ossimori, allegorie, similitudini, iperboli,trasfigurazioni estemporanee di idealità festaiole, per cantare la Festa, San Paolino, la cui devozione è palese. Il verso poetico dialettale, in particolare quello a presa diretta, è spontaneo, si manifesta in risonanza intima, purificando gli spessori densi. In realtà, in Nino Cesarano, pur nella materia veristica della città, della Festa o delle suggestioni, che tanto lo còlgono vibra il ricordo: "Vurrìa turnà guaglione 'n'ata vota\ pe' me 'ncuntrà 'nzieme 'e 'cumpagne mieje\sott'a 'nu giglio cu' varre e varrielle\ pe' me truvà felice 'nzieme a tte..." E il tte è la metafora onnicomprensiva del mondo degli affetti dell'autore.

Manifestazioni del Gruppo Archeologico “Terramare 3000” per ricostruire l’atmosfera del villaggio preistorico dei Sarrasti

Poesie, musica e danze per ricostruire l'atmosfera del villaggio preistorico dei Sarrasti, l'antico popolo che ha abitato le sponde del fiume Sarno e probabilmente si è insediato nel sito protostorico della Longola, a Poggiomarino.

Percorsi fluviali a LongolaPietro Luciano - 11.06.2014 - Una prima manifestazione, organizzata dal Gruppo Archeologico "Terramare 3000", che gestisce il percorso archeo-fluviale attiguo agli scavi della Longola, si è tenuta domenica 8 giugno, a partire dalle 18.00, proprio sull'area del lungo fiume.
C'è stata, come previsto, una recitazione di versi e uno spettacolo curato dalla Scuola di danza "Tersicore" di Marano, diretta da Tiziana Lanzaro con la partecipazione dell'attore Zeus Cassese. Nel corso della serata, ci sono stati anche i percorsi di luce sull'area fluviale con l'esibizione di Peppe Caldiero, che ha navigato lungo il fiume col lontro, l'antica imbarcazione che veniva usata dai contadini che avevano le campagne vicino al Sarno.
Linda SolinoIl Gruppo "Terramare 3000", inoltre, il 12 giugno, alle 18.00, in piazza De Marinis presenterà anche il libro di Linda Solino "Longola e i Sarrasti nella Valle del Sarno". La pubblicazione è stata resa possibile da Fondazione con il Sud, nell'ambito del Progetto "Cool-Tour in Valle...", realizzato in rete fra le associazioni: "Terramare 3000", "La Quercia", "Crystal", "La Sveglia", "Amici del Sarno".
Alla presentazione parteciperanno, la prof.ssa Carmela Filosa e il direttore regionale dei Gruppi Archeologici della Campania, ing. Luigi Sorrentino. Linda Solino ha anche curato la raccolta di poesie che saranno lette nella serata di domenica.
"Dopo i laboratori nelle scuole di Poggiomarino, Sarno e San Valentino e la caccia al tesoro con gli studenti, rappresentato dall'arte e dalla storia della Valle, si tratta di due nuove occasioni per riflettere sulla storia in maniera più piacevole", ha chiarito Linda Solino.

 

PADUA SHAKESPEARE FESTIVAL: Dal ciclo di conferenze sul lavoro e le opere del Bardo agli spettacoli frutto dei laboratori teatrali

Tra i temi: il concetto di "nazione", le città venete, i modelli femminili, Shakespeare nel cinema e.... nei graffiti. I laboratori teatrali degli alunni di diversi Istituti del territorio e degli studenti universitari.

logo paduashakespearePadova, 03 giugno 2014 – Si è aperto mercoledì 4 giugno con un ciclo di conferenze il "Padua Shakespeare Festival", che da fine maggio ai primi di luglio celebrerà a Padova il 450° anniversario della nascita del poeta e drammaturgo inglese. L'iniziativa è promossa e organizzata da Teatro popolare di ricerca-Centro universitario teatrale (TPR-CUT) e dall'Università degli Studi di Padova (Dipartimento di Studi linguistici e letterari e Centro Linguistico di ateneo), in collaborazione con associazione Iasems (Italian Association of Shakespearean and Early modern studies) e Teatro Boxer, all'interno del progetto "Cantieri teatrali urbani", tra i vincitori del bando "Culturalmente 2013" della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.
Sette gli appuntamenti, sempre alle 18 presso palazzo del Bo (aula Mocenigo e Gabbin) dedicati ai temi legati al lavoro e alle opere del Bardo. Ad aprire il calendario, mercoledì 4 giugno Rocco Coronato, docente di Letteratura inglese dell'Università di Padova, con una conferenza dal titolo "Shakespeare, Padova, i pedanti, i travestiti": è emerso come Padova nella concezione shakespeariana non sia solo "culla delle arti", ma anche la sede di un confronto tra la pedanteria che tramortisce la vita e i travestimenti del teatro, grazie ai quali si giunge alla vera sapienza.
Si è proseguito giovedì 5 giugno con Gigi Dall'Aglio, regista di spicco della scena italiana e docente alla facoltà Design e Arti dello IUAV di Venezia. In "Shakespearereading", una vera e propria lezione-spettacolo, in cui il regista ha letto i testi del poeta inglese, offrendo una panoramica dei diversi linguaggi e interpretazioni possibili per il teatro e il cinema. Si è proseguito venerdì 6 giugno con Paola degli Esposti, docente di Teoriche delle arti performative dell'Università di Padova:"Shakespeare e il teatro ottocentesco inglese",per indagare l'eredità lasciata dal poeta al teatro dei secoli seguenti.
Lunedì 9 giugno Shaul Bassi, professore associato di Lingua e letteratura inglese dell'Università di Venezia, si è concentrato sul tema "Shakespeare a Venezia: realtà e immaginazione"; martedì 10 giugno "Shakespeare e il concetto di nazione inglese", conferenza di Alessandra Petrina, docente di Letteratura inglese dell'Università di Padova, che ha spiegato come sia cambiato il concetto di "nazione" in Inghilterra dopo il Bardo. E ancora, mercoledì 11 giugno Laura Tosi, professore associato di Letteratura inglese presso l'Università Ca' Foscari di Venezia con "Shakespeare per le ragazze, tra riscrittura e invenzione": un'analisi della ricca tradizione di riscritture ottocentesche in prosa delle opere shakespeariane, destinate ai ragazzi e in particolare alle ragazze.
Infine, a concludere il ciclo giovedì 12 giugno, Cristina Cavecchi, docente di Storia del teatro inglese all'Università di Milano:"Taggare il Bardo: Shakespeare e i graffiti", un breve viaggio nel mondo della street art alla ricerca di tracce shakespeariane e alla scoperta di come teatro, cinema, pubblicità e arte ricorrano alla pratica del graffito per rileggere l'opera del drammaturgo inglese rendendolo "cool".

laboratorio teatroOltre alle conferenze, il "Padua Shakespeare Festival" ha visto in programma in parallelo, da giovedì 5 giugno fino a sabato 5 luglio, gli spettacoli frutto dei laboratori teatrali degli alunni di diversi istituti del territorio e studenti universitari, che hanno lavorato su alcune opere shakespeariane, rivisitandole, aggiornandole, reinterpretandole: il risultato è un teatro shakespeariano reso nuovamente vivo e attuale dallo sguardo e dalla lettura dei ragazzi e dei giovani.
Sono stati i trenta giovani studenti dell'Istituto superiore "Pietro Scalcerle" a calcare per primi il palco del "Padua Shakespeare Festival": in scena, giovedì 5 giugno, presso il teatro del collegio don Mazza (via Savonarola 176) "Amleto", spettacolo frutto del laboratorio teatrale curato da Pierantonio Rizzato che li ha visti impegnati durante l'anno.
Duecentocinquanta gli alunni di diversi istituti del territorio e gli studenti universitari (pure da Europa, Cina e Brasile) coinvolti negli scorsi mesi in laboratori teatrali che si sono concentrati su undici opere del poeta inglese, anche nella rielaborazione fattane da altri autori, rivisitate, aggiornate, reinterpretate con il contributo dei ragazzi: tra scoperta e studio dei testi, esercizi d'improvvisazione, giochi di contatto fedele o di invenzione creativa rispetto all'originale.
Così l'"Amleto" dei ragazzi dello Scalcerle è stata una libera interpretazione, in chiave ironica e a tratti parodica, del principe di "Dubbiolandia", impersonato da due interpreti, uno maschile e uno femminile, in un gioco continuo tra cinema e teatro con tratti di malinconia e drammaticità.
E' toccato, poi, a "Sogno di mezza estate" andare in scena al teatro del collegio Mazza lunedì 9 giugno, con i quindici ragazzi (dagli 11 ai 16 anni) di MDF Academy, diretti da Gabriella Conardi in un adattamento di Alessandra Bertocco.
lab tpr scuola gazzo padovano - CopiaGiovedì 12 giugno è stata la volta dei venti studenti della scuola media "Tintoretto" di Gazzo Padovano, che hanno creato parte della drammaturgia dell'opera reinventandone le battute e giocando sui rapporti tra i protagonisti. Lo spettacolo, dal laboratorio curato da Pierantonio Rizzato, è quindi filtrato dagli occhi dei giovani che, grazie alla loro spontaneità, riescono a rendere viva e attuale la storia ricca di amore, avventura e magia.
Infine, i trenta ragazzi del liceo scientifico "Enrico Fermi" chiuderanno il calendario degli spettacoli delle scuole mercoledì 18 giugno, alle 21.30 a palazzo Zuckermann, con "La Tempesta", dal laboratorio curato dall'attore e regista Andrea Pennacchi: uno spettacolo originale, dai tratti ironici e ricco di giochi scenici.
Saranno poi i giovani universitari da venerdì 20 giugno a sabato 5 luglio, sempre alle 21.30, a salire sul palco a palazzo Zuckermann e al bastione Santa Croce. In programma anche due appuntamenti che vedono in scena artisti professionisti: domenica 22 giugno Andrea Pennacchi e il musicista Giorgio Gobbo in "Chimes at midnight", a Palazzo Zuckermann, e sabato 5 luglio al bastione Santa Croce l'attore inglese James Folan in "Dark matter: interpreting the sonnets".

Per ulteriori nformazioni sul programma: www.teatropopolare.org, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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