La via dell’Essere: passeggiate filosofiche ad Elea-Velia

elea-velia-prco-archeologicoPietro Luciano – 18.07.2014 - Dopo il primo appuntamento del 13 giugno con "La via dell'essere", passeggiate archeologico-filosofiche nell'Area archeologica di Elea-Velia, evento che si inserisce nella IV edizione del Forum Universale delle Culture, si replica il 25 luglio e il 7 agosto. Le visite prevedono la descrizione del sito e la recitazione di versi tratti dal poema di Parmenide.
La via dell'Essere Elea Velia, a cura di Franco Ferrari con il supporto tecnico-scientifico di Paola de Roberto e Anna Motta, è un progetto pensato per promuovere e valorizzare il Parco ParmenidesArcheologico di Elea-Velia, sito UNESCO nel Comune di Ascea, e le aree limitrofe, territori dall'eccezionale eredità culturale. Ascea rappresenta, infatti, la patria di Parmenide ed è qui che si è formata la cosiddetta "Scuola Eleatica". Dunque parliamo di un luogo che ha segnato l'atto di nascita del pensiero occidentale, sia per la filosofia strettamente detto, sia per la logica e la matematica.
Negli appuntamenti di luglio e agosto, presso l'Area archeologica di Elea-Velia, si svolgeranno anche tre Dialoghi che intendono proporre i principali temi di discussione nel dibattito pubblico contemporaneo.

Ischia Film Festival: Ha chiuso i battenti la XII edizione

allori iff 2014 500x226I vincitori
[Ischia, 06/07/2014] Sono ufficiali i vincitori della dodicesima edizione dell'Ischia Film Festival. Il primo premio della sezione Documentari è andato a 'The silent chaos' di Antonio Spanò che dà voce alla disperazione dei sordomuti del Butembo, ultimi tra gli ultimi perché a causa della loro condizione vengono The Silent Chaosripudiati in quanto indemoniati. Protagonista con loro, un Congo sempre in guerra, raccontato attraverso testimonianze raccolte dal regista, molte delle quali nella lingua dei segni. Un lavoro di grande forza descrittiva e di denuncia, dunque, che ha conquistato la Giuria, composta da Jean Emanuel Martinez,Arnaldo Catinari,Roland Sejko e Giovanni Esposito "per i rischi reali che il regista ha corso per illustrare, con un esempio poco conosciuto, l'estrema difficoltà di essere diverso in una società tradizionale, attraverso immagini di grande forza emozionale"
locandina America di StevanonIl premio per il Miglior Cortometraggio è andato invece a 'America' di Alessandro Stevanon, poetico tributo all'esistenza di Giuseppe Bertuna, conosciuto come Pino America, cortometraggio garbato e dissacrante, drammatico e surreale "per la regia insolita, che descrive con affetto la vita di un uomo che ha scelto una dolce follia per sfuggire al rimpianto di una vita mancata".
Nella sezione Location Negata trionfa invece 'Lucciole per lanterne' di Stefano Martone e Mario Martone, film ambientato nel Cile delle grandi dighe e della lotta di tre donne contro la privatizzazione dell'acqua perché è "un omaggio a tutte le donne che resistono ai superpoteri in modo costruttivo e senza mai perdere di vista le cause vitali delle loro lotte, contrariamente a quanto fanno moltissimi uomini che ancor oggi non sanno esprimersi altrimenti che con la violenza".
Lucciole per lanterneQuest'anno ad aggiudicarsi il Premio Castello Aragonese come miglior regista è Matti Ijäs con 'Things we do for love'. Il premio Epomeo per la miglior fotografia va, invece, a Xi Wei per 'Ashes to ashes' di Wu Qing.
Menzioni speciali per la sezione Documentari a 'L'uomo sulla Luna' di Giuliano Ricci "per la capacità del regista di entrare, con pudore e delicatezza, in una realtà sorprendente e fuori dal tempo, con delle bellissime immagini e mantenendo una distanza piena di umorismo malgrado la drammaticità del soggetto"; e per la sezione Cortometraggi a 'Sassiwood' di Antonio Andrisani e Vito Cea, "uno sguardo divertente e affettuoso su quel pizzico di follia che caratterizza i lavoratori del cinema e senza il quale non esisterebbe il cinema stesso".
Ricordiamo che in occasione della prima giornata di questa edizione, il Festival ha conferito il premio Ischia Film Award alla carriera al regista israeliano Amos Gitai.
Ischia film festSi è conclusa così anche la dodicesima edizione dell'Ischia Film Festival, un'annata ricca di anteprime, incontri e grandi Maestri come il Premio Oscar Bille August, Amos Gitai, Cecilia Mangini e Pupi Avati, eccezionale Presidente di edizione. Innumerevoli gli incontri con importanti nomi della cinematografia italiana, quali Fabio Mollo, Nello Mascia, Mattia Sbragia, Federico Di Cicilia, Davide Ferrario, Alessandro Rossetto, Enzo De Camillis, Edoardo Winspeare, Angelo Longoni, ma anche di grandi autori stranieri come Matti Ijäs e Wu Qing e di filmaker emergenti, quali Matthias Coers, Fabio Massa, Barbara Maffeo, Giovanni Aloi, Joana de Freitas Ginori e Matteo Vieille Rivara, Andrea Canova, Lisa Castagna, Giuliano Ricci, Alberto Massarese, Karma Gava, Renato Porfido, Thomas Torelli, Yasmine Perni, Marco La Gala, Simona Risi, Matteo Pedicini.

bille august delfiniOscar Bille August incontra il pubblico
All'interno del meraviglioso contesto dello Strand Hotel Delfini di Cartaromana, il regista danese, Bille August ha incontrato la stampa per rispondere alle domande riguardanti il film "Goodbye Bafana", omaggio a Nelson Mandela e parlare dei suoi prossimi progetti.
Alla domanda come mai ha girato un film sulla vita di Nelson Mandela August ha risposto: « Sono sempre stato affascinato dalla personalità di Nelson Mandela; la sua grandezza secondo me era data dall'enorme forza morale della sua anima. In questo film racconto Mandela attraverso la testimonianza di James Gregory sua guardia carceraria durante la prigionia. Il racconto di Gregory è emblematico circa la forza comunicativa del messaggio di pace di Mandela; Gregory infatti insieme a sua moglie era convinto sostenitore dell'Apartheid ma, in seguito all'incontro con l'ex presidente della Repubblica del Sudafrica, converte totalmente il suo pensiero. Sono convinto - ha continuato August - che se oggi in Iraq ci fosse una personalità come quella di Nelson Mandela, i conflitti tra Sciiti e Sunniti finalmente si appianerebbero; purtroppo ad oggi non sento di poter dire che ci sia un suo equivalente erede».
Interrogato sul cinema italiano il regista danese ha dichiarato: «Sono un appassionato del cinema italiano infatti ho votato per Sorrentino agli Oscar: "La grande bellezza" è un film magnifico. L'aver vinto questo premio farà si che Sorrentino abbia la possibilità di distruzione del film ad ampio raggio ed una conseguente maggiore visibilità nel mondo».
Infine circa i suoi prossimi progetti cinematografici August ha detto: "Sto finendo di girare un film con un cast tutto danese e da settembre inizierò, negli Stati Uniti, le riprese di un film di denuncia farmaceutica tratto da una storia vera; la protagonista del film è una donna intossicata dai farmici che con l'aiuto di un avvocato inizia una battaglia legale contro un grande azienda farmaceutica che, tra una peripezia e l'altra riesce a vincere.Nel cast attoriale ci saranno: J. Goodman, H. Bonham Carter e V. Farmiga».
Infine August ha tenuto a ringraziare l'Ischia Film Festival, ideato e diretto da Michelangelo Messina, per l'ospitalità ribadendo che una location di proiezioni suggestiva come quella del Castello Aragonese non l'ha davvero mai vista: « quest'isola è davvero meravigliosa e se potessi girerei un film proprio qui».

assessori e michelangeloL'Assessore Miraglia all'Ischia Film Festival
Importante presenza istituzionale ieri, venerdì 4 luglio, all'Ischia Film Festival. L'Assessore alla cultura della Regione Campania Caterina Miraglia, intervenuta al concorso si è complimentata con l'organizzazione per l'alto livello dell'iniziativa «l'istituzioneha dichiarato la Professoressasi trova avvantaggiata da eventi come questo che arricchiscono l'offerta turistico-culturale con contenuti di qualità. Sono molto felice di presenziare a quest'opera che sento quasi mia, in relazione al fatto che il festival è stato finanziato dal mio assessorato dopo essere stato esaminato da una commissione di alto profilo". All'assessore Miraglia si è affiancata una presenza istituzionale omologa ovvero l'assessore all'arte e alla cultura della città di Los Angeles che oltre a costruire un ponte virtuale con la nostra regione per future iniziative culturali, ha consegnato un riconoscimento ufficiale da parte della città di Los Angeles a Michelangelo Messina per il suo Ischia Film Festival.
sean kananLa kermesse cinematografica si è poi aperta con l'incontro di Sean Kanan, attore delle fortunate serie americane "Beautiful" e "General Hospital", con il pubblico del Festival. Acclamato dalle donne in platea, Kanan ha detto: «Sono onorato di essere qui per la terza volta ed ogni volta lo faccio sempre con lo stesso piacere. Radici profonde mi legano a questa regione tanto che sette anni fa ho deciso di girare un film sulla storia di 7 marinai del monte di Procida uccisi in mare; il film si chiama Sons of Italy ed uscirà in dvd a Dicembre».
locandina MaldamoreGrande successo di pubblico per la proiezione, avvenuta alla Cattedrale dell' Assunta, del film "Maldamore" introdotto dal regista Angelo Longoni. Si tratta di una commedia di 100 minuti che racconta un simpatico gioco delle coppie in cui, tra traditori seriali ed occasionali le coppie, formate da Ambra Angiolini e Luca Zingaretti e da Alessio Boni e Luisa Ranieri, si separano per poi ritrovarsi. All'interno del cast anche altri attori di spessore come: Claudia Gerini, Eugenio Franceschini, Miriam Dalmazio, Eleonora Ivone, Ettore Bassi e Adolfo Margiotta. «Sono contentissimo di essere qui stasera per la proiezione del mio film - ha dichiarato Longoni -; abbiamo avuto un'accoglienza eccezionale ed il posto è davvero incantevole e mi riporta alla mente splendidi ricordi: manco da Ischia da 20 anni ed all'epoca mia moglie era incinta della nostra prima figlia ed è una cosa che ci ha emozionato moltissimo tornarci nuovamente. Voglio sottolineare - ha concluso Longoni - che questo festival mi piace per due motivi principali: il primo è la bellezza del luogo dove si svolge ed il secondo perché si da davvero spazio al cinema senza perdersi in fronzoli inutili: è un festival concreto e spero di poterci tornare anche i prossimi anni».
Tra i tanti registi presenti anche: Justin Liberman che ha presentato nella Cattedrale dell'Assunta "Tobacco burn"; Arantxa Echevarria che, alla Casa del sole ha introdotto "De noche e y de pronto"; Matteo Pedicini e Ivano Ferone che alla Chiesa di S. Pietro in Pantaniello, hanno presentato "Co'Scienza e Meraviglia" e Stefano e Mario Martone che ha introdotto il film "Lucciole per Lanterne" alla Casa del Sole.

 

XII Convegno sul Cineturismo: Il Cinema promuove il Turismo

Una ricerca dell'Università Cattolica di Milano, realizzata in collaborazione con l'Ischia Film Festival ed il portale del Cineturismo, ha indagato come le rappresentazioni cinematografiche dei luoghi possano contribuire a orientare le scelte turistiche del pubblico, spingendolo a programmare un viaggio o una vacanza nelle località mostrate.

18 convegno[Ischia, 2 luglio 2014] Presentata ieri nel XII convegno internazionale sul Cienturismo, che si svolge in seno al programma dell'Ischia Film Festival, la ricerca dell'Università Cattolica di Milano. Esiste un forte legame tra il modo di vivere l'esperienza della visione cinematografica e le motivazioni al cineturismo, ovvero tra "viaggio immaginario" sullo schermo e "viaggio reale" nei luoghi dove sono stati girati i film: questo è il principale risultato della ricerca che ha identificato tre diversi approcci al turismo, di cui due particolarmente attrattivi per la promozione del cineturismo.
L'indagine «Cinema e turismo in Italia. Una prospettiva psicologica di analisi della scelta della vacanza» è stata diretta da Roberto nelll'nell'ambito del progetto di ricerca Branded Content Lab dell'Università Cattolica di Milano ed è stata condotta da Furio Reggente e Roberta Todesco con la collaborazione dell'Ischia Film Festival.
La ricerca ha inteso esplorare il fenomeno del cineturismo, indagando l'esperienza della vacanza e la fruizione cinematografica adottando un approccio psicologico, volto a rilevare le motivazioni sottostanti alle scelte turistiche dei rispondenti e ad approfondire i meccanismi psicologici (identificazione e proiezione) che si manifestano durante la visione di un film.
Il questionario – articolato in tre parti finalizzate ad approfondire congiuntamente l'esperienza della vacanza, l'esperienza cinematografica e la concreta visita ai luoghi mostrati nei film – è stato somministrato dal luglio 2013 all'aprile 2014 attraverso molteplici canali in grado di raggiungere non tanto un campione significativo di italiani, quanto un insieme di turisti interessati al cinema e in grado di fornire elementi utili al perseguimento dell'obiettivo della ricerca.
I fattori della predispozione al cineturismo
La chiave del successo turistico di una location cinematografica risiede nell'approcciare correttamente coloro che vivono con intensità e passione la fruizione dei film al cinema, sentendosi proiettati in un'"altra realtà" attraverso l'innesco dei meccanismi dell'identificazione e della proiezione psicologica. Sono dunque queste le persone che provano maggiormente il desiderio di visitare le location dei film e ricercano con piacere le informazioni su tali luoghi:
il segmento di chi si reca al cinema circa una volta al mese e che come turista manifesta un approccio ludico e sognatore al viaggio: sono per lo più giovani con un buon livello culturale, che si recano in vacanza due o tre volte all'anno; amano visitare luoghi sempre nuovi ricercando nella vacanza svago e divertimento, nonché un'occasione ideale per l'interruzione della routine e per la realizzazione di un sogno personale; ben il 61,2% dei "turisti ludici" dichiara di essersi recato direttamente in un luogo perché visto in un film e addirittura il 71,8% degli stessi afferma di aver modificato l'itinerario di viaggio per visitare una location cinematografica;
il segmento di coloro che frequentano molto il cinema e che al tempo stesso si recano spesso in vacanza ricercando natura e cultura, lontano dall'onda della moda e del divertimento, manifestando un approccio impegnato e autonomo alle scelte turistiche: si tratta di persone di età più matura con un elevato livello di istruzione e che esprimono aspettative non facili da soddisfare, più articolate e complesse rispetto a quelle spensierate dell'altro segmento; sebbene solo il 45,2% dei "turisti impegnati" abbia dichiarato di essersi recato direttamente in un luogo perché visto in un film, ben il 61,9% di loro ha comunque sostenuto di aver modificato l'itinerario di viaggio per visitare un set cinematografico.
I tre approcci al turismo identificati dalla ricerca I "turisti ludici e sognatori" (il 43% dei partecipanti alla ricerca) sono in genere giovani (più del 67% ha un età inferiore ai 35 anni, il 17,5 % tra i 36 e i 45, il 15,4% tra i 46 e i 55), con un buon livello di istruzione (il 33,3% ha un diploma di scuola superiore e il 40,8% di loro possiede una laurea triennale), che amano visitare posti sempre nuovi, ricercando il divertimento in una vacanza esclusiva. Sono anche quelle persone che vedono nel viaggio un'occasione ideale per l'interruzione della routine e per la realizzazione di un sogno personale. Generalmente si recano in vacanza 2-3 volte l'anno (il 57,1% di loro) e al cinema circa una volta al mese (36,4%).
I "turisti impegnati e autonomi nelle scelte" (il 39,5% dei rispondenti) si identificano in un individuo di età abbastanza matura (metà di loro ha un età compresa tra i 36 e i 55 anni, il 29,9% tra i 26 e i 35 e solo il 19,7% sotto i 25 anni), con un ottimo livello di istruzione (il 43,3% possiede una laurea magistrale), che ama visitare posti nuovi per soddisfare il proprio desiderio culturale, lontano dalle mete "in" e di moda. Generalmente si reca in vacanza 2-3 volte l'anno (nel 51,9% dei casi), ma ben il 13,3% afferma di andare in vacanza più di 5 volte all'anno. Sono anche frequenti fruitori delle sale cinematografiche (più del 10 % di loro afferma di recarsi al cinema una o più volte alla settimana).
I "turisti pigri e abitudinari" (il 17,5% dei rispondenti) rispecchiano invece una tipologia di individuo di età piuttosto differenziata (il 60% ha meno di 35 anni, mentre il 40% oscilla dalla fascia dei 36-45 anni alla fascia dei 46-55), che possiede un buon livello di istruzione; è piuttosto radicato alle proprie abitudini e preferisce la fuga dalla routine quotidiana in luoghi poco esotici e vicini a casa. Si reca in vacanza generalmente 2-3 volte all'anno (46,7%), ma un'altissima percentuale (40%) dichiara di recarsi in vacanza solo una volta all'anno. Rari frequentatori delle sale cinematografiche, il 5,1% di loro afferma di non andare mai al cinema e il 47,5% solo qualche volta all'anno. Complessivamente non appaiono interessanti alla possibilità di visitare i luoghi in cui è ambientato un film.

Per ogni altra informazione: www.ischiafilmfestival.it - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - 3343051500 - 08118994357 - 3286214590

 

AVELLA : GRAN SUCCESSO DI PUBBLICO ALL’ANFITEATRO ROMANO PER LE “MEMORIE DI ADRIANO”

Duttile e calibrato nella fedeltà al testo, l'adattamento scenico-interpretativo del celebre romanzo di Marguerite Yourcenar, facendone rivivere il climax con le eccellenti Piera De Piano, Amelia Imparato e Enzo Marangelo, attore e regista. Una rappresentazione di elevato profilo qualitativo, che attesta l'interessante impegno di studio della compagnia Hypocrites e avvalora il progetto di promozione culturale, in cui sono impegnate la Fondazione "Premio Letterario Cimitile" e la Fondazione "Avella Città d'Arte".

LO SPETTACOLO DI DOMENICA 6 LUGLIO
I cartellonijpgGianni Amodeo - 7.07.2014 - Omaggio e onore al teatro classico, nella "location" dell' Anfiteatro romano, che s'adagia con dolce naturalezza sul declivio dei Monti Avella. E, quella compiuta due mila anni fa nella città fondata dagli osci, fu una scelta logistica, della quale non si può non ammirare sia l'originalità progettuale che l'intelligente modalità d'esecuzione, praticata dai validi ed efficienti capo-mastri, che furono impegnati, per realizzare il monumentale e storico complesso, combinando la sobrietà architettonica dalla cinta muraria con l'ingegnosa tecnica dell' opus reticulatum, dagli spalti alle porte - triumphalis e libitinensis, alla quale va aggiunta una terza di minore rilevanza funzionale - collocate ai lati opposti dell'asse maggiore dello spazio, utilizzato per gli spettacoli.
E' lo spazio, in cui è andato in scena "Memorie di Adriano", un lucido ed interessante adattamento dell'omonima opera di Marguerite Yourcenar, la grande scrittrice francese, rivisitando uno squarcio di storia dell'antica Roma; squarcio, che fa filtrare le coordinate della politica della Pax, propugnata e delineata da Adriano, che aveva raccolto il testimone della guida dell'impero da Traiano. Sono le coordinate, che, pur con le notevoli difficoltà da affrontare, determinate dai fermenti ribellistici dei popoli della periferia dell'impero, ripetevano gli indirizzi dell'azione di Cesare Ottaviano Augusto, il fondatore del principato e assertore della ... Pax augustea, che nulla o poco concedeva ai popoli sottomessi che non fosse rispondente all'egemonia dell'Urbe.
Memorie di Adriano 7jpg - Copia 500x281Un'operazione di sicura caratura culturale, quella che si è ammirata nell'Anfiteatro avellano, in virtù dei monologhi recitati in bello stile di linguaggio e con pregevoli tonalità di voce da Piera De Piano, Amelia Imparato e Enzo Marangelo, nei ruoli - quest'ultimo - di interprete e regista; monologhi ... dialoganti e interagenti per i contenuti, che rendevano con la massima chiarezza la dimensione storica ed esistenziale di Adriano, quasi a ribaltare il mondo di ieri in quello di oggi; mondo, in cui l'umanità continua ad essere travagliata dalla pace difficile da vivere e praticare, come attestano le tormentate e tormentose vicende del Medio Oriente, giusto per restare nell'attualità immediata, mentre soffiano i venti dei letali fondamentalismi religiosi, per non dire dei conflitti per il controllo e la gestione delle fonti energetiche. E meno male che i totalitarismi del nazismo, del comunismo sovietizzato e gli autoritarismi fascisti si sono dissolti da tempo ....
Memorie di Adriano 1 - Copia 500x281Un adattamento decisamente ben calzante con il climax del romanzo, denotando il ragguardevole impegno di studio della compagnia Hypocrites Teatro Studio, con la finezza della regia attenta e curata nei minimi dettagli, fin dall'apertura della rappresentazione, in cui spicca la figura di Traiano, che designa Adriano degno continuatore della sua opera nel governo di Roma, per concludere con il sigillo dell'allocuzione all'"Animula vagula, blandula.." di cui si dirà in seguito.
E se la scena è stata "tenuta" al meglio della scansione e dei ritmi recitativi da Piera De Piano, Amelia Imparato ed Enzo Marangelo, l'intero cast ha brillato per efficienza, con l'allestimento scenico, i costumi e il trucco, curati da Stefania Pisano, mentre la parte fonica è stata seguita da Virna Presenzo e i giochi delle luci sono stati ... gestiti con efficace scelte di tempo da Massimo Caiafa. Un ottimo lavoro di gruppo, dando merito per la selezioni dei testi a Renato Siniscalchi. Un lavoro di gruppo e di bella cultura teatrale, che ha coinvolto il pubblico sul piano emotivo e della piena partecipazione al filo della narrazione ...
Le visite 2Una splendida serata di teatro, con l'eccellente organizzazione dell'evento, coordinata dall'Ufficio zonale dei Beni archeologici della Soprintendenza di Avellino-Salerno-Benevento-Caserta, di cui è responsabile la dott.ssa Ida Gennarelli, con il fattivo supporto della Fondazione "Premio letterario Cimitile" e della Fondazione "Avella Città d'Arte", oltre che del Gruppo Archeologico "Amedeo Maiuri", che ha curato l'accoglienza, insieme alla Pro Loco Abella, e, prima che si alzasse il ... simbolico sipario, ha gestito le visite guidate per l'illustrazione delle caratteristiche dell'Anfiteatro per i tanti spettatori, giunti nella città del Clanio, soprattutto dall'area nolana e vesuviana. Hanno dato il loro apporto alla buona riuscita della manifestazione anche ialcune unità della Protezione Civile. Và messo anche nel giusto rilievo l'impegno politico-amministrativo del sindaco di Avella, avv. Domenico Biancardi, ma soprattutto quello dell'Assessore ai Beni Culturali della Regione Campania, l'on.le Pasquale Sommese, che ha fortemente voluto che il Premio Cimitile diventasse itinerante e che lo ha finanziato. E non è il solo progetto portato a compimento per il territorio che gli ha dato i natali.

ADRIANO, LA FORZA DEL POTERE E LA COSCIENZA DELLA SUA PRECARIETA'
Publio Elio Traiano Adriano - Copia 299x500"Animula vagula, blandula \ hospes comesque corporis \quae nunc abebis in loca.... "Piccola anima smarrita, soave \ compagna e ospite del corpo \ che ora ti appresti a scendere in luoghi \ ardui e spogli \ dove non avrai più gli svaghi consueti \un istante ancora \ guardiamo insieme le rive familiari \ le cose che certamente non vedremo mai più \ cerchiamo d'entrare nella morte ad occhi aperti".
Sono le limpide e nitide immagini della profondità meditativa di Publio Elio Traiano Adriano, più semplicemente Adriano, imperatore romano ed eccellente stratega militare, del secondo secolo - nato nella provincia iberica - permeato da multiformi interessi per le belle arti, la poesia, la musica, la filosofia, a cui si dedicò con fervida passione e intenso impegno, sulle tracce dei valori della civiltà di Roma e soprattutto del mondo greco. Sono versi della celebre allocuzione, che l'autore destina alla propria anima - l'ànemos dei greci, il soffio vitale dell'esistenza corporea - nel presagio della morte vicina. Un colloquio di diretta immediatezza, che plasticamente rappresenta il senso della condizione umana, i cui ritmi sono scanditi dal pendolo, il cui oscillare per impulso ricevuto si spegne ed esaurisce fatalmente ed inesorabilmente nel periodo di tempo più o meno ampio. Come per dire che la nascita è un caso, sotto tutti i profili di condizione e stato sociale, mentre la morte è evento ineluttabile. Una verità, per la quale Adriano dice all'interlocutrice, ma soprattutto a se stesso .... "cerchiamo d'entrare nella morte ad occhi aperti". Con lucida consapevolezza di sé, della propria limitatezza e senza piatire consolazioni o indulgere ad auto-consolazioni.
Margherita YourcenarL'allocuzione di "Animula vagula, blandula..." costituisce la filigrana, che pervade, ravviva le "Memorie di Adriano", il romanzo, ch'è anche saggio storico, scritto da Marguerite Yourcenar e pubblicato nel 1951, senza godere nell'immediato di quel largo consenso di lettori e critica, che, invece, ha conosciuto, a giusta ragione, negli anni successivi, toccando per anni i livelli di best seller. Uno straordinario affresco della Roma imperiale, nell'età in cui gli dèi della religione pagana erano già scomparsi dalla coscienza comune e la luce della religione cristiana stentava ad irradiarsi, trovando proseliti negli umili, nei poveri, negli emarginati con sete di giustizia, desiderio d'amore e libertà.
La struttura dell'opera della scrittrice francese è articolata in sei capitoli, in forma di epistola, che Adriano, carico di anni ed acciacchi, malato, indirizza al giovane amico, Marco Aurelio, allora diciassettenne, e che, dopo qualche anno, diventerà nipote adottivo e successore al trono. E Marco Aurelio non solo ne sarà degno erede nel buon governo delle province imperiali, ma anche sui versanti del sapere , come attestano l'elaborazione dei famosi e attualissimi Aforismi, distillati di straordinaria saggezza, e, più ancora, i "Colloqui con se stesso", che, per finezza ed incisività discorsiva e non certo per matrice d'ispirazione, precorrono l'intensità delle Confessioni di Sant' Agostino e, per vari aspetti, la visione meditativa, che si ritrova nei Pensieri di Pascal, da cui si diramano i percorsi del rigore giansenista, incentrato sul cristianesimo delle origini, non contaminato dal potere curiale. Ma, quelle di Adriano e di Marc'Aurelio sono le lunghe linee d'orizzonte, che - nella sincronia del pensare e del sentire, con cui si annullano le distanze sia di tempo che di luogo - corrono in parallelo con l'intensità riflessiva degli ineguagliati e ineguagliabili dei Saggi di Michel de Montaigne e nell'intera produzione di Erasmo da Rotterdam, tra le maggiori e migliori figure della modernità laica e della civiltà umana.
memoires-dhadrien 1-edizione-plon-1951Marguerite Yourcenar fa rivivere nel suo bel racconto Adriano uomo di potere assoluto, reso eroe di Roma per gli innumerevoli trionfi militari, di cui fu gratificato, ma che avevano le impronte d'infinite tragedie: quelle dei popoli vinti e sottomessi. E' il principe divinizzato - secondo la sacralizzazione del potere introdotta e voluta da Cesare Ottaviano copertina Memorie di Adriano 2Augusto - che commisura i fasti della gloria goduta e vissuta nel passato con il proprio presente di uomo, ormai sopraffatto dalle malattie e dalla vecchiaia- senectus ipsa aegritudo, la vecchiaia è per se stessa fragilità - mentre avverte la presenza della morte che incombe sul suo destino.
E' Adriano, al quale i fregi, gli strumenti e gli orpelli del potere, nei cui "palazzi" s'incrociano falsità, ipocrisie e violenze di ogni genere, non "dicono" letteralmente più nulla. Una condizione, che "umanizza" Adriano, fino renderlo più vicino all'uomo del nostro tempo. Una trama narrata con ritmi incalzanti e convincente scrittura, quella di Marguerite Yourcenar, declinando e rappresentando il pubblico e il privato di Adriano, che, a sua volta, si staglia - pur distinguendosi per il duttile esercizio dell'arte del buon governo e della saggia applicazione della legislazione per i popoli dell'Urbe - sullo sfondo del sistema imperiale romano già alle prese con i primi sintomi del declino e del disfacimento per l'incipiente dissolversi dell'etica pubblica, con cui Roma era cresciuta nella sobrietà dei costumi e di poche, ma cristalline leggi, conosciute, rispettate ... e fatte osservare.

E SI CONTINUA CON IL JAZZ: GIOVEDI' ARRIVA GEORGE BENSON
manifesto BensonDopo il teatro di matrice classica, con "La guerra di Spartaco" e le "Memorie di Adriano", è di...scena il jazz nell'Anfiteatro romano, con il concerto di George Benson. E c'è grande attesa per l'evento che segna l'apertura del Pomigliano Jazz Festival, alla diciannovesima edizione, la grande rassegna musicale, che di anno in anno amplia orizzonti e profili attrattivi. Una rassegna, entrata a pieno titolo nel panorama delle manifestazioni di cultura musicale più rinomate in Italia. Un circuito itinerante sul territorio, di cui saranno protagonisti i migliori interpreti e le più prestigiose band del jazz internazionale.
L'itinerario prende il "via" giovedì, 10 luglio, nel monumentale complesso avellano, altre tappe Pollena Trocchia, Cimitile, Ottaviano, Pomigliano d'Arco e il Cratere del Vesuvio. Un itinerario che si concluderà il 20 luglio.
Nella suggestiva atmosfera della Cittadella paleocristiana di Cimitile, il 16 luglio si esibirà Kerry Garret.

 

NOLA / LA BIBLIOTECA COMUNALE E LA DONAZIONE-VECCHIONE UN POLO CULTURALE PER LA CITTA’ E IL TERRITORIO

L'animazione sociale, il ri-disegno logistico e la dimensione degli spazi, la disponibilità degli "audio-visivi" e i supporti informatici: percorsi obbligati per un servizio pubblico di qualità. La tematica è stata focalizzata nel convegno sul futuro e sulle prospettive del patrimonio librario - dotato di testi rari e di eccezionale valore - destinato all'Ente di piazza Duomo da Luigi Vecchione, cultore di storia locale, autore di saggi, bibliofilo e archeologo, scomparso il 29 dicembre scorso. Giuseppe Mollo, Raffaele Soprano, Caterina Napolitano, Angelo Amato de Serpis, Antonio Napolitano e il sindaco Geremia Biancardi hanno delineato gli obiettivi praticabili, con l'utilizzo del restaurato palazzo dell'ex-Convento di Santo Spirito, entro il prossimo novembre. A Domenico Capolongo spetterà la coordinazione del cambio di passo per la programmazione e le finalità del riassetto del sistema, secondo le direttive della civica amministrazione.

Vecchione 2LE FINALITA' DEL CONVEGNO
Gianni Amodeo - 27.06.2014 - Uno spazio di diffusa e intensa animazione sociale, che favorisca e promuova la circolazione delle idee e delle conoscenze. Una realtà dinamica, che possa avvalersi di un ben strutturato assetto logistico, oltre che delle necessarie dotazioni d'informatica e di un congruo quanto efficiente apparato di "audio-visivi".
Sono alcuni dei connotati essenziali, con cui le biblioteche comunali, quale primario servizio culturale di pubblica rilevanza, ormai si caratterizzano sempre più nell'operatività reale. Una prospettiva di cambiamento, che le libera dalla rigida ed arida dimensione "museale" della pura ed amorfa conservazione di testi, documenti, riviste; dimensione, con cui ormai da anni si saldano soltanto la consultazione, non particolarmente "praticata", e il prestito delle opere richieste a tempo determinato. La città bruniana è chiamata a procedere con rapido passo in questa direzione evolutiva, per rapportarsi al meglio possibile con le istanze più significative, espresse dai giovani e da tutti coloro che prediligono quel dialogo aperto e senza pre-giudizi, con cui è possibile cominciare a percorrere a percorrere le lunghe e aspre corsie verso i saperi.

IL LASCITO PREZIOSO, BENE COMUNE DELLA CITTA'
Vecchione 4E' – questo - il senso dell'auspicio, prospettato dall'architetto Giuseppe Mollo - consulente della Soprintendenza dei beni artistici, archeologici, ambientali e storici di Pompei, docente nei Licei, con una cospicua, lunga esperienza di ricerca e d'interventi per la tutela del patrimonio dei beni culturali e archeologici, soprattutto nell'area nolana e in quelle di Avella e del Vallo di Lauro - nell'intervento sviluppato nel convegno, promosso da "La Contea nolana" e svoltosi nella chiesa-agorà dei Santi Apostoli. Filo tematico, il futuro e le prospettive della biblioteca, che Luigi Vecchione ha donato a Nola. Un pregevole lascito d'amore e affetto filale per la città natia, costituito da un patrimonio di eccezionale interesse e valore, con circa ventimila testi, tra cui spiccano vere e autentiche rarità di opere stampate tra il '400 e il ' 500; e poco più di cinquemila testi qualche anno fa sono stati già conferiti alla Biblioteca comunale, che apre i battenti in corso Tommaso Vitale.
Una riflessione dovuta e doverosa, quella compiuta e a 360°, per fissare le coordinate della compiuta valorizzazione pubblica della volontà di Luigi Vecchione, a sei mesi dalla scomparsa. E Mollo, nel disegnare quello che può e "deve" diventare un autentico Polo culturale, incentrato sulla Biblioteca comunale, che apre i battenti lungo corso Tommaso Vitale, arricchita dalla donazione dell'illustre bibliofilo e tenace cultore della storia locale, si calava nel flusso dei ricordi personali e giovanili; un'immersione, per far risaltare a tutto tondo la figura e l'azione di Luigi Vecchione, con i suoi sempre rinnovati interessi conoscitivi sulla storia della città e del territorio. Erano interessi, coniugati con la costante sensibilità d'attenzione e di apertura verso le giovani generazioni, mettendo a loro piena disposizione, per la stesura di tesi di laurea, la ricerca di documenti e atti, la Biblioteca, che, con l'"interminabile" sequenza di scaffalature, ancora si allunga nella .. fuga di stanze e ambienti nell'ampio e accogliente attico di via Vivenzio: paziente frutto di anni di raccolta e selezione, oltre che testimonianza di un impegno economico tutt'altro che comune. E per la location del Polo culturale prefigurata da Mollo, secondo Antonio Napolitano, presidente de "La contea nolana", la soluzione ottimale è data dal restaurato palazzo dell'ex-Convento di Santo Spirito, già utilizzato come carcere mandamentale, in via Merliano. " Un luogo di pena - spiegava Napolitano - che diventa luogo di cultura".

Vecchione 3IL SENSO CIVICO DI VECCHIONE NEI RICORDI DI SOPRANO
Dalla gerla dei copiosi ricordi personali e giovanili, anche l'avvocato Raffaele Soprano, presidente della Fondazione Festa dei Gigli, estraeva le immagini e gli aneddoti, al cui centro è Luigi Vecchione, per attestarne la tenacia d'impegno nelle iniziative- maturate tra gli anni '50 e '60 del secolo scorso- nella "scoperta" dei valori di Nola antica, dall'età etrusca e osca a quella sannita e romana. Un impegno vissuto fino agli ultimi giorni di vita, alla soglia dei novantasette anni, trascorsi tra il lavoro professionale, la bibliofilia e la cultura. E di Luigi Vecchione, il presidente della Fondazione "gigliata", evocava la visione laica e di riformismo sociale della politica, per la quale, insieme con altri "spiriti liberi e disinteressati" della città negli anni '70 aderì al movimento civico, che scalzò, per la prima volta, la Democrazia cristiana dal governo della città: governo esercitato sempre in funzione di maggioranze assolute, fino a sfiorare il 70% dei consensi espressi.
Una visione laica, per la quale - non va dimenticato- Luigi Vecchione é stato promotore di proficue e qualificate iniziative per la riscoperta di Giordano Bruno, martire del pensiero libero, e di Vincenzo Spampanato, che fu in costante rapporto con Benedetto Croce, tra i pochi autentici pensatori espressi dalla cultura filosofica italiana del '900. "Onorare, com'è doveroso, Luigi Vecchione e l'importante lascito reso alla città - affermava Soprano – non può che determinare l'osmosi tra la Biblioteca comunale attuale, che pure costituisce una valida struttura civile, e la cospicua donazione dell'illustre uomo".
Sulla configurazione generale della Biblioteca dell'attico di via Vivenzio si soffermava,in particolare, la dottoressa Caterina Napolitano, giovane bibliofila alla luce della collaborazione sviluppata con Luigi Vecchione negli ultimi anni per la catalogazione dei testi, anni, a cui appartiene la pubblicazione del saggio sul testo di Pietro Paolo Muscariello sull'algoritmo nolano, rappresentativo di un agile trattato d'economia contabile, risalente al '500. Un ricordo d'intensa umanità, con lo sfondo costituito dalle sezioni, formate dalle opere dedicate a San Paolino, il santo della carità e com-patrono della città insieme con San Felice, e dalle opere dedicate a Giordano Bruno, il pensatore dell'infinità dei mondi; sezioni disposte l'una frontale all'altra, metafora di un dialogo, che per quanto fosse, e sia, anti-storico e di idealità antitetiche, Luigi Vecchione, immaginava poter essere praticato dal Bordolense e dal Nolano, per ritrovarsi in comune convergenza di spirito ...
Di particolare valenza tecnica era l'intervento di Angelo Amato de Serpis, il fondatore di Meridies, tra le più attive associazioni di volontariato civico nella promozione e nella valorizzazione dei beni culturali del territorio. Amato de Serpis sottolineava l'importanza del Polo culturale da innescare nelle dinamiche della Biblioteca comunale, ma anche e soprattutto le ragioni di procedere alla catalogazione dei testi della donazione-Vecchione con l'impiego di esperti con qualificata professionalità.

L'IMPEGNO DELL'AMMINISTRAZIONE E LA COORDINAZIONE DI CAPOLONGO
Vecchione 3Nel tirare le somme delle analisi e delle proposte formulate nel dibattito, a cui ha partecipato un pubblico attento ed interessato, il sindaco Geremia Biancardi esprimeva la volontà di massima del governo cittadino, non ancora insediato, ma connessa con il programma elettorale della coalizione di centro-destra, risultata maggioritaria nel ballottaggio dell'8 giugno. "Il Polo culturale, di cui la Biblioteca comunale e la donazione-Vecchione sono la bussola d'orientamento integrato - affermava Biancardi - rappresenta l' obiettivo di servizio per la città e per il territorio, puntando a rapportare tra loro le strutture del patrimonio dei beni culturali della città secondo le competenze dell'amministrazione. E si realizzerà, tra ottobre e novembre prossimi, nel palazzo dell'ex-Convento di Santo Spirito, nei cui ambienti sarà allocato, classificato e catalogato l'ingente patrimonio librario donato alla città. In questa fase di particolare delicatezza e complessità, la funzione di coordinamento sarà affidata all'ingegnere Domenico Capolongo. Una collaborazione di alto profilo culturale". A sigillo del costruttivo confronto, era proiettato il filmato, realizzato da "La Contea nolana", scandito da un'incisiva ed efficace intervista con Luigi Vecchione, con lo sfondo segnato dai luoghi simbolici della città. Un'utile testimonianza.
En passant, si ricorderà che l'ingegnere Capolongo non è solo uomo di cultura scientifica, con specializzazione nel mondo delle telecomunicazioni e tele spazio, con esperienze professionali maturate in Italia e all'estero, ma è anche uomo versato nella cultura storico-letteraria. E su quest'ultimo versante, a Ninì Capolongo si deve la produzione di monografie e saggi di storia locale, oltre che lo studio sui rapporti tra Italia e Cuba. Un background più che rassicurante e di marcata affidabilità.

Le foto sono di Mariella Vitale

 

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