Un’Ucronìa, festeggia un anno nella Sala Consiliare del Comune di San Vitaliano

Venerdì 10 Aprile, a circa un anno dalla pubblicazione, il giovane autore mariglianese Sergio Mario Ottaiano presenta il suo romanzo nel comune di San Vitaliano.

Locandina presentazione UnUcronìa - Copia C.S. - Un'Ucronìa, romanzo dell'esordiente Sergio Mario Ottaiano, giovane scrittore mariglianese, sarà presentato venerdì 10 Aprile presso la Sala Consiliare del Comune di San Vitaliano, in Piazza Leonardo Da Vinci alle ore 19.00 durante un evento aperto al pubblico, in cui si festeggerà anche il primo anno dalla pubblicazione, avvenuta il primo aprile 2014.
Il romanzo racconta la storia di un uomo anonimo e privo di connotate caratteristiche fisiche, rinchiuso in una stanza e costretto ad affrontare il proprio passato. Il protagonista intraprende un viaggio a ritroso nella sua vita attraverso il sogno e l'immaginazione, alla ricerca delle verità che racchiude in se stesso, per affrontare le proprie scelte, i propri rimorsi, le proprie ucronìe.
Ucronìa, termine derivante dal greco, vuol dire nessun tempo e indica ciò che sarebbe potuto accadere se un fatto storico, un avvenimento importante e significativo, fosse andato diversamente. Ogni uomo, vive quotidianamente domandandosi quali possibili vie avrebbe potuto percorrere nel caso in cui avesse deciso di intraprendere scelte differenti da quelle fatte. Il "se" è ciò che caratterizza l'ucronìa ed è la congiunzione che induce chiunque a riflettere e a pensare. Nella profondità del proprio animo ogni essere racchiude milioni di domande a cui spesso non riesce a dare una risposta e molte di queste iniziano proprio con un se: "se fossi stato ...", "se fossi andato ...", "se avessi scelto ...". Proprio questo particolare aspetto dell'esistenza viene esplorato nel libro scritto da Ottaiano che si sta facendo strada nel campo letterario a suon di consensi e buone recensioni.
Con Un'Ucronìa, edito da Genesi (Torino), l'autore mostra subito la ricca e stratificata cultura e la spiccata sensibilità a dispetto della giovanissima età, regalando al lettore una prova di scrittura decisamente riuscita, che si segnala per l'ardita costruzione innovativa di una tesi tanto nuova, quanto consapevole della tradizione da cui discende e, quindi, erudita e raffinata.
La presentazione, organizzata nell'ambito delle attività culturali del Comune di San Vitaliano, sarà presieduta dal Sindaco Antonio Falcone e dalla Giornalista del Mattino Carmela Maietta; le conversazioni saranno intervallate dalla lettura di passi del romanzo a cura di Ilaria Venuso e dalla chitarra del Maestro Giacomo Paone. Dopo la presentazione l'autore sarà disponibile per firmare copie del romanzo e per rispondere alle domande dei presenti.

 

Certamen Acerranum: coltivare il senso dell’etica

Certamen Acerranum 1 Maddalena Venuso - Acerra - Si è svolta venerdì 27 marzo la cerimonia di premiazione del I Certamen Acerranum, riservato agli alunni del penultimo e dell'ultimo anno dei Licei Classici e Scientifici della Campania, indetto dal Liceo Alfonso Maria de' Liguori di Acerra. L'invito a partecipare ha riscosso notevole successo presso le scuole della Regione, che hanno colto l'intento di valorizzazione della cultura e delle peculiarità del territorio, felicemente ricordate da Virgilio nei versi immortali del II libro delle Georgiche (Georgicon libri, II, 224-225):
Talem dives arat Capua et vicina Vesevo
ora iugo et vacuis Clanius non aequus Acerris
Il concorso, infatti, ha avuto luogo il 20 marzo e vi hanno preso parte studenti dei licei Federico Quercia (Marcianise), Luigi Einaudi (Cervinara), Gaetano De Bottis (Torre del Greco), Giancarlo Siani (Aversa), che si sono cimentati nella traduzione di un passo delle Georgiche virgiliane, quello delle Laudes Italiae del liber II.
Soddisfattissimi dei risultati il presidente della commissione giudicatrice, prof. Crescenzo Formicola, docente di Letteratura Latina alla Federico II, insieme al prof. Lazzaro Alfano (ex DS), al prof. Salvatore Delli Paoli (ex Ds), e al prof. Vincenzo D'Onofrio (DS). Il Certamen, infatti, prevedeva non solo la traduzione dal latino del brano tratto dalle Georgiche di Publio Virgilio Marone, ma anche un breve commento al testo basato su un'analisi di tipo meramente formale e contenutistico, oltre su una interpretazione del passo alla luce della questione ambientale che interessa la cosiddetta "Terra dei Fuochi" ed il comprensorio acerrano.
Certamen AcerranumNella Lectio Magistralis tenuta nell'Auditorium del Liceo de' Liguori, il Prof. Formicola ha sottolineato come i ragazzi abbiano colto lo spirito delle Laudes Italiae, invitandoli a coltivare quel rus che altro non è se non il Mos Maiorum, l'etica dei padri, a cui è d'uopo richiamarsi per costruire un presente a dimensione d'uomo.
La lectio ha catturato l'attenzione degli allievi delle classi IV e V e dei docenti presenti, completamente soggiogati dal fascino degli antichi versi che il Prof. Formicola ha commentato, attualizzandoli e ricordando che noi siamo le nostra radici, da coltivare con passione se vogliamo che esse diano ancora buoni frutti.
Gli alunni Michele De Rosa, Angelo Fatigati e Davide Pascarella hanno collaborato alla realizzazione dell'evento con una recitatio virgiliana, con accompagnamento musicale unplugged e con le riprese fotografiche e video della lectio.
Entusiasti i vincitori, nell'ordine: Gemma Madonna (Liceo Quercia); Andrea Sofia (Liceo Einaudi); Enza Montano (Liceo de'Liguori), che hanno ritirato i i premi messi in palio (I classificato: € 600,00; II classificato: € 400,00; III classificato: € 200,00). Menzioni di merito della commissione a tre allievi del Quercia - Guerriero Raffaello, Liciberto Martina, Moretta Caterina - e ad un'alunna del Liceo classico de' Liguori, Giuliano M. Consiglia.
Valutata positivamente questa prima edizione, si sono dichiarati fortemente motivati a continuare il percorso intrapreso il D.S. di Acerra Prof. Carmine De Rosa e i docenti organizzatori, proff. Annamaria De Martino, Rita Giuntoli, Angelo Renzullo, Antonio Tuccillo, Alessandro Varavallo.
La cerimonia di premiazione si è dunque caratterizzata come un forte segnale a favore della valorizzazione della cultura classica che ha connotato da sempre la terra Campana, e dalla quale occorre ripartire per riappropriasi di un'identità forte e capace di affermarsi a dispetto dei numerosi tentativi di screditare il valore della tradizione. Ritrovare la Spes senza dimenticare il Logos.

BAIANO: SQUARCI DI STORIA SOCIALE ED ECONOMICA

Salvatore Ascione e Angelo Perna all'"Incontro" rivisitano le filiere produttive della lavorazione artistica del corallo e dei cammei che danno rinomanza internazionale a torre del greco e gli statuti del Real Colonia e dell' Opificio serico di San Leucio di Caserta.

Incontro corallo 2 - Copia 500x275Gianni Amodeo – 25.03.2015 - Percorsi retrospettivi, con l'obiettivo sull'attualità e sul futuro, da Torre del Greco a San Leucio. Come a dire dal litorale partenopeo al cuore di quella che - fino al 1861- nella mappa amministrativa del Regno delle Due Sicilie si identificava con la denominazione di Terra del Lavoro, includendo l'area nolana e la cosiddetta Bassa Irpinia, e che attualmente coincide con la provincia di Caserta. Sono i percorsi, con cui si è sviluppato il Focus dell'agenda della conoscenza della micro-storia dei territori, nei locali del Circo socio-culturale de "L'Incontro". Un Focus, animato con ricchezza di argomenti e di dettagli documentali, da Salvatore Ascione, imprenditore di lungo corso e con interessanti esperienze internazionali, in Europa e in Asia, e da Angelo Perna, docente di Economia negli Istituti statali d'istruzione superiore.
coralli e cammeiTema allettante, quello analizzato da Ascione, per condurre alla ri-scoperta di Torre del Greco attraverso la secolare quanto raffinata lavorazione artistica ed artigianale del corallo, dei cammei e delle perle, che ha conferito rinomanza e prestigio internazionale alla città il cui toponimo deriva, secondo attendibili studi, dalla pietra miliare della Turris octava, che ne segnava la distanza da Napoli; pietra miliare, che sarebbe diventata il fulcro dell'assetto urbanistico, che è venuta assumendo la città nel corso dei secoli, la quarta per indice demografico in Campania, dopo Napoli, Salerno e Giugliano. Una lavorazione di pregio, la cui materia prima si trovava nel Golfo partenopeo, anche se non in larga disponibilità; lavorazione, che con la correlata e capillare commercializzazione sui mercati interni ed esteri, si è notevolmente diffusa ed incrementata nell'Ottocento e fino alla prima guerra mondiale, facendo collocare con autorevolezza Torre del Greco nelle posizioni di "vertice" della scala del commercio internazionale per il settore, in particolare competizione con Marsiglia, il Giappone e la Cina. Un ruolo, che si consolida ed amplia dal secondo dopo-guerra ai nostri giorni, per un trend che si apre a prospettive, anche in correlazione con lo sviluppo dell'arte orafa, pur in un contesto concorrenziale cresciuto e coincidente con le dinamiche della società globalizzata.
Incontro corallo 2 - Copia 2 343x500E' la competizione, che, ieri come oggi, la città fronteggia al meglio con la laboriosità dei suoi artigiani\artisti del corallo e meticolosi incisori degli eleganti e ricercati cammei. Una competizione, fatta di sofisticate tecniche di manipolazione e di creatività, che crea la ricchezza di Torre del Greco, in uno con la cantieristica e le imprese armatoriali, funzionali alla costruzione e all'allestimento delle "coralline"', le navi, che si utilizzavano per il trasporto delle preziose partite di corallo, destinate ai tanti laboratori artigianali cittadini. Ed il corallo, per lo più, si "pescava" nei fondali del Mare Mediterraneo, con l'utilizzo del cosiddetto "ingegno", lo strumento che permetteva d'incidere i banchi, per estrarre la preziosa materia, che finivano in reti speciali. Le partite di corallo, "pescate" o comprate provenivano - e provengono - dai Paesi dell' Africa del Nord, dalla Cina e dal Giappone, oltre che da Sardegna, Corsica e da quella Sicilia, resa celebre per i coralli di Sciacca, caratteristici per le straordinarie sfumature di colore arancione, vere gemme di eccellente attrazione e bellezza per la varietà dei modelli, in cui sono trasformate per produzioni raffinate. Per la marineria torrese, tuttavia, nel passato e in assenza anche di codici di regolamentazione internazionale, l'attività della "pesca" era piena di insidie e pericoli,soprattutto nelle aree costiere africane, e le "coralline" subivano le frequenti scorrerie dei pirati.
Torre del Greco - coralli e cammeiUn prospetto significativo, quello presentato da Salvatore Ascione , nel disegnare la mappa dei siti di "pesca" del corallo, in combinazione con la lavorazione e la commercializzazione dei prodotti "finiti" in ogni angolo del mondo; una connessione, che rende Torre del Greco non solo città di mare, ma anche e soprattutto cosmopolita, sotto tutti i profili. Una condizione, per la quale la città guarda gli ampi orizzonti del mare, su cui si specchia il Vesuvio; e sono gli orizzonti sia delle attività produttive e commerciali in sé, sia ... delle vie di fuga e salvezza, quando si scatena con le sue furibonde eruzioni lo "sterminator Vesevo", tanto efficacemente descritto e narrato ne "La ginestra, o fiore del deserto", la vigorosa e splendida lirica, permeata di "pensiero poetante" nel segno dell'" arido vero" e composta da Giacomo Leopardi nella Villa Ferrigni, proprio a Torre del Greco, respirandone l'aria salubre, frammista di brezza marina e dell'ossigenazione delle aree montane circostanti.

Caserta ReggiaIL CODICE LEUCIANO E IL REAL OPIFICIO SERICO
Nel rapportarsi all'eccellenza produttiva, che ruota intorno al corallo, il professore Angelo Perna, attento ed operoso cultore di storia locale, apriva i riflettori dell'attenzione sul '70O, il secolo dei Lumi, da cui promanò il "dispotismo illuminato", attecchendo nel Regno delle Due Sicilie, governato da Ferdinando IV e dalla regina Maria Carolina, sulla scia della realizzazione - nel Regno di Napoli - di quel notevole programma di opere pubbliche e riforme, di cui era stato promotore e artefice Carlo III, in virtù anche del lucido apporto di Bernardo Tanucci, primo ministro, a cui si deve, tra l'altro, sia la marcata rivendicazione del primato della laicità dello Stato nell'esercizio delle proprie funzioni rispetto al potere temporalistico della Chiesa cattolica, sia l'attivo impegno l'abolizione dei privilegi feudali di cui beneficiava il clero.
L'identikit delle opere pubbliche realizzate in quel periodo - dalla costruzione dell'Acquedotto carolino all'eccezionale e mirabile sistema ingegneristico dei Ponti della Valle di Maddaloni, dalla Reggia di Caserta alle Regge di Portici e Capodimonte, dall'Albergo dei poveri al grande complesso della Reggia di Carditello, con l'annessa azienda agricola e l'allevamento zootecnico, specie per le razze equine- costituisce la testimonianza vissuta e concreta dell'influsso, esercitato ad ampio raggio in Europa dalle idee innovative d'Oltralpe. Un processo alimentato in Europa da fior di pensatori, quali sono stati Condillac, D'Holbach, Voltaire, per non dire dell' Enciclopedia delle scienze, delle arti e dei mestieri, l' Encyclopedie ou Dictionaire raissoné des sciences, des arts et des métiers, la grande opera di divulgazione culturale, elaborata da D'Alembert e Diderot, quale veicolo di emancipazione dalla schiavitù dell'ignoranza, dal fanatismo e dalle superstizioni, dischiudendo gli orizzonti della cittadinanza, incentrata sulla parità di diritti e doveri.San LeucioE' lo scenario, in cui si inserisce l'istituzione della Colonia di San Leucio - con il Real opificio serico - sull'omonima collina, nel più ampio e articolato contesto della Reggia di Caserta. Era il progetto di Ferdinandopoli, che avrebbe dovuto rappresentare la Città della società ideale, quasi riproducendo le Utopie, di cui furono alfieri ed assertori nel '500 e nel '600 Tommaso Moro e Tommaso Campanella. E' la società ideale, che, tuttavia, rispecchia il pensiero del tempo, orientato sulla modernità, che irrompe sul teatro della storia umana proprio nel '700; spirito di cui danno rappresentazione eloquente gli Statuti della Colonia e del Real opificio, il cui compendio forma il famoso Codice leuciano.
Incontro corallo 2 295x500Negli Statut i- evidenziava Perna - l'egalitarismo e il valore della libertà primeggiano, configurando un modello ante litteram di socialismo o di solidarismo socialista. Il primato dell'istruzione e dell'educazione formativa è una delle coordinate degli Statuti, in uno sia con il principio della buona fede, a cui vanno conformate tutte le relazioni sociali, senza soperchierie verso il prossimo, sia con il principio del rispetto del merito, che esprime le qualità e la dignità reale della persona umana. La valorizzazione del ruolo della donna e la centralità della famiglia formano un altro capitolo degli Statuti. Di particolare durezza e severità sono, altresì, le disposizioni che condannano le ruberie pubbliche e private, additandone i responsabili alla vergogna e al disprezzo generale.
Nell'osservanza dei principi statutari, la Colonia di San Leucio è strutturata come un'organizzazione di lavoro, che richiede alta specializzazione, qual è quella funzionale alla produzione della seta. E' l'assetto del Real opificio serico, una specie di industria di Stato, che non persegue l'attuazione del profitto in sé e per sé quanto, a voler semplificare, il congruo equilibrio di bilancio tra la remunerazione delle produzioni commercializzate e i costi sostenuti, inclusivi sia delle giuste retribuzioni per i lavoratori che della materia prima e della manutenzione delle macchine idrauliche, utilizzate per il ciclo di lavorazione, la cui energia era alimentata dall'Acquedotto carolino. E c'è da evidenziare che alla filiera delle produzioni seriche si rapportava l'allevamento dei bachi da seta, le cui secrezioni in filamenti erano l'essenza della materia prima da trattare; bachi, il cui nutrimento era dato dalle foglie dell'albero di gelso. Un albero, quello del gelso, la cui coltura e cura si diffuse sui territori in modo considerevole, fornendo ritorni economici significativi. Un sistema efficiente, che rese le produzioni seriche del Real opificio ben presto rinomate e richieste sui mercati interni e internazionali. Un trend di eccellenza che prosegue, con le innovazioni imposte dai tempi e l'inserimento del sistema produttivo nell'ambito dell'Area di sviluppo industriale di Caserta.
sanleucio - belvedereE, per inciso, sarà superfluo rilevare che le prescrizioni degli Statuti, nella loro visione rivoluzionaria e pur destinate alla ristretta società della Colonia di San Leucio, senza che ne fosse prefigurato l'ampliamento del raggio d'azione sull'intero Regno delle Due Sicilie, restano un'importante rappresentazione delle idee, da cui furono ispirate, tributarie della cultura illuministica e delle istanze della Massoneria umanitaria, di cui era voce autorevole Antonio Plandelli, che esercitò un ruolo di rilievo nella Corte ferdinandea.
Per la costruzione della società libera e democratica, il cammino della storia sarà ancora lungo, attraversando il travagliato Secolo breve del '900, attraversato dai totalitarismi e dagli autoritarismi, con il contrappunto di due guerre mondiali e una miriade di conflitti regionali. Ma questa è un'altra narrazione, con vicende composite e multiformi nei profili, la cui comprensione è possibile, se si evitano "letture" di senso unico e di pre-giudizio o, peggio ancora, filtrate da schemi ideologici.

 

Archivio Stato, focus su “Le pergamene di Ascoli Satriano”

lepergamenediascolisatrianoditeresacolamarcoN.R. - 13 marzo 2015 - Si è tenuta il 20 marzo scorso, alle ore 17.00, presso la sede dell'Archivio di Stato di Avellino, la presentazione del volume Le pergamene di Ascoli Satriano, conservate nella Biblioteca di Montevergine (991-1354), curato dalla paleografa diplomatista Teresa Colamarco.
pergamena di Ascoli SatrianoSi tratta del frutto di una accurata e documentata ricerca svolta su 118 documenti membranacei rogati ad Ascoli Satriano, cittadina della Capitanata, custoditi nel fondo diplomatico dell'Archivio storico annesso alla Biblioteca del Monastero di Montevergine.
Hanno partecipato alla presentazione: Antonella Santoro, presidente Fidapa di Avellino; Maria Carla Cieri, presidente Inner Wheel di Avellino; Savino Danaro, sindaco del comune di Ascoli Satriano; Giuseppe D'Arcangelo, presidente del Centro culturale polivalente di Ascoli Satriano. Sono seguiti gli interventi di Michelina Sessa, direttore dell'Archivio di Stato di Avellino; Andrea David Cardin, direttore della Biblioteca Statale di Montevergine; Maria Galante, ordinario di paleografia latina; Francesco Barra, ordinario di storia moderna a Fisciano; Teresa Colamarco, autrice della pubblicazione. Ha moderato i lavori il giornalista Paolo Matarazzo.

Taurano: Primavera di cultura presso il Convento di San Giovanni del Palco

Taurano - S.GIOVANNI-DEL-PALCO.-GIOVANNI-DEL-PALCOMaria Magistro - 20 .03.2015 - Taurano inaugura una primavera di cultura. Il 21 marzo, infatti, alle 17.00 nell'antica e affrescata sala del refettorio del Convento di San Giovanni del Palco si presenterà il libro di Giovanna Cava, "Appuntamento col destino".
All'evento saranno presenti il sindaco, Salvatore Maffettone, e l'assessore alle politiche sociali, Valentino Ferraro.
L'autrice propone una lettura della sua parabola umana e poetica, attraverso la domanda sul senso ultimo della vita, l'elevazione e la caduta nella realtà fattuale, cui la poetessa stessa risponde con il potere salvifico della parola, lasciandoci una testimonianza di fedeltà e di vocazione di poeta.
La poesia è la vera fonte che accoglie e rigenera l'esperienza di Giovanna, che utilizza mirabilmente e anche con linguaggio semplice, i versi, per rivelare i suoi stati d'animo, con suono perentorio, foriero di rapidi scorci. Tra le pieghe di una produzione sempre più abbondante si coglie ancora una sorta di misticismo, che si libera dagli orpelli e dagli artifici e diventa voce pura, sospirante e misteriosa, capace di una purezza di visione del senso dell'umana esistenza.
Le parole di Giovanna sono speranza, il suo linguaggio è caratterizzato da espressioni dalla comunicazione musicale, dunque un moderno criterio di approccio alla poesia, un appassionato impiego dell'arte poetica come viva fondatrice di civiltà e di verità.
L'evento sarà moderato dal prof. Giuseppe Buonfiglio ed interverrà la dott.ssa Giuditta Acerra, il dirigente scolastico, il prof. Bruno Donnarumma e il prof.Giuseppe Scafuro.

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