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La mostra "Irpinia, terra di sorgenti. Architetture d'acqua" in esposizione a Casalbore

Domenica due agosto sarà inaugurato il percorso per immagini realizzato dall'Associazione Culturale Terre di Campania dedicato a sorgenti, fiumi, laghi, rivoli, fontane e cascatelle che popolano numerose la Terra d'Irpinia.

Locandina-Irpinia Terra di Sorgenti 342x500C.S. - 30.07.2015 - Una nuova esposizione fotografica arricchirà l'area castellare di Casalbore dal 2 al 16 agosto 2015. Si tratta della mostra "Irpinia, terra di sorgenti. Architetture d'acqua", realizzata dall'Associazione Culturale Terre di Campania utilizzando le foto realizzate da Giuseppe Ottaiano, fotoreporter appassionato della Terra d'Irpinia. La mostra sarà ospitata presso i locali adiacenti la Torre Normanna di Casalbore, già sede del "Museo dei Castelli", il percorso didattico-espositivo dedicato ai castelli e alle fortificazioni della provincia di Avellino. Il percorso fotografico itinerante, è stato presentato per la prima volta a Cassano Irpino e successivamente ad Ariano Irpino, presso il Centro Fieristico Fiere della Campania. Il percorso per immagini è dedicato a sorgenti, fiumi, laghi, rivoli, fontane e cascatelle che popolano numerose la Terra d'Irpinia e che, a ben guardare, costituiscono un intricato e fitto intreccio di nastri d'argento: vie cristalline che uniscono le varie aree di un territorio dal patrimonio naturalistico unico. Scopo del progetto "Irpinia, terra di sorgenti. Architetture d'acqua" è la realizzazione di una prima catalogazione iconografica sul mondo delle acque in provincia di Avellino, che sia capace di accendere i riflettori soprattutto sulle opere realizzate dall'uomo per imbrigliare il flusso idrico proveniente dalle tante sorgenti e fiumi che popolano l'area. La mostra rientra nell'opera di valorizzazione del territorio irpino portata avanti dall'Associazione Culturale Terre di Campania e nasce della passione del fotoreporter Giuseppe Ottaiano per le aree interne della Campania. Dopo aver percorso il territorio italiano con la sua mostra fotografica dedicata ai siti di incastellamento della provincia di Avellino, oggi divenuta il nucleo principale del Museo dei Castelli di Casalbore, Giuseppe Ottaiano ha inaugurato questo nuovo progetto fotografico dedicato alle acque e alle architetture che le imbrigliano. Un ulteriore tassello che si aggiunge al percorso di condivisione delle bellezze di questa terra, dove la conoscenza di tali luoghi viene immortalata attraverso l'obiettivo della macchina fotografica. L'idea di una mostra sulle acque dell'Irpina nasce dall'esigenza di mettere in luce un patrimonio non sempre adeguatamente valorizzato, pur essendo uno degli elementi che maggiormente contraddistingue l'Irpinia. Basti pensare alla quantità di fontane presenti sul territorio, che danno origine a forme architettoniche semplici o monumentali, accogliendo e rinfrancando i viaggiatori che da secoli calcano gli itinerari di questa terra. Un progetto totalmente autofinanziato che si auspica possa contribuire a dare un'immagine positiva di questa terra nella sua globalità, superando campanilismi e ponendo le basi per un'opera sistematica promozione di tutto ciò che di buono e di bello l'Irpinia ha da offrire. Appuntamento, dunque, a Casalbore per visitare la mostra "Irpinia, terra di sorgenti. Architetture d'acqua" e scoprire un altro meraviglioso aspetto della provincia di Avellino. L'iniziativa ha ricevuto il patrocinio del Comune di Casalbore e del Comune di Cassano Irpino

Info: Associazione Culturale Terre di Campania
tel.: 081 19366795 / 389 2507652
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
web: www.terredicampania.it

 

Il mondo della cultura in lutto: Cerimonia di addio a Sebastiano Vassalli

«Poesia è vita che rimane impigliata in una trama di parole»

funerali VassalliC.S. - Interlinea Edizioni invita per mercoledì 29 luglio 2015, quanti lo desiderassero, alla cerimonia di addio per l'amico scrittore Sebastiano Vassalli. Dalle ore 10 00 alle ore 17.00 è stata allestita la camera ardente nella Biblioteca Civica "Negroni" a Novara,
Durante la cerimonia «laica», come espressamente voluto da Vassalli, cui erano presenti, insieme alle autorità e a moltissimi cittadini, i rappresentanti dei tre editori con cui Vassalli aveva pubblicato: Einaudi, Rizzoli e la novarese Interlinea, Roberto Cicala, direttore del «Centro novarese di Studi letterari» e grande amico dello scrittore, ha ripercorso le tappe della sua vita, ricordandone opere e aneddoti, mentre l'attrice novarese Lucilla Giagnoni ha letto alcuni brani da «La chimera» e dall'autobiografia «Un nulla pieno di storie»
Oltre 400 persone si sono riunite nel corso del pomeriggio a Novara per dare l'ultimo saluto allo scrittore Sebastiano Vassalli, morto lunedì 27 luglio, a 73 anni, a causa di un tumore. Nel cortile dell'arengo del Broletto, davanti alla bara con le rose «dei suoi lettori», erano disposte la prima e l'ultima edizione de «La chimera», il suo romanzo forse più celebre, e la macchina da scrivere Olivetti con cui aveva composto tutte le sue opere
Alle ore 17.30 si sono svolti i funerali civili al Broletto di Novara, dove trascorse l'ultima notte di dolore la giovane Antonia, protagonista della Chimera.

Il Meridiano si associa al dolore dei familiari ed esprime profondo cordoglio per la grave perdita per l'Italia letteraria tutta.

 

PompeiLab / VI Rassegna Teatrale e Musicale TeatroLab 2015: Chiusura con Affari illegali di famiglia

Sabato 18 Luglio, ore 21.30, presso l'Ex Area Depuratore Comunale, in Via Astolelle, 112 – Pompei. Regia di Emanuela Giordano ed interpretazione di Rosaria De Cicco e Matteo Mauriello.

Affari illegali di famiglia1 500x281 C.S. – 19.07.2015 - E' stata la straordinaria attrice Rosaria De Cicco, insieme a Matteo Mauriello, a chiudere il sipario al Pompeilab, il 18 luglio, nell'ambito della VI Rassegna Teatrale e Musicale Teatrolab, con "Affari Illegali di Famiglia", pièce teatrale sulla femminilizzazione della povertà, per la regia di Emanuela Giordano. Prodotto da La Piccionaia e Art.4 è stato presentato in anteprima a Roma, al teatro Cometa Off, nell'ambito della rassegna Expo Teatro.
Una madre e un figlio, Emma e Oscar, alle prese con la sopravvivenza quotidiana si ritrovano in un parco e, in mancanza di una panchina libera, passano il tempo su una vecchia altalena, aspettando di rientrare in possesso del loro bilocale, subaffittato nelle ore pomeridiane ad un guardiano di notte senza fissa dimora.
Affari illegali di famiglia racconta, cioè, con una certa dose di (disperato) umorismo una realtà ancora a rischio e in aumento esponenziale: quella delle donne sole, con un figlio a carico, senza lavoro o con un lavoro precario. Le donne sole, laureate (magari con il massimo dei voti) che non riescono a trovare un lavoro, si trovano, specialmente nel Sud, a fare i conti con una precarietà quotidiana che si trasforma in senso di disfatta, in depressione, in malattia.
È la femminilizzazione della povertà, che produce peggiori condizioni sociali, di reddito, di opportunità lavorative. La condizione delle donne sole con figli è spesso più grave di quello che le statistiche tendono a dirci perché è condizione priva di attenzioni specifiche. Questo malessere si traduce spesso in una solitudine disperante che impedisce di concepire ed elaborare un'idea sul futuro proprio e dei propri figli.
Affari 2 500x333L'autrice Emanuela Giordano ha tratto ispirazione da una storia raccontata con un profondo senso di vergogna. Uno degli aspetti più delicati di questa nuova povertà è il senso di umiliazione, un non voler accettare di essere precipitati in una condizione di miseria. Sono donne che hanno aspirato o provengono spesso da un cotè piccolo o medio borghese, l'idea di essere diventate povere e soprattutto di non poter garantire ai figli un minimo di decoro le fa sentire colpevoli. A complicare la questione, è presente un ritardo mentale del figlio, un deficit parziale, compensato da una genialità sul fronte scientifico - matematico e della logica.
Oscar non è esattamente un ragazzo normale, è, come dice la madre " particolare", tanto particolare da essere in fondo un sostegno ed uno sprone a non cedere.
Emanuela Giordano ha cercato di raccontare questa "strana coppia", questa "anomalia" sociale, usando anche l'arma dell'ironia, persino della comicità. La commedia umana, come ci ha insegnato Eduardo, è eternamente in bilico tra la risata e il pianto.
"Affari illegali di famiglia" ha partecipato a qualificate rassegne nazionali. È stato scelto da Dacia Maraini nella rassegna "Teatri di Gioia", da Ninni Cutaia, per l'ETI nella rassegna "Teatri nella rete" e da Paola Cortellesi, nella rassegna "Teatri di cintura" al TeatroBiblioteca Quarticciolo di Roma, nella rassegna "Viaggio di ritorno" organizzata dal Forum Universale delle Culture 2013 di Napoli.
La RAI lo ha inserito nel palinsesto della trasmissione "Palco e retropalco" e andrà in onda su RAI TRE ed inoltre è stato trasmesso su Rai 5 in "IL TEATRO DI Rai5", essendo inserito nel miglior repertorio teatrale Rai.

Ufficio stampa Nicola Garofano
mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - mobile: 3347320137

 

«Nella città che rimpiange il concertone di Ferragosto, il Laceno d’Oro è un miracolo»: parla il prof. Spagnuolo

prof. SpagnuoloIl direttore artistico: «La rassegna è frutto di un lavoro collettivo. La strada che ci attende è tutta in salita, esposta ai venti degli umori della politica e dei cittadinL'intervista di Giulia D'Argenio in Orticalab di martedì 7 luglio 2015.

D - Antonio Spagnuolo, il Laceno d'Oro torna per il secondo anno in città con uno spazio che pare confermare il cammino intrapreso per cercare di riportare il festival di Camillo Marino al centro della vita culturale della provincia. Qual è lo spirito che sta muovendo questo nuovo sforzo?
R - «Mi permetta, prima di entrare nel pieno, di fare una piccola premessa. Il "Laceno d'Oro" è figlio del lavoro di un collettivo. Mi fa piacere sottolineare come dietro la realizzazione del festival si celi l'impegno di un gruppo di appassionati, dai membri del circolo di cultura cinematografica "Immaginazione", come Paolo Speranza, ai ragazzi di "Sentieri selvaggi", Aldo Spiniello, Sergio Sosso e Leonardo Lardieri, al professore Alfonso Amendola, dell'università di Salerno, passando per personalità appassionate della nostra comunità che si mettono in gioco, come Alice Esposito, Giuseppe Petrozziello e Franco Festa. Uno spirito dal quale nascono ricche collaborazioni come quelle con lo Zia Lidia Social Club, i ragazzi di Flussi, Michele Vietri. Una rete di persone, una comunità il cui lavoro si intreccia, ad esempio, con altre esperienze che trovano spazio all'interno della rassegna. Quest'anno, ad esempio, si sono messi in contatto con noi due giovani laureati in materie cinematografiche e filmografia, interessati al contenitore del "Laceno d'Oro", e nel corso della rassegna ci sarà un momento dedicato a due loro lavori. Si tratta, come le dicevo, di un lavoro di squadra che è bene sottolineare per comprendere appieno lo spirito che muove la rassegna».
D - Ci spieghi ...
R - «Innanzitutto la collegialità di questo lavoro si evince dal fatto che per noi il "Laceno d'Oro" non ha un direttore artistico unico: il mio nome compare più per una questione di forma e per esigenze di carattere burocratico e la scelta è ricaduta su me in quanto presidente del circolo "Immaginazione". In realtà siamo tutti collettivamente coinvolti nell'organizzazione di un evento che per noi deve mantenere, il più possibile, il proprio radicamento nel territorio: noi vogliamo che il "Laceno d'Oro" sia e resti un festival irpino, fatto da irpini. Si tratta di un obiettivo complesso e difficile da raggiungere e che passa attraverso scelte chiare come quelle, ad esempio, di avere fornitori che siano della provincia, di non pagare gli ospiti, se non coloro che si esibiscono nel corso delle serate. Le faccio un esempio: l'anno scorso prendemmo contatti con Asia Argento che chiese un compenso di 7000€. Dinanzi a quella richiesta noi rimanemmo saldi alla nostra linea e, quindi, l'accordo saltò. Diventa così chiaro che si tratta di una scelta di sacrificio, che ci apre una strada tutta in salita: sarebbe facile pagare direttori artistici ed ospiti. L'eco che ne riceveremmo sarebbe certo più forte ma che senso avrebbe? Tradiremmo lo spirito che mosse originariamente Camillo Marino e senza conoscere il quale non si può nemmeno comprendere il perché del Laceno d'Oro».
D - Ci parli, allora, di Camillo Marino
R - «Camillo era quello che un tempo si definiva un agitatore culturale che fu capace di immaginare e dar vita ad una manifestazione che, nel bene e nel male, è rimasta unica nella storia della provincia e la cui vicenda è legata a doppio filo alla storia politica dell'Irpinia. Quello che le dico è esemplificato dai momenti di forte contrapposizione che segnarono il rapporto tra la politica, appunto, ed il festival che conobbe la sua stagione più fiorente nei 3 o 4 anni successivi alla sua prima edizione nel 1959. Allora l'intuizione di Camillo poté godere dell'appoggio di un Sindaco come Tommaso Aulisa: non appena a Bagnoli arrivò la DC, le sue fortune andarono gradualmente calando. Eppure Camillo credeva fortemente anche nella dimensione pedagogica del Festival: parlava di illuminare le popolazioni contadine di una provincia sostanzialmente rurale. Oggi, ovviamente, non è più questo il tempo. Gli stimoli culturali non mancano certo. Quello che ci muove, tuttavia, è una stessa percezione delle cose e con questa manifestazione cerchiamo di aprire canali alternativi rispetto ai circuiti commerciali. Ovviamente, si tratta di una piccola manifestazione che si sconta coi limiti della sua portata e dei suoi mezzi»
D - È vero, questa non è più l'Irpinia rurale degli anni '60. Ma non crede che il "Laceno d'Oro" possa in qualche in modo aiutare il livello culturale? Del resto la crisi di cui soffriamo attualmente sotto questo profilo è alquanto evidente, per quanto abbia connotati differenti rispetto a quell'epoca ...
R - «Non possiamo affidare al "Laceno d'Oro" una tale responsabilità. Le ripeto: si tratta di una piccola, ristretta esperienza di riscoperta culturale che si muove comunque a fatica all'interno di una realtà come questa che soffre di tanti limiti. L'edizione dello scorso anno ha goduto di un vento favorevole, certo, ma questo vento può durare solo fintanto che gli umori della politica e, di rimando, dell'elettorato restano tali, non cambiano. Non dimentichiamo che questa è la realtà che ha rimpianto ed invocato a gran voce il concertone di ferragosto dopo la sua sospensione. E se lo scorso anno il "Laceno d'Oro" ha avuto quell'eco è stato per la sensibilità di alcuni amministratori che hanno deciso di puntare tutto sulla sua organizzazione. Il cui futuro, è inutile negarlo, si costruirà a piccoli passi e con fatica. Gli ostacoli saranno tanti, a partire dai giochi sporchi che ci saranno intorno a luoghi come l'Eliseo. Noi dovremo essere pronti a giocarlo e a difendere lo spirito del festival, come già stiamo facendo con tutti i mezzi a nostra disposizione. Ma avremo anche bisogno, le ripeto, della vicinanza di amministratori illuminati e sensibili. E, mi creda, io non faccio una questione di partiti ma di persone. Persone di valore che, quando presenti, vanno difese».
D - Avellino è forse una realtà troppo stretta per un evento come questo?
R - «Avellino è l'emblema dell'Italia: mi dica lei se l'Italia tutta intera non è un Paese provinciale. Certo, noi soffriamo del fatto di essere una piccola provincia, piccola nei numeri e nei mezzi. Una piccola provincia del Mezzogiorno e questo accresce le ristrettezze. Ma la nostra condizione è perfettamente in linea con quella del resto d'Italia».
D - Questo per quanto riguarda la comunità ma cosa dice a chi vi accusa d'essere una realtà di nicchia?
R - «Vede, quando ci si mette in gioco in sfide del genere bisogna essere pronti a qualsiasi tipo di critica. Mi permetta di ricordare, però, che noi siamo stati capaci, pur con mezzi ancora ridotti, di portare in Piazza Duomo fino a mille persone nel corso delle nostre proiezioni. Questo mi fa pensare che non si tratta di una realtà cosi di nicchia e che, magari, con disponibilità differenti anche in passato saremmo riusciti a tagliare traguardi differenti».
D - Quali sono le prospettive per questa edizione?
R - «Non posso anticiparle nulla se non che la sola presenza che ci è stata anticipata è quella del regista di Abel Ferrara. Altri, come Herzog, nel periodo della rassegna saranno impegnati e, dunque, non hanno dato disponibilità. Scontiamo già i primi ritardi per lo slittamento di quasi due mesi nella pubblicazione delle graduatorie regionali dei progetti finanziati: da aprile a giugno. Questo di imporrà di accelerare tutte le pratiche. Io avrei voluto rinviare tutto a fine autunno ma cause di forza maggiore ce lo impediscono. A questo aggiunga che scontiamo ritardi nei pagamenti da parte della Regione: i fondi che dovevano esserci accreditati per la scorsa edizione ancora non sono arrivati, impedendoci di pagare i fornitori. Capirà bene che questo ci mette in una posizione difficile... Gliel'ho detto: la strada che abbiamo davanti è tutta in salita ma la nostra linea resta ferma. Noi ci proviamo, nell'intento di restare fedeli ad una grande eredità».
D - La ringrazio allora professore e faccio a tutti voi il mio in bocca a lupo ...
R - «Grazie a lei ...»

 

Visciano: Tina Piccolo rende omaggio a Padre Arturo

Nicola Valeri - 5.luglio 2015 - Visciano, cittadella della carità,  Omaggio a padre Arturoin questo periodo vive il suo maggior flusso di visitatori e pellegrini che visitano il Santuario della Madonna Consolatrice del Carpinello e scendono giù alla Cripta per pregare sulla tomba di PADRE ARTURO, SERVO DI DIO E APOSTOLO DELLA CARITÀ.
Il mese di luglio per i Viscianesi è il più importante dell'anno. È il mese dedicato alla Madonna e alla sua festa che inizierà il 17 luglio e si protrarrà fino al 24.
Ma in questo mese, e dal 5 luglio sono iniziati vari eventi, supportati anche dalla Civica amministrazione e organizzati da varie associazioni e dal Comitato festa. Alle 18.30 nella chiesa di San Sebastiano, luogo di culto più antico di Visciano, ritorna il Salotto culturale Tina Piccolo con Arte, musica e poesia per Padre Arturo.
tina-piccoloLa poetessa, pluripremiata in Italia e all'estero, dedica, nell'occasione, una sua lirica inedita al Padre degli orfani. Ci sono state le testimonianze di Padre Livio, rettore del Santuario e missionario in America Latina e Nuova Repubblica del Congo; di Antonio Falcone, sindaco di San Vitaliano, e Fioravante Meo, scrittore e biografo di Padre Arturo.
Nel corso della serata, organizzata dal Consiglio comunale delle donne e da Radio Carpine, con immagini riprese da ViscianoTv, sono presenti numerosi artisti e poeti, anche locali. Direttamente dal festival di Napoli Maria Rosaria Cenni; dal Pomigliano Olive Mimmo Manna e la sua band; l'attrice è autrice Maria Rosaria Farsi; Angelo Iannelli e la Maschera di Pulcinella; Peppino Di Bernardo; il vignettista Ciro Scialò; il giornalista Giuseppe Nappa di "Occhio all'artista" e autore con Tina Piccolo del libro "Napoli nel cuore"; la poetessa e pittrice Pina Magro; Dora Della Corte, scrittrice e poetessa; Mirko Stella, cantautore; Benedetto Ippolito, poeta locale.
All'iniziativa sono stati invitati gli ex alunni della Piccola Opera della Redenzione ed i cittadini.

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