INIZIATIVA DELLA PRO LOCO DI VOLTURARA Al TEMPO DEL CORONAVIRUS

Un evento live che ha coinvolto 60 tra artisti e addetti ai lavori in diretta sui canali Facebook di Montecristo Produzioni da seguire e sostenere

Pro Loco Vallesaccarda imagesZ2TPK3WUN.R. - La PRO LOCO VALLESACCARDA  è stata partner di Ventanas Home Festival, un evento live che ha coinvolto 60 tra artisti e addetti ai lavori in diretta sui canali Facebook di Montecristo Produzioni, ideatore del progetto.
Durante il live, che ha visto alternarsi tantissimi artisti italiani, è stata lanciata la raccolta fondi per sostenere la Protezione Civile Nazionale nella lotta al Covid-19.

L’invito della Pro Loco è stato quello di seguire l'evento su Montecristo, domenica 12 aprile alle 18:00 e di donare. Un successo.

VENTANASSCALETTA UFFICIALE

PRESENTAZIONE FESTIVAL: Ilenia Alessandrini e Antonio Big Wave.

INTRO FESTIVAL: Mattia Toccaceli, Regista; Michele Monina, Critico Musicale.

ANTEPRIMA FESTIVAL: Davide Van De Sfroos (Como) - Prologo + Ventanas.

FINESTRE DAL MONDO: Patrix Duenas (Miami – Florida) - Toma un minuto; Baba Sissoko (Bamako Mali) - Blues Africano; Med Free Orkestra (Dakar – Senegal) - Brano tradizionale senegalese; King Naat Viev & Kocani Orkestra (Macedonia) – Meduse; Nidi D’Arac (Parigi) - Soli come noi; Devon And Jah Brothers (Nigeria) – Murderer; Laurence Jones (Londra) - How Down; Orkestra Mendoza (Tucson – Ariziona) – Curandero.

OPEN: Gabriella Martinelli (Taranto) - Il gigante d’acciao; Piero Mazzocchetti (Pescara) - Si può dare di più; Micth Dj (Desio) - R105; Kumi (Milano) - Insane love; Alberto Bertoli (Sassuolo) - Come un uomo; Giulio Wilson (Firenze) - I ricordi; Milady (Roma) – Modernità; Matthew Lee (Pesaro) - Non mi credere; Crifiu (Muro Leccese) - Al di là delle nuvole; Rumba De Bodas (Bologna) – Isole; Omar Pedrini (Brescia) - San Francesco; Francesco Baccini (Lecco) - Lombardia by nyght; Francesca Incudine (Enna) – Takarè; Ex Voto (Siano) – Scinni; Molotov d’Irpinia (Villamaina) - A uso meridionale; Peppa Marriti Band (S. Sofia D’epiro) - Habiani & Delfine; Nuju (Bologna) - Ho visto un uomo; Sossio Band (Gravina Di Puglia) - L’avaro; Franco Arminio (Bisaccia) – Salvamondo; Giuliano Gabriele (Frosinone) – Madre; I Luf (Val Camonica) - Dove sarai sarò; Raffaello Simeone (Rieti) – Calexico; Fiorenza Calogero (Castellamare Di Stabia) - Tre fronne e tre ciure; Parto Delle Nuvole Pesanti (Bologna) - Che aria tira;Mimmo Cavallaro (Caulonia) - Europa che danza; Cisco (Carpi) - Non il mio nome; Alessandro Sipolo (Brescia) - Lo sciamano bianco;
Banco Del Mutuo Soccorso (Vietri Sul Mare) - 750.000 anni fa l’amore.
FINE PRIMA PARTE

SPECIAL SMILE BONUS: Lello Capano (Napoli) – Pandemia; Pino Campagna (Milano) – Elettrodomestici.

INIZIO SECONDA PARTE: Francesco Piu (Sassari) - Han it over; Osvaldo Di Dio (Milano) - La cura; Giuseppe Scarpato (Firenze )- Hey Joe; Peppe O’ Blues (Pomigliano D’arco) - In the name of love;Fabio Treves (Lambrate) - Train time blues; Antonio Onorato (Torre Del Greco) – Gabriel; Ottavia Pojaghi Bettoni (Roma) - Poesie; Massimo D’Alessio (Milano) - Piano solo; hDaniele Ronda (Piacenza) - Un attimo; Irene Fornaciari (Massa) – Imagine; Massimo Di Cataldo (Roma) - Se adesso te ne vai; Bandabardò (Firenze) - Se mi rilasso collasso / Manifesto; Nandi Popu Sud Sound Sustem (Lecce) - Nu tradire mai; Pinc Sonic (Vicenza) - Shine on you crazy diamond; Tullio De Piscopo (Milano) - Drum solo;
Pino Aprile (Roma) - Monologo Era mio padre; Eugenio Bennato (Napoli) - W chi non conta niente; Albano Carrisi (Cellino San Marco) - Nessun dorma.

LIKE A SEA NEVER DIES: Davide Van De Sfroos - Monologo Moby Dick; Davide Van De Sfroos - Dove non basta il mare.
SPECIAL GUEST: Joey Burns – Calexico (Arizona) - Sunken Waltz.

FINALE: Wlady Articolo 31 (Milano) – Guest; Dj Jad Articolo 31 (Milano) - Start Set.
LA FESTA CONTINUA: Georgia Mos (Sanremo) - Dj Set Live

TV: DIECI ANNI FA MORIVA RAIMONDO VIANELLO

VIANELLO RAIMONDOOggi sono dieci anni che Raimondo Vianello non c’è più. Il 15 aprile 2010 moriva a Milano a 87 anni quello che per il pubblico televisivo è da sempre il gentiluomo della tv. Attore brillante, autore, sceneggiatore e conduttore, è stato uno dei personaggi più amati della della tv e del cinema italiano. Con la moglie Sandra Mondaini ha formato la coppia più longeva del mondo dello spettacolo: 52 anni insieme. Lei si spegnerà soli cinque mesi dopo di lui. Raimondo Vianello è stato uno dei padri fondatori del varietà televisivo insieme a Ugo Tognazzi, con il quale ha spesso lavorato in coppia. Nato a Roma il 7 maggio 1922, Vianello inizia la carriera nel teatro di rivista, passando poi al cinema, negli anni 50, come caratterista al fianco di grandi comici come Totò e Ugo Tognazzi. Ma è proprio in coppia con Tognazzi che la grande popolarità arriva grazie alla televisione. "Un due tre", andato in onda dal 1954 al 1959, è uno dei primi varietà della tv italiana e un successo clamoroso. Come altrettanto clamorosa è la sua chiusura, dovuta a una battuta politica che fa infuriare i vertici Rai. In uno sketch Vianello toglie la sedia da sotto il sedere a Tognazzi che cade per terra, mentre Raimondo commenta "Ma chi ti credi di essere?". Il riferimento è a un incidente analogo occorso al presidente della Repubblica Gronchi qualche giorno prima. Al rientro nei camerini i due comici trovano le lettere di licenziamento e il programma viene cancellato. Nel frattempo, nel 1958 Raimondo ha incontrato Sandra Mondaini, che sposa quattro anni dopo. ''Se mi guardo indietro non ho pentimenti. Dovessi ricominciare, farei esattamente tutto quello che ho fatto. Tutto. Mi risposerei anche. Con un'altra, naturalmente''. Tra le mille battute di Raimondo Vianello quelle sulla moglie Sandra Mondaini sono forse state le più amate dagli italiani. In 'Casa Vianello' non si contavano le freddure sul suo rapporto coniugale: ''Quel giorno non ti ho chiesto mica di sposarmi, ti ho solo chiesto un parere: se noi due ci sposassimo saresti contenta?''. Insieme a Gino Bramieri compongono un trio che s'impone con successo in "Sayonara Butterfly" (1959) di Marcello Marchesi, Puntoni e Terzoli, parodia dell'opera pucciniana. Ma sono gli ironici drammi quotidiani di una coppia qualunque a coronare il successo di Sandra e Raimondo in tv negli anni 70 con varietà di grande successo come "Sai che ti dico?", "Tante scuse", "Di nuovo tante scuse" "Noi... no!" e "Stasera niente di nuovo". E' qui che la comicità di Vianello esplode nella sua unicità. Nel 1982, Mondaini e Vianello sono tra i primi a lasciare la Rai per passare alle reti Fininvest che non hanno abbandonato fino alla fine. Il varietà di debutto è "Attenti a noi due", dove replicano la fortunata formula dei varietà precedenti. Per tutti gli anni '80 Vianello conduce da solo quiz a premi della fascia preserale di Canale 5 come "Zig Zag" e "Il gioco dei 9", ma il 1988 è un anno decisivo. Debutta infatti "Casa Vianello", sit-com realizzata espandendo quelli che erano i classici sketch di coppia all'interno dei varietà con la Mondaini. Il successo è clamoroso: con 16 stagioni è la sit-com più longeva e di maggior successo della tv italiana, e la frase della Mondaini, "Che barba, che noia", che chiudeva ogni episodio, è rimasta un cult. Negli anni '90 riesce poi a coniugare la sua ironia e la sua professionalità con la grande passione per il calcio, conducendo "Pressing", il talk show sportivo della domenica sera di Italia 1, per nove stagioni, dal 1991 al 1999. Nel 1998 invece c'è il suo unico ritorno in Rai, per condurre il Festival di Sanremo affiancato da Eva Herzigova e Veronica Pivetti. Nello stesso anno Canale 5 lo celebra, insieme a Mike Bongiorno e a Corrado, in uno speciale intitolato "I tre tenori". L'ultimo lavoro con Sandra è sempre per Canale 5: il tv movie "Crociera Vianello", andato in onda nel 2008, mentre nello stesso anno la coppia viene premiata da Pippo Baudo al Festival di Sanremo con il Premio alla creatività assegnato dalla SIAE. Raimondo Vianello muore il 15 aprile del 2010 all'età di 88 anni. Al suo funerale anche Silvio Berlusconi e Pippo Baudo, la moglie in carrozzina che gli manda un bacio e la famiglia di filippini adottata dalla coppia. Cinque mesi dopo, il 21 settembre lo raggiunge l'amata moglie e compagna di scena per tutta la vita insieme, impossibile separarli. Dieci anni dopo, Mediaset gli rende omaggio con Viva Raimondo!», rassegne-omaggio confezionate da "Cine34" e "Mediaset Extra". Un doppio tributo che occupa l'intera giornata di domani, dalle 8 del mattino a notte inoltrata, fra pellicole, di sitcom, di film per la tv, di show di culto, completata da estratti de "I tre Tenori", con Vianello in compagnia di Corrado e Mike Bongiorno.

MUSICA: GIANNA NANNINI LIVE IN STREAMING PER CHI E' CASA

NANNINI GIANNAUn concerto ‘fatto in casa’ per chi in questi giorni di emergenza è costretto a restare a casa con i propri cari "La cosa brutta di questo virus è la solitudine. Ognuno di noi deve mettere a disposizione qualcosa di suo per la nostra comunità". Così Gianna Nannini annuncia un appuntamento in diretta streaming dalla sua pagina Instagram, giovedì 12 marzo alle 16: un modo inedito di condividere con i suoi fan "l'isolamento in casa" che stiamo vivendo in questi giorni. "Io sono a Milano e - scrive - voglio organizzare delle serenate di rock acustico online per stare tutti più vicini in sicurezza. Da questo momento attiveremo i dispositivi che già si usano per la scuola online (come ho visto nella scuola di Penelope) e faremo il possibile per superare questo terribile momento insieme. L'essere umano deve ripartire dalla sua debolezza, dalla sua fragilità, per scoprire nuove cose dimenticate, senza farsi attanagliare dalla paura. Vi aspetto giovedì alle 16", scrive la rocker di Siena.

Morto Kirk Douglas, aveva 103 anni

Il leggendario attore e produttore ha lavorato con tutti i più grandi, da Kubrick in giù. Servizio a cura di Pietro Luciano.

5031604 0122 kirk douglas morto oggiKirk Douglas è scomparso il 6 febbraio 2020, a 103 anni. E' stato uno degli attori e produttori più famosi e affermati dell’epoca d’oro di Hollywood.

Ha lavorato con tutti i più grandi, da Kubrick in giù: nel corso della sua lunga carriera, ha recitato in quasi 90 film.Tra i più suoi ruoli più famosi, ricordiamo Spartacus, nell'omonimo kolossal; Ulisse di Mario Camerini, 1954; Van Gogh nel film Brama di vivere, diretto da Vincente Minnelli; il cinico giornalista della pellicola l'«Asso nella manica» e l’ufficiale francese pacifista che si oppone alla follia bellica di «Orizzonti di gloria» di Kubrick.

imagesRJKHQP58Nel 1996, Douglas ha ricevuto un premio Oscar alla Carriera. Nel 1943 si è sposato con l'attrice britannica Diana Dill: la coppia ha avuto due figli, l'attore Michael Douglas (nato nel 1944) e Joel Douglas. Dopo il divorzio nel 1951, il divo si è risposato nel 1954 con la produttrice Anne Buydens: i due sono rimasti insieme fino alla morte di lui. Insieme hanno avuto due figli: Peter Vincent (1955) ed Eric (1958-2004). 

Di seguito il ricordo di Maurizio Porro sul Corriere.it del 6 febbraio 2020

WCCOR1 0KL4LX7F 0011 khcE U31601941141699smF 656x492Corriere Web SezioniEra il decano degli attori hollywoodiani, il più anziano di tutti, capostipite di una dinastia. Aveva 103 anni Kirk Douglas, padre di Michael che ha dato l’annuncio della sua scomparsa: era malato da tempo e non si vedeva più da aprile. E si è spento. Ed è morto Spartacus, il sindacalista della Roma imperiale. È morto Ulisse, il globe trotter della Grecia omerica. È morto Van Gogh. Sono morti il cinico giornalista dell’«Asso nella manica», il boxeur che nel «Grande campione» non sa accettare la sconfitta, il cacciatore di pelli della vecchia frontiera del «Grande cielo», il produttore senza pietà del «Bruto e la bella» con Lana Turner. È morto l’ufficiale francese pacifista che si oppone alla follia bellica di «Orizzonti di gloria» di Kubrick, è morto il primo cow boy, il Doc Holliday di «Sfida all’OK Corral», e l’ultimo, quello che si scontra col cavallo contro le auto in «Solo sotto le stelle».Nella foto, Kirk e Michael Douglas insieme nel 2009 (Afp).

Fu Spartacus al cinema

È morto con Kirk Douglas l’uomo senza paura di quasi 90 film, un metro e 80 della Hollywood dei sogni. Ed anche il patriarca della dinastia con la fossetta nel mento: se egli vinse solo un Oscar alla carriera nel ‘96, dopo averlo perso per tre volte (tanto che la seconda moglie Anne gliene regalò uno falso), il figlio Michael (gli altri sono Eric, Joel e Peter), a sua volta attore e produttore, ha legato la fama a «Un giorno di ordinaria follia», «Wall street», «Basic instinct». Douglas, con i suoi caratteri ambiziosi e tormentati, è l’esempio classico del “self made actor”, ha servito a tavola per mantenersi agli studi; ha lottato, non solo metaforicamente, prima di affrontare lo show business, cominciando dalla radio e dal teatro (se ne sentiranno gli echi in «Il lutto si addice ad Elettra» di O’Neill e «Zoo di vetro» di Williams). All’anagrafe risultava Issur Danielovitch Demsky, nato ad Amsterdam (New York) il 9 dicembre 1916 da una famiglia poverissima di emigrati ebrei russi, in cui il papà straccivendolo doveva sfamare 7 figli. Altro che cinema. Il peso delle origini (e la riscoperta, in vecchiaia, dopo un pauroso incidente, della fede in Mosè e nella Torah) gli ha fatto inaugurare, nel secondo tempo della sua vita, il lavoro creativo dello scrittore, con un libro di memorie («Il figlio del venditore di stracci») e altri romanzi («The devil’s dance», «The gift», «Last tango in Brooklyn», editi da Sperling & Kupfer. Nei libri trasferisce giusti dubbi, rivendicando le mezze tinte di alcuni suoi personaggi non sempre senza macchia e senza paura. Anzi. Così come rivendica impegni sociali, ideologici ed ecologici contro la guerra e i razzismi di ogni ordine e grado.

Storia dell'attore morto a 103 anni

Fu bellissimo quando, nel ‘69, diretto da Elia Kazan, recitò il pubblicitario in crisi del «Compromesso», titolo doppiamente biografico in cui sono riassunti i dilemmi esistenziali dell’America ‘70. Ma per la gente Douglas è l’eroe che, in cinemascope e technicolor, lotta contro il mondo intero e spesso soccombe, un ruolo in cui l’attore mette un tocco di moderna ironia: il fiocinatore di «20.000 leghe sotto i mari» di Verne più Disney e il guerriero vichingo Einat cui cavano un occhio, mentre Van Gogh si tagliava l’orecchio, in «Un magnifico ceffo da galera» aveva una gamba sola e nell’«Uomo senza paura» era pieno di cicatrici: sadomasochismi e pene del contrappasso cinematografico. E’ Ulisse nel ‘54 per Camerini con una doppia Mangano (Circe e Penelope), primi tempi della Hollywood sul Tevere; e poi Spartacus (fu l’unico a girare con Kubrick due coraggiosi capolavori), che interpretò, produsse e protesse dagli attacchi isterici della Hollywood della caccia alle streghe, difendendo la sceneggiatura di Dalton Trumbo, nome della “black list” in odor di comunismo, ma licenziando Anthony Mann, che aveva iniziato le riprese. Ha parlato di cinema, col cinema, in compagnia del suo regista di fiducia Minnelli, che lo colorò con le migliori tinte del melodramma «fiction to fiction» nel «Bruto e la bella» e in «Due settimane in un’altra città», dove è un attore sul viale del tramonto a Roma.

Kirk Douglas, quello che (forse) non sapete sul divo morto a 103 anni

Il cinema in realtà lo scoprì col marchio Paramount e su raccomandazione di Lauren Bacall in un ottimo giallo-melò con Barbara Stanwyck «Lo strano amore di Martha Ivers», Hollywood nera del ‘46. Segue una carriera che, senza soste, affronta tutti i generi, in prevalenza l’azione, scegliendo spesso il cinismo dell’uomo senza scrupoli, ma anche la commedia («Lettera a tre mogli» di Mankiewicz, ‘49), la biografia d’arte («Brama di vivere») e quella jazz («Chimere» di Curtiz su Bix Beiderbeck con la Bacall e Doris Day), il film da corsa («Destino sull’asfalto»); il dramma dell’ispettore fanatico in («Pietà per i giusti» di Wyler) del maggiore americano che nella «Città spietata» fa assolvere quattro reclute accusate di stupro. Ha lavorato con i maggiori registi, ciascuno si è fidato e ha vinto: alla grande Billy Wilder col film più spietato sul giornalismo da scoop («L’asso nella manica»); ma anche Frankenheimer che lo pose nel complotto fantapolitico di «7 giorni

TEATRO: MALORE PER LA CUCINOTTA, VIOLENTA INFLUENZA A CASTELLAMMARE

CUCINOTTA TEATRO BELVÈ stato un malore «conseguenza di un violento stato influenzale» a impedire ieri sera all'attrice Maria Grazia Cucinotta (nella foto al centro durante lo spettacolo teatrale) di andare in scena al Teatro Supercinema di Castellammare di Stabia dove era in programma lo spettacolo Figlie di Eva. Un vero e proprio imprevisto visto che l'attrice «era partita da Roma per il tour previsto», come spiega la società di produzione Bis Tremila. Nella nota si ripercorre quanto accaduto ieri, prima dello spettacolo. «Prontamente assistita dal medico di sala», la Cucinotta, «è stata portata in ospedale dove, dopo averle fatto una serie di accertamenti, le hanno detto che poteva rientrare in albergo ma di restare a riposo fino a che la febbre e le sue condizioni generali non miglioreranno». Ora l'attrice «sta meglio», non si è trattato di «nulla di grave, è solo una delle tante vittime di questa influenza. Ringraziamo tutti per la partecipazione e per l'interessamento», conclude il comunicato della società di produzione.

Sottocategorie

  • Spettacoli

    Ut leo condimentum Donec felis vitae Nullam et volutpat tortor Cras. Nec ornare id pellentesque adipiscing dui Nam nonummy Vestibulum id quis. Et semper Nam ipsum Sed hendrerit Nunc justo Nulla mus laoreet. Morbi leo Morbi quis vitae quis et Quisque auctor Nunc tempus.

  • Cultura

    Magna velit urna Aenean laoreet tellus orci Suspendisse Integer lacus urna. Vivamus mus vitae Integer Nulla turpis tortor mauris montes sem et. Orci convallis vitae mattis Sed Morbi porttitor justo convallis urna feugiat.