BAIANO / CHIESA DI SANTO STEFANO: LA POLIFONICA DEI “PUERI CANTORES” EMOZIONA E AFFASCINA IL PUBBLICO

“LA CANTATA DEI BAIANESI”, SPETTACOLO DI SCINTILLANTE PASSIONE POPOLARE.

Pueri Cantoes 1 img 20180102 wa0001 CopiaGianni Amodeo - 10.01.2018 - Spettacolo intenso e appassionato, specchio di un’interessante e preziosa operazione di valenza culturale per la conoscenza dei tratti significativi dell’identità e dei costumi sociali del territorio. E’ stato rappresentato nell’atmosfera sacra della scarna location della Chiesa parrocchiale dedicata a Santo Stefano, protomartire della cristianità, dalla Corale Polifonica “Pueri cantores”- Città del Baianese, animata e diretta con rigore e cura metodica da Luigina Conte, violinista di raffinata sensibilità. Un’operazione, all’insegna de “La Cantata dei baianesi”, ispirata per vari aspetti dalla versione recitativa data da Roberto De Simone alla celebre rappresentazione tardo-seicentesca in dialetto napoletano scritta dal gesuita Andrea Perrucci, che spesso utilizzava lo pseudonimo di Ruggiero Casimiro Ugone, e intitolata “La Cantata dei pastori”, con la novità dell’innesto di canti e cori della tradizione contadina e del lavoro nei boschi del territorio; canti e cori, recuperati dalla tradizione orale con una paziente ricerca per la trascrizione, impedendone la dispersione, assicurando la conservazione di importanti tasselli della memoria collettiva locale.

Anteprima Cantatta Baianesei 1 img 20171203 wa0010Ma, al di là di questo pur importante dettaglio, l’impianto complessivo e narrativo de “La Cantata dei baianesi” vive di una propria anima e peculiare caratterizzazione, in virtù della penetrante ed efficace recitazione realizzata alla meglio dalla Corale, con il supporto dell’elaborazione, degli adattamenti musicali e della ricchezza dei fraseggi coreutici su testi e spartiti che sono il frutto della creatività e dell’espressività di Luigina Conte.

Il racconto fa incrociare l’evento – e l’attesa - della Natività di Gesù con la vicenda dei due protagonisti, Peppe ‘a Miccia, impersonato dall’energico e scoppiettante Stefano Colucci, e Pascal’ ’O muort, poco amante del lavoro e sempre stracco e strutto dalla sua proverbiale indolenza, a cui dà … stanca e sbadigliante voce Armando Peluso.

locandina Cantata 26233891 1669246313118233 1564996715 n 326x245I due … compari sono coinvolti in esilaranti e divertenti dialoghi proprio sul lavoro e sull’osservanza degli obblighi che esige, ma soprattutto sono coinvolti nella partecipazione alla Festa del Maio, i cui preparativi e il momento-centrale fanno da contrappunto alla rappresentazione nella fissità dell’ambientazione costituita dalle gradinate dell’ Altare Maggiore, con i timbri delle sonorità e delle armonie musicali della band che sono elementi basilari della rappresentazione.

Baiano a llummata img 20180110 wa0001Sei le scene,con cui si dipana il racconto, con ritmo rapido ed arioso, del tutto coinvolgente. Pregevole è l’incipit recitato e cantato che dà senso all’eterno conflitto tra il Bene e il Male, con la splendida esecuzione in coro dell’ineguagliabile Pulcinellata di Viviani e della Santa Allegrezza il canto della venuta di Gesù a liberare l’umanità dal Male. E su queste tracce si rincorrono gli squarci corali che descrivono la vita contadina, resi vividi dalla brillante e classica tammorriata con i frenetici ritmi scanditi da Carlo Acierno, ad esaltazione della dura e nobile fatica dei campi del tempo che … fu e tutta condensata nell’eloquente titolo di “ Oi zappa che ti chiami la viola”. Ed è la zappa simbolo e icona del lavoro della terra, con cui e su cui per secoli si è consumata la vita di braccianti e contadini …

Cantata dei Baianesi 100 3601 1024x767Di qui - ed è la seconda scena - l’ingresso lungo la navata verso l’Altare maggiore di Giuseppe e Maria, a cui danno vita i dialoghi preoccupati Pasquale Tarantino e Mariella Del Basso, che incontrano sul loro tormentato cammino un cacciatore e un pescatore dai quali ricevono aiuto, con il Canto del cacciatore che li accompagna. La terza scena immette nel piccolo …. grande mondo del Maio, dando lustro alla secolare consuetudine devozionale di preparazione all’evento del 25 dicembre, connotata dalla partecipazione dei fedeli alle “ Messe ‘e notte”, officiate nelle ore antelucane nella Chiesa parrocchiale. Il coro e la band conferiscono intensità e vivacità alla ritualità, facendone rivivere la reale dimensione e ambientazione con i Canti del lavoro recuperati dalla tradizione popolare.

LA FAMIGLIA E L’ESEMPLARITA’ DI MARIA
“ ‘ O FUCARONE” CELEBRA IL TRIONFO DELLA LUCE E DEL CALORE UMANO

maio baianoLa quarta scena è calibrata sulla famiglia e sulla sacralità dei valori che rappresenta e su cui si fonda. E’ la Sacra famiglia insidiata dal Diavolo - impersonato da Carlo Acierno con efficace interpretazione - simbolo del Male, che s’ingegna e adopra con mille seduzioni, per minarne le radici, l’essenza dell’amore e lo spirito solidale che la pervade. Una raffigurazione, in cui la fermezza e determinazione di Maria che lo allontana e caccia via sono evidenziate dalle tonalità del coro e dall’essenzialità delle musiche della band. Ma il Diavolo è sempre imprevedibile nelle sue magagne e artifizi, pur di guastare relazioni e rapporti ed eccolo inserirsi addirittura- e si è nella quinta scena- nei preparativi della Festa del Maio, regalando a Peppe ‘a Miccia e a Pascal’ ‘O muort cibi e i pericolosi “botti” in abbondanza.

IMG 20180102 WA0002 326x245I “botti”, con la loro pericolosità servono al Diavolo per tradire l’essenza della Festa del 25 dicembre. I due compari, affamati come sono, s’ingozzano con i cibi loro regalati, ma dimenticano l’uso dei “botti”. E la Festa si celebra secondo tradizione in una scenario di gioiosa partecipazione popolare, con il trionfo dei canti e dei cori, che fanno da corona - ed è la sesta scena- al Gran falò, “ ‘O fucarone” che avviluppa con le sue rosseggianti lingue di fuoco il Maio svettante e a far mostra di sé, fino al giorno dell’Epifania, di fronte al Sagrato della Chiesa ed … inteso come dono della piccola comunità cittadina al venerato Santo Patrono. Ed è il simbolo della luce della speranza che aiuta a vivere e del calore umano. E nei ricordi di coloro che appartengono alle trapassate generazioni degli … anta, alberga sempre viva e forte l’immagine di donne anziane che raccoglievano in piccoli bracieri e scaldini di latta la brace  ‘a vrasa, che nella pronuncia locale recita ‘a vrisa, dopo lunga attesa dal Gran falò che si spegneva. Quel poco di calore che dava la brace raccolta, serviva per riscaldare nelle ore della sera e notturne la modesta casa, “ ‘o vascio”, in cui vivevano. Non erano ancora arrivati i tempi degli impianti di riscaldamento elettrico centralizzato e i termosifoni a metano … o alimentati dai pannelli solari.

Baiano fucarone img 20180110 wa0000Il finale era una rapsodia di canti in bella esecuzione, da Nascette ‘O Ninno all’omaggio alla bella Quadrana , fino all’incalzante ritmo della filastrocca “Ra sarcinella”. E il suggello era impresso - non poteva essere altrimenti - dall’ Inno del Natale baianese, ovvero il canto di “Oi Stefanì”, su cui ha di recente elaborato un interessante saggio con analisi metrico-stilistica Sara De Masi, impegnata negli studi di Ingegneria spaziale; saggio degno di attenzione e particolare interesse, pubblicato sul giornale dell’Associazione di promozione sociale “Per Bacco”.

Uno spettacolo di ottimo livello, tutto calato nell’identificare il vissuto sociale del territorio, ravvivandolo con le preziose contaminazioni vesuviane e partenopee che lo hanno integrato e arricchito. Ed onore ai protagonisti della Corale polifonica. Eccoli. Tenori: Raffaele Napolitano, Carlo Acierno, Armando Peluso, Mario Sanseverino, Pasquale Tarantino; Soprani: Antonella Lippiello, Rosa Conte, Maria Lubrino, Lisa Miele, Gelsomina Caruso, Mariella Del Basso. Contralti: Agnese Sgambati, Annamaria Sirignano, Gelsomina De Gennaro, Cettina Veca. Bassi: Aniello Rastiello, Stefano Colucci, Francesco Cuomo.

Anteprima Cantata Baianesi 2 img 20171203 wa00091A comporre la band, il Maestro Pasquale Napolitano al pianoforte, Salvatore Colucci e Enrico Marigliano, alle chitarre, Carmine Di Giacomo alle percussioni, Giulio Mugnano al basso, Luigina Conte al violino ed impegnata nella direzione de “La Cantata dei baianesi”.

Un eccellente lavoro di gruppo, rendendo onore al bello della musica. E dell’arte. Un merito che i protagonisti dell’evento hanno condividono - e condiviso - tanto più significativo, se si evidenzia che rappresenta un impegno amatoriale, condiviso con il lavoro e lo studio. Gli applausi di cui sono stati gratificati a più riprese ne sono stati il tangibile, affettuoso e sentito riconoscimento.

Ad AvaNposto Numero Zero “Mis(S)take”, Monologo di e con Fabiana Fazio

Nota Redazionale dello Spettacolo tenutosi Sabato 9 dicembre e Domenica 10 dicembre 2017 a Napoli, Via Sedile di Porto, 55 (Via Mezzocannone). Contributo associativo 12 €. Ingresso riservato ai soci.

fabiana fazio allavanposto numero zero con misstakeIl testo  - Mis(S)take è un testo surreale, un monologo ironico, divertente scritto e interpretato dall’attrice registra e drammaturga Fabiana Fazio, che si diverte a giocare con le parole e alcune delle frasi più famose tratte da Romeo e Giulietta, per raccontare un amore qualunque, le sue difficoltà, le sue incomprensioni. Tutto finisce, però: l'amore, la vita, il conflitto, talvolta solo per una serie di stupidi errori. What a mistake! Mistake come errore, ma anche come To Miss, perdere, sentire la mancanza, o Take opinione, ripresa, o To Take accettare, portare, sopportare. 

L’icona degli innamorati diventa così un pretesto per sorridere di noi stessi e delle nostre aspettative con un tono dissacrante, senza mai prendere le distanza. Le frasi che tutti conosciamo e che ritornano continuamente nella nostra vita, descrivono le nostre aspettative, una gabbia che spesso ci costruiamo da soli, prigionieri di ciò che altri hanno disegnato per noi. La tragedia è tragedia perché non può andare altrimenti. Qualsiasi cosa si faccia. In fondo, raccontare l’amore, è il modo più autentico per parlare della vita, ridendone. Come ci ricorda l’autrice, alle volte, chi sbaglia non fa errore. Alle volte.

Fabiana Fazio 2La protagonista - Fabiana Fazio è un’attrice, drammaturga e scenografa cresciuta al Teatro dell’Anima dove ha intrapreso un percorso di psicologia, psicoterapia e psicologia transpersonale applicato al teatro, lavorando come operatrice sociale con i minori a rischio, dedicandosi al teatro di strada.

Ha completato la sua formazione artistica con studi di danza e musica. In seguito ha lavorato con Carlo Cerciello al Teatro Elicantropo e ha collaborato con il Nuovo Teatro Sanità e il Teatro Mercadante.

AvaNposto Numero Zero, fondato e diretto da Egidio Carbone Lucifero  

Via Sedile di Porto, 55, Napoli; 

Web: www.facebook.com/APNumeroZero; Botteghino:  366.1149276, botteghino@Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; Direttore Artistico, Egidio Carbone: 347.5829507, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ufficio Stampa Simona Pasquale: 339.5098790, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., comunicazione@Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

AvaNposto Numero Zero presenta Disagistica contemporanea, spettacolo comico fatto in piedi

Monologo di e con Francesco Arienzo. Evento in collaborazione con l’Associazione Guapanapoli Venerdì 15 dicembre 2017, ore 21.00, Sabato 16 dicembre 2017, ore 21.00.

cs AvaNposto Arienzo locandinaC.S. – 15.12.2017 - Disagistica Contemporanea, spettacolo comico fatto in piedi in cartellone all’AvaNposto Numero Zero, fondato e diretto da Egidio Carbone Lucifero, venerdì 15 e sabato 16 dicembre (ore 21.00), è un evento sviluppato in collaborazione con l’Associazione Culturale Guapanapoli.

In scena, Francesco Arienzo, napoletano, classe ’81, autore e attore che deve la sua più recente notorietà ad Italia’s Got Talent 2017, di cui è finalista grazie alla conquista di un golden buzzer nella tappa di Avellino. Facendo leva sulla formazione classica ottenuta presso l’Accademia “Corrado Pani” di Claudio e Pino Insegno, intraprende il percorso teatrale, portando in scena numerosi spettacoli, di cui oltre che attore è spesso autore e regista. Gli anni più recenti della sua carriera sono contraddistinti dall’amore per la stand-up comedy americana e dalla voglia di sviluppare maggiormente l’universo comico. E sono proprio i suoi monologhi, in cui descrive il suo mondo, si diverte a ribaltare l'ovvio ed esaltare i suoi stati d'animo, anche quelli negativi, in modo cinico, ma delicato, già premiati in diverse manifestazioni italiane dedicate alla comicità, a portarlo sul palco di Italia’s Got Talent, dove ha conquistato il secondo posto.

Guapanapoli, fondata nel 2015 da Marta Del Giudice, Armando Grassitelli e Roberta Cuomo, associata UISP e affiliata FederCral Italia, propone esperienze culturali, aperte ad adulti e bambini; grazie alle sinergie nate con altre realtà culturali attive sul territorio, ha saputo proporre oltre una ventina di eventi speciali, con protagonisti gli interpreti del Musical ‘Notre Dame de Paris’ come Giò di Tonno, Vittorio Matteucci, Graziano Galatone e Matteo Setti, (con la produzione del Centro Studi delle Arti di Rosario Trezza); e ancora Federico Baccomo, Lorenzo Marone, Amleto de Silva, Antonello Riva, Felice Panico, la Piccola Orchestra Aizammavoce, Michelangelo Iossa e Carmine Aymone.

Guapanapoli è stata partner di Mostra Rock 6! al Pan di Napoli, con lo spettacolo di Felice Panico “Terzo Tempo”; ha prodotto, dello stesso Panico, lo spettacolo “Certe notti con Luciano”. Ha collaborato a “I bambini nei parchi, i parchi dei bambini”, organizzato dall’Assessorato all’Ambiente del Comune di Napoli; alla realizzazione di SummerBasket 2015 con la Uisp di Napoli; ha fatto parte del cartellone delle iniziative di Natale a Napoli 2016 con il doppio concerto degli Aizammavoce al Maschio Angioino.

L’evento all’AvaNposto Numero Zero gode del sostegno di Studio De Falco servizi Immobiliari, Parthenope Suite e Irmes Ascensori.

Contributo associativo 12 €. Ingresso riservato ai soci Info e prenotazioni: 347.7519444, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Disagistica contemporanea: Spettacolo comico fatto in piedi, monologo di e con Francesco Arienzo

Evento in collaborazione con l’Associazione Guapanapoli

Venerdì 15 dicembre 2017, ore 21.00 Sabato 16 dicembre 2017, ore 21.00

AvaNposto Numero Zero. Via Sedile di Porto, 55 (80134) Napoli; Web: www.facebook.com/APNumeroZero;

Direttore Artistico: Egidio Carbone: 347.5829507, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;

Ufficio Stampa, Simona Pasquale: 339.5098790, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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QUIA TERRA ABELLAE FACTA EST …. AL “BIANCARDI” APPUNTAMENTO CON LA MUSICA CLASSICA

Presentazione ufficiale  in dvd e cd della  Sinfonia Abellana n.1 la straordinaria e splendida opera composta dal Maestro Oderigi Lusi, autore e pianista di fine ed eclettica sensibilità artistica. E’ l’omaggio che Lusi rende alla città natia, arricchendolo e ravvivandolo con Visioni, la mirabile tavolozza in note d’armonia con cui il compositore rivisita l’atmosfera di vita e di usanze che si vissero nel  Castello, topos di alta valenza simbolica della città. Della monumentale Sinfonia, l’autore al piano proporrà due Movimenti, mentre di Visioni  eseguirà l’intera partitura.

oderigi lusi1Gianni Amodeo - 28\12\17 -     Il sipario del teatro Biancardi si alzerà venerdì, alle ore 21.00, per un evento di notevole caratura culturale, nel segno della presentazione in dvd e in cd della Sinfonia  “Abellana” n.1, che fu eseguita per la prima volta con eccezionale partecipazione di pubblico nel 2015 nella memorabile serata live del 5 settembre nell’Anfiteatro romano, con il Concerto per soli e coro e l’ Orchestra filarmonica campana, diretta dal Maestro Giulio Marazia. E per la circostanza sarà presentato il cd, dedicato alle Visioni del Castello, fondato dai longobardi ed ampliato nell’assetto strutturale e nella funzione strategica di controllo della pianura campana e del Golfo partenopeo  dai normanni, autentico topos espressivo  di Avella e della sua millenaria storia.

copertina opera di LusiLa Sinfonia Abellana n.1 e Visioni sono opere, con cui Oderigi Lusi, originale e interessante compositore di Musica classica e pianista di fine ed eclettica sensibilità artistica, rende omaggio alla città natia. Un omaggio contrassegnato dal logo latineggiante, Quia Terra Abellae facta est, che tradotto recita “Perché fu creata Avella”… Ed è l’ospitale Avella, la città  fondata dagli osci e cantata da Virgilio, attraversata dal Clanio e ricca di sorgenti, il cui territorio si squaderna verso la pianura nolana ben protetto dalla corona dei Monti del Partenio, godendo dell’eccellente mitezza del clima.

Lusi Presso il castello di AvellaLa Sinfonia Abellana è una straordinaria operazione culturale, ma è anche ed essenzialmente l’incantevole e fluido romanzo musicale che narra la storia della città e delle sue bellezze paesaggistiche, attraverso i luoghi simbolici che ne danno la testimonianza più viva; sono i luoghi che Lusifanno da chiave ispiratrice dei Movimenti dell’opera unica nel suo genere: dalle pendici del PartenioOltre il tempo” al fiume Clanis e alla Nux abellana, la nocciola, la tipicità d’alta qualità dell’agricoltura del territorio; dal Cippus abellanus, testimonianza rarissima  della lingua osca alla Fidelitas civile, politica e militare con cui Avella visse il suo rapporto con Roma; dagli spalti e dall’arena dell’ Anfiteatro romano alla Necropoli, per chiudere il cerchio della composizione con il magnifico spartito di “Oltre il tempo alle pendici del Partenio”. Dei cinque Movimenti della Sinfonia, Lusi ne proporrà due, con esecuzione al pianoforte. Ad arricchire la spettacolarità della serata, sarà la presentazione in cd di Visioni, altra opera classica composta da Lusi, che la eseguirà integralmente, sempre al pianoforte.

Oderigi allanfiteatro di AvellaIMG 0780 CopiaCultore della classicità romano-latina, Oderigi Lusi, che ha frequentato i corsi di programmatore informatico, diplomandosi al “Masullodi Nola con il massimo dei voti, è  autore versatile e creativo, con un cospicuo e ricco  background di formazione musicale, che gli deriva non solo dagli studi svolti al Conservatorio “Domenico Cimarosadi Avellino, conclusi sempre con il massimo dei voti, ma anche dai corsi di specializzazione al Berklee College of Music, a Boston. Oderigi Lusi vive, lavora  e risiede a Roma, conservando intensi legami con Avella.

Sala Ferrante 1 c700x420L’evento di domani  rientra nelle attività di promozione e valorizzazione del territorio, nell’ambito dei programma della Fondazione Avella Città d’Arte. Un appuntamento da non mancare e che nella serata live di ieri, ha già vissuto un’eccezionale ed applaudita anteprima con la presentazione della Sinfonia Abellana n.1 nella rinomata e accogliente Sala Ferrante dello storico Circolo dell’Unione, a Pagani, con l’esibizione dell’ Orchestra filarmonica campana, diretta appunto dal maestro Giulio Marazia, per il secondo appuntamento della Nona stagione concertistica 2017\2018 del sodalizio della città salernitana. Anteprima suggellata  da “Il nuvolo innamorato”, composizione eseguita da Oderigi Lusi che n’è l’autore ed ispirata dalla celebre ed emozionante favola di Nazim Hikmet, il grande poeta turco cantore della libertà e  perseguitato dal nefasto potere politico autoritario del Paese della Mezza Luna

BAIANO / SECONDA EDIZIONE DEI “MAI D’ARGENTO”: CANTIERE APERTO PER IL PREMIO “GALANTE COLUCCI”

L’iniziativa promossa e organizzata dall’Associazione Maio di Santo Stefano e dal Circolo “L’Incontro” coinvolge le giovani generazioni e gli Istituti comprensivi di Avella, Baiano e Mugnano del Cardinale. E’ la testimonianza concreta della Scuola che si apre alla realtà del territorio e all’associazionismo, per animare le comunità, viverne le aspettative e condividerne i momenti di crescita. Il progetto che ispira la kermesse culturale è mirato sulla conoscenza e promozione dei valori identificativi della storia e delle potenzialità di sviluppo civile dell’ Unione intercomunale dell’Alto Clanis, guardando verso il futuro della Municipalità unica. Narrativa e Poesia; Arte e Audiovisi; Grafica e Pittura; Reportage e Inchiesta: sono le sezioni in cui è articolata la rassegna.

 

maio dargento 225x300Gianni Amodeo -  “Viaggio nella tradizione dei Mai per la valorizzazione e la tutela naturalistica e paesaggistica del territorio quale bene comune”. E’ la tematica scelta per la celebrazione della seconda edizione del Premio “Galante Colucci” per il conferimento dei Mai d’Argento icone simboleggianti l’identità del territorio e la peculiare connotazione di quella variegata flora, con cui i boschi dei Monti Avella incorniciano i profili di valle e il tessuto urbanistico dell’ Unione intercomunale del Baianese e dell’Alto Clanis; tematica che vuole costituire un attivo e costruttivo incentivo per la crescita e lo sviluppo della coesione tra le comunità, dando risalto a tutti quei fattori socio-culturali, come quelli delle usanze e delle tradizioni che segnano aspetti significativi della storia e dei costumi locali.

maio baiano 5 e1486624672220Il filo del folclore dei Mai è certamente un forte elemento identificativo che accomuna le realtà di Sirignano, Baiano, Avella, Mugnano del Cardinale, Quadrelle e Sperone. In questa luce, l’iniziativa, promossa ed organizzata dall’Associazione Maio di Santo Stefano e dal Circolo L’Incontro, è concepita e si attua per la promozione e il consolidamento dell’omogeneità socio-culturale e della visione unitaria ch’è intrinseca al territorio e agli insediamenti urbani che lo connotano, grazie alla irrinunciabile sinergia con la Scuola, che esercita un ruolo di primaria valenza civica nel favorire le dinamiche formative delle nuove generazioni e del loro rapporto con le comunità di appartenenza, rendendo reversibile il rapporto tra il globale, in cui vivono pienamente immerse e calate nel digitale e nel web senza confini e frontiere, e il locale con le sue cicliche trasformazioni.

Galante Colucci 2’ la sinergia, che, nella prima edizione 2016\2017 del “Colucci”, dedicata alla cultura materiale ed economica del territorio connessa con i mestieri del Maio, ha dato esiti superiori ad ogni più ottimistica aspettativa con oltre duecento, tra eccellenti elaborati, originali prodotti audiovisivi e persino l’interessante e bella pubblicazione del testo redatto dalle classi della Scuola media di Sperone, proposti a livello di gruppo e di singoli partecipanti.

Un’affermazione conseguita, in virtù dei supporti forniti con spirito di civico servizio dalle dirigenze e dai docenti degli Istituti comprensivi “A.Manzoni”, con i plessi di Mugnano del Cardinale, Sirignano e Quadrelle, “Giovanni XXIII”, con i plessi di Baiano e Sperone, e “Monsignor Pasquale Guerriero”, con i plessi di Avella. Ed è la sinergia che si rinnova per la seconda edizione del “Colucci”, per attestare la funzione la funzione della Scuola che vive integralmente la realtà del territorio, al di la della sua missione didattica ed educativa strettamente intesa nei percorsi curriculari e pluridisciplinari. E’ la Scuola viva che interagisce con la dimensione sociale dei contesti in cui opera, per promuovere la conoscenza e l’elevazione sociale delle comunità.

 

IL VIAGGIO E LA TUTELA DEI BOSCHI

IL FUTURO NON SI BRUCIA

la via dei maj 735x400La tematica si scompone in due fasi, strettamente complementari, con la precipua finalità di sollecitare nei ragazzi e nelle ragazze tutte le opportunità e occasioni che li rapportino con la realtà che li circonda e in cui vivono.

Il Viaggio nella tradizione dei Mai è immaginato come momento di conoscenza dei contesti di comunità di appartenenza, rivisitati attraverso la simbologia dei Mai, per dischiudersi verso la riscoperta dei significati dei culti arborei attraverso i miti della civiltà pre-cristiana e la religiosità devozionale e popolare d’ispirazione cristiana e cattolica nei Paesi dell’area mediterranea e in Europa. E’ il Viaggio che si compie attraverso l’intero percorso della celebrazione del culto dei Mai, dai preparativi all’apice dell’evento, coincidente con l’omaggio ai Santi patroni venerati dalle comunità, per una scansione temporale che inizia a novembre e si conclude a febbraio. La stessa storia dei Santi patroni e il loro tempo è un elemento del Viaggio. In questa prospettiva può risultare interessante identificare le analogie e le affinità tra le ritualità che si celebrano in onore dei Mai nell’area dell’ Unione intercomunale del Baianese e dell’Alto Clanis e le ritualità popolari d’omaggio arboreo che si compiono in altri contesti.

Alla fase del Viaggio si salda quella della Valorizzazione e tutela naturalistica e paesaggistica del territorio quale bene comune. E’ la fase che dà senso alla simbologia dei Mai, espressione del patrimonio della flora locale, ma soprattutto rappresentazione plastica dei boschi, la cui funzione è di vitale importanza, per garantire gli assetti e gli equilibri naturali, la qualità dell’aria e la vivibilità. Regni di flora e fauna, i boschi costituiscono non solo l’anima, ma anche e soprattutto le testimonianze parlante del buon stato di salute dei territori. I boschi, per i quali la cura umana è costante e attenta, raccontano di un territorio parimenti sano e ben curato sotto tutti gli aspetti.

Il modello di cura e gestione dei boschi e delle aree montane del Trentino-Alto Adige fa testo in assoluto, sul piano della cultura sociale condivisa e praticata dalle comunità locali e sul versante dell’eccellenza del turismo ambientale, che, come è noto, costituisce anche una straordinaria risorsa di economia produttiva e reale di quel territorio. E, per inquadrare il senso del modello del Trentino-Alto Adige si tenga conto dei dati forniti il 30 ottobre scorso dall’Istat nell’analisi dell’andamento del turismo in Italia nel 2016. E così rapportate a 100 le presenze di turisti nel Bel Paese, 4,9 si riferiscono alla Campania, 3,6 alla Puglia, 3,4 alla Sicilia per il totale di 11,9 inferiore a quelle registrate in Trentino-Alto Adige, pari a 12 presenze. E se il fulcro del sistema turistico di quest’ultimo è costituito soltanto ed unicamente dal patrimonio naturalistico e paesaggistico delle aree montane, curato e valorizzato al meglio dalla cultura sociale e partecipativa delle comunità del territorio alpino, le regioni meridionali sono fortemente “perdenti” e declassificate, pur potendo disporre della risorsa-mare, della risorsa-beni archeologici e storico-artistici e architettonici di notevole valore, oltre che della risorsa-ambientale delle aree dei Parchi delle aree protette naturalistiche del contesto appenninico. E’ chiaro che si tratta di una declassificazione, la cui radice risiede nell’assenza di quella cultura civica e di partecipazione fondata sull’etica della responsabilità, propugnata e disegnata da Max Weber, funzionale alla generale evoluzione della società con la promozione del bene comune.

In questa visuale boschi e territorio si declinano come beni primari e comuni, su cui costruire e diffondere i valori di una congrua cultura sociale, a cui collegare i comportamenti degli Enti pubblici e di tutte le articolazioni dello Stato, come delle comunità. Di fatto, la loro tutela e valorizzazione, al di là delle competenze e funzioni che spettano alle pubbliche Istituzioni preposte, interpellano e chiamano in causa la cultura sociale della responsabilità, di cui sono portatori e interpreti i cittadini. Sotto questo profilo -restando ancorati alla realtà attuale e stringente della scorsa estate segnata dagli incendi che hanno devastato i boschi in tante regioni italiane e distrutto il Parco nazionale del Vesuvio - “Il futuro non si brucia”, il motto di Legambiente per la Festa dell’Albero del 21 novembre 2017, costituisce un impegno che può e deve coinvolgere la società e i cittadini. E’ la Festa, che tra qualche giorno sarà celebrata con forte connotazione civica dalla comunità scolastica del “Manzoni”, a Mugnano del Cardinale.

Sulla scia di queste linee, la tematica della seconda edizione dei Mai d’Argento è incentrata sullo stato dei boschi e delle aree montane del territorio, parte integrante del parco regionale del Partenio. I Monti di Avella, Fornine e Forchie, Arciano, Faia bella, Valle fredda, Campimmo e il Litto sono alcuni dei nomi che identificano il territorio, la cui economia per secoli si è alimentata direttamente e indirettamente della lavorazione dei materiali lignei e dei prodotti dei boschi e dei sotto-boschi, assicurando, per di più, cospicue entrate alle amministrazioni locali. Nel Terzo Millennio, si sono dissolte le funzioni assolte per secoli dalla centralità sociale ed economica dei boschi, con l’industria e la commercializzazione del legno. E’ un ciclo nuovo, quello apertosi, che, però, sta gravemente penalizzando le aree montane e i boschi con l’esposizione alla desertificazione sociale, con ridotti e limitati interventi di manutenzione ordinaria. Una condizione, che si può contrastare e rimuovere ri-pensando le funzioni delle aree montane e dei boschi, con iniziative in grado di rendere le une e gli altri poli attrattori del turismo ambientale, sapendo guardare al modello del Trentino-Alto Adige.

Sono obiettivi ben realizzabili, considerata la chiara conformazione del territorio montano dell’ Unione intercomunale del Baianese e dell’Alto Clanis, conformazione caratterizzata da boschi urbani, le cui tipologie colturali ed arboree vanno protette, rivitalizzate e rigenerate se a rischio di “scomparsa”, assicurandone la comune fruibilità con un’adeguata e ben protetta sentieristica, aree di sosta e percorsi di trekking. Faggi, castagni, querce, ontani, lecci e platani formano l’alfabeto della natura vivente nel comporre la trama del bello del territorio, con il controcanto delle cristalline acque sorgive del Litto, di Acqua Palombo, Bocca dell’Acqua Maggiore, Valle Fredda..

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