Incentivi Rinnovabili: Costi e tariffe 2015

Incentivi Rinnovabili: da gennaio 2015 scambio sul posto esteso a impianti fino a 500 Kw e nuove tariffe per autoconsumo da reti interne e sistemi efficienti di utenza

RinnovabiliC.S. - 07.01.2015 - Cambiano dal 2015 regole, costi e tariffe sull'autoconsumo di energie rinnovabili e scambio sul posto. L'AEEG ha pubblicato le delibere n. 609 e la n.612 in attuazione di quanto previsto dal Decreto Competitività (articoli 24 e 25 bis, DL 91/2014) in materia di incentivi alle Rinnovabili - in base al quale le tariffe sugli impianti di autoconsumo possono essere aggiornate ogni anno, nel rispetto di criteri come il tetto agli aumenti (2,5% di quelle precedenti) – prevedendo che lo scambio sul posto venga esteso agli impianti fino a 500 Kw che entrano in funzione dal 2015 e introducendo l'esenzione per quelli fino a 20 Kw, indipendentemente dall'entrata in funzione.
Tariffe Autoconsumo
Le tariffe vengono parametrate al consumo di energia dei clienti finali o al loro punto di connessione a seconda dell'impianto di produzione. Per reti interne di utenza (come definite dall'articolo 33 della legge 99/2009) e sistemi semplici di produzione e consumo – come SEU (Sistemi Efficienti di Utenza) e SEESEU (Sistemi equivalenti SEU) - i corrispettivi si applicano sull'energia consumata, pari al 5% dei corrispondenti importi unitari dovuti sull'energia prelevata dalla rete.
Costi 2015
Gli oneri per l'autoconsumo si prevedono costi pari a 30-40 euro l'anno, mentre per gli impianti di media tensione è prevista una maggiorazione in base alla potenza nominale dell'impianto e alla fonte (Fotovoltaico, Eolico, Idrico). Il decreto dell'Autority prevede una formula precisa, in base alla quale, ad esempio, un sistema semplice di produzione fotovoltaico da 200 Kw paga 50 euro. Stessi criteri per gli impianti in alta e altissima tensione. Se un impianto ha la qualifica di SEU o SEESEU per un periodo inferiore all'intero anno solare, le maggiorazioni sopra descritte si applicano in proporzione al periodo di validità della qualifica, su base mensile.
Tariffe Autoconsumo
Le tariffe vengono parametrate al consumo di energia dei clienti finali o al loro punto di connessione a seconda dell'impianto di produzione. Per reti interne di utenza (come definite dall'articolo 33 della legge 99/2009) e sistemi semplici di produzione e consumo – come SEU (Sistemi Efficienti di Utenza) e SEESEU (Sistemi equivalenti SEU) - i corrispettivi si applicano sull'energia consumata, pari al 5% dei corrispondenti importi unitari dovuti sull'energia prelevata dalla rete.
Scambio sul posto
Per quanto riguarda lo scambio sul posto, gli impianti sotto i 20Kw sono esenti, mentre agli altri si applicano le stesse tariffe previste per i SEU. Il provvedimento dell'Authority dettaglia i requisiti per l'accesso allo scambio sul posto: il cliente finale deve essere produttore di energia attraverso ASSPC (Altri Sistemi Semplici di Produzione e Consumo), impianti connessi attraverso un insieme di punti di prelievo e immissione non necessariamente coincidenti, o deve aver ricevuto mandato senza rappresentanza da un produttore terzo in relazione a scambio sul posto per ASSPC o scambio sul posto altrove. Soglie di potenza degli impianti: fino a 20 Kw se entrati in funzione entro il 31 dicembre 2007; fino a 200 Kw se entrati in esercizio prima del 31 dicembre 2014; stesso tetto per impianti di cogenerazione ad alto rendimento, mentre dal primo gennaio 2015 la potenza complessivamente installata arriva a 500 Kw.

Fonti: delibera n, 609 e n. 612

 

PMI.it / Speciali: Riforma Regime dei Minimi, boom di nuove Partite IVA

Per evitare la riforma Regime dei Minimi scattata il primo gennaio 2015, oltre 11mila aperture di Partita IVA a fine anno, con un record dell'84%: ecco tutti i dati.

Rimborso-IVA-TRLa riforma del Regime Minimi contenuta nella Legge di Stabilità 2015 ha prodotto un primo, prevedibile, risultato: un boom di iscrizioni di nuove Partite IVA in Regime dei Minimi a fine 2014. L'incremento di contribuenti che a fine anno, per la precisione nel novembre scorso, ha aderito al vecchio regime fiscale di vantaggio, è stato del +84% rispetto allo stesso mese 2013. Presumibilmente, si tratta di contribuenti che si sono affrettati ad aprire la Partita IVA ritenendo il vecchio regime più conveniente rispetto al nuovo.

Permanenza tra vecchi Minimi
Come è noto, la formulazione della norma contenuta nella Legge di Stabilità prevede per alcune tipologie di Partite IVA il passaggio automatico dal vecchio al nuovo Regime dei Minimi, nel caso in cui sussistano i requisiti, ma consente ad alcuni contribuenti di restare nel vecchio sistema fino alla sua naturale scadenza. In particolare, coloro che rientravano nel regime fiscale di vantaggio per imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (articolo 27, commi 1-2 del dl 98/2011) possono continuare a utilizzare il vecchio sistema fino alla sua scadenza (cinque anni), o fino al compimento del 35esimo anno di età.

È lo stesso Ministero delle Finanze a sottolineare la possibilità che, in conseguenza della regola sopra citata, "Alcuni soggetti abbiano anticipato l'apertura della partita IVA entro la fine del 2014, ritenendo il regime allora in vigore più vantaggioso per la propria attività».
Regime dei Minimi 2015
Ricordiamo che infatti la riforma Regime Minimi prevede:
• un'aliquota forfettaria più alta, il 15% invece del 5%;
• nuovi limiti di reddito, divisi per attività e che vanno da 15mila a 40mila euro annui;
• un nuovo modo di calcolare l'imponibile, basato su coefficienti.

Apertura Partite IVA
Tornando alle aperture di Partite IVA dello scorso novembre, sono state 38mila 351, con un incremento del +15,5%. L'aumento è dovuto essenzialmente al +84% di nuove Partite IVA che hanno aderito all'ormai vecchio Regime dei Minimi (11.917 contribuenti). Il 71,7% delle nuove aperture riguarda persone fisiche, il 21,8% società di capitali, il 5,7% società di persone.

La parte del leone resta al commercio, con il 24,8% delle nuove aperture, seguito da attività professionali (15,9%) e alloggio/ristorazione (9%). Rispetto al novembre 2013, il maggior incremento di aperture riguarda attività professionali, +84,5%, sanità, +78,4%, e servizi d'informazione, +39%. Anche questo è un dato che conferma l'incidenza che su questa scelte ha fatto la riforma Regime Minimi, perché si tratta dei settori (a partire dalle professioni) da cui sono arrivate le critiche più consistenti. In vista, lo ricordiamo, potrebbero essere novità normative nel corso di questo 2015, annunciate dallo stesso Governo per correggere il tiro.

Fonte: Osservatorio Partite IVA Dipartimento delle Finanze

 

Magazine on line per le piccole e medie imprese: Internazionalizzazione pensata

by Massimiliano D'Aurelio - 16 ottobre 2014 – da IL GIORNALE DELLE PMI

internazionalizzazione-2Cogito ergo sum (penso dunque sono) è da sempre una massima profonda e di grande effetto ma applicandola all'internazionalizzazione molte aziende si sentono libere di arricchirla del suffisso Es (per nulla latino) ma che trasforma la massima Cartesiana in Escogito ergo sum (escogito dunque sono... furbo!).
Sono molte le aziende più impegnate ad escogitare una scorciatoia ai mercati internazionali che nella maggior parte dei casi si manifesta nell'amico dell'amico che guarda caso ha quasi sempre un altro amico che vive a Shanghai (destinazione sicuramente interessante ma che molte volte ha lo stesso appeal sugli italiani che il paese dei Balocchi aveva su Pinocchio). «In Cina ci sono 1.5 miliardi di cinesi, ergo 1.5 miliardi di potenziali acquirenti, ergo vado a internazionalizzare in Cina».
Equazione banale che purtroppo ho dovuto ascoltare molte volte da imprenditori che sotto lo stupefacente del BRIC (per i più raffinati ora nella nuova formula arricchita BRICST) pensavano, o meglio escogitavano, di internazionalizzarsi partendo proprio da Brasile, Russia, India, Cina.
Realtà economiche sicuramente degne di attenzione e in grande fermento economico, anche se per alcune di esse bisognerebbe fare delle considerazioni a parte e più approfondite, che però non sono consigliabili tout court "tutto per tutti" ma vanno valutate con molta attenzione.
Internazionalizzazione pensata prima di tutto significa autoanalisi: quali sono le reali potenzialità della mia azienda e lo stato di salute? Questa è la fase più delicata di tutto il processo di internazionalizzazione. Ogni azienda ha il suo dna e come tale ha percorsi differenti e mercati differenti dove poter attuare anche esclusivamente un progetto di export mirato verso un singolo mercato.
I mercati idonei al proprio piano di internazionalizzazione non si misurano in funzione di distanze geografiche (alcuni mercati a noi vicini possono risultare saturi mentre alcuni diametralmente opposti possono presentare interessanti opportunità) ma con la stessa metrica è inutile ambire a mercati altamente competitivi quando per tipologia di prodotto e servizio la propria azienda è più indicata per operazioni commerciali dove la qualità del servizio e le peculiarità del prodotto hanno ancora una valenza strategica di primaria importanza.
Se Sant'Agostino, forse più caro alla nostra cultura, sosteneva "Si fallor sum" (se sbaglio esisto), concetto poi capovolto da Cartesio, non significa che dagli errori possiamo ottimizzare le nostre operazioni con i mercati esteri perché gli sbagli per molte aziende possono rappresentare una delicata perdita di budget e di tempo (assets preziosissimi) che ahimè rischiano di non poter essere investiti la volta buona che si è pronti... per un'internazionalizzazione pensata.

Massimiliano D'Aurelio (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) è Chief Creative Officer e Managing Director di Marketing that Works! (www.marketingthatworks.us), società di International Business fondata a Miami e con sede a Singapore, che offre consulenza e servizi di Strategia per l'Internazionalizzazione, Brand Marketing e Corporate ad aziende con potenziale di crescita in selezionati mercati in Asia e negli USA.

 

LA BEI E LA COOPERAZIONE NELLA REGIONE DEL MEDITERRANEO. Le opportunità per le imprese”- Roma, 11 dicembre 2014 - IM12100

A tutte le Imprese/Enti/Organizzazioni interessati. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

logo ICE ItaliaSede 13 novembre 2014, Prot.1041 - Si trasmette in allegato la circolare informativa per il convegno 'LA BEI E LA COOPERAZIONE NELLA REGIONE DEL MEDITERRANEO. Le opportunità per le imprese che si svolgerà a Roma, l'11 dicembre 2014, presso la sede dell' ICE- Agenzia - Via Liszt 21
Si invitano le imprese e gli altri operatori interessati a partecipare al Convegno e a registrarsi compilando l'apposito modulo al seguente link:
https://sites.google.com/a/ice.it/seminario-bei-femip/

A tal proposito si fa presente che il termine ultimo per la registrazione è il 3 dicembre 2014, alle ore 12,00. Inviamo inoltre in allegato il programma provvisorio del convegno,che raccomandiamo di visionare con attenzione.
Per maggiori informazioni potete contattare l'ufficio Partenariato Industriale e Rapporti con gli Organismi Internazionali scrivendo a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure contattando i seguenti referenti: Patrizia Manage tel. 06 59926888; Mario Iaccarino, tel. 06 5992 6940

Francesco Pensabene
Dirigente - Ufficio Partenariato Industriale
e Rapporti con gli OO.II.
Via Liszt 21, 00144 Roma, Italia

- Segue elenco degli allegati -

http://download.im.ice.it/dl.php?id=2f4403e7ac0&name=circolare%20seminario%20BEIdef.pdf
http://download.im.ice.it/dl.php?id=2f4403e7ac0&name=programme%20grafico%20finalissimo%2013%20novembre.pdf

 

NUOVA ZONA ECONOMICA SPECIALE: OPPORTUNITÀ PER LE IMPRESE‏ IN OMAN

Da Segreteria PMI (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

omanLa ZONA ECONOMICA SPECIALE in OMAN (SULTANATO DELL'OMAN) , rappresenta l'opportunità concreta di internazionalizzazione per le imprese italiane. L'OMAN vuole arrivare ai livelli dei più conosciuti DUBAI, ABU DABI ecc. e deve realizzate tutto.
Il sottosegretario agli AFFARI ESTERI e Cooperazione internazionale, Benedetto DELLA VEDOVA , ha sintetizzato i vantaggi per le aziende italiane alla Farnesina per la Zona economica speciale: "E' un'opportunità importante per l'internazionalizzazione delle imprese italiane: Infrastrutture in loco per soggetti Italiani; Vendita di prodotti, macchinari e servizi (comprese le Tlc, Engineering, istruzione ecc).
Ubicata a ridosso delle aree più sviluppate ed importanti del Paese e non solo in una logica di delocalizzazione ma per operare in mercati di immediato sbocco". Attualmente l'OMAN è uno dei Paesi piu' 'business friendly' e stabili della Regione. Già da ora la a crescita delle esportazioni italiane nel Paese sono passate da 320 milioni di euro a 435 , il 25/30% dei quali rappresentati da macchinari hi-tech con una crescente presenza del "Made in Italy'".
Per i settori chiave della Zona per le imprese Italiane, si va dal turismo ai servizi, dalle produzioni ai progetti ed alle costruzioni con tutto il loro indotto ecc,
La zona e' in posizione strategica tra Mascate (Muscat) e Salalah e rappresenta per dimensioni una delle maggiori, se non la maggiore Zona Economica Speciale di tutta la regione del Medio Oriente.
In linea con la politica di diversificazione dell'economia nazionale avviata nel Sultanato dell'Oman, la Zona rappresenta un modello di sviluppo economico integrato composto di 8 aree: il porto, un'area industriale, una nuova città ad uso residenziale, un porto per la pesca, una zona turistica, un centro logistico, un'area dedicata alla formazione professionale, e l'aeroporto.
La Zona e' destinata a diventare uno snodo cruciale dei traffici nella regione, un hub logistico ed un centro industriale secondo un piano di sviluppo che si estende per alcuni decenni.

 

Sottocategorie

  • Piccole e medie imprese

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