PMI.it / Speciali: DURC alle imprese in concordato preventivo

DURC positivo anche per le imprese in concordato preventivo c.d. in continuità dell'attività aziendale.

Fallimenti Noemi Ricci - 28 aprile 2015 - Il rilascio del DURC è possibile anche per le imprese che abbiano presentato domanda di concordato preventivo con continuità aziendale e impossibilitate, nelle more del perfezionamento della procedura di omologa, a versare i contributi relativi ad obblighi sorti anteriormente al deposito della domanda di concordato.
Fallimenti: il nuovo concordato preventivo
A precisarlo è l'INPS con il Messaggio n. 2835/2015 sulla base delle interpretazioni fornite in merito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con la nota di protocollo n. 6666/2015. Precedentemente il Ministero, con interpello n. 41/2012 del 21 dicembre 2012, aveva anche chiarito la possibilità di rilascio della regolarità contributiva per l'impresa ammessa al concordato preventivo con continuazione dell'attività ex art. 186-bis della legge fallimentare qualora il piano, omologato dal Tribunale, contempli l'integrale assolvimento dei debiti previdenziali e assistenziali contratti prima dell'attivazione della procedura concorsuale e sia espressamente prevista la c.d. moratoria indicata dall'art. 186-bis, comma 2, lett. c), della legge fallimentare per un periodo non superiore ad un anno dalla data dell'omologazione.
DURC: le irregolarità in caso di autocertificazione
Con la nota di aprile 2015 viene poi evidenziato che la pubblicazione della domanda di concordato nel Registro delle Imprese integra la fattispecie prevista dall'art. 5, comma 2, lett. b), del D.M. 24 ottobre 2007, secondo il quale la regolarità contributiva può essere attestata in caso di sospensioni dei pagamenti a seguito di disposizioni legislative. Dunque, è possibile rilasciare il DURC alle imprese in concordato con continuità dell'attività aziendale ex art. 186-bis, a patto che il piano contempli l'integrale soddisfazione dei crediti degli Istituti previdenziali e delle Casse edili nonché dei relativi accessori di legge. Il DURC positivo anche per le imprese in concordato preventivo risulta coerente con le finalità sottese alla procedura concorsuale permettendo alle imprese di continuare la propria attività e di salvaguardare i livelli occupazionali.
Appalti e fallimento: il credito del subappaltatore
Ricordiamo che il concordato preventivo è finalizzato al risanamento di imprese che versano in uno stato di crisi non strutturale e, presupponendo la prosecuzione dell'attività aziendale, richiede necessariamente un piano, validato da un professionista e omologato dal competente Tribunale, mediante il quale l'azienda concorda con i creditori riguardo alle tempistiche e alle modalità di pagamento dei debiti, sorti precedentemente alla presentazione della domanda di concordato. Dunque, con la pubblicazione della domanda di concordato nel Registro Imprese ai sensi dell'art. 161 della legge fallimentare è fatto divieto ai creditori, per titolo o causa pregressa, di intraprendere azioni esecutive ai sensi dell'art. 168 della legge fallimentare nel rispetto del principio di par condicio creditorum.

 

Green Economy: Le nuove limitazioni agli Incentivi Fotovoltaico

Il rispetto della spesa complessiva per le agevolazioni pari a 6,7 mld di euro impone nuovi paletti agli incentivi fotovoltaico: il documento tecnico del GSE. Da PMI.it

fotovoltaicoBarbara Weisz - 15 maggio 2015 - Se un impianto viene modificato non può essere riconosciuto nessun incremento della tariffa relativa agli incentivi fotovoltaico riconosciuta originariamente: è una delle precisazioni contenute nel documento tecnico del GSE (il gestore della rete) sulle Regole per il mantenimento degli incentivi in conto energia. Il GSE sottolinea che non si può superare il limite di 6,7 miliardi di euro l'anno per le agevolazioni e, in considerazione di questo tetto, fissa le nuove regole.
Il documento recepisce gli esiti della consultazione pubblica avviata il 23 febbraio 2015, durante la quale sono arrivate indicazioni da operatori e associazioni.

Modifiche all'impianto
Gli operatori devono comunicare al GSE tutte le modifiche eventualmente apportate all'impianto fotovoltaico, sia che siano state effettuate prima della pubblicazione del documento tecnico (avvenuta il primo maggio 2015), sia successivamente. Vanno comunicate tutte le modifiche, sia tecniche sia amministrative.
Sarà poi il Gestore a stabilire l'eventuale perdita del diritto agli incentivi, piuttosto che la rimodulazione, la diversa classificazione dell'impianto e via dicendo. Attenzione: il valore dell'incentivo potrà essere rideterminato solo in riduzione, mentre «gli interventi di modifica non possono in alcun caso comportare un incremento del valore della tariffa incentivante riconosciuta originariamente», e «non sarà possibile richiedere premi e incentivazioni».

Sostituzione di componenti
Per quanto riguarda la sostituzione di componenti, per gli impianti non superiori a 20 kW sono consentiti incrementi di potenza dal 3% al 7%.

Spostamento impianto
Altra precisazione importante: lo spostamento dell'impianto fotovoltaico in un sito diverso da quello della prima installazione comporta la perdita dell'incentivo. Se invece l'impianto viene spostato, ma all'interno dello stesso sito, resta il diritto all'incentivo.

Reazioni - Critiche dalle Associazioni di settore. Agostino Re Rebaudengo, presidente di Assorinnovabili, sottolinea che «il GSE con questo Documento impedisce, di fatto, agli operatori di migliorare l'efficienza dei propri impianti» e chiede che vengano rimossi i nuovi limiti relativi alla soglia massima di energia incentivabile, che rischiano di portare a una «minore efficienza degli impianti realizzati». (Fonte: il Documento tecnico del GSE sugli incentivi fotovoltaico).

 

Work Shop "Fatturazione elettronica e archiviazione sostitutiva"

fatturazione-elettronica Segreteria PMI (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) - Importante Work Shop sulla " Fatturazione elettronica e archiviazione sostitutiva" si terrà presso l'hotel "I Gigli", a Nola, venerdi 5 Giugno 2015, alle ore 10.00. Per informazioni chiamare 081 824 67 24 - 340 63 51 880.
"Software Business e Menocarta forniscono servizi di conservazione sostitutiva/a norma in outsourcing, creando soluzioni personalizzate a seconda delle esigenze dei clienti, di tutti i dati/file di rilevanza giuridico-fiscale e di fatturazione elettronica; mette sul campo le competenze dei dottori commercialisti come responsabili della conservazione e dei notai come conservatori.
La caratteristica peculiare che rende queste società uniche, rispetto alla nutrita concorrenza, è la presenza della figura notarile fra le proprie imprese aderenti. Attraverso un'applicazione informatica esclusiva, tale presenza garantisce ogni necessità di certificazione, risolvendo problemi di storage fisico per documenti sensibili o contabili in assoluta tranquillità, con un significativo risparmio di tempo e soprattutto di costi: non più processi di stampa, non più conservazione di documenti (fatture ciclo attivo e passivo, libri contabili, ordini di servizio, verbali di CdA, etc.), non più movimentazione cartacea in house o in outsourcing, istantaneità di esibizione documentale originale in sede fiscale e amministrativa.
In un momento storico come quello in cui viviamo di forte accelerazione che il governo intende imprimere alla fatturazione elettronica B2B (dopo l'obbligatorietà per la fatturazione verso la Pubblica amministrazione) Software Business e Menocarta potrebbero rappresentare un vantaggio economico considerevole."

PMI.it / Speciali: Per l’ obbligo POS, stop alle sanzioni

Ritirato il Ddl che introduce sanzioni per i professionisti e le partite IVA che non utilizzano il POS: i dettagli.

POS 2Francesca Vinciarelli - 14 maggio 2015 - POS obbligatorio per professionisti ed esercenti, ma senza sanzioni in caso di inadempienza (mancato utilizzo del POS per i pagamenti sopra i 30 euro). È il risultato del ritiro del disegno di legge n.1747 che era arrivato al vaglio della Commissione Finanze di Palazzo Madama. Il motivo? La mancanza delle necessarie coperture economiche, oltre alle proteste delle diverse categorie professionali che denunciavano i costi e gli ulteriori oneri a carico dei professionisti.

POS: costi per le Partite IVA e alternative Mobile
Le pene per gli inadempienti previste dal Ddl n. 1747 consistevano in una sanzione fino a mille euro e, in casi estremi, la sospensione dell'attività professionale. La mancanza di coperture è riferita agli incentivi previsti dal Ddl a favore dei professionisti che si fossero adeguati alla nuova normativa. Giovanni Bilardi, firmatario del Ddl, spiega:
«Dobbiamo trovare il modo di ridimensionare la portata del testo è necessario, infatti, trovare il modo da un lato di imporre delle sanzioni per chi non si adegua, e dall'altro lato prevedere degli incentivi per chi è ligio al dovere. La ratio di fondo, infatti, è quella di mettere a disposizione dei fruitori dei servizi professionali un'opzione in più di pagamento, non di penalizzare ulteriormente i professionisti».

POS obbligatorio: novità per i professionisti 2015
Il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, aggiunge: «La modalità di pagamento tramite POS è un di più la cui utilità può variare molto a seconda delle categorie interessate. Per le professioni tecniche, infatti, è già a regime da tempo il pagamento tramite bonifico. Al di là di questo, però, se proprio si vuole continuare sulla linea dell'uso dei POS, è necessario che, non solo non sussista il rischio di sanzioni per quei professionisti che scelgono altre opzioni, ma anche che siano azzerati i costi di installazione e ridotte al minimo le commissioni bancarie».

 

PMI.it / Speciali: Apprendisti di alta formazione. Prorogato il Bando FIxO

Mondo del Lavoro - Nuova proroga per i contributi concessi ai datori di lavoro che assumono giovani con contratto di apprendistato.

Programma-FIxO 300x135Francesca Vinciarelli - 30 aprile 2015 - Tempo fino al 31 maggio per presentare domanda di accesso al Bando FIxO: Italia Lavoro ha prorogato l'avviso pubblico di FIxO "Scuola&Università" volto a favorire l'assunzione in apprendistato – per almeno 12 mesi – di oltre 500 giovani tra i 16 e i 29 anni. I destinatari dei contributi economici sono i datori di lavoro privati (imprenditori individuali, liberi professionisti, lavoratori autonomi, società di persone e di capitali, cooperative, consorzi, enti privati, imprese ed enti costituiti all'estero che svolgono attività commerciale in Italia ed hanno almeno una sede operativa sul territorio nazionale) che assumano con contratti di apprendistato di alta formazione e ricerca finalizzati allo svolgimento di attività di ricerca o al conseguimento di precisi titoli di studio.

Contributi - I contributi concessi sono pari a 6 mila euro per ogni assunto a tempo pieno e 4 mila per ogni assunto a part-time per almeno 24 ore settimanali.

Requisiti - I titoli di studio ammessi sono:
• diploma di istruzione secondaria superiore;
• certificato di specializzazione tecnica superiore (IFTS);
• diploma di tecnico superiore (ITS);
• laurea triennale;
• laurea magistrale;
• laurea magistrale a ciclo unico;
• master universitario I° e II° livello;
• diploma di specializzazione;
• diploma di perfezionamento;
• dottorato di ricerca.
Alle aziende viene invece chiesto:
• di essere in attività;
• avere una posizione regolare rispetto all'applicazione del CCNL di riferimento, alla normativa in materia di sicurezza sul lavoro, alle leggi che regolano il diritto al lavoro dei disabili e al versamento degli obblighi contributivi ed assicurativi;
• non essere sottoposte a procedure per fallimento o concordato preventivo;
• essere in regola con quanto previsto dalle normative applicabili per tipologie contrattuali e obblighi formativi previsti dal contratto di apprendistato;
• non trovarsi nelle condizioni di difficoltà previste dagli Ordinamenti Comunitari per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà;
• non essere incorsi in irregolarità nella gestione di interventi realizzati con finanziamenti pubblici nell'ultimo decennio;
• non aver richiesto o ricevuto altri contributi di Italia Lavoro per l'assunzione di uno stesso apprendista;
• non aver avuto rapporti di lavoro subordinato con gli apprendisti per i quali si richiede il finanziamento cessati per motivi differenti dalla scadenza del contratto nell'ultimo anno;
• non aver richiesto ad altri Enti Pubblici contributi della medesima natura per assumere il medesimo lavoratore, salvo cumulabilità dei benefici.

Domanda - La domanda di accesso al Bando Formazione e Innovazione per l'Occupaizone Scuola e Università (FixO) può essere presentata unicamente attraverso la piattaforma web FixoL4.italialavoro.it.

 

Sottocategorie

  • Piccole e medie imprese

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