Fondo Pmi con riserva per il Sud: attivati 200 milioni per ottenere garanzie, professionisti tra i destinatari

fonte sole24ore 104/17 AS

pon congiunto2AdA - Venerdì, 28 Aprile 2017 -Le imprese del Mezzogiorno hanno più chance per aggiudicarsi le risorse del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese di cui all’articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 662/1996. Lo stabilisce un decreto interministeriale Mise/Mef del 13 marzo 2017, con cui è stato espressamente stabilito che parte delle risorse del Programma operativo nazionale “Imprese e competitività” Fesr 2014-2020 siano utilizzate per creare una riserva speciale all’interno del Fondo cui potranno attingere, nelle sole regioni del Mezzogiorno, le Pmi ed i professionisti, allo scopo di efficientare il loro accesso al credito e lo sviluppo, anche attraverso l’ottenimento di garanzie su portafogli di finanziamenti.

La nuova sezione del Fondo sarà denominata riserva Pon Ic. Nel complesso, i beneficiari potranno contare su una dotazione destinata di 200 milioni, di cui 194,8 milioni per interventi in favore delle Pmi operanti nelle Regioni meno sviluppate, ossia Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, e 5,2 milioni per interventi in favore dei soggetti beneficiari delle Regioni in transizione, ossia Abruzzo, Molise e Sardegna.

Sotto il profilo operativo, le nuove risorse saranno assegnate con le medesime modalità ordinariamente impiegate dal Fondo e, quindi, non faranno che rafforzare la mera disponibilità di mezzi finanziari da destinare a Pmi e professionisti, aventi almeno una sede produttiva ubicata nelle regioni del Sud.

Tuttavia, le operazioni finanziarie per le quali può essere concessa la garanzia della riserva Pon Ic devono essere espressamente dirette al finanziamento:

  • delle iniziali fasi dell’attività dei soggetti beneficiari;
  • del capitale connesso all'espansione dell'attività dei soggetti beneficiari;
  • del capitale necessario al rafforzamento delle attività generali del soggetto beneficiario;
  • di nuovi progetti aziendali, quali, a titolo esemplificativo, la realizzazione di nuove strutture o di campagne di marketing;
  • di attività di penetrazione in nuovi mercati, nel rispetto di quanto consentito dal regolamento de minimis e dal regolamento di esenzione;
  • di attività dirette alla realizzazione di nuovi prodotti o servizi o all’ottenimento di nuovi brevetti. La garanzia della Riserva Pon Ic, chiarisce il decreto, è concessa in favore dei soggetti beneficiari a titolo gratuito. Essa può intervenire come:
  • “garanzia diretta”, ossia rilasciando la garanzia sul portafoglio di finanziamenti in favore del soggetto finanziatore, responsabile dell'erogazione dei finanziamenti ai soggetti beneficiari e della strutturazione e gestione del portafoglio di finanziamenti;
  • “controgaranzia”, ossia rilasciando la garanzia in favore di un confidi, garante del soggetto finanziatore, con il quale il confidi medesimo collabora per la strutturazione e gestione del portafoglio di finanziamenti.

Nel caso di garanzia diretta, la riserva Pon Ic copre, nella misura massima dell’80%, la perdita registrata sul singolo finanziamento ricompreso nel portafoglio garantito mentre nel caso di controgaranzia, la stessa interviene concedendo la propria garanzia al confidi che, in relazione a un portafoglio di finanziamenti, rilascia la garanzia di 1° livello.

Agricoltura: Il Ministro Martina destina 485 milioni a sostegno degli investimenti delle Piccole e Medie Imprese

Presentata a Verona la piattaforma italiana multiregionale di garanzia. Tra le prime 8 Regioni firmatarie la Campania. L'accordo prevede la costruzione di un portafoglio multiregionale di garanzie, per proteggere prestiti destinati a finanziare gli investimenti connessi ai Programmi di Sviluppo Rurale.

agricoltura 1C.S. -  08.04.2017 - Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che, in occasione della conferenza "Sessant'anni di Europa, sessant'anni di Politica agricola comune - L'agricoltura europea, dalle radici al futuro", che si è svolta oggi a Verona al Palazzo della Gran Guardia,  è stata presentata la piattaforma italiana multiregionale di garanzia alla presenza del Ministro Maurizio Martina, del Commissario europeo Phil Hogan, del Vice Presidente della Banca Europea per gli investimenti Dario Scannapieco, del Coordinatore della commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni Leonardo Di Gioia, del CEO del Fondo Europeo per gli Investimenti Pier Luigi Gilibert, del CEO di Cassa Depositi e Prestiti Fabio Gallia e del Presidente diIsmeaEnrico Corali.

Si tratta del primo esperimento in assoluto nel quale sono coinvolte le Amministrazioni regionali, gli Enti nazionali e le istituzioni finanziarie europee. Nel dettaglio, l'accordo prevede la costruzione di un portafoglio multiregionale di garanzie, per proteggere prestiti destinati a finanziare gli investimenti connessi ai Programmi di Sviluppo Rurale.
Lo scopo del progetto è utilizzare meglio il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) per sostenere, attraverso strumenti di garanzia, le scelte delle piccole e medie imprese che operano nel settore della produzione, trasformazione e distribuzione di prodotti agricoli.
L'impegno finanziario previsto è di 165 milioni di euro da parte del Fondo Europeo per gli Investimenti, 150 milioni di euro da Cassa Depositi e Prestiti e 150 milioni di euro dalla Banca Europea per gli Investimenti.

465 milioni complessivi, ai quali si aggiungono 20 milioni diIsmea, che in base alle stime, potranno mobilitare circa un miliardo di euro di investimenti in agricoltura e agroindustria nei prossimi anni. 
Nel corso della presentazione è stato firmato l'accordo quadro con le prime 8 regioni aderenti all'iniziativa: Piemonte, Toscana, Umbria, Campania, Puglia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Calabria.
Ministro Martina 2"Ancora una volta - ha dichiarato il Ministro Martina - l'Italia si mette alla testa di una sperimentazione utile per le imprese agricole. L'obiettivo è quello di stimolare e rendere più semplice l'utilizzo dei fondi di sviluppo rurale. Con l'impegno della Bei, del Fei e delle nostreIsmeae Cassa depositi e prestiti realizziamo un'operazione che non ha precedenti. Le Regioni capofila potranno così essere un vero laboratorio di un'Europa che da' risposte concrete alle sue imprese e ai cittadini".

Agevolazioni per l'insediamento di giovani in agricoltura: Bando 2017

Informativa a cura di PMI International

logo L 800 1Sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana V Serie Speciale n.36 del 27 marzo 2017 è stato pubblicato l'avviso di Bando per l'insediamento di giovani in agricoltura in versione integrale.

Le domande di partecipazione potranno essere presentate mediante lo sportello telematico a partire dalle ore 12:00 del giorno 28 marzo 2017 fino alle ore 12:00 del giorno 12 maggio 2017.

Scarica le istruzioni per la compilazione della domanda.

Per saperne di più vai a:
Bando per l'insediamento di giovani in agricoltura

Criteri per l'attuazione del regime di aiuto

Regolamento attuativo

Allegati:
FileDescrizioneDimensione del FileDownloads
Scarica questo file (Criteri Insediamento Ismea_2017.pdf)Criteri 1902 kB127
Scarica questo file (Informazioni presentazione domanda SA 40395 (1).pdf)Informazioni domanda 407 kB142
Scarica questo file (Regolamento__Attuativo.pdf)Il Regolamento 89 kB118
Scarica questo file (Testo_Bando_versione_24_03_2017_.pdf)Il Bando 578 kB119

Pmi, fondi per l’accesso al credito

AdA - fonte Sole24Ore 40/17 M.A.C.

 

cosmeMarzo 2017 - La Commissione europea ha pubblicato il programma di lavoro per il 2017 di «Cosme», lo strumento mirato a stimolare la competitività delle Pmi, a cui destina un bilancio complessivo di 292 milioni di euro. Di questi, il 60% sarà allocato sugli strumenti finanziari e circa il 20% alle attività che promuovono l’accesso ai mercati per le imprese.

Obiettivi di Cosme per il 2017 sono facilitare l’accesso delle Pmi ai finanziamenti sotto forma di capitale proprio o di debito (tre iniziative per un budget di circa 174 milioni di euro), favorire l’accesso ai mercati in particolare all’interno dell’Ue ma anche a livello globale (nove iniziative per circa 71 milioni), migliorare le condizioni quadro per la competitività e la sostenibilità delle imprese, in particolare le Pmi (11 azioni per 32 milioni), promuovere l’imprenditorialità e la cultura imprenditoriale (tre azioni per 11 milioni).

Fanno parte del programma Cosme - e quindi continueranno ad essere finanziate - alcune iniziative di successo già in atto, come il Centro per la cooperazione industriale Ue – Giappone e il co-finanziamento della «Rete Enterprise Europe» (Een). Con oltre 600 uffici in Europa e nel mondo, Een ha ottenuto risultati tangibili concentrandosi sullapromozione dell’internazionalizzazione delle Pmi, nel mercato interno e al di fuori di esso.

Anche nel 2017 sarà operativa l’iniziativa «Erasmus per giovani imprenditori» un sistema di scambio transfrontaliero per aiutare i nuovi imprenditori - e quelli che vorrebbero diventarlo - ad acquisire le competenze necessarie per gestire ed espandere un’impresa. Il programma offre loro l’opportunità di recarsi in un altro Paese, per un periodo da uno a sei mesi, per lavorare accanto ad un imprenditore esperto. Questo tipo di scambio accresce il know-how e incoraggia il trasferimento transfrontaliero di saperi ed esperienze tra imprenditori.

Il programma di lavoro contiene poi una descrizione dettagliata delle azioni che verranno finanziate, l’indicazione degli importi assegnati a ciascuna azione e un calendario indicativo della pubblicazione degli inviti o dei bandi, nonché l’indicazione degli indicatori che verranno utilizzati per controllare l’efficacia in termini di risultati e realizzazione degli obiettivi fissati.

Sono due gli strumenti finanziari previsti da Cosme per facilitare l’accesso ai finanziamenti delle Pmi orientate alla crescita con circa il 60% del budget complessivo 2017. Il primo è lo strumento di capitale proprio per la crescita (Efg), che si concentra su fondi che forniscono capitale di rischio e finanziamenti mezzanini, come iprestiti subordinati e i prestiti partecipativi, a imprese in fase di crescita ed espansione, in particolare quelle operanti a livello transfrontaliero: si avrà la possibilità di investire in nuove imprese nella prima fase di sviluppo, insieme allo strumento di capitale proprio operativo nel quadro del programma «Horizon 2020». Lo strumento dovrebbe aiutare fino a 560 Pmi a ricevere tali investimenti, per un volume investito complessivo compreso tra i 2,6 e i 4 miliardi di euro.

Il secondo è lo strumento di garanzia dei prestiti (Lgf) che fornirà invece: controgaranzie e altri accordi di condivisione dei rischi per i sistemi di garanzia; garanzie dirette e altri accordi di condivisione dei rischi per altri intermediari finanziari che soddisfano i criteri di ammissibilità. L’Lgf consta di due azioni: la prima azione (finanziamento mediante prestiti o leasing, inclusi il prestito subordinato e il prestito partecipativo) riduce le particolari difficoltà che le Pmi incontrano nell’ottenere crediti, perché gli investimenti sono percepiti più rischiosi o perché le imprese non dispongono di garanzie sufficienti; la seconda azione (cartolarizzazione di portafogli di crediti concessi a Pmi) mobilita risorse supplementari per il finanziamento delle Pmi mediante il prestito, nel quadro di adeguati accordi di condivisione del rischio con le istituzioni in questione.

Si prevede che Cosme consentirà ad un numero di imprese compreso tra 220mila e 330mila di ottenere finanziamenti per un totale compreso tra i 14 e i 21 miliardi di euro. Sono in corso i lanci dei bandi per l’identificazione degli istituti intermediari (banche, istituti di credito, ecc.) che si occuperanno di erogare – nei vari Stati membri – tali strumenti finanziari.

Brexit al via: Cosa cambia

La Gran Bretagna avvia la Brexit, due anni per trattare nuovi rapporti con la UE: scenari per imprese e lavoro e reazione dei mercati.

BrexitBarbara Weisz - da PMI.it - E’ ufficiale: la Gran Bretagna ha avviato la Brexit ma finchè il processo che porterà la Gran Bretagna fuori dall’Unione Europea non sarà ultimato – entro due anni, come previsto dall’articolo 50 del Trattato Europeo - per i lavoratori italiani nel Regno Unito non dovrebbe cambiare nulla. Sul dopo, invece, le incognite non mancano. Così come non ci sono certezze per le imprese: tutto dipenderà da come si compierà il processo, in gioco ci sono regimi di tassazione e regole di mercato diverse rispetto a oggi.

Si tratta della prima volta che un paese esce dall’Unione Europea. E in più esiste la possibilità che non riguardi l’intero Regno Unito, perché la Scozia (che al referendum Brexit aveva votato per restare in Europa) annuncia un nuovo referendum sull’uscita dalla Gran Bretagna così da restare nella UE.

Mercati - mercati per il momento stanno a guardare: non si registrano particolare reazioni degli indici delle Borse internazionali, l’impatto maggior a livello finanziario si concentra sulla Sterlina, ai minimi da otto settimane. L’ipotesi di hard Brexit, che vede Londra irrigidirsi e non trovare accordi di partenariato con Bruxelles, potrebbe comportare il ripristino delle regole del WTO (Organizzazione mondiale del commercio), con nuovi dazi. La Gran Bretagna potrebbe però firmare accordi commerciali che di fatto non limitino eccessivamente la libera circolazione delle merciStesso discorso per la libera circolazione delle persone, che può diventare oggetto di accordo con la UE oppure rendere necessari nuovi adempimenti per i lavoratori europei, Italiani compresi, ai quale servirebbe un permesso di lavoro in Gran Bretagna.

Lavoro - Secondo quanto dichiara , a Repubblica Pasquale Terracciano, ambasciatore d’Italia a Londra, quale che sia l’esito della trattative, i lavoratori italiani che sono già residenti in Gran Bretagna avranno diritto a un permesso di soggiorno illimitato, una specie di Green Card americana. L’impatto maggiore della Brexit, sul fronte occupazionale, sarà sul futuro: per i giovani Londra non sarà più una capitale europea dove trasferirsi in cerca di prospettive, e in generale un trasferimento per lavoro viene sottoposto a regole più rigide

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  • Piccole e medie imprese

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