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Festival popolare di poesia “militante” per riscoprire Montemiletto

Il 22 e 23 giugno prima edizione dell’'iniziativa organizzata dalla casa editrice ‘round midnight edizioni” in cooperazione con le varie realtà del territorio. La riscoperta del borgo medievale.

Montemiletto Porta restaurataN.R. - 29 Maggio 2019 - A Montemiletto il 22 e 23 giugno prossimi si tiene la prima edizione del Festival di “poesia militante”, alla scoperta del borgo medievale di Montemiletto.

L’idea alla base della manifestazione culturale, organizzata dalla casa editrice ‘Round midnight edizioni in cooperazione con le varie realtà del territorio: Pro Loco, Oratorio, Irpinia Trekking, Ludovico Van, Comune di Montemiletto, è quella di unire la valorizzazione di un luogo ricco di storia, come il borgo irpino, e la passione per la poesia popolare, intesa come campo di lotta. La poesia militante, che dà nome al festival, è anche un gioco di parole con Mons Militum, l’antico nome romano del borgo.

castello della leonessa montemilettoCosì Rocco Scotellaro:” Il paese è vuoto e se alzi gli occhi, l’aria ti prende, hai voglia di goderla, di riempirla di te, quella ti prende nelle braccia sue e si sentono le nenie che hai già sentito, esclamano le stesse vacche da Serra del Cedro, ritornano i giorni passati con fatti che successero e le tinte di allora, i luoghi, la vigna.”

Per info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Montefredane: Le foto della Grande Guerra della collezione Dentice Pantaleone in mostra al castello Caracciolo

Montefredane Castello Caracciolo 817x404 c272 foto sulla Prima Guerra Mondiale costituiscono una parte della collezione-archivio di enorme valore documentale e storico, raccolta in circa 25 anni.

N.R. - 22.05.2019 - Venerdì 24 Maggio 2019 alle ore 10,00 la Pro Loco di Montefredane, in collaborazione con la Piccola Cometa e dell’IC Don Lorenzo Milani di Manocalzati, con il patrocinio culturale del Comune di Montefredane e della FIDCA, ricorderanno la data di inizio della Grande Guerra con la mostra delle 272 foto sulla Prima Guerra Mondiale della collezione Dentice Pantaleone e dello straordinario racconto personale tratto dalle pagine del diario del Mag. Guglielmo Sabelli, ufficiale del Tribunale Militare del Regio Esercito Italiano.

Locandina di MontefredaneLe foto già esposte per la prima volta alla festa dei libri e dei fumetti di Avella, ritenute da molti un documento storico inedito e prezioso, saranno visibili nel castello Caracciolo di Montefredane solo per un giorno.

Dentice Pantaleone, imprenditore del settore ambientale, in circa 25 anni, grazie alla sua passione per il collezionismo, ha formato un museo – archivio di enorme valore documentale e storico e questa mostra ne è solo una piccola parte.

maritati intervista dentice pantaleoneRecentemente intervistato da Gianni Maritati della redazione cultura di RAI 1 ha parlato del suo museo e della sua passione per il collezionismo, sottolineando che :” Rendere fruibile a tutti questi documenti e in particolar modo agli studenti sono uno strumento di conoscenza per non ricadere in errori e orrori che hanno segnato le sorti della nostra nazione e del mondo intero.”

Per l’occasione sarà donato agli studenti ed ai presenti il volumetto che contiene le foto e anche il racconto tratto dalle pagine del diario personale del Mag. Guglielmo Sabelli, pagine che non leggeremo mai nei libri di storia ufficiali.

Baiano: I “silenzi” sull’Eremo di Gesù e Maria

Dopo i lavori ed il ripristino funzionale della chiesa con la presenza di Suor Maria Costanza Crisafulli, l’avvocato Emanuele Litto del gruppo di minoranza consiliare “Io ci credo” al Comune di Baiano lancia l’appello alle istituzioni affinché concordino scelte condivise per garantirne la tutela.

eremo2 1024x675GianniAmodeo - 03\05\ 19 - Permane la chiusura dell’Eremo di Gesù e Maria, la cui custodia è esercitata, come si sa, dalla Curia diocesana di Nola, in virtù dell’affidamento in comodato d’uso a titolo gratuito per la durata di 99 anni, conferitole dall’amministrazione comunale, quando fu inaugurato il seicentesco monumentale complesso, sottoposto ad un qualificato intervento di restauro conservativo e ripristino funzionale. Un intervento, fatto realizzare dall’ Ente di corso Garibaldi, su progettazione dell’ufficio tecnico municipale ed eseguito con personale specializzato, coordinato dalla Soprintendenza ai beni artistici, architettonici e archeologici di Avellino. Un programma di lavori attuato in economia, va ricordato, con l’investimento di 150 mila euro, ch’è valso a restituire alla cittadinanza l’unico e significativo bene di valenza culturale ed architettonica che ne simboleggia la storia civile e religiosa locale.

4 PICT0262 1024x683Un simbolo, che, però, per oltre mezzo secolo è restato abbandonato a se stesso, vandalizzato e ridotto a rudere nella colpevole indifferenza generale, sia della comunità che delle amministrazioni susseguitesi nel Palazzo municipale, fino a diventare, estremo oltraggio, un comodo e indisturbato “rifugio” di tossicodipendenti e dei loro “traffici” in combinazione con “spacciatori” di varie risme. Senza dire della pesante ed estesa piattaforma cementizia fatta realizzare, negli anni del post terremoto dell’80, quasi a ridosso del monumentale complesso, condizionandone la staticità, mentre era sempre più … triste ed avvilita ombra di se stesso. 2 PICT0260 1 683x1024La piattaforma era destinata alla pratica del tennis e, forse, ad altro … ancora. E fu particolarmente impegnativa e laboriosa la sua rimozione per il ripristino dello stato dei luoghi, a metà degli anni ‘90. Era l’oggettiva condizione propedeutica all’attuazione del programma di restauro dell’Eremo e dell’intera area di pertinenza.

5 PICT0263 1024x683A raccontare lo stato di fatiscenza e d’incuria, in cui era stato ridotto l’Eremo è il report fotografico, realizzato nel 1983 dall’architetto Angelo Piciullo, attento e sensibile all’importanza della tutela delle testimonianze di interesse architettonico come dell’edilizia minore, in cui sono visibili le impronte della storia del territorio.

Nel report sono ancora visibili gli archi e i portali a tutto sesto, oltre che qualcuna delle artistiche grate ferrate a protezione di ambienti e il caratteristico campanile; archi, portali e grate che,  quando fu attivato il cantiere dei lavori sul finire degli anni ’90, avevano già preso il … volo per planare quali elementi di arredo e … abbellimento in  ville e palazzoni -con annessi giardini- di 6 PICT0366 1024x683“estetizzanti” neo-arricchiti proprio sulle scie dei favolosi anni del dopo-terremoto dell’80 con la nota e facile dissipazione di denaro pubblico destinato alla … ricostruzione abitativa e allo sviluppo. Il documento parla da solo e, per contrasto, parlano da sole le immagini dell’Eremo ritrovato e restituito al patrimonio culturale della comunità cittadina e al patrimonio della Municipalità.

7 PICT0367 1024x683Un contrasto che si staglia ben chiaro nella pubblicazione del report sull’ ieri dell’Eremo scempiato e delle immagini dell’oggi. E il passato dell’abbandono, perdurando l’assenza di decisioni sul “che fare”, rischia di sopraffare il presente, se non si adottano misure adeguate, per garantire non solo la vigilanza costante dell’Eremo, con un congruo sistema di video-sorveglianza elettronica, ma anche la necessaria manutenzione ordinaria dell’Eremo e dell’area estesa alcuni ettari che fanno parte del patrimonio comunale.

Emanuele LittoLa situazione di stallo in atto - dice l’avvocato Emanuele Litto del gruppo di minoranza consiliare “Io ci credo” - non è più sostenibile e non può protrarsi ulteriormente. E’ necessario che l’amministrazione comunale e la Curia diocesana concordino scelte condivise, per garantire la tutela dell’Eremo e i valori che rappresenta. Risulta che l’una e l’altra siano disponibili a trovare una soluzione concorde e che, in particolare, la Curia affiderebbe l’Eremo ad un ordine monastico di suore. Se così stanno le cose, l’auspicio è che si accelerino i tempi e che l’Eremo sia riaperto ai fedeli e ai cittadini, anche se in questa fase vanno assunte tutte le decisioni e cautele necessarie per tutelarlo, a cominciare dall’installazione dell’impianto di video-sorveglianza sull’intera area del complesso monumentale e sacro”.

Baiano / Viaggio nella Costituzione: Il teologo Franco Iannone e Franco Manganelli a confronto sulla libertà religiosa

Intervengono sugli Art. 7 e 8 don Franco Iannone ed il prof. Franco Manganelli.

LIncontroN.R. - 20\05\19 - I riflettori della “stazione” di turno dedicata al Viaggio nella Costituzione - nell’ambito delle iniziative del Circolo socio-culturale LIncontro - sono puntati sull’itinerario che conduce dalla religione cattolica quale religione di Stato al pluralismo e alla libertà delle confessioni religiose.

Don Franco Iannone e Lina Sastri 4I contenuti e caratteri dell’art. 7 e dell’art. 8 saranno focalizzati da don Franco Iannone, parroco di Quadrelle, direttore dell’Istituto superiore di Scienze religiose “Duns Scoto” della Diocesi di Nola e docente della Facoltà di Teologia dell’Italia meridionale di Napoli, e dal prof. Franco Manganelli, cultore di Sociologia e saggista, analista delle tematiche religiose e già parlamentare. Un tracciato, per rivisitare la ricezione nel dettato costituzionale dei Patti Lateranensi del 1929, con cui si poneva fine alla Questione romana e si riconosceva  la religione cattolica religione di Stato rispetto a tutti gli altri culti ammessi; un ricezione, a sua volta, integrata e ampliata dall’art. 8 nella visione laica della democrazia compiuta ed incentrato sul pluralismo e sulla libertà di professione delle religioni, che non contrastino con Manganellil’ordinamento giuridico dello Stato repubblicano. Una rivisitazione, in cui si colloca l’aggiornamento dei Patti Lateranensi con l’Accordo di Villa Madama del 18 febbraio del 1984, più rispondente ai principi della Costituzione e del Concilio Vaticano II sulla scia delle visione ecumenica di Giovanni XXIII; principi che affermano il diritto della libertà religiosa quale ancoraggio per la promozione della persona umana e del bene comune. E’ l’Accordo che rimodula e ri-disegna i Patti Lateranensi e fu sottoscritto per l’Italia dal presidente del Consiglio, pro tempore, Bettino Craxi, e per il Vaticano dal segretario di Stato, il cardinale Casiroli.

L’appuntamento è in agenda, a Baiano, domani - martedì 21 maggio alle ore 19,30 - nei locali de “ LIncontro ”in via Luigi Napolitano.

Baiano: All’”Incontro”, Forum con Gianfranco Nappi su Migranti, Costituzione e Letteratura

Enea e i Troiani, i migranti del mito e i migranti reali dell’Africa – La nobiltà politica del discorso di Didone e il nostro tempo. Fotoservizio di Francesco Barlotti.

Nappi 1Gianni Amodeo - 09.04.2019 - Mito e realtà, nello scenario del Mediterraneo, l’ondivaga distesa d’acqua che da sempre vive e si anima dei multiformi e mutevoli intrecci fatti lievitare da storie e culture di popoli diversi, connettendo, al contempo, le terre d’ Europa, dell’Africa del Nord e dell’Asia occidentale, per infilarsi nell’Atlantico con le rotte che fanno approdare in America. Ed è il Mediterraneo che per i romani delle quadrate legioni e delle spavalde flotte di guerra identificava il Mare nostrum, simbolo e testimonial di egemonia e sovranità massima coincise con l’avvento del principato di Cesare Ottaviano Augusto, mentre per i turchi altro non è che il Mare Mare Nostrumbianco, per gli ebrei il Mare grande e per gli arabi il Mare romano, nel segno di quella variabilità onomastica ch’è specchio della relatività delle poliedriche sfaccettature, con cui si riveste, e si legge, il divenire della storia umana, delle comunità e dei territori, nelle perenni oscillazioni tra le rapide fasi di fastosa ed esaltante ascesa e le repentine fasi di malinconico e annichilente declino.

Il mito e la realtà sulle vie del Mediterraneo hanno fatto da chiave introduttiva del Forum, svoltosi nei locali del Circolo “L’Incontro” ed incentrato sulle complesse e drammatiche problematiche delle migrazioni dei nostri giorni, analizzate, lette e viste alla luce dell’art.10 della Costituzione e della Dichiarazione universale dei diritti umani, squadernandone le risposte di solidarietà e di integrazione umanitaria che prospettano sui versanti della mare nostrum marina lampedusa migranti5cultura e dell’etica dell’inclusione attiva; Forum animato dall’on. le Gianfranco Nappi – sinceri e schietti auguri per il sessantesimo compleanno - già parlamentare per tre legislature in rappresentanza prima del Pci e poi di Democrazia proletaria e Rifondazione comunista, nonché assessore all’agricoltura della RegioneCampania nella Giunta presieduta dall’on.le Antonio Bassolino nel quinquennio 2005\2010, saggista e attualmente impegnato nella realizzazione dell’importante progetto editoriale che si lega alla rivista bimestrale, autentico e interessante laboratorio di pensieri di libertà, che s’intitola Infiniti Mondi, evocando le idealità e il pensiero di Giordano Bruno.

migranti 860x450 cEnea e i Troiani in fuga da Ilio, città dell’Asia minore, ormai logorata e esausta per il lungo assedio patito per opera degli Achei e distrutta dall’incendio, frutto dello stratagemma di Ulisse, altro non sono che i precursori dei migranti in carne e ossa che fuggono, oggi, dalle ingrate terre dell’Africa subsahariana, guardando all’ Europa comunitaria, Terra di speranza e di nuova vita degna di essere vissuta, con primo approdo l’Italia, l’ Esperia dei tempi lontani. Il racconto di leggenda che vive nell’Eneide della sublime poesia di Virgilio, con un salto di due mila anni, si riverbera e traspone nelle cronache di radio, televisive e giornali che si rincorrono nell’attualità, seguendo i viaggio eneaprecari e insicuri “barconi” pieni di aneliti umani sulle rotte del Mediterraneo, con scene di infinita tristezza e anche tragedie di morte di umanità svilita e negata, a fronte di egoismi e di chiusure particolaristiche proprio dell’ Europa comunitaria, l’agognata Terra di speranza; egoismi e chiusure particolaristiche che denotano l’inadeguatezza di organiche e condivise politiche di accoglienza inclusiva dei flussi migratori, che costituiscono una vera e propria crisi umanitaria destinata ad acuirsi e a propagarsi, se non si attuano scelte di reale e diffusa solidarietà nel quadro concreta e sostanziale della cooperazione internazionale.

mare nostrumSono le scelte che si ritrovano, nella loro essenzialità, nel discorso di alta nobiltà politica e sano pragmatismo sociale che Virgilio fa pronunciare a Didone, regina di Cartagine in terra di Libia; discorso, con il quale assicura ai troiani, che invocano aiuto e soccorso, dignità di vita e parità integrale con i cartaginesi. E’ il discorso che rappresenta l’umana e generosa risposta alle oneste parole del saggio Ilioneo.Noi siamo troiani portati in tutti i mari dai venti\ Non siamo venuti a saccheggiare con l’arma i penati \ libici, o portare sui lidi le prede rubate;\ il cuore non (ha) quella forza i vinti così tanta superbia …..” Sono parole, quelle di Ilioneo, che plasticamente costituiscono l’identikit dei migranti dei nostri giorni, che inermi e indifesi, deboli e affamati, non possono recare offesa alcuna né immaginarla o pensarla. Vogliono solo vivere, naufragiocon il lavoro; e spesso, invece, si ritrovano, per l’assenza applicativa di leggi che pure esistono, sfruttati nei campi di raccolta di ortaggi e frutta nelle terre di Sicilia, Calabria, Puglia e Campania, facendo arricchire imprenditori inumani e disonesti, grazie all’uso della violenza dei “caporali” del malaffare.

La civiltà del discorso di Didone, che ben conosceva la condizione di profuga dal Libano, avendo dovuto abbandonare il regno di Tiro, reso ormai inospitale dalla presenza del superbo fratello Pigmalione che le aveva fatto uccidere il marito Sicheo, è la civiltà umanitaria - sottolineava Gianfranco Nappi – che si legge nell’art.10 della Costituzione, testimonianza della sensibilità e 2 P Narcisse GuérinEnearaccontadei forti valori culturali ed etici dei “Padri costituenti”; sensibilità e valori ravvivati dagli orizzonti dei saperi e delle conoscenze di cui erano portatori.

Importanti i riferimenti agli ideali umanitari di Seneca e all’operosa carità di Francesco d’Assisi –in antitesi a tutte le forme di temporalismo ecclesiastico- la cui lezione si ritrova nell’azione di Papa Francesco per il “ritorno al principio” ancorato alla pratica dei valori del Vangelo; erano riferimenti arricchiti dalle riflessioni sulla significativa produzione saggistica di Raniero La Valle orientata sull’attualizzazione Latino accoglie Eneadella visione spirituale e di fervida moralità testimoniate dall’ Assisiate. Utili e incisivi gli spunti di analisi che Nappi riservava alle contraddizioni e alle negatività della globalizzazione e internazionalizzazione dei mercati, della finanziarizzazione dell’economia, delle crescenti diseguaglianze sociali e dei cambiamenti climatici; uno scenario, quello che caratterizza il XXI secolo, che suscita inquietudini e che richiede una diversa configurazione del sistemamondo per una società più umana e giusta.