NOLA: IL RACCONTO DELL’ACQUA PRINCIPIO DI VITA E L’ITINERARIO DI SAN PAOLINO

Progetto elaborato e tradotto in plastica efficacia narrativa in virtù dell’appassionato impegno  della comunità studentesca dell’Istituto tecnico-commerciale e per geometri “Masullo-Theti. L’operazione culturale resa possibile dalla preziosa sinergia con la consulenza fornita dal personale della Biblioteca diocesana, diretta da don Giovanni Santaniello, e promossa dal sostegno delle famiglie Ruggiero, Sodano e ianoFotoservizio di Mira Bifulco

Acqua 1 Gianni Amodeo - 05\06\18 -  Un’ideazione immaginata e concepita con intensa e profonda originalità di prospettiva, per dare anima e vigore spirituale ad un progetto articolato  sia nelle valenze socio-culturali e storico-religiose, sia nelle proiezioni di significato etico e civile sullo schermo dell’attualità del nostro tempo super-tecnologico e della digitalizzazione informatica, seguendo le tracce del cammino di  Paolino di Bourdeaux, venerato Patrono di Nola insieme con San Felice vescovo e martire. Un progetto, elaborato e tradotto in plastica efficacia narrativa,in virtù dell’appassionato impegno  della comunità studentesca dell’Istituto tecnico-commerciale e per geometri “Masullo-Theti” e che ha già vissuto la sua prima fase, con la straordinaria e indimenticata performance teatrale e musical-canora, proposta nell’ Auditorium del Seminario vescovile, a gennaio scorso, per riscoprire il rapporto di San Paolino  con la città, il territorio e la tradizione della Festa dei Gigli. Una riscoperta, fatta con il rigore della ricerca documentale, attingendo alla copiosa e variegata bibliografia, al cui centro sono gli albori della cristianità nelle terre del Sud  e l’ autore dei Carmi, e trascritta nei testi dalla professoressa Fortuna Dubbioso, docente di Scienze giuridiche, in collaborazione con la professoressa Susy Barone, docente di Materie letterarie, che coniugano il lavoro didattico e formativo con l’attiva presenza nel sociale e la dedizione alle “Humanae  litterae”.

Acqua 2E’ l’operazione culturale - resa possibile dalla preziosa sinergia con la consulenza fornita dal personale della Biblioteca diocesana, diretta da don Giovanni Santaniello, e promossa dal sostegno delle famiglie Ruggiero, Sodano e Siano, Maestri di Festa per l’allestimento del Giglio del Panettiere edizione 2018,  che ha vissuto  la fase conclusiva con l’ Itinerario di San Paolino, attraverso il racconto dell’acqua delle sei Fontane storiche del perimetro del centro antico della città, alimentate in larga parte  dall’acquedotto del Serino  e dislocate nelle vicinanze di luoghi sacri e di devozione religiosa. Sono le Fontane, che, nel quadro dell’operazione, sono state restituite alla città nella piena funzionalità dei sistemi idrici dopo anni di deplorevole abbandono, recuperandone la memoria, e il ruolo, di quell’utilità sociale e di aggregazione civile che hanno esercitato fino agli anni del secondo dopo-guerra mondiale, quando i servizi idrici domestici erano appannaggio di pochi ceti abbienti, e grazie al piano di ampliamento e potenziamento della rete pubblica degli acquedotti, con le imponenti opere della Cassa del Mezzogiorno realizzate soprattutto nelle regioni del Sud  tra gli anni  ’50 e ’60 del secolo scorso.

Leo Nolanus piantina di Nola disegnata nel 1514L’Itinerario  prende avvio dalla Fontana di Santa Maria La Nova, in prossimità del Museo storico-archeologico dell’area nolana, e tocca le Fontane della Chiesa di San Raffaele, dell’ex-Salvatore, a piazzetta Calabrese, di piazza Marco Clodio Marcello, della Chiesa del Carmine e del monumentale complesso di Santa Chiara. Un Itinerario che celebra l’ acqua, quale linfa essenziale e primordiale di vita di tutte le specie dell’universo animale e vegetale  e quale principio sacrale di religiosità purificatrice identificato con il rito battesimale della trascendenza della visione cristiana dell’esistenza. Ed è l’ acqua  che anima ed ispira significativi Carmi della  produzione poetica di San Paolino, le cui Lettere costituiscono, a loro volta, lo specchio dei turbinosi tempi che fanno da matrice  delle origini della cristianità in Occidente.

                        I QUADRI TEMATICI E L’ESEMPLARITA’ DI SAN PAOLINO

                         LA PERFORMANCE NARRANTE DEI GIOVANI-CICERONI

Acqua 1 bis Introdotto dalla prof.essa Anna Maria Silvestro, dirigente del “Masullo-Theti” e presentato con rapidi ed incisivi squarci di analisi nella Chiesa-Agorà dei Santi Apostoli dalla prof.essa Fortuna Dubbioso,e con la partecipazione dei vescovi Francesco Marino e Beniamino Depalma, del Rettore del Seminario, don Gennaro Romano e di don Giovanni Santaniello; una presentazione puntuale ed efficace, a cui seguiva il percorso dell’Itinerario con i ampi quadri tematici, corrispondenti alle tappe delle sei Fontane ed illustrati dai giovani-Ciceroni dell’Istituto di via Mario De Sena. Sono i quadri di cristallina scrittura  che permettono di rivisitare e conoscere di Paolino di Bourdeaux  non solo l’ Anima e l’ Uomo, ma anche la dimensione del Cittadino, nel segno di quei valori e costumi di vita che incarnò nelle opere e nel pensiero. Valori e costumi che si rapportano al primato del bene comune, alla carità, alla fede, all’amicizia, all’umiltà e al servizio verso i poveri. Una performance interpretativa davvero di alto profilo espressivo, con cui i giovani-Ciceroni – attesi tra qualche settimana dagli impegnativi Esami di Maturità - hanno ricomposto non solo l’intera vicenda storica ed esistenziale del Santo della povertà evangelica, ma hanno anche incontrato aspetti peculiari dell’identità culturale della città e del territorio, recependone il senso. E il coinvolgimento del folto e attento pubblico che ha vissuto la loro performance, è la conferma del consenso per un’eccellente e qualificato momento di vita culturale, che impreziosisce il Giugno nolano in corso con il suo ricco “cartellone” di manifestazioni ed iniziative d’arte e  varia umanità. 

Acqua 1 Copia 2E’ un progetto di sicura rilevanza culturale e sociale- spiega la prof.essa Susy Barone - quello su cui abbiamo profuso passione ed entusiasmo, facendo, come si suole dire, squadra nel pieno coinvolgimento partecipativo della comunità scolastica e dei docenti. Inserito nell’ambito delle finalità dell’alternanza Scuola-Lavoro, il progetto è stato vissuto e attuato in funzione della conoscenza storica del territorio e delle figure che meglio lo rappresentano, com’è la testimonianza di vita di San Paolino, ma anche per attualizzarne i valori praticati e additarne l’esemplarità civica. Tutto ciò che l’ Itinerario rappresenta e costituisce come modulo sociale e culturale è patrimonio del “Masullo-Theti” ed è a disposizione della città”.

Ed ecco la schiera dei giovani-Ciceroni, meritevoli di menzione speciale. Lorenzo Valente, Francesco Lombardi, Filippo Vecchione, Pietro Palma,Leandro Occhipinti, Pietro Ferrara, Bruno Fusco, Miriam Fasulo, Anna Cozzolino, Pasquale Maione, Gioacchino Lombardi, Sabatino Perna, Carmen Balbi, Maria Buonocore, Alex Rigoli, Ilaria Cavezza, Nello Nappi e Giovanni Ursillo. E’ la schiera, di cui è parte integrante Cristina Russo, limpida espressione del bel canto, con l’interpretazione dell’ Inno a San Paolino per l’ouverture dell’ Itinerario e dell’ Ave Maria per il sigillo finale. Un’impronta di gran classe, quale migliore non poteva esserci per dare compiutezza alla bella e impegnativa manifestazione.   

Termina “Taurasi Vendemmia”: sabato 26 il gran finale con “Lo pastiero” di Sant’Angelo all’Esca

Si  chiude il cartellone di eventi con la valorizzazione di un’altra eccellenza della Media Valle del Calore.

logo taurasi vendemmia 2C.S. - 25.05.2018 - Taurasi Vendemmia”, promosso dai Comuni di Taurasi (capofila) e di Sant’Angelo all’Esca e finanziato dalla Regione Campania, nell’ambito del POC 2014-2020 (linea strategica 2.4 “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura”), si chiude sabato 26 maggio con una tradizione di Sant’Angelo all’Esca che ha conquistato visitatori e appassionati: il pastiero, piatto tipico della cucina locale, cotto in un enorme ruoto di rame, con la brace di un gigantesco falò, allestito di buon mattino. E’un rustico fatto con duemila uova, quaranta chili di pasta, cinquanta chili di formaggio, che va in cottura già dal mattino nella piazza centrale del paese.

Lo pastieroIl programma della giornata prevede, infatti, già dalle ore 7.00, l’avvio della preparazione de “lo pastiero” con l’allestimento e l’accensione del falò. Alle ore 12.00 l’allestimento del ruoto di rame per il pastiero e, alle ore 20.00, l’atteso taglio e distribuzione del pastiero con degustazioni e il concerto di Voci del Sud.

Protagonista dell’iniziativa,dunque, è la tradizione de “lo pastiero”, che rimanda al periodo post terremoto, in un tempo di tristezza in cui non era facile trovare una motivazione per guardare con fiducia al futuro. Fu allora, nel 1983, che alcuni giovani del paese diedero vita a questa manifestazione, per riportare la popolazione in piazza e creare, di nuovo, condivisione.

La tradizione, ormai consolidata e attesa, è giunta alla 35esima edizione; rievoca una sana civiltà contadina che, intorno al fuoco, condivide il desco e un bicchiere di corposo di aglianico, il tutto allietato da musica popolare. Si tratta, in definitiva, di un evento molto apprezzato e molto noto, che richiama visitatori da tutta la Campania.

Attilio Iannuzzo 669MjYfL 400x400«Il pastiero - dichiara il sindaco di Sant’Angelo all’Esca, Attilio Iannuzzo - rappresenta un pezzo del patrimonio identitario della nostra comunità. È una tradizione tutto sommato recente ma perché legata alla tragedia del terremoto dell’80, e ha subito trovato uno spazio d’elezione nella nostra memoria collettiva. Oggi può diventare anche altro, può essere strumento di promozione territoriale. Questa è una edizione straordinaria, una versione primaverile, perché il pastiero, in realtà ha una data fissa, il 29 dicembre e si ripropone ora, nell’ ambito del progetto “Taurasi Vendemmia”, che ci dà la possibilità di far riaffiorare e rivivere le nostre tradizioni».

AVELLA: CELEBRATO IL PRIMO MATRIMONIO CIVILE TRA CITTADINI STRANIERI

Un avvenimento storico che va sicuramente registrato.

matrimonio ucraino 1024x574N. R. – 15.04.2018 - Lo scorso 20 marzo 2018, alle ore 16.30, si è celebrato, nella Sala Alvarez de Toledo del Palazzo Baronale di Avella, il primo matrimonio tra due cittadini stranieri residenti nella cittadina della Bassa Irpinia.

matrimonio ucraino 3 1024x768Gli sposi Pyatkivskyy Volodymyr e Fialkovska Liudmyla, con l’abito tipico della tradizione ucraina, alla presenza del sindaco, avv. Domenico Biancardi, e dell’ufficiale dello Stato Civile, Carmine Pedalino, hanno contratto matrimonio civile, pronunciando  il classico sì.

Presenti alla cerimonia i coniugi avellani Vincenzo Pecchia e consorte sig.ra Lina Fusco

NAPOLI / UNIVERSITA’ “FEDERICO II”SI E’ DISCUSSO DI “GIORNALISMO E SAPERI STORICI”

Presso l'Università di Napoli Federico II di Napoli, il 10 maggio 2018, si è tenuto un convegno che ha analizzato la figura dello storico e del giornalista: “Giornalismo e saperi storici.

aldo moroGiu. D’Ava. - 15.05.2018 - Ancora un interessante appuntamento del calendario del corso di formazione, organizzato dall’Ordine dei Giornalisti. Ai lavori, moderati da Alessandro Sansoni, consigliere Nazionale dell'Ordine, sono intervenuti: Roberto Delle Donne, docente di Storia Medioevale; Paolo Macry, docente di Storia Contemporanea; Gigi Di Fiore, giornalista, e Alessandro Cecchi Paone, giornalista Mediaset.

Nel corso dell'incontro è stata analizzata la figura dello storico e del giornalista che, sebbene possono sembrare antitetici, si integrano e sono complementari l'uno all'altro. Infatti, spesso ci sono storici che sono anche giornalisti e ci sono storici che si aprono con forme di comunicazione più accessibili. Il docente di storia medioevale, il prof. Roberto Delle Donne, ha ricordato che, sebbene mancano gli strumenti audiovisivi, si possono sempre ricostruire i vari eventi che hanno caratterizzato la transizione al mondo moderno.

Dai relatori non sono mancate critiche a riviste storiche importanti e a programmi televisivi che trattano gli stessi argomenti. Alessandro Cecchi Paone, nel suo intervento, ha sottolineato l'importanza di conoscere le lingue straniere, in particolare l'inglese, per chi insegna italiano ed ha evidenziato il ruolo dei social, che ormai occupano un posto preminente nella comunicazione moderna.

Tra gli intervenuti il giornalista Albino Albano ha evidenziato che “le due figure si intersecano benissimo in quanto il giornalista deve conoscere ed approfondire la verità come lo storico”; ha, altresì, ribadito “l'importanza della conoscenza delle lingue e della storia in generale, compresa quella medioevale, ricca di eventi storici come quello della venuta dei Longobardi in Italia che, accettando la cultura latina e integrandosi con i residenti. hanno dato un futuro all'Italia”.

Napoli / Federico II: Convegno su “Il caso Moro. Tra verità e silenzi nella deontologia professionale”

Nel Corso di Formazione dell’Ordine dei Giornalisti della Campania trattato uno degli episodi più misteriosi e insoluti della storia della nostra Repubblica.

259px Aldo Moro brG. D’Ava. – 10.05.2018 - Mercoledì 9 maggio 2018, presso la Sala convegni del Palazzo degli Uffici della Federico II, in via Giulio Cesare Cortese, a Napoli, con inizio alle ore 9.30, si è tenuto il convegno sul temaIl caso Moro. Tra verità e silenzi nella deontologia professionale”.

Ad aprire i lavori è stato il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, che nei ha saluti ha ringraziato l’Università che, di recente, ha ospitato  diversi corsi di formazione.

IMG 20180511 WA0005A seguire i giornalisti professionisti Stefania Limiti e Marcello Altamura hanno relazionato sul rapimento e sull’uccisione di Aldo Moro, spaziando sulle varie tematiche che hanno caratterizzato questo periodo della storia della repubblica, quali la rivendicazione sociale, la rivolta studentesca, la lotta armata, le tensioni internazionali e la guerra fredda.

In  seno all’evento, inoltre, sono stati trattati capillarmente gli aspetti relativi alla strage di via Fani, di quel 16 marzo 1978, che, nonostante le scrupolose indagini di quarant’anni orsono, gli interrogatori e i relativi verbali dei carabinieri, la strage resta misteriosa e insoluta, e troppe sono ancora le crepe e le discordanze.