NOLA: ALLA RISCOPERTA DEL FASCINO DI EROS, IL PIU’ E IL PIU’ GIOVANE DEGLI DEI

Performance di teatro sperimentale tra parole immagini d’arte e poesia sulla scia delle suggestioni di Saffo,Lucrezio, Calvino,Bukowski e Qabban. Raffinati e applauditi interpetri-attori dell’ originale  evento Simone Foresta, Enza Silvestrini e Marco De Gemmis.

Servizio di Elena Silvestrini. Fotoservizio di Mira Bifulco.

Eros 502.04.17 - All’origine della creazione, della vita, Eros,il dio di cui tutti gli altri immortali hanno bisogno, il dio di cui il Fato si serve per dipanare il filo degli eventi secondo i suoi imperscrutabili disegni. Eros é infatti potenza inarrestabile che devia e trascende la volontà degli uomini, annulla ogni possibile resistenza razionale,soggioga Paride ed Elena travolti dal desiderio, ma anche dal destino di una guerra, di cui sono allo stesso tempo colpevoli e vittime, e nella quale si mescolano le identità di due mondi opposti.

Eros 1 Con la comparsa di Eros  nascono e prendono forma le identità distinte degli dei ed ha inizio l’epopea umana e divina. Queste sono state  le suggestioni offerte, in apertura, dall’incontro-spettacolo di teatro sperimentale, inserito nella rassegna- eventi dei “Venerdì del Museo” curata dall’Archeoclub, in città.

Attraverso la potenza delle immagini,i richiami al mito e alla storia,Simone Foresta, archeologo docente dell’Università “Federico II”  ha evocato la natura di Eros dapprima senza forma definita, poi rappresentata come un fanciullo la cui azione produce effetti simili a quelli propri di Ypnos e Thanatos (Sonno e Morte), così come raffigurato sui vasi attici, e quindi languore, dimenticanza fluido passare, fusione, arresto. E’ ancora Eros che si manifesta e rende la percezione del sé attraverso i segnali che animano l’arte della seduzione, dalla “spallina”cadente di  Afrodite nei marmi del Partenone ai tacchi a spillo della moda occidentale.

Eros 2E’ Eros che diventa cardine intorno al quale si tesse la discriminazione sessista che nel corso della storia ha spesso ridotto a un ruolo subalterno la donna alla quale si negava la dimensione erotica, come nell’antica Grecia che la escludeva dall’ebbrezza del Simposio o in Cina dove per lungo tempo si manipolava la sua fisicità per ridurla a funzione del piacere maschile, emblematico è il caso dei piedi fasciati perché non si sviluppassero e saziassero così l’aspettativa erotica tipica dell’immaginario dell’uomo orientale.

Eros 3Allo stesso tempo Eros diventa paradigma di emancipazione quando il corpo femminile fotografato in tutte le sue sfumature di delicatezza e provocazione non scandalizza più, ma al contrario propone una dimensione democratica in cui uomo e donna sono liberi di costruire una diversa consapevolezza del proprio e del reciproco piacere.

Eros 4Alla rievocazione dell’Eros secondo il mito e la storia si sono variamente intrecciate le voci di Enza Silvestrini, scrittrice, e Marco De Gemmis, poeta e storico dell’arte, che attraverso assoli di lettura di testi antichi da Saffo a Lucrezio, duetti da autori contemporanei, da Calvino a Bukowski al siriano Qabban e l’ interpretazione di liriche proprie, hanno rappresentato i percorsi dell’Eros arcani e sfuggenti nelle dinamiche del desiderio che accende gli impulsi di ricerca, di azione, o al contrario di fuga e sottrazione a seconda del sentirsi soggetto o oggetto del desiderio stesso, dimensione sempre precaria, mutevole, destabilizzante, al punto che si finisce per allontanarsi, per oscure ragioni, dal proprio oggetto o dall’essere soggetto del desiderio, per ottenere ciò che non si vuole. O forse per ammettere, ad un livello di coscienza più profondo, che i ruoli di soggetto/oggetto sono una nostra illusione e che dopotutto è importante desiderare di essere posseduti dal desiderio, quindi non smettere mai di desiderare.

Erso 6La proiezione dei video di Luisa Terminiello e di Black Napkin hanno ricomposto l’universo dell’Eros nelle contrapposte note di impeto e armonia.

Eros ha accompagnato con la sua presenza il dialogo tra attori/relatori e pubblico, assorto nell’ascolto, avvolto dai suoni delle parole e delle immagini, dall’equilibrio dissonante che il loro impasto ha generato. Il desiderio di accogliere ha dominato,senza interruzioni, in profondità,verso la sintesi dell’applauso finale …

Il Museo Civico di Roccarainola incontra l’Artista Giovanni De Simone

La manifestazione, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Roccarainola articolato in due fasi.

locandina manifestazione RoccarainolaN.R. - 21.04.2017 - L’ Evento, denominato “Accenti Lirici Creativi d’Arte”, sarà articolato in due fasi: La prima parte si svilupperà nella giornata di venerdì 21 aprile, a partire dalle ore 18:30, presso la sala consiliare del Comune di Roccarainola dove sarà presentato il libro di Giovanni De Simone dal titoloRoccarainola Ieri”. Parteciperanno, in qualità di relatori, Lazzaro Alfano, Domenico Capolongo e Sabato De Luca. Saluti istituzionali da parte del Sindaco Raffaele De Simone e dell’Assessore alla Cultura Giovanni Sirignano. Moderatore Carmine Centrella, Presidente del Museo Civico.

Roccarainola Museo CivicoL’incontro sarà preceduto da un Flash Mob, organizzato dalla Pro Loco di Roccarainola, in occasione della Giornata del Libro e dell’Autore, a cui parteciperanno gli alunni dell’Istituto comprensivo San Giovanni Roccarainola/Tufino.

La seconda parte si svilupperà nelle giornate di sabato 22 e domenica 23 aprile, presso la Cappella della SS. Concezione Museo delle Arti Sacre, dove avrà luogo una mostra con Opere del Maestro Giovanni De Simone. In particolare, sabato sera alle ore 18.30, l’Artista presenterà i propri lavori con una performance live.

Orari della Mostra:

Sabato e Domenica dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00.

Ingesso gratuito.

Per info e contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure infoline 3347522728

GIOVEDI SANTO E LA TRADIZIONE GASTRONOMICA DEL DOPO SEPOLCRI: LO “STRUSCIO”

LOPA: ANCHE PER ZUPPA DI COZZE DEL GIOVEDÌ SANTO UN PERCORSO GASTRONOMICO

Ferdinando IC.S. – 13.04.2017 - La zuppa di cozze del Giovedì Santo un piatto semplice che esalta i sapori del Golfo di Napoli.  E’ uno dei piatti tipici della tradizione partenopea tipica del periodo pasquale e costituisce una delle ricette più diffuse per la preparazione delle cozze, insieme alla famosa impepata. Viene tradizionalmente portata in tavola il Giovedì Santo e la sua preparazione avrebbe origini antiche, risalenti al periodo di Ferdinando I di BorboneRicetta semplice, ma ricca di gusto, si prepara con pochi ingredienti, facilmente reperibili in tutte le cucine, ma alla base è necessario utilizzare delle cozze e del polpo ed a seconda delle versioni anche i maruzzielli, ovvero le lumache di mare.

Zuppa cozzePer capire quanto il piatto sia radicato nella tradizione, basti pensare che la maggior parte delle pescherie il Giovedì Santo vende un vero e proprio kit, completo di freselle, immancabili nella presentazione della zuppa di cozze, per la sua preparazioneLa zuppa di cozze con salsa forte alla napoletana è un tipico piatto partenopeo, ed è  una delle ricette più utilizzate per la preparazione delle cozze, dopo l’impepata. Occorre ricordare che, pur essendo un piatto pasquale. è servito tutto l’anno nei ristoranti del centro storico ed alcuni sono  famosi proprio  per la preparazione di  questo piatto, soprattutto nella zona tra Porta Capuana e Porta Nolana, a ridosso della Stazione Centrale. Questa zuppa   viene consumata a Napoli tradizionalmente,  in alternativa alla zuppa di lumache, quale pranzo  del Giovedì Santo,prima di dedicarsi al sacramentale struscio.

via ToledoMette conto ricordare donde derivi questa tradizione. Ferdinando I di Borbone  era golosissimo di pesce e di frutti di mare, e segnatamente delle cozze che lui stesso pescava nelle acque sotto Posillipo e spesso soleva farsele approntare in maniera piuttosto sontuosa con una ricetta di sua invenzione: ‘e cozzeche dint’â connola. Ad un certo punto volle accettare l’ammonimento del  padre domenicano Gregorio Maria Rocco, frate domenicano molto noto sia tra il popolo che a corte, che  si prodigava a Napoli e provincia in opere di assistenza e di apostolato per alleviare la sofferenza di poveri ed emarginati e per combattere il vizio in tutte le sue forme, il quale gli consigliava di non eccedere con peccati di gola, almeno durante la Settimana SantaIl monarca, furbescamente, per non rinunciare alle sue cozze tanto gradite, ordinò ai cuochi di ammannirgli, il Giovedì Santo, prima di recarsi a via Toledo per lo struscio di rito, i mitili con una preparazione meno zuppa di lumache d0sontuosa e si fece servire in tavola la zuppa di cozze con pomodori e  salsa forte di peperoni. La notizia uscì dalle cucine di palazzo e si diffuse per la città e, da quel giorno, dapprima la borghesia e poi tutto il popolo seguono l’esempio del re. Successivamente il popolo basso sostituì le costose cozze con le più economiche lumache e si contentò d’ una zuppa di lumache (ciammarruche), preparata con il medesimo sugo di quella di cozze

foto lopa zuppa di cozzePer tutte queste motivazioni, “sarebbe importante, per rilanciare il settore gastronomico della città, ma anche di tutta la Regione, individuare e realizzare dei Percorsi Gastronomici legati alle trazioni della cucina partenopea delle Festività Pasquali, legandoli al tradizionale percorso dei Sepolcri - “Struscio”, buon volano anche per aumentare, a mio avviso, i flussi turistici”. Cosi questa mattina il Rappresentante della Consulta Nazionale dell’Agricoltura, già Delegato della Provincia per il settore Agricolo\Agroalimentare, Rosario Lopa, partecipando ad un rotocalco radiofonico.

Ricetta tradizionale della Zuppa di Cozze del Giovedì Santo

Tempo: 1 ora. Ingredienti per  6 persone: 1) 2 kg cozze; 2) 1,5 kg polpo verace; 3) 18 freselle piccole; 4) ½ olio extra vergine d’oliva; 5) 3 spicchi d’aglio; 6) 250 g concentrato di pomodoro; 7) Peperoncino q.b. Preparazione: Preparare la salsa, facendo soffriggere l’olio e gli spicchi d’aglio ed appena diventano dorati rimuoverli dalla casseruola e aggiungere il concentrato di pomodoro con il peperoncino; far cuocere il tutto per circa 10-15 minuti.  In una casseruola a parte cuocere il polpo per 20 minuti, mentre in un’altra bisogna lasciare ad aprire, in un litro d’acqua, le cozze.  Togliere le cozze dalla pentola e sgusciarle, avendo cura di lasciarne qualcuna  nel guscio per decorare il piatto. Successivamente, tagliare il polpo a pezzettini e condirlo insieme alle cozze sgusciate, con la salsa precedentemente preparata. Nell’acqua delle cozze mettere a bagno per circa 1-2 minuti le freselle, posizionarle nel piatto e versare la salsa condita con il polpo e le cozze.  Mettere sopra delle cozze con il guscio per guarnire il piatto.

 

MUGNANO DEL CARDINALE / OSTERIA LA LANTERNA: CIBO E PACE SPORTIVA CON TUTTI I COLORI DEL TIFO

Continua all'Osteria La Lanterna, di Marco Ferrara e Luisa Evangelista, il ciclo degli estrosi eventi gastronomici ideati dall’avvocato Sergio Sbarra, in arte Avvocato Gourmet.

La Lanterna ingresso Carmen Guerriero – 07.04.2017 - Lo scorso 31 marzo, dalle ore 20,00, il filo conduttore dei piatti è stato addirittura il calcio, nel senso di tifoseria. Un arduo puzzle di associazione cromatica culinaria per Luisa Evangelista ed il suo fidato alter ego, Stefano Parrella. Nell'occasione, gli executive chef sono stati affiancati dall’avvocato Salvatore Annunziata, civilista di Terzigno, con una grande passione per la cucina e  noto nel mondo food come “Insolitopasto”.

«E'un piacere aprire la nostra cucina ad un appassionato dei fornelli come l’avvocato Salvatore Annunziata- dicono gli chef Luisa Evangelista e Stefano Parrella autore, seppure in famiglia e per amicizia, di piatti di alta qualità.Chef non connota soltanto chi lo fa per professione ma anche chi, come Salvatore, si cimenta ai fornelli con grande passione e successo».

La Lanterna 1Tutti i sapori del tifo’ – prosegue l’Avvocato Gourmet – ha portato in tavola ottimi piatti tutti con diversi colori che richiamano le divise delle varie squadre di calcio italiane.

A dare lustro alla serata Stefan Schwoch, glorioso ex attaccante del Napoli, il Presidente MILAN Club Neapolis di Napoli, Avv. Alfredo Cascone e la sig.ra Antonella Leardi, madre di Ciro Esposito, tifoso del Napoli assassinato a Roma prima della finale di Tim Cup Napoli/Fiorentina,  che da anni sostiene la politica di un tifo appassionato, ma mai violento, proprio in ricordo del figlio scomparso.

leardi sbarraa come si è costruito l'evento? E’ lo stesso Sbarra ad illustrarci i dettagli: «Come tutti sanno, sono un tifoso della Roma e, poi, mi diletto a dare vita ad appuntamenti enogastronomici di qualità come questo proprio per rallegrare tantissimi tra colleghi ed amici, oltre che appassionati del buon gusto. L’iniziativa – prosegue Sergio Sbarra- che ha avuto luogo a Mugnano del Cardinale è nata da un’idea ‘partorita’ qualche tempo fa. Mentre discorrevo con l’amico Salvatore Annunziata, che come me ama la cucina, ma che a differenza mia tifa per l’Inter, è venuta fuori la possibilità di organizzare una serata di questo tipo, dove la buona cucina ed il tifo appassionato, ma mai violento, potessero andare a braccetto. Insieme con Marco Ferrara -patron dell’Osteria La Lanterna, ndr.- abbiamo pensato ad una serata tutta cibo e calcio.

La Lanterna Luisa Evangelista Stefano Parrella Antonio e Vincenzo NocerinoL'iniziativa bissa altre iniziative di pace calcistica già organizzate dall'avv. Sbarra (che, tra l'altro, da anni ha anche fondato su Facebook un gruppo di pace tra tifosi denominato ‘Tifo Roma ma non odio Napoli) quali, per esempio, “Tifo ma non odio”, triangolare tra lo Juventus Club Casamarciano, il Napoli Club San Gennaro Vesuviano ed il Roma Club Saviano.

Partner della serata, Goeldlin Collection di Antonio Goeldlin (che ha vestito gli chef con le sue giacche), Gemme del Vesuvio di Arcangelo Fornaro (che ha fornito la pasta) e l'azienda vinicola Montesole(Av).

«Organizzare serate con Sergio Sbarra, ossia con l’Avvocato Gourmet, è sempre un piacere - soggiunge Marco Ferrara, titolare dell’osteria “La Lanterna” di Mugnano del Cardinale - ed in questo caso mi inorgoglisce il fatto di aver aperto il mio locale ad una serata non solo di cucina, ma anche di pace sportiva».

56219369 vista dall alto delle mani multietniche del calcio sostenitore dello sport che condividono la pizza archivio fotograficoCome si pone, poi,  in queste occasioni, l’avvocato Salvatore Annunziata, tra l’altro anche vice-sindaco di Terzigno - Na?

«Quando non sono nello studio e quando chiudo i Codici – afferma il collega Annunziata - apro il fuoco sotto i fornelli, mi rilassa, mi fa piacere. Ho condiviso volentieri questa bellissima iniziativa con l’amico e collega Sergio Sbarra, nel segno del gusto, dello sport sano e dell’amicizia tra tifosi di diversa fede calcistica».

Come da auspici, con l'evento del 31 marzo c’è stata pace sportiva almeno a tavola, grazie al creativo contributo del collega Annunziata ed allo straordinario talento della mitica Chef Luisa Evangelista col giovane, ma già bravissimo, Stefano Parrella.

BAIANO: REDUCE DALLA CINA, BEATRICE VECCHIONE OSPITE ECCELLENTE ALL’” INCONTRO”

La giovane attrice del “Carignano” di Torino racconta le sue esperienze artistiche. Foto di Enrico Stago.

 

teatro 1 CopiaGianni Amodeo – 0703.2017 - Giovane di ventitré anni, Beatrice Vecchione, ha intrapreso il severo ed impegnativo cammino dell’interpretazione delle opere del teatro classico antico  e della contemporaneità; cammino di passione, dedizione e studio, che le ha già permesso di approdare nei ranghi di cast del  prestigioso Teatro stabile “Carignano” di Torino.

Un approdo di merito e di eccellenza , che le rende onore e che, nello stesso tempo, si profila quale viatico  ben promettente per gli orizzonti che dischiude nelle prospettive di alto profilo nella carriera d’arte, così come attesta l’appena conclusa tournée, che l’ha condotta in Cina, recitando sui palcoscenici dei teatri di Pechino e Shanghai.

Un’esperienza straordinaria, quella compiuta nella Grande Terra del Dragone, in cui il cast dello “Stabile” torinese ha proposto per la regia di Leone Muscato , con successo di pubblico e critica, la  “messa in scena” della pungente commedia “Come vi piace”, nella cui trama William Shakespeare fissa e rivela gli archetipi  delle complesse sfaccettature della vita di corte con mille ipocrisie, a cui fa contrasto la semplicità  della vita dei contadini e delle usanze di campagna; una trama di briosi e sorridenti ammicchi, tra finzione e realtà, di cui è protagonista l’effervescente e giocosa Rosalinda, interpretata con verve  proprio da Beatrice Vecchione.

E l’atmosfera vissuta e respirata nell’esperienza cinese é stata una delle chiavi degli interventi che la giovane attrice ha focalizzato nel corso del meeting, svoltosi nei locali del Circolo socio-culturale “L’Incontro” con filo conduttore le valenze connotative del “Teatro, espressione di cultura e impegno sociale per la promozione delle comunità del territorio”, e coordinato da chi scrive.

Un fattore di riflessione, per evidenziare la dimensione culturale del teatro, nel raccontare la realtà sociale  e la condizione umana in tutte le sue sfaccettature, in rapporto ai tempi; una dimensione culturale, nella cui universalità si leggono i desideri, le passioni, le gioie, le amarezze, le speranze e le delusioni del vivere. Il teatro quale rappresentazione e specchio della vita nella varietà dei generi e dei linguaggi è espressione d’arte, sottolineava Beatrice Vecchione, le cui testimonianze più efficaci e valide sono trasfuse nelle opere degli autori classici, che hanno segnato – e segnano - i tempi dell’umano cammino lungo gli itinerari della storia; itinerari, intrisi e scanditi dalla giostra delle luci e delle ombre dell’esistenza.

 

                       ITINERARIO DI UNA VOCAZIONE E IL TEATRO SPECCHIO DI VITA

VecchioneRivisitati i momenti delle prime esperienze “ in scena” vissute nella Scuola media cittadina della “Parini”, la giovane attrice  rivisitava il senso della piena scoperta della vocazione per il teatro fin dagli anni del Liceo classico “Giosué Carducci”, a Nola, ben frequentato e con bel profitto cognitivo; vocazione, avvalorata nei successivi passaggi dei rigorosi studi nell’ Accademia d’arte drammatica  “Silvio D’Amico”, a Roma, fino al superamento dei severi banchi di prove concorsuali, per far parte dello “Stabile”  torinese.

Un percorso di formazione, distinto dagli articolati ed approfonditi approcci con le opere di autori della letteratura contemporanea italiana, tra i quali Giovanni Testori e Pier Paolo Pasolini; autori anti-conformisti e estranei all’omologazione sociale a-critica e indistinta nei luoghi comuni, coniugando il linguaggio letterario con quello delle arti visive e della drammaturgia. E di Giovanni Testori, lo scrittore che racconta con vigorosa fibra realistica le periferie della Milano del secondo dopo-guerra e ed ancora pre-televisiva, Beatrice Vecchione presentava i profili più interessanti di quell’importante testo della drammaturgia contemporanea qual è l’ Arialda, la cui “messa in scena” con la regia di Luchino Visconti, richiese negli iniziali anni ‘60  la mobilitazione di liberi uomini di pensiero e cultura, fino all’appello indirizzato al Presidente  della Repubblica della Repubblica, Giovanni Gronchi, perché fosse rimosso il divieto di rappresentazione dell’Arialda.

 

                       IL TEATRO AMATORIALE E LA CULTURA DELLA COMUNITA’

teatro 1 Copia 2Dettagli – questi- ed altri ancora, con cui la giovane attrice catalizzava l’attenzione dell’uditorio, nell’illustrare i profili delle esperienze artistiche che viene compiendo, tra le quali va annoverata per l’interesse suscitato dalla critica , quella dell’interpretazione esibita nel racconto della “La morte di Danton” di George Buchner; rappresentazione che lo scorso anno il cast dello “Stabile” di Torino ha proposto con successo nei teatri delle più importanti città delle regioni settentrionali. E su questo piano Beatrice Vecchione, seguendo il filo del tema del meeting, forniva un proficuo approccio per il valore e la funzione del teatro, genere d’arte ed espressione di cultura, per dare senso al ruolo che  e va riconosciuto al teatro amatoriale, così come si vive e pratica nei contesti territoriali, dove spesso mancano anche le necessarie e adeguate strutture di ricezione logistica. E’ un ruolo di animazione sociale, che come tale é anche veicolo di cultura e di  conoscenza, che favorisce e promuove la capacità di “fare comunità civile”.

Sulla tematica sviluppavano  punti di vista e riflessioni - focalizzando difficoltà e progetti di crescita -  gli animatori e protagonisti del teatro amatoriale del territorio; teatro amatoriale, che fa coniugare attività lavorative e professionali con la passione dello “stare in scena”. Un … effervescente micro-cosmo di passione e di entusiasmo che solo da qualche anno dispone di una struttura praticabile e regolarmente agibile: il “Biancardi”, ad Avella. Una presenza, che ha già dato concreto impulso all’organizzazione di “compagnie recitanti ” locali, grazie anche alla disponibilità della civica amministrazione che ne assicura l’utilizzo e la pubblica fruizione, senza particolari ed onerosi vincoli.

Di rilievo l’esperienza prospettata da Riccardo D’Avanzo, funzionario dell’amministrazione provinciale di Avellino, un bel, giovanile … vissuto di sport, tra calcio e volley  con l’avellana formazione di River  boys and girls …. in omaggio al fiume Clanio. E’ esperienza, che ruota sull’associazione “Mela” che realizza una pluralità di iniziative per la promozione civile delle comunità locali, tra cui quelle riservate alla terza età. Un ventaglio di proficue attività, in cui è inserita la filiera del teatro amatoriale, che coinvolge tanti giovani e meno giovani. E sul piano organizzativo è  “Mela”, la protagonista dell’ Estate avellana con la rassegna “Teatro sotto le stelle”, che ha già toccato il traguardo della settima edizione, nella suggestiva location del Giardino del Palazzo baronale di piazza Municipio. Una rassegna, che polarizza la partecipazione di “compagnie” dell’area nolana e vesuviana, di recente anche dell’area salernitana, come dire contesti in cui il teatro amatoriale è di lunga e collaudata tradizione. Una realtà di sicuro interesse, per la quale si aprono le prospettive di un progetto culturale di crescita, su cui “Mela” punta, per qualificare al meglio la propria funzione di associazione di volontariato.

teatro 1 Copia 3E sul versante del volontariato opera a Sperone da oltre venti anni l’associazione Zigo-Zago, costituito per dare sostegno ai ragazzi e alle ragazze che vivono condizioni di disagio. Una finalità sociale che è nel Dna dell’associazione, nel cui ambito d’azione si è inserito da alcuni anni il filone del teatro amatoriale con un  cast ben strutturato, che si vale della regia e del sostegno di Franco D’Anna, funzionario dell’Inps di Avellino; un cast, che con rappresentazioni di genere comico miete successi al “Biancardi” e di recente al Teatro comunale a Montoro. Una realtà, puntualizzata dal presidente del sodalizio, Carmine Festa, anch’egli  funzionario dell’Inps di Avellino, una realtà di servizio, di cui le esperienze teatrali sono un elemento caratterizzante, costituendo un a”punto di riferimento per la comunità speronese. E per  l’associazione polivalene Zigo-Zago  conta la volontà di proseguire nel percorso in atto  e ampliare il proprio raggio d’azione.

Sul profilo della socialità che  vive insieme con un folto gruppo di amici, accomunati dalla passione per il teatro amatoriale si soffermava, in particolare, Salvatore Sgambati, funzionario dell’amministrazione comunale di Baiano, e regista della “compagnia” de “I sognAttori”; una “compagnia”, le cui esperienze di scena si vengono realizzando, da quando il “Biancardi” ha aperto … i battenti. Come, per dire che le … strutture pubbliche gestite con criteri di utilità sociale creano e alimentano le corrispondenti funzioni di civile animazione.

Sul discrimine tra gli ambiti della cultura teatrale,strettamente intesa, e gli  aspetti socializzanti del teatro amatoriale proponeva un’attenta analisi Francesco Scotto, autore di testi e della loro rappresentazione come regista, vantando anche una lunga esperienza nella programmazione e gestione di corsi di recitazione nelle scuole.