Baiano / Focus sulla Costituzione: Nuova etica politica e la religione civile per la tutela delle libertà democratiche

Vincenza Luciano rivisita lattualità del pensiero di Pietro Calamandrei. I rischi dell’indifferentismo politico, della religiosità lucrativa e del familismo autoritario.Foto di Enrico Stago.

Gianni Amodeo - 29\04\19 - E’ una rivisitazione puntuale e lineare dell’attualità del pensiero di Pietro CalamandreiLa Costituzione, quella sviluppata dall’avvocatessa Vincenza Luciano, ricercatrice del Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Salerno, nel Focus introdotto e coordinato dall’avvocatessa Giusy De Laurentiis nei locali del Circolo “L’Incontro” per gli itinerari del “Viaggio nella Costituzione”. Un approccio di analisi politica e civile, affidato ad una esaustiva e ben articolata sequenza di slides preparate e illustrate dalla relatrice con efficacia comunicativa nei profili di contenuto e di contesto sociale, avendo quale chiave di riferimento l’interpretazione testuale del celebre discorso- ispirato dai valori della Costituzione che l’illustre giurista -Rettore dell’Università di Firenze, fondatore del Partito d’Azione e tra i protagonisti dell’Assemblea costituente- pronunciò il 26 gennaio del 1955 nel Salone degli Affreschi della Società umanitaria, aprendo il ciclo di sette lezioni-conversazioni, dedicate agli universitari e agli studenti degli Istituti scolastici  superiori, a Milano.

lincontro baianoE’ una Costituzione che apre le vie verso lavvenire. Non voglio dire - spiegò - rivoluzionaria, perché per rivoluzione nel linguaggio comune sintende qualcosa che sovverte violentemente, ma è una Costituzione rinnovatrice, progressiva che mira alla trasformazione di questa società in cui può accadere che, anche quando ci sono, le libertà giuridiche e politiche siano rese inutili dalle disuguaglianze economiche, dalla impossibilità per molti cittadini di essere persone e di accorgersi che dentro di loro cè una fiamma spirituale che se fosse sviluppata in un regime di perequazione economica, potrebbe  anchessa contribuire progresso della società. Quindi polemica contro il presente in cui viviamo e impegno di fare quanto è in noi per trasformare la situazione esistente”.

calamandreiSono le parole che Calamandrei pronunciò oltre 60 anni fa e che non suonano del tutto estranee alla realtà dei nostri giorni, in ordine alle disuguaglianze sociali in atto. E il presente da contrastare e contestare a cui il “Padre costituente” fa riferimento è quello dell’ “Italia alle vongole” a cavallo degli anni ’40 e ’50 così come era definita e raccontata dai giornalisti de “Il Mondo”, la rivista diretta da Mario Pannunzio ch’è stata il gran laboratorio sia delle idee liberali e progressive, sia dello spirito etico - civile della laicità radicale, e da scrittori della statura culturale di Indro Montanelli, Curzio Malaparte, Leo Longanesi e Giovanni Guareschi. E’ l’”Italia alle vongole” senza nerbo di idealità e priva di moralità pubblica, dedita ai “particolarismi”,  che trovò la massima espressione di sé e la rappresentanza politica in Parlamento con l’Uomo qualunque, il partito fondato da Guglielmo Giannini; è l’ “Italia alle vongole”, i cui aspetti salienti e deteriori sono efficacemente rappresentati nel prospetto di sintesi delineato da Silvio Lanaro, tra i maggiori e più acuti conoscitori della Storia risorgimentale e contemporanea. Un prospetto in cui si allineano i fotogrammi di quella realtà: la religiosità lucrativa, il familismo autoritario, il disprezzo per la cultura, un concetto sentimental-servile della politica e della legittimazione del potere, il culto della roba.

Enza Luciano 3E’ il mix di radici e di concrete situazioni, che non solo nega i principi ideali della Costituzione per l’avvento della democrazia libera e sostanziale, ma dà  anche forza  all’equazione qualunquismo-indifferentismo, che si origina dal fascismo non inteso quale fenomeno politico storicamente caratterizzato, calato in forme istituzionali e di ordinamento statuale, con il ciclo ormai concluso nella disfatta della seconda guerra mondiale, bensì quale costume che “continua a vivere quale atmosfera di prepotenza e viltà, compromesso e corruzione, in cui continuano a rispecchiarsi tanti italiani”. E’ la continuità che costituisce la prova della complessa “transizione dal fascismo alla repubblica, dalla dittatura alla democrazia”. E non a caso Pietro Gobetti, generoso e indomito assertore di ideali liberali e di democrazia progressiva definì il fascismo “autobiografia della nazione”.

Un punto tematico, questo, particolarmente marcato nel discorso di Calamandrei, per evidenziare quali fossero- e lo sono ancora sotto vari profili- gli ostacoli da superare per attuare in pieno la Costituzione, specie nei principi fondamentali, mentre l’Indifferentismo politico è la talpa che sfibra la tenuta della democrazia e delle libertà democratiche, come testimonia l’ astensionismo elettorale dei nostri giorni ormai attestato sulla quota del 60 % per un trend in costante decrescita.  

L’indifferentismo che uccide la democrazia

La religione civile della Costituzione e lo Stato repubblicano          Enza Luciano DSCI0269 1

Sulle correlazioni tra Fascismo come costume e l’equazione Qualunquismo-Indifferentismo, l’avvocatessa Vincenza Luciano calibrava interessanti chiarimenti e riflessioni, seguendo il filo delle slides specifiche, per evidenziare la rilevanza delle istanze e delle ragioni di quella religione civile, fortemente propugnata da Calamandrei nel pensiero e negli scritti come nelle lotte politiche e che anima la Costituzione, generata dalla Liberazione dal nazifascismo, per formare una società più libera, fondata sulla democrazia umana e solidale. E’ la religione civile- sottolineava- che contrasta i progetti di trasformazione della Repubblica della democrazia parlamentare in Repubblica presidenziale; progetti che rientrano negli obiettivi di un esteso fronte di rappresentanze politiche. E’ la transizione per la quale … “andremo a votare per carità, diventando, però, solo tifosi e spettatori di candidati miliardari, come avviene in America ”.

Enza Luciano 2 DSCI0273 1 326x245L’Indifferentismo si supera con la riaffermazione sia delle libertà democratiche, che non sono mai date per acquisite, ma che vanno sempre tutelate nella prassi della quotidianità, sia e soprattutto con il senso dello Stato repubblicano presidio della civile convivenza e della giustizia sociale. Un percorso obbligato che è tracciato in quel classico della divulgazione delle dottrine e idee politiche qual è il testo “Lo Stato siamo noi”, edito da Chiarelettere nel 2011, che contiene una selezione di saggi e articoli di Pietro Calamandrei. E’ il percorso ben focalizzato dall’avvocatessa Vincenza Luciano, per evidenziare l’importanza dell’esercizio della cittadinanza attiva e responsabile che interpella tutti indistintamente per il primato del Bene comune. E’ il monito lanciato da Calamandrei negli anni ’50 del secolo scorso, in antitesi al malcostume dell’”Italia alle vongole” che risuona ed echeggia di calzante attualità.

Tornare a credere nello Stato, perché lo Stato siamo noi. Tornare a credere nella politica per avere una nuova etica della politica. Tornare a credere nellimpegno, perché  solo con la partecipazione collettiva e solidale alla politica un popolo può tornare padrone di ”.

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GLI INCONTRI INTERNAZIONALI DEL CINEMA DI SORRENTO 2019 SONO STATI DEDICATI AL CINEMA TEDESCO

Organizzati da Cineventi con la direzione artistica di Remigio Truocchio, sono promossi dal Comune di Sorrento, guidato dal sindaco Giuseppe Cuomo, con il coordinamento del dirigente del Settore Cultura, Antonino Giammarino, con il sostegno della Regione Campania, del MIBAC e in collaborazione con la Film Commission Regione Campania, il Goethe-Institut, German Films Italia, l’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, Anica, con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania a Roma. Servizio di Pietro Luciano del 20.04.2019. Foto: Fonte Internet.

logo Sorrento 2019 800x445La storia - Gli Incontri del Cinema di Sorrento nascono nel 1963 con l’intento di realizzare una manifestazione cinematografica internazionale che comprendesse film provenienti dai vari Paesi del mondo, divenendo per qualche giorno capitale del cinema internazionale.

rondi mortoNel 1966, con la direzione artistica di Gian Luigi Rondi, la manifestazione è valorizzata con l’aggiunta della formula monografica: dedicare ogni anno la manifestazione ad uno specifico Paese straniero. Fu la Francia ad inaugurare questa nuovo percorso con un presidente d’onore d’eccezione, Réné Clair, guidato, nella selezione dei film francesi, da Maurice Bessy, futuro direttore del Festival di Cannes. La rassegna, dunque, non faceva concorrere le pellicole selezionate, ma bensì costituire una vetrina non competitiva di film provenienti tutti dallo stesso Paese ed accompagnati alla kermesse sorrentina dai registi, i protagonisti, le autorità e dai personaggi del mondo della cultura più significativi di quel Paese.

56598172 854742344876840 1587136646623526912 n 800x445Grazie a questa formula Sorrento divenne in ambito cinematografico, esclusiva ed internazionale, luogo di grande attrattiva e importanza nel quale darsi appuntamento per degli incontri cinematografici tematici. Elia Kazan, John Huston, Martin Scorsese, Michelle Morgan, Jean Paul Belmondo, Ingmar Bergman, Michelangelo Antonioni, Vittorio Gassman, Vittorio De Sica, Giulietta Masina, Carol Reed, David Lean, Deborah Kerr, Trevor Howard, Francis Ford Coppola, King Vidor, Sam Peckimpack, William Wiler, Ingrid Bergman, Ingrid Thulin, Max Von Sydow, Liv Ullmann, Jana Brejchova, Andrej Tarkovskij, Volker Schlondorff, Wim Wenders, Rainer Fassbinder, Werner Herzog, Monica Vitti, Virna Lisi, Sofia Loren, Gina Lollobrigida, Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Akira Kurosawa, Alessandro Blasetti, Ugo Tognazzi, Monica Vitti, sono solo alcuni dei nomi che hanno animato, negli anni, con la loro partecipazione, gli incontri del cinema sorrentini.

incontri cinema sorrento 2017 1Nel 2003 la manifestazione s’interrompe, per riprendere nel 2016 con un nuovo format. Infatti prende il via il nuovo corso degli Incontri Internazionali del Cinema di Sorrento con l’obiettivo di riportare in vita la manifestazione, recuperandone il significato e adattandola al nuovo contesto culturale e sociale. Pertanto ogni anno è dedicato a un genere e alle sue declinazioni: dal cinema, alla televisione passando anche attraverso la letteratura e il web, senza dimenticare il passato, relativi ad una cinematografia di un Paese straniero. 

drama5 730x487Questo nuovo format è costituito da anteprime, retrospettive, mostre, workshop e incontri con i protagonisti dell’industria dell’audiovisivo italiana ed internazionale, dando spazio all’approfondimento tematico, alla formazione e al networking.

Negli ultimi anni, a Sorrento si sono succedute le seguenti cinematografia: 2016: Genere: Crime Focus: Italia; 2017: Genere: Comedy Focus: Francia; 2018: Genere: Drama Focus: Gran Bretagna.

Benvenuti in GermaniaLa 41esima edizione - Gli “incontri” di quest’anno sono iniziati, il 10 aprile nel cinema Tasso, con la proiezione del film Benvenuto in germania! di Simon Verhoeven, con Senta Berger, Heiner Lauterbach, Elias M’Barek, Germania, 2016 (116′).

La trama del film racconta della famiglia Hartmann che si trova ad affrontare un periodo difficile: contro il parere di Richard, la moglie Angelika decide di ospitare Diallo, un migrante nigeriano che vive nel centro di accoglienza che lei ha visitato. Ben presto la casa si anima, anche perché fanno ritorno i figli, Sophie eterna studentessa senza un piano per il futuro e Philip, un brillante avvocato in carriera, sull’orlo di un esaurimento nervoso.

3700516 2111 benvenuto in germania foto e poster della commedia di simon verhoeven 1 jpg pagespeed ce 5cAkdJ0VewSi potrebbe pensare che il film tratti principalmente del problema dell’accoglienza e dell’integrazione razziale, ma a mio avviso, così non è, l’argomento è trattato in maniera teatrale, sfumata, quello che emerge invece è la crisi del sistema occidentale, con la crisi dei valori, la competizione a tutti i costi ed anche la Cristianità sotto l’attacco islamico. I figli, rientrati in famiglia, scoprono ben presto che il matrimonio dei loro genitori è in crisi, e loro stessi rappresentano: la figlia, in crisi esistenziale, arrivata ad una certa età senza sposarsi e senza lavoro, ed il figlio, in carriera, con un divorzio alle spalle, a testimonianza di un lavoro, a cui ha dovuto contrapporre il suo ruolo di padre e di marito. La pellicola è campione d’incassi in Germania, grazie anche ad un cast di prim’ordine; da aggiungere che il regista, Simon Vincent Verhoeven, nato a Monaco di Baviera, è il figlio dell’attrice Senta Berger e del regista Michael Verhoeven.

Gli ospiti 7 1Tra gli ospiti a Sorrento, durante questa 41esima edizione dedicata alla Germania, Christian De Sica, Doris Dörrie, Pupi Avati, Lino Banfi, Anne Kenis, Markus Goller, Yasemin Samdereli.

Tornano inoltre a Sorrento i prestigiosi “Premi Vittorio De Sica”, in collaborazione con l’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello. Tra le anteprime “Adam & Evelyn” di Andrea Goldstein e “Ancora un giorno” di Raúl de la Fuente e Damian NenowEvento Speciale: la sonorizzazione live de “Il gabinetto del Dottor Caligari

incontri professionali del cinema Doris DorrieOspite d’onore - Insieme alle registe tedesche contemporanee, presente a Sorrento anche la regista, produttrice e scrittrice tedesca Doris Dörrie, ospite d’onore di questa edizione. Tra le più importanti figure femminili del cinema tedesco contemporaneo, Doris Dörrie nel corso della sua carriera ha diretto, scritto e prodotto decine di film, oltre a cimentarsi anche con la letteratura pubblicando svariati romanzi – tra cui il best seller Adesso che facciamo? – tradotto in varie lingue, che l’hanno resa nota anche ai lettori italiani.

SORRENTO DE SICA ph Fabio Demitri09Serata di apertura - Mercoledì 10 aprile al Cinema Tasso alle ore 21.00, Christian De Sica ha inaugurato la 41esima edizione degli “Incontri”, ospite della manifestazione per presentare tutte le novità dei prestigiosi Premi Vittorio De Sica, che tornano nella cittadina costiera grazie alla collaborazione con l’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello. Alla serata ha partecipato come ospite d’onore l’Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania, Viktor Elbling.

gabinetto del dr dottor caligari locandina poster cinefactsEvento speciale - A Sorrento non si è reso omaggio solo al cinema tedesco contemporaneo, ma giovedì 11 aprile, al Cinema Tasso, c’è stata la proiezione speciale per il pubblico de Il Gabinetto del Dottor Caligari, film cult realizzato nel 1920 da Robert Wiene, con sonorizzazione dal vivo di Edison Studio, commissionata dall’International Computer Music Conference di Singapore, in grado di creare una perfetta fusione tra suono e immagini e restituendo, a oltre novanta anni di distanza, una visione del tutto inedita del film.

Sorrento Chiostro di San Francesco 800x445Focus e incontri al chiostro San Francesco - Nutrite le attività in programma a Sorrento: appuntamenti con alcuni protagonisti del cinema italiano, quali Il regista Pupi Avati e il fratello Antonio Avati, sceneggiatore e produttore, moderati da Remigio Truocchio (sabato 13 aprile ore 12.00); l’appuntamento con “Ciak Incontra” (domenica 14 aprile, ore 17.00) con Lino Banfi, comico, attore e personaggio televisivo.

Lamica geniale locandinaIl pubblico di Sorrento ha avuto, inoltre, la possibilità di assistere ad un talk su L’Amica Geniale (giovedì 11 aprile, ore 17.00), realizzato in collaborazione con Rai Fiction, alla presenza del Vice Direttore editoriale di Rai Fiction, Francesco Nardella.

Cinema TassoAnteprime e proiezioni al cinema Tasso - Molti i film presentati al Cinema Tasso, oltre al già citato Benvenuto in germania!, di Simon Verhoeven, segnaliamo:

The Weather Inside (10 aprile), alla presenza della regista Isabelle Stever. E’ la storia di una manager tedesca che compie un viaggio in Oriente, che finisce col farle perdere il controllo sulla propria esistenza.

Einmal Hans Mit Scharfer Sosse di Buket Alakus (12 aprile), anche lei presente alla manifestazione. Racconta di Fatma, tedesca di origine turca, che non può sposarsi prima che lo faccia sua sorella, e si mette quindi alla ricerca di un “Hans in salsa piccante”.

Almanya – La mia famiglia va in Germania (13 aprile), una riflessione sul concetto di patria e confini, diretto da Yasemin Samdereli, in cui il protagonista, il turco Huseyin, che ha lasciato il suo Paese anni fa, decide di andare in vacanza con la famiglia proprio in Turchia, dove tutto è cominciato.

Wackersdorf di Oliver Haffner (14 aprile). Il film è tratto da una storia vera che racconta con umorismo la resistenza di una piccola comunità bavarese alla classe politica cittadina.

“Campania bellezza del creato” fa tappa ad Avella

L’Aula Consiliare del Palazzo Baronale ha ospitato, mercoledì 3 aprile, la presentazione dell’ultima opera di Giuseppe Ottaiano. Nel volume anche un’immagine fotografica dedicata al territorio avellano. La Fondazione Avella Città d’Arte ha sottoscritto una convenzione con Terre di Campania che prevede l’accoglienza ad Avella di studenti o gruppi di visitatori.

Bellezze della Campania a d Avella 326x245N.R. - 05.04.2019 - Ancora una tappa in Irpinia per il libro fotografico di Giuseppe Ottaiano “Campania bellezza del creato”, che è stato presentato, mercoledì 3 aprile, alle ore 12,00, presso la Sala “Alvarez de Toledo” del Palazzo Baronale di Avella (Av). Non si ferma, dunque, il cammino dell’ultima pubblicazione del fotoreporter appassionato del buono e del bello della nostra regione, il quale, proprio in provincia di Avellino ha cominciato, circa 10 anni fa, la sua opera di catalogazione iconografica delle eccellenze campane.

In occasione dell’evento, oltre all’autore, sono intervenuti: Domenico Biancardi, Presidente Provincia di Avellino e Sindaco di Avella; Raffaella Bonaudo, Funzionario MIBAC; Antonio Larizza, Presidente Fondazione Avella Città d’Arte. Ha moderato l’incontro Maddalena Venuso, giornalista ed editore del libro.

Campania bellezza del creato” racconta il personale viaggio di Giuseppe Ottaiano alla scoperta di tanti luoghi, prodotti, paesaggi, edifici, di meravigliosa bellezza, ma spesso sconosciuti ai più, magari perché spesso collocati al di fuori dei grandi itinerari turistici della nostra regione. Un’opera che aiuta il lettore ad immergersi nella bellezza della nostra terra, sia essa creata dall’opera divina o dalla mano dell’uomo, per rendere omaggio alla forza della Creazione che ancora sa meravigliarci. E tra queste meraviglie non poteva mancare un’immagine dedicata al territorio di Avella, presente, all’interno del volume, con i suoi straordinarie Monumenti Funerari romani in località Casale. Anzi nell’occasione, il testo è stato arricchito di una sovracopertina con l’immagine del castello di Avella.

Locandina 33x482 3 Aprile 800x445Il libro è diviso in 6 sezioni con la descrizione di luoghi, prodotti, paesaggi ed edifici di meravigliosa bellezza spesso sconosciuti, difatti l’autore ha precisato che nel libro il lettore non troverà foto dei capoluoghi di provincia o città e luoghi già noti.

La pubblicazione, corredata di testi di presentazione e didascalie, tradotte anche in lingua inglese, è stata recentemente trasformata anche in un’esposizione fotografica grazie al contributo di SCABEC e della Regione Campania. Alcune delle pagine del libro sono consultabili, inoltre, attraverso l’utilizzo della realtà aumentata, scaricando gratuitamente su App Store e Google Play l’App MuseoCastelliIrpiniaAR e autorizzando le impostazioni richieste.

Parte del ricavato del libro sostiene l’Associazione Terre di Campania che promuove il territorio ed organizza eventi culturali. Tutte le informazioni sono disponibili nel sito www.terredicampania.it

Avellino: Intitolata la Sala del Consiglio provinciale alla memoria di Pietro Foglia

Dedicata alla memoria dell’uomo politico, ch’è stato sindaco di Baiano e presidente del Consiglio regionale della Campania, la Sala più prestigiosa di Palazzo Caracciolo, nella quale si svolgono le sedute del Consiglio provinciale di Avellino. L’iniziativa, deliberata all’unanimità su proposta del presidente Domenico Biancardi , é stata ufficialmente formalizzata lo scorso 21 marzo. Un degno riconoscimento alla fattività e all’impegno profuso dall’on.le Foglia per la crescita delle comunità nella democrazia e a servizio dei territori.

article e1551285201764 300x249Gianni Amodeo - 23.03.2019 - “Si propone di intitolare la Sala più prestigiosa di Palazzo Caracciolo al compianto onorevole Pietro Foglia, nato a Baiano, il 5 marzo del 1950, scomparso prematuramente l’11 dicembre del 2018. Politico serio, pragmatico e lungimirante amministratore tenace e poderoso, dirigente pubblico competente e qualificato; un autorevole protagonista delle Istituzioni che ha focalizzato il suo impegno a favore dell’Irpinia e del Sud”.

E’ il tenore della proposta formulata dal presidente, Domenico Biancardi, al Consiglio provinciale di Avellino, all’indomani della scomparsa dell’uomo politico, aggredito da un male ribelle ad ogni cura; proposta approvata all’unanimità e resa ora ufficiale, nella seduta del Parlamentino irpino, nel cui ordine del giorno figurava come primo argomento, all’insegna del ricordo di IMG 8305Pietro Foglia, presidente del Consiglio regionale della Campania. Una testimonianza espressa dal presidente Biancardi, che si è soffermato sulla forte capacità di Foglia di rapportarsi ai territori, rendendosi sempre disponibile ad accogliere le istanze delle amministrazioni locali e dei sindaci. Uomo politico, con forte senso delle valenze del pubblico, Foglia evidenziava il presidente della Provincia - si distingueva sia per la caratura delle competenze giuridiche ed amministrative ch’era in grado di esprimere compiutamente e con efficacia di argomentazioni nelle sedi istituzionali e nei pubblici convegni, sia per la visione delle problematiche dei territori e delle loro soluzioni praticabili.

Ed ecco in sequenza alcuni dei più significativi profili che connotano la biografia professionale e politico-istituzionale di Pietro Foglia.

foglia1Laureato in Ingegneria meccanica a pieni voti alla Federico II, è stato docente e ricercatore per la Cattedra d’impianti tecnologici della stessa Università partenopea, maturando importanti e qualificate esperienze tecnico-scientifiche negli Stati Uniti d’America, dopo aver frequentato il Master in business and administration alla Washington University Seattle, collaborando alla progettazione del Boeing 767. Componente della Direzione tecnica di Aeritalia Spa, era approdato, per concorso, nei ruoli di vertice della Cassa del Mezzogiorno diventata AgenSud, con la direzione degli Uffici di Avellino e il coordinamento degli interventi per gli insediamenti abitati del dopo-terremoto dell’80 alla luce della legge 219.

Presidente dell’Area di sviluppo industriale di Avellino, Foglia ha esercitato un’importante funzione per la promozione delle politiche industriali in Irpinia, puntando sul ruolo della realizzazione delle infrastrutture, per le quali spicca la centralità dell’area dell’Ufita, in funzione della leva propulsiva di sviluppo che sarà determinato dalla realizzazione del   sistema dell’Alta Capacità sull’asse Ariano IrpinoGrottaminarda per i collegamenti ferroviari NapoliBari. E nella direzione delle politiche industriali è stato tra i più attivi promotori del varo di quattro Patti territoriali per lo sviluppo delle aree interne dell’Irpinia.

Da Sindaco aveva rilanciato, per Baiano,  oltre dieci anni fa in correlazione con l’Asi di Avellino, l’ipotesi di conferire funzionalità al Piano degli insediamenti produttivi di via Calabricita, che, pur configurato con i vincoli di destinazione dell’area dedicata a ridosso immediato del casello autostradale dell’A-16 e finanziato per oltre quattro miliardi di lire del vecchio conio per le opere infrastrutturali con le risorse proprio del dopo-terremoto dell’80, non era mai diventato operativo. Ma i tempi erano già cambiati e il treno delle opportunità per gli insediamenti produttivi era passato veloce. Di rilievo l’impegno fattivo di Pietro Foglia nel concorrere, in sintonia con movimenti, partiti politici e le comunità del territorio, all’Istituzione della Municipalità unica per Montoro Inferiore e Montoro Superiore, per realizzare l’importante progetto della Città della Valle dell’Irno, in linea con la storia e guardando con fiducia di crescita non solo nel presente, ma soprattutto in proiezione futura. Un impegno che Foglia dispiegò in Consiglio regionale, con la specifica proposta normativa, di cui fu il primo firmatario e relatore; proposta ben studiata ed articolata, incentrata sulla legislazione regionale della Campania e sulla normativa della riforma delle Autonomie locali del 1992.

Baiano: Forum all’ ”Incontro” con Edoardo Fiore

Le foibe e l’esodo, oltre il negazionismo per onorare la memoria e l’identità nazionale.

Foibe 210x300Gianni Amodeo – 05.03.2019 - Una tragedia, che per lunghi anni è stata resa estranea alla coscienza generale, senza trovare neppure uno spiraglio di minima considerazione nel pubblico discorso e, al più e sino ad alcuni anni fa, qualche stringata e frettolosa menzione nei testi scolastici, quasi fosse un episodio insignificante da affidare alla “carta bianca” dell’oblio che spesso concilia il disincanto della cinica ed egoistica indifferenza e le comode certezze del piatto conformismo, con cui da sempre si plaude il nuovo potere che cancella il preesistente, salvo ripensamenti e revisioni di giudizio d’occasionale convenienza, 1200px Kingdom of Italy 1942 with provinces svgin attesa che la storia si sedimenti e si affranchi con gradualità dai frastagliati e involuti tornanti in cui si avviluppa e rinserra, per rappresentare situazioni, eventi ed uomini nella realtà effettuale, distillando luci ed ombre, generosi eroismi e vili tradimenti, negatività, idealità e quella distruttività che fa regredire l’uomo allo stato ferino, restituendolo alla spelonca.

confini 1945 1954Una rimozione declinata il più delle volte nelle forme del negazionismo per opportunità politiche, quella delle tristi e dolenti vicende delle foibe e dell’esodo di cui restarono vittime le popolazioni istriane, dalmate e giuliane nei duri anni del secondo conflitto mondiale tra il ’43 e il ‘ 45, per protrarsi nelle scie del terrore diffuso e capillare fino al ’47.

foibeUn cerchio di violenze e atrocità, il cui epilogo politico internazionale fu scritto dalle rappresentanze dei Governi italiano, inglese, statunitense e jugoslavo nel 1954 con il Memorandum di Londra che restituiva allo Stato italiano Trieste e il territorio di riferimento, conferendo alla Repubblica socialista federativa jugoslava l’amministrazione provvisoria della cosiddetta Zona-B, comprensiva dell’Istria nord occidentale estesa fino al fiume Quieto. E al Memorandum del 1954 seguì il Trattato bilaterale di Osimo, in virtù del quale l’intera Zona-B era acquisita in via definitiva alla Repubblica socialista federativa jugoslava. Un assetto foibaterritoriale, quest’ultimo, destinato ad avere breve durata, venendo scomposto nel 1992-1995 con lo sfaldamento della Repubblica federativa socialista jugoslava. Uno sfaldamento d’implosione, generato dalla lunga e durissima serie delle guerre che si sono combattute qualche decennio fa e all’interno della Federazione socialista jugoslava; guerre civili e conflitti secessionisti nei teatri di morte e stragi nel Kosovo, Bosnia, Erzegovina, Serbia, Croazia, segnando il tracollo del sistema politico realizzato da Tito per l’avvento della società comunista, nel quadro dei complessi e controversi rapporti con l’ Urss, a sua volta, decompostasi da sola nel 1989. E nello scenario che è seguito alle guerre jugoslave, l’Istria si imagesU5QYSNDBconfigura, nella parte settentrionale e in quella meridionale, come entità articolata in due Stati: la Slovenia, con territorio esteso fino al fiume Dragogna, e la Croazia, comprensiva anche del Quarnaro e della Dalmazia. Ed è, questa, una delle rappresentazioni plastiche della “balcanizzazione”, il lemma con cui si configura il “modello” di frammentazione geo-politica e di conflittualità etniche e para-etniche permanenti, che ha sempre connotato l’area balcanica, la micidiale polveriera che fece esplodere la Grande guerra, rinnovandosi nella portata distruttiva, come ricordato, appena una ventina di anni fa.

Onorare la memoria degli innocenti

Il limpido e onesto discorso di Sergio Mattarella

DSCI0051Su questi tracciati di contesto generale e di analisi storica, nei locali del Circolo socio-culturale L’Incontro si è articolato il Forum, incentrato sulle tragiche e drammatiche vicende vissute, oltre settanta anni fa dalle popolazioni istriane, vittime delle foibe iloveimg resizeddalmate e giuliane, immolate alle atrocità delle foibe e al coatto esodo dalle loro terre; Forum, animato dalla relazione proposta dall’avvocato Edoardo Fiore, cultore di storia civile e politica e già consigliere comunale di Avellino. Una ricostruzione, per evidenziare come i dolenti e tristi eventi di quei lontani anni toccarono l’apice della violenza, quando ormai il secondo conflitto mondiale s’era concluso con la disfatta militare italo-tedesca, investendo le popolazioni civili, innocenti ed inermi, vittime sacrificali per la loro Italianità.

foibe 104628 660x368Una situazione - evidenziava Fiore - determinata e attuata con la chiara strategia propria della “pulizia etnica” anti-italiana per la formazione di una società nuova, quella prefigurata dal modello comunista della Repubblica federale jugoslava.

esuliSotto i riflettori, l’accoglienza, spesso tutt’altro che solidale, riservata agli italiani dell’esodo ed ospitati nei campi-profughi, ch’erano stati allestiti in varie città, soprattutto delle regioni settentrionali e centrali. Profughi e italiani due volte, per richiamare l’eccellente e documentato saggio storiografico di Dino Messina, di recente pubblicazione per l’editrice Solferino.

1 w12gdgwz6vqTcZ3FaIVdwChiave di volta della rivisitazione della tragedia delle foibe e dell’esodo, sviluppata da Edoardo Fiore, era il riferimento tematico pienamente condiviso per l’onesto e cristallino discorso pronunciato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella ricorrenza della Giornata del Ricordo del 10 febbraio scorso, con rilievo per il passaggio che recita ”… Un capitolo buio della storia nazionale e inutile che causò lutti, sofferenze, spargimento di sangue innocente. Non si trattò di ritorsione, come qualche storico negazionista e riduzionista ha provato ad insinuare contro i torti del fascismo, perché gli italiani furono vittime di un odio comunque intollerabile che era insieme Mattarellaideologico, etico e sociale. Solo una paziente e coraggiosa opera di ricerca storiografica ha fatto piena luce sulla tragedia delle foibe e del successivo esodo, restituendo questa pagina strappata alla storia e all’identità della Nazione”. Un passaggio, quello citato, inserito nel più articolato filo discorsivo, con cui Mattarella rappresenta il ruolo della pace e dell’Europa comunitaria nel sistema multipolare del Terzo Millennio.

resizerAltri argomenti sotto la cartina di tornasole del Forum: l’Italia del dopo-armistizio del ’43, sbandata e divisa in due; il ruolo della Repubblica sociale italiana, governata da Mussolini, alleata del tutto subalterna alla Germania nazista, che, di suo, assunse ed esercitò il diretto controllo di tutte le operazioni belliche dell’arco di costiera adriatica, praticando aspre politiche anti-slave; le ragioni della conoscenza storica, con cui nel 2011 lo Stato italiano ha istituito la Giornata del Ricordo da onorare pubblicamente e nelle Scuole. Una serie di osservazioni e puntuali DSCI0048riflessioni sviluppate dal medico Carlo Mascheri, dal dottor Carlo Melissa, dal professore Carmine Magnotti e da chi scrive. Particolare la testimonianza dell’avvocato Emanuele Litto, che ben conosce e frequenta quella ch’è stata l’Istria italiana, con la nonna di parte materna, nativa della Slovenia, andata in sposa al nonno, ufficiale dei carabinieri. E in terra slovena, dove possiede un piccolo e ben curato podere - spiegava Emanuele Litto - sono forti i sentimenti di rispetto verso tutte le espressioni della cultura italiana e soprattutto di riconoscenza per le opere pubbliche realizzate dagli italiani. La pace e la laboriosità creano la vita e primeggiano su guerra, odio, violenza.