Baiano /Istituto Comprensivo Giovanni XXIII: Giovanni De Feo con il suo metodo Greenopoli affascina studenti e docenti

Uaneme ro’ priatorio!... che manifestazione.

Manifestazione Baiano 1Giuseppe Napolitano - 30/11/2017 - Una mattinata di emozioni, colori, suoni,parole e sorrisi quella del 21 novembre scorso alla Scuola Media G. Parini  perLaudato si! Salviamo la nostra casa comune, il cui tema dell’incontro era ispirato all’enciclica di Papa Francesco, al Cantico delle Creature di Alessia e alla green smile revolution di Giovanni De Feo, evento promosso dalla Piccola Cometa con il patrocinio culturale del Comune e della Pro Loco di Baiano.  

Alunni e Docenti, già preparati, hanno accolto e sostenuto i grandi temi ambientali, giocando con arte, poesia e musica, iniziando con il canto corale di Dolce Sentire degli oltre 200 studenti presenti e con i  saluti del D. S. prof. Manifestazione Baiano 0Vincenzo Serpico che ha sottolineato il grande valore educativo e culturale dell’evento, nonché della “collaborazione del mondo associativo  e  del Comune  per la crescita e l’affermazione di un nuovo modo di essere scuola che passa soprattutto dall’esperienza e la condivisione  delle grandi tematiche  della società di oggi”, insomma scuola per apprendere“scuola di vita”.

Poi, la presentazione di Alessia e della sua arte è stata affidata al video realizzato da Rai1 con interviste a compagni di scuola e docenti e, a seguire, il filmato del cantico delle creature da lei illustrato e narrato dal grande attore e doppiatore Nando Gazzolo. Alla fine, emozioni e applausi per Alessia, già alunna della scuola, hanno letteralmente inondato la sala.    

Manifestazione Baiano De FeoInvece Giovanni De Feo, ideatore del metodo Greenopoli,  è stato accolto alla sua maniera con un simpatico rap green,  scritto dai ragazzi, che hanno così emulato così la sua creatività scandita proprio dai famosi rap di Mr. Greenopoli. Poi è seguito l’intervento di De Feo, un vero e proprio fiume in piena che ha coinvolto tutti con i suoi esilaranti monologhi simpatici, comici e profondamente educativi. Acqua, energia, materiali da riciclare, risparmio energetico e rispetto delle regole, i temi portanti del metodo Greenopoli.

Erano presenti all’evento il Sindaco Enrico Montanaro e  l’assessore Antonella Crisci per il Comune che hanno ricevuto anche i complimenti del prof. De Feo  per l’ottimo risultato raggiunto sia da Baiano, ma anche da Sperone Manifestazione Baiano 2e Avella, nella raccolta differenziata; per la Pro Loco Baiano ha partecipato la dott.ssa  Giusy De Laurentis, che si è complimentata per l’iniziativa; c’erano, inoltre, il prof. Carmine Montella in qualità di fotoreporter e i nonni di Alessia Carla Felli e Fernando Masi, ospiti d’onore. C’era, eccome, anche Saverio Bellofatto, il papà di Alessia, il deus ex machina dell’iniziativa.

A completare la coreografia della manifestazione: Cartelloni sul ciclo dei rifiuti e un video spot sul tema presentati dai ragazzi, guidati dai rispettivi docenti e coordinati dalla brillante prof.ssa Luisa Damato.

Un incontro nel segno della condivisione e della sostenibilità, insomma, che lascerà traccia nell’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII, insignito, tra l’altro, per l'occasione, della cittadinanza di Greenopoli

Arienzo: Migliaia di spettatori per il matrimonio di Giovannella

La cittadina della Valle di Suessola, grazie all’Associazione “Fatti per Volare”, rivive la sua storia, calandosi nel Seicento. Successo e grandi numeri per il matrimonio di Giovannella Stendardo. Foto di Francesco Fiore

 

Arienzo locandina matrimonio storicoAnita Capassoottobre 2017-  Fatti per volare va sempre più in alto.  Segno che la storia e l’identità fanno spiccare il volo alle comunità. Successo e grandi numeri per le rievocazioni storiche del  matrimonio della contessa di Arienzo Giovannella Stendardo e il voto fatto da re Ferrante d'Aragona alla Madonna di Santa Maria. 

Arienzo si è calata nella cornice storica di seicento anni fa con un viaggio nel tempo che ha rievocato fedelmente la realtà dell’epoca nelle giornate del 23 e 24 settembre scorso. Con la manifestazione dal titolo “Arienzo festeggia la sua Signora”, l’Assessorato alla Cultura del Comune  ha  ricordato  l’importante episodio con celebrazioni che hanno coniugato la storia, la cultura e le tradizioni del territorio della Valle di Suessola.

Foto di Francesco Fiore Le autoritàL’evento, ricco di musiche, danze, seminari, escursioni, cibi e bevande medievali, ha avuto il suo culmine  con il corteo storico che, da Capodiconca al Chiostro di S. Agostino, ha  accompagnato Giovanella e il suo sposo per la celebrazione del rito matrimoniale.

La kermesse storico culturale  è stata curata dall’associazione Fatti per Volare onlus e ha previsto la presentazione dell’evento e della guida storica di Arienzo nella celebre chiesa di S. Agostino, sede delle spoglie mortali di Giovanella Stendardo; è, poi, proseguita  con “Il Sentiero dei Cavalieri”, escursione sul Castello di Arienzo, attraverso l’antico cammino del Monte Castello, accompagnati dallo storico Francesco Pezzullo.

Foto di Francesco Fiore Il corteoA vestirsi di storia sono state  le due principali piazze di Arienzo: in piazza Lettieri gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, guidati dal prof. Enzo Elefante, hanno offerto  una performance di pittura intitolata “I Volti di Giovanella”; in piazza Valletta  è stata presentata la  “Piazza delle Arti”,  percorso ludico-creativo per bambini con laboratori di incisione, pop-up, lettura e giochi medievali. 

Foto di Francesco Fiore Il corteo 2E non solo: “Musica a Corte“ e “Banchetto a Corte”: suoni, cibo e bevande medievali, presenti in uno stand eno-gastronomico,  hanno allietato i  cittadini e turisti a coronamento della prima giornata dei festeggiamenti.  Successivamente, come in tutti i matrimoni importanti dell’epoca,  il grande evento è stato  annunciato pubblicamente  con banditori e figuranti che hanno sfilato  per le strade di Arienzo. Da via Capodiconca è stata tutta una festa: il “Corteo Storico” formato da giullari, nobili, fanti e musici ha accompagnato  gli sposi fino al Chiostro di S.Agostino.

La rievocazione, ideata e diretta dal comitato scientifico e organizzativo dei festeggiamenti, è avvenuta nel rispetto degli usi e delle tradizione del periodo storico in modo da offrire a cittadini e visitatori un esempio del nostro illustre passato.

Foto di Francesco Fiore 2Una grande festa con banchetto, musica, danze e fuochi d’artificio ha concluso  la celebrazione nuziale. Uno sfavillio di luci e di applausi,dunque, ha  confermato il successo dell’importante percorso storico e artistico che vede già gli organizzatori all’opera per la prossima edizione. 

La storia Marino Boffa e Giovannella Stendardo
Marino Boffa, originario di Pozzuoli, nasce intorno al 1390. Ha la possibilità di studiare legge e divenire ben presto un insigne giusperito. Grazie alle sue qualità riesce ad entrare al servizio della casa di Giovanna d’Angio-Durazzo, vedova del duca d’Austria, nonché sorella di Ladislao I, re di Napoli. In qualità di amministratore fiduciario della duchessa, si fa apprezzare per lealtà e competenza. Divenuta regina del Regno di Napoli, alla morte del fratello avvenuta nel 1414, Foto di Francesco Fiore 3Giovanna II chiama Boffa a far parte del Consiglio della Corona. Assume in un primo momento la carica di Gran Cancelliere con il compito di occuparsi degli affari amministrativi della corte napoletana, e successivamente quella di Gran Giustiziere del regno, sorta di ministro della giustizia. Il favore della regina consente a Boffa, quindi, una rapida carriera politica che gli procura prestigio e onore. Nondimeno egli è considerato un parvenu a Corte e ne è consapevole. Non proviene dai ranghi della nobiltà e soprattutto non ha nessuna base patrimoniale che gli potesse garantire sicurezza sociale ed economica una volta venuto meno l’appoggio reale. Le circostanze lo aiutarono in questo senso.

Foto di Francesco Fiore 1A quel tempo, la casa di Giovanna II era frequentata da una giovane e bella fanciulla, figlia unica del conte di Alife, della ricchissima famiglia Stendardo. La ragazza, conosciuta con il nome di Giovannella, all’età di 4 anni era stata sposata con il pressocché coetaneo Samuele Tomacelli, nipote di papa Bonifacio IX. Il matrimonio doveva servire a consolidare l’alleanza politica tra Ladislao I e il papa, di origini napoletane. Bonifacio IX, infatti, nel 1390 aveva riconosciuto Ladislao come legittimo sovrano del Regno contro le pretese di Luigi II d’Angiò-Provenza. Senonché poco dopo la celebrazione delle nozze, Bonifacio IX muore e Ladislao perde ogni interesse a mantenere quell’unione. Giovannella vive presso la casa della sorella del re, Giovanna. Samuele Tomacelli cercherà in tutti i modi di riavere presso di sé quella che considera sua moglie. Esperisce anche le vie legali e affida proprio al nostro Boffa, in qualità di avvocato, la procura della causa intentata allo scopo. I tentativi, però, risultano vani: ad avallare la nullità del matrimonio si avanza la tesi della giovane età dei contraenti al momento in cui furono sposati. Il tempo passa, Ladislao muore e a Corte si continua a non prendere in considerazione le pretese di Tomacelli. Intanto, Giovannella, cresciuta, viene notata da Muzio Attendolo Sforza, uno dei più famosi capitani di ventura d’Italia, al tempo comandante in capo dell’esercito napoletano. Il condottiero vorrebbe che la giovane andasse in sposa al figlio Francesco, futuro duca di Milano e allo scopo affida proprio a Boffa, che considera caro amico e ascoltato consigliere della regina, per convincere questa a dare il suo consenso al nuovo matrimonio. Con sorpresa, però, Marino prende la ragazza con sé e convince Giovanna II alle nozze non con il giovane Sforza, bensì proprio con lui.

Arienzo 1Nel dicembre del 1417, Giovannella Stendardo e Marino Boffa con la benedizione della regina contraggono legittimo matrimonio.

Il novello sposo entra così in possesso dell’eredità della ricca moglie, tra i cui possedimenti si annoverano Cancello, Arienzo e Arpaia. Scontato l’astio del beffato Sforza, Boffa finisce con l’inimicarsi anche l’amante della regina, Gianni Caracciolo. Di fronte a sì potenti nemici, il nostro ben presto è estromesso dal Consiglio della Corona e allontanato dalla Corte napoletana.

Di conseguenza, egli si ritira nei possedimenti dell’amata moglie in attesa di tempi migliori, ponendo la propria residenza ad Arienzo.

Cicciano / “Superstizioni e prospettive”: Un’inchiesta sulla magia quotidiana nel libro di Alessia Rizzo

Venerdì, 25 Ottobre 2017, presso il Centro delle Culture, manifestazione organizzata dalla Pro Loco.

locandina libro RizzoNicola Compagnone  – 10.11.2017 - Grande partecipazione di pubblico lo scorso mercoledì 25 sera presso il Centro delle Culture, dove è avvenuta la presentazione del libro “Superstizioni e prospettive” di Alessia Rizzo, pubblicato dalla “Graus Editore”.

Ha aperto l’evento la giovane pubblicista Maria Zuozo, la quale ha ringraziato la comunità accorsa e ha spiegato com’è avvenuta la conoscenza con l’autrice, ossia tramite il proprio blog sul cinema e sui libri, “Words”.

la copertina del libro della RizzoOltre all’organizzatrice dell’evento e alla scrittrice avellinese, al tavolo dei relatori era presente anche l’Assessore alla Cultura, Lucia Marotta, la quale si è compiaciuta per l’evento creatosi all’interno della sede della Pro Loco di Cicciano.  

La Rizzo, sin da subito, ha messo in chiaro il motivo per cui ha scritto tale volume: “è giusto che si conoscano le origini delle superstizioni attraverso la magia e le credenze popolari, anche perché”, ha detto, “queste si stanno trascurando per mezzo della tecnologia che sta prendendo il sopravvento”. La stessa ha, poi, proseguito con il racconto della nascita del tema curioso affrontato nel libro: è nato come tesi di laurea (l’autrice è laureata in lingue e si è specializzata nella comunicazione all’Università di Genova) per sviluppare l’inchiesta sulle culture che devono esser tenute vive.

Ha affermato, quindi, chechiunque, a modo suo, tende a fare gli scongiuri o a dire i detti. Non è suo solito, perciò, giudicare queste credenze, perché le ritiene un modo diverso per vedere la realtà”.

alessia rizzo ciccianoSempre l’autrice ha confidato come sia stato faticoso intervistare tante persone dal grado di istruzione basso e dal ritmo di vita diverso dagli uomini di città, in quanto provengono dalle campagne della bassa e dall’alta Irpinia. Le loro parole sono state una serie di testimonianze sul mondo magico e sulla sua influenza nella vita di tutti i giorni, che fanno portavoce a un’intera cultura, appunto quella irpina, dove non vi è alcun tipo di filtro.

Quello presentato dalla Rizzo è il racconto di ciò chenon è vero ma ci credo”, che ha influenzato e continua ad influenzare il “modus cogitandi et operandi” degli esseri umani.

Molti sono gli aspetti esplorati all’interno dell’opuscolo: dal malocchio alla jettatura, dalla scaramanzia alle apparizioni di spiriti e fantasmi, dall’approcciarsi alla magia all’enigmatico rapporto tra sogno e realtà. Senza dimenticare, però, il ruolo della Chiesa con la testimonianza di un prete acculturato, tramite il quale si intuisce che se si crede a queste superstizioni, si va contro la Chiesa. Il credere alle superstizioni, dunque, non può essere considerata una vera e propria fede.

La presentazione, per tutta la sua durata, si è svolta come una chiacchierata tra amici al bar, infatti la moderatrice dell’evento e l’Assessore Marotta si sono alternate con naturalezza nel porre le domande alla giornalista Rizzo, la quale ha risposto anche ai particolari quesiti della platea. Ad esempio, partendo da una curiosità di un intervenuto, si è ragionato sul fatto che le superstizioni siano nate come “antidoto” per affrontare la paura del nuovo e del diverso. Insomma, nel corso della serata, si è venuti a conoscenza dei “retroscena” di un mondo di cui si è soliti sapere poco.

La manifestazione ha beneficiato anche del patrocinio del Comune di Cicciano

Casamarciano / Festa del Vino e dei Giovani Vignaioli

 Buona la riuscita di questa seconda edizione, organizzata dalla Pro Loco Hyria e dal Gruppo Archeologico Oreale.

locandina Festa del VinoL.C.Tarantino. – 07.11.207 - Lo scorso 28 ottobre è andata in porto la Festa del Vino e dei Giovani Vignaioli, organizzata dal Gruppo Archeologico Oreale e dalla Pro Loco Hyriadi Casamarciano, con la collaborazione di Giovanni De Silva, Fiduciario della Fondazione Italiana Sommelier.

É stato un appuntamento ideale per gli amanti del buon bere e dei prodotti tipici, della musica, dell'arte e dell'intrattenimento, che hanno avuto la disponibilità di un’ampia scelta agroalimentari: Salumi e formaggi; Primi piatti a cura di Antonio Passero della Tenuta Clementina; Porchetta e Arista da maiale allevato allo stato brado; Pane caldo del Panificio San Clemente; Torrone e Confetti di Confettò; Dolci della Gardenia; Vino artigianale di produzione locale, somministrato  da esperti Sommelier.
ConfettòL'evento si è svolto nella Cantina Monumentale,scavata nel tufo per 25 metri di profondità,della Famiglia Napolitano, in località Sitonno, a Casamarciano.

Uno scenario davvero unico per una serata speciale, che ha visto anche l’allestimento della Mostra d'arte "DIVINARELLI - acquarelli al vino" di Vinz Esteh Valeria Nazzaro; la partecipazione del "Laboratorio di Origami" di Cinzia Bovi e Le gru di Kami, il Pulcinella di Gennaro Patrone.  
Non è mancata la musica, quella live degli 821 Band, le canzoni di Gennaro De Crescenzo.
A contorno l’animazione per bambini e Body Paintig con Sara Meo, l’esposizione dei lavoretti dei bambini della Scuola Elementare e Media di Casamarciano, che hanno preso parte al Progetto "La Stagione del Vino".

Mugnano del Cardinale:Gerardo Bruno ha presentato il libro “Il sogno del guerriero. Le Forche Caudine”

Manifestazione organizzata dalla Pro Loco “Rimettiamoci Insieme”.

Copertinalibro Bruni Biagio Napolitano – 30.10. 2017- Sabato 21 ottobre alle ore 18.00, presso la Sala Consiliare del Comune di Mugnano del Cardinale, in Piazza Umberto I, accanto al Santuario di Santa Filomena, si è tenuto un incontro culturale, organizzato dalla Pro Loco “Rimettiamoci Insieme”, per la presentazione del romanzo storico di Gerardo BrunoIl sogno del guerriero. Le Forche Caudine”.

Un folto pubblico di “intenditori” riempiva la sala, alcuni in piedi o sull’uscio dell’entrata ed oltre. Dopo il saluto di benvenuto del Presidente della Pro Loco, Mario Giuseppe Cuomo, che ha parlato anche dell’impegno dell’Associazione per il territorio con l’organizzazione di manifestazioni mirate e di presentazione libro Bruno 1 Copiaqualità, sia a carattere sociale che ambientale e culturale, come appunto la presentazione del lavoro di Gerado Bruno, e l’invito ai presenti a partecipare alle “Invasioni barbariche” in programma domenica 22 ottobre, è intervenuto il prof. Pietro Luciano, direttore del Gruppo Archeologico Avellano “Amedeo Maiuri” e direttore di redazione de Il Meridiano.

Ha ringraziato il Presidente della Pro Loco, per il suo generoso impegno in attività e manifestazioni votate a potenziare il senso di identità e di appartenenza che anima la cultura locale.

presentazione libro Bruno 2 CopiaPoi ha presentato l’autore: irpino di nascita e di formazione, è nato a Montella e lavora presso l’Ufficio Tributi del Comune; ha scritto due commedie teatrali e collabora al periodico Il Monte; il romanzo storico “Il sogno del guerriero. Le Forche Caudine” è la sua prima esperienza in questo campo.  

Di seguito chiarisce che il lavoro del Bruno è un romanzo storico, che ha nell’episodio delle Forche Caudine, svoltosi nel 321, nel corso della Seconda Guerra Sannitica, l’avvenimento attorno a cui si sviluppa il racconto storico che fa riferimento a Livio (Storie, IX, 5), mentre la parte romanzata del libro è rappresentata dall’avventura amorosa in Capua di Argon, secondogenito di Teodoro, il Meddix degli Hirpini, e del suo inseparabile amico Erennio.  

Ha letto il passo dello storico Livio, sulla battaglia delle Forche Caudine, e si è, inoltre, soffermato sul procedimento del passaggio dei Romani sotto le forche: nudi, ad uno ad uno, svergognati da parte degli assalitori.

Circa la località dove è avvenuto l’episodio, cita, poi, Tito Livio, che, nel suo “Ab urbe condita libri”, descrive una stretta vallata con due valichi all’ingresso e all’uscita. Gli storici propendono, pur in presenza di molte contraddizioni, nel riconoscere nella descrizione dello storico romano la Valle tra Arpaia e Arienzo.

presentazione libro Bruno 3Altri interrogativi  evidenziati sono il numero dei soldati presenti al momento del non scontro e le motivazioni che hanno portato prima i Romani ad arrendersi senza combattere, poi i Sanniti a lasciare liberi i Romani, pur dopo averli sottoposti all’umiliazione delle forche.

Il prof. Luciano ha anche risposto ad un chiarimento richiesto dal prof. Giovanni Colucci, presente in sala, circa la posizione ed il coinvolgimento di Abella-Avella sulla diatriba tra Romani e Sanniti.

È intervenuto, quindi, il dott. Matteo Vasta che, in modo simpatico e con un intercalare dialettale, ha esposto il suo punto di vista sulle modalità di intervento dei Sanniti nelle guerre: non proprio come soldati professionisti, ma come contadini, pastori, agricoltori, chiamati alle armi solo per quanto era necessario e, comunque, per un tempo limitato.

Ha confermato quanto esposto dal prof. Luciano, in modo più esplicito il trattamento vergognoso a cui vennero sottoposti i soldati romani, che comunque, non potevano essere molto numerosi. Ciò in quanto che ad uno ad uno attraversarono un percorso vallivo, in caso contrario avrebbero coperto decine e decine di chilometri e non un tratto di poche centinaia di metri, come si pensa sia avvenuto nell’area delle Forche Caudine.

presentazione libro Bruno 4 CopiaL’autore, infine, appassionato di storia ed in particolare di storia locale, esordisce col dire di essere stato sui luoghi in cui è avvenuta la disfatta dei Romani e, seguendo l’indicazione data da un aviatore telesino, che, durante la Seconda Guerra Mondiale, sorvolò l’area in questione, è riuscito ad individuare la parte valliva più rispondente alle vicende storiche accadute nel Sannio nel 321 a. C., area confermata da ulteriori ricerche dopo il 1990.

Gerardo Bruno, è riuscito, nel suo romanzo, a fondere insieme vicende storicamente narrate da Tito Livio, con altre di fantasia, da vero sognatore, utilizzando spesse volte la forma dialogica come mezzo più immediato per animare gli avvenimenti, rendendoli quasi speculari al presente, un presente fluido e problematico.

Il romanzo si chiude con il riferimento ad una notte di festa per il ritorno dei vincitori sanniti nella loro terra, nelle loro case, con un trofeo di guerra infagottato ed aperto poi davanti alla folla esultante: l’insegna dell’Aquila Romana. “Era sinonimo di potere e rappresentava Roma stessa […]”, come si legge nell’ultima pagina del romanzo, “la notte di festa stava per iniziare. L’odore della carne arrostita inebriava l’aria ed il vino iniziava a scorrere […] la Luna osservava tutto […]”.

L’incontro termina, dopo circa due ore trascorse lungo i fili invisibili di una fantastica e piacevole moviola.