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Cultura e Spettacoli

Napoli: Galleria Borbonica: Nunzio Meo alla 10^ Edizione di Arte e Moda Prendono Forma “Galactica”

Il 17 marzo 2018 sarà presente con l’installazione “Lucis in fundo”.

Locandina Arte Moda galleria borbonica napoli sotterraneaMassimiliano Coppola – 13.03.2018 - Il maestro della luce Nunzio Meo, per la decima edizione di Arte e Moda Prendono Forma, curata da Ludovico Lieto e Valeria Viscione, presenta un’installazione site specific dal titolo Lucis in fundo, dove la luce, i colori, i segni e le forme sono protagonisti assoluti di un’arte che rimanda alla scenotecnica, alla video art ed alla proiezione cinetica.

Tutta la scenografia  dell’opera, infatti, grazie al sapiente impiego di luci a led, utilizzate come palestra d’azione, risalta dal “buio” dell’ambiente circostante.

Meo 1L’artista, per l’edizione 2018, ha progettato un sorta di architettura luminosa e spaziale, con nuove forme visive realizzate con disegni a traforo, ricavati da materiali poveri, di uso quotidiano, di riciclo e di massa, che si snoda per circa cinquanta metri, nella parte meno illuminata della galleria borbonica, creando suggestivi effetti di luce e di ombre, che mutano e rimodellano l’ambiente suburbano partenopeo (cunicoli, cisterne, nicchie), dando metaforicamente luce e vita a questi storici luoghi ottocenteschi.

Gli elementi strutturali dell’opera presentano una forte caratterizzazione estetica e simbolica, con una sperimentazione e un design che tende a un rapporto costante con la “napoletanità”, così da suscitare nel pubblico una reazione di curiosità percettiva. L’illuminazione a led segue diversi gradi d’intensità, a secondo degli effetti e delle sensazioni che vuole rendere l’autore, si tratta cioè di una scenografia spaziale che privilegia forme semplici e primarie, come negli esempi minimalisti. Tuttavia, l’artista nel realizzare le “navicelle di luce colorate” con piatti e bicchiere di plastica, rispetto alle strutture primarie, non rinuncia e non azzera l’aspetto autobiografico. Infatti, include sempre nelle sue opere l’aspetto e l’ambito dell’emotività e del sentimento con l’uso di frasi scritte e immagini simboliche, evidenziate dai fori e tagli sulla materia plastica.

Meo 2Meo ha un approccio idealistico di denuncia sociale contro la società dei consumi, quest’ultima legata ad atteggiamenti volti al soddisfacimento indiscriminato di bisogni non essenziali, alieni da ideali, propositi, programmi, tipico della civiltà odierna. Un alfabeto dei segni dell’esistenza, insomma, che intende salvaguardare l’ambiente contro il circolo vizioso del materialismo, recuperando oggetti, materiali e cose che la società “usa e getta”, per renderli funzionali ed anche oggetti d’arredo.

Le circa trenta navicelle, appese ad un filo di nylon, sono sospese e attaccate alle pareti di tufo e alla soffitta, con luci multicolori proiettate a intermittenza, come in una scena teatrale.

Meo 3Queste sono le peculiarità e gli elementi distintivi sempre presenti nel lavoro del Meo, espressioni visive, codici linguistici, segni  e azioni utilizzati da anni, che rendono l’opera del maestro del gruppo artistico “cultura e atto creativo”, immediatamente riconoscibile. I materiali recuperati diventano così lampade e oggetti luminosi capaci di “avvolgere lo spazio” e creare un inedito effetto di tridimensionalità. Come affermò Alexander Archipenkola scultura inizia dove il materiale avvolge lo spazio”.

L’idea progettuale di Meo ha senza dubbio assimilato la grande lezione delle sculture mobili di Calder, infatti, le navicelle sono sospese e appese al soffitto della galleria, libere di muoversi secondo i flussi dell’aria circostante, prendendo così forma e forza dall’alto e non più dal basso. L’opera in questo modo perde la sua forma fissa ed è resa appunto mobile, tanto da poter essere collocata in ambienti diversi, dal sottosuolo ai parchi pubblici.