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Cultura e Spettacoli

SCENARI DEL PARCO DEL PARTENIO: SUCCESSO PER L’OPERA DI STEFANO LANZIELLO PRESENTATA NEL CIRCOLO “ L’INCONTRO” A BAIANO

IL DOCUMENTARIO RACCONTA LE QUATTRO STAGIONI DI UNA DELLE PIU' BELLE E SUGGESTIVE AREE PROTETTE DELLA CAMPANIA.

storia e geomorfologiaGianni Amodeo – 24.01.2014 - Non c'è che dire. E' davvero uno spot di bell'effetto e forte richiamo, per usare il corrente gergo di marketing consumistico, di cui è scontato il maggiore o...minore tasso d'inganno. Più pertinente e realistico considerarlo, invece, per la sua "unicità" quale esaustivo messaggio, in grado di veicolare e rappresentare la "carta d'identità" del versante centrale del Parco del Partenio, sul versante centrale, che corre da Montevergine all'area avellana, contrassegnata a valle dallo scorrere del Clanio, tra le pareti d'irti pendi con sporgenze di bianca roccia come in un lungo ed interminabile canyon, in cui s'insinua la via dei Cristiani, itinerario battuto da pellegrini del lontano passato, diretti proprio al Santuario mariano di santuario-montevergineMontevergine. Ed è l'itinerario, in cui s'incontra la Chiesa rupestre di San Michele, da anni ormai chiusa al pubblico. Uno straordinario monumento, segnato da incombenti pericoli di frana e che non si riesce porre in sicurezza, nonostante il suo valore culturale.
summonteSono- questi- i tratti significativi e convincenti dell'ampio ed articolato diorama di foto in sequenza di video, con il controcanto di musiche classiche, realizzato da Stefano Lanziello e con l'ottimo montaggio di Carmela Peluso. E fa specie rilevare che una produzione del genere e di spiccata qualità nel dare "visione" delle eccellenze del Parco, non sia ancora stata acquisita dalle istituzioni locali, dai Comuni alla Comunità Montana Vallo di Lauro e Partenio,che in materia di promozione e valorizzazione del territorio non hanno mai prodotto nulla, né mai incoraggiato e sostenuto iniziative come quelle di Stefano Lanziello, impegnato in splendida solitudine nella realizzazione di un'operazione culturale, che incide e lascia il segno. E nelle scuole il senso dell'operazione ha già fatto registrare una eccellente accoglienza con la proiezione del documentario nell'Istituto comprensivo "Monsignor Pasquale Guerriero", ad Avella. Un riscontro, che meriterebbe di essere espresso anche da altre scuole, considerato il valore didattico e formativo del lavoro. Un momento di conoscenza del territorio di rara importanza.
Di certo, la proiezione del diorama nei locali del Circolo L'Incontro ha catalizzato l'attenzione del pubblico presente, inaugurando al meglio la serie d'iniziative, programmata dal sodalizio, per focalizzare il rapporto tra Ambiente e Naturalità. Un rapporto, i cui valori sono troppo spesso elusi e disattesi, condizionando e modificando gli equilibri della vivibilità generale. Il filmato racconta i mutevoli e multicolori profili di scena, che nello scorrere delle quattro stagioni dell'anno connotano il Parco del Partenio, tra le più importanti aree protette regionali e che s'interfaccia con il Parco del Matese ed il dirimpettaio Parco nazionale del Vesuvio. Tre aree protette, quasi sentinelle, ma...inermi, poste a presidio dell'originaria morfologia della vasta pianura campana, su cui l'avidità e la stupida violenza degli uomini nel giro di trenta anni hanno innescato tali e tante di quelle alterazioni da "generare" l'innaturale ed avvelenata Terra dei fuochi, nella cui mappa, com'è noto, si trovano i territori di 57 Comuni, con la popolazione di oltre un milione di abitanti.
Gioco di luci e coloriSono sequenze audiovisive d'autore – di carattere amatoriale- con effetti speciali per la cura profusa nella rappresentazione espressiva dei dettagli paesaggistici e delle caratteristiche del Parco, con particolare rilievo per la flora e l'avifauna, a cui fanno da sfondo gli scenari dell'incanto del sistema-Parco, comprensivo dei Comuni delle province di Avellino, Benevento e Napoli, Una mappa, in cui spiccano le aree di Montevergine e il monumentale complesso architettonico del Santuario della Madonna bruna, mentre si rincorrono i panorami suggestivi di monti, valli e valloni lungo la dorsale dell'Alto Clanio, Capo Ciesco, la Piana di Lauro, Campo Maggiore, il Taburno che s'intravede nella sua maestosa imponenza, per affacciarsi sulla contigua Valle Caudina, per non dire delle cristalline e limpide acque delle sorgenti della Bocca d'acqua e di Sant'Egidio, del sornione chiacchiericcio dell'appena ritrovato flusso della cascata d'Acqua pendente; flusso che sembrava svanito dopo il terremoto dell'80.
Foto PianadiRapilioUna successione di scenari, ora trionfanti di verde ora ricoperti di bianca coltre di neve, ad alta e media quota, in cui è possibile ammirare l' Eremo di San Silvestro con le sue pietre oranti in raccolta ed intima meditazione di fede. E poi si squadernano i pianori, quasi ad interrompere la vertigine delle vette montane, per ospitare gli allevamenti di scattanti e caracollanti cavalli in libertà, le taciturne mandrie di bufale e gli stazzi per le greggi ovine, retaggio della pastorizia che in queste terre per millenni è stata fonte di vita e...ricchezza.
Sono squarci rivelatori delle eccellenze del Parco, su cui Stefano Lanziello si sofferma con l'obiettivo regalando scene di stupendi dettagli nel fissare la varietà dei colori dei fiori di campo, nella loro esplosione di vita in primavera, catturando i vorticosi ed imprevedibili volteggi delle farfalle che paiono giocare con le corolle dei fiori, l'evoluzione biologica dei girini che diventano rane, le sinuose salamandre che flemmatiche s'appiattiscono sul suolo e si mimetizzano tra le protettive erbe del sottobosco e delle vicine acque sorgive. E poi, vera chicca, il racconto del nido d'uccelli, con le uova depositate fino alla loro schiusa con gli implumi volatili desiderosi di proiettarsi nel libero cielo. Sono sequenze in presa diretta, filmate con pazienza ed osservazione metodica per giorni.
Parco Partenio 1Un ottimo lavoro per la cesellatura dei "tagli" e dei primi piani per un bel racconto d'impronta naturalistica. Una produzione degna di ben figurare nelle rassegne nazionali ed internazionali dei docu-film, specie se fosse arricchita ed integrata da schede esplicative delle caratteristiche topografiche dei siti, delle testimonianze architettoniche presenti e delle peculiarità delle attività zootecniche praticate sull'area del Parco.
A sigillo della proiezione- poco meno di un'ora- seguiva la conversazione d'approfondimento, con filo conduttore comune la presa di coscienza, per la quale il territorio va conosciuto, se c'è la convinzione di tutelarne le peculiarità. Un'opportunità di riflessione, quella fornita dal lavoro di Stefano Lanziello, geologo di professione, ambientalista per scelta e componente di quel folto gruppo di escursionisti e cultori della montagna, ch'è particolarmente attivo sul territorio dell'Unione intercomunale del Baianese e dell' Alto Clanio. E poi la consegna della pergamena-ricordo del Circolo L'Incontro al giovane e stimato professionista.