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CORONAVIRUS: VACCINO OXFORD, ASTRAZENECA SOSPENDE I TEST

VACCINOIl gruppo farmaceutico AstraZeneca ha annunciato una sospensione globale dei test clinici per il suo vaccino sperimentale contro il covid-19, vista la comparsa di complicazioni in un partecipante al programma. Il gruppo, associato all’Università di Oxford, ha fatto sapere che il protocollo è scattato di fronte a una reazione avversa seria e non spiegabile , un problema spinale, e che è stata dunque decisa autonomamente la sospensione per consentire le opportune verifiche da parte di una commissione indipendente. «Si è presentato un quadro clinico avverso in uno solo dei 50 mila soggetti volontari su cui il vaccino è stato testato e, come da protocollo, il caso sarà sottoposto al vaglio del comitato indipendente di esperti» ha precisato Piero Di Lorenzo, amministratore delegato dell’istituto di ricerca Irbm di Pomezia, che ha partecipato alla realizzazione di questo vaccino. Secondo Astrazeneca si tratta solo si «un’azione di routine che si adotta durante i test nel caso ci si trovi davanti a una reazione inspiegata». Non è chiaro di quale natura sia la reazione avversa che ha accusato il partecipante al trial. L’azienda comunque ha deciso di bloccare tutto, almeno momentaneamente per «assicurare l’integrità del processo dei test». l vaccino AstraZeneca-Oxford University è visto come un forte contendente tra decine in fase di sviluppo a livello globale. Si sperava che il vaccino potesse essere uno dei primi ad arrivare sul mercato, dopo il successo dei test di fase 1 e 2. Il suo passaggio ai test di Fase 3 nelle ultime settimane ha coinvolto circa 30.000 partecipanti negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Brasile e in Sud Africa. Lo stop invece arriva circa una settimana dopo l’annuncio dell’accordo definitivo della società con la Commissione Europea: accordo nel quale, come ribadito dal ministro della Salute Roberto Speranza, «c’è scritto che le prime dosi, se il vaccino dovesse essere confermato come sicuro, saranno già disponibili entro la fine del 2020». Per quanto riguarda il ruolo dell’Italia, è stata proprio «l’alleanza con Francia, Germania e Olanda che ha permesso di spingere l’Ue verso una forte accelerazione rispetto alla possibilità di avere un vaccino il prima possibile».