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In Ricordo di Don Mario Fabbrocini

Una grave perdita per la storia dell’Agro Nolano-Mariglianese.

don Mario Fabbrocini untitledPietro Luciano – 28.08.2020 - E’ scomparso all’età di 90anni, nella mattinata del 3 luglio a Visciano, salutato dalla comunità locale e diocesana con una sobria cerimonia funebre, Don Mario Fabbrocini.

Si era laureato in lettere presso l’Università di Napoli ed aveva insegnato per circa 25 anni a Pomigliano d’Arco presso l’Istituto Magistrale “Matilde Serao”. Aveva compiuti i suoi studi di Teologia a Roma presso la prestigiosa Università Gregoriana dei Gesuiti. Giornalista-pubblicista, ha diretto il giornale In dialogo ed è stato per tantissimi anni Referente culturale della Tipografia Anselmi di Marigliano ed ha rivestito il ruolo di responsabile della rivista Redenzione, organo ufficiale della Piccola Opera della Redenzione, diffuso in tutto il mondo.

don Mario Fabbrocino 83119211 3134653056582755 6523402339177988111 oHa scritto interessanti articoli di attualità ed ha pubblicato una serie di libri di interesse culturale, soprattutto dedicati a Padre Arturo, di cui è stato uno dei primi Allievi e Sacerdote, mettendo in luce la sua azione missionaria e assistenziale, e per il quale, da sempre, ha avuto un vincolo speciale di affetto e di devozione.

A Nola ha seguito con don Filippo Menna prima e, poi, con Luigi Mucerino il gruppo della Fuci. Sensibile, generoso e altruista ha coltivato rapporti di amicizia e di stima con tanti studenti e professionisti. La sua mentalità, libera e aperta, era contraria ad ogni chiusura e ad ogni moralismo fuori luogo. Per tanti anni il nome e la figura di don Mario sono stati molto in vista nel clero ed in tutti gli ambienti culturali dell’Agro Nolano-Mariglianese.

Da alcuni anni aveva tagliato i ponti con il mondo esterno per motivi di malattia, vivendo a Visciano in una casa di riposo dell’Opera di Padre Arturo. Il suo ricordo rimane vivo nel cuore di quanti lo hanno conosciuto e frequentato, sia nel campo religioso che culturale, soprattutto nell’attività di propaganda dell’Opera di P. Arturo di cui è stato un cronista ed un testimone fedele ed attento.

Ci piace ricordarlo e farlo ricordare da queste pagine con una poesia di Bruno La Manna ed un ricordo di don Ciro Biondi.

Quando l’albero
dedicato a Mario Fabbrocini

Quando l’albero della mia vita
dai venti sarà scarnificato
ed i rami senza foglie
sentiranno lo strazio della croce
chiamerò ancora la luce.
Quando tacerà la voce del mondo
nel fiume azzurro del nulla, canterà
un’altra voce in me.
E tu, Cristo, sarai la mia riva.

Bruno La Manna

Don Mario Fabbrocini, il ricordo di don Ciro Biondi

“Non posso ricordare d. Mario Fabbrocini senza il suo amico d. Bruno La Manna; questi due furono capaci di fare della conoscenza il filo d’oro dell’amicizia tra coloro che li avvicinarono nella loro lunga e breve vita. Bisognava sentirli parlare per vedere come erano innamorati di chi aveva aiutato l’umanità a crescere pensando, scrivendo e vivendo alla maniera di quelli che hanno scoperto il segreto della vita.
Incontrai don Mario quando, giovane prete, venne a Domicella, alla Scuola Apostolica S. Cuore di Padre Arturo d’Onofrio, per donarci la freschezza della sua gioventù e passarci l’esperienza della sua vocazione al sacerdozio. Da allora è stato presente nella mia vita e in quella di tanti giovani come la persona a cui si fa riferimento in ogni situazione importante. Lo vedo ancora con i giovani della FUCI di Nola, trascinati dal suo entusiasmo, sulla scia di quell’altro prete che guidò la gioventù fucina, don Filippo Menna, alla ricerca della bellezza del sapere cristiano.
Ho conosciuto gli amici di d. Mario, scelti perché lo avevano scelto, ognuno di loro innamorato del popolo, lottatori e pensatori che cercavano insieme la giustizia evangelica.
Mi sono abbeverato ai suoi scritti, al suo scrivere preciso, breve, saporito, che ti lasciava nel cuore il piacere e la voglia di leggere il prossimo “corsivo 8”. Ma più di tutto gli sono grato perché non ha avuto paura di essere uno che apriva il cammino, che incoraggiava alla scoperta, che non temeva gli ignoranti ma si lascava conquistare dal “nuovo” che nutriva lo spirito di quegli anni di fuoco della nostra giovinezza.
Mi ha fatto conoscere uno scienziato teologo messo all’indice da chi temeva il futuro: Pierre Teilhard de Chardin, d. Mario ne fece un cavallo di battaglia per poter dare alla Chiesa una spinta in avanti, verso il terzo millennio, verso la Chiesa aperta, senza paure, di Francesco.
Credo che sia stato uno dei professori più amati dagli studenti dell’Istituto Magistrale Matilde Serao di Pomigliano che vedevano in lui non il docente ma il maestro, la persona che comunica ciò che crede e vive.
Autore, giornalista, conferenziere, luminare della scuola è stato il semplice, l’umile, il povero capace di sorridere in tutte le situazioni a fianco di coloro che lo cercavano per essere ascoltati, capiti e aiutati nella ricerca del senso della vita.
Ha fatto del suo sacerdozio un servizio al popolo di Dio, quanto il Vaticano II aprì le porte al mondo lo studiò e lo fece arrivare a tutti coloro che lo ascoltavano. E’ stato un uomo aperto e vivo che ha fatto della sua vita la testimonianza della gioia. Ha saputo trarre per sé e per gli altri dal pozzo del Vangelo e della cultura contemporanea la capacità di essere innamorato di Dio e di quelli che lui ama.
Ha vissuto tra noi 90 anni, gli ultimi presso il Santuario di Visciano, dove era stato accolto bambino da P. Arturo, colui che gli fu padre e lo tenne stretto a sé come un figlio che si lascia libero per farlo crescere nell’amore di Dio e degli altri.
Devo dirti, caro d. Mario, che non mi sento povero ora che te ne sei andato, perché sei stato capace di passarmi tutta la tua ricchezza mentre passeggiavi con noi, dicendoci quello che amavi, desiderando che noi continuassimo ad amarlo.
Grazie di avermi dato la mano mentre smarrito non sapevo a chi rivolgermi per poter seguire Cristo: la tua e mia ragione di vita”
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