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Cultura e Spettacoli

Carife, in vetrina l'antica Romulea con quattro sale e 352 reperti in mostra

Il museo, inaugurato nel gennaio 2019, merita di essere visitato.

museo di Carife P.L. - Nelle sale sono esposti 352 reperti, ritrovati in Baronia e appartenenti ad un periodo compreso tra la metà del VI secolo e gli inizi del III secolo a. C., quindi, in epoca sannitica. Si tratta di ritrovamenti “provenienti dai lavori di scavo eseguiti a Carife nelle località Piano La Sala e Addolorata e da Serra di Marco a Castel Baronia.

Quattro Le sale: Due per i resti sanniti, una per i reperti romani e un intero spazio è dedicato alla ricostruzione di una tomba che proviene dal Parco archeologico dell’Addolorata. I vari elementi in esposizione sono di proprietà statale.

Museo di Carife untitledNelle tombe maschili sono state trovate come corredo funerario cinture di bronzo, culter tonsorius (rasoi), cuspidi di lance e alcuni strigili, strumenti usati per detergere il sudore dopo gli esercizi fisici.

La realizzazione del progetto del museo archeologico è costata 2 milioni di euro, tra fondi regionali ed europei, e 28 anni di lavoriIl sito esprime la sintesi di un lavoro sinergico con la Sovrintendenza di Avellino e Salerno.

Inaugurazione del Museo - https://youtu.be/u2It6mYzugw

baronia hirpinisanniti 42 696x568Un po’ di storia - Carife è, dal punto di vista archeologico, il centro più importante dell’intera Irpinia e l’antica cittadina, ricordata da Tito Livio come simbolo della difesa delle antiche genti sannitiche contro i Romani, che la distrussero nel corso della Terza Guerra Sannitica (296 a.C.), fu abitata fin dal V- VI millennio a. C.. I reperti più importanti, pertanto, riguardano una serie di necropoli d’età preromana.

La prima necropoli fu ritrovata in località Piano La Sala nei pressi del fiume Ufita: 80 tombe prevalentemente a fossa, ma anche esempi di tombe coperte da tegoloni. Tutte le sepolture sono databili a un periodo compreso tra il V e il III sec. a. C. Al III secolo è databile anche un ustrinum.

Museo di Carife Sala con ricostruzione tomba XT1S1704 copia CopiaI defunti erano inumati in posizione supina e nelle sepolture degli adulti si ponevano i cocci di una tazza in cui si era in precedenza bevuto durante un rituale. Le tombe maschili hanno offerto corredi funerari composti principalmente da armi, cinturoni con lamina bronzea e fibule. Dal IV sec. a. C. in poi non si riscontrano più fibule, che invece continuano a essere presenti nelle tombe femminili.

La seconda necropoli, i cui lavori iniziarono nel 1982 ad opera dell’allora Soprintendente Werner Johannowsky, fu intercettata in località Addolorata: 22 tombe a camera databili tra il VI e il III sec. a. C., disposte nella parte terminale di un ripido pendio naturale.

Carife Museo untitledLe tombe databili tra il VI e il V secolo a. C. presentano all’interno cinque vasi, che, poi, si riducono a un massimo di due nei secoli successivi, quando ai piedi dei defunti compaiono coppe a vernice nera o recipienti di bronzo.

In quattro tombe di questa necropoli è stato riscontrato anche il rito della cremazione, simbolo di un elevato status sociale del defunto in vita. Altro elemento di distinzione sociale poteva essere ad esempio lo strigile, ritrovato in quattro sepolture.

Carife Tomba a cappuccinaUna terza necropoli doveva essere in contrada Seritella, ma a oggi ha restituito solo una tomba a cappuccina coperta da tegoloni d’età sannitica. Ai piedi del defunto era stata posta una patera di bronzo, mentre al braccio si è trovata un’armilla di corallo.

Carife fu frequentata anche in età romana, come è testimoniato dal ritrovamento di tombe, ville, monete e fornaci per la produzione del laterizio. (Fonte Soprintendenza Archeologica)

Informazioni:

Orari di apertura al pubblico da martedì a domenica: 9,00-14,00

Biglietto d’ingresso: € 2,00