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MUGNANO DEL CARDINALE: CON LA VENDITA DEI FAGGI DI “VALLICELLA” SORGE LA CHIESA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE

Dalla prefazione del libro di don Giovanni Picariello "Mugnano Cardinale nel Tempo".

copertina Mugnano del Cardinale nel tempo s l225Em.An. – agosto 2020 - Chiedere notizie sulla Madonna delle Grazie, soprattutto quando è la patrona del proprio paese è cosa abbastanza grave. Eppure il compianto sacerdote Giovanni Picariello, nonché storico locale di Mugnano del Cardinale, scomparso, recentemente, ha scritto un testo dal titolo "Mugnano Cardinale nel Tempo" - Banca di Roma- 1993. 

Avvalendosi di una sua prefazione, tra i vari interessanti argomenti, al capitolo VI, titolato "Le altre chiese di Mugnano", a pagina 84, si legge"Santa Maria delle Grazie - S Filomena......Avvenuta la surrettizia vendita, con veste di rimunità della Commenda di Mugnano allo stabilimento della SS. Annunziata di Napoli, fatta dal Cardinale Commendatario Ludovico d'Aragona nel dì 30 settembre 1515, di che a lungo parlammo nel capo IV, passò Mugnano nel dominio di Montevergine a quello dello stabilimento. Cominciarono allora i governatori di esso, ad opprimere il paese non solo nel civile con nuove tasse, ma ancora nel religioso, coll'abolizione del titolo di Parroco, sostituendovi quello di Rettore Curato, assottigliandone anche il canonico assegno, nonché le spese di culto per la Parrocchia, volendo ancora detto rettore, amovibile a loro cenno, e quello che fu più duro, ordinò di non potersi celebrare festa in detta Chiesa Parrocchiale senza espresso suo permesso, che da principio rilasciava gratuitamente, indi vi fissò delle tasse pecuniarie che pretese riscuotere prima della festività nell'accordarne la venia. Vi pure chi assicura aver saputo da' suoi antenati, che pretese poi ancora una tassa per ogni battesimo di bambino, che perciò non pochi Mugnanesi portarono i loro figli a battezzare in Quadrelle, dopo la erezione di quella Parrocchia, e ciò anche per esimersi da quel vassallaggio, qua reso troppo pesante”.

D. DAndrea La devozione della Madonna delle Grazie a Mgnano del Cardinale IPC9QTF3Questi avvenimenti insostenibili costrinsero i fedeli a prendere una precisa decisione:Indispettita la popolazione per tali e tante angarie, pensò di edificare a spese della Comunità, ossia il Comune, un’altra Chiesa in cui potesse onorare come e quando i santi, che ai cittadini piaceva a dispetto dei detti Amministratori, si volle edificare poco lontano dalla Parrocchia di loro giurisdizione. Ad eseguire il progettato disegno, già approvato dall’interno parlamento, oggi municipio, si vendette il legname della contrada detta anche oggi <VALLICELLA>, gremita allora di faggi annosi e di smisurata grandezza, quale contrada fin dall’ora non ben custodita, e zappata in diversi punti, nelle varie epoche, e sempre danneggiate dagli animali e da devastatori e rimasta infruttuosa pel comune, che inutilmente, da più secoli, vi paga i pesi governativi. Col denaro ricavato da tale vendita si cominciò la costruzione della chiesa, ma in qual giorno, mese ed anno, non abbiamo potuto trovare, non solo le notizie, ma nemmeno un brevissimo cenno. Si può stabile però che ai tempi della <simoniaca” vendita del d’Aragona”, avvenuta il 30 settembre 1515, certamente non doveva esistere la chiesa di S. Maria delle Grazie, altrimenti sarebbe stata compresa nella vendita come tutte le altre cose nostre. Solo il dotto guadagni ce ne dà la descrizione, come la vide nel tempo in cui compose la rarissima sua <storia>, nel 1685 circa, come attesta questa stessa. Si rileva allora da ciò che nel 1515 non esisteva; nel 1615 poi era tutta completa; dunque la detta Chiesa dovette essere costruita circa il 1600”.

maio mugnano11Questa in breve la storia, anche se don Giovanni evidenzia anche altre cose importanti riguardanti le dimensione, la gestione di Mons. Luigi Esposito da Faibano di Marigliano, venuto nel paese di Santa Filomena come Rettore, di cui ne parla in un suo testo un altro scrittore di Storia Patria, il prof. Domenico D’Andrea, ed altri avvenimenti.   

Certamente dal racconto emerge, forse tutti l’avranno capito, ancora una volta, che la Festa del Maio è importante, tanto che lo dice anche un canto d’amore durante il lavoro in montagna, vale a dire “Due cuori e una capanna” e al montanaro bastano “l’amore e l’èvere a ‘dderòsa” … ma bisogna superare l’ostacolo della mamma: 

Muntagnà si me vuò ‘bbène

Nun ce sèrve ‘o liètto ‘e spòsa

‘ncopp’a lèvere a ‘dderosa

Quànn’è ‘bbèllo stà cu tè

Làscia a màmmeta e viène cu mè.